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domenica 27 dicembre 2009
domenica 8 novembre 2009
Marrazzo, indagini sul sondaggista Crespi che spedì sms per avvertire del video
Luigi Crespi, che anni fa lavorò per Berlusconi, forse sarà sentito dagli investigatori
Marrazzo, indagini sul sondaggista che spedì sms per avvertire del video
Nuovi verbali: il pusher accompagnato dai carabinieri
di ELSA VINCI e MARINO BISSO
ROMA - Un sms inviato dal sondaggista Luigi Crespi a svariati giornalisti e pare rigirato anche a politici del centrodestra del Lazio. Già a fine settembre erano in molti a essere stati informati dell'esistenza di un video che ritraeva l'allora governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo in compagnia di trans. La procura che indaga sul ricatto ai danni dell'ex presidente non l'ha ancora acquisito. Ma presto lo farà. L'esistenza del messaggio è stata già confermata da alcuni giornalisti. E anche Crespi, in passato sondaggista di Berlusconi, potrebbe essere sentito dagli investigatori che vogliono comprendere come e perché fosse a conoscenza del video e se ne fosse stata proposta la vendita a esponenti del centrodestra, avversari politici in Regione di Marrazzo.
Il filmato sarebbe diverso da quello girato in via Gradoli, il 3 luglio, dove si vede Marrazzo con il trans Natalie e la cocaina. Gli investigatori ritengono che si possa trattare invece del secondo video, con due trans, a cui fa riferimento invece Brenda che però aveva dichiarato agli inquirenti di non averlo più. Le trattative e l'ipotesi di ricettazione sono i prossimi passi su cui si muove la procura che è intenzionata a contestare nuove accuse ai quattro in carcere con l'accusa di aver rapinato l'ex governatore.
Per gli inquirenti il video con trans e coca fu realizzato dai carabinieri e non da Gianguarino Capasso, il pusher dei trans. La conferma arriva da un cittadino romeno, forse un confidente, ascoltato dagli investigatori del Ros e dai pm Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli. I quattro carabinieri sono sospettati anche di altri gravi reati. Per gli investigatori avrebbero "coperto" una banda di romeni specializzata in rapine in villa e appartamenti nei quartieri residenziali di Roma Nord ai danni di imprenditori, giornalisti e personaggi dello spettacolo. Tra questi forse anche Renzo Arbore. continua a leggere
Marrazzo, indagini sul sondaggista che spedì sms per avvertire del video
Nuovi verbali: il pusher accompagnato dai carabinieri
di ELSA VINCI e MARINO BISSO
ROMA - Un sms inviato dal sondaggista Luigi Crespi a svariati giornalisti e pare rigirato anche a politici del centrodestra del Lazio. Già a fine settembre erano in molti a essere stati informati dell'esistenza di un video che ritraeva l'allora governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo in compagnia di trans. La procura che indaga sul ricatto ai danni dell'ex presidente non l'ha ancora acquisito. Ma presto lo farà. L'esistenza del messaggio è stata già confermata da alcuni giornalisti. E anche Crespi, in passato sondaggista di Berlusconi, potrebbe essere sentito dagli investigatori che vogliono comprendere come e perché fosse a conoscenza del video e se ne fosse stata proposta la vendita a esponenti del centrodestra, avversari politici in Regione di Marrazzo.
Il filmato sarebbe diverso da quello girato in via Gradoli, il 3 luglio, dove si vede Marrazzo con il trans Natalie e la cocaina. Gli investigatori ritengono che si possa trattare invece del secondo video, con due trans, a cui fa riferimento invece Brenda che però aveva dichiarato agli inquirenti di non averlo più. Le trattative e l'ipotesi di ricettazione sono i prossimi passi su cui si muove la procura che è intenzionata a contestare nuove accuse ai quattro in carcere con l'accusa di aver rapinato l'ex governatore.
