Spunta l’amico di Natalie: «Coccole e confidenze tra lei e l’ex governatore»
di Patricia Tagliaferri
RomaTutti sapevano di Marrazzo e Natalie, dei loro frequenti incontri nello scantinato di via Gradoli dove l’ormai ex presidente della Regione Lazio è stato filmato, per essere poi ricattato, mentre era in compagnia del trans preferito. Ma pochi possono testimoniare che tipo di relazione ci fosse tra i due. Fabio, 38 anni, amico, confidente e condomino di Natalie, è uno di quelli. Si conoscono da oltre dieci anni, i due, lui ha addirittura le chiavi dell’appartamento di Natalie. Il settimanale Novella 2000 è riuscito a scovarlo e a farlo parlare. La brasiliana non gli ha mai nascosto nulla, neppure del suo rapporto speciale con Marrazzo, un cliente diverso da quelli rimediati per strada, che a via Gradoli si comportava come fosse di casa. «Arrivava la sera dopo il lavoro - racconta Fabio - si faceva un bagno caldo, indossava l’accappatoio e le pantofole di Natalie e si metteva a guardare la tv con lei». Non solo un rapporto mercenario, dunque, ma una vera e propria storia, un’intimità «soprattutto intellettuale» la loro. «Una storia pulita - ribadisce Fabio - sulla quale sono state elaborate ricostruzioni fantasiose». Dell’irruzione dello scorso luglio, durante la quale venne girato il video che ha costretto alle dimissioni Marrazzo, l’amico del trans assicura di non sapere nulla. Conosce invece molti particolari della liaison con il governatore, conosciuto in strada per caso due anni fa. «Era mattina - ricorda - e lei come consuetudine stava tornando dal supermercato, passeggiando, sul marciapiede di via Cassia, giù verso casa in via Gradoli. Lui la vede, accosta e le chiede “Stai lavorando?”. Al suo “No, lavoro solo di sera”, intasca il bigliettino da visita che lei gli porge. La chiamerà poi. E cominceranno a vedersi. I primi tempi una volta ogni due mesi circa. Poi più di frequente, anche due o tre volte al mese». Si vedevano sempre a casa di lei, nessun altro cliente ha mai avuto accesso ai suoi 35 metri quadrati. Natalie (ma soltanto Marrazzo e pochi intimi la chiamano così, per tutti gli altri è Natalia) lavora per strada. Nessuna auto blu. Secondo Fabio l’ex presidente della Regione arrivava in via Gradoli con la sua Smart bianca, da solo, e la parcheggiava in garage. «Erano quasi sempre le nove e mezza di sera e si tratteneva quattro-cinque ore, fino anche alle due di notte. Ma non ha mai dormito da lei», rivela il vicino di Natalie. E non erano sempre serate di sesso estremo, ma anche di coccole e carezze: «Natalie mi raccontava, emozionata, che varcata la sua porta Marrazzo si liberava di cravatta, scarpe, completo, camicia. Si faceva un bel bagno, alle volte, mentre lei lo aspettava in camera. Dove l’avrebbe raggiunta di lì a poco, con il suo accappatoio, o in boxer e maglietta. Sul letto, sdraiati, iniziavano le parole: la famiglia di lui, il Brasile di lei. Al buio, solo alla luce dello schermo. Lui le chiedeva di accarezzargli i capelli. Lei si compiaceva con me di come Piero non la volesse trasgressiva, coi tacchi a spillo e tutta in tiro in soffocanti pantaloni attillati. Di come a lui bastasse averla in calzoncini, di come la trovasse comunque provocante in microtop. A lui, mi raccontava Natalie, piaceva ascoltare la storia della sua vita: il Brasile, l’Italia, il marciapiede».
A Novella 2000 Fabio parla anche del capitolo compensi. Nulla a che vedere con i 5mila euro di cui si parla nelle carte dell’inchiesta: «Lui l’aiutava a pagare il mutuo per la casa acquistata in Brasile e per il negozio di parrucchiere che aveva aperto al suo paese. Natalie mi raccontava che le lasciava una cifra diversa, simbolica, per averle fatto perdere la giornata di lavoro su strada, tipo 500 euro, altre volte di più. Sembrava che ci fosse un principio d’amore, tra i due». E a Natalie capitava di essere gelosa, soprattutto di Brenda, con cui Marrazzo aveva cominciato a vedersi.
IL GIORNALE 31 OTTOBRE 2009
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
sabato 31 ottobre 2009
venerdì 2 ottobre 2009
PATRIZIA D'ADDARIO ANNOZERO: INTERVISTA (VIDEO COMPLETO)
BELPIETRO VS PATRIZIA D'ADDARIO (2 PARTE INTERVISTA D'ADDARIO)
PATRIZIA D'ADDARIO SULL'HAREM DI BERLUSCONI
mercoledì 30 settembre 2009
Annozero, seconda puntata:intervista a Patrizia D'Addario

ANNOZERO: D'ADDARIO, HO REGISTRATO MA NON VOLEVO RICATTARE BERLUSCONI
(IRIS) - ROMA, 1 OTT - ''Confermo tutto'': Patrizia D'Addario, intervenendo in collegamento da Bari ad 'Annozero', esordisce così in trasmissione, confermando di essere stata due volte a Palazzo Grazioli, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di essersi fermata per tutta la notte nella seconda occasione.
