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venerdì 20 novembre 2009

BRENDA, TRANS TROVATA CARBONIZZATA NEL SUO APPARTAMENTO (TUTTI GLI ARTICOLI)

la fine della trans coinvolta nel caso Marrazzo

Caso Marrazzo, Brenda trovata carbonizzata nel suo appartamento

Indaga la polizia scientifica. Accanto al corpo una bottiglia di whisky e due valigie pronte

La vicenda di sesso e droga che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si tinge di un colore sempre più nero. Stamane, nel suo appartamento di via Due Ponti a Roma, è stato rinvenuto il corpo carbonizzato di Brenda, la trans coinvolta nel presunto ricatto a Marrazzo. Al momento la polizia scientifica ha raccolto pochi elementi che possano far luce sull'accaduto.

Come in una trama di un romanzo “noir” o meglio “hard boiled” cioè dalle tinte forti ed esplicite, Brenda, la trans coinvolta nella vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, è stata trovata morta carbonizzata nel suo appartamento di via dei Due Ponti a Roma.


Secondo le prime indagini condotte dalla polizia scientifica accanto al corpo di Brenda è stata trovata una bottiglia di whisky e due valigie pronte. Altre trans hanno riferito che la loro amica aveva il morale a terra confessando di non farcela più ad andare avanti.


Al momento non esistono testimonianze che possano fare luce sulla morte di Brenda a parte quello che riferiscono i vicino circa il trambusto proveniente dall'appartamento nella notte e l'incendio sviluppatosi dopo.


E' comunque certo che da quando la trans era stata ascoltata in qualità di testimone dalla Procura di Roma il 2 novembre, nell'ambito del presunto ricatto ai danni di Marrazzo, la sua vita era stata sempre più movimentata, lo testimonian alcuni episodi come la rissa del 9 novembre nella quale era rimasta coinvolta sulla via Cassia e il seguente fermo da parte dei Carabinieri.

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venerdì 3 luglio 2009

Time: "La politica italiana sempre più reality show" e il Cavaliere ne è "il produttore"

Il settimanale economico internazionale: "Tappa la bocca a chi critica"

Economist "Il vero scandalo? Berlusconi che nega la crisi"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


Economist: "Il vero scandalo? Berlusconi che nega la crisi"
LONDRA - Il padrone di casa del G8, il summit dei grandi della terra che si tiene la settimana prossima all'Aquila, ha "tanti luridi scandali" domestici: ma il più grosso dovrebbe essere il suo rifiuto di riconoscere i problemi economici dell'Italia. Così scrive l'Economist in un ampio servizio dedicato a Silvio Berlusconi nel numero oggi in edicola. Il settimanale concentra l'attenzione su un aspetto singolare del vertice: vedendo i danni causati dal terremoto all'Aquila, i leader del G8 potrebbero pensare che anche le loro economie sono state scosse fino alle fondamenta dalla recessione globale. Ma uno di essi non lo pensa: "Il primo ministro italiano insiste che la recessione, nel suo paese, non sarà severa né prolungata come altrove".

L'Economist osserva che, a prima vista, ciò può apparire veritiero. Il sistema bancario italiano, avendo vissuto isolato e protetto dal resto del mondo, non ha sofferto i disastri di banche americane o britanniche. E un'economia fatta di tante piccole industrie non porta la crisi in prima pagina come fa, negli Usa, il collasso di un gigante quale la General Motors. Ma l'autorevole periodico (un milione e mezzo di copie di tiratura, vendute in tutto il mondo, la maggior parte fuori dal Regno Unito, il che gli dà il titolo di primo vero giornale globale) nota i fattori negativi della nostra economia: la dipendenza dalla esportazioni, l'enorme debito pubblico, la mancanza di riforme per liberalizzare il mondo del lavoro e riformare il sistema pensionistico. L'Economist elenca le previsioni allarmistiche sul futuro dell'Italia fatte negli ultimi tempi da organismi internazionali e dalla stessa Banca d'Italia, sottolineando che Berlusconi ha reagito a questi dati arrabbiandosi, affermando che bisogna "chiudere la bocca a chi parla di crisi", e suggerendo alle aziende di non fare pubblicità sui giornali che spargono pessimismo.

Conclude il settimanale: "Avendo già incrinato la propria credibilità con la sua vita privata, rifiutando di mantenere l'impegno di spiegare in parlamento la sua relazione con un'aspirante modella 18enne, e ritorvandosi ora a dover rispondere a un mucchio di storie su call-girl intrattenute nella sua residenza di Roma, il premier non può permettere che le sue affermazioni sulla salute dell'economia siano contraddette da prove lampanti davanti agli occhi e alle orecchie degli elettori".

Di Berlusconi si occupa anche l'americano Time. Ospitando il G8 all'Aquila, il premier italiano sperava di attirare attenzioni positive su di sé e sul suo paese, scrive il settimanale, ma invece "sono le storie sulle feste del premier che catturano l'immaginazione". Time ricostruisce i vari scandali da Noemi a Patrizia D'Addario, riferendo dell'inchiesta dei pm pugliesi e notando che Berlusconi liquida tutte le polemiche come "spazzatura" e pettegolezzi. "E' possibile, se le indagini sulla prostituzione porteranno a conclusioni imbarazzanti, che Berlusconi debba dimettersi, aprendo la strada a un governo a interim guidato da qualcuno come il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi o il ministro dell'Economia Giulio Tremonti", afferma Time. Ma aggiunge anche che è presto per dare Berlusconi per spacciato: la politica italiana sembra sempre di più un reality show, "e Berlusconi non soltanto è il campione in carica dei reality show, ne è anche il produttore esecutivo".

(la repubblica 3 luglio 2009)

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