martedì 5 febbraio 2008

Nuova clip della sexy hostess: il video e le foto











Nuova clip della sexy hostess


Si chiama Stephanie ed è francese
Dopo il primo exploit ad alta quota, la sexy hostess torna protagonista su Internet. Online è infatti spuntata una seconda clip ancora più esplicita, che la ritrae mentre si spoglia quasi integralmente nella cabina di pilotaggio davanti agli occhi increduli ed estasiati dei colleghi. Un vizio? Chissà. Nel frattempo qualcuno l'ha riconosciuta e ora la bella ragazza ha anche un nome. Si chiama Stephanie, è francese e lavorava per la compagnia AOM.
Circondata da piloti e membri dell'equipaggio su di giri, nel secondo video la bella hostess conferma la sua passione per gli strip tra le nuvole. Stephanie sembra abituata all'obiettivo, flirta con chi la riprende, spogliandosi quasi interamente, senza lasciare nulla all'immaginazione. Tra una risata e l'altra, tra un "Oh la la!" e "Bravo!", l'assistente di volo si sfila i pantaloni, sfoggiando curve sinuose e lingerie minimalista.
Agli attoniti ed eccitati spettatori non nasconde nulla, sfoggiando il meglio del suo repertorio. Nel secondo video la ragazza mostra il posteriore agli estasiati colleghi, si fa toccare e poi si dedica senza vergogne al décolleté. Giocando con i piloti, Stephanie abbassa il reggiseno lasciandosi ammirare. Poi tocca alla zona inguinale, ma con un pizzico di pudore in più. Un vero show a luci rosse in piena regola, che tutto l'equipaggio sembra gradire.
Quando è stato girato il video, l'hostess lavorava per la compagnia francese AOM, poi fallita. Forse già allora Stephanie sentiva puzza di bruciato e voleva sollevare il morale dei colleghi a suo modo.
La hostess e il nuovo videoclip del suo strip-tease
Se voleva farsi notare la ragazza ci è riuscita davvero bene. Stiamo parlando della hostess più sexy e disinibita degli ultimi anni. Il suo nome è Stephanie, è francese ed era assistente di volo. Ma la cosa eclatante era la sua abitudine di spogliarsi, farsi toccare e riprendere con i telefonini dentro alla cabina di pilotaggio. Lo testimoniano 2 sexy video.
Guarda il video:
http://magazine.libero.it/videotormento/piccanti/ne7370.phtml

lunedì 4 febbraio 2008

«Una prof bellissima»: Paola si mette 12 mesi in posa e il calendario va a ruba

«Un piccolo editore mi ha proposto di fare le foto. Ho detto sì per gioco»
Paola si mette 12 mesi in posa. Come nel film di Pieraccioni


Paola Lauretano, insegnante di economia all'Alberghiero di Montoro Inferiore, è protagonista di un calendario che va a ruba

AVELLINO - Curriculum di Paola Lauretano: due lauree, un dottorato di ricerca, quattro abilitazioni, l'ultima pochi giorni fa, una felice carriera da insegnante cominciata nel 2001. E un calendario sexy - che va a ruba, è alla terza ristampa - per la neorivista «Ubi Maior». La professoressa Lauretano, romana, 40 anni, ora insegna economia aziendale all'istituto alberghiero «Rossi Doria» di Montorio Inferiore, nell'avellinese.

È sposata con Sergio Barile, docente alla Sapienza, ex assessore ad Avellino ed ex consigliere della società regionale Soresa. Ha due bambini. Paolo, 13 anni, e Jacopo, cinque.
Come nasce l'idea di mettersi in posa per un calendario? «In maniera curiosa. Io e Sergio avevamo visto il film di Pieraccioni con Laura Torrisi «Una moglie bellissima», in cui si racconta la storia di una donna alla quale viene chiesto di fare un calendario da un piccolo editore. Ecco, la stessa cosa è successa a noi...»

