Visualizzazione post con etichetta 14 luglio 2009. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 14 luglio 2009. Mostra tutti i post

mercoledì 15 luglio 2009

CERVELLO: IN MOLTI L'ONESTA' E' INNATA

ROMA - L'onestà è nel cervello e chi ne è dotato non ha bisogno di trattenersi dall'imbrogliare ma si comporta in modo naturalmente onesto, senza sforzi. Lo dimostra uno studio di Joshua Greene e Joseph Paxton della Harvard University di Boston, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Grazie a questo studio, quindi, gli esperti hanno messo a punto un 'test dell'onesta", per capire chi è onesto di indole e chi, invece, se ha l'occasione tende ad imbrogliare. Riportato sul magazine scientifico New Scientist, lo studio potrebbe avere risvolti pratici discutibili: una volta validato, un test simile potrebbe essere usato, per esempio, per 'controllare' gli impiegati e la loro onestà sul luogo di lavoro. Il test si basa su un gioco semplice, il lancio di una moneta. I partecipanti devono scommettere sull'esito (testa o croce) del lancio; nella prima parte del test, prima del lancio, i volontari devono scrivere su un foglio cosa prevedono esca. Nella seconda parte, invece, devono dire, a lancio avvenuto, se avevano previsto giusto (e quindi sta a loro dire se hanno vinto o meno la scommessa).

E' ovvio che questa dichiarazione sta alla loro onestà personale, perché potrebbero imbrogliare e dire di aver 'azzeccato' l'esito del lancio e quindi vinto la scommessa. Eppure, in molti casi i volontari sembrano rispondere con onestà senza approfittare dell'opportunità di imbroglio; mentre altri tra loro (lo si capisce con la statistica di successo della previsione) imbrogliano di certo, dicendo di aver previsto bene l'esito del lancio. Durante queste dichiarazioni i neurologi hanno monitorato aree del loro cervello, come la corteccia prefrontale, legate alle decisioni e al controllo dei comportamenti, usando la risonanza magnetica funzionale. Così hanno visto che nel cervello degli onesti non si accendono queste aree prima di dichiarare che hanno vinto o perso la scommessa; viceversa esse si accendono nel cervello degli imbroglioni. Secondo i neurologi, ciò significa che l'onestà è un comportamento di default che non richiede autocontrollo da parte del cervello, come a dire che per gli onesti non vale il detto "l'occasione fa l'uomo ladro". I disonesti, invece, devono pensare al fatto se sfruttare o meno l'occasione di imbrogliare.

martedì 14 luglio 2009

MARA CARFAGNA: UN SECONDO LIBRO PER CELEBRARNE LE GESTA AL GOVERNO

carfagna

di Paturnio

Dopo "Stelle a destra", di cui potrete leggere un articolo linkato più avanti, ecco che la vulcanica ministra Mara Carfagna dà alle stampe un nuovo libro-cult dal titolo significativo, "Mara Carfagna un anno di governo".Era proprio quello che ci si aspettava da lei.Un libro per ricordare tutto il suo impegno al governo e , forse, per oscurare il ricordo di quelle famose intercettazioni mai pubblicate da L'Espresso che, però, tutti continuano ad immaginare.

E allora, ecco una splendida recensione di Repubblica.Prima, però, vi consiglio l'articolo sul precedente libro, perchè quella della Carfagna, come tutte le opere dei grandi autori, va letta interamente per essere apprezzata appieno. Da notare anche la scelta dell'uscita: metà luglio, un periodo ideale.Chi potrà andare in vacanza, infatti, lo porterà con sè al mare.Starebbe benissimo sotto una tenda dei Bagni Piero in Versilia, mollemente poggiato su uno dei lettini candidi, o dietro al secchiello del ghiaccio sul tavolino basso.Oppure, perchè no, all'Ultima Spiaggia di Capalbio.Ex fortino della sinistra, oggi invaso dalla destra moderna che non guarda tanto per il sottile. Geronimo La Russa ha aperto la strada, altri lo hanno seguito.Così non dovrebbe fare meraviglia trovare il volumetto della Carfagna adagiato sotto l'ombrellone,(due file dietro a quello della Palombelli), in modo che il blu Armani della copertina non si scolorisca.

