LUCCA (6 giugno) - “Avviso a tutte le minorenni: se vi telefona uno e dice che si chiama papi, avvertite subito i carabinieri”. È il testo del volantino firmato da Umberto Sereni, sindaco di centrosinistra di Barga, paesino in provincia di Lucca, diffuso con l'intestazione “Comune Informa” e il simbolo di un “Comitato per la difesa della giovane”.
L'iniziativa è destinata a suscitare polemiche in questi giorni di campagna elettorale, perchè è evidente il riferimento al premier Silvio Berlusconi. Il sindaco Sereni, giunto alla scadenza del secondo mandato, conferma tutto, e si limita a dire: «Il Comitato l'ho promosso, come ho fatto anche con altre iniziative, perchè bisogna difendere la gioventù».
Critica la consigliera regionale del Pdl Giuliana Baudone: «Non volevo crederci, quando mi è stato fatto vedere, ma il volantino che il comune di Barga, firmato dal sindaco Sereni, che associa il nomignolo papi, chiaramente riferito a Berlusconi, a un avviso alle minorenni, è rivoltante - afferma la Baudone -Un'amministrazione comunale che esce da dieci anni di governo e affida il volantino finale a una tale volgarità è un gesto che qualifica un atteggiamento, quello della sinistra che è incapace di proposte e lavora solo sulla denigrazione delle persone».
In alcune si vedono scendere dagli elicotteri almeno una decina di giovani Scatti a Villa Certosa, il fotografo annuncia: ''Ci sono altre 5mila foto, usciranno all'estero''
ultimo aggiornamento: 12 giugno, ore 10:52
Roma - (Adnkronos) - Antonello Zappadu: ''Le 700 che mi hanno sequestrato non sono le sole che ho fatto''. E precisa: ''Non c'è nulla di pruriginoso. Piuttosto, direi, immagini politicamente imbarazzanti''
Roma, 12 giu. (Adnkronos) - "Le 700 foto che mi hanno sequestrato non sono le sole che ho fatto. Se proprio la devo dire tutta io, tra il 2006 e il 2009, ho scattato cinquemila fotografie. All'aeroporto di Olbia e all'interno di villa Certosa". Lo dice, a 'Repubblica', il fotografo sardo Antonello Zappadu.
"Nulla di pruriginoso. Piuttosto, direi, immagini politicamente imbarazzanti. Ne posso raccontare una: sara' stata la tarda primavera del 2008 e nei giardini della villa c'e' un finto matrimonio tra Berlusconi e una ragazza. Ci sono il bouquet di fiori e un gruppo di altre ragazze intorno a loro che applaudono divertite", racconta Zappadu che parla anche di scatti che riguardano aerei e elicotteri di Stato: "Ho altre foto in cui si vedono scendere da quegli elicotteri almeno una decina di ragazze". Il fotografo annuncia: "Penso che delle nuove foto usciranno presto. E non in Italia".
"Stanotte ho varato il marchio 'Magic Italy' per rilanciare il turismo in Italia. Il nostro obiettivo, che è anche la missione del ministro, è raddoppiare in quattro anni, grazie al turismo, il Pil. Abbiamo la possibilità di farlo", ha detto il premier all'assemblea nazionale di Confartigianato.
9 giugno: Ecco qua. Siamo in grado di mostrarvi, in esclusiva assoluta, la prima immagine del nuovo logo di promozione del brand Italia presentato dalla neo ministra al Turismo Michela Brambilla l'altra sera durante lo speciale elettorale del tg4. Niente è dato di sapere sugli autori dell'immmagine se non che la sua realizzazione è stata personalmente seguita dal Presidente del Consiglio. Non riusciremo mai a rimpiangere il cetriolo di It, ma certamente è difficile trovare qualche positività — non diciamo grafica, ma anche solo comunicativa — in questo tetro campionario di effetti di Photoshop.
Di seguito il video della presentazione al Tg4 che era stato rimosso da Vimeo e che è stato reinserito su YouTube. Potete anche aderire al gruppo Magic Italy Go Home su Facebook.
Segue un commento della redazione di sdz
Maggica...
Certo è abbastanza conseguente che una ‘fantasilandia’ come sta ormai diventando l’Italia (con le ‘veline’ che si candidano ai posti di responsabilità politica, i giullari e i cantori che volano ‘di stato’, con ‘papi Silvio’ che ha parole mielate per la sua 'piccola grafica pubblicitaria'), riesca a partorire e giustificare uno scempio del buon senso comunicativo e visuale come questo Magic Italy che la neo ministra ‘che dio la perdoni’ Brambilla, ha presentato in tono minore da Emilio Fede.
Questo accrocchio di luminescente barbarie grafica, a ben guardare, non ha né struttura, né status, ne dignità di marchio: ci sembra scarsamente applicabile in qualsiasi contesto, non ha un retroterra né simbolico né narrativo. Non dice nulla, non racconta nulla, non significa nulla. In Italia parla una lingua che non è l’italiano, va a occupare spazi che, su internet, sono già occupati da onesti gestori di campeggi e di bed and breakfast. Si segnala solo per la presupponente inutilità grafica che anche ogni pur modesta progettazione photoshoppata dovrebbe aver cura di evitare.