In che senso? «Nel senso che proprio un editore emergente, Marco Carbone, intendeva lanciare un nuovo mensile, «Ubi Maior», con calendario allegato. E ha proposto a me di posare. Il parallelo con il film di Pieraccioni ci ha fatto sorridere. Io e mio marito ne abbiamo discusso e abbiamo deciso di accettare. Tutto è nato in maniera divertente, per gioco. Continuo a ritenerlo tale. E poi non si tratta affatto di scatti volgari. La Torrisi si spoglia. Io mi limito al bikini e ai bustini».
Il set del calendario? «Casa mia. Tutti gli scatti, firmati da Gerardo Fusco, trovano ambientazione tra le mura domestiche. Solo due foto sono in esterno, quelli sulla moto e a cavallo. Chi critica il calendario...»
Ci sono state critiche? «Voci, anche se a me, direttamente, nessuno ha detto niente. Ma chi punta il dito contro un calendario è solo un falso moralista, mosso da invidia e provincialismo. Io lo trovo un prodotto moda, elegante e glamour».

Senta professoressa, lei insegna a Montorio Inferiore. Il paese è piccolo, la gente mormora. Ammetterà che i suoi alunni forse sono rimasti spiazzati. «Assolutamente no. E sa perchè? Ho un passato da modella e da volto tv nelle telepromozioni (90°minuto, Dribbling, la Domenica sportiva, ndr) e al Tg1: conducevo la rubrica dello Zodiaco fino al 2003. Inoltre, ad Avellino e nell'intera provincia irpina ci sono cartelli pubblicitari ancora con la mia immagine. Insomma, sapevano dei miei trascorsi nel mondo dello spettacolo e delle passerelle. Ho trascorso i miei vent'anni a Milano, sfilando per tutti, da Armani a Dolce e Gabbana. Perciò, per loro, per i ragazzi, con cui da docente ho un bellissimo rapporto, non è stata una sorpresa. Oddio, forse un po'. In ogni caso mi hanno sommerso di complimenti».

Ha 2 lauree, in economia aziendale e amministrazione delle imprese, 4 abilitazioni, tra cui matematica e sostegno. E trova anche il tempo di mettersi in gioco posando per un calendario. Citando Nanni Noretti, si sente «una splendida quarantenne?»«Il fatto è che mi sento più bella e femminile ora che a vent'anni. È la verità. E poi proprio non capisco le mogli che dopo il matrimonio si lasciano andare. Rinunciano a farsi desiderare. Perchè?».
Suo malgrado, teme di finire nel filone delle «sexy prof»? «Ma no. Gli altri episodi di cronaca sono distanti anni luce dal mio calendario. Che trovo, ripeto, molto elegante e glamour»
Alessandro Chetta
Corriere del Mezzogiorno 04 febbraio 2008

Per ridurre le pause sul lavoro arriva la sigaretta sprint

La nuova sigaretta: meno centimetri, stessa nicotina
L’obiettivo: limitare le lunghe pause sul lavoro dei fumatori

