«Se abbassi la mutanda si alza l’auditelle...» il video della consigliera Pdl: «Adoro Silvio e punto a Montecitorio...»
«Se abbassi la mutanda si alza l’auditelle...» canta Francesca Pascale, solo ieri show girl in cerca di fortuna, poi fotografata all’aeroporto di Olbia in partenza per Villa Certosa, e oggi politica in ascesa, nientedimeno che responsabile provinciale Pdl allo spettacolo e sport della Provincia di Napoli. «Ora sogno Montecitorio...»
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Fonte l'Unità
Francesca Pascale: da Telecafone a Montecitorio
Qualcuno, nei giorni scorsi, ha pubblicato su youtube alcune clip che la ritraggono mentre fa da valletta sgambettante ad Oscar Di Maio, celebre protagonista di Telecafone; la seguitissima trasmissione comica di Telecapri. Un velina di provincia insomma, che, dopo aver fondato il comitato:"Silvio ci manchi" ed aver conosciuto personalmente il premier, è finita in politica. Attenzione però: la pascale ci tiene a precisare che, la sua esperienza in ambito istituzionale, nonostante abbia solo 24 anni, c'è e come: "Ero rappresentate d'istituto all'istituto d'arte Palizzi di Napoli", sottolienea la giovane Napoletana che conclude il suo "ampio" curriculum politico ricordando che: "Allo stesso tempo ero nel movimento giovanile del Pdl".
Agrippa ce la mette tutta per rendere interessante e non squallidamente banale la sua intervista ma, per quanto siano interessanti e bene articolate le domande, la Pascale sembra vittima di un lavaggio del cervello operato a base di qualunquismo ed adorazione incondizionata verso il Primo Ministro. Quando gli si chiede che cosa ne pensa della confusione tra politica e spettacolo alla quale si sta assistendo, la bella partenopea risponde che la cosa non le dispiace affatto e, anzi, la trova giusta e auspicabile purchè, ci tiene a precisare, si evitino:"Spettacoli nauseabondi come quello del teatrimo montato intorno a Noemi". In ogni caso, per chi ha voglia di rimanere basito, pubblichiamo per intero l'intervista comparsa sul corriere del Mezzogiorno...ulteriori commenti a questa nuova "rampolla" berlusconiana sono superflui; il perchè lo capirete seguendo il botta e risposta tra lei ed Agrippa.
Dunque, anche lei vanta un passato da showgirl.
«Macché showgirl. Mi piaceva lo spetta colo. L’ultima volta sono comparsa in tv in una trasmissione che si chiamava Gap ( Ge nerazione alla prova), in cui si discuteva di temi politici. Ricordo che soltanto io e un ragazzo italoamericano confessammo il no stro amore per Berlusconi».
E poi?
«Ho partecipato ad alcuni concorsi di bel lezza. Alle selezioni per Miss Italia, dove vin si la fascia di... mi sembra si chiamasse Miss Passepartout: consentiva di partecipare alle finali dell’anno successivo. E poi a Miss Grand Prix».
«A 17 anni. Alla finale di Miss Grand Prix: dovevo vincere io quel concorso. Un giudice mi avvertì: ‘‘Lei ha vinto’’, mi disse, ‘‘porti in alto l’onore di Napoli’’».
«I produttori regionali e nazionali si mi sero d’accordo per far vincere un’altra ragaz za. Mi arrabbiai. Denunciai l’organizzatore. Andai anche in tv, ospite di Alda D’Eusanio, per far scoppiare il caso. Nella vita ho su bìto tante altre ingiustizie. Non solo nel mondo dello spettacolo. Da qui, la passione per la politica, per un mondo più giusto».
«Conobbi Antonio Martusciello, l’ex coor dinatore regionale di Forza Italia: l’uomo del presidente in Campania. Me lo presentò un mio amico, Enrico Tammaro. Martusciel lo mi invitò a far parte del movimento gio vanile. Nello stesso tempo fui eletta rappresentante d’istituto. Ho frequentato una scuola con una prevalente presenza comuni sta: l’istituto d’arte Palizzi di Napoli. Pensi che dopo le stragi dell’11 settembre compar vero sulle pareti dell’edificio delle caricatu re di Bush con scritte contro gli Stati Uniti». ...