Per gli inquirenti il video con trans e coca fu realizzato dai carabinieri e non da Gianguarino Capasso, il pusher dei trans. La conferma arriva da un cittadino romeno, forse un confidente, ascoltato dagli investigatori del Ros e dai pm Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli. I quattro carabinieri sono sospettati anche di altri gravi reati. Per gli investigatori avrebbero "coperto" una banda di romeni specializzata in rapine in villa e appartamenti nei quartieri residenziali di Roma Nord ai danni di imprenditori, giornalisti e personaggi dello spettacolo. Tra questi forse anche Renzo Arbore. continua a leggere
venerdì 6 novembre 2009
Marrazzo,Masi: "Angelucci ha visto il video da me, curioso che lo neghi"
di Paturnio
Questo articolo è importante perchè Marrazzo aveva sospeso la convenzione con la Regione Lazio ad alcune cliniche di Angelucci.Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani tra cui Il Manifesto, Marrazzo aveva deciso di non procedere alla chiusura di due ospedali pubblici del Lazio, sospendendo invece la convenzione ad un paio di cliniche di Angelucci, una delle quali avrebbe rischiato il fallimento, sempre secondo il Manifesto.
Parla la titolare dell'agenzia fotografica che ha cercato di vendere il filmato
"Hanno potuto guardarlo anche Signorini e Belpietro. Corona? Fastidioso"
Masi: "Angelucci ha visto il video da me è curioso che lui neghi, io confermo"
di PAOLO BERIZZI
L'agenzia Masi
MILANO - Alle quattro del pomeriggio nel suo ufficio di viale Monza - la stessa strada dove aveva sede l'agenzia Corona's di Fabrizio Corona e dove si trovano gli uffici della LM production di Lele Mora - Carmen Masi, titolare con il marito Domenico dell'agenzia Photo Masi, dice che nella vicenda del video di Marrazzo ha letto cose "curiose". "Ma mi lasciano indifferente, perché io ho raccontato la verità".
Si riferisce alla smentita di Giampaolo Angelucci, l'editore di Libero, che ha negato di averla incontrata e di aver visionato il filmato nella sua agenzia?
"Sì. E' curioso che smentisca e non capisco perché lo abbia fatto. Da parte mia confermo che il 14 ottobre, intorno alle 12, il signor Angelucci, mai conosciuto prima, è venuto qui alla Photo Masi e ha visionato il video sul nostro pc. Mi ha detto che gli interessava e che mi avrebbe fatto sapere".
E poi?
"Più sentito. Lo stesso giorno informai Signorini (direttore di "Chi" e "Tv Sorrisi e Canzoni") dell'incontro con Angelucci, e fu lo stesso Signorini, verso le 17, a chiamarmi dicendomi di fermare tutto perché "Panorama" era interessato a comprare il filmato".
Ai carabinieri lei racconta che prima ancora Signorini le prospetta un interessamento da parte di "Libero".
"Ho detto tutto nel verbale di quella notte, quando i militari suonano alla mia porta alle 4.15 per sequestrare il video. I direttori che l'hanno visionato, per quanto ne so io, sono Signorini e Belpietro (direttore di "Libero"), oltre all'inviato di "Oggi" Giangavino Sulas".
Fu lei a proporre il filmato a Signorini, o Signorini, come altri giornalisti, già sapeva che circolava?
"Fui io a contattarlo. Il 5 ottobre, assieme a mio marito e al nostro avvocato, andai a Segrate a mostrarglielo. Ma non se ne fece nulla. Poi tutto quanto è trasceso".
Può ricostruire dall'inizio la storia di questo video?
"Primi di agosto. Massimiliano Scarfone, nostro corrispondente da Roma (lo stesso paparazzo delle foto di Sircana) mi chiama: "C'è un video interessante che si può vendere". Lo vedo, ne parlo con il mio avvocato (Eller Vanicher) che mi dà l'ok. Lo propongo a Brindani (condirettore di "Oggi") ma la trattativa naufraga. Così decido di contattare Signorini".
Scusi, ma lei stava cercando di vendere un filmato realizzato abusivamente, messo in circolazione da una banda di criminali.
"Come potevo immaginarlo? Che ne sapevo che dietro c'era tutta questa storiaccia?".
Scarfone lo ha avuto da uno dei carabinieri arrestati.
"Con i nostri corrispondenti c'è un rapporto di fiducia. E poi, soprattutto per scoop importanti, non si chiede mai chi è la fonte. Anche perché sarebbe inutile, è come domandarlo a un giornalista. Se arriva un fotografo e ti dice "c'è quel personaggio che si incontra con tizio o con caio" non gli chiedi chi lo ha messo sulla pista giusta. Guardi il materiale e basta, e se è interessante provi a venderlo, come abbiamo fatto".
Possibile che non l'abbia nemmeno sfiorata l'idea che quel filmato era roba scivolosa?
