Secondo Gianpi, "lady Asl" stava
per diventare assessore alla Sanità
BARI - Da giovedì è agli arresti domiciliari nella sua casa di Bari, eppure, a detta di Tarantini, lo scorso anno era in prima linea per diventare assessore regionale alla sanità. Dalla guida della Asl di Bari, Lea Cosentino, sempre secondo Tarantini, stava per fare il grande salto: il governatore Nichi Vendola le avrebbe prospettato la possibilità di entrare in giunta per sostituire Alberto Tedesco. La circostanza è stata raccontata da Gianpaolo Tarantini in uno degli interrogatori che l’ex re delle protesi ha reso nello scorso novembre.
Alla fine di settembre 2007 Alberto Tedesco finisce sotto il fuoco delle critiche dell’Italia dei Valori: il segretario regionale Pierfelice Zazzera lo accusa di avere interessi patrimoniali nella sanità tramite le società intestate ai figli. È più o meno in quel periodo che Vendola, dicono le cronache, comincia a pensare all’avvicendamento dell’assessore. Tra i possibili candidati, nelle settimane successive, circoleranno anche i nomi di Mario Loizzo e di Lea Cosentino.
«Già si sapeva - fa mettere a verbale Tarantini, ricostruendo l’episodio - dell’esistenza di un’indagine a carico di Tedesco, e Vendola le aveva proposto la nomina ad assessore. Lei mi chiedeva una sponsorizzazione su De Santis e Frisullo che erano miei amici». Gli avvenimenti, però, prenderanno un’altra piega. «Quell’avvicendamento non è mai avvenuto - racconta alla Gazzetta una fonte molto vicina alle vicende di quei giorni - per la forte contrarietà di un’ala del Pd, con in testa l’ex segretario Michele Emiliano: dicevano che sostituire Tedesco equivaleva ad ammettere che quelle accuse erano vere».
Il 6 febbraio 2008, poi, l’Ansa batte la notizia dell’avviso di garanzia a Tedesco. Quel pomeriggio l’assessore rassegna le dimissioni nelle mani di Vendola, che immediatamente nomina Tommaso Fiore.
L’argomento della nomina ad assessore della Cosentino torna in un altro passaggio dell’interrogatorio di Gianpi, quello in cui si parla della proposta di un incontro tra la manager e Berlusconi. Tarantini dice che la Cosentino «non ha mai accettato i miei inviti», ma cambiò idea «solo verso febbraio-marzo 2009» cioè «quando era sfumata la possibilità di diventare assessore ed era stata resa nota l’indagine su Tedesco che riguardava anche lei».
Le dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini sono alla base dell’ordinanza che venerdì ha portato ai domiciliari due dipendenti della Asl, Antonio Colella e Michele Vaira. I pm avevano chiesto l’arresto in carcere anche per Lea Cosentino (ai domiciliari per un’altra inchiesta) e per il direttore amministrativo della Asl, Francesco Lippolis, ma non per Tarantini, accusato di associazione per delinquere e reo confesso di numerosi episodi di corruzione. Anche questa scelta investigativa - premiare Tarantini per aver parlato, evitandogli la richiesta di arresto - potrebbe, secondo alcuni dietrologi, aver «sorpreso» il gip Vito Fanizzi, che per due volte ha respinto l’arresto di Cosentino e Lippolis ritenendo non sufficientemente provate le accuse di Tarantini.
Tra i pm del pool sanità e l’ufficio del gip i rapporti sono freddi. Fanizzi, in particolare, ha smontato l’ipotesi secondo cui la Cosentino si sarebbe fatta corrompere attraverso «costosi regali»: il Rolex, il cappotto, i viaggi sarebbero - dice l’esper to magistrato - soltanto regali tra due amanti. «Al di là di un rapporto sentimentale che ho avuto con lei - fa mettere a verbale Gianpi - io ero veramente amico della Cosentino, ho tentato di corromperla, ma senza risultati (...). Era terrorizzata dal fatto che Vendola potesse sapere che commetteva illeciti».
Oggi, intanto, cominciano gli interrogatori di garanzia. L’investigatore Antonio Coscia sarà ascoltato in tribunale a Lucera. Domani, a Bari, sarà la volta di Lea Cosentino. L’inchiesta è quella sul concorso da primario di allergologia ad Altamura e sulla presunta «bonifica» degli uffici dell’Asl per verificare se ci fossero state microspie.
di GIOVANNI LONGO e MASSIMILIANO SCAGLIARINI
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 18 GENNAIO 2010
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lunedì 18 gennaio 2010
mercoledì 23 settembre 2009
Tarantini: la procura indaga sul suo patrimonio
Procura, nel mirino il patrimoni di Gianpi
BARI - Le spese della sanità (e quelle, di Gianpaolo Tarantini insieme alle sue «relazioni» e rapporti finanziarie) all’esame della guardia di finanza. Dopo il coordinamento tra i pubblici ministeri che stanno indagando sul sistema sanitario pugliese la Procura orchestra un lavoro di «équipe» tra i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto Operativo provinciale ed i finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria. «Per essere efficaci ogni forza di polizia deve avere la sua specializzazione. Cercheremo di mettere in campo tutte le risorse disponibili» ha spiegato ieri mattina il procuratore Antonio Laudati. Appalti e spese al centro delle inchieste verranno riesaminati con l’occhio esperto e collaudato degli specialisti della Gdf. Insomma la nuova strategia «di squadra» varata dalla Procura prevede una sinergia «tecnica» per non lasciare nulla di intentato.