LUIGI GRASSIA

TORINO Dice il saggio: quando un problema non ha soluzione, l’unica cosa da fare è cambiarne i termini. Così ha fatto il gigante del tabacco Altria (Philip Morris) per affrontare con vigore e forza immaginativa la montante campagna mondiale contro il fumo. La risposta è arrivata su due piani. Il primo è l’innovazione di prodotto: il gruppo ha messo in vendita in via esplorativa in Turchia, ma presto lo farò nel resto del pianeta, una sigaretta molto più corta di quelle normali ma con dentro la stessa quantità di nicotina, di catrame e (quindi) anche di gusto, che si fuma in meno tempo. Tutto per venire incontro ai «poveri» fumatori costretti a uscire spesso dall’ufficio dal ristorante; potranno soddisfare la loro libidine con pochissime inalazioni potenziate. La seconda risposta ai problemi del colosso del tabacco è sul piano societario. La holding Altria si divide in due: una nuova Altria con sede in Virginia (non più a New York) continuerà a controllare solo le attività negli Stati Uniti, mentre tutto il resto (cioè l'80% del gruppo) finirà sotto il cappello della compagnia Philip Morris International con sede a Losanna (in Svizzera). A che scopo? I più maligni dicono che questa mossa serve a mettere al riparo le attività internazionali di Altra/Pm dalle richieste di risarcimenti miliardari per i danni da fumo che ormai affliggono la branca americana. Il quartier generale di Losanna, contattato telefonicamente, respinge ogni illazione: «In qualunque luogo dove operiamo siamo soggetti alle leggi locali, non solo, ma siamo a favore dello sviluppo di norme a tutela della salute, dei minori e così via. Avere di fronte una legislazione chiara ci aiuta a sviluppare un ambiente d’affari più tranquillo e prevedibile». Confermate invece le innovazioni di prodotto. Ecco i dettagli. La sigaretta sprint è la nuova Marlboro Intense, lunga 7,2 centimetri; i produttori valutano che si possa fumare in 6 o 7 boccate anziché in 8 o 10. Ma siamo sicuri che non possa infliggere più danni alla salute inalare la stessa quantità di nicotina e di catrame in meno tempo, con più stress per cuore e polmoni? Il quesito lascia perplesso il professor Claudio Terzano, docente di Malattie dell’apparato respiratorio alla Sapienza di Roma: «Non credo che ci sia questo rischio. Ma chi è dipendente dalla nicotina potrebbe rimanere psicologicamente insoddisfatto da una sigaretta più corta, ed essere indotto a fumarne in numero maggiore». Non è una condanna, solo una prima impressione a caldo; bisognerà vedere i dati di ricerca. La Marlboro Intense non è l’unico asso nella manica della Philip Morris International. In Svizzera e in Australia, e presto ovunque nel mondo, anziché uscire da un luogo «proibito» per fumare in fretta una sigaretta è possibile inalare nicotina e catrame tramite un apparecchietto a pila, battezzato Heatbar, che riscalda il tabacco senza propriamente bruciarlo; il fumo che si sviluppa è solo il 10% di una sigaretta tradizionale. L’apparecchietto, che si può comprare o affittare al bar o al ristorante, era già stato messo sul mercato in una forma analoga negli anni Novanta ma con poco riscontro; la Pm ritiene che ora avrà molto più successo perché nel frattempo le zone «no smoke» si sono parecchio estese e con loro anche l’utilità della Heatbar. Al di fuori di Nord America-Europa-Australia la Altria/Pm non ha problemi: il suo mercato è in espansione soprattutto in Oriente (la Cina è la nuova terra di conquista) e per di più vengono richiesti tabacchi sempre più forti, al contrario dei Paesi sviluppati.
La stampa 3 febbraio 2008

Pene d’amore a Tokyo? Sul lavoro chiedi il permesso "cuori infranti"

La tua «love story» è andata in frantumi? Puoi fare a meno di lavorare con la benedizione del capo, basta prendere il «permesso cuori infranti». Accade in Giappone, nella sede di Tokyo della «Hime and Company», sei dipendenti - tutte donne -, azienda specializzata in cosmetici. La strategia aziendale rivoluzionaria l’ha scoperta il quotidiano britannico «Independent». Il «permesso cuori infranti», norma contrattuale rivoluzionaria, sono infatti giorni di ferie regolarmente pagate offerte alle dipendenti afflitte da delusioni sentimentali. Le impiegate sotto i 24 anni, hanno diritto a un solo giorno di libertà, quelle tra i 25 e 29 possono disporre di due «permessi cuori infranti», che salgono a tre giorni liberi per chi ne ha 30 e più. Motivo? «Quando si è più grandi - spiega la direttrice Miki Hiradate - la separazione è più dolorosa». Ma non solo le pene d’amore, anche i saldi possono turbare il rendimento sul lavoro. E così l’azienda ha previsto anche due mattinate, durante l’anno, di permesso-shopping.
La Stampa 3 febbraio 2008

