Londra, la macabra difesa di un uomo accusato di aver ucciso una giovane modella
L'imputato: lei era già morta quando io, ubriaco, ne ho approfittato. Il procuratore: «Difesa disperata»
Sally Anne Bowman (Rex Feat.)
LONDRA - Il procuratore aveva avvertito: i particolari del racconto dell'accusato non saranno facili da accettare. E infatti nell'aula nella quale si celebra il processo per l'omicidio di una giovane modella, Sally Anne Bowman, pugnalata a morte nel 2005 in un sobborgo di Londra, è andata in scena la macabra difesa dell'uomo accusato dell'omicidio: «Non l'ho uccisa io - ha raccontato il 37enne Mark Dixie, professione cuoco - ho solo fatto sesso con il suo cadavere». Dixie, parlando al processo, ha detto che era sotto l'influenza di alcol e droga quando «si è approfittato della situazione», abusando del corpo della ragazza trovata già senza vita e seminuda su un marciapiedi riversa in un lago di sangue.
IL PROCURATORE: «UNA DIFESA DISPERATA» - Il procuratore Brian Altman ha definito questa «una difesa disperata, senza un briciolo di verità». Sally Anne, 18 anni, che lavorava anche come parrucchiera, fu uccisa nel 2005 da un maniaco sessuale che la lasciò agonizzante davanti alla sua casa. Fu pugnalata in varie parti del corpo, e presa a morsi. Il dna di Dixie è stato trovato sul suo corpo, le sue impronte insanguinate sulle scarpe di Sally e i morsi corrispondono ai denti dell'uomo.
giovedì 7 febbraio 2008
L'istante più bello di una vita? Un euro e diventa eterno sul web

MISTERI CREATIVI
L'uomo che vende i minuti
BRUNO VENTAVOLI
TORINO-Calvino sognava immense cosmologie, saghe ed epopee racchiuse nelle dimensioni di un epigramma e il grande scrittore ungherese István Örkény vergò novelle che in un minuto dicevano un po’ tutto, persino il senso della vita. Un minuto, insomma, non è solo un’unità minima di tempo senza arte né parte. «Aspetta un minuto». Un minuto può cambiare la vita. Ed è partendo da lì che Daniele Alberti ha deciso di trasformare il tempo in un’idea. In uno spazio fisico. L’architetto torinese ha creato su internet il primo «calendario emozionale collettivo», dove puoi comprare un minuto per fissare per sempre (il calendario ambisce all’eternità, come ogni invenzione che si rispetti) il momento più significativo dell’esistenza. Detto così suona strano. Ma una sbirciatina al sito chiarisce tutto. Dunque: l’anno solare è fatto di 525600 minuti. E tanti sono gli spazi disponibili nel calendario virtuale. Chi vuole può entrare in http://www.myminutes.org/ e acquistare il minuto (o più) che preferisce (es. 15:45 del 28 settembre) e riempirlo di immagini, suoni, parole. Quello spazio sarà «congelato» per sempre, perché nessuno potrà mai più metterci le mani sopra. Il minuto comprato verrà visualizzato sulla home page del sito nel momento in cui scatterà il minuto vero (ovvero, nel caso dell’esempio, alle 15:45 del 28 settembre); costa un euro più spese, che l’inventore del sito promette d’usare per lanciare progetti del web innovativi. Naturalmente il minuto acquistato si può regalare. Magari per San Valentino. O rivendere, se proprio si trova l’amatore di quello speciale istante.Il risultato è un’immensa bacheca di ricordi, emozioni, momenti indimenticabili. Un tazebao di vite che si compone progressivamente, creando una comunità di persone che vogliono condividere emozioni, discorsi, programmi. Il minuto più famoso appeso al calendario emozionale è quello di Anna Falchi. C’è la foto di lei tredici anni fa, in minigonna minimale, sul palcoscenico di Sanremo. E il suo commento: «Il mio minuto più bello - dice Anna, che è stata baciata dalla fortuna e talvolta pure schiaffegiata dal fato - è stato alle ore 20.45 del 21 febbraio 1995 che equivale alla prima serata del Festival di Sanremo. Da quel giorno la mia vita è decisamente cambiata!» Falchi aggiunge con orgoglio, in modo che resti scritto per l’eternità anche nell’effimero mondo della fama e dello spettacolo: «Ricordo a tutti che gli ascolti ottenuti in quel festival sono imbattuti ancor oggi! E ogni anno conservo i grafici che lo dimostrano». Dopo il vip Anna c’è di tutto. Ovviamente molti amori. Incontri, primi baci, serate che hanno dirottato quel tram chiamato desiderio. C’è il creativo che mette la prima intervista che un giornale gli ha pubblicato. Compleanni. Animali. Viaggi. Riunioni di lavoro. Insomma il normale bisogno che ogni essere umano sente di fermare questo reo tempo. Lo fece quell’irsuto primitivo che si mise a graffiare sagome di bestie sulla caverna migliaia di anni fa. Lo fa il turista odierno con la sua digitale, catturando milioni di istanti indimenticabili da propinare agli amici. Il «calendario emozionale» con 525600 caselle altro non è che un immenso album fotografico. La