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domenica 6 dicembre 2009

NO B DAY :un milione in piazza per organizzatori, deserto per la questura

"Siamo più di un milione per la 'rivoluzione viola'", ha detto Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori del 'No B-Day', quando piazza San Giovanni a Roma e' piena e una parte del corteo deve ancora arrivare ed e' ferma a via Merulana. "Oggi non e' una manifestazione", ha aggiunto Mascia, "e' il giorno della 'rivoluzione viola' per cambiare il Paese".

Roma, 05-12-2009

"Siamo più di un milione per la 'rivoluzione viola'", ha detto Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori del 'No B-Day', quando piazza San Giovanni a Roma e' piena e
una parte del corteo deve ancora arrivare ed e' ferma a via Merulana. "Oggi non e' una manifestazione", ha aggiunto Mascia, "e' il giorno della 'rivoluzione viola' per cambiare il Paese".
Gli organizzatori ritengono che le cifre potranno modificarsi ancora verso l'alto quando il corteo sara' terminato e durante il concerto che si terra' dopo gli interventi dal palco di esponenti della societa' civile, dei movimenti, del mondo della cultura, con collegamenti anche con le piazze all'estero dove si stanno svolgendo analoghe iniziative. La Questura dice 90mila.

Hanno dato libero sfogo alla fantasia i migliaia di manifestanti giunti a Roma da tutta Italia per partecipare al No B-day. Tra gli slogan che sono tenuti in alto sugli striscioni in piazza della Repubblica molti, all'indomani delle dichiarazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza, si richiamano al tema della giustizia. Su uno striscione e' scritto 'La legge e' uguale per tutti Berlusconi e Dell'Utri devono pagare', ma c'e' anche chi
scrive 'Apicella sona e Spatuzza ha cantato', e ancora 'Dopo Buscetta e Spatuzza manchi solo tu'.

Ma tra i migliaia di cartelli ce n'e' anche uno che chiama in causa il presidente della Camera Gianfranco Fini, e recita: 'Meno male che Gianfranco c'e".

"Oggi e' successo qualcosa di cui capiremo tutta l'importanza tra anni e anni, e' una giornata storica. In questa piazza si e' realizzato il paradosso di persone che attraverso la rete, non conoscendosi, si sono portati qua a condividere le idee per cambiare questo mondo di merda". L'ha detto Dario Fo, dal palco della manifestazione a Piazza San Giovanni, dov'e' arrivato con la moglie Franca Rame.
"Non avete idea di che emozione ho ricevuto attraversando mezza citta' a piedi e essendo arrivato qui portato da un'onda di persone che mi ha quasi portato in braccio", ha detto.
"Sono venuti a darvi la notizia che secondo la valutazione della polizia siete 25 - ha scherzato il Premio Nobel -. Sono in molti a non voler far sapere cosa sta succedendo qui, ma la nostra gioia arrivera' lo stesso".
Fo ha aggiunto: "Io e Franca abbiamo 150 anni in due", "163" precisa la Rame, "mi volevo calare qualche anno - continua lui -. Ne abbiamo viste di tutti i colori, ma noi non ci tiriamo indietro, continuiamo a sperare e a essere sicuri che verra' il giorno in cui ce la faremo, in cui tanti giovani non dovranno piu' morire di frustrazione e malinconia perche' sono senza prospettive". Ai ragazzi il commediografo dice: "Metti giu' la valigia, stai qua, verra' il momento anche per noi della festa, della gioia, delle rose". Poi Franca Rame ha letto un pezzo scritto apposta con il marito venendo alla manifestazione, dedicato alla violenza sulle donne, agli scandali politici, alla tv "che sembra una macelleria" e al Cavaliere.

"Siamo qui per questo, per mandare a casa Berlusconi", ha detto il regista Mario Monicelli dal palco allestito in piazza San Giovanni e ha aggiunto: "Ma non solo lui, anche tutti quei vecchi arnesi della politica voltagabbana e corruttori. Dobbiamo cacciare via i politici cattivi".