Patrizia D'Addario è stata a Palazzo Grazioli per due volte, invitata a da Giampaolo Tarantini? "Sì", risponde la escort barese intervistata in diretta da Bari per 'Annozero'". Ed in quelle due serate nella residenza romana del Premier Silvio Berlusconi "non ero l'unica escort". Io avevo un cachet di 2000euro per la prima sera solo per il fatto d'essere a cena a palazzo Grazioli, "cachet dimezzato perchè decisi di non rimanere per la notte". Il premier le chiese se sapeva ballare o cantare, ma la D'Addario non aveva velleità artistiche, voleva solo essere aiutata nel suo progetto edilizio. La seconda sera, quindi, l'escort barese decide di fermarsi e racconta: ''ero felice del fatto di essere rimasta li' col presidente e che lui si era interessato alla mia persona, ha detto che mandava due persone a Bari sul mio cantiere. Era solo un aiuto che voleva darmi per rendere piu' veloce la pratica e mi rendeva felice''.''Il presidente era molto affettuoso e molto gentile, - racconta l'escort barese - non voglio entrare in merito alle cose della notte, si è interessato alla mia persona e la mia felicita' era legata al fatto che lui era molto attento al mio progetto. - così come Tarantini a cui D'Addario ha confidato che il progetto del residence era quello del padre morto suicida - Il giorno dopo mi ha chiamato ed ero felice''. ''Perche' ha registrato? Io non ho tradito nulla, nessuno è arrivato sul mio cantiere. Sono stata convocata dal giudice e dire tutta la verita'. Io ho sempre registrato perche' cosi' mi sentivo piu' sicura, non perche' volevo ricattare qualcuno, non ho mai pensato ad una cosa del genere. Ho sempre registrato i miei incontri perchè ho avuto problemi nella vita e se registravo mi sentivo più sicura. Se avessi voluto ricattare Berlusconi avrei fatto ben altre cose''.
Dopo le polemiche e l'annuncio dell'istruttoria del governo la trasmissione di Raidue torna sulle feste di Palazzo Grazioli
Scandalo escort, Annozero insisteDomani sera ospite la D'Addario
di MARCO BRACCONI
ROMA - Annozero non molla lo scandalo escort. Dopo le polemiche, gli attacchi del centrodestra e l'istruttoria sul programma di Michele Santoro annunciata dal viceministro Romani, domani sera sarà Patrizia D'Addario a raccontare la sua verità sulle feste di Palazzo Grazioli.
Secondo quanto appreso da Repubblica.it la donna che per due volte fu nella residenza del premier, e che nella seconda occasione si fermò per la notte, interverrà in diretta. Non è stato ancora deciso se in collegamento video o in studio.
Una presenza, quella della escort barese, che non mancherà di riaccendere le polemiche sulla trasmissione di RaiDue, già nel mirino dell'esecutivo dopo l'esordio di una settimana fa.
Patrizia D'Addario è stata a Palazzo Grazioli per due volte, invitata a da Giampaolo Tarantini? "Sì", risponde la escort barese intervistata in diretta da Bari per 'Annozero'". Ed in quelle due serate nella residenza romana del Premier Silvio Berlusconi "non ero l'unica escort". Io avevo un cachet di 2000euro per la prima sera solo per il fatto d'essere a cena a palazzo Grazioli, "cachet dimezzato perchè decisi di non rimanere per la notte". Il premier le chiese se sapeva ballare o cantare, ma la D'Addario non aveva velleità artistiche, voleva solo essere aiutata nel suo progetto edilizio. La seconda sera, quindi, l'escort barese decide di fermarsi e racconta: ''ero felice del fatto di essere rimasta li' col presidente e che lui si era interessato alla mia persona, ha detto che mandava due persone a Bari sul mio cantiere. Era solo un aiuto che voleva darmi per rendere piu' veloce la pratica e mi rendeva felice''.''Il presidente era molto affettuoso e molto gentile, - racconta l'escort barese - non voglio entrare in merito alle cose della notte, si è interessato alla mia persona e la mia felicita' era legata al fatto che lui era molto attento al mio progetto. - così come Tarantini a cui D'Addario ha confidato che il progetto del residence era quello del padre morto suicida - Il giorno dopo mi ha chiamato ed ero felice''. ''Perche' ha registrato? Io non ho tradito nulla, nessuno è arrivato sul mio cantiere. Sono stata convocata dal giudice e dire tutta la verita'. Io ho sempre registrato perche' cosi' mi sentivo piu' sicura, non perche' volevo ricattare qualcuno, non ho mai pensato ad una cosa del genere. Ho sempre registrato i miei incontri perchè ho avuto problemi nella vita e se registravo mi sentivo più sicura. Se avessi voluto ricattare Berlusconi avrei fatto ben altre cose''.
Secondo quanto appreso da Repubblica.it la donna che per due volte fu nella residenza del premier, e che nella seconda occasione si fermò per la notte, interverrà in diretta. Non è stato ancora deciso se in collegamento video o in studio.
