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venerdì 12 novembre 2010

Crisi Governo, Bossi: Se Silvio non si muove la valanga scende


Governo, Bossi insiste: "O Berlusconi si muove o è valanga"
venerdì 12 novembre 2010

ROMA (Reuters) - Il leader della Lega Nord Umberto Bossi insiste nel suo invito a Silvio Berlusconi a dimettersi per dare vita ad una "crisi pilotata".

L'invito del Senatur è contenuto in un articolo della Padania ripreso nel titolo di apertura del giornale: "Se Silvio non si muove, la valanga scende".

L'articolo riporta le frasi dette da Bossi al suo rientro ieri sera nella sede della Lega Nord a Milano, dopo il faccia a faccia romano con Gianfranco Fini e il "lungo colloquio telefonico" (come dice la Padania) con Berlusconi, in Corea per il G20.

Il quotidiano riporta quanto detto da Bossi al suo rientro a Milano: "Di spazio per una trattativa ancora ce n'è, ma deve muoversi Berlusconi. Deve andare da Fini ad incontrarlo perché una crisi al buio sarebbe troppo pericolosa, per lui ma anche per il Paese".

Insomma, alla crisi non ci sono alternative e "se Silvio non si muove, la valanga scende".

Bossi riferisce che, nel suo colloquio con Fini, il presidente della Camera non ha "inserito in alcun modo il federalismo nella trattativa. Perché il federalismo ormai va avanti comunque".

Ha invece parlato di riforma elettorale, senza "riferimenti a modelli precisi". "Altro elemento che lascia ipotizzare che un riavvicinamento, con un po' di buona volontà, sarebbe possibile", conclude il quotidiano leghista.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

venerdì 11 settembre 2009

Nucleare: Ecco la lista dei siti

Nucleare: salta fuori la lista dei siti, pericolosamente vicino alla Lombardia c’è Caorso

nucleare
Sulla stampa è apparsa oggi una lista dei possibili siti dove il governo potrebbe localizzare le due o tre centrali nucleari che ha intenzione di costruire da qui al 2025, spendendo dai 20 ai 25 miliardi di euro pagati da tutti gli italiani.

L’unico sito vicino alla Lombardia è Caorso, nel piacentino. Chiediamo a Formigoni di dichiarare la Lombardia libera dal nucleare e di ribadire che la Lombardia è autosufficiente per quel che riguarda la produzione elettrica e che quindi non c’è bisogno di nuove centrali, tanto meno atomiche. Chiediamo che si intervenga subito per bloccare prima che parta un percorso sbagliato che non risolve i problemi di sicurezza energetica della Lombardia e dell’Italia.

Chiediamo sempre a Formigoni di convincere Berlusconi a fare marcia indietro sull’atomo, perché non conviene agli italiani e alle imprese, e, guarda caso, è anche un filino pericoloso.

Da nostri calcoli, sulla base di studi e stime del Politecnico di Milano, risulta che al 2020 investendo 20 miliardi di euro in iniziative di risparmio energetico, piccola cogenerazione diffusa e rinnovabili potremmo realizzare l’equivalente di 50 mila megawatt di potenza.

Il piano nucleare di Berlusconi con 25 miliardi di euro realizzerebbe solo 6400 megawatt entro il più lontano 2025. L’atomo si vince con i numeri.

Ps: Secondo la lista diffusa da Metronews.it questi i siti dove il governo potrebbe realizzare le quattro centrali secondo uno studio non ufficiale:

1) Monfalcone (Gorizia, Friuli).
2) Scanzano Jonico (Matera)
3) Palma (Agrigento)
4) Oristano (Sardegna)
5) Chioggia (Veneto).
6) Caorso (Piacenza, Emilia Romagna).
7) Trino Vercellese (Vercelli, Piemonte)
8 Montalto di Castro (Lazio)
9) Termini Imerese (Sicilia)
10) Termoli (Molise)

fonte

sabato 7 febbraio 2009

Governo, sostegno industria: pacchetto incentivi e bonus. Elenco completo



di Barbara Corrao
ROMA (7 febbraio) - Arriva una pioggia di incentivi per risollevare le sorti dell’auto ma anche di altri settori in crisi come quello degli elettrodomestici e dell’arredamento. Una sferzata ai consumi che, ha detto Berlusconi nel presentare il pacchetto, «ha una portata di 2 miliardi e potrà contribuire a fare crescere il Pil in una misura variabile tra lo 0,5 e l’1 per cento contro una previsione del governo di -2% per il 2009».