"Volevo far fare una perizia, ho cercato un perito ma non l'ho trovato".
Che cosa l'ha colpita di più di tutta questa vicenda?
"Che un presidente di Regione non denunci un ricatto. Io, che sono una cittadina comune, mi sarei subito rivolta alla magistratura. Lo dico anche contro quello che poteva essere il mio interesse commerciale".
La sua agenzia era già stata al centro di polemiche per il caso Sircana. Dopo questa nuova bufera avete avuto o vi aspettate delle ricadute negative?
"No. Ho provato solo un fastidio urticante sentendo dire a Corona che il nostro metodo di lavoro è lo stesso che usava lui, solo che lui è finito in carcere e a noi nemmeno un avviso di garanzia. Sono affermazioni che non stanno in piedi e che offendono la professionalità della mia agenzia".
la repubblica 3 novembre 2009
Questo articolo è importante perchè Marrazzo aveva sospeso la convenzione con la Regione Lazio ad alcune cliniche di Angelucci.Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani tra cui Il Manifesto, Marrazzo aveva deciso di non procedere alla chiusura di due ospedali pubblici del Lazio, sospendendo invece la convenzione ad un paio di cliniche di Angelucci, una delle quali avrebbe rischiato il fallimento, sempre secondo il Manifesto.
Parla la titolare dell'agenzia fotografica che ha cercato di vendere il filmato
"Hanno potuto guardarlo anche Signorini e Belpietro. Corona? Fastidioso"
Masi: "Angelucci ha visto il video da me è curioso che lui neghi, io confermo"
di PAOLO BERIZZI
L'agenzia Masi
MILANO - Alle quattro del pomeriggio nel suo ufficio di viale Monza - la stessa strada dove aveva sede l'agenzia Corona's di Fabrizio Corona e dove si trovano gli uffici della LM production di Lele Mora - Carmen Masi, titolare con il marito Domenico dell'agenzia Photo Masi, dice che nella vicenda del video di Marrazzo ha letto cose "curiose". "Ma mi lasciano indifferente, perché io ho raccontato la verità".
Si riferisce alla smentita di Giampaolo Angelucci, l'editore di Libero, che ha negato di averla incontrata e di aver visionato il filmato nella sua agenzia?
"Sì. E' curioso che smentisca e non capisco perché lo abbia fatto. Da parte mia confermo che il 14 ottobre, intorno alle 12, il signor Angelucci, mai conosciuto prima, è venuto qui alla Photo Masi e ha visionato il video sul nostro pc. Mi ha detto che gli interessava e che mi avrebbe fatto sapere".
E poi?
"Più sentito. Lo stesso giorno informai Signorini (direttore di "Chi" e "Tv Sorrisi e Canzoni") dell'incontro con Angelucci, e fu lo stesso Signorini, verso le 17, a chiamarmi dicendomi di fermare tutto perché "Panorama" era interessato a comprare il filmato".
Ai carabinieri lei racconta che prima ancora Signorini le prospetta un interessamento da parte di "Libero".
"Ho detto tutto nel verbale di quella notte, quando i militari suonano alla mia porta alle 4.15 per sequestrare il video. I direttori che l'hanno visionato, per quanto ne so io, sono Signorini e Belpietro (direttore di "Libero"), oltre all'inviato di "Oggi" Giangavino Sulas".
Fu lei a proporre il filmato a Signorini, o Signorini, come altri giornalisti, già sapeva che circolava?
"Fui io a contattarlo. Il 5 ottobre, assieme a mio marito e al nostro avvocato, andai a Segrate a mostrarglielo. Ma non se ne fece nulla. Poi tutto quanto è trasceso".
Può ricostruire dall'inizio la storia di questo video?
"Primi di agosto. Massimiliano Scarfone, nostro corrispondente da Roma (lo stesso paparazzo delle foto di Sircana) mi chiama: "C'è un video interessante che si può vendere". Lo vedo, ne parlo con il mio avvocato (Eller Vanicher) che mi dà l'ok. Lo propongo a Brindani (condirettore di "Oggi") ma la trattativa naufraga. Così decido di contattare Signorini".
Scusi, ma lei stava cercando di vendere un filmato realizzato abusivamente, messo in circolazione da una banda di criminali.
"Come potevo immaginarlo? Che ne sapevo che dietro c'era tutta questa storiaccia?".
Scarfone lo ha avuto da uno dei carabinieri arrestati.
