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martedì 23 novembre 2010

LITE CARFAGNA-MUSSOLINI:"CARFAGNA MI CHIEDA SCUSA O NON VOTO LA FIDUCIA"


05:18 - POLITICA- 23 NOV 2010

Mussolini: O Carfagna mi chiede scusa o non voto la fiducia

"Non appoggio un governo con un ministro che insulta le donne"
Roma, 23 nov. (Apcom) - "O la Carfagna mi chiede pubblicamente scusa o io non voto la fiducia il 14". L'ha dichiarato al TgLa7 il deputato del Pdl Alessandra Mussolini. "Avevo posto alla Carfagna una questione politica - ha osservato - ho avuto in risposta un insulto. Non voto la fiducia ad un governo dove c'è un ministro per le Pari Opportunità che insulta le donne". Il dissidio con la Mussolini è nato dopo che quest'ultima ha fotografato il ministro che parlava con l'esponente di Fli Italo Bocchino, accusandola di "flirtare" con i finiani, fatto smentito dalla Carfagna, la quale però, indispettita dalla nipote del duce le ha dato della "vajassa", termine che in napoletano ha il significato dispregiativo di "donna dei bassi" o anche "prostituta". "Non posso cedere, è una questione di dignità". Così dal canto suo Carfagna, secondo "la Repubblica", ha confermato la linea scelta con l'annuncio delle dimissioni da ministro dopo i dissidi interni al Pdl campano. Per Carfagna il Pdl è ormai "un partito allo sbando", a metà strada tra i "comitati d'affari" e le "bande di potere". Ieri sono arrivate prese di posizione favorevoli a Carfagna da parte del coordinatore Pdl e ministro della Difesa, Ignazio La Russa e dal ministro degli Esteri, Franco Frattini. 

lunedì 22 novembre 2010

OMICIDIO SARAH: COSA C'E' DIETRO LA LITE FRA GLI AVVOCATI DI SABRINA?

FARNCESCA CONTE e1290259951373 Legale di Sabrina, Conte: Rinuncio perché questo è business

Omicidio Sarah, l’avvocatura e il business
 domenica, 21 novembre, 2010
AVETRANA — Sono ancora gli avvocati a dettare il sovradimensionato clamore intorno al giallo di Avetrana. E questa volta se le dicono di santa ragione, non risparmiandosi minacce di querele e sbattendosi in faccia accordi sottobanco e registrazioni nascoste. Ultima protagonista, suo malgrado, di questo circo del sensazionalismo, è l’avvocata leccese Francesca Conte che ad appena tre giorni dal mandato di difesa per Sabrina Misseri e dopo avere affrontato le dieci ore dell’incidente probatorio di Michele, ieri mattina è stata inaspettata mente messa alla porta dalla sua assistita che, così almeno dicono le carte, le ha revocato l’incarico preferendo l’avvocato Vito Russo, di Taranto, che tre giorni prima aveva ceduto il posto alla più esperta Conte (lasciando comunque nel collegio una di famiglia, la moglie avvocata Emilia Velletri). Cosa è successo. Secondo la legale leccese, la revoca è stata «pilotata» dall’avvocato Russo. «Mentre io ero con sua moglie in carcere per l’interrogatorio – dice -, lui dichiarava alla stampa, senza accorgersi della presenza di due miei avvocati che lo hanno registrato, che avrebbe fatto in modo di far revocare il mio mandato, dicendo che l’incidente probatorio era andato male».
Abituata evidentemente ad altro stile, la scandalizzata penalista che la sera dell’interrogatorio aveva offerto una lezione di pluralismo dell’informazione spendendosi generosamente ai microfoni e ai taccuini di chi aveva il compito di far sapere, usa parole pesanti per scaricare la rabbia. «Il caso Scazzi – scrive in una nota – ha perso le sue connotazioni di caso giudiziario ed assume sempre più quelle del business. Un business a cui, per cultura ed educazione giuridica e professionale – aggiunge – mi debbo necessariamente sottrarre». Ancora più sottile la chiusura del commento. «Mi è stato insegnato – scrive l’avvocata – che la difesa tecnica, per essere efficace, deve essere libera da condizionamenti, indipendente, coerente ed onesta, non potendo invece essere legata a speculazioni inconfessabili di ogni tipo».


Intervistata a parte, Conte è ancora più dura. «Forse non ci si rende conto – dichiara al telefono – che per queste cose si rischia la carriera. Prove documentali – aggiunge – dimostrano condotte gravissime che sottoporrò sia alla magistratura che all’ordine professionale». Anche l’avvocato Russo minaccia di tutelarsi «nelle sedi opportune» e replica così alle accuse. «Noi – riferisce all’Ansa – abbiamo messo l’avvocato Conte in condizione di lavorare fin da subito. E «non è vero che non ci siamo fatti da parte: gli accordi erano chiari fin dall’inizio» e prevedevano che «al termine dell’incidente probatorio di Michele Misseri sarei rientrato io». Il presidente dell’Ordine degli avvocati della provincia di Taranto, Angelo Esposito, è «allibito». Poi dice. «Temo che questa vicenda non abbia ancora espresso in negativo tutto il potenziale sotto il profilo deontologico».
Informato sule intenzioni di prossimi esposti all’Ordine, il presidente Errico risponde così: «Sono cose che danneggiano tutta la categoria per le quali ci stiamo già muovendo con rigore». Il «tribunale» dell’Ordine che giudica gli avvocati ha già un provvedimento disciplinare in corso contro gli avvocati Russo e Daniele Galoppa, difensore di Michele Misseri. La «sentenza» per entrambi si conoscerà il 13 gennaio. A carico di entrambi ci sono numerosi capi d’incolpazione. Per Russo in particolare, tra gli altri addebiti per i quali sarà giudicato, c’è il tentativo di convincere Michele Misseri a revocare il suo avvocato (Galoppa) e nominarne un altro. Sarebbe vicino al suo studio, inoltre, un perito sorpreso a vendere alle televisioni foto inedite dell’interno della cantina dove sarebbe stata ammazzata Sarah Scazzi.
Nazareno Dinoi http://www.lavocedimanduria.it/wp/omicidio-sarah-lavvocatura-e-il-business.html
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http://www.lavocedimanduria.it/wp/legale-sabrina-lavv-francesca-conte-rinuncio-perche-caso-e-business.html

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