perversione sta forse nel volerlo rendere pubblico, nell’offrirlo alla mercè di chicchessia, che può chiosarlo, votarlo, farlo entrare nella sezione dei «top favorites» o dei «most commented». O sfregiarlo d’indifferenza, perché c’è pure la lista dei «less seen minutes». Daniele, per esempio, ha messo una dolcissima foto di neonato per l’«08:20 24-July» («Questo è il minuto in cui sono nato», scrive) e nessuno se l’è filato. Ma questo è un altro discorso. Riguarda la naturale vocazione all’esibizionismo, che nell’era di internet e delle tecnologie facili, ha subito un’amplificazione. E’ la rivoluzione dal basso che continuamente frantuma le severe norme sulla privacy, sbattendo in piazza di tutto. Le liti. Gli amori. Il sesso. E persino il minuto più indimenticabile della propria esistenza. Pazienza se agli altri può apparir banale, perché privo dei sapori, degli odori, della pressione sanguigna provata personalmente. In fondo «Spoon River» è questo: l’insignificante che rischia di diventare poesia. Attenzione, però, «minuter», aspiranti compratori del minuto congelato per sempre sul calendario virtuale. Una roba del genere cercò di farla anche un tal Faust, che aveva venduto l’anima al diavolo e s’era poi innamorato d’una fanciulla tanto carina quanto pura. S’illuse di poter fermare il tempo. E proprio in quell’istante si ritrovò dannato. Ora c’è internet, è tutto meno diabolico.
SANZIONATE QUATTRO SOCIETÀ : spiati in casa dalla tessera del supermarket
L’allarme del Garante per la privacy. "Troppi dati riservati su quelle card"
RAFFAELLO MASCI
ROMAPerché mai un supermercato dovrebbe sapere se un suo cliente è sposato, con quanti figli vive in casa (di uno o più matrimoni?), che scuole ha fatto e dove lavora? E soprattutto, perché richiedere la e-mail? Per bombardarlo poi di pubblicità? Per il garante della Privacy, Francesco Pizzetti, «siamo oltre Orwell». «L’eccesso di raccolta dei dati personali rende invivibile la società moderna», spiega. Da qui la decisione di mettere un freno all’ingerenza delle «fidelity card», cioè a quelle carte di fidelizzazione della clientela, che vengono assegnate da molti soggetti della grande distribuzione (supermercati, tour operator, librerie, distributori di benzina, catene di prodotti elettronici) e che richiedono la compilazione di un modulo con molte (troppe) domande. L’Authority ha deciso quindi di dare un taglio a questa inquisizione con una sanzione che, nello specifico, ha riguardato quattro società (Supermercati Sir, i Viaggi del Ventaglio, la carta «Io e Max» della società CdS e i Supermercati Pim) ma con l’intento più generale di arginare una raccolta dati che, pur muovendo da legittime motivazioni di marketing, rischia di diventare un inutile santuffizio delle beghe domestiche. I dati richiesti infatti - rileva l’autorità garante - sono troppi, superflui, rilevati attraverso moduli «poco chiari e con informazioni incomplete», con l’aggravante dell’«impossibilità di esprimere liberamente il consenso per i trattamenti di dati a fini di marketing». La vita su una scheda Queste schede sanno tutto di noi, sono un Grande Fratello che ci scruta, ci spia, conosce quello che compriamo e quello che, per contro, rifiutiamo: la tinta per i capelli che argina i segni dell’età, l’abuso di cioccolata che svela una latente frustrazione, i profilattici comprati per un certo periodo e poi non più (perché mai?). Oltre a nome, cognome, luogo e data di nascita necessari per attribuire sconti, premi o bonus - rileva il Garante - le società sollecitano informazioni considerate «non pertinenti ed eccedenti». Gli operatori, a questo punto, dovranno riformulare l’informativa, sia cartacea sia on line, specificando, in particolare, quali dati sia obbligatorio indicare al momento dell’adesione al progetto e quali siano invece facoltativi. Dovranno inoltre precisare i diritti (di accesso, rettifica, cancellazione) che la normativa riconosce, e chiarire che il consenso per autorizzare l’uso dei dati per altre finalità è libero. Il mercato delle fidelity vale due miliardi di euro l’anno. Attraverso questi strumenti passa l’80 per cento del fatturato della grande distribuzione alimentare. Le card sono 30 milioni: il 54 per cento della popolazione ne possiede una. Di questo insieme, il 60 per cento ne ha almeno tre, senza contare quelle di accumulo punti delle compagnie aeree. L’obiettivo dei badge è quello di fidelizzare la clientela, ma sono anche un mezzo per capire consumi e preferenze di mercato da declinare poi per categorie sociali: le famiglie, i single, le persone istruite, quelle del Sud, quelle del Nord... Il timore dell’Autorità Garante è che questa rete di card diventi un Occhio Segreto che controlla ogni nostra scelta di vita. Da qui l’alt.