Magic Italy è offensivo per un paese che continua a vantare una decorosa, a volte gloriosa, ‘cultura del progetto’. Poco ci interessa in fondo (anche se si tratta di denari pubblici in primis e poi di buon senso collettivo) che non si sia attivato un normale meccanismo concorsuale, né che non si sia pensato di rivolgersi ad uno o più degli eccellenti maestri del settore che l’Italia vanta, né che non ci si sia in alcun modo rapportati con l’associazione dei grafici.
Ci preoccupa di più, prima come cittadini e poi come operatori del settore, che il presidente del consiglio abbia ancora una volta occupato uno spazio non suo, con l’arroganza cialtronesca che lo contraddistingue da tempo e che l’età tende a accentuare, e si sia trasformato in art director e copy di questa sesquipedale scemenza visuale, affidata poi, per l’esecuzione materiale, a quel fantasmatico ‘team di grafici’ di cui ha parlato nei giorni scorsi e di cui, al momento, non si hanno altre notizie.
Abbiamo rivolto, ironicamente ma non tanto, dieci domande al ‘presidente grafico' ma naturalmente, come ha fatto con Repubblica in un contesto ben più serio, non ha sentito, né crediamo sentirà, il dovere di risponderci. Pensiamo comunque che la comunità dei progettisti debba, in difesa della propria funzione e della propria professionalità, prendere in qualche modo posizione.
Altrimenti non si sarà solo progettato un marchio indecente ma si sarà dato un nuovo colpo, tra i tanti, alla credibilità di questo paese.
Rimbalzato ormai sulle pagine dei grandi quotidiani, vedi il Corriere della Sera on line, l’affaire magic italy si spande a macchia d’olio registrando la presa di posizione pressoché unanime di tutti gli addetti ai lavori.
La ministra Brambilla che, incauta, aveva presentato il logo da Emilio Fede, non potendo smentire di averlo fatto, dopo aver farfugliato che il suddetto logo “è in fase di definizione”, ha ritirato la mano asserendo che la presentazione ufficiale avverrà a fine giugno: “… possiamo però anticipare che i colori utilizzati saranno il bianco, il nero, il rosso ed il verde. Si ritiene di poterlo presentare in via ufficiale nel corso della medesima conferenza stampa. Solo in quella data sarà quindi possibile commentare la nuova immagine dell'Italia, che ci auguriamo incontrerà il gradimento di tutti. Ed è facilmente immaginabile quale grande studio e confronto vi sia a monte della realizzazione dei progetti menzionati”.
Non sappiamo se le parole della ministra abbiano un senso o siano, anche oggi, “voce dal sen fuggita” dato che proprio stamani Silvio Berlusconi aveva affermato, alla conferenza di Confartigianato, che aveva passato la serata di ieri a “licenziare il nuovo logo”. Quello che comunque ci preme sottolineare, in questa evidentemente scombiccherata vicenda italiana, non è tanto la bellezza o bruttezza del marchio (su cui ci siamo già espressi e su cui la comunità dei grafici si sta esprimendo in queste ore) ma l’incredibile processo che ‘facciotuttoio’ monsieur le president, ha, ancora una volta avviato. Non si sa chi è stato incaricato del progetto, non si sa con che mandato, non se ne conoscono, nemmeno in via breve i termini e gli obbiettivi, le logiche. Per essere benevoli si piuò lamentare un deficit di trasparenza. Avevamo qualche giorno fa rivolto al presidente le dieci fatidiche domande. Non solo non ci è stata data, al momento, risposta, ma si sono sovrapposte le rituali fanfaluche, le inevitabile bubbole che sembrano autogenerarsi intorno all’attività di governo di Silvio Berlusconi.
Al momento risulta che il presidente ha ‘personalmente’ ritoccato il marchio e l’ha definito e completato. Queste affermazioni, al di là ripetiamo della bruttezza dell’elaborato di cui trattasi, suona offensiva per la nostra professione e più in generale per il buon senso di tutti. Ripetiamo quindi le stesse domande: a pie’ fermo aspettiamo risposta.
Dieci domande
1. Da chi è composto il team di grafici che l'hanno accompagnata nei voli di stato per lavorare al nuovo marchio per il Made in Italy?
2. A che titolo sono stati selezionati?
3. Ha già avuto modo in passato di avvalersi, a qualunque titolo, della collaborazione di questi grafici? Per quali lavori?
4. Qual'è il compenso totale riconosciuto loro?
5. Oltre a Lei e al team grafico chi altri, e a che titolo, partecipa alla definizione di questo progetto?
6. Chi ha redatto il brief su cui il team ha lavorato/sta lavorando?
7. Chi valuterà la corrispondenza qualitativa del risultato alle finalità richieste?
8. Che budget è stato messo a disposizione per questo progetto?
9. A quanti e quali ministeri e/o dipartimenti fa capo il suddetto progetto?
10. È stato richiesto un parere al Consiglio Nazionale del Design?
