lunedì 1 novembre 2010
Ruby, Berlusconi non si dimette : "Si sacrifica" per il bene del Paese
domenica 31 ottobre 2010
Ruby, testo telefonata di Berlusconi alla Questura
Nel frattempo, in un altro ufficio squilla il telefono del capo di gabinetto Pietro Ostuni.
E’ il caposcorta di Berlusconi: “So che da voi c’è una ragazza che è stata fermata. È una persona che conosciamo e dunque volevamo sapere che cosa sta succedendo. Anche il presidente la conosce, anzi aspetta che adesso te lo passo”.
Ostuni è impietrito. Dall’altra parte del filo prende la parola un altro uomo. E’ lui, il premier.
Berlusconi: “Dottore, volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri”.
Ostuni avvisa i poliziotti dell’imminente arrivo della Minetti. Spiega che la questione interessa Palazzo Chigi.
venerdì 29 ottobre 2010
RUBY, FAMIGLIA CRISTIANA:BERLUSCONI MALATO SENZA FRENO
Attacco del settimanale paolino sul caso della minore marocchina
E' "incredibile" che il premier Silvio Berlusconi "non disponga del necessario autocontrollo", secondo Famiglia cristiana che, in un editoriale sul proprio sito internet a proposito dello scandalo Ruby, rievocando l'ex moglie Veronica Lario, ha evidenziato "uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perché consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro". Le rivelazioni del caso Ruby, la cubista marocchina minorenne che avrebbe beneficiato di un aiuto diretto della presidenza del Consiglio per togliersi dai guai alla questura di Milano, e che ha poi raccontato di favolosi regali fatti dal presidente del Consiglio ("Tutte balle", ha commentato lui), ha scritto Giorgio Vecchiato sul settimanale dei paolini, creano un problema "politico", innanzitutto: "La credibilità, meglio ancora la dignità, dell'uomo che governa il Paese; i riflessi sulla vita nazionale e sui rapporti con l'estero; l'esempio che dall'alto viene trasmesso ai normali cittadini. I quali non si sognano né trasgressioni né festini, ma da oggi dovranno abituarsi alle variazioni pecorecce sul 'bunga bunga'".