Civita Castellana è senza preservativi e nessuno se ne preoccupa



Domenica 03 Febbraio 2008

Finora nessuno ha risposto. Siamo arrivati agli ultimi giorni di Carnevale, e nessuno si è preso la briga di rispondere, quantomeno per cortesia. Non ha risposto né il presidente del Consiglio, né il sindaco. E così a Civita Castellana non si riesce a sollevare il velo sugli epocali quesiti della interrogazione che il consigliere Gianluca Angelelli ha depositato il 21 gennaio.Da oltre un mese - così informa - i distributori di preservativi, situati nei pressi della farmacia comunale di via Giovanni XXIII, sono stati danneggiati, derubati e resi inservibili» ma il Comune, «nonostante il lasso di tempo trascorso», si è guardato bene dal rimetterli in funzione, non curandosi «dei disagi che il disservizio comporta ai ragazzi, soprattutto nelle ore notturne». A cosa è dovuta la mancata riparazione? Angelelli ipotizza che: 1) o si vuole perseguire «una pianificata politica di incentivazione delle nascite», evitando di far «declassare il Comune» tra quelli inferiori ai 15 mila abitanti, e allora si è «sfruttato il Carnevale per tali finalità»; 2) o «i ritardi sono dovuti a un eccessivo ossequio al dettato religioso, che condanna l'uso dei contraccettivi, imponendo ai giovani civitonici una salutare astinenza».Il Comune vuole imporre l'astinenza? Angelelli fa della dietrologia ma ci permettiamo dissentire. Sappiamo per certo che sia il presidente del Consiglio che il sindaco di Civita concordano con chi affermava che «di tutte le perversioni sessuali, l'astinenza è la più grave», ritenendo peraltro «che l'astinenza è una buona cosa ma dovrebbe essere praticata con moderazione». A meno che l'eliminazione dei profilattici abbia un altro obiettivo: imporre lo stile di vita di quel tale che diceva: «Ormai, per paura dell'Aids e per praticare solo rapporti sicuri e protetti, non mi serve il preservativo, perché pratico solo il sesso orale. Ne parlo e basta». (Woody Allen)Merlino

Domenica 03 Febbraio 2008
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Finora nessuno ha risposto. Siamo arrivati agli ultimi giorni di Carnevale, e nessuno si è preso la briga di rispondere, quantomeno per cortesia. Non ha risposto né il presidente del Consiglio, né il sindaco. E così a Civita Castellana non si riesce a sollevare il velo sugli epocali quesiti della interrogazione che il consigliere Gianluca Angelelli ha depositato il 21 gennaio.Da oltre un mese - così informa - i distributori di preservativi, situati nei pressi della farmacia comunale di via Giovanni XXIII, sono stati danneggiati, derubati e resi inservibili» ma il Comune, «nonostante il lasso di tempo trascorso», si è guardato bene dal rimetterli in funzione, non curandosi «dei disagi che il disservizio comporta ai ragazzi, soprattutto nelle ore notturne». A cosa è dovuta la mancata riparazione? Angelelli ipotizza che: 1) o si vuole perseguire «una pianificata politica di incentivazione delle nascite», evitando di far «declassare il Comune» tra quelli inferiori ai 15 mila abitanti, e allora si è «sfruttato il Carnevale per tali finalità»; 2) o «i ritardi sono dovuti a un eccessivo ossequio al dettato religioso, che condanna l'uso dei contraccettivi, imponendo ai giovani civitonici una salutare astinenza».Il Comune vuole imporre l'astinenza? Angelelli fa della dietrologia ma ci permettiamo dissentire. Sappiamo per certo che sia il presidente del Consiglio che il sindaco di Civita concordano con chi affermava che «di tutte le perversioni sessuali, l'astinenza è la più grave», ritenendo peraltro «che l'astinenza è una buona cosa ma dovrebbe essere praticata con moderazione». A meno che l'eliminazione dei profilattici abbia un altro obiettivo: imporre lo stile di vita di quel tale che diceva: «Ormai, per paura dell'Aids e per praticare solo rapporti sicuri e protetti, non mi serve il preservativo, perché pratico solo il sesso orale. Ne parlo e basta». (Woody Allen)Merlino Il messaggero 3 febbraio 2008

