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domenica 9 agosto 2009

BUTTIGLIONE, ALLEANZE: L'UDC NON SCEGLIE, SI FA SCEGLIERE. NO A BRESSO E VENDOLA


udc e pdl alleanza in vista
Buttiglione: "Non sosterremo Vendola e Bresso"
L'intervista al presidente del partito di centro: "I governatori di Puglia e Piemonte sono simpatici ma i nostri elettori non li voterebbero".

«Nichi Vendola mi è simpatico e umanamente stimo Mercedes Bresso ma se qualcuno, e mi riferisco al Pd, si illude che daremo il nostro contributo affinché possano essere riconfermati rispettivamente alla guida della Regione Puglia e Piemonte, si sbaglia di grosso». Il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, non ha dubbi: «La formula politica impersonata da Vendola è per noi inaccettabile e per quanto riguarda la Bresso il nostro elettorato non riuscirebbe a riconoscersi in un candidato con posizioni così dichiaratamente anticattoliche. Se saranno loro i candidati la vedo molto brutta».


Presidente però sia in Puglia che in Piemonte alle ultime elezioni amministrative avete sostenuto i candidati del Pd. «Certo e la nostra scelta si è rivelata vincente. Dove Udc e Pd hanno corso assieme ora governano. Ma rimanga ben chiaro che noi siamo e rimaniamo alternativi alla sinistra».


Scusi ma non la seguo. Correte assieme e poi difendete il vostro essere alternativi?
«Le spiego. Con la sinistra sia dal punto di vista etico che di pensiero siamo distanti miglia. Ma la nostra politica sulle alleanze va oltre. La nostra strategia non è quella di scegliere i nostri alleati, ma di farci scegliere. E solo poi valutare se quel partito ha intenzione di candidare persone che ci piacciono, valorizzare i nostri uomini e accettare il nostro programma. Questo per esempio lo ha fatto Michele Emiliano il neosindaco di Bari: ci ha corteggiato e ha fatto un discorso esemplare sull'importanza del centro in politica. Lo abbiamo apprezzato tanto da sostenerlo».


Però ora sembra che anche la sua lista abbia ottenuto illeciti finanziamenti da alcuni imprenditori a cui sarebbero stati affidati appalti nel settore sanitario.
«Tutto è da accertare e comunque noi a giugno non ne sapevamo nulla».


E nessuno vi corteggia nel Pdl?
«Eccome. Per esempio Bondi e Cicchitto continuano a farci ricordare tutte le lotte condotte assieme e la comunanza di valori che indubbiamente ci lega».


Dov'è allora il problema?
«L'ostacolo è Berlusconi. Anche quando eravamo al governo assieme la Lega cercava di portarlo su linee estremiste, ma noi, Fini e Gianni Letta riuscivamo a moderarlo. Ora questo non accade più e l'Italia si sta sfasciando».


Così però rimarrete sempre nel limbo tra destra e sinistra
«E che problema c'è. Noi abbiamo in mente un altro percorso. Il nostro elettorato crede nel superamento del bipolarismo che stiamo combattendo in tutti i modi e stiamo tentando di capovolgere. Non ci chiediamo con chi andare ma con chi vuole venire con noi. E, se nessuno dovesse seguirci, le dico che l'idea di correre da soli non mi dispiace».


Quindi, a parte il no a Vendola e alla Bresso, per il resto siete aperti ad ogni trattativa?
«Sì. Noi ragioneremo con tutti senza dimenticare che alcuni punti fermi li stabiliremo già a fine estate. Ci aspetta infatti una stagione importante all'interno del partito. Il 12 settembre avremo l'Assemblea nazionale dove lanceremo la nuova forza politica di centro. Un momento di confronto che continuerà durante tutto l'autunno a livello regionale con tanti congressi territoriali di programma. Da quel momento qualche certezza uscirà. Per ora non esprimiamo pregiudiziali».
IL TEMPO 9 QAGOSTO 2009