Cultura: “Stelle a destra” il capolavoro di M.Carfagna

Beppe Grillo non potrà iscriversi al Pd

14/7/2009 (21:20) - LA POLEMICA





Arriva il «no» ufficiale al blogger Lui: "Ma io il 25 ottobre ci sarò"
TORINO
Nel Pd prosegue la corsa precongressuale e mentre il segretario Dario Franceschini e il secondo candidato Pierluigi Bersani preparano i loro appuntamenti di giovedì e venerdì, tiene banco la vicenda Grillo. Il comico genovese, infatti, non molla: annucia che proverà a prendere la tessera a Nervi, dove risiede, per potersi aggiungere ai primi due e a Ignazio Marino per la corsa alla poltrona di numero uno del Partito democratico. Anche se in serata arriva il no ufficiale della commissione di garanzia che all’unanimità ha deciso la non iscrivibilità di Grillo. Franceschini, che oggi alla Camera ha evitato di parlare del caso specifico, lasciando che a fare testo fosse la battuta pubblicata nell’intervista a "Il Foglio" («Ci mancava solo Grillo»), renderà nota la sua piattaforma programmatica dopodomani nel corso di un appuntamento all’Acquario romano, mentre Bersani e Enrico Letta presenteranno venerdì allo ’Sheraton’ le loro ’Idee per l’Italià. Ed è proprio Bersani a rintuzzare apertamente l’iniziativa di Grillo: «Non si entra da noi per insultarci». Beppe Grillo non si scoraggia affatto. «Domani andrò a Nervi, dove sono residente, e cercherò di prendere la tessera lì dove sono residente», dice l’interessato. Che riceve la risposta di Debora Serracchiani: prendere la tessera di un partito, dice, «significa amarne il simbolo, la bandiera e il progetto. Tu sei pronto a farlo»?

Il comico, comunque, non molla, e dal suo blog annuncia di voler tornare alla carica «Vi do appuntamento al 25 ottobre. Ci sarò. Sotto forma fisica -scrive- o di ologramma. Magari al congresso del Partito democratico io apparirò in tridimensione mentre parla Bersani. O sarò in rete, in videoconferenza», dice ancora Grillo, che agiunge: Il Pd non è un partito politico, è un partito burocratico. Non hanno un programma. Io ho visto quelli che si stanno candidando. Come si fa a votare Franceschini. Chi è Franceschini? Un programma? Non ce l’hanno. L’unico che ha un programma di questi candidati alla segreteria, sono io, che sono un comico. È fantastico«. Grillo se la prende con i dirigenti del Pd: «Hanno paura che questa gente che è lì come Fassino, da venticinque anni, e la moglie, da trent’anni, cosa avrà mai fatto la signora Serafini per trent’anni mantenuta con gli stipendi pubblici, D’Alema, Violante, non li voterebbero neanche i loro parenti. E lo sanno. Sanno che se apriranno i loro loft dove si riuniscono a parlare del nulla sono rovinati. Ecco perchè vogliono chiudersi e vivere dentro una cartellina per potersi archiviare serenamente per altri vent’anni. Questo non ve lo permetteremo più».

L’unica lode è per Debora Serracchiani: »Io voglio parlare ai giovani del Partito democratico, che vogliono cambiare. Per esempio Debora Serracchiani, la mia unica interlocutrice. Si è permessa di condividere alcune nostre idee sul suo blog ed è stata subito tacitata. Ma è l’unica mia interlocutrice perchè è l’unica che è stata eletta, a differenza di questi qui, di queste mummie che dovrebbero andare a provare una esperienza straordinaria: andare fuori e cercare di lavorare e sopravvivere come milioni di italiani«. Il sostegno più convinto a Grillo arriva da Antonio Di Pietro: «Caro Beppe -scrive sul suo blog- è assurdo quello che sta accadendo nel Pd: scaricano te, tacciandoti di essere semplicemente un comico, ma sei l’unico ad aver già esposto un programma, che noi dell’Italia dei Valori condividiamo in pieno ed appoggiamo». Quella del leader di Italia dei valori è una lettera di solidarietà vera e propria, in cui l’ex pm aggiunge: «Il tuo è l’unico programma, in quanto gli altri candidati a segretario di quel partito ancora non ci hanno fatto conoscere il loro».

Di Pietro tira giù l’elenco dei punti: «Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d’interessi, l’acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico: tutti punti che l’Italia dei Valori sta portando avanti da tempo e che, per questo, condivide». «Insomma -conclude Di Pietro- un programma serio, concreto e che, forse, proprio per questo porta i Soloni della politica a irriderlo».

