lunedì 22 novembre 2010

CARFAGNA LASCIA il PDL: L'OMBRA DI ITALO BOCCHINO DIETRO L'USCITA DEL MINISTRO




Il principe e la regina
di Angelo di Marino
Pensavamo comandasse il principe d’Arechi, invece tocca alla regina di Picche la parte da protagonista. Il Pdl offre l’ennesimo tormentato capitolo di una brutta storia partita su un predellino e scritta con i piedi. Troppo diverse le anime da conciliare, così come le contraddizioni non solo politiche che pullulano nel partito di Berlusconi. Lo strappo della salernitana Mara Carfagna è sicuramente forte, anche perché ieri ha certificato con la data di scadenza il suo mandato di governo, confermando a pieno l’i ndiscrezione che ha mandato in tilt la politica nostrana. Il ministro "più bella del mondo", come da classifica ufficiale, la «donna con le palle», come fu definita dal premier a Napoli in occasione della convention elettorale per Caldoro, prova a ruggire e lo fa alzando la voce.

• Rimprovera ai vertici campani del partito (Cosentino, Cirielli, Cesaro) di aver messo in atto un ostracismo serrato e senza esclusione di colpi nei suoi confronti, escludendola dalle decisioni importanti che riguardano il territorio. Oggettivamente è così, come testimonia l’operato del presidente della Provincia di Salerno nel caso che più ci è contiguo geograficamente.

• La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la strategia portata avanti, in particolare da Cirielli, sul termovalorizzatore da realizzare in cittá e da sottrarre a De Luca. Una torta succulenta, visto che a Salerno (e a Napoli) in primavera si vota. Da qui gli scontri, anche violenti, registrati negli ultimi giorni e culminati nell’accapigliamento con la Mussolini, da sempre la donna della Destra che non le manda mai a dire.

Ma cosa si nasconde dietro la minaccia della Carfagna di mollare premier e partito? Sicuramente l’ombra di Italo Bocchino, cervello dell’operazione finiana e punto di riferimento politico sin dai primi passi della carriera di Mara. Pensate che furono proprio loro due a perorare la candidatura di Cirielli alla presidenza della Provincia.

• Tra le quinte anche la mai celata volontá di mettere le mani sul tesoretto che in questi anni il Pdl ha messo da parte in Campania, sotto la guida del chiacchieratissimo ma sempre in sella Nicola Cosentino. Che ha proprio in Cirielli e in Cesaro due dei suoi più fidi alleati.

• Non va sottovalutata anche la forza centripeta scatenata dall’u scita dal governo dei finiani. La Carfagna non dispiace all’Udc e, in rapporto al territorio, è ben vista da Ciriaco De Mita, acerrimo nemico personale del presidente della Provincia di Salerno. Insomma, le tessere del gioco sembrano interscambiabili e così il mosaico rischia di trasformarsi in domino.

• Restano però due dati: il primo è che Cirielli, il problema numero uno della Carfagna, ha agito sul territorio espandendosi anche negli spazi lasciati totalmente vuoti, per assenza, dalla responsabile delle pari opportunitá. Il secondo deriva dalla parabola che sta disegnando il ministro salernitano nel firmamento politico nazionale: legata a doppio filo al premier tuttofare, ora pare voltargli le spalle. Ennesima testimonianza dell’incoerenza di questa politica, oltre che strumento di pressione sul capo del Cavaliere che in molti vedono avviato verso la stagione del declino.

• La veritá è che il sistema messo su da Berlusconi implode per l’a ssoluta mancanza di una vera opposizione, vista anche l’evanescenza del Pd.

Giocoforza, la controparte non poteva che materializzarsi in seno al suo stesso partito. Come la serpe infida e velenosa che uccise Cleopatra. Un’altra regina.

http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/articolo/2792814

LITE CARFAGNA-MUSSOLINI:COSA VUOL DIRE "VAIASSA"


Di Paturnio


La Notizia:

GUERRA TRA PRIME DONNE PDL, CARFAGNA "MUSSOLINI VAIASSA"


(AGI) Roma - Continua la guerra Carfagna-Mussolini: la ministra ha definito 'vaiassa' la deputata che ha promesso una replica.
  A scatenare la Carfagna e' stata la foto scattatale in aula dalla collega di Pdl, "un atto di cattivissimo gusto che non merita commenti ma che si addice alla persona". Ma Mussolini ha chiesto a Fini di tutelarla come deputata e al resto pensera' da se': "Quando la incontro replichero' agli insulti".



Il mio commento:


Un mio amico napoletano, mi informa del fatto che al di là dei reali possibili significati della parola Vaiassa, per lui si intende una popolana sguaiata, che vive nei bassi napoletani ed esclude fermamente che possa significare anche "sgualdrina".Lo stesso concetto viene espresso in una dotta analisi dell'etimologia della parola Vaiassa, e dei suoi possibili doppi significati:

"La lingua napoletana ha molti termini per dire con un nome l'attività che oggi noi chiamiamo di collaborazione familiare. Una lista certo non completa deve almeno prevedere servavaiassacriata,zambraccafemmena 'e servizziocammarera. In questo elenco solo quello di vaiassa sembra dare adito a incertezze, sia per quanto attiene alla sua origine, sia perché ha più d'un significato, designando al tempo stesso la sguattera sguaiata e la plebea sbraitante e rissaiola che ha per strada il proprio agone. continua"


domenica 14 novembre 2010

FESTE ARCORE, CORONA: CI SONO LE FOTO



Corona: "Ci sono foto feste Arcore" "Lele Mora? Oggi non me ne frega"
"Ci sono le fotografie delle feste ad Arcore. Se io avessi continuato a lavorare...". Così Fabrizio Corona, l'agente dei fotografi dei vip ed ex socio di Lele Mora, interviene sul caso Ruby in una pausa del processo milanese che lo vede accusato di una serie di episodi di estorsione e tentata estorsione nei confronti di vip. ''Oggi non me ne frega niente nè di Lele Mora nè di Ruby, perché qua mi gioco tre anni della mia vita", ha aggiunto Corona.


