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domenica 18 gennaio 2009

Cassazione conferma: playstation intoccabili. Vietato modificarle

BOLZANO. I videogiochi sono da considerare «opere dell’ingegno» protette dal diritto d’autore: rischia quindi una condanna per violazione della normativa sul copyright chi vende microchip per la Playstation-2 finalizzati a leggere i videogiochi masterizzati. Lo ha deciso la quarta sezione penale della Cassazione (sentenza 1243). Il caso riguarda l’imprenditore Oscar Dalvit (commerciante specializzato di Salorno) che era stato accusato di aver commercializzato chip elettronici in grado di eludere, decodificare o rimuovere le misure di protezione della Playstation-2 prodotta dalla Sony che lamentava, dunque, la manipolazione delle consolle messe in vendita. Il commerciante era stato condannato in appello ed ora la Cassazione ha confermato la condanna. Nel ricorso, Oscar Dalvit aveva sostenuto che i suoi chip non erano finalizzati a modificare la protezione della Playstation ma solo a «espanderne le potenzialità» I supremi giudici hanno respinto il ricorso e condannato Oscar al pagamento delle spese processuali. Nella sentenza si ricorda che secondo le normative vigenti i videogiochi non sono più da considerarsi software ma «opere dell’ingegno». Inoltre, secondo i giudici, la stessa Playstation non è da considerarsi un personal computer ma una «consolle per videogiochi». Dagli esami tecnici, era stato dimostrato come la Playstation modificata eludeva tutti i sistemi di protezione.(16 gennaio 2009)Torna indietro

sabato 6 dicembre 2008

IVA RIFIUTI: E' ILLEGALE, COME CHIEDERE IL RIMBORSO

La Corte di Cassazione, in linea con l’orientamento comunitario, ha stabilito che il corrispettivo che i cittadini devono pagare per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, e’ una tassa e non una tariffa.
Se fosse una tariffa l’Iva sarebbe applicabile, ma essendo una tassa questo non e’ legittimo!SE HAI PAGATO L’IVA SULLA TASSA SUI RIFIUTI, ORA LA PUOI RECUPERARE!

Controlla attentamente la bolletta: se ti è stata applicata l’Iva (nella misura del 10%) sulle voci di raccolta e smaltimento rifiuti, puoi richiederne il rimborso immediato!!

Ad esempio, se paghi una tassa di 900 euro l’anno, il tuo Comune ti sta sottraendo 90 euro di IVA illegittima che, moltiplicati per 10 anni (il massimo che puoi richiedere), sono 900 euro buttati nell’immondizia!

l Codacons offre una consulenza gratuita a tutti coloro che vogliono recuperare il 10% di Iva sulla tassa sui rifiuti pagato negli ultimi anni ai Comuni e/o alle società appaltatrici che per essi gestiscono il servizio.

Se vuoi agire anche tu, invia:

1) un foglio con i tuoi dati anagrafici, recapiti telefonici, eventuale indirizzo di posta elettronica e codice fiscale;

2) copia dell’atto di richiesta della tassa sui rifiuti per cui richiedere il rimborso e delle relative ricevute di avvenuto pagamento (per tutti gli anni dal 1998 ad oggi)

in busta chiusa a:
CODACONS
Azione Iva rifiuti
Via Filippo Corridoni, 25
00195 Roma

Per maggiori informazioni consulta il sito www.codacons.it

domenica 30 marzo 2008

Cani in condominio? La Cassazione detta le regole su come abbaiare


ROMA - Non si può evitare che un cane abbai, ma bisogna comunque rispettare i diritti degli altri condomini: per questo i padroni devono osservare con scrupolo il regolamento condominiale e ridurre al minimo gli episodi di disturbo, ma senza pagare i danni ai loro vicini nel caso non riescano nell'impresa. Lo sottolinea la Cassazione, confermando una sentenza del tribunale di Pistoia (sezione distaccata di Monsummano Terme) che aveva rigettato l'impugnazione dei padroni di un cane contro la decisione del giudice di pace che aveva loro ingiunto di "osservare scrupolosamente il regolamento condominiale", pur non stabilendo alcun risarcimento a favore dei vicini. In altre parole i proprietari dei cani che vivono negli appartamenti condominiali devono far abbaiare poco il loro quattro zampe, specie se ha la tendenza ad agitarsi facilmente, limitando, scrivono i giudici, "le occasioni di disturbo e prevenendo le possibili cause di agitazione ed eccitazione dell'animale, soprattutto nelle ore notturne". Facili a dirsi, ma difficile da mettere in pratica, perché, come sottolineano gli stessi magistrati della corte suprema, ci sono animali che tendono ad abbaiare "ogni qualvolta sentono suonare il campanello o quando avvertono la presenza di persone all'interno del condominio". Se mettere la sordina al proprio cane non è affatto semplice, la Cassazione chiede però un sacrificio anche alle vittime dei rumori. Gli altri condomini, recita la sentenza, "per contribuire alla civile convivenza condominiale" devono sforzarsi di "tollerare" episodi "saltuari di disturbo da parte dei cani" che vivono nel loro palazzo.
(Repubblica 28 marzo 2008)

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