Visualizzazione post con etichetta sesso a pagamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sesso a pagamento. Mostra tutti i post

martedì 2 novembre 2010

PUPE DI PAPI, NADIA MACRI': HO FATTO SESSO A PAGAMENTO COL PREMIER

Berlusconi, da Palermo spunta Nadia "Ho fatto sesso a 
pagamento col premier"
Nadia Macrì
GUARDA LE IMMAGINI DI NADIA 2
L'INCHIESTA
Berlusconi, da Palermo spunta Nadia "Ho fatto sesso a pagamento col premier"
La ragazza, 28 anni, avrebbe incontrato il presidente del Consiglio due volte ed avrebbe avuto come compensoi 5000 euro ogni volta. Tirati in ballo anche il ministro Brunetta ed Emilio Fede

Berlusconi, da Palermo spunta Nadia "Ho fatto sesso a pagamento col premier" Nadia Macrì

ROMA - Spunta tra le pieghe di una inchiesta sul narcotraffico 1 svolta dalla procura di Palermo, una nuova storia a luci rosse che coinvolge Silvio Berlusconi. La protagonista, Nadia Macrì, una giovane escort di 28 anni di Reggio Emilia, tirata in ballo da un'amica, Perla Genovesi (quest'ultima arrestata a luglio scorso dalla Procura di Palermo per droga), ha raccontato ai pm del capoluogo di avere fatto sesso a pagamento col premier in due occasioni.

GUARDA LE IMMAGINI DI NADIA 2

"Si tratta di dichiarazioni che, se esistenti, sono del tutto già smentite da testimonianze e da accertamenti acquisiti in passato per gli incontri a Villa Certosa, che si sono sempre svolti nella massima correttezza", commenta il legale del presidente del Consiglio Nicolò Ghedini, che derubrica anche quest'ultima vicenda come una "tempesta di carta".

Il racconto della ragazza è dettagliato, anche se non mancano i "non ricordo". E proprio sugli aspetti poco chiari della vicenda stanno cercando di fare luce i magistrati siciliani che, nelle prossime ore, comunque, potrebbero trasmettere per competenza alla Procura di Milano i verbali di interrogatorio resi dalla escort e secretati. L'unica ipotesi di reato che si
potrebbe configurare, infatti, è il favoreggiamento della prostituzione, visto che la Macrì racconta di essere riuscita a incontrare il premier in un'occasione tramite Lele Mora ed Emilio Fede, e grazie ad un politico emiliano in un'altra. Ciò, dunque, radicherebbe la competenza dell'indagine a Milano, dove è già aperta l'inchiesta sul caso Ruby. Emilio Fede reagisce immediatamente affermando di non aver mai conosciuto la donna. "Ai magistrati vorrei dare un suggerimento - aggiunge il direttore del Tg4 - mettetele tutte in galera, anzi meglio in manicomio".

Ma cosa racconta Nadia? Sentita i primi di ottobre, quando il caso Ruby non era ancora scoppiato, comincia col confermare le dichiarazioni di Perla Genovesi a proposito di un suo incontro con Renato Brunetta nel 2005, quando questi non era ancora ministro. La "pentita" aveva riferito di avere presentato la Macrì al politico perchè questa aveva un problema giudiziario legato all'affidamento del figlio. Racconto confermato dalla escort che però va oltre, sostenendo di aver rivisto Brunetta in seguito e di avere fatto sesso con lui in cambio di 300 euro, vestiti e alcuni gioielli. La ragazza avrebbe poi tentato di rivedere il politico: i due si sarebbero sentiti, ma la cosa sarebbe finita lì. Sono affermazioni "fuori dalla grazia di Dio - commenta il ministro - La verità è solo una: questa persona mi è stata presentata 4 anni da nel corso di un convegno e in lacrime mi espose le sue difficoltà. La conoscenza si è esaurita in quell'unica occasione, priva di qualsiasi risvolto, tantomeno volgare o squallido".