Per motivi legali, l’Observer non vi può far vedere le fotografie scattate durante una festa tenuta dal Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, all’ormai famosa Villa Certosa in Sardegna. Ora vi darò un momento per rendervi conto della vostra fortuna.
Le foto, apparse sul quotidiano spagnolo El Pais, a quanto pare ritraggono una festa per una delegazione della Repubblica Ceca a cui partecipano Berlusconi, ragazze in topless e, si presume, un uomo piegato su una piscina in “stato d’eccitazione”. L’ex Premier ceco Mirek Topolanek ha confermato di essere lui nella fotografia, ma ha dichiarato che: “E’ stata modificata e la foto non è autentica.” Qualcuno ha qualche motivo per non credergli?
Berlusconi, da parte sua, è già sotto inchiesta per aver usato gli aerei di Stato per trasportare degli ospiti succintamente vestiti ed è anche nei guai a causa di diciottenni, per la sfilata senza fine di “amiche in tanga” (ecc, ecc), ha querelato El Pais poiché secondo lui le fotografie sono un’invasione della sua privacy e l’hanno screditato alla vigilia delle Elezioni europee. La verità è che, qualunque cosa succeda ai votanti italiani questo fine settimana, non è forse arrivata l’ora per noi di urlare: “Lascia stare Silvio, sporca capra della politica europea, il mondo ne ha già avuto abbastanza?” continua a leggere
Dovete capire che non si tratta di un’indignazione istintiva - semmai, l’impulso, sì, è sempre stato quello di trovare Berlusconi patetico, ma anche di riconoscergli dei meriti, qualcuno che incitava a discutere. È stato particolarmente divertente quando i Blair ci sono andati per quella famigerata vacanza gratis, leccando i piedi al loro caro amicone Silvio, il quale sfoggiava la sua bellezza indossando la sua bandana o piuttosto un sosia della nonna di Carlos Santana, in qualunque modo preferiate vederlo.
Questo sembra sia stato il punto di forza di Berlusconi, sia con gli italiani sia con gli altri, lui era in qualche modo una “canaglia adorabile” un po’ in là con gli anni, un vero personaggio che non si sarebbe mai abbandonato a qualcosa di così banale come il politicamente corretto. Perfino i nomi in codice che si era scelto per le festa in villa (Papi) suggeriscono che fosse interessato solamente a una “dittatura” in stile benevolo.
Tuttavia, quando ci pensate, che cosa c’è di così adorabile in un uomo anziano, ricco e potente che si circonda di ragazze mezzo nude? Dov’è il vero senso del personaggio in tutto questo narcisismo? In effetti, proprio come quando un uomo sposato e disinvolto al pub ci prova di continuo può essere divertente all’inizio, col passare del tempo il suo comportamento diventa stancante, fastidioso e anche piuttosto viscido. Piaccia o meno, “la continenza sessuale come questione politica” non è finita assieme al mandato presidenziale di Bill Clinton. Dopo tutto, il Presidente del Consiglio italiano è uno dei dignitari più potenti d’Europa, qualcuno che ha abbastanza influenza per dichiarare o fermare le guerre; è chiedersi troppo se ogni volta che uno punta lo sguardo su di lui non parte subito nella testa la sigla di Benny Hill?
Sarebbe troppo sperare che la villa in cui spende i suoi “momenti d’ozio” non faccia concorrenza alla villa di Playboy per essere il “parco di divertimenti sessuali per uomini di mezza età più pateticamente stereotipato?” Ecco, se non altro, Berlusconi è colpevole di far impallidere gli eccessi dei Baccanali.
E’ troppo? È quasi come se tutto ciò che poteva andare storto a un uomo bianco di mezza età sia successo a Berlusconi. È diventato marcio; una crisi di mezza età andante che indossa dei pantaloncini Vilbrequin. E ne ha 72 di anni! Al che alcuni potrebbero gridare, beh, beato lui. Che male c’è? Ma io potrei argomentare che ci sono parecchie cose che non vanno, così come ce n’erano nel caso Clinton-Lewinsky. Poiché, in questo contesto, ciò che appare come una dimostrazione di virilità e potenza sessuale è senza dubbio una completa mancanza di controllo, per non dire un senso di onnipotenza, di sconvolgente disprezzo per quelle persone da loro considerate inferiori.
Questo è il motivo per cui Berlusconi dovrebbe finalmente andarsene - non perché “non riesce a tenerlo dentro ai pantaloni”, ma perché, proprio come Bill, non è interessato, e chiaramente non considera di occupare una qualsivoglia posizione in cui debba rispondere ai “lacché” che l’hanno votato. In questo modo, Berlusconi è diventato la personificazione del potere diventato rancido. È chiaro, magari siete convinti che noi siamo messi male con Brown - ma date un’occhiata alla Sardegna e riflettete su ciò che altri Paesi sono costretti a subire.
Per quanto riguarda Berlusconi, forse il massimo sarebbe se, ad un certo punto durante le elezioni europee, qualcuno gli iniettasse discretamente del bromuro e lo trascinasse senza fare rumore da parte. Da un punto di vista politico e libidinoso, potrebbe essere considerata eutanasia.