Una presenza, quella della escort barese, che non mancherà di riaccendere le polemiche sulla trasmissione di RaiDue, già nel mirino dell'esecutivo dopo l'esordio di una settimana fa.
(la repubblica 30 settembre 2009)
domenica 2 agosto 2009
D'ADDARIO: "AI MAGISTRATI HO RACCONTATO ANCHE DI RICHIESTE PARTICOLARI"
Il personaggio. D'Addario: "Le altre ragazze mentono"
"A Todi dovevo esserci io. E ti invitano non per giocare a briscola"
Patrizia attacca ancora
"Silvio mi voleva ad Arcore"
DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BERIZZI
Patrizia D'Addario
PARIGI - Le due del pomeriggio. Un bicchiere di bevanda energetica ("Non dormo da tre giorni"). Un mazzo di giornali e un foglio di carta con il testo dell'istant-hit autobiografica, titolo "My life". Sul divano dell'albergo che la ospita in questo week end di lavoro parigino, Patrizia D'Addario si riprende dall'ubriacatura mediatica e dal bagno di flash della serata-show al "Globo". "È stata una cosa incredibile, ho capito che non sono sola, che la gente mi vuole bene, soprattutto fuori dall'Italia", dice a Repubblica ravviando i capelli biondi e sistemandosi gli occhialoni da diva. Come se al netto di tutto quanto l'ha circondata all'inizio di questa tournée europea programmata solo in parte - le decine di fotografi che se la sono divorata fino all'alba manco fosse Madonna, lo stuolo di ammiratori in fila per uno scatto ricordo, le continue richieste di contatti che piovono sul cellulare di Mimmo il cugino assistente che prima faceva il ballerino con Raffaella Carrà -, come se tutto questo non avesse prima di tutto un significato commerciale. "Certo che mi piace. Ma se la gente sapesse cosa provo dentro di me... ".
È inevitabile, si torna sempre lì. Anche se farà un calendario, anche se magari si esibirà al Pasha di Ibiza o al Jimmy'z di Montecarlo e infine nella sua Puglia degli scandali. "Ancora non riesco a farmene una ragione. Perché Berlusconi mi ha promesso una cosa - di sua spontanea volontà, senza che gli chiedessi niente - e poi mi ha preso in giro fregandosene e non mantenendo la parola?". Riprende a parlare del presidente del Consiglio, la escort più famosa d'Italia.
"Anche dopo quella notte, ha continuato a invitarmi attraverso Gianpaolo Tarantini. Mi chiesero di andare a villa Certosa, ad Arcore, anche nel centro benessere di Messegué. A Todi dovevo esserci io, assieme alle altre ragazze. Quando ti invitano due o tre giorni in un posto non ci vai per giocare a briscola o per parlare di politica. Comunque gli inviti che sono arrivati dopo, li ho sempre declinati". Perché? "Non mi era piaciuto il comportamento di Berlusconi. Facevo veleno, pensavo fosse un uomo leale, di parola. Aspettavo le due persone che disse mi avrebbe mandato a Bari per sbloccare la pratica legata al mio progetto immobiliare. Vedevo che il tempo passava, e di conseguenza non avevo nessuna voglia di partecipare ad altri incontri".
Già, gli incontri. "Io il mio l'ho raccontato. Le altre ragazze no. Sono l'unica che ha detto la verità. Eppure le ho viste io mentre si intrattenevano con lui. Loro lo sanno perché eravamo lì tutte insieme. L'ho raccontato anche ai magistrati. Con altri dettagli su quella notte di sesso, richieste particolari che mi furono fatte".
Attraverso i giornali segue i nuovi sviluppi dell'inchiesta barese. Ha l'aria di chi vorrebbe ridere sotto i baffi, ma si contiene. "Me l'aspettavo, certo. Se conosco quei politici? I nomi che sono usciti nei giorni scorsi, quelli in qualche modo associati alla sottoscritta, li conosco eccome. Tutti. Loro negano. Anche se mi chiamavano, mi incontravano e mi mandavano gli auguri a Natale".
È inevitabile, si torna sempre lì. Anche se farà un calendario, anche se magari si esibirà al Pasha di Ibiza o al Jimmy'z di Montecarlo e infine nella sua Puglia degli scandali. "Ancora non riesco a farmene una ragione. Perché Berlusconi mi ha promesso una cosa - di sua spontanea volontà, senza che gli chiedessi niente - e poi mi ha preso in giro fregandosene e non mantenendo la parola?". Riprende a parlare del presidente del Consiglio, la escort più famosa d'Italia.
"Anche dopo quella notte, ha continuato a invitarmi attraverso Gianpaolo Tarantini. Mi chiesero di andare a villa Certosa, ad Arcore, anche nel centro benessere di Messegué. A Todi dovevo esserci io, assieme alle altre ragazze. Quando ti invitano due o tre giorni in un posto non ci vai per giocare a briscola o per parlare di politica. Comunque gli inviti che sono arrivati dopo, li ho sempre declinati". Perché? "Non mi era piaciuto il comportamento di Berlusconi. Facevo veleno, pensavo fosse un uomo leale, di parola. Aspettavo le due persone che disse mi avrebbe mandato a Bari per sbloccare la pratica legata al mio progetto immobiliare. Vedevo che il tempo passava, e di conseguenza non avevo nessuna voglia di partecipare ad altri incontri".
