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martedì 30 giugno 2009

Tremonti: "Il governo è fortissimo.Sul premier esagerazioni"

Il ministro dell'Economia al programma "In mezz'ora" di Lucia Annunziata
"Un po' di calma, un po' meno televisione, un po' meno show sarebbe utile per tutti"

"Il governo è fortissimo e finirà tutta la legislatura"

E, sulla vicenda Berlusconi: "Guardare dal buco della serratura danneggia l'Italia"
"Il premier ha una grandissima leadership, il resto sono esagerazioni"

Tremonti: "Il governo è fortissimo e finirà tutta la legislatura"

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti


ROMA - "Questo governo è fortissimo e finirà tutta la legislatura con un crescendo di forze che corrisponde al crescendo di debolezza dell'opposizione". Ad affermarlo è il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel corso della trasmissione Rai "In mezz'ora" di Lucia Annunziata. Tremonti sottolinea che, nonostante la crisi, nessun governo in carica ha avuto "un consenso elettorale come il nostro". "Il governo è forte anche perchè gli avversari dell'opposizione sono deboli. - ha aggiunto il ministro - Non hanno sopra di loro il cielo degli ideali nè sotto di loro il potere delle giunte".

E anche un eventuale governo tecnico, ipotesi avanzata soprattutto dalla stampa straniera che sta seguendo gli scandali e le indagini legati al presidente del Consiglio Berlusconi, secondo Tremonti durerebbe pochissimo: "Lo puoi anche trovare un tecnico, ma lo manda al Parlamento e avrà un tempo di vita non superiore a quello di uno Yomo".

A una domanda sulla polemica aperta dal premier Silvio Berlusconi, contro media e istituzioni 'catastrofisti' sull'economia, il ministro ha risposto con un invito alla moderazione: "Un po' di calma, un po' meno televisione, un po' meno show sarebbe utile per tutti. I bollettini statistici ufficiali vanno sempre pubblicati. E' che un po' si esagera durante la crisi, di questi tempi, non facendo del bene, ma facendo del male alle famiglie, a chi ci ascolta".

E del resto, anche lo stesso Berlusconi, ha sostenuto Tremonti, "non ha detto di non dare pubblicità (ai giornali che diffondono il pessimismo, ndr), ha detto di stare attenti. Ad esempio, un ministro europeo aveva spiegato che 'è inutile che noi diamo degli stimulus, tipo incentivi alla famiglia per cambiare l'auto, e poi quella famiglia accende la tele e trova stimoli contrari".

"Quando c'è una crisi, proprio perchè c'è una crisi, il messaggio deve essere anche di fiducia - ha proseguito Tremonti - Durante la grande Depressione, il grande presidente Roosevelt, al Caminetto, diceva agli americani per radio: uscite di casa, verniciate il vostro garage, andate al cinema, mangiate una bistecca, l'unica cosa di cui dovete avere paura, è la paura stessa. Ecco questo è il senso politico del messaggio che ha dato il presidente Berlusconi e che cerco di dare anch'io. Non è rimuovere la crisi ma, proprio perché c'è la crisi, basta dirlo tutti i giorni, in tutti i modi sulla televisione, in modo ossessivo. Tutti questi centri studi, uffici. che per inciso non hanno previsto la crisi... Chi andrebbe a farsi curare da un medico che ha sbagliato le diagnosi? Una volta questi istituti le notizie le davano, ma le davano sui bollettini, in sede tecnica. Non è censura... Qui ogni giorno c'è uno che va in televisione, dice una roba e gli altri il giorno dopo fanno a gara... ".

Ma l'invito a "un po' meno show" è diretto anche ai media che seguono le indagini su Berlusconi, in particolare la vicenda di Bari: "Ma le pare che le indagini, invece di farle sulla Sacra Corona Unita si fanno su robe del genere?, ha chiesto Tremonti a Lucia Annunciata. Secondo il ministro dell'Economia "guardare dal buco della serratura danneggia l'Italia. C'e un blocco di persone che pur di fare del bene e se stessi, convinti che il bene per loro sia fare il male agli altri, fanno del male agli italiani, all'Italia. Questo non lo trovo accettabile".