martedì 14 luglio 2009

Bari, Escort da Messèguè: accompagnarono Tarantini da Berlusconi

... quando il premier andò in Umbria nell'Healt Center di Marc Messeguè

Escort nel centro estetico: indagano i pm di Bari

di GABRIELLA DE MATTEIS e GIULIANO FOSCHINI


Escort nel centro estetico indagano i pm di Bari

Giampaolo Tarantini

BARI - Da Bari a Milano. Passando per Roma. Gianpaolo Tarantini non reclutava le sue ragazze soltanto in Puglia. Al contrario, la sua agenda era centrata prevalentemente in altre regioni italiane: delle 19 accompagnatrici individuate dagli investigatori più della metà infatti non sono baresi o pugliesi. Il dato emergerebbe chiaramente delle intercettazioni telefoniche che in questi giorni stanno analizzando i militari della Guardia di Finanza. In alcune si farebbe riferimento anche alla seconda visita di Silvio Berlusconi nell'health center di Marc Messeguè, a Melezzole, vicino Todi, dove il premier si sarebbe "rifugiato" per due volte tra settembre e novembre del 2008.

In almeno una di queste due situazioni - come ha ricostruito il settimanale l'Espresso - è passato dal beauty center anche Tarantini. E non era da solo: "Gianpi", così come usava fare quando era invitato dal premier, si sarebbe fatto accompagnare da tre, forse quattro ragazze. La magistratura sta valutando se ascoltarle tutte. Ipotesi questa che però al momento sembra poco probabile: agli atti ci sono le testimonianze di almeno quattro donne (Patrizia D'Addario, Maria Teresa De Nicolò, Lucia Rossini e Barbara Montereale) che raccontano di essere state pagate da Tarantini per partecipare alle feste di Berlusconi.

Tanto basta agli investigatori per contestare il reato di favoreggiamento della prostituzione per il quale, tra gli altri, Tarantini è indagato. Al momento, all'imprenditore barese viene contestata anche l'associazione finalizzata alla truffa e la cessione e il trasporto di sostanze stupefacenti: l'indagine è ancora aperta ma sarebbe vicina alla chiusura.

Chiusa da qualche giorno, sette anni dopo essere cominciata, è invece la prima indagine sui Tarantini condotta dal sostituto procuratore Roberto Rossi. Tra gli indagati c'è anche Salvatore "Tato" Greco, ex parlamentare dell'Udc, oggi responsabile della "Puglia prima di tutto", il movimento del ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto. Greco è considerato socio occulto di una delle società dei Tarantini, la Gsh: per conto dell'azienda, quando era consigliere regionale Udc, gira per le Asl di tutta la Puglia portando preventivi e incassando ordini. Chiama anche uno zio vescovo per intercedere, con successo, sulla Casa Divina Provvidenza di San Giovanni Rotondo dove vengono vendute protesi per la neurochirurgia.

Le conversazioni lasciano pochi spazi alle interpretazioni: "Non mi dare la protesi fetente, che la devo mettere alla mamma dell'ingegnere del Comune" dice un medico a Tarantini. Che risponde: "Non ti preoccupare, ti do quella buona". Nelle conversazioni spunta anche il nome del ministro Fitto, al quale però non viene contestato alcun reato. Dice Tarantini: "Abbiamo fatto questa società io, Claudio è un prestanome di Fitto"... "La società è di Fitto". C'è spazio anche Alberto Tedesco, esponente del Pd, ex assessore regionale alla Salute, che si appresta a entrare in Senato in sostituzione di un neo-europarlamentare: a chiamarlo è Greco, chiedendogli di intercedere con i fratelli Tarantini affinché facciano una concorrenza meno spietata alle aziende dei suoi figli.

(la repubblica 14 luglio 2009)

domenica 31 maggio 2009

Europee, sondaggi o corse clandestine?: risultati 29 maggio 2009


Berlusconi ha annunciato ieri che il PDL sarebbe al 40% e anche le corse clandestine confermano il dato:3 punti in meno.


fonte:www.notapolitica.it

Corsa Clandestina - Ippodromo del Nord Est/2

Davanti a duemila spettatori, selezionati con il metodo Cavalli Alieni Tentano Inutili rimonte, si corre la gara di rivincita nell'Ippodromo del Nord Est di cui ci siamo occupati appena qualche giorno fa. Una buona occasione per misurare i progressi (e i regressi) di tutti i cavalli, quando manca ormai una sola settimana al tanto atteso Grand Prix d'Europa.