Già, gli incontri. "Io il mio l'ho raccontato. Le altre ragazze no. Sono l'unica che ha detto la verità. Eppure le ho viste io mentre si intrattenevano con lui. Loro lo sanno perché eravamo lì tutte insieme. L'ho raccontato anche ai magistrati. Con altri dettagli su quella notte di sesso, richieste particolari che mi furono fatte".
Attraverso i giornali segue i nuovi sviluppi dell'inchiesta barese. Ha l'aria di chi vorrebbe ridere sotto i baffi, ma si contiene. "Me l'aspettavo, certo. Se conosco quei politici? I nomi che sono usciti nei giorni scorsi, quelli in qualche modo associati alla sottoscritta, li conosco eccome. Tutti. Loro negano. Anche se mi chiamavano, mi incontravano e mi mandavano gli auguri a Natale".
(la repubblica 2 agosto 2009)
lunedì 13 luglio 2009
Feste Premier:Interpellanza PD per evitare condotte "immorali"
L'intervista. Il senatore del Pd ha presentato con Zanda una mozione per evitare condotte "immorali"
Carofiglio: quattro regole capitali salviamo il decoro delle istituzioni
"Dibattito urgente. La maggioranza spieghi il no al Paese"
di LELLO PARISE
Gianrico Carofiglio
BARI - Senatore Gianrico Carofiglio, il presidente Napolitano insiste perché si crei un "clima più civile" fra gli opposti schieramenti. Secondo lei, fa bene o sbaglia?
"Certo che non sbaglia. E lo spirito della mozione presentata dal Pd a Palazzo Madama, del resto, è proprio quello".
Nel documento che sarà discusso nella prossima settimana chiedete ai politici coerenza dei comportamenti pubblici e privati. Ogni riferimento al "caso Berlusconi" non sembra casuale.
"A me interessano fino a un certo punto le clamorose vicende di cronaca che vanno in scena ormai da qualche settimana a questa parte. Sempre per il sottoscritto, piuttosto, è importante l'esigenza di riflettere a proposito dei temi legati all'etica pubblica".
Per favorire un confronto politico più sereno, sarebbe utile se il premier si decidesse a spiegare di fronte al Parlamento come stanno le cose?
"Utile? Io penso che sia indispensabile, innanzi tutto nell'interesse di quel politico. La democrazia è fatta di domande, di risposte. E di consapevole trasparenza. Quella che dovrebbe spingere il primo ministro a chiarire ciò che, finora, chiaro non è. Per nessuno".
Cosa volete ottenere con la vostra mozione?
"Ripeto: noi vogliamo occuparci, in termini generali, del decoro delle cariche pubbliche e della necessità che i membri del governo, e il suo presidente, non abbiano comportamenti disdicevoli".
E' la ragione per cui indicate quelli che suonano come veri e propri "comandamenti"?
"A me piace parlare di regole capitali. Sono quattro. La prima riguarda l'esigenza di non tenere comportamenti personali in contrasto con i valori posti alla base dell'azione politica. Faccio un esempio banale: non si possono sostenere i valori della famiglia tradizionale e poi, per dire, avere l'amante. Il problema non è l'amante, ma l'incoerenza. La seconda regola riguarda il decoro legato alle cariche pubbliche. Cito l'esempio di un magistrato, così nessuno si offende".
Qual è l'esempio?
"Qualora un pubblico ministero andasse in udienza indossando calzoni corti e canottiera non sarebbe immorale, ma appunto indecoroso. Perché contribuirebbe a ledere il prestigio della magistratura e in generale delle istituzioni".
Quali sono gli altri "comandamenti"?
"La terza regola sottolinea l'obbligo di astenersi da comportamenti che possano fare solo ipotizzare un uso privato della funzione pubblica e delle sue prerogative. Immaginiamo un magistrato sotto scorta che utilizzi la vettura blindata del ministero per portare alla sua villa al mare, dove ha organizzato una festa, un paio di ballerine di rumba e un suonatore di mandolino. Sarebbe l'autore di un comportamento deontologicamente censurabile. Il ministro Alfano interverrebbe con l'azione disciplinare. E farebbe bene".
C'è, infine, il quarto "comandamento".
"E' il più semplice: il dovere di dire la verità. Il decoro delle alte funzioni pubbliche è incompatibile con le bugie. Ecco, abbiamo concluso: questo è lo statuto dei comportamenti".
Servirebbe pure ad evitare che un uomo accusato di essere uno stupratore diventi dirigente di base del Pd? Il senatore Ignazio Marino sostiene che nel Pd c'è "una questione morale grande come una montagna".
"Siamo amici e lui è un uomo di valore. Ma proprio per questo dovrebbe prestare attenzione a non fare uscite estemporanee. La vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto tredici anni fa quel coordinatore di circolo, non risulta dal certificato penale. Come l'avrebbe accertata, Ignazio Marino, se fosse dipeso da lui? E dunque: cosa c'entra con questa brutta storia la questione morale?".
Senatore Carofiglio, non c'è il rischio che lo "statuto dei comportamenti" resti un sogno ad occhi aperti?