"Frequento molte persone all'estero - ha aggiunto Tremonti - e tutti riconoscono a Berlusconi di avere una grandissima leadership, una grandissima forza di carattere e politica. Mi sembra che anche gli italiani lo apprezzino. In un Paese serio le persone serie dovrebbero valutare questo. Il resto sono solo esagerazioni".

Nel corso della trasmissione Tremonti ha anche annunciato che il governo a breve affronterà la questione della riforma delle pensioni, in particolare dell'equiparazione dell'età pensionabile di uomini e donne, richiesta dalla Corte di Giustizia Europea: "Stiamo studiando e considerando il meccanismo delle pensioni che in Europa e dall'Europa è considerato uno dei più solidi. Se faremo la riforma non sarà per prendere i soldi agli operai e darli a chissà chi. Se si farà la riforma i soldi del lavoro restano nel lavoro".
(la repubblica 28 giugno 2009)

lunedì 29 giugno 2009

Terremoto: Ricostruzione e New Town già oggetto di indagine

L'Aquila, le amicizie pericolose all'ombra della prima new town


L'AQUILA - Nel primo cantiere aperto per ricostruire L'Aquila c'è un'impronta siciliana. L'ha lasciata un socio di soci poco rispettabili, uno che era in affari con personaggi finiti in indagini di alta mafia.

I primi lavori del dopo terremoto sono andati a un imprenditore abruzzese in collegamento con prestanome che riciclavano, qui a Tagliacozzo, il "tesoro" di Vito Ciancimino.

Comincia da questa traccia e con questa ombra la "rinascita" dell'Abruzzo devastato dalla grande scossa del 6 aprile 2009. Comincia ufficialmente con un caso da manuale, una vicenda di subappalti e di movimento terra, di incastri societari sospetti. Tutto quello che leggerete di seguito è diventato da qualche giorno "materia d'indagine" - un'informativa è stata trasmessa dalla polizia giudiziaria alla procura nazionale antimafia - ma l'intreccio era già rivelato in ogni suo dettaglio da carte e atti di pubblico accesso.

Partiamo dall'inizio. Dai fatti, dai luoghi e dai nomi di tutti i protagonisti e dei comprimari di questo primo lavoro per il terremoto d'Abruzzo. Partiamo dalla statale 17, la strada tortuosa e alberata che dall'Aquila passa per Onna, il paese che non c'è più, il paese spazzato via alle 3,32 di quasi ottanta notti fa. È qui, sotto la collina di Bazzano, dove sorgerà la prima delle venti "piccole città" promesse da Berlusconi agli aquilani per la fine di novembre - sono le famose casette, i 4500 alloggi per ospitare fra i 13 mila e i 15 mila sfollati - che è stato dato il via in pompa magna alla grande ricostruzione. È qui che sarà costruita la prima "new town". È qui che hanno alzato il primo cartello: "Lavori relativi agli scavi e ai movimenti di terra lotto Ts". Ed è qui che l'imprenditore Dante Di Marco, alla fine di maggio, ha cominciato a spianare la collina con le sue ruspe e i suoi bulldozer. Così si chiama l'amico degli amici siciliani che nascondevano in Abruzzo i soldi di don Vito, l'ex sindaco mafioso di Palermo.

Dante Di Marco ha 70 anni, ha amicizie importanti in tutto l'Abruzzo, è residente a Carsoli che è un piccolo paese fra l'Aquila e Roma. L'appalto per rosicchiare la collina di Bazzano e sistemare una grande piattaforma di cemento - è là sopra che costruiranno quelle casette sostenute dai pilastri antisismici - è stato aggiudicato da un'"associazione temporanea di imprese". La capogruppo era la "Prs, produzione e servizi srl" di Avezzano, la seconda ditta era la "Idio Ridolfi e figli srl" (anch'essa di Avezzano, sta partecipando anche ai lavori per la ristrutturazione per il G 8 dell'aeroporto di Preturo), la terza era la "Codisab" di Carsoli, la quarta era l'impresa "Ing. Emilio e Paolo Salsiccia srl" di Tagliacozzo e la quinta l'"Impresa Di Marco srl" con sede a Carsoli, in via Tiburtina Valeria km 70.

