martedì 4 agosto 2009

Villa Certosa: Fermati quattro fotografi

I REPORTER ERANO ARRIVATI DA MILANO E ROMA. BERLUSCONI ATTESO PER IL 10 AGOSTO


Controlli attorno alla residenza del premier, sequestrate dai carabinieri le schede di memoria delle fotocamere



MILANO - Quattro fotografi, due romani e due milanesi, sono stati trattenuti in caserma dai carabinieri di Porto Rotondo con l'accusa di aver violato la privacy dopo essere stati sorpresi a poca distanza dal confine della proprietà in cui sorge Villa Certosa, la residenza del premier Silvio Berlusconi. Ne danno notizia i quotidiani sardi che riportano i nomi dei quattro professionisti, Antonello Tavera e Federico Della Porta, di Roma, Corrado Calvo e Emanuele Busseti di Milano.

LA RICOSTRUZIONE - Secondo la ricostruzione fornita dai quattro, tutti paparazzi molto noti in Costa Smeralda, i carabinieri avrebbero sequestrato quattro schede di memoria delle macchine fotografiche dove però non vi sarebbe alcuna immagine. Un dettagliato rapporto è stato inviato alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania. Il dispositivo di sicurezza intorno alla residenza estiva del presidente del Consiglio è stato rafforzato dopo la vicenda degli scatti di Antonello Zappadu e i quattro fotografi sono stati bloccati dai Cacciatori di Sardegna, lo squadrone eliportato de Carabinieri, e poi trattenuti a lungo nella caserma di Porto Rotondo. A Villa Certosa attualmente sta trascorrendo le vacanze Barbara Berlusconi con i due figlioletti e il compagno Giorgio Valaguzza, il premier invece è atteso per il 10 agosto


corriere della sera 04 agosto 2009

lunedì 3 agosto 2009

“Papi”, libro Travaglio: Le tragicomiche avventure amorose di Silvio Berlusconi

Il premier si reca a Bazzano, uno dei Comuni sconvolti dal terremoto abruzzese e sta posando per la solita foto con la protezione civile. Non si accorge di una telecamera accesa e vedendo Lia Beltrami, quarantenne, assessore per le pari opportunità a Trento, esclama: “Posso palpare un po’ la signora?”. A metà giugno, partecipa ad un comizio per le amministrative a Todi e, vedendo due signore che si sbracciano per salutarlo, dice: “Però, complimenti, belle fighe circolano da queste parti!”.


di Fulvio Lo Cicero

Il collaudato trio Gomez-Lillo-Travaglio mette insieme le storie delle ragazze del premier, in un racconto a tratti comico, elencando tutte le bugie di un decotto Presidente del Consiglio e delle corti di salariati che lo circondano.

Strabiliante, umoristico, triste. Vengono in mente questi tre aggettivi dopo la lettura dell’istant book di Peter Gomez, Marco Lillo, Marco Travaglio (“Papi. Uno scandalo politico”, ed. Chiarelettere), tutto dedicato alle giovani fidanzate o ospiti per una notte del nostro premier.

Strabiliante, per i fatti raccontati, per le figuracce fatte da Berlusconi e dai suoi accoliti di fronte ad un’opinione pubblica disinformata, dai pazzeschi conflitti di interessi del Cavaliere, dallo sperpero di denaro pubblico allegramente dissipato per le voluttà del Sultano.

Umoristico, perché ci si rende conto del fatto che Totò è stato il più grande interprete e storiografo della società italiana.

Triste, perché siamo tutti costretti – anche noi che certamente non lo votiamo – a vivere un decadimento da tardo impero romano, unitamente al declassamento del nostro Paese a ricettacolo di macchiette da avanspettacolo.



Gli autori ricostruiscono con meticolosità tutte le storie di cui una parte minoritaria di italiani sono venuti a conoscenza, dopo la pubblica denuncia della moglie del Sultano, Veronica Lario e la partecipazione del premier al compleanno di una perfetta sconosciuta, Noemi Letizia. Messe tutte insieme, una dopo l’altra, il quadro è davvero sconfortante.