"Dichiarare, come fanno alcuni esponenti della maggioranza, la disponibilità a discuterlo, è una novità e naturalmente ci fa piacere. Vedremo come andrà a finire. Ma voglio dire sin d'ora con chiarezza una cosa. Queste quattro, elementari regole, enunciano principi sui quali è molto difficile non essere d'accordo. Se la maggioranza dovesse respingerle mi aspetto che spieghi - a noi, ma soprattutto al Paese - qual è la sua idea del decoro, della dignità e della credibilità di chi riveste cariche pubbliche".
"Certo che non sbaglia. E lo spirito della mozione presentata dal Pd a Palazzo Madama, del resto, è proprio quello".
Nel documento che sarà discusso nella prossima settimana chiedete ai politici coerenza dei comportamenti pubblici e privati. Ogni riferimento al "caso Berlusconi" non sembra casuale.
"A me interessano fino a un certo punto le clamorose vicende di cronaca che vanno in scena ormai da qualche settimana a questa parte. Sempre per il sottoscritto, piuttosto, è importante l'esigenza di riflettere a proposito dei temi legati all'etica pubblica".
Per favorire un confronto politico più sereno, sarebbe utile se il premier si decidesse a spiegare di fronte al Parlamento come stanno le cose?
"Utile? Io penso che sia indispensabile, innanzi tutto nell'interesse di quel politico. La democrazia è fatta di domande, di risposte. E di consapevole trasparenza. Quella che dovrebbe spingere il primo ministro a chiarire ciò che, finora, chiaro non è. Per nessuno".
Cosa volete ottenere con la vostra mozione?
"Ripeto: noi vogliamo occuparci, in termini generali, del decoro delle cariche pubbliche e della necessità che i membri del governo, e il suo presidente, non abbiano comportamenti disdicevoli".
E' la ragione per cui indicate quelli che suonano come veri e propri "comandamenti"?
"A me piace parlare di regole capitali. Sono quattro. La prima riguarda l'esigenza di non tenere comportamenti personali in contrasto con i valori posti alla base dell'azione politica. Faccio un esempio banale: non si possono sostenere i valori della famiglia tradizionale e poi, per dire, avere l'amante. Il problema non è l'amante, ma l'incoerenza. La seconda regola riguarda il decoro legato alle cariche pubbliche. Cito l'esempio di un magistrato, così nessuno si offende".
Qual è l'esempio?
"Qualora un pubblico ministero andasse in udienza indossando calzoni corti e canottiera non sarebbe immorale, ma appunto indecoroso. Perché contribuirebbe a ledere il prestigio della magistratura e in generale delle istituzioni".
Quali sono gli altri "comandamenti"?
"La terza regola sottolinea l'obbligo di astenersi da comportamenti che possano fare solo ipotizzare un uso privato della funzione pubblica e delle sue prerogative. Immaginiamo un magistrato sotto scorta che utilizzi la vettura blindata del ministero per portare alla sua villa al mare, dove ha organizzato una festa, un paio di ballerine di rumba e un suonatore di mandolino. Sarebbe l'autore di un comportamento deontologicamente censurabile. Il ministro Alfano interverrebbe con l'azione disciplinare. E farebbe bene".
C'è, infine, il quarto "comandamento".
"E' il più semplice: il dovere di dire la verità. Il decoro delle alte funzioni pubbliche è incompatibile con le bugie. Ecco, abbiamo concluso: questo è lo statuto dei comportamenti".
Servirebbe pure ad evitare che un uomo accusato di essere uno stupratore diventi dirigente di base del Pd? Il senatore Ignazio Marino sostiene che nel Pd c'è "una questione morale grande come una montagna".
"Siamo amici e lui è un uomo di valore. Ma proprio per questo dovrebbe prestare attenzione a non fare uscite estemporanee. La vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto tredici anni fa quel coordinatore di circolo, non risulta dal certificato penale. Come l'avrebbe accertata, Ignazio Marino, se fosse dipeso da lui? E dunque: cosa c'entra con questa brutta storia la questione morale?".
Senatore Carofiglio, non c'è il rischio che lo "statuto dei comportamenti" resti un sogno ad occhi aperti?
"Dichiarare, come fanno alcuni esponenti della maggioranza, la disponibilità a discuterlo, è una novità e naturalmente ci fa piacere. Vedremo come andrà a finire. Ma voglio dire sin d'ora con chiarezza una cosa. Queste quattro, elementari regole, enunciano principi sui quali è molto difficile non essere d'accordo. Se la maggioranza dovesse respingerle mi aspetto che spieghi - a noi, ma soprattutto al Paese - qual è la sua idea del decoro, della dignità e della credibilità di chi riveste cariche pubbliche".