Primo a tagliare il traguardo è il favoritissimo Varenne (41.4), che perde 3 punti decimali rispetto a lunedì ma si conferma su tempi sensibilmente migliori rispetto a quelli fatti registrare in altri ippodromi. Per un cavallo che perde lo 0.3, c'è n'è un altro che guadagna altrettanto. Si tratta di Fan Idole (23.2), che però non riesce a ripetere - qui al Nord Est - le stesse performance di altri circuiti, accusando un distacco di oltre 18 punti dal capofila che, se confermato nella gara ufficiale, provocherebbe senz'altro un putiferio nella Scuderia Nazarena che gestisce il cavallo.

Quasi invariato il tempo del nordico Groom de Bootz (10.0), che occupa ormai stabilmente la terza posizione e continua a trottare su ritmi sostenuti. Quarto posto per Galopin du Ravary (6.8), che rosicchia un punto decimale rispetto a lunedì ma sembra lontano da quell'exploit pronosticato da molti scommettitori.

Tanto che, nella sua scia, emerge la sagoma di Ipson de Mormal (6.2), con una progressione lenta ma costante che - se confermata nel GP ufficiale - potrebbe addirittura portare il cavallo centrista a superare il puledro preferito dai giudici (di gara) proprio sul traguardo.

Resta al palo, lontano dal tempo di qualificazione necessario per il Grand Prix d'Europa, il meticcio Hirosaka (2.7), probabilmente appesantito dalla bufera in corso nella più meridionale delle sue quattro scuderie. E affonda, forse definitivamente, anche General du Pommeau (2.4), superato ormai nettamente dal rivale storico Gebrazac (3.2), che sembra l'unico dei cavalli di coda in grado di sperare nel miracolo-qualificazione.

Malinconicamente ultimo, con lo stesso tempo di lunedì, l'ex grande promessa dell'ippica Grace Ducal (1.0) ormai stanchissimo e demoralizzato.

Da segnalare, a margine della telecronaca, il discreto numero di spettatori che deciderà soltanto all'ultimo momento se partecipare al GP ufficiale (o che non ha ancora deciso su quale cavallo scommettere). Prevista per domani, infine, la cronaca di una gara che si è svolta in un noto ippodromo romano-milanese.

giovedì 21 maggio 2009

Europee, sondaggio 21 maggio: avanzano Lega e Di Pietro

Europee, l'ultimo sondaggio :
Pdl vicino al 40%, il Pd tra il 25 e il 27


di Renato Mannheimer

La sede del Parlamento europeo
La sede del Parlamento europeo
Le prossime elezioni europee e amministrative (che coinvolgono comuni e provincie di grandi importanza) hanno acquisito, col passare del tempo un significato politico sempre più ampio e di rilievo. Per molti versi, si tratta di una vera e propria mid-term election, una sorta di verifica — finalmente non basata solo su dati di sondaggio — degli attuali rapporti di forza tra i partiti e della loro popolarità nell'elettorato. È del tutto evidente che gli esiti delle consultazioni che si terranno tra poco più di due settimane condizioneranno nettamente — in un modo o nell'altro — lo scenario politico dei prossimi mesi. In particolare, sono destinati ad essere verificati il consenso attuale per il presidente del Consiglio e il suo partito (messi fortemente in discussione, proprio in questi giorni, dai casi Letizia e Mills che, tuttavia, non sembrano avere incrinato granché la popolarità di Berlusconi) e, dall'altro verso, la «tenuta» del Pd, minato da molteplici fratture e discussioni interne.