"Questa e' la prima giornata di resistenza attiva prima di dare la spallata finale a un governo piduista e fascista" che "ha comportamenti mafiosi e non negli
interessi dei cittadini", ha detto Antonio Di Pietro durante la manifestazione del No B Day.
"Il popolo - ha detto il leader dell'Idv - vuole che Berlusconi vada a casa perche' la sua politica economica, sociale e giudiziaria toglie agli onesti e da' ai disonesti; perche' questo governo - ha aggiunto - troppo spesso sta facendo provvedimenti e sta mettendo in campo azioni che assomigliano a comportamenti mafiosi e non negli interessi dei cittadini".
Alla domanda sull'appello di Napolitano al dialogo, Di Pietro ha replicato: "appena avremo riportato l'Italia in uno stato di democrazia partecipata, di informazione plurale, di stato di diritto, potra' riprendere il confronto; ma prima dobbiamo liberare il Paese dal regime berlusconiano".

"Oggi siamo qui ad ascoltare e non siamo frustrati". Lo dice la Presidente del Partito democratico, Rosy Bindi, presente al 'No B-day', a chi le chiede della mancata presenza ufficiale del partito.
"Sono contenta di essere qui - aggiunge Bindi - per capire di piu' quello che accade, di una opposizione che viene dalla rete, da Internet. Poi, quando le persone si incontrano c'e' sempre un valore aggiunto. E' importante vedere la presenza soprattutto di giovani e donne, che hanno una maggiore capacita' di indignazione e di reazione".
Quanto all'adesione dei democratici, Bindi osserva: "Il fatto che sia qui io, che sono il Presidente del partito, vuol dire che le divisioni sono superate. Se poi Di Pietro anziche' continuare ad attaccare noi cambiasse andrebbe anche bene. In Parlamento noi facciamo opposizione e la facciamo forte, ma saremo anche nelle piazze a partire da venerdi' e sabato della prossima settimana".

Il capogruppo del Partito democratico alla Camera, Dario Franceschini, e' in piazza al No Berlusconi day. A titolo individuale, come molti altri dirigenti del Pd perche', come partito, i democratici ufficialmente non hanno aderito alla manifestazione. "Oggi - spiega a chi gli chiede un commento sulla giornata - io sto zitto. Noi parliamo sempre, devono parlare i ragazzi e le ragazze che sono qua...".

"E' importante essere qui, perche' in questa piazza c'e' tanta parte di Italia che e' contro il Governo che sta distruggendo il nostro paese". Lo ha detto Ignazio Marino, presente alla manifestazione del No B Day.
Per quanto riguarda le polemiche sulla presenza del Pd alla manifestazione, Marino ha osservato: "Siamo in tanti qui del Pd, quasi tutti. La sensazione che abbiamo difficolta' con queste manifestazioni e' in larga parte costruita".

"Berlusconi e' un pericolo per la democrazia, non solo in Italia, ma in Europa". Lo dice il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, presente al 'No B-day'.
"C'e' il rischio che i vizi di Berlusconi - aggiunge Orlando - possano contagiare il resto dell'Europa. La nostra battaglia e' percio' anche per la democrazia in Europa". Per fortuna ci sono l'Unione Europea e la Corte Costituzionale che ci aiutano a difendere la democrazia. La battaglia la portiamo nelle piazze e in Parlamento".

Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, esponente di Sinistra e Liberta' e' in piazza per il 'No B-day': "Queste persone - dice - sono una risorsa fondamentale per rimettere in campo un'alternativa alla deriva del berlusconismo e del Governo delle destre. Ignorare la piazza sarebbe un grave errore. Bisogna fare emergere la gravita' di una crisi sociale che viene costantemente nascosta.
C'e' un Paese che sta precipitando verso la poverta', ma che viene nascosto dalla contesa politica, che deve ripartire dalla vita dei cittadini a cominciare dai precari e dai disoccupati. In caso contrario e' difficile che potremo conoscere giorni migliori, conosceremo giorni peggiori".

L'associazione Articolo 21 per la liberta' di informazione ha partecipato attivamente al tam tam su internet che ha dato origine al 'No Berlusconi day'. Il suo portavoce, il deputato indipendente Giuseppe Giulietti, da piazza della Repubblica, dove si e' unito ai manifestanti rilancia: "Chiederemo a chi ha partecipato alla manifestazione del 3 ottobre per la liberta' di informazione - dice - di promuovere una grande
giornata per la Costituzione".