domenica 3 febbraio 2008

Sexy prof: Calendario esaurito


Il Provveditore: occorre coerenza
MAURA CORRADO
Calendario sì o calendario no? Docenti e alunni dell’Istituto Alberghiero «Rossi Doria» appaiono sempre più divisi sull’iniziativa che vede protagonista Paola Lauretano, 40enne docente di Economia e gestione aziendale presso la sede di Montoro Superiore, ritratta per il mensile «Ubi Maior» in dodici scatti ad alto tasso di sensualità. Ad alimentare il confronto tra le mura scolastiche, ieri, le dichiarazioni rese al nostro giornale da qualche collega della sede di Avellino, con un’articolata replica da parte della diretta interessata. Delle 2mila copie stampate, del calendario, in giro non c’è più traccia. Esaurite. Per la terza ristampa bisognerà attendere ancora qualche giorno. Il fronte dei «colpevolisti» è concentrato ad Avellino. Chi due giorni fa aveva criticato l'iniziativa, giudicandola inopportuna per chi ricopre il ruolo di insegnante, rimane sulle proprie posizioni, evitando però di esporsi in prima persona: «Noi malelingue invidiose? Nessuna di noi ha mai sognato di fare un calendario. Valutiamo l’episodio esclusivamente sotto l’aspetto educativo, sul messaggio che alcune foto possono trasmettere ai ragazzi. La collega parla di prodotto elegante, ma cos'ha di elegante un fondoschiena in bella vista?». I ”prof” della sede di Montoro, al contrario, sono tutti schierati a favore di Paola Lauretano. Infastiditi dal clamore che l'iniziativa sta suscitando, si dicono orgogliosi di averla nel corpo docente, di ritenerla una professoressa moderna e seria e bollano come falsi moralismi le critiche mosse. Anche il dirigente scolastico Alessandro Garofalo mostra un’evidente irritazione per il polverone sollevato. Evita di rilasciare dichiarazioni ufficiali, salvo ribadire di valutare esclusivamente, in un insegnante, il comportamento tenuto in classe. E avrebbe fatto intendere di essere sulla stessa lunghezza d'onda di quegli studenti - e sono tanti - che, come riportato ieri, non solo non trovano nulla di scandaloso nel calendario in questione, ma anzi intravedono un pò d’invidia dietro certe critiche. Per la protagonista di questa vicenda sembra che ben poco sia cambiato: «Ho fatto lezione in tutta tranquillità - ha dichiarato Lauretano - ai miei alunni ho parlato delle società di capitali. Sono dispiaciuta per le critiche di persone che neanche mi conoscono. Spero che questa vicenda si chiuda qui». Severo, infine, il giudizio di Rosa Grano, provveditore agli studi della provincia: «L’invidia, secondo me, c’entra poco. Ma non voglio esprimere un giudizio di natura personale. Come rappresentante istituzionale del mondo della scuola mi limito a dire che forse occorre rispiegare i concetti di regola, di limite e di eccezione. Non voglio vestire i panni della moralista, ma i ragazzi hanno bisogno di insegnamenti coerenti: non solo nozioni ma anche esempi di vita. Chi sceglie di fare l’insegnante, poi deve fare l’insegnante. In maniera coerente».

Yoox

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