"Con i nostri corrispondenti c'è un rapporto di fiducia. E poi, soprattutto per scoop importanti, non si chiede mai chi è la fonte. Anche perché sarebbe inutile, è come domandarlo a un giornalista. Se arriva un fotografo e ti dice "c'è quel personaggio che si incontra con tizio o con caio" non gli chiedi chi lo ha messo sulla pista giusta. Guardi il materiale e basta, e se è interessante provi a venderlo, come abbiamo fatto".
Possibile che non l'abbia nemmeno sfiorata l'idea che quel filmato era roba scivolosa?
"Volevo far fare una perizia, ho cercato un perito ma non l'ho trovato".
Che cosa l'ha colpita di più di tutta questa vicenda?
"Che un presidente di Regione non denunci un ricatto. Io, che sono una cittadina comune, mi sarei subito rivolta alla magistratura. Lo dico anche contro quello che poteva essere il mio interesse commerciale".
La sua agenzia era già stata al centro di polemiche per il caso Sircana. Dopo questa nuova bufera avete avuto o vi aspettate delle ricadute negative?
"No. Ho provato solo un fastidio urticante sentendo dire a Corona che il nostro metodo di lavoro è lo stesso che usava lui, solo che lui è finito in carcere e a noi nemmeno un avviso di garanzia. Sono affermazioni che non stanno in piedi e che offendono la professionalità della mia agenzia".
la repubblica 3 novembre 2009
venerdì 30 ottobre 2009
mercoledì 28 ottobre 2009
martedì 27 ottobre 2009
giovedì 8 ottobre 2009
LODO ALFANO:TELEFONATA BERLUSCONI PORTA A PORTA (VIDEO)
Berlusconi telefona a Porta a Porta: processi farsa, mi difenderò in tv. Battibecco con Bindi e Casini
Il premier alla Bindi: lei è sempre più bella che intelligente
Berlusconi: «Vado avanti, la Corte è di sinistra e Napolitano sapete da che parte sta»
ROMA (7 ottobre) - «La Consulta non è un organo di garanzia ma un organo politico» e con il pronunciamento odierno sul lodo Alfano «si è contraddetta rispetto a quanto fece 4 anni fa» sul lodo Schifani, ha detto il premier intervenendo telefonicamente a Porta a Porta. «Oggi - ha aggiunto - la Corte è occupata e dominata da 11 giudici di sinistra e 4 che non sono di sinistra. Non c'è nessuna speranza di decisioni autonome».
«Napolitano viene da ex maggioranza di sinistra». «In Italia abbiamo una minoranza di giudici di sinistra, una stampa di sinistra con a capo Repubblica, una Rai che, a parte lei signor Vespa, va contro il governo, e in più un capo dello Stato espressione della vecchia maggioranza di sinistra». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente a Porta a Porta, stasera incentrata sulla bocciatura del Lodo Alfano. «Su Napolitano - ha aggiunto Berlusconi - ho detto quello che penso: non ho nulla da modificare sulle mie dichiarazioni che potrebbero essere anche più esplicite e più dirette».
«Processi farsa, mi difenderò in tv». «Ci sono due processi che sono due farse, non solo andrò in tribunale per difendermi ma andrò alla radio, in tv, sui giornali ed esporrò la sostanza di questi processi agli italiani, poi voglio vedere se ci sarà un collegio, come quello del processo Mills, tutto di giudici di sinistra, che avrà il coraggio di emettere una sentenza contro la realtà».
«Il presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che la legge sarebbe stata approvata dalla Consulta, posta la sua nota influenza sui giudici di sinistra della Corte». L'affermazione del premier ha provocato un'immediata reazione in studio da parte di Rosy Bindi che ha giudicato gravissima questa posizione.
«Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente - ha replicato secco Berlusconi - Non mi interessa nulla di quello che lei eccepisce».
Anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha giudicato «un'accusa inaccettabile» nei riguardi di Napolitano le parole del premier.
«Non accuso il capo dello Stato - ha risposto Berlusconi - prendo atto di una situazione in cui c'erano certi suoi comportamenti e sappiamo tutti quali relazioni intercorrano tra i capi dello Stato e i membri della Consulta. Sono da anni in politica, so quali siano i rapporti che intercorrono».
Il presidente del Consiglio ha anche confermato che «certamente» il governo farà la riforma della giustizia.