«Sì, sì, arrivo. Il 24 agosto 2004, tornan do dalle vacanze, con Fulvio Martusciello, per il quale lavoravo, mettemmo in piedi il comitato ‘‘Silvio ci manchi’’: un gruppo di ragazze e ragazzi che seguiva Berlusconi in ogni manifestazione pubblica. Fu un perio do nero: perdemmo tutte le elezioni».
Per questo il comitato ‘‘Silvio ci man chi’’ fu sciolto?
«Noooo. È che Silvio non ci manca più: da allora abbiamo vinto tutte le elezioni».
«È lei che ha litigato. Forse le dava fasti dio che i giornalisti si rivolgessero a me; che Berlusconi mi chiamasse al telefono. Mi chiese di dimettermi da presidente del co mitato per far posto a lei».
«Che si è trattato solo di una polemica. Punto e basta. Inoltre, credo che la storia pri vata del presidente Berlusconi dovesse ri manere in famiglia».
«No, mai vista. Ho sofferto tanto durante la mia campagna elettorale per le provincia li. Il caso Noemi scoppiò proprio in quei giorni, quando il presidente andò alla festa di compleanno a Casoria. Io lo incontrai sol tanto dopo, in serata, all’hotel Vesuvio».
«È vero, ho alloggiato al Vesuvio per una settimana. Camera 232: lo ricordo ancora. Quel soggiorno mi fu regalato. La mia abita zione era inagibile, a causa dei lavori di ristrutturazione. Il regalo arrivò da Gennaro D’Elia, un amico, la cui moglie ha curato la mia campagna elettorale. È tutto certifica to».
«Il 5 ottobre 2004. Lo seguivo come se fosse una rockstar, Bon Jovi. Lo conobbi a Roma, durante un pranzo con gli europarla mentari. Me lo presentarono Antonio Taja ni e suo cugino. Arrivai con la maglietta con su scritto: ‘‘Silvio ci manchi’’. E lui: ‘‘Ah, finalmente ti conosco’’».
«Adorazione vera. Ereditata dai miei geni tori. Mio padre, io ero piccolissima, tornò a casa da Milano e ci parlò di Milano 2 e Mila no 3 e di questo imprenditore straordina rio. Mia mamma, che ho perso non molto tempo fa, prima di andarsene mi disse: ‘‘Sa lutami il presidente’’. Ora, quando sento Berlusconi al telefono o lo incontro a Roma gli chiedo sempre qualche consiglio. Lui mi fa: ‘‘Allora, cosa hai prodotto di buono? Ab biamo studiato?».
«Sì, ma dopo di me. In prefettura a Napo li, al termine di una manifestazione: ha an che una foto ricordo con il presidente».
«No, da napoletana sfegatata non condi vido la sua fede per il Milan. E la sua eccessi va bontà ».
«Penso siano ambiti non così distanti. Lo spettacolo come palcoscenico serio serve a divertire e ad educare. La politica è spettaco lo quotidiano. Poi, c’è lo spettacolo nauseabondo: il teatrino della politica, quello che monta un caso intorno a Noemi».
«Che la politica non faccia più parte del teatrino».
«Che io possa arrivare, un giorno, a sede re tra i banchi di Montecitorio. Ma anche un nuovo scudetto per il Napoli. Sono una pati ta. Vado da sempre allo stadio. In curva, una volta, finii nel bel mezzo di una rissa. Tornai a casa sporca di sangue. Da allora promisi a mia mamma di frequentare il set tore dei Distinti».
«Il Napoli è una fede. Il Pdl un obietti vo».
«Se Mara accettasse mi farebbe piacere perché è una donna. Con Cosentino avrem mo un politico di esperienza. Con tutta la stima che nutro per il presidente degli indu striali Lettieri, preferisco comunque un poli tico».
«In Sardegna, a Porto Cervo... Scherzo. Al le Eolie. Anche se dalla Sardegna ho ricevu to tanti inviti».
«No, lui non andrà. Ho ricevuto inviti da tanti altri amici».
Ps in allegato trovate anche il video di una trasmissione di Telecafone nella quale compare la Pascale
JULIE NEWS- Corriere del mezzogiorno 11 agosto 2009-