Si parte con una vicenda ancora poco conosciuta, quella della relazione di Berlusconi con una giovane e avvenente Virginia Saint-Just di Teulada, sposata con un agente dei servizi segreti che denuncerà il premier per mobbing. Il matrimonio di Virginia è in crisi ma arriva la galanteria del premier a risollevarla. Siamo nel 2003. Lei è annunciatrice in Rai e fra i due sboccia un rapporto che può definirsi d’amore (in quel periodo, il premier è ancora apparentemente coniugato con Veronica Lario e già felice nonnetto). Subito, Berlusconi allerta il fido Letta e fa preparare un contratto di consulenza per la giovane “esperta” in comunicazione: costo per la Presidenza del Consiglio, 36 mila euro oltre l’Iva, per soli 70 giorni di impiego (infatti, la consulenza dovrebbe svolgersi dal 20 ottobre al 31 dicembre 2003); sarebbe interessante conoscere l’opinione degli operai in cassa integrazione su un emolumento del genere. La giovane si rifiuterà di incassare la prebenda. Nel frattempo il marito, Federico Armati, viene declassato dal servizio segreto (presso cui è un agente operativo, con stipendio di 4.500 euro mensili) ad uno strapuntino negli uffici della Cassazione, con 1.700 euro mensili. Armati è furioso e minaccia di rivelare la relazione del premier con la moglie e tutto il resto. Così, poco prima delle elezioni del 2006, viene di nuovo riassegnato ai servizi segreti con annesso maggiore stipendio. La denuncia però farà il suo corso ma il tribunale dei ministri non riscontrerà alcun comportamento illegittimo da parte del Cavaliere, pur riconoscendo accertata la natura della sua relazione con Virginia.

Ma le donne del Cavaliere sono un nugolo e rispondono alla caratteristica centrale del persona



Infiniti capitoli riguardano attrici e attricette che Berlusconi raccomanda per ruoli nelle fiction ad Agostino Saccà, responsabile del settore e solerte esecutore di ordini. Il Cavaliere si guarda bene dal raccomandarle al figlio, Piersilvio, per le fiction Mediaset, no, le vuole infilare in Rai, con i soldi dei contribuenti. Molte di queste attricette sono sue amanti, come Evelina Manna, di cui i pm napoletani accertano la “amicizia intima” con l’allora capo dell’opposizione. Ma non è l’unica, i nomi delle fanciulle dell’harem sono tantissimi: Antonella Troise, Elena Russo, Camilla Ferranti, Eleonora Gaggioli, oltre alla Manna. Senza contare le escort, alla



Patrizia D’Addario, le ballerine di flamenco, le saffiche frequentatrici di Villa Certosa in Sardegna, le carovane di “belle fighe” che allietano le serate del Presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli, a Roma (secondo i pm di Bari, molte di queste trascorrono la notte nel lettone del premier). Poi si raccontano vicende come quella di Giancarlo Innocenzi, membro dell'Authority per la Concorrenza e il Mercato, il quale – si fa veramente fatica a credere a cotanto eccesso – si adopera con ogni mezzo di persuasione per far stipulare un contratto da 30 milioni l’anno fra Mediaset e Guido De Angelis, titolare di una casa di produzione televisiva, quando proprio lui, con stipendio pubblico da 400 mila euro annui, dovrebbe essere assolutamente estraneo a qualsiasi gruppo o casa di produzione, dovendo controllare e, appunto, garantire la trasparenza del mercato concorrenziale (per questa vicenda Innocenzi sarà ampiamente perdonato dalla Commmissione disciplinare dell’Autorità, nonostante abbia fatto strame del codice deontologico che un commissario dell’AgCom deve obbligatoriamente rispettare). Scrivono gli autori: “Quali garanzie può fornire un’Autorità che lascia al suo posto e non sanziona un commissario che considera il maggiore azionista di Mediaset il suo ‘grande capo’ e prende costantemente ordini da lui?”. Sembra di vivere dentro una barzelletta.

Per non parlare del più recente Noemi-gate, la minorenne frequentata da Berlusconi, sulla cui vicenda si addensano decine e decine di bugie, mai smentite, anche quando si dimostrano con chiarezza tali. Su questo punto gli autori esprimono la loro opinione, inquietante:Una sola parola la lingua italiana conosce per descrivere questa situazione: ricatto (non importa se effettivo, o soltanto potenziale)”. Berlusconi sarebbe stato costretto a partecipare alla festa sotto il ricatto della famiglia Letizia, in grado di propalare la notizia del suo misterioso rapporto con una minorenne.

Il disegno proposto da Gomez-Lillo-Travaglio è desolante. Un’Italia marchettara, che ama le attricette, che considera normale lo sperpero di denaro pubblico (il costo dei voli di Stato è passato da 35 milioni l’anno nel 2007 con il governo Prodi ad una cifra superiore ai 50, secondo un calcolo presuntivo; fra 2001 e 2006, cioè durante il Berlusconi II, il costo annuo passò da 23 milioni a 65,5), la parzialità di autorità di garanzia, di magistrati, funzionari, in una società che, oramai, della morale pubblica conserva a stento un vago ricordo.
Uno scandalo tutto politico, che con la privacy non c’entra assolutamente nulla, a meno che non si voglia ritornare ai fasti erotici del duce, documentati con maestria da Giancarlo Fusco