"Sono un po' arrabbiato - ha aggiunto l'agente fotografico - perché ho sentito le motivazioni del tribunale di primo grado, lette oggi in aula, e mi sono venuti i brividi perché sono vergognose". Corona contesta soprattutto la parte delle motivazioni del tribunale (che lo ha condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere) che riguardano un presunto tentativo di estorsione ai danni del calciatore Adriano. "Io non gli ho mai chiesto un euro, e ci sono le registrazioni", ha affermato l'agente fotografico. Ora comincerà la requisitoria del sostituto pg Carmen Manfredda.

Sulle feste ad Arcore non nasconde che esistono foto, ma spiega: "Non c'è nessun giornale che le avrebbe pubblicate e nessuna agenzia che le avrebbe proposte". Fotografie private invendibili dunque sul mercato. In attesa che l'accusa prenda la parola in aula Corona, arrabbiato dopo aver sentito le motivazioni del tribunale sulla sentenza di primo grado, dice: "Oggi non me ne frega niente nè di Mora nè di Ruby. Mi gioco tre anni della mia vita".
fonte tgcom 11 novembre 2010
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo495609.shtml

RUBY IN DISCOTECA: PIOGGIA DI INSULTI DA COETANEI



Notte in disco, Ruby insultata

Milano, giovane con molte bodyguard

Brutta avventura per Ruby, la diciottenne marocchina che ha dichiarato di essere stata a una festa nellaresidenza di Arcore del presidente del Silvio Berlusconi. Ospite sabato notte della discoteca Karma, alla periferia di Milano, è stata insultata da alcune coetanee. Ruby, Tubino nero, scarpe leopardate, vistosi bracciali d'oro ai  polsi, si è seduta su un sorta di trono, circondata da numerosi body-guard.
La neo maggiorenne si è limitata ad azzardare qualche passo di danza sul palco, a mandare baci e bere qualche flute di champagne. Si è poi seduta su un trono, o qualcosa di similie, circondata da numerosi body-guard. A quel piunto un gruppo di sue coetanee le ha rivolto anche dei pesanti epiteti. Scurrile pure qualche coro dei ragazzi.

venerdì 12 novembre 2010

BUNGA BUNGA: PER DAGOSPIA E' LA DISCOTECA DI BERLUSCONI




Bunga Bunga? Oltre alle battute sulla barzelletta che fa riferimento agli africani, secondo Dagospia ne esisterebbe un altro, che dovrebbe spiegare il perché girava quel modo di dire. A svelarlo al sito gossipparo sarebbe stata una ragazza che avrebbe partecipato ad alcuni festini. La fonte è anonima , non ci sono prove. «Il Bunga Bunga - si legge - è l’insegna di una discoteca. Costruita scavando sotto Villa San Martino (residenza del Cav, ndr)» dove talvolta si tengono spettacoli in cui «a salire sul palco, sulle ali di qualche pezzo di Lady Gaga, sono cinque o sei ragazze completamente vestite da uomo e con una maschera che ha i connotati di presidenti stranieri».
(fonte Il Giornale.12 novembre 2010)


DAL SITO DAGOSPIA, LEGGIAMO:


DAGOREPORT - AD ARCORE VA IN SCENA IL PORNO-BAGAGLINO
Non esiste solo il Bunga-Bunga barzelletta o il Bunga-Bunga che dà il titolo a un collaudato spettacolino di Teatro Burlesque, con qualche signorina travestita da esploratrice a zonzo nella jungla che viene catturata da qualche nerboruto negrone o magari da una tosta regina d'Africa e legata a un palo, torturata sessualmente e poi impalata per la gioia di una platea a caccia di emozioni sessuo-esotiche.




LELE MORA
No, esiste anche un altro Bunga-bunga. A svelarlo a Dagospia è una ragazza che ha partecipato allo "svago post prandiale" preferito da Berlusconi. Certo, non abbiamo nessuna prova, le foto ci sono ma nessuno, per ora le tira fuori, ma altre testimonianze ci assicurano che quanto scodellato non è per niente campato in aria.


Dunque. Il Bunga Bunga è l'insegna di una discoteca. Costruita scavando sotto Villa San Martino, mejo nota come residenza del Banana di Arcore. Un locale che rappresenta una sorta di porno-Bagaglino che si riempie con la solita comitiva lelemoresca di fanciulle in fiore a caccia della marchetta che aiuti ad arrivare a fine mese, più qualche presenza occasionale di deputate in calore.CONTINUA A LEGGERE

Caso escort: Bondi, su conoscenza Perla pronto a tutelare mia onorabilita'


ultimo aggiornamento: 12 novembre, ore 11:28
Roma, 12 nov. - (Adnkronos) - "In riferimento a quanto apparso oggi su 'L'Espresso' e alcuni quotidiani confermo di avere conosciuto la signora Perla Genovesi nella mia qualita' di coordinatore di Forza Italia al pari di altre centinaia di giovani del nostro movimento. Tutto il resto e' frutto della fervida e malata fantasia di una donna che mai avrei potuto immaginare si sarebbe poi resa responsabile delle imprese di cui viene accusata. Mi riservo dunque di agire per via legale per tutelare la mia onorabilita'". Lo dichiara il coordinatore del Pdl Sandro Bondi.

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