GUARDA IL GRAFICO

Nonostante il loro rilievo, si registra sin qui un interesse relativamente modesto per la prossima scadenza elettorale, specie quella europea (le amministrative interessano e coinvolgono infatti localmente gran parte della popolazione). Solo il 36% degli italiani (vale a dire poco più di un cittadino su tre) dichiara di essere «molto o abbastanza» interessato alla campagna elettorale. Si tratta peraltro grossomodo del livello di interesse riscontrato in occasione delle passate elezioni europee (era pari al 34%), molto meno della partecipazione alla campagna che ha caratterizzato le consultazioni politiche dell'anno scorso (si dichiarava interessato il 56%). Appaiono più coinvolti nella campagna i possessori di titoli di studio più elevati, le persone di età dai 55 ai 65 anni (la generazione del '68, tradizionalmente più partecipe politicamente), i residenti al Nord-Est. Sul piano politico, l'interesse per le elezioni risulta molto maggiore tra gli elettori del centrodestra, un altro segno, forse dello smarrimento e della disaffezione presenti nella fila del centrosinistra. L'incognita, a questo punto, sta nella partecipazione al voto. Malgrado l'85% degli intervistati dichiari di volere andare a votare (ma, tra costoro, il 17% confessa di non essere proprio certo e dice che lo farà «probabilmente»), è possibile che una certa quota, all'ultimo momento, rinunci a recarsi alle urne. Va da sé che l'affluenza potrà avere una rilevanza fondamentale nel formare gli equilibri di forza tra i diversi partiti. Per questo, occorre leggere con cautela i dati degli ultimi sondaggi. Infatti, questi strumenti di analisi non sempre riescono a tenere conto appieno degli effetti del livello di partecipazione. In ogni caso, le stime pubblicate più di recente tendono a confermare il successo del Pdl (vicino al 40% anche se, proprio negli ultimi giorni, sembra aver subito un calo relativo di consensi), quello della Lega (stimata attorno al 9%) e dell'Idv (8-9%). Dall'altro verso, pare «tenere» anche il Pd, per il quale le ultime rilevazioni ipotizzano un risultato tra il 25 e il 27%. Per ciò che concerne le amministrative, appaiono sintomatiche le ultime ricerche pubblicate (rispettivamente su Il Resto del Carlino e su La Nazione) riguardo alle consultazioni comunali a Bologna e a Firenze. In entrambi i casi, il candidato principale del centrosinistra (Delbono e Renzi) viene dato per favorito. Ma, sia a Bologna sia a Firenze, il livello dell'indecisione dichiarata non permette sino ad oggi di stabilire definitivamente se si andrà o meno al ballottaggio.

Il connotato delle «regioni rosse» è finito da tempo. Il quadro non appare dunque ancora del tutto privo di incertezze. Peraltro, l'alto livello di indecisione traspare anche dalle stesse risposte degli intervistati nei sondaggi. Solo il 55% sostiene, per ciò che riguarda le europee, di volere, in questa occasione, scegliere nuovamente «il partito che voto di solito». Appaiono da questo punto di vista più certi i maschi, la solita generazione dai 55 ai 65 anni, gli elettori residenti al centro e, quel che è forse più significativo, i votanti per il Pdl e la Lega. A questo gruppo si contrappone quel 42% che si dichiara oggi indeciso tra diversi partiti o, addirittura, «in alto mare» riguardo alla scelta di voto. Si tratta perlopiù di giovanissimi (ove si riscontra addirittura più del 60% di indecisi) e di casalinghe. Una così diffusa incertezza indica che, come sempre accade — ma questa volta il fenomeno sembra ancora più accentuato — gli ultimi quindici giorni di campagna elettorale sono davvero determinanti nel definire il risultato.


Corriere della Sera 21 maggio 2009

giovedì 7 maggio 2009

Europee, sondaggio 7 maggio: Cala il PDL

Sondaggio di Affari Italiani e Termometro Politico


PDL 37,4

PD 26,9

lEGA QUASI AL 10%

IDV QUASI 8%

UDC SOTTO6%

SINISTRA E LIBERTA' DI VENDOLA 3,1

LISTA COMUNISTA (Rifondazione, Comunisti Italiani 2,7

DESTRA, PIONATI 3,5

SONDAGGIO: TERMOMETRO POLITICO, LIEVE CALO PER IL PDL, MEGLIO IL PD MA TANTI I SUOI INDECISI

Pdl al 37,4; Pd al 26,9; lega 10%; Idv 8%; Udc 5 - 6%; Mpa, Destra, Pionati 3, 5%; SL 3, 1%; Lista comunista 2, 7%