IL MESSAGGERO 7 OTTOBRE 2009
tag lodo alfano, bocciatura, telefonata berlusconi, porta a porta, 7 ottobre 2009, bruno vespa
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venerdì 2 ottobre 2009
PATRIZIA D'ADDARIO ANNOZERO: INTERVISTA (VIDEO COMPLETO)
BELPIETRO VS PATRIZIA D'ADDARIO (2 PARTE INTERVISTA D'ADDARIO)
PATRIZIA D'ADDARIO SULL'HAREM DI BERLUSCONI
giovedì 1 ottobre 2009
venerdì 25 settembre 2009
mercoledì 23 settembre 2009
Nobel a Berlusconi, inno: "La pace può" (video e testo)
Nobel per la pace a Berlusconi: l’inno ufficiale della candidatura del premier
Il testo de “La pace può”
La pace può
ripeterò
queste parole senza smettere
E il vento penserà a diffonderle
e il mondo ascolterà
La pace può
guarda anche tu
l’Abruzzo si risveglia incredulo
la neve e il sole
che s’incontrano
e la tua mano è qua
C’è un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà
Siamo qui per te
cuore e anima
un Nobel di pace
Silvio grande è
Siamo qui per te
coro unanime
un’unica voce
Silvio Silvio grande è
La pace può
miracolo
la guerra è stata solo un incubo
voglio un abbraccio che sia unico
e dove sei sarò
C’è un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà
Siamo qui per te
cuore e anima
un Nobel di pace
Silvio grande è
Siamo qui per te
coro unanime
un’unica voce
Silvio Silvio grande è
Il comitato, con tanto di sito internet e presidente onorario (il professor Antonino Zichichi) c’era già. L’obiettivo è di quelli ambiziosi: far vincere ad un italiano, dopo 92 anni, il premio Nobel per la pace. Il candidato, però, non è un italiano qualsiasi, ma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Per convincere la giuria, ora, il comitato ha anche composto ad hoc una canzone, “La pace può”. Scopo del pezzo, ricordare alla giuria svedese i meriti del premier, per esempio la gestione del terremoto dell’Aquila: «L’Abruzzo si risveglia incredulo, la neve e il sole che s’incontrano e la tua mano è qua».
Pazienza se l’arrangiamento è un po’ fiacco e la melodia già sentita. Il messaggio che i fan di Berlusconi vogliono far passare è un altro: «Siamo qui per te, cuore e anima, un Nobel di pace, Silvio grande è. Siamo qui per te, coro unanime, un’unica voce, Silvio Silvio grande è».
Stavolta, a differenza delle collaborazioni con Mariano Apicella, il premier non ha contribuito alla creazione. Al contrario, la canzone, scritta da Loriana Lana e interpretata insieme al tenore Sergio Panajia è una sorpresa per compleanno del presidente (73 anni il il 29 settembre).
Il brano, che segue di pochi mesi la marcetta «Silvio forever», sarà l’inno ufficiale del comitato «Silvio per il Nobel», che da mesi raccoglie sottoscrizioni per la candidatura del presidente del Consiglio al prestigioso premio di Stoccolma nel febbraio 2010.
L’ultimo italiano a riuscire nell’impresa era stato, nel 1907, il giornalista e patriota Ernesto Teodoro Moneta.
Il testo de “La pace può”
La pace può
ripeterò
queste parole senza smettere
E il vento penserà a diffonderle
e il mondo ascolterà
La pace può
guarda anche tu
l’Abruzzo si risveglia incredulo
la neve e il sole
che s’incontrano
e la tua mano è qua
C’è un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà
Siamo qui per te
cuore e anima
un Nobel di pace
Silvio grande è
Siamo qui per te
coro unanime
un’unica voce
Silvio Silvio grande è
La pace può
miracolo
la guerra è stata solo un incubo
voglio un abbraccio che sia unico
e dove sei sarò
C’è un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà
Siamo qui per te
cuore e anima
un Nobel di pace
Silvio grande è
Siamo qui per te
coro unanime
un’unica voce
Silvio Silvio grande è
Il comitato, con tanto di sito internet e presidente onorario (il professor Antonino Zichichi) c’era già. L’obiettivo è di quelli ambiziosi: far vincere ad un italiano, dopo 92 anni, il premio Nobel per la pace. Il candidato, però, non è un italiano qualsiasi, ma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Per convincere la giuria, ora, il comitato ha anche composto ad hoc una canzone, “La pace può”. Scopo del pezzo, ricordare alla giuria svedese i meriti del premier, per esempio la gestione del terremoto dell’Aquila: «L’Abruzzo si risveglia incredulo, la neve e il sole che s’incontrano e la tua mano è qua».