Anni dopo, siamo tra il 2009-2010, la escort, tramite due "giri" diversi, sarebbe riuscita a entrare nel giro delle feste del premier. Qui i racconti sono confusi, quantomeno nella ricostruzione temporale. Ai pm Gery Ferrara e Marcello Viola Nadia ha detto di avere visto Berlusconi una volta, non ricorda se la prima o la seconda, in una sua villa a Milano: anche su questo punto la escort non sa dare particolari, ad esempio non sa se si tratti di Arcore. I due avrebbero parlato, poi il premier le avrebbe regalato degli Swarovski e l'avrebbe invitata ad andare con lui in Sardegna. Dopo alcuni giorni, insieme a un'altra ventina di ragazze, si sarebbero visti a Villa Certosa e lì, dopo una cena a cui avrebbero partecipato anche altre persone, si sarebbe consumato il rapporto sessuale, per il quale la escort afferma di aver ricevuto una busta con 5000 euro. Nell'altra occasione i due si sarebbero visti a Milano. Anche in questo caso ci sarebbe stata una cena con altre persone, poi un rapporto sessuale e un'altra busta di 5000 euro.

Ai magistrati Nadia non lesina particolari, come quando, ad esempio, racconta di un presunto incontro a luci rosse avvenuto in una vasca idromassaggio con Berlusconi e altre ragazze.
"Ma lei cosa fa nella vita?", le avrebbe chiesto dopo averla conosciuta il premier. "Presidente, faccio le marchette, che vuole che faccia?", ha detto la escort di aver risposto. "Sì, ma lei non lo dica", le avrebbe suggerito il presidente. Confusione nei ricordi della giovane si riscontra anche quando parla dei personaggi che l'avrebbero introdotta alla corte del premier. Nadia non sarebbe stata in grado di precisare quale dei due appuntamenti sarebbe riuscita ad avere grazie all'aiuto di Lele Mora ed Emilio Fede. Il ricordo della escort è apparso ai magistrati impreciso e lacunoso anche nella ricostruzione di come avrebbe conosciuto Mora. Nell'ambiente delle discoteche, si sarebbe limitata a dire. Poi da questi sarebbe arrivata a Fede. Macrì racconta di essere andata a trovare il giornalista al Tg4 e di essere stata quindi da lui introdotta a Berlusconi.

Del secondo tramite col premier - il politico emiliano - la giovane ha ricordi più precisi: l'avrebbe conosciuto come cliente e gli avrebbe chiesto, saputo che era "un pezzo grosso", se poteva presentarla al presidente. Lui le avrebbe risposto di stare tranquilla e che li avrebbe messi in contatto. Dopo qualche tempo la giovane donna avrebbe ricevuto una telefonata di Berlusconi.

(la repubblica 02 novembre 2010)

giovedì 3 settembre 2009

Berlusconi "calunniato" da l'Unità: intercettazioni hard "delirio senile" e "sesso malato"

IL DOCUMENTO. Ecco la denucia di Berlusconi all'Unità
Trenta pagine per sostenere che il premier è stato "diffamato e calunniato"
Il Cavaliere tra intercettazioni hard
"delirio senile" e "sesso malato"

di LIANA MILELLA


ROMA - No. Basta. Chi dice che Berlusconi è "un soggetto aduso a pretese iniezioni sui corpi cavernosi del pene oppure è affetto da problemi di erezioni" va punito. Lo ha scritto l'Unità il 13 luglio e il 6 agosto? Il premier, per mano del suo "legale rappresentante" a Roma avvocato Fabio Lepri, attacca il quotidiano, gli chiede tre milioni di euro di risarcimento, sostiene di essere stato ripetutamente "diffamato e calunniato".
Trenta pagine, in due distinte citazioni per due numeri del giornale, che vengono scritte per sostenere un'unica tesi. Questa: "Berlusconi viene presentato come protagonista di telefonate hard, come persona che impone, a fronte di collocazioni nel consiglio dei ministri o candidature elettorali, pesanti prestazioni sessuali". Affermazioni "false e lesive del suo onore, della sua reputazione, della sua immagine" scrive Lepri traducendo "l'indignazione del premier" in un atto giudiziario. Perché il presidente del Consiglio "viene presentato come soggetto che di certo non è", visto che è descritto "come una persona con problemi di erezione, che fa ricorso a misteriose iniezioni, che in modo spregevole impone prestazioni non gradite e le baratta con posti di governo o candidature elettorali". Insiste Lepri: "Il premier viene presentato come persona che intrattiene telefonate hard, poi intercettate, e i cui contenuti confermerebbero quanto sopra. E poi tenta di farle passare sotto silenzio, manipolando le televisioni, oppure per fini personali spingendo la Rai alla "guerra" contro Sky".

