Visualizzazione post con etichetta sospensione cautelare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sospensione cautelare. Mostra tutti i post

martedì 26 febbraio 2008

La pornoprof lancia il suo nuovo blog nel segno della libertà

Dopo la sospensione dall’insegnamento

(c.b.)
La pornoprof di Pordenone, Anna Ciriani, raddoppia sul web, con un blog. Il forum langue (www.madameweb.forumcommunity.net è sceso al 48º posto nella hit di preferenza) e riattiva i contatti con il suo popolo di fan nel nuovo blog. In attesa di giudizio, dopo la sospensione in cattedra decisa dall’Ufficio scolastico regionale a fine novembre, la blogger “a luci rosse” lancia la nuova location virtuale all’indirizzo http://madameweb.wordpress.com.Nuovo profilo rispetto al forum: foto più castigate della bella docente e rassegna stampa sui casi-scandalo a scuola o altrove, con il suo commento da opinionista navigata. Dopo Grillo, il nuovo guru del web è Madame. «Vorrei parlare della libertà in generale – dà il benvenuto nel blog la professoressa Ciriani –. Di sesso e sessualità, di amore, dei diritti dell’essere umano, di rapporti di coppia, di ingiustizie subite, di noi donne e di attualità». La prima riflessione della porno-prof è sul caso del docente condannato per pedofilia e riammesso in servizio nella scuola di Aosta. «Paragono questo grave fatto con il mio – spiega Madameweb –. Sono stata sospesa dall’insegnamento senza avere mai commesso alcun reato e senza mai avere avuto un comportamento compromettente nella mia attività professionale. Mi hanno sospesa per un fatto della mia vita privata, una trasgressione a Berlino. Che cosa ho fatto di male?». A deciderlo sarà l’Ufficio scolastico regionale che ha tempi lunghi: 120 giorni dalla data di contestazione dell’addebito, altrimenti rischia di estinguersi il procedimento. Il provvedimento disciplinare dovrebbe essere deciso prima delle vacanze pasquali di marzo.«Non ho commesso reati – reclama Anna Ciriani che ha il suo motto “liberi di vivere” –. Forse è giusto che abbia pagato allo stesso modo di chi ha commesso reati penali? Per avere voluto vivere un momento di trasgressione nella mia vita privata?».
(Messaggero Veneto 25 febbraio 2008)

sabato 23 febbraio 2008

Pedofilia Professore Aosta: la pornoprof si arrabbia e ha ragione.

La pornoprof:«E' una vergogna, io sto a casa e lui no»
PORDENONE (23 febbraio) -
Ha ragione ad arrabbiarsi la pornoprof, non si possono usare due peso e due misure.Il professore ha scaricato materiale pedopornografico dal computer della scuola media in cui insegnava, lei si è "spogliata" fuori dalla scuola. E poi, non ha commesso un reato. Siamo di fronte ad una caso simile a quello della professoressa di Montoro Superiore che ha posato senza veli per un calendario. Comportamenti giudicati "incompatibili con l'attività di insegnante", ma non fuori legge. Il professore di Aosta, invece, è stato condannato a due anni. Non dovrebbe più avere a che fare con i minori, perchè il reato che ha commesso ha a che fare proprio con i minori che un docente dovrebbe "formare". Se risulta immorale e diseducativo spogliarsi, scambiare materiale pedopornografico come viene valutato:"Edificante e formativo"?
Ecco un resoconto delle dichiarazioni della pornoprof:
«È una vergogna»«Chi è condannato per pedofilia, usando perfino i computer della scuola - ha detto Anna Ciriani - torna in classe e io, che non sono stata mai nemmeno indagata e ho sempre tenuto comportamenti irreprensibili in aula, sono a casa da tre mesi in sospensione cautelare e non so ancora quale sanzione mi sarà comminata». «Come possono esserci simili disparità - ha aggiunto la professoressa - il Giudice del Lavoro di Pordenone, per comportamenti leciti, seppur trasgressivi, tenuti nella mia vita privata, ha rigettato il ricorso di una persona come me, ricca di valori, sensibile e professionalmente irreprensibile, mentre il suo collega valdostano ha deciso di far rientrare in classe un uomo accusato di un simile terribile reato». Ciriani ha ricordato il caso di Giovanni Scattone, tornato a insegnare all'Università, e quello della professoressa di Lecce, «che - ha detto - ha avuto solo due mesi di sospensione. Ora il pedofilo che, nonostante una condanna, torna nella stessa scuola dove usava i pc per le sue porcherie, mentre io attendo e non mollo nella battaglia di civiltà che ho intrapreso. Di fronte a simili episodi, però - ha concluso - lo scoramento è troppo grande: questa volta si è toccato davvero il fondo».
Fonti: Paturnio e il Messaggero 23 febbraio 2008

Yoox

0.1 Special banner