Pazienza se l’arrangiamento è un po’ fiacco e la melodia già sentita. Il messaggio che i fan di Berlusconi vogliono far passare è un altro: «Siamo qui per te, cuore e anima, un Nobel di pace, Silvio grande è. Siamo qui per te, coro unanime, un’unica voce, Silvio Silvio grande è».
Stavolta, a differenza delle collaborazioni con Mariano Apicella, il premier non ha contribuito alla creazione. Al contrario, la canzone, scritta da Loriana Lana e interpretata insieme al tenore Sergio Panajia è una sorpresa per compleanno del presidente (73 anni il il 29 settembre).
Il brano, che segue di pochi mesi la marcetta «Silvio forever», sarà l’inno ufficiale del comitato «Silvio per il Nobel», che da mesi raccoglie sottoscrizioni per la candidatura del presidente del Consiglio al prestigioso premio di Stoccolma nel febbraio 2010.
L’ultimo italiano a riuscire nell’impresa era stato, nel 1907, il giornalista e patriota Ernesto Teodoro Moneta.
domenica 20 settembre 2009
sabato 19 settembre 2009
L'Aquila,/Campo San Gregorio: video shock
Il giorno della consegna delle casette di Onna, gli sfollati dela tendopoli di San Gregorio vengono a sapere che non solo per loro non ci sarà nulla, ma verranno anche deportati lontano dal loro paese contro il loro volere.
Le casette di Onna sono costate 800 euro al mq completamente arredate, completamente removibili, sono bellissime e dotate di ogni confort e sono soluzioni assolutamente non invasive e temporanee, mentre quelle del progetto C.A.S.E. di Berlusconi sono costosissime (2.800 euro al mq), e non sono pronte.Per costruirle hanno sfondato montagne, non verranno mai rimosse e usurpano la bellezza del territorio, non le ha volute il popolo, che è stato sempre contrarissimo a questa soluzione!
Dopo 5 mesi di tendopoli, ora viene detto loro che dovranno arrangiarsi da soli...
19 SETTEMBRE 2009
mercoledì 16 settembre 2009
sabato 12 settembre 2009
Brunetta, il delirio:"Gli stiamo facendo un mazzo così" (video)
Video contro il "culturame parassitario" per cui Michele Placido ha annunciato di volerlo querelare: guarda il video
"Un video imperdibile, un capolavoro comico. Da "sono un uomo di sinistra" a "quanto dobbiamo tutti a Berlusconi" fino a "Noi popolo di Berlusconi siamo gli smontatori di questa Italia"
Il ministro della Funzione Pubblica, intervenuto alle giornate politiche del PDL, a Gubbio, si è cimentato in uno degli show più farseschi della sua storia personale di politico socialista - berlusconiano e di mancato premio Nobel all'Economia.
In questa prima parte, in un delirio inarrestabile, sclera contro l'Italia parassita e minoritaria della sinistra, contro i cattivi dipendenti pubblici, contro i fannulloni magistrati, contro gli inefficienti poliziotti, contro le cattive banche e via di questo fanatico furore.
Al minuto 4.15: "Il 6, 70, 80% del paese si fa un culo così, rischia tutti i giorni, vive con le regole della meritocrazia, della trasparenza e della flessibilità. C'è un'altra parte dell'Italia che non vive di queste regole, è l'Italia che non rischia nulla, è l'Italia della rendita, delle corporazioni, dei furbi e dei fannulloni. L'Italia delle scorciatoie, degli amici degli amici. E' un popolo minoritario che ha tanta forza e tanto tempo per farsi rappresentare in maniera potente. E' l'Italia peggiore, l'Italia sporca.". Cioè, secondo il pensiero del genio economico del paese, è L'Italia di sinistra. Continua a leggere
fonte:
dal sito:http://gisa.splinder.com/post/21297545/Brunetta+Delirio+Show
sabato 15 agosto 2009
INTERCETTAZIONI CARFAGNA-BERLUSCONI (video)
Questo video ripercorre tutto quello che si è detto su quelle famose intercettazioni mai uscite su l'Espresso. Guarda il video
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