(LA REPUBBLICA 13 luglio 2009)
Etichette:
13 luglio 2009,
carofiglio,
condotte immorali,
decoro istituzioni,
feste palazzo grazioli,
festini premier,
INTERPELLANZA pd,
intervista,
moralità,
senatore pd
mercoledì 8 luglio 2009
Brunetta e il "sesso elegante"

Il sesso alla Brunetta. “Ritmo e eleganza”
8 luglio 2009
«Le donne sono una delle cose più belle della vita. A me piacciono eleganti, intelligenti, non dominatrici e concorrenti, accetto la sfida alla pari. Credo nella passione, è sintesi tra emozioni, cuore e testa. Per imparare ad amare bene può volerci una vita. Così anche per il sesso. Difficile essere bravi… eh… con il tempo, forse. Ci si arriva o con l’intesa o con il sentimento, ma non sempre. Io non sono così ipocrita, il sesso ha anche una sua dimensione autonoma rispetto all’amore», a dirlo è proprio il non-bellissimo ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta in un’intervista ad Antonella Boralevi , che andrà in onda oggi alle 23.30 su La7 nel nuovo programma “Capitani Coraggiosi, viaggio intorno alle inquietudini degli uomini d’oggi”. «Sì, le donne mi corteggiano molto ora che sono ministro, ma anche prima», ammette il ministro. Il sesso? Dice di essere migliorato: «Se penso a come ero io, mamma mia, imbranato come tutti, penso», ma ora dice: «ho raggiunto ritmo e eleganza». Brunetta racconta nell’intervista di quando ha conosciuto la fidanzata Titti: «In un vivaio tra piante e fiori, le ho detto buongiorno, lei prendeva delle piante e anche io cercavo delle piante, poi le abbiamo portate a casa mia». E confessa: «Mi vorrei sposare e vorrei un figlio. In astratto penso che sarei un padre palloso, insopportabile, ma forse con un bambino tuo poi diventi bravo».
fonte
mercoledì 1 luglio 2009
Michael Jackson, la sua nutrizionista:'Se prendi questa, non ti svegli più'
|
| ||||||
| (01 Lug 2009) |
lunedì 29 giugno 2009
Bari, Intervista al trans Manila." Il PM mi interroghi, ho cose interessanti da raccontare"
Patrizia D'Addario posa insieme a Manila Gorio
Manila Gorio, amica della D'Addario: «Riferirò al pm del ricatto al premier»
GRAZIA LONGO
BARIE’ stata eletta «Miss Trans» e si vede. Sorriso smagliante, occhi verdi, fisico da sballo, Manila Gorio, da 10 anni amica del cuore di Patrizia D’Addario è impegnata su una spiaggia di Trani (poco distante da Bari) a coordinare un gruppo di belle ragazze per il suo reality su Teleregione. In mezzo a queste aspiranti showgirls in passato c’era anche Barbara Montereale, ospite del premier Berlusconi sia a Palazzo Grazioli sia a Villa Certosa. «Ma solo come accompagnatrice, a Patrizia gliel’ho presentata proprio io. E sempre io ho messo in contatto altre ragazze immagine con Nicola D., detto Nick o Fashion, che poi le portava da Giampaolo Tarantini. Giampi si affidava un sacco a Fashion (il quale, secondo indiscrezioni giudiziarie sta per ricevere un avviso di garanzia per detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio, ndr)».
Patrizia le ha raccontato della notte trascorsa a Roma nella camera da letto del premier a Palazzo Grazioli?
«Certo che sì. Siamo, anzi è meglio dire eravamo, amiche come sorelle. Ognuna conosce i segreti dell’altra. E posso dire che Patrizia non ha ancora detto tutta la verità».
E che cosa secondo lei avrebbe omesso di dire quando è stata interrogata?
«La molla che ha scatenato tutto sto’ pandemonio intorno a Berlusconi. Perché è vero che lei si è infilata nel suo letto per i 2 mila euro che le ha dato Tarantini. Altrettanto vero è che ha videoregistrato momenti di intimità col presidente del Consiglio. Lo ha fatto perché è furba e già a novembre, quando è stata Roma, pensava di poter sfruttare la situazione. Ma non è stata sua l’idea di denunciare la cosa alla Procura».
E’ convinta che gliel’ha suggerito qualcuno di rivolgersi alla magistratura?
«Non proprio: è stata direttamente lei a chiedere aiuto a dei politici pugliesi spiegando il materiale bomba che aveva tra le mani».
Questa confidenza gliel’ha fatta direttamente Patrizia?
«Mi ha raccontato tutto per fila e per segno. Io l’ho sconsigliata perché mi pareva una follia, ma lei non ha voluto darmi retta».
A chi si è rivolta? A politici di sinistra, avversari di Berlusconi?
«A questa domanda preferisco non rispondere».
E’ disponibile a raccontare quanto sa ai magistrati?
«In qualsiasi momento. Anzi, le dirò di più: non riesco a capire perché mai il pm Giuseppe Scelsi non mi abbia ancora contattata. Anche solo come persona informata dei fatti. I giornali hanno parlato più volte di me e dell’amicizia con Patrizia. Eppure niente. E allora io adesso lancio un appello. Posso?».
Prego.
«Dottor Scelsi mi interroghi, perché ho cose interessanti da raccontarle».
Lei crede che Patrizia D’Addario complotti con politici nemici del premier?
«Ripeto: lo dirò solo al giudice, ma Patrizia mi aveva annunciato che se Berlusconi non l’avesse aiutata per quella storia della licenza edilizia sul terreno dove vuole fare il Bed and Breakfast, sarebbe andata a parlare con alcuni esponenti politici».
Eppure Patrizia si è candidata con il Popolo della libertà.