L'ossessione del delirio senile. L'avvocato Lepri traduce nelle citazioni contro l'Unità i leit motiv del Cavaliere. Scrive: "In scritti palesemente diffamatori, sia perché contengono falsità, sia perché sono comunque caratterizzati da forme insinuanti e diffamatorie, si presenta il dottor Berlusconi come persona affetta da una malattia, da un delirio senile di onnipotenza, che frequenterebbe perciò minorenni, parteciperebbe ad orge, incontrerebbe sessualmente prostitute e per tali attività non rispetterebbe neppure gli impegni istituzionali e opererebbe baratti col Vaticano per rifarsi una reputazione facendo approvare leggi contrarie agli interessi dei cittadini".

Sesso malato. Scrivendo ai giudici l'avvocato Lepri insiste: "L'Unità presenta Berlusconi come soggetto che di certo non è, ossia come una persona spregevole, "malata", che per il sesso (peraltro a pagamento) trascura i propri impegni istituzionali, arrivando addirittura a frequentare minorenni. Comunque una persona che sfrutta la propria carica politica per fini personali, promuovendo leggi al solo fine di "ingraziarsi" il Vaticano".

"Silvio è un porco". Il legale di Berlusconi contesta all'Unità di aver "recepito in toto facendole proprie le deliranti dichiarazioni" dell'ex parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti, "aggiungendo del suo, condividendolo o addirittura utilizzandole per costruire altre falsità come la mendace "guerra" contro Sky". Il quotidiano non avrebbe dovuto "addirittura riportare dettagli a sfondo erotico". Contesta Lepri: "Si spazia da "rapporti anali non graditi", a "ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino", da "discussioni sul prossimo set", a "consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio"". Il tutto, ci tiene a ribadirlo il legale del premier, "è completamente falso" perché "il dottor Berlusconi è stato presentato coram populo come persona diversa dalla realtà, sia nel privato che nel pubblico, la di lui immagine è stata deformata con attribuzione strumentale di fatti del tutto falsi e di condotte riprovevoli".

Intercettazioni hard. È uno dei peggiori incubi del premier. Le telefonate "calde" intercorse tra lui e alcune delle sue ministre. Per cui l'avvocato Lepri accusa l'Unità di aver messo in piedi una "premeditata strategia" quando ha titolato in prima pagina "L'intercettato" e ha poi dato conto delle notizie di colloqui tra il capo del governo e le esponenti di Forza Italia poi entrate a palazzo Chigi. S'indigna Lepri quando legge: "Vi sarebbero nastri di "celebri intercettazioni telefoniche tra signorine poi diventate ministro rimaste sui tavoli delle scrivanie delle redazioni, dei ministeri, degli uffici parlamentari il tempo necessario, poco, ma sufficiente a essere letti, fotocopiati, spediti in allegato per email a decine di persone"".

La D'Addario più di Silvio. "La reputazione del dottor Berlusconi è descritta come inferiore a quella di una prostituta". Così scrive l'avvocato Lepri contro l'Unità contestando i resoconti sul caso della escort barese Patria D'Addario e prendendosela con il direttore Concita De Gregorio quando afferma che "sarebbe più integra la reputazione della D'Addario piuttosto che quella di un uomo di Stato che promette solennemente una somma concordata per chi muore di fame in Africa e poi ne dispensa solo il 3%, cioè niente".
(la repubblica 3 settembre 2009)

Yoox

0.1 Special banner