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lunedì 11 febbraio 2008

Sexy prof : il calendario fa scattare indagine del Provveditorato






MAURA CORRADO Dopo il gossip e la mondanità, arrivano gli accertamenti del Provveditorato agli Studi e dell’Ufficio regionale scolastico. Il caso del calendario sexy della professoressa Paola Lauretano, quarantenne docente di Economia e gestione aziendale presso la sede di Montoro Inferiore dell'Istituto Alberghiero «Rossi Doria» diventa oggetto di una «indagine» interna al mondo della scuola. A sollevare il "polverone" furono le critiche lanciate da alcuni docenti della sede di Avellino. Poi, il grande clamore mediatico: le copie del calendario andate a ruba, l'interesse di giornali e Tv nazionali, le cliccatissime photogallery in internet, animati forum nei blog e, giovedì scorso, la serata di gala per la presentazione ufficiale del calendario al "Masà" di Avellino. Serata durante la quale Paola Lauretano ha ribadito che quello pubblicato dalla rivista "Ubi Maior" è il calendario di una donna di 40 anni che vuole rimettersi in gioco - per se stessa, per il marito e per i figli - e di essere sorpresa sia per l'attenzione dei media che per le polemiche innescate: «È un momento difficile, ho bisogno della solidarietà degli amici più cari», ha detto rivolgendosi agli intervenuti. Fin da subito Rosa Grano, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale (l'ex Provveditorato agli studi), aveva parlato della necessità di rispettare le regole e di offrire agli studenti esempi coerenti, sollevando dunque una questione di carattere disciplinare. Nelle ultime 48 ore dalle dichiarazioni si è passati ai fatti, e non solo a livello provinciale. Il provveditore Grano ha confermato le indiscrezioni relative all'invio di una nota scritta all'Istituto alberghiero per ricostruire nei dettagli l'accaduto. Ad essersi mosso in questa direzione è anche l'Ufficio scolastico regionale: «Abbiamo avviato un'indagine conoscitiva interna - ha dichiarato ieri il dirigente Alberto Bottino - allo scopo di accertare se l'attività pubblicistica posta in essere dalla docente è compatibile con lo svolgimento della professione». Sembra, infatti, che per un'iniziativa come il calendario sia necessaria una richiesta preventiva di autorizzazione. «Non ho ricevuto niente» è stato l'unico commento della diretta interessata, la prof. Lauretano. La parola, dunque, passa ora al dirigente scolastico dell'Istituto alberghiero, Alessandro Garofalo, che dovrà relazionare sull’intera vicenda. Il preside, quando scoppiò il caso, dichiarò che lui valutava «un'insegnante esclusivamente per la condotta tenuta in classe». Decisamente favorevoli all’iniziativa gli studenti delle classi dell’Alberghiero che si sono schierati con la prof, ribadendo la serietà professionale e la preparazione della loro insegnante.
Il mattino 10 febbraio 2008

lunedì 4 febbraio 2008

«Una prof bellissima»: Paola si mette 12 mesi in posa e il calendario va a ruba

«Un piccolo editore mi ha proposto di fare le foto. Ho detto sì per gioco»
Paola si mette 12 mesi in posa. Come nel film di Pieraccioni


Paola Lauretano, insegnante di economia all'Alberghiero di Montoro Inferiore, è protagonista di un calendario che va a ruba

AVELLINO - Curriculum di Paola Lauretano: due lauree, un dottorato di ricerca, quattro abilitazioni, l'ultima pochi giorni fa, una felice carriera da insegnante cominciata nel 2001. E un calendario sexy - che va a ruba, è alla terza ristampa - per la neorivista «Ubi Maior». La professoressa Lauretano, romana, 40 anni, ora insegna economia aziendale all'istituto alberghiero «Rossi Doria» di Montorio Inferiore, nell'avellinese.

È sposata con Sergio Barile, docente alla Sapienza, ex assessore ad Avellino ed ex consigliere della società regionale Soresa. Ha due bambini. Paolo, 13 anni, e Jacopo, cinque.
Come nasce l'idea di mettersi in posa per un calendario? «In maniera curiosa. Io e Sergio avevamo visto il film di Pieraccioni con Laura Torrisi «Una moglie bellissima», in cui si racconta la storia di una donna alla quale viene chiesto di fare un calendario da un piccolo editore. Ecco, la stessa cosa è successa a noi...»

In che senso? «Nel senso che proprio un editore emergente, Marco Carbone, intendeva lanciare un nuovo mensile, «Ubi Maior», con calendario allegato. E ha proposto a me di posare. Il parallelo con il film di Pieraccioni ci ha fatto sorridere. Io e mio marito ne abbiamo discusso e abbiamo deciso di accettare. Tutto è nato in maniera divertente, per gioco. Continuo a ritenerlo tale. E poi non si tratta affatto di scatti volgari. La Torrisi si spoglia. Io mi limito al bikini e ai bustini».
Il set del calendario? «Casa mia. Tutti gli scatti, firmati da Gerardo Fusco, trovano ambientazione tra le mura domestiche. Solo due foto sono in esterno, quelli sulla moto e a cavallo. Chi critica il calendario...»
Ci sono state critiche? «Voci, anche se a me, direttamente, nessuno ha detto niente. Ma chi punta il dito contro un calendario è solo un falso moralista, mosso da invidia e provincialismo. Io lo trovo un prodotto moda, elegante e glamour».

Senta professoressa, lei insegna a Montorio Inferiore. Il paese è piccolo, la gente mormora. Ammetterà che i suoi alunni forse sono rimasti spiazzati. «Assolutamente no. E sa perchè? Ho un passato da modella e da volto tv nelle telepromozioni (90°minuto, Dribbling, la Domenica sportiva, ndr) e al Tg1: conducevo la rubrica dello Zodiaco fino al 2003. Inoltre, ad Avellino e nell'intera provincia irpina ci sono cartelli pubblicitari ancora con la mia immagine. Insomma, sapevano dei miei trascorsi nel mondo dello spettacolo e delle passerelle. Ho trascorso i miei vent'anni a Milano, sfilando per tutti, da Armani a Dolce e Gabbana. Perciò, per loro, per i ragazzi, con cui da docente ho un bellissimo rapporto, non è stata una sorpresa. Oddio, forse un po'. In ogni caso mi hanno sommerso di complimenti».

Ha 2 lauree, in economia aziendale e amministrazione delle imprese, 4 abilitazioni, tra cui matematica e sostegno. E trova anche il tempo di mettersi in gioco posando per un calendario. Citando Nanni Noretti, si sente «una splendida quarantenne?»«Il fatto è che mi sento più bella e femminile ora che a vent'anni. È la verità. E poi proprio non capisco le mogli che dopo il matrimonio si lasciano andare. Rinunciano a farsi desiderare. Perchè?».
Suo malgrado, teme di finire nel filone delle «sexy prof»? «Ma no. Gli altri episodi di cronaca sono distanti anni luce dal mio calendario. Che trovo, ripeto, molto elegante e glamour»
Alessandro Chetta
Corriere del Mezzogiorno 04 febbraio 2008

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