Pare che non sia più anoressica....
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domenica 9 agosto 2009
venerdì 6 marzo 2009
NUCLEARE:LA SARDEGNA E' IL POSTO MIGLIORE PER INSTALLARE LE 4 CENTRALI
IL SARDEGNA - Politica: Al Senato la proposta nucleare: tutte nell'Isola le quattro centrali
Note di PATURNIO:
Sono certa che i sardi saranno fieri di essere stati prescelti, anzi di essere considerati "ideali" per tutte e 4 le centrali. Hanno battuto il resto di Italia, sono primi nelle preferenze di un esperto in materia come il geologo Enzo Bosh in audizione al senato. Hanno votato Cappellacci, lo hanno fatto vincere. Mi dispiace solo per chi non lo ha votato, perchè non potrà dire:"Il nucleare? E' anche merito mio".
Marco Mostallino marco.mostallino@epolis.sm
« La Sardegna è l’area italiana migliore per la costruzione di centrali nucleari, perché è la più stabile dal punto di vista sismico», ha riferito ieri E n z o B o s c h i , p r e s i d e n t e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) durante una audizione davanti alla commissione Territorio e ambiente del Senato.
L'audizione è un momento nel quale il Parlamento comincia a farsi delle idee precise su un problema, ascoltando i tecnici di settore prima di esaminare disegni di legge del Governo o proposte di deputati e senatori. E ieri, a Palazzo Madama, è toccato al numero uno della sismologia italiana parlare del ventilato ritorno all'energia figlia dell'atomo. Il responsabile dell'istituto statale è stato chiaro: «La regione Sardegna è una zona con una storia geologica completamente diversa dal resto dell’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire lì, anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia - ha aggiunto Boschi - Bisogna evitare che il problema venga affrontato con le informazioni sbagliate», ha proseguito il sismologo: «Ho visto sui giornali che un sito proposto era quello di Augusta, in Sicilia: non potrebbe esserci un’area più sbagliata, perché si trova su una faglia sismica». La Sardegna invece è terra antica, stabile, dove le scosse di terremoto sono rare e leggere. Ecco che un sistema delicato e potenzialmente devastante come una centrale nucleare nell'isola, secondo Boschi, sarebbe sistemato bene, al riparo da eventi sismici catastrofici. Così non una ma quattro centrali potrebbero trovare spazio nella regione. Decidere, comunque, non è in capo a Boschi. Il governo non ha ancora avviato le procedure per i criteri tecnici di scelta dei siti: dopo questi, sulla base di rapporti scientifici, l'esecutivo dovrà stilare una lista di zone candidate e poi procedere alla individuazione delle quattro aree che saranno oggetto di quella che viene chiamata nelle carte ministeriali «servitù nucleare». Nei giorni scorsi, il neo presidente della Regione Ugo Cappellacci aveva assicurato che «nessuna centrale nucleare verrà costruita nell'Isola: se vorranno farlo, dovranno passare sul mio corpo», ha concluso il governatore. Ma la sua resistenza potrebbe non bastare: nel disegno di legge sull'energia (che ancora non è stato votato) il governo è autorizzato a superare il no delle Regioni.
http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=78d01a507553f9b8 5 MARZO 2009
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martedì 17 febbraio 2009
Sardegna, Berlusconi esulta:"Basta stare sulla graticola"
00:05 Con 804 sezioni scrutinate, Cappellacci al 49,9%. Soru al 44,9%
Con 804 sezioni scrutinate, la situazione in Sardegna sembra stabilizzata. Cappellacci scende leggermente sotto il 50% (al 49,98%), mentre Soru sale di poco al 44,91%
23:52 Cappellacci: "Non mi aspettavo un risultato così"
"Mi aspettavo una vittoria ma non di queste proporzioni: questi dati ancora non ancora definitivi ci rendono felici". E' il primo commento del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Ugo Cappellacci, che dopo lo scrutinio di oltre 600 sezioni è in testa di circa 5 punti percentuali. Cappellacci sorridente e ottimista preferisce ancora definirsi prudentemente "candidato" ma parla già di "svolta" e di "fallimento" della Giunta Soru.
ROMA (16 febbraio) - Dall'entusiasmo iniziale, alla preoccupazione, per finire con l'esultanza per una vittoria che negli ultimi giorni sembrava ormai sfumata. E' stata un altalena di sensazioni il voto in Sardegna per Silvio Berlusconi. Quando i dati hanno dato l'idea di confermare la vittoria di Cappellacci, il premier ha tirato un sospiro di sollievo. Ad Arcore, dove ha cenato con alcuni ministri (Tremonti, La Russa e Bossi, oltre che con il sindaco di Milano, Moratti, e il governatore Formigoni) il premier si è lasciato andare all'entusiasmo dicendosi «molto soddisfatto» per una vittoria in cui ha sottolineato di aver creduto fin dall'inizio. La riunione, il cui tema principale era l'Expo 2015, è proseguita anche se con il televisore sintonizzato su un canale sardo che dava in diretta gli ultimi aggiornamenti.