Gli aiuti premiano le auto ecologiche che, con la rottamazione, potranno beneficiare fino a 5.000 euro per l’acquisto di un auto a metano, elettrica o a idrogeno se emette meno di 120 g/km di Co2. I veicoli a Gpl più virtuosi potranno arrivare fino a 3.500 euro, mentre la rottamazione “secca” di una vecchia Euro 0, 1 o 2, immatricolata entro il 31 dicembre ’99, ed il conseguente acquisto di una nuova Euro 4 o 5 potrà contare su un bonus di 1.500 euro.

Aiuti anche per rottamare motorini (500 euro) e veicoli commerciali “leggeri”: 2.500 euro che salgono 6.500 se si acquista un furgone a metano, Gpl o idrogeno. Il mercato, in questo momento, è in grado di offrire soprattutto vetture a metano e Gpl, per chi volesse usufruire dell’incentivo più alto. Più modesta è l’offerta di veicoli elettrici o a idrogeno, mentre novità sono in arrivo per le ibride. Ma l’intendo del governo è di spingere sull’innovazione ed è previsto un intervento della Sace per garantire i finanziamenti dei veicoli incentivati.

Nel pacchetto rientra anche il trasporto pubblico: un finanziamento straordinario di 55 milioni per l’inserimento dei filtri-antiparticolato nei gas di scarico degli autobus è rivolto alle utility locali. Inoltre, chi non potesse comprare una macchina ma volesse convertire la propria auto da benzina a metano potrà contare su 500 euro d’aiuto.

Se l’auto rappresenta dunque la parte più consistente del pacchetto, sono stati tenuti in considerazione anche altri beni durevoli di consumo, allargando il beneficio fiscale già sperimentato (e tuttora in vigore fino al 2010) legato alla ristrutturazioni edilizie e per l’efficienza energetica delle abitazioni. Chi dunque, ristrutturando il proprio appartamento, acquisterà mobili o elettrodomestici ad alta efficienza energetica (A+ e oltre) come cucine, lavatrici, lavastoviglie, forni, televisori ed altro, potrà detrarre dall’Irpef lorda il 20% delle spese sostenute fino ad un massimo di 10.000 euro.

Infine, le imprese. Per loro, grandi o piccole che siano, il governo punta a facilitare la rivalutazione degli immobili con alleggerimenti fiscali, offrendo anche la possibilità di optare per la «fiscalità di distretto» ai fini dell’Ires.

Il pacchetto di incentivi, nel suo complesso, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2009. «Si ripagherà ha spiegato Berlusconi nel presentare le misure in termini di maggior gettito fiscale grazie ai consumi, minori costi per la cassa integrazione e la riduzione dell’inquinamento ambientale e una maggiore sicurezza sulle strade». «A fronte di questo sforzo del governo ha concluso abbiamo chiesto alle industrie di mantenere i propri stabilimenti in Italia, investire su nuovi prodotti e rispettare i pagamenti ai fornitori della componentistica che sono in forte sofferenza».

Berlusconi ha posto l’accento sul fatto che il governo «non ha ceduto a tentazioni protezionistiche come nel resto d’Europa né ha ceduto a norme stataliste operando nel rispetto della concorrenza». Il prossimo passo saranno gli ammortizzatori sociali per i quali, ha ricordato, sono in arrivo 8 miliardi in due anni.
«Il settore auto è fermo ha aggiunto il ministro dello Sviluppo Scajola e per questo è stato scelto lo strumento, rapido, del decreto. Con queste misure puntiamo a rinnovare un parco auto di 15 milioni di veicoli, che è il più vecchio d’Europa, e a spingere sull’innovazione e la ricerca di prodotti meno inquinanti».

Per il ministro dell’Economia, Tremonti, «non è stato difficile trovare la quadra della copertura. Non abbiamo avuto la minima difficoltà perché abbiamo trovato nel bilancio voci che erano residui o somme non spese». Un modo per sottolineare che non serve «fare il fenomeno, ma fare manovre avvedute. L’impatto sul bilancio è stato calcolato con fortissima attenzione. Il problema non è aggiungere spese ma, semmai, è spendere i soldi che ci sono».

Gli aiuti sono piaciuti in generale a tutte le associazioni dell’industria automobilistica: Anfia, Unrae, Federaicpa. Ma l’Aci è convinto che si potesse fare di più e dall’opposizione arrivano le prime critiche: «Siamo all’ennesimo pacchettino. Aldilà della rottoamazione auto e moto, non c’è nulla di sostanziale afferma il ministro ombra dell’Economia Bersani del Pd e gli interventi su mobili ed elettrodomestici sono in realtà limitatissimi». Per Epifani della Cgil «è un primo passo ma resta da risolvere il gigantesco problema degli ammortizzatori sociali».
Il Messaggero 7 febbraio 2009

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