Al fianco di Grillo interviene anche Paolo Flores D’Arcais, che su "Micromega" fa le pulci alle regole del Pd: «L’articolo 2, comma 8, dello Statuto Pd è chiarissimo: ’Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivì. Beppe Grillo non è iscritto ad un altro partito e non è membro di alcun "organo istituzionale elettivo"». Insomma, non dargli la tessera sarebbe «una interpretazione ad personam degna delle berlusconiane leggi ad personam, azione con la quale la nomenklatura del Pd confesserebbe coram populo la sua assimilazione dei ’valorì del regime berlusconiano».
la stampa 14 luglio 2009

''Quattro gatti ad ascoltare il Papa''. Salta il vaticanista del Tg3

ultimo aggiornamento: 14 luglio, ore 20:28
Roma - (Adnkronos/Ign) - La decisione del direttore Di Bella dopo le polemiche per il servizio dedicato al Pontefice alla vigilia della sua partenza per la Valle d'Aosta nel quale il giornalista sembrerebbe ironizzare sui pochi fedeli presenti per seguire le parole del Papa

Roma, 14-07-2009 rai news

Non seguira' piu' l'informazione vaticana Roberto Balducci, il giornalista del Tg3 criticato da esponenti di tutti i partiti per aver definito scherzosamente "quattro gatti" i fedeli che seguono le indicazioni del Papa.

Il vaticanista Balducci ha scritto una lettera al direttore Di Bella in cui sottolinea il proprio dispiacere se la vicenda "possa aver procurato danno a te, alla nostra testata, alla nostra azienda. Per questo soltanto, e per la nostra decennale amicizia - scrive Balducci nella missiva - mi rimetto ad ogni tua valutazione del caso".

Il giornalista fa poi chiarezza sulle ragioni della 'battuta' sui 'quattro gatti' del Papa: "La frase e' un inciso retta da 'gli strapparono un sorriso' (i gatti di montagna perfino quello malandato), almeno quanto i proverbiali (sottolineo proverbiali) quattro gatti, forse molti di piu' (con immagine del saluto e del sorriso e della piazza piena), che hanno il coraggio e la pazienza di ascoltare".

Zavoli: al merito professionale deve corrispondere la responsabilita'
Sull'episodio del Tg3 per il servizio dedicato alle vacanze del Papa ed il provvedimento a carico del suo autore, il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, sen. Sergio Zavoli, ha dichiarato: "Ho appena scritto una lettera al Presidente e al Direttore Generale della Rai in cui richiamo l'urgenza di far rispettare i vincoli contrattuali del servizio pubblico, stabilendo il principio che al merito professionale deve corrispondere la responsabilita'. L'episodio del Tg3 - in se' un tentativo maldestro di fare dello spirito, risoltosi in una palese e disarmante grossolanita' - aggiunge nuove voci al vocio di quanti si dicono scontenti della Rai senza distinzioni e senza mezze misure. La lezione di questa spiacevole circostanza - conclude il sen. Zavoli - riconduce all'indirizzo della Commissione di Vigilanza sulla necessita' di incrementare il rapporto fiduciario, che per tradizione, lega l'Azienda e l'opinione pubblica".

Bari, Escort da Messèguè: accompagnarono Tarantini da Berlusconi

... quando il premier andò in Umbria nell'Healt Center di Marc Messeguè

Escort nel centro estetico: indagano i pm di Bari

di GABRIELLA DE MATTEIS e GIULIANO FOSCHINI


Escort nel centro estetico indagano i pm di Bari

Giampaolo Tarantini

BARI - Da Bari a Milano. Passando per Roma. Gianpaolo Tarantini non reclutava le sue ragazze soltanto in Puglia. Al contrario, la sua agenda era centrata prevalentemente in altre regioni italiane: delle 19 accompagnatrici individuate dagli investigatori più della metà infatti non sono baresi o pugliesi. Il dato emergerebbe chiaramente delle intercettazioni telefoniche che in questi giorni stanno analizzando i militari della Guardia di Finanza. In alcune si farebbe riferimento anche alla seconda visita di Silvio Berlusconi nell'health center di Marc Messeguè, a Melezzole, vicino Todi, dove il premier si sarebbe "rifugiato" per due volte tra settembre e novembre del 2008.