Dopo l'Abruzzo un'altra vittoria del Pdl che cresce ulteriormente, è stato uno dei motivi di soddisfazione del Cavaliere, accresciuto dalle conseguenze che, secondo lui, certamente si avranno sul Pd e per le fibrillazioni che dovrà gestire Walter Veltroni. Un entusiasmo ancora più grande perché la vittoria, alla vigilia dello spoglio delle schede, sembrava ormai irraggiungibile. Persino lui, infatti, aveva confidato ai più stretti collaboratori tutta la sua preoccupazione. I sondaggi in suo possesso, davano in vantaggio il centrodestra, ma mettevano in forte dubbio la vittoria di Cappellacci su Soru. Così, a chi aveva avuto modo di parlarci al telefono nel primo pomeriggio, il Cavaliere era apparso preoccupato e per alcuni persino nervoso. Se perdiamo, aveva detto, torneranno le polemiche e mi metteranno di nuovo sulla graticola. Timori che Berlusconi aveva esteso alla scelta del candidato del centrodestra: fino al punto di dubitare della decisione presa. Ma era soprattutto il rischio di nuove fibrillazioni nella maggioranza a preoccuparlo, mentre al contrario una vittoria avrebbe definitivamente messo a tacere i critici: se vinciamo, questa sarà la mia vittoria, visto che tutti sanno che ci ho messo io la faccia, aveva ragionato ancora il premier. Non a caso, alla vigilia del voto, lo stesso Berlusconi aveva negato che il voto sardo avesse rilevanza sul piano nazionale.
Strappando la Sardegna al centrosinistra e soprattutto a quel Soru da lui duramente criticato nelle settimane precedenti (lo aveva definito un tre volte «fallito»: come governatore, come politico e come imprenditore) la situazione si è capovolta. Ora Berlusconi può rivendicare la sua scelta, sbandierando agli alleati una vittoria che nessuno, nemmeno fra i più critici dentro la maggioranza, potrà attribuire a qualcun altro se non a lui. La sua campagna elettorale, con una presenza quasi settimanale in Sardegna nonostante i rischi sempre più forti di una sconfitta, gli consentiranno di dire quello che lui stesso ha confidato ai suoi: con me il centrodestra vince.
Fonti: Quotidiano.net - Repubblica.it 16 febbraio 2009 ore 00.05
Con 804 sezioni scrutinate, la situazione in Sardegna sembra stabilizzata. Cappellacci scende leggermente sotto il 50% (al 49,98%), mentre Soru sale di poco al 44,91%
23:52 Cappellacci: "Non mi aspettavo un risultato così"
"Mi aspettavo una vittoria ma non di queste proporzioni: questi dati ancora non ancora definitivi ci rendono felici". E' il primo commento del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Ugo Cappellacci, che dopo lo scrutinio di oltre 600 sezioni è in testa di circa 5 punti percentuali. Cappellacci sorridente e ottimista preferisce ancora definirsi prudentemente "candidato" ma parla già di "svolta" e di "fallimento" della Giunta Soru.
ROMA (16 febbraio) - Dall'entusiasmo iniziale, alla preoccupazione, per finire con l'esultanza per una vittoria che negli ultimi giorni sembrava ormai sfumata. E' stata un altalena di sensazioni il voto in Sardegna per Silvio Berlusconi. Quando i dati hanno dato l'idea di confermare la vittoria di Cappellacci, il premier ha tirato un sospiro di sollievo. Ad Arcore, dove ha cenato con alcuni ministri (Tremonti, La Russa e Bossi, oltre che con il sindaco di Milano, Moratti, e il governatore Formigoni) il premier si è lasciato andare all'entusiasmo dicendosi «molto soddisfatto» per una vittoria in cui ha sottolineato di aver creduto fin dall'inizio. La riunione, il cui tema principale era l'Expo 2015, è proseguita anche se con il televisore sintonizzato su un canale sardo che dava in diretta gli ultimi aggiornamenti.
Dopo l'Abruzzo un'altra vittoria del Pdl che cresce ulteriormente, è stato uno dei motivi di soddisfazione del Cavaliere, accresciuto dalle conseguenze che, secondo lui, certamente si avranno sul Pd e per le fibrillazioni che dovrà gestire Walter Veltroni. Un entusiasmo ancora più grande perché la vittoria, alla vigilia dello spoglio delle schede, sembrava ormai irraggiungibile. Persino lui, infatti, aveva confidato ai più stretti collaboratori tutta la sua preoccupazione. I sondaggi in suo possesso, davano in vantaggio il centrodestra, ma mettevano in forte dubbio la vittoria di Cappellacci su Soru. Così, a chi aveva avuto modo di parlarci al telefono nel primo pomeriggio, il Cavaliere era apparso preoccupato e per alcuni persino nervoso. Se perdiamo, aveva detto, torneranno le polemiche e mi metteranno di nuovo sulla graticola. Timori che Berlusconi aveva esteso alla scelta del candidato del centrodestra: fino al punto di dubitare della decisione presa. Ma era soprattutto il rischio di nuove fibrillazioni nella maggioranza a preoccuparlo, mentre al contrario una vittoria avrebbe definitivamente messo a tacere i critici: se vinciamo, questa sarà la mia vittoria, visto che tutti sanno che ci ho messo io la faccia, aveva ragionato ancora il premier. Non a caso, alla vigilia del voto, lo stesso Berlusconi aveva negato che il voto sardo avesse rilevanza sul piano nazionale.
Strappando la Sardegna al centrosinistra e soprattutto a quel Soru da lui duramente criticato nelle settimane precedenti (lo aveva definito un tre volte «fallito»: come governatore, come politico e come imprenditore) la situazione si è capovolta. Ora Berlusconi può rivendicare la sua scelta, sbandierando agli alleati una vittoria che nessuno, nemmeno fra i più critici dentro la maggioranza, potrà attribuire a qualcun altro se non a lui. La sua campagna elettorale, con una presenza quasi settimanale in Sardegna nonostante i rischi sempre più forti di una sconfitta, gli consentiranno di dire quello che lui stesso ha confidato ai suoi: con me il centrodestra vince.
Fonti: Quotidiano.net - Repubblica.it 16 febbraio 2009 ore 00.05
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