L'impresa Di Marco è stata costituita nel 1993, ha una ventina di dipendenti e un capitale sociale di 130 mila euro, l'amministratore unico è Dante Di Marco (gli altri soci sono il figlio Gennarino e la figlia Eleana), la ditta non è mai stata coinvolta direttamente in indagini antimafia ma il suo amministratore unico - Dante - risulta come socio fondatore della "Marsica Plastica srl" con sede a Carsoli, sempre in via Tiburtina Valeria km 70. È questo il punto centrale della storia sul primo appalto del terremoto: un socio della "Marsica Plastica srl" ha praticamente inaugurato la ricostruzione.

Quest'impresa, la "Marsica Plastica srl", è molto nota agli investigatori dell'Aquila e anche a quelli di Palermo. È nata il 22 settembre del 2006 nello studio del notaio Filippo Rauccio di Avezzano. Tra i soci di Dante Di Marco c'era l'abruzzese Achille Ricci, arrestato tre settimane prima del terremoto per avere occultato i soldi di Vito Ciancimino in un villaggio turistico a Tagliacozzo. C'era Giuseppe Italiano (il nome di suo fratello Luigi è stato trovato in uno dei "pizzini" del boss Antonino Giuffrè quando era ancora latitante), che è un ingegnere palermitano in affari di gas con Massimo Ciancimino. C'era anche Ermelinda Di Stefano, la moglie del commercialista siciliano Gianni Lapis, il regista degli investimenti del "tesoro" di Ciancimino fuori dalla Sicilia.

Il 22 settembre del 2006, nello studio dello stesso notaio di Avezzano Filippo Rauccio, era stata costituita anche un'altra società, l'"Ecologica Abruzzi srl". Fra i suoi soci ci sono ancora alcuni della "Marsica Plastica srl" (la moglie di Lapis e il palermitano Giuseppe Italiano per esempio) e poi anche Nino Zangari, un altro imprenditore abruzzese arrestato il 16 marzo del 2009 per il riciclaggio del famigerato "tesoro" di don Vito. Erano due società, la "Marsica Plastica" e l'"Ecologica Abruzzo", che con la "Ricci e Zangari srl" - se non ci fosse stata un'inchiesta del Gico della finanza e i successivi arresti - avrebbero dovuto operare per la produzione di energia, lo smaltimento rifiuti, nel settore della metanizzazione. Un labirinto di sigle, patti, commerci, incroci. Tutto era stata pianificato qualche anno fa. E tutto alla luce del sole.

Ecco come ricostruisce le cose Dante Di Marco, l'imprenditore che ha vinto il primo sub appalto per la ricostrizione dell'Aquila: "Ho presentato una regolare domanda per accreditarmi ai lavori di Bazzano e sono entrato nel consorzio di imprese, che cosa c'è di tanto strano?". A proposito dei suoi vecchi soci siciliani ricorda: "Quella gente io nemmeno la conoscevo, mi ci sono ritrovato in società così, per fare il mio lavoro di movimento terra". E consiglia: "Chiedete in giro chi è Dante Di Marco, tutti diranno la stessa cosa: uno che pensa solo a lavorare con tutti quelli che vogliono lavorare con lui".

Proprio con tutti. Dante Di Marco ha una piccola impresa, tanti lavori e tantissimi amici in Abruzzo. È entrato in società non soltanto con i siciliani amici di Ciancimino ma anche con Ermanno Piccone, padre di Filippo, senatore della repubblica e coordinatore regionale del Pdl. Sono insieme dal 2006 - e con loro c'è pure il parlamentare del Pdl Sabatino Aracu, sotto inchiesta a Pescara, accusato di avere intascato tangenti per appalti sanitari - nella "Rivalutazione Trara srl", quella ha comprato alla periferia di Avezzano 26 ettari di terreno e un antico zuccherificio per trasformarlo in un termovalorizzatore. Fili che si mescolano, finanziamenti, compartecipazioni, una ragnatela. E appalti. Come quello di Bazzano, l'opera prima della ricostruzione. Per il governo Berlusconi è la splendente vetrina del dopo terremoto in Abruzzo. Per Dante Di Marco da Carsoli, socio dei soci dei Ciancimino, era un'occasione da non perdere.
di Attilio Bolzoni
(29 giugno 2009 larepubblica.it)

FANTASMI: INGHILTERRA SOTTO SHOCK PER QUESTO VIDEO




I fantasmi in video!