In almeno una di queste due situazioni - come ha ricostruito il settimanale l'Espresso - è passato dal beauty center anche Tarantini. E non era da solo: "Gianpi", così come usava fare quando era invitato dal premier, si sarebbe fatto accompagnare da tre, forse quattro ragazze. La magistratura sta valutando se ascoltarle tutte. Ipotesi questa che però al momento sembra poco probabile: agli atti ci sono le testimonianze di almeno quattro donne (Patrizia D'Addario, Maria Teresa De Nicolò, Lucia Rossini e Barbara Montereale) che raccontano di essere state pagate da Tarantini per partecipare alle feste di Berlusconi.

Tanto basta agli investigatori per contestare il reato di favoreggiamento della prostituzione per il quale, tra gli altri, Tarantini è indagato. Al momento, all'imprenditore barese viene contestata anche l'associazione finalizzata alla truffa e la cessione e il trasporto di sostanze stupefacenti: l'indagine è ancora aperta ma sarebbe vicina alla chiusura.

Chiusa da qualche giorno, sette anni dopo essere cominciata, è invece la prima indagine sui Tarantini condotta dal sostituto procuratore Roberto Rossi. Tra gli indagati c'è anche Salvatore "Tato" Greco, ex parlamentare dell'Udc, oggi responsabile della "Puglia prima di tutto", il movimento del ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto. Greco è considerato socio occulto di una delle società dei Tarantini, la Gsh: per conto dell'azienda, quando era consigliere regionale Udc, gira per le Asl di tutta la Puglia portando preventivi e incassando ordini. Chiama anche uno zio vescovo per intercedere, con successo, sulla Casa Divina Provvidenza di San Giovanni Rotondo dove vengono vendute protesi per la neurochirurgia.

Le conversazioni lasciano pochi spazi alle interpretazioni: "Non mi dare la protesi fetente, che la devo mettere alla mamma dell'ingegnere del Comune" dice un medico a Tarantini. Che risponde: "Non ti preoccupare, ti do quella buona". Nelle conversazioni spunta anche il nome del ministro Fitto, al quale però non viene contestato alcun reato. Dice Tarantini: "Abbiamo fatto questa società io, Claudio è un prestanome di Fitto"... "La società è di Fitto". C'è spazio anche Alberto Tedesco, esponente del Pd, ex assessore regionale alla Salute, che si appresta a entrare in Senato in sostituzione di un neo-europarlamentare: a chiamarlo è Greco, chiedendogli di intercedere con i fratelli Tarantini affinché facciano una concorrenza meno spietata alle aziende dei suoi figli.

(la repubblica 14 luglio 2009)

lunedì 13 luglio 2009

14 Luglio:Sciopero dei blogger a manifestazione a Piazza Navona

UPDATE: il silenzio rumoroso.

Qualche aggiornamento per i tantissimi che stanno prendendo parte all’iniziativa.

L’appuntamento del 14 luglio è fissato per le 19 in Piazza Navona .

Saremo comunque a 35 mt dalla statua e non mancherà occasione di una foto e qualche ripresa “assieme” al vecchio simbolo della libertà di informazione.

In vista dell’incontro: partecipate, portate con voi un telefonino o una macchina fotografica per scattare qualche foto da far poi girare in Rete, pensate e fate circolare qualche bello slogan da utilizzare nel corso dell’evento (tanta creatività e poca volgarità please perché nei giorni successivi il mondo intero ci ascolterà) e portate con voi un bavaglio e un foglio di carta (magari il testo del DDL!) sul quale sedervi.

Alla mezzanotte del 13, non dimenticatevi di “issare” sul Vostro blog la bandiera della manifestazione (il nostro logo) e di linkare il manifesto pubblicato sulla piattaforma o se preferite di scrivere quello che pensate delle norme contenute nel DDL intercettazioni che rischiano di far chiudere la rete per rettifica.

Se vi chiedono o chiederanno perché manifestiamo, rispondete: per la libertà di informazione, presupposto di democrazia. Mentre se vi chiedono cosa chiediamo o cosa il Parlamento dovrebbe fare per noi, rispondete: approvare l’emendamento già presentato al Senato dal Sen. Belisario.

Frattanto un sincero ringraziamento a tutti: quasi 700 adesioni alla piattaforma ning in una settimana, 3000 firme in calce alla lettera/petizione preparata con l’istituto per le politiche dell’innovazione e un numero di contatti difficile persino da sintetizzare in una cifra sulla piattaforma.

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.

Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Domani 14 luglio

dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.

L’iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Hanno aderito all’iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.

Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).

Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.

Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.

Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.

fonte

Yoox

0.1 Special banner