«Avrà avuto i suoi motivi. Di sicuro non è una di destra e poi non ha fatto un minimo di campagna elettorale: ha preso solo 7 voti».
Manila, perché negli ultimi giorni ha maturato la decisione di farsi assistere da un legale?
«Voglio tutelarmi dalle sorprese di Patrizia. Lei sa che io so. E io ho paura. L’avvocato Michele Cianci (di fronte al quale si svolge questa intervista, ndr) mi assicura la protezione di cui ho bisogno. Anche perché sembra che il fatto che io possa screditare l’immagine di Patrizia dia molto fastidio».
Si riferisce a qualche episodio in particolare?
«Qualche giorno fa da Londra sono venuti due reporter del settimanale “News of the world”, di proprietà di Murdoch, grande rivale di Berlusconi. Mi hanno intervistato e fotografato per oltre due ore. Era presente un loro collega italiano, perché io l’inglese non lo parlo bene: mi hanno chiesto mille volte se ero stata anch’io ai festini a luci rosse da Berlusconi. Io ho detto di no, ho spiegato che Patrizia s’è decisa di fare il casino che ha fatto dopo aver parlato con qualcuno. E sa com’è finita?».
No, mi dica lei come è andata a finire la storia della sua intervista.
«Che non è uscita una riga. Persino l’avvocato Cianci c’è rimasto di sasso».
Le hanno chiesto anche dell’uso della cocaina?
«A voglia! Ma lo ribadisco anche a lei: Patrizia non ha mai sniffato e neppure ha visto gente sniffare da Berlusconi. Me lo ha detto lei in persona».
Le ha confessato di essersi divertita a Palazzo Grazioli?
«Macché divertita, lei è una escort professionista. Solo che ora è diventata famosa. Ancora più famosa di Noemi. Non ho ancora capito se si è montata la testa o se ha paura di me, ma da due settimane evita di parlare con me come se avessi la peste».
Crede davvero che sia possibile?
«Come no! Non mi risponde neppure più al cellulare».
la stampa 29 giugno 2009
Etichette:
29 giugno 2009,
Bari,
cose interessanti,
d'addario,
escort,
feste villa certosa,
inchieste Tarantini,
intervista,
pm mi interroghi,
ricatto al premier,
trans Manila
sabato 9 maggio 2009
CANDIDATE PDL: INTERVISTA A LARA COMI
Altro che veline, qui si parla di candidature militanti. Dopo la vendetta a mezzo stampa di Veronica Lario, Silvio Berlusconi rilancia da Varsavia e parla, non certo a sorpresa, della manipolazione dei giornali a sinistra che avrebbero convinto anche la signora. Intanto, mentre si affastellano sospetti sule strane somiglianze tra Noemi Letizia e la progenie Berlusconi, escono i nomi delle liste del Popolo della Libertà. Sì a Barbara Matera, Licia Ronzulli e Lara Comi. Via Facebook abbiamo contattato Lara. Di lei si legge sul Corriere: nata a Garbagnate Milanese il 18 febbraio 1983 e residente a Saronno. Si è laureata in Economia e management delle imprese alla Cattolica di Milano con una tesi su «Popolazione e forze lavoro» e ha conseguito la laurea specialistica alla Bocconi con una tesi su «L'organizzazione di una società calcistica: il caso A.C. Milan». È stata portavoce locale di Forza Italia, assistente della Gelmini (allora deputata) e dal 2005 coordinatore di Forza Italia giovani Lombardia.
Oggi lavora come brand manager per la Giochi Preziosi e al telefono tende a precisare che "non è un'azienda del Presidente". Quindi si occuperà di politica a tempo pieno solo dopo un'eventuale elezione al Parlamento europeo.
Lara, cosa ne pensi delle polemiche sulle veline candidate?
Le persone non sono da valutare a priori. Bisogna capire se sono intelligenti, valutare le capacità. E comunque io non sono una velina.
Infatti. E trovarti in lista con Barbara Matera che Berlusconi ha "conosciuto tramite Letta perché è fidanzata con il figlio di un prefetto amico di Letta: è laureata ed è bellissima" non ti crea problemi?
No. Se il Presidente l'ha ritenuta idonea alla candidatura avrà i suoi motivi.
Ad esempio?
Posso dire quello che ha fatto con me.
Prego.
Ha visto il mio curriculum e i miei voti scolastici. Infatti, per prima cosa mi ha chiesto se andavo bene a scuola.
Raccontaci come vi siete conosciuti.
Ho conosciuto il Presidente nel 2004 a San Siro, gioco a calcetto e sono tifosa del Milan da sempre. Mi sono avvicinata solo per chiedere un autografo allo stadio, poi c'è stato uno scambio di mail.
Non capita tutti i giorni di iniziare a scrivere mail a Berlusconi. L'avrai colpito parecchio.
Credo sia stata la mia caparbietà perchè per ottenere quell'autografo ho scavalcato il muretto. Le guardie del corpo si sono subito avvicinate per fermarmi, ma lui leha fermate perché aveva capito.
Oltre alle polemiche sulle veline c'è stata anche lettera di Veronica Lario. Cosa ne pensi?
Sono questioni personali.