Se l’inchiesta sul cosiddetto sistema Tarantini, protesi sanitarie-cocaina-escort e quella sugli accreditamenti e convenzionamenti di cliniche private con il sistema sanitario regionale, coordinate rispettivamente dai pubblici ministeri Giuseppe Scelsi della Dda e Lorenzo Nicastro, sono condotte dalla guardia di finanza quella sulla presunta esistenza di una «cupola» politico-imprenditoriale in grado di condizionare e pilotare appalti e incarichi viene svolta dai carabinieri sotto la guida del pm antimafia Desirée Digeronimo. Analisi degli appalti, esame dei bilanci e accertamenti patrimoniali: le fiamme gialle quindi «metteranno il naso» anche nella inchiesta che ha portato alle dimissioni dell’ex assessore Tedesco. Tra i bilanci di gestione e le certificazioni sulle «movimentazioni bancarie» che sono entrate a far parte del fascicolo di indagine, ci sono anche quelli dei partiti del centro sinistra. L’ipotesi alla quale gli investigatori stanno lavorando è che gli imprendiori favoriti dalla presunta «cupola» abbia provato a sdebitarsi con generose bustarelle. Gli accertamenti patrimoniali riguarderanno anche Gianpaolo Tarantini al centro di due inchiese sulla fornitura di protesi sanitarie e di altre che riguardano la detenzione e la cessione di cocaina, «l’arruolamento» di bellissime accompagnatrici per feste e serate mondane nelle residenze private del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le sue «relazioni» finanziarie i rapporti e gli scambi di affari, eventuali investimenti in Italia oppure in Paesi che potrebbero garantire ai sui soldi e alle sue proprietà una protezione fiscale, uno «scudo normativo» - da quello che si è saputo - sono al centro del lavoro degli investigatori. Non c’è ipotesi che la Procura non cercherà di verificare così come le frequentazioni e le amicizie di Tarantini, quelle potenzialmente in grado di fornirgli un supporto economico. [l.nat.]
gazzetta del mezzogiorno 23 settembre 2009
BARI - Le spese della sanità (e quelle, di Gianpaolo Tarantini insieme alle sue «relazioni» e rapporti finanziarie) all’esame della guardia di finanza. Dopo il coordinamento tra i pubblici ministeri che stanno indagando sul sistema sanitario pugliese la Procura orchestra un lavoro di «équipe» tra i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto Operativo provinciale ed i finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria. «Per essere efficaci ogni forza di polizia deve avere la sua specializzazione. Cercheremo di mettere in campo tutte le risorse disponibili» ha spiegato ieri mattina il procuratore Antonio Laudati. Appalti e spese al centro delle inchieste verranno riesaminati con l’occhio esperto e collaudato degli specialisti della Gdf. Insomma la nuova strategia «di squadra» varata dalla Procura prevede una sinergia «tecnica» per non lasciare nulla di intentato.
Se l’inchiesta sul cosiddetto sistema Tarantini, protesi sanitarie-cocaina-escort e quella sugli accreditamenti e convenzionamenti di cliniche private con il sistema sanitario regionale, coordinate rispettivamente dai pubblici ministeri Giuseppe Scelsi della Dda e Lorenzo Nicastro, sono condotte dalla guardia di finanza quella sulla presunta esistenza di una «cupola» politico-imprenditoriale in grado di condizionare e pilotare appalti e incarichi viene svolta dai carabinieri sotto la guida del pm antimafia Desirée Digeronimo. Analisi degli appalti, esame dei bilanci e accertamenti patrimoniali: le fiamme gialle quindi «metteranno il naso» anche nella inchiesta che ha portato alle dimissioni dell’ex assessore Tedesco. Tra i bilanci di gestione e le certificazioni sulle «movimentazioni bancarie» che sono entrate a far parte del fascicolo di indagine, ci sono anche quelli dei partiti del centro sinistra. L’ipotesi alla quale gli investigatori stanno lavorando è che gli imprendiori favoriti dalla presunta «cupola» abbia provato a sdebitarsi con generose bustarelle. Gli accertamenti patrimoniali riguarderanno anche Gianpaolo Tarantini al centro di due inchiese sulla fornitura di protesi sanitarie e di altre che riguardano la detenzione e la cessione di cocaina, «l’arruolamento» di bellissime accompagnatrici per feste e serate mondane nelle residenze private del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le sue «relazioni» finanziarie i rapporti e gli scambi di affari, eventuali investimenti in Italia oppure in Paesi che potrebbero garantire ai sui soldi e alle sue proprietà una protezione fiscale, uno «scudo normativo» - da quello che si è saputo - sono al centro del lavoro degli investigatori. Non c’è ipotesi che la Procura non cercherà di verificare così come le frequentazioni e le amicizie di Tarantini, quelle potenzialmente in grado di fornirgli un supporto economico. [l.nat.]
gazzetta del mezzogiorno 23 settembre 2009
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