FONTE
(IRIS) - ROMA, 7 MAG - Pdl al 37,4. Pd al 26,9. E’ il sondaggio sulle intenzioni di voto alle prossime elezioni europee di Termometro politico in collaborazione con il quotidiano Affari Italiani. La metodologia e' quella Cawi (Computer-Aided Web Interviewing) e si basa su un campione di 1.819 casi, raccolti tra il 30 aprile e il 7 maggio 2009. Il monitoraggio rileva che il Pdl è in lieve calo rispetto ai precedenti sondaggi ma andrebbe, comunque, meglio delle scorse elezioni politiche. Il calo è dovuto al fatto che il partito del premier cederebbe l’1% specie al Nord, a favore della Lega e quasi mezzo punto al Centro-Sud a favore del polo autonomista costituito da Mpa, La Destra, Pensionati e Alleanza di Centro. Meglio delle precedenti rilevazioni il Partito Democratico, che sta poco sotto il 27%, ancora lontano, però, dal 33, 2% delle scorse politiche. Quasi un quarto degli intervistati che si dicono indecisi proviene proprio dalle file del Pd, mentre quasi il 2% degli elettori si riversa su Di Pietro; dall’altra parte Sinistra e Liberta' e Rifondazione-Comunisti Italiani prendono circa mezzo punto ciascuna ai danni del partito di Franceschini. La Lega Nord è in leggera contrazione, ma rimane comunque quasi al 10 per cento. Di Pietro con l’Idv e' in crescita e si porta vicino all'8% dei consensi, superando nettamente l'Udc che si attesterebbe al di sotto del 6%; Mpa - Destra - Pensionati – Pionati con la loro lista, per questo sondaggio non supererebbero lo sbarramento, attestandosi al 3, 5% e registrando un calo rispetto alla precedente rilevazione. Sinistra e Liberta', il movimento politico capeggiato da Vendola è al 3, 1% rimanendo comunque al di sopra della lista comunista (Rifondazione, Comunisti italiani) che sta al 2, 7%. Rimane comunque alta, secondo il sondaggio, la quota di chi, ex elettore della Sinistra Arcobaleno, si dichiara indeciso: motivo che potrebbe invitare, secondo Termometro Politico, le liste della sinistra a qualche timida speranza

giovedì 19 marzo 2009

Europee, Berlusconi: Pdl al 42,1%, il mio gradimento al 65%


20:22 18/03


ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla vigilia del summit Ue preceduto dalla consueta riunione del Ppe e a pochi mesi dalle elezioni europee, snocciola dati rassicuranti sul nascituro Pdl e sul suo personale gradimento.
Incontrando stasera a Palazzo Grazioli gli eurodeputati di An e Forza Italia (che da fine mese confluiranno nel nuovo partito di centrodestra Popolo della Libertà) Berlusconi, secondo una fonte, ha detto che il sondaggio commissionato ad Euromedia Research mostra come in vista della competizione elettorale per Strasburgo del 6 e 7 giugno il consenso del Pdl è dato al 42,1%; la Lega Nord si attesta al 9,1%; il Pd al 22,5%; l'Italia dei valori al 7,5% e i partiti di Sinistra al 4,6%; l'Udc ha un consenso del 5,5%.
Il gradimento personale del premier da parte degli interpellati sarebbe pari al 65%, mentre il governo sarebbe al 55,2%.

Berlusconi ha anche detto che vi è in Europa grande interesse per la nascita del nuovo partito e che alla riunione del Ppe di domani egli stesso illustrerà l'architettura del Pdl ai colleghi europei.
Giusto ieri Repubblica.it aveva diffuso un sondaggio Ipr Marketing secondo il quale i consensi nei confronti del premier sono scesi di tre punti rispetto all'ultima rilevazione fatta il mese scorso e di dieci dall'apice raggiunto nell'ottobre 2008.
Su 100 persone, 52 hanno molta o abbastanza fiducia in Berlusconi -- il mese prima erano 55 --, 45 ne hanno poca o nessuna e 3 non hanno opinione in merito.

Per quanto riguarda il governo nel suo complesso, emerge che 44 persone su 100 hanno molta o abbastanza fiducia -- contro le 46 del mese scorso --, che 52 ne hanno poca o nessuna e che 4 persone su 100 sono senza opinione in merito.

"CON FINI RAPPORTI OTTIMI"
Berlusconi ha poi garantito che i rapporti con Gianfranco Fini sono ottimi, e che le divergenze di questi mesi sono da attribuire al ruolo di presidente della Camera ricoperto dall'alleato, ruolo che egli interpreta correttamente.
"Tutto ciò che scrivono i giornali non è vero. Abbiamo un rapporto splendido. Gianfranco interpreta il suo ruolo con onestà e abbiamo sempre preso le decisioni insieme a partire dal 2 dicembre (data nella quale si annunciò la nascita del Pdl)", avrebbe detto il premier secondo quanto riferito da una fonte presente all'incontro.
Fini ha difeso il ruolo del presidente della Repubblica ad esprimersi sulla decretazione d'urgenza nella fase finale della vicenda Englaro, contrapponendosi al governo. Oltre a questo ha espresso dissenso per una delle norme previste nel testo sull'immigrazione, che impone ai medici di denunciare la condizione degli immigrati irregolari.

18 marzo 2009

mercoledì 11 marzo 2009

Sandaggio elezioni europee marzo 2009

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=71614821889bd246


sondaggio elettorale condotto dal 23 febbraio al 6 marzo e realizzato con metodologia CATI (Computer-Assisted Telephone Interviewing). Il campione - particolarmente significativo (circa 3500 contatti) - è stato anche «ponderato per circoscrizione elettorale» e «costruito su uno schema custom delle ultime tornate elettorali», per cercare di «prevenire errori di stima e campionatura» (come quelli delle ultime elezioni regionali in Sardegna). Ma bando alle ciance, ecco i numeri
:PdL 39,7% (+2,3%)
Lega 8,2% (-0,1%)
Mpa 1% (-0,1%)
TOT cdx 48,9% (+2,1%)
Pd 25,9% (-7,2%)
Idv 6,5% (+2,1)
TOT csx 32,4% (-5,1%)
Udc 6,7% (+1,1%)
Socialisti 1% (=)
Altri sinistra 5,5% (+2,5%)

lunedì 9 marzo 2009

Pd, Enrico Letta: "Alleati? Meglio Casini che Di Pietro"

Roma - Come alleato del Pd l’Udc di Pier Ferdinando Casini è meglio dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro? "Sicuramente sì", ha risposto l’esponente del Pd Enrico Letta partecipando alla registrazione della trasmissione tv Telecamere. "Se noi del Pd facciamo sì che l’Udc ritorni tra le braccia di Berlusconi - ha sottolineato - possiamo anche chiudere bottega e tornare a casa".
La compatibilità con i centristi Enrico Letta ha rilevato che "c’è una compatibilità" anche sui programmi tra il Pd e l’Udc. Ed ha ricordato che nelle ultime amministrative "l’unica regione in cui il Pd ha vinto" è stata il Trentino Alto Adige dove correva affianco al partito di Casini. "Anche se nel Pd sono stato criticato per questo - ha aggiunto Enrico Letta - io continuo a dirlo chiaramente: voglio un partito che punti al governo, per farlo deve avere il 51%, e per avere il 51% bisogna fare dei compromessi. Come Berlusconi ha fatto con la Lega e l’Mpa". In questo senso una alleanza con l’Udc di Casini »credo che sia naturale".
Il futuro del Partito democratico Quanto al futuro del Partito democratico, per Enrico Letta, è "assolutamente necessaria una cesura netta" con il passato: "Credo che il Pd debba rifarsi come modello di novità alle due uniche novità che ci sono state nella politica in Italia: l’Ulivo di Prodi e Forza Italia di Berlusconi, due casi di cesura netta, mentre in tutti gli altri casi di cambiamento c’è sempre stata una continuità". Andare avanti senza cambiamenti netti "sarà un fallimento". Letta ha detto di essere convinto che "i due anni di governo Prodi saranno rivalutati" per tutte le cose che sono state fatte e che "non sono state capite perchè coperte dalla litigiosità". Sul segretario del partito Dario Franceschini, Enrico Letta dice che "sta facendo bene".

domenica 25 gennaio 2009

UDC: CASINI FA FESTA SUL CIMONE E MINACCIA REFERENDUM SUL FEDERALISMO


(PISTE CIMONE)

Federalismo, parte la sfida di Casini:
«Referendum se la legge non cambia»

ROMA (24 gennaio) - Udc pronto a raccogliere firme per il referendum se la maggioranza non cambierà il testo sul federalismo. Pier Ferdinando Casini, dalla festa della neve del suo partito a Sestola, ha lanciato alla Lega (e di rimbalzo a Berlusconi), una sfida e una provocazione sul terreno che più le è caro.

Il leader dell'Udc ha sostenuto che, vista la posizione del Pd, l'Unione di Centro deve continuare a correre in solitudine, disponibile anche a ricorrere al referendum per far saltare i piani leghisti.

«Noi siamo federalisti - ha detto Casini - e non accettiamo che la Lega dia pagelle su chi è più federalista». Al di là delle ironie di chi, nel Pd, vede la battaglia dell'Udc come una semplice difesa delle roccaforti meridionali, secondo Casini il federalismo è «un pasticcio, una confusione, bocciato al sud come al nord. E i motivi sono innanzitutto la moltiplicazione dei centri di spesa e l'incapacità, come ha detto anche Tremonti, di fare una previsione sui costi».

E a dimostrare la buona volontà federalista, Casini ha anche detto che se il testo sarà cambiato, l'Udc lo voterà senza battere ciglio. Rimettendo mano, innanzitutto, al codice delle autonomie locali, per abolire le Province e definire quale ente deve fare cosa e con quali risorse. E poi fissando i costi e razionalizzando i centri di spesa: modificando cioè sensibilmente i connotati all'impianto leghista. «Se questa cosa non succederà - ha annunciato l'ex presidente della Camera - il referendum è dietro l'angolo. Noi siamo federalisti, ma non svegliate il can che dorme!».

L'Udc deve quindi continuare, secondo Casini, a dire cose impopolari senza aver paura delle conseguenze. Discorso valido anche per questioni economiche come ad esempio le pensioni: tema cruciale da affrontare, secondo Casini, per intravedere una via d'uscita dalla crisi. «Serve un patto di equità generazionale - ha detto, invocando la riforma delle pensioni - ma il Governo ha paura di affrontarlo e sottoscriverlo».

LA STAMPA 24 GENNAIO 2009

Festa sulla neve per l'Udc e sul Cimone arriva Casini

Il direttore di Qn e del Resto del Carlino Pierluigi Visci ha intervistato il leader del partito sui principali temi della politica nazionale

Testo molto piccoloTesto piccoloTesto normaleTesto grandeTesto molto grande

Modena, 24 gennaio 2009. C’è grande attesa oggi alla festa della neve dell’Udc che si svolge a Sestola, per l’arrivo del leader Pier Ferdinando Casini. Alle 15,30 Casini sarà intervistato dal direttore di Qn e del Resto del Carlino Pierluigi Visci sui principali temi della politica nazionale. L’incontro si svolge al cinema Belvedere di Sestola.

Seguirà alle 17 un dibattito su 'Pensioni e welfare' con gli onorevoli Antonio Poli e Nedo Poli. Questa mattina, invece, si è tenuta all’Hotel Miramonti una tavola rotonda su un tema locale molto sentito: la possibilità di creare il Comune del Cimone. Si tratterebbe in linea di massima di un ente elettivo che prevede un unico coordinamento amministrativo fra Sestola, Riolunato, Fanano, Pievepelago, Montecreto e Fiumalbo. Il progetto è formulato proprio dall’Udc locale. La tavola rotonda è coordinata da Paolo Ferrari, responsabile Udc per il Cimone, e vi prenderanno parte Norberto Nardini (sindaco di Fiumalbo), Alessandro Tebaldi (presidente comunità montana del Frignano). Conclude Davide Torrini (coordinatore regionale Udc. La festa Udc si conclude domani.

Fonte: qn 24 gennaio 2009

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