Veramente ha parlato del potere politico dell'imperatore.
Non saprei. Ripeto, io non sono una velina.
Allora torniamo alle Europee. Avrai seguito anche tu la tre giorni di preparazione in Via dell'Umiltà, quella di cui Brunetta ha parlato anche all'Era Glaciale.
Sì, è stato un corso molto tecnico. Hanno spiegato il funzionamento delle commissioni o la costituzione del Ppe, ad esempio. Poi Frattini e Brunetta hanno aggiunto alcune considerazioni sulla loro esperienza personale.
Che cosa ti ha colpito in particolare?
La complessità del funzionamento del Parlamento Europeo.
Brunetta ha detto che sono state due settimane di corso per un totale di 50 oer. Poi ha ritrattato a 30. E invece sono stati solo tre giorni.
Beh, io ho seguito tre giorni, non so se prima abbiano fatto altri corsi.
C'erano anche Angela Sozio e Eleonora Gaggioli a Via dell'Umiltà?
Sì, ma non le conosco. Guardo poca tv.
E quando ti hanno detto che eri candidata?
L'ho saputo al termine del corso. Mi hanno chiamata e ho firmato per l'accettazione.
Veniamo alle liste: Berlusconi è capolista in tutte le circoscrizioni ma è ineleggibile. Non è indice di trasparenza nei confronti dei lettori.
Lui è il Presidente e può essere candidato. E i cittadini lo sanno che non può essere eletto.
Dici?
Certo. Berlusconi è conosciuto, il nome fa da traino.
Nel Partito democratico Franceschini ha rifiutato.
Certo, avrebbe fatto una pessima figura, perché come capolista avrebbe preso molti meno voti di quanti ne prenderà Berlusconi.+
blogosfere 9 maggio 2009
Oggi lavora come brand manager per la Giochi Preziosi e al telefono tende a precisare che "non è un'azienda del Presidente". Quindi si occuperà di politica a tempo pieno solo dopo un'eventuale elezione al Parlamento europeo.
Lara, cosa ne pensi delle polemiche sulle veline candidate?
Le persone non sono da valutare a priori. Bisogna capire se sono intelligenti, valutare le capacità. E comunque io non sono una velina.
Infatti. E trovarti in lista con Barbara Matera che Berlusconi ha "conosciuto tramite Letta perché è fidanzata con il figlio di un prefetto amico di Letta: è laureata ed è bellissima" non ti crea problemi?
No. Se il Presidente l'ha ritenuta idonea alla candidatura avrà i suoi motivi.
Ad esempio?
Posso dire quello che ha fatto con me.
Prego.
Ha visto il mio curriculum e i miei voti scolastici. Infatti, per prima cosa mi ha chiesto se andavo bene a scuola.
Raccontaci come vi siete conosciuti.
Ho conosciuto il Presidente nel 2004 a San Siro, gioco a calcetto e sono tifosa del Milan da sempre. Mi sono avvicinata solo per chiedere un autografo allo stadio, poi c'è stato uno scambio di mail.
Non capita tutti i giorni di iniziare a scrivere mail a Berlusconi. L'avrai colpito parecchio.
Credo sia stata la mia caparbietà perchè per ottenere quell'autografo ho scavalcato il muretto. Le guardie del corpo si sono subito avvicinate per fermarmi, ma lui leha fermate perché aveva capito.
Oltre alle polemiche sulle veline c'è stata anche lettera di Veronica Lario. Cosa ne pensi?
Sono questioni personali.
Veramente ha parlato del potere politico dell'imperatore.
Non saprei. Ripeto, io non sono una velina.
Allora torniamo alle Europee. Avrai seguito anche tu la tre giorni di preparazione in Via dell'Umiltà, quella di cui Brunetta ha parlato anche all'Era Glaciale.
Sì, è stato un corso molto tecnico. Hanno spiegato il funzionamento delle commissioni o la costituzione del Ppe, ad esempio. Poi Frattini e Brunetta hanno aggiunto alcune considerazioni sulla loro esperienza personale.
Che cosa ti ha colpito in particolare?
La complessità del funzionamento del Parlamento Europeo.
Brunetta ha detto che sono state due settimane di corso per un totale di 50 oer. Poi ha ritrattato a 30. E invece sono stati solo tre giorni.
Beh, io ho seguito tre giorni, non so se prima abbiano fatto altri corsi.
C'erano anche Angela Sozio e Eleonora Gaggioli a Via dell'Umiltà?
Sì, ma non le conosco. Guardo poca tv.
E quando ti hanno detto che eri candidata?
L'ho saputo al termine del corso. Mi hanno chiamata e ho firmato per l'accettazione.
Veniamo alle liste: Berlusconi è capolista in tutte le circoscrizioni ma è ineleggibile. Non è indice di trasparenza nei confronti dei lettori.
Lui è il Presidente e può essere candidato. E i cittadini lo sanno che non può essere eletto.
Dici?
Certo. Berlusconi è conosciuto, il nome fa da traino.
Nel Partito democratico Franceschini ha rifiutato.
Certo, avrebbe fatto una pessima figura, perché come capolista avrebbe preso molti meno voti di quanti ne prenderà Berlusconi.+
blogosfere 9 maggio 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)