La Stampa 6 febbraio 2008
RAFFAELLO MASCI
ROMAPerché mai un supermercato dovrebbe sapere se un suo cliente è sposato, con quanti figli vive in casa (di uno o più matrimoni?), che scuole ha fatto e dove lavora? E soprattutto, perché richiedere la e-mail? Per bombardarlo poi di pubblicità? Per il garante della Privacy, Francesco Pizzetti, «siamo oltre Orwell». «L’eccesso di raccolta dei dati personali rende invivibile la società moderna», spiega. Da qui la decisione di mettere un freno all’ingerenza delle «fidelity card», cioè a quelle carte di fidelizzazione della clientela, che vengono assegnate da molti soggetti della grande distribuzione (supermercati, tour operator, librerie, distributori di benzina, catene di prodotti elettronici) e che richiedono la compilazione di un modulo con molte (troppe) domande. L’Authority ha deciso quindi di dare un taglio a questa inquisizione con una sanzione che, nello specifico, ha riguardato quattro società (Supermercati Sir, i Viaggi del Ventaglio, la carta «Io e Max» della società CdS e i Supermercati Pim) ma con l’intento più generale di arginare una raccolta dati che, pur muovendo da legittime motivazioni di marketing, rischia di diventare un inutile santuffizio delle beghe domestiche. I dati richiesti infatti - rileva l’autorità garante - sono troppi, superflui, rilevati attraverso moduli «poco chiari e con informazioni incomplete», con l’aggravante dell’«impossibilità di esprimere liberamente il consenso per i trattamenti di dati a fini di marketing». La vita su una scheda Queste schede sanno tutto di noi, sono un Grande Fratello che ci scruta, ci spia, conosce quello che compriamo e quello che, per contro, rifiutiamo: la tinta per i capelli che argina i segni dell’età, l’abuso di cioccolata che svela una latente frustrazione, i profilattici comprati per un certo periodo e poi non più (perché mai?). Oltre a nome, cognome, luogo e data di nascita necessari per attribuire sconti, premi o bonus - rileva il Garante - le società sollecitano informazioni considerate «non pertinenti ed eccedenti». Gli operatori, a questo punto, dovranno riformulare l’informativa, sia cartacea sia on line, specificando, in particolare, quali dati sia obbligatorio indicare al momento dell’adesione al progetto e quali siano invece facoltativi. Dovranno inoltre precisare i diritti (di accesso, rettifica, cancellazione) che la normativa riconosce, e chiarire che il consenso per autorizzare l’uso dei dati per altre finalità è libero. Il mercato delle fidelity vale due miliardi di euro l’anno. Attraverso questi strumenti passa l’80 per cento del fatturato della grande distribuzione alimentare. Le card sono 30 milioni: il 54 per cento della popolazione ne possiede una. Di questo insieme, il 60 per cento ne ha almeno tre, senza contare quelle di accumulo punti delle compagnie aeree. L’obiettivo dei badge è quello di fidelizzare la clientela, ma sono anche un mezzo per capire consumi e preferenze di mercato da declinare poi per categorie sociali: le famiglie, i single, le persone istruite, quelle del Sud, quelle del Nord... Il timore dell’Autorità Garante è che questa rete di card diventi un Occhio Segreto che controlla ogni nostra scelta di vita. Da qui l’alt.