"Vogliamo portare in piazza - spiega - milioni di persone e lo dobbiamo fare quando arriveranno nelle aule parlamentari il processo breve e le intercettazioni"

mercoledì 28 ottobre 2009

Bersani a Di Pietro: "La nostra opposizione è diversa" (foto)

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/morto-serrault/morto-serrault/stor_10907316_12330.jpg
(MICHEL SERRAULTI)

IL PD non sarà in piazza il 5 dicembre per il "noberlusconi day"


Il leader democratico incontra quello dell'Idv: "Rispetto per l'iniziativa del 5 dicembre ma abbiamo modi diversi di fare l'opposizione. A marzo alleanze regione per regione"
Bersani, il Pd non andrà in piazza. Veltroni: "Non si torni indietro"
"Rutelli? Il popolo delle primarie ci ha chiesto di andare avanti assieme"
E a Berlusconi: "Comunisti? Lo ripete da anni, chiunque sia il leader. Lo scelga lui allora..."

ROMA - Niente adesione alla manifestazione del 5 dicembre. Con Di Pietro, alle regionali, "alleanze caso per caso". Su Rutelli, nessun commento, ma ricorda che tre milioni di persone, alle primarie, "hanno chiesto unità". E a Berlusconi, che ritorna col suo antico refrain dei comunisti, risponde ironico: "Lo ha sempre detto, con tutti i nostri leader. A questo punto, scelga lui il segretario...". D'altronde dal Cavaliere non è arrivata nessuna telefonata di congratulazione: "Ha preferito telefonare a Ballarò...". Per Pier Luigi Bersani, da tre giorni nuovo segretario del Pd, è il momento di mettere i piedi nel piatto della leadership. Incassando l'augurio di Romano Prodi ("ci penserà lui a mandare a casa Berlusconi"), gestendo la grana Rutelli, la prima polemica con il Cavaliere e un botta e risposta con Walter Veltroni che teme un ritorno al passato. E domani è in programma il faccia a faccia con i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani.

Di Pietro, alleanze regione per regione. Nella sede del Pd vertice con Antonio Di Pietro. Sul tavolo alleanze e strategie dell'opposizione. Alla fine il risultato è che in vista delle regionali Pd e IdV "convergeranno in un'alleanza che verrà fatta regione per regione". "C'è l'intenzione reciproca di lavorare insieme".

"Con Di Pietro - continua Bersani - ci sono punti di divergenza anche acuti, ma c'è la consapevolezza che la nostra responsabilità è quella di costruire un'alternativa. Per me l'antiberlusconismo è fare l'alternativa e nel mestiere democratico dell'opposizione c'è sempre il compito di offrire un'alternativa. Ma ciò non avviene dalla domenica al lunedì, è un percorso complesso e non ci sono scorciatoie".

Lavorare assieme, dunque, non significa schiacciarsi l'uno sull'altro. Tanto è vero che il neoleader Pd nega la sua adesione alla manifestazione del 5 dicembre, che vedrà proprio l'ex pm e il Prc in piazza a Roma per chiedere le dimissioni di Berlusconi. "C'è rispetto per questa iniziativa - dice Bersani - ma le convergenze vanno predisposte prima, si fanno in due, perciò no, non aderiremo". "Abbiamo due modi diversi di fare opposizione - continua il segretario -, ma dobbiamo prenderci la responsabilità di dialogare e trovare punti di convergenza economici e democratici, perciò continueremo a discutere". Bersani rilancia, infine, il suo messaggio: "Bisogna essere convincenti e se c'è un baricentro poi le convergenze arrivano".

Veltroni: "No a riflussi nel socialismo". "Se il Pd rifluisce sulle posizioni della sinistra socialista o se punta alla Grande Coalizione, si suicida. E, nel breve periodo, una coalizione che metta insieme l'Udc e la sinistra radicale è semplicemente impensabile. Ci vuole un'alleanza riformista, che abbia però al centro un partito grande, un partito di centrosinistra". Così Walter Veltroni risponde a Bruno Vespa nell'intervista per il nuovo libro del giornalista. Ma Bersani taglia corto: "Il Pd? Va avanti! Va avanti!".

Il caso Rutelli. Nessun commento diretto sull'annunciato addio dell'ex leader Dl. Ma Bersani segnala che gli elettori "sono stati chiari, e hanno detto andate avanti insieme". "I tre milioni di persone che hanno partecipato alle primarie, rappresentano un messaggio unitario, vertici del partito dovrebbero sentire la responsabilità".

Berlusconi e i comunisti. "Noi il nuovo Pci? Ma il premier diceva che eravamo comunisti già prima che diventassi segretario io, lo diceva con Veltroni, con Franceschini... Ce lo fornisca lui allora il segretario buono...". bersani replica con questa battuta alle parole pronunciate ieri dal Cavaliere a Ballarò.
(la repubblic a28 ottobre 2009)

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