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lunedì 1 novembre 2010

Ruby, Berlusconi non si dimette : "Si sacrifica" per il bene del Paese

Berlusconi: il mio è "sacrificio personale" per il bene Paese

Silvio Berlusconi non sembra avere nessuna intenzione di dimettersi, nonostante lo scandalo Ruby. "Sto qui per senso di responsabilità", spiega a Bruno Vespa nel suo prossimo libro, dicendo che la sua "defezione procurerebbe danni seri a tutto il Paese".

Silvio Berlusconi ne è convinto, una sua "defezione procurerebbe danni seri al centrodestra e a tutto il Paese", come rivela qualche anticipazione del prossimo libro di Bruno Vespa (forse in uscita per Natale?). A Vespa Silvio Berlusconi spiega che lui non è "mosso da ambizioni politiche" raccontando: "A volte gli impegni sono disumani, ancorché sia aiutato nella quotidianità dell'azione di governo da quella straordinaria persona che è Gianni Letta, ma sto qui per senso di responsabilità". Insomma, Berlusconi ci tiene a specificare che il suo è un vero "sacrificio personale", essenziale per il bene del Paese. Come sempre il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è anche una persona di spirito, nonostante il "sacrificio" quotidiano e sempre a Bruno Vespa dice: "So bene che i cimiteri sono pieni di persone indispensabili, ma credo che se dovessi ritirarmi ora mancherei a un mio dovere e perderei la stima dei tanti italiani che mi hanno dato la loro fiducia". E c'è già chi ironicamente in rete afferma che, probabilmente, guadagnerebbe però quella di tutti gli altri.
Sante Sallusti

http://www.mainfatti.it/Silvio-Berlusconi/Berlusconi-il-mio-e-sacrificio-personale-per-il-bene-Paese_028468033.htm

domenica 31 ottobre 2010

Ruby, testo telefonata di Berlusconi alla Questura

È il 27 maggio 2010, sono passate le 23. Nella stanza del fotosegnalamento della Questura di Milano c’è Ruby, 17 anni, marocchina, fermata perché è stata denunciata da una sua amica per il furto di 3.000 euro. Lei si difende, assicura che quei soldi sono suoi. Dice di essere a Milano perché in lite con la famiglia che vive a Messina

Nel frattempo, in un altro ufficio squilla il telefono del capo di gabinetto Pietro Ostuni.

E’ il caposcorta di Berlusconi: “So che da voi c’è una ragazza che è stata fermata. È una persona che conosciamo e dunque volevamo sapere che cosa sta succedendo. Anche il presidente la conosce, anzi aspetta che adesso te lo passo”.

Ostuni è impietrito. Dall’altra parte del filo prende la parola un altro uomo. E’ lui, il premier.

Berlusconi: “Dottore, volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri”.

Ostuni avvisa i poliziotti dell’imminente arrivo della Minetti. Spiega che la questione interessa Palazzo Chigi.

venerdì 29 ottobre 2010

RUBY, FAMIGLIA CRISTIANA:BERLUSCONI MALATO SENZA FRENO


Attacco del settimanale paolino sul caso della minore marocchina



E' "incredibile" che il premier Silvio Berlusconi "non disponga del necessario autocontrollo", secondo Famiglia cristiana che, in un editoriale sul proprio sito internet a proposito dello scandalo Ruby, rievocando l'ex moglie Veronica Lario, ha evidenziato "uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perché consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro". Le rivelazioni del caso Ruby, la cubista marocchina minorenne che avrebbe beneficiato di un aiuto diretto della presidenza del Consiglio per togliersi dai guai alla questura di Milano, e che ha poi raccontato di favolosi regali fatti dal presidente del Consiglio ("Tutte balle", ha commentato lui), ha scritto Giorgio Vecchiato sul settimanale dei paolini, creano un problema "politico", innanzitutto: "La credibilità, meglio ancora la dignità, dell'uomo che governa il Paese; i riflessi sulla vita nazionale e sui rapporti con l'estero; l'esempio che dall'alto viene trasmesso ai normali cittadini. I quali non si sognano né trasgressioni né festini, ma da oggi dovranno abituarsi alle variazioni pecorecce sul 'bunga bunga'".

Parole che sono arrivate subito dopo lo sfogo del Cavaliere a Bruxelles: "Sono orgoglioso del mio stile di vita, amo le donne e ogni tanto ho bisogno di una serata distensiva. Il bunga bunga è una barzelletta. Mi sono interessato per un affidamento dopo che mi era stato rappresentato un quadro di vita tragico. Io stesso ho inviato la Minetti per aiutare una persona che non poteva essere inviata alle carceri", ha detto Berlusconi a chi ha tirato in ballo lo scandalo Ruby.

Il premier non si era scomposto neppure in mattinata, quando sotto il suo albergo aveva assicurato: "Sono tranquillo, altro che". Il caso è politico e il Pd ha già chiesto le dimissioni del premier, che ha ripetuto: "C'è un'abitudine a fare attacchi", ma che questi non avranno nessuna conseguenza sul governo. "Ho saputo - ha detto - che hanno un motto ben preciso da seguire: un attacco al giorno leva Berlusconi di torno". "Temo che saranno delusi: ho avuto due attacchi e quindi diventa: due attacchi al dì mi faranno restare sempre lì", ha trovato lo spirito per scherzare. Dmo
adnkronos 28 ottobre 2010

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