La Stampa 6 febbraio 2008
mercoledì 6 febbraio 2008
"Non bisogna sottovalutare la Scafatese"
L’ex giallorosso Menolascina anticipa il derby contro i canarini e tesse le lodi dell’undici di Simonelli
ANTONIO MARTONE
L’ex giallorosso Michele Menolascina bluardo della matricola Noicattaro che domenica scorsa nel recupero ha affrontato e battuto la Scafatese, prova ad anticipare il derby di domenica. «È una buona squadra - esordisce - che è stata aggiustata in corsa con numerosissimi elementi e l’arrivo di un allenatore di categoria. Non vi fidate perchè è una formazione ostica. Naturalmente vale la pena aggiungere che se il Benevento gioca come sa è di un altro livello e quindi non c’è storia. Comunque, tutto sommato ho visto un discreto collettivo che forse ha qualche pecca in difesa dove sono molto statici e lenti e vanno in difficoltà nel gioco in velocità. Al contrario se la sono cavata bene nel gioco aereo. Ma va anche aggiunto che noi abbiamo giocato una grande partita, con lo spirito giusto perchè era uno scontro diretto. Piscologicamente contro di voi, invece, staranno meglio perchè non avranno nulla da perdere e tireranno fuori la giusta cattiveria che abbinata ad alcune individualità fa della Scafatese una discreta squadra. Tra le altre cose - continua Menolascina - io sto affermando da tempo che questo torneo è livellato, siamo tutti più o meno alla pari anche quelle squadre che ora stanno nelle zone alte, fatta eccezione per il Benevento che è davvero impressionante. Sì c’è il Pescina che è una squadra bene organizzata, ma onestamente, non c’ è paragone con la mia ex formazione che spero possa ritrovare la serie C1 al più presto. Infine, se battete la Scafatese - conclude - indirettamente fate un piacere anche a noi visto che si tratta di un avversario impegnato insieme a noi nella lotta per la sopravvivenza», A proposito dei quarti di finale di coppa Italia, intanto, il Sorrento che avrebbe dovuto giocare la gara d’andata in casa, ha chiesto al sodalizio giallorosso l’inversione dei campi. L'istanza è stata inoltrata dalla società rossonera poichè il 13 e il 14 febbraio la cittadina costiera sarà impegnata con la festa del patrono Sant’Antonino. Il Benevento Calcio ha dato la propria disponibilità, pertanto si resta in attesa della ratifica da parte della Lega di serie C, ma si può sin d’ora già dire ufficialmente che l’andata si giocherà mercoledì 13 febbraio, dunque, allo stadio S. Colomba, mentre la gara di ritorno che sarà quella decisiva al campo Italia. Una dimostrazione di disponibilità ed un gesto distensivo, quello sannita, dopo le polemiche della passata stagione nella lotta per il primato. I giallorossi, intanto, ieri pomeriggio hanno ripreso la preparazione dopo due giorni di riposo. Buone notizie arrivano dall’infermeria in quanto il brasiliano Carloto e l’ultimo arrivato De Liguori si sono aggregati ai compagni di squadra e quindi saranno disponibili per il derby contro la Scafatese. Infine, l’Ufficio Scolastico provinciale di benevento in una nota comunica che i Giochi Sportivi Studenteschi di calcio, si disputeranno all’antistadio. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla sportività e alla sensibilità verso il mondo scolastico dei fratelli Vigorito.
Il Mattino 6 febbraio 2007
ANTONIO MARTONE
L’ex giallorosso Michele Menolascina bluardo della matricola Noicattaro che domenica scorsa nel recupero ha affrontato e battuto la Scafatese, prova ad anticipare il derby di domenica. «È una buona squadra - esordisce - che è stata aggiustata in corsa con numerosissimi elementi e l’arrivo di un allenatore di categoria. Non vi fidate perchè è una formazione ostica. Naturalmente vale la pena aggiungere che se il Benevento gioca come sa è di un altro livello e quindi non c’è storia. Comunque, tutto sommato ho visto un discreto collettivo che forse ha qualche pecca in difesa dove sono molto statici e lenti e vanno in difficoltà nel gioco in velocità. Al contrario se la sono cavata bene nel gioco aereo. Ma va anche aggiunto che noi abbiamo giocato una grande partita, con lo spirito giusto perchè era uno scontro diretto. Piscologicamente contro di voi, invece, staranno meglio perchè non avranno nulla da perdere e tireranno fuori la giusta cattiveria che abbinata ad alcune individualità fa della Scafatese una discreta squadra. Tra le altre cose - continua Menolascina - io sto affermando da tempo che questo torneo è livellato, siamo tutti più o meno alla pari anche quelle squadre che ora stanno nelle zone alte, fatta eccezione per il Benevento che è davvero impressionante. Sì c’è il Pescina che è una squadra bene organizzata, ma onestamente, non c’ è paragone con la mia ex formazione che spero possa ritrovare la serie C1 al più presto. Infine, se battete la Scafatese - conclude - indirettamente fate un piacere anche a noi visto che si tratta di un avversario impegnato insieme a noi nella lotta per la sopravvivenza», A proposito dei quarti di finale di coppa Italia, intanto, il Sorrento che avrebbe dovuto giocare la gara d’andata in casa, ha chiesto al sodalizio giallorosso l’inversione dei campi. L'istanza è stata inoltrata dalla società rossonera poichè il 13 e il 14 febbraio la cittadina costiera sarà impegnata con la festa del patrono Sant’Antonino. Il Benevento Calcio ha dato la propria disponibilità, pertanto si resta in attesa della ratifica da parte della Lega di serie C, ma si può sin d’ora già dire ufficialmente che l’andata si giocherà mercoledì 13 febbraio, dunque, allo stadio S. Colomba, mentre la gara di ritorno che sarà quella decisiva al campo Italia. Una dimostrazione di disponibilità ed un gesto distensivo, quello sannita, dopo le polemiche della passata stagione nella lotta per il primato. I giallorossi, intanto, ieri pomeriggio hanno ripreso la preparazione dopo due giorni di riposo. Buone notizie arrivano dall’infermeria in quanto il brasiliano Carloto e l’ultimo arrivato De Liguori si sono aggregati ai compagni di squadra e quindi saranno disponibili per il derby contro la Scafatese. Infine, l’Ufficio Scolastico provinciale di benevento in una nota comunica che i Giochi Sportivi Studenteschi di calcio, si disputeranno all’antistadio. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla sportività e alla sensibilità verso il mondo scolastico dei fratelli Vigorito.
Il Mattino 6 febbraio 2007
Fantasmi al cimitero di Pagani il video su YouTube
Fantasmi al cimitero il video su YouTube
http://videoizle.yayinakisi.com/video/T3lS9gYEiRw/Fantasmi-dentro-il-cimitero-di-Pagani-SA.html
MIRIAM CARBONE Pagani. Di inquietante ha veramente poco. Eppure il video made in Pagani che circola su youtube in questi giorni sta facendo registrare un vero e proprio record di visualizzazioni. Si intitola «Fantasmi dentro il cimitero di Pagani» ed è stato aggiunto il 31 gennaio da una persona che si è registrata come katellokaulitz91. Il secondo video, in tutto e per tutto identico al primo, è stato invece inserito dal nickname Zuffellato. Il filmato dura tre minuti e mostra l'ingresso del cimitero cittadino nella notte di Capodanno: un gruppo di ragazzi sta facendo esplodere fuochi e botti davanti al cancello del camposanto. Ci sono dei passanti, qualche auto attraversa la strada. La qualità del video è scarsa poiché è stato registrato con un telefono cellulare, come spiega lo stesso autore nelle note che contengono le informazioni sul video. «Strano ma vero...la notte di Capodanno...succede dell'incredibile...apparizioni di fantasmi al cimitero...un uomo e una donna...», si legge nella postilla. E poi ancora: «Qui, circa sei mesi prima si era consumato un omicidio-suicidio. E infatti a partire dal minuto 2:35 si vedono due figure spettrali, una dall'aspetto femminile e una maschile, aggirarsi nel cimitero». L'autore fa riferimento al delitto del 10 agosto scorso, quando il 39enne Alfonso Cavitta uccise la fioraia Giuseppina Menna e ferì il di lei cognato Aniello Pepe prima di togliersi la vita colpendosi all'addome con un coltello proprio nei pressi del cimitero cittadino. In realtà nel video, a parte i giochi di luce e di fumo causati dai botti, non sembra apparire nulla di «soprannaturale». Lo stile è decisamente alla «Blair witch project» ma già qualche utente chiede dove siano i tanto pubblicizzati fantasmi. Forse gli autori del filmato si sono auto-suggestionati dopo la notte trascorsa dinanzi al camposanto. Forse sono solo ragazzi in cerca dei classici «cinque minuti di celebrità». E ci sono riusciti: a Pagani non si fa altro che parlare del famigerato video e su youtube il filmato si è già aggiudicato il riconoscimento quale video più visto della settimana nella categoria «Scienze e Tecnologia».
Fonte: Il Mattino 5 febbraio 2008
http://videoizle.yayinakisi.com/video/T3lS9gYEiRw/Fantasmi-dentro-il-cimitero-di-Pagani-SA.html
MIRIAM CARBONE Pagani. Di inquietante ha veramente poco. Eppure il video made in Pagani che circola su youtube in questi giorni sta facendo registrare un vero e proprio record di visualizzazioni. Si intitola «Fantasmi dentro il cimitero di Pagani» ed è stato aggiunto il 31 gennaio da una persona che si è registrata come katellokaulitz91. Il secondo video, in tutto e per tutto identico al primo, è stato invece inserito dal nickname Zuffellato. Il filmato dura tre minuti e mostra l'ingresso del cimitero cittadino nella notte di Capodanno: un gruppo di ragazzi sta facendo esplodere fuochi e botti davanti al cancello del camposanto. Ci sono dei passanti, qualche auto attraversa la strada. La qualità del video è scarsa poiché è stato registrato con un telefono cellulare, come spiega lo stesso autore nelle note che contengono le informazioni sul video. «Strano ma vero...la notte di Capodanno...succede dell'incredibile...apparizioni di fantasmi al cimitero...un uomo e una donna...», si legge nella postilla. E poi ancora: «Qui, circa sei mesi prima si era consumato un omicidio-suicidio. E infatti a partire dal minuto 2:35 si vedono due figure spettrali, una dall'aspetto femminile e una maschile, aggirarsi nel cimitero». L'autore fa riferimento al delitto del 10 agosto scorso, quando il 39enne Alfonso Cavitta uccise la fioraia Giuseppina Menna e ferì il di lei cognato Aniello Pepe prima di togliersi la vita colpendosi all'addome con un coltello proprio nei pressi del cimitero cittadino. In realtà nel video, a parte i giochi di luce e di fumo causati dai botti, non sembra apparire nulla di «soprannaturale». Lo stile è decisamente alla «Blair witch project» ma già qualche utente chiede dove siano i tanto pubblicizzati fantasmi. Forse gli autori del filmato si sono auto-suggestionati dopo la notte trascorsa dinanzi al camposanto. Forse sono solo ragazzi in cerca dei classici «cinque minuti di celebrità». E ci sono riusciti: a Pagani non si fa altro che parlare del famigerato video e su youtube il filmato si è già aggiudicato il riconoscimento quale video più visto della settimana nella categoria «Scienze e Tecnologia».
Fonte: Il Mattino 5 febbraio 2008
martedì 5 febbraio 2008
Pordenone.Pornoprof,voglio continuare a insegnare agli adulti
2008-02-04 15:34
Ancora in attesa di conoscere la sanzione cui sara' soggetta
(ANSA) - PORDENONE, 4 FEB - Anna Ciriani, 'pornoprof' di Pordenone sospesa da scuola per le performance alla fiera dell'Eros di Berlino, vuole insegnare agli adulti. Lo ha detto alla vigilia della consegna della domanda di trasferimento e dopo aver partecipato, come ospite, a 'Mattino 5', trasmissione condotta da Claudio Brachino. La docente e' ancora in attesa di conoscere il tipo di sanzione che le sara' comminata dalle autorita' scolastiche. Sospesa da novembre ma confida di tornare al piu' presto in classe.
Ancora in attesa di conoscere la sanzione cui sara' soggetta
(ANSA) - PORDENONE, 4 FEB - Anna Ciriani, 'pornoprof' di Pordenone sospesa da scuola per le performance alla fiera dell'Eros di Berlino, vuole insegnare agli adulti. Lo ha detto alla vigilia della consegna della domanda di trasferimento e dopo aver partecipato, come ospite, a 'Mattino 5', trasmissione condotta da Claudio Brachino. La docente e' ancora in attesa di conoscere il tipo di sanzione che le sara' comminata dalle autorita' scolastiche. Sospesa da novembre ma confida di tornare al piu' presto in classe.
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