L’Inghilterra è sotto shock per un video in cui viene filmato un fantasma. La notizia viene pubblica dal sito "Sun".

La clip girata da un ragazzino inglese con il suo cellulare, Il ragazzino ha dichiarato di aver filmato il fantasma mentre camminava vicino al corrimano di casa sua.

Qualche giorno prima, la sorella del 12enne inglese si era accorta che, nel cuore della notte, qualcuno aveva finito misteriosamente un puzzle al posto suo. “Ha attraversato il pianerottolo e poi è scomparso vicino alle scale”, ha giurato il testimone dello strano episodio. Il video pubblicato su Youtube, ha fatto subito il giro del mondo, mentre secondo Julian Banks della "British Paranormal Society", “il filmato è la migliore ripresa di un fantasma da anni.


Guarda il video:

FANTASMI: INGLILTERRA SOTTO SHOCK PER QUESTO VIDEO




I fantasmi in video!

Questo è il video del fantasma filmato per caso dal bambino di 12 anni perchè aveva sentito dei rumori in casa. La settimana prima la sorella ha trovato un puzzle ricomposto dopo che lo aveva lasciato incompiuto. Non mi sbilancio circa la veridicità delle immagini. Certo è che il cambiamento di voce del bambino è molto convincente...
L’Inghilterra è sotto shock per un video in cui viene filmato un fantasma. La notizia viene pubblica dal sito "Sun".

La clip girata da un ragazzino inglese con il suo cellulare, Il ragazzino ha dichiarato di aver filmato il fantasma mentre camminava vicino al corrimano di casa sua.

Qualche giorno prima, la sorella del 12enne inglese si era accorta che, nel cuore della notte, qualcuno aveva finito misteriosamente un puzzle al posto suo. “Ha attraversato il pianerottolo e poi è scomparso vicino alle scale”, ha giurato il testimone dello strano episodio. Il video pubblicato su Youtube, ha fatto subito il giro del mondo, mentre secondo Julian Banks della "British Paranormal Society", “il filmato è la migliore ripresa di un fantasma da anni.

Bari, Intervista al trans Manila." Il PM mi interroghi, ho cose interessanti da raccontare"


Patrizia D'Addario posa insieme a Manila Gorio


Manila Gorio, amica della D'Addario: «Riferirò al pm del ricatto al premier»
GRAZIA LONGO
BARI
E’ stata eletta «Miss Trans» e si vede. Sorriso smagliante, occhi verdi, fisico da sballo, Manila Gorio, da 10 anni amica del cuore di Patrizia D’Addario è impegnata su una spiaggia di Trani (poco distante da Bari) a coordinare un gruppo di belle ragazze per il suo reality su Teleregione. In mezzo a queste aspiranti showgirls in passato c’era anche Barbara Montereale, ospite del premier Berlusconi sia a Palazzo Grazioli sia a Villa Certosa. «Ma solo come accompagnatrice, a Patrizia gliel’ho presentata proprio io. E sempre io ho messo in contatto altre ragazze immagine con Nicola D., detto Nick o Fashion, che poi le portava da Giampaolo Tarantini. Giampi si affidava un sacco a Fashion (il quale, secondo indiscrezioni giudiziarie sta per ricevere un avviso di garanzia per detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio, ndr)».

Patrizia le ha raccontato della notte trascorsa a Roma nella camera da letto del premier a Palazzo Grazioli?
«Certo che sì. Siamo, anzi è meglio dire eravamo, amiche come sorelle. Ognuna conosce i segreti dell’altra. E posso dire che Patrizia non ha ancora detto tutta la verità».


E che cosa secondo lei avrebbe omesso di dire quando è stata interrogata?

«La molla che ha scatenato tutto sto’ pandemonio intorno a Berlusconi. Perché è vero che lei si è infilata nel suo letto per i 2 mila euro che le ha dato Tarantini. Altrettanto vero è che ha videoregistrato momenti di intimità col presidente del Consiglio. Lo ha fatto perché è furba e già a novembre, quando è stata Roma, pensava di poter sfruttare la situazione. Ma non è stata sua l’idea di denunciare la cosa alla Procura».

E’ convinta che gliel’ha suggerito qualcuno di rivolgersi alla magistratura?
«Non proprio: è stata direttamente lei a chiedere aiuto a dei politici pugliesi spiegando il materiale bomba che aveva tra le mani».

Questa confidenza gliel’ha fatta direttamente Patrizia?
«Mi ha raccontato tutto per fila e per segno. Io l’ho sconsigliata perché mi pareva una follia, ma lei non ha voluto darmi retta».

A chi si è rivolta? A politici di sinistra, avversari di Berlusconi?
«A questa domanda preferisco non rispondere».

E’ disponibile a raccontare quanto sa ai magistrati?
«In qualsiasi momento. Anzi, le dirò di più: non riesco a capire perché mai il pm Giuseppe Scelsi non mi abbia ancora contattata. Anche solo come persona informata dei fatti. I giornali hanno parlato più volte di me e dell’amicizia con Patrizia. Eppure niente. E allora io adesso lancio un appello. Posso?».

Prego.
«Dottor Scelsi mi interroghi, perché ho cose interessanti da raccontarle».

Lei crede che Patrizia D’Addario complotti con politici nemici del premier?
«Ripeto: lo dirò solo al giudice, ma Patrizia mi aveva annunciato che se Berlusconi non l’avesse aiutata per quella storia della licenza edilizia sul terreno dove vuole fare il Bed and Breakfast, sarebbe andata a parlare con alcuni esponenti politici».

Eppure Patrizia si è candidata con il Popolo della libertà.
«Avrà avuto i suoi motivi. Di sicuro non è una di destra e poi non ha fatto un minimo di campagna elettorale: ha preso solo 7 voti».

Manila, perché negli ultimi giorni ha maturato la decisione di farsi assistere da un legale?
«Voglio tutelarmi dalle sorprese di Patrizia. Lei sa che io so. E io ho paura. L’avvocato Michele Cianci (di fronte al quale si svolge questa intervista, ndr) mi assicura la protezione di cui ho bisogno. Anche perché sembra che il fatto che io possa screditare l’immagine di Patrizia dia molto fastidio».

Si riferisce a qualche episodio in particolare?
«Qualche giorno fa da Londra sono venuti due reporter del settimanale “News of the world”, di proprietà di Murdoch, grande rivale di Berlusconi. Mi hanno intervistato e fotografato per oltre due ore. Era presente un loro collega italiano, perché io l’inglese non lo parlo bene: mi hanno chiesto mille volte se ero stata anch’io ai festini a luci rosse da Berlusconi. Io ho detto di no, ho spiegato che Patrizia s’è decisa di fare il casino che ha fatto dopo aver parlato con qualcuno. E sa com’è finita?».

No, mi dica lei come è andata a finire la storia della sua intervista.
«Che non è uscita una riga. Persino l’avvocato Cianci c’è rimasto di sasso».

Le hanno chiesto anche dell’uso della cocaina?
«A voglia! Ma lo ribadisco anche a lei: Patrizia non ha mai sniffato e neppure ha visto gente sniffare da Berlusconi. Me lo ha detto lei in persona».

Le ha confessato di essersi divertita a Palazzo Grazioli?
«Macché divertita, lei è una escort professionista. Solo che ora è diventata famosa. Ancora più famosa di Noemi. Non ho ancora capito se si è montata la testa o se ha paura di me, ma da due settimane evita di parlare con me come se avessi la peste».

Crede davvero che sia possibile?
«Come no! Non mi risponde neppure più al cellulare».

la stampa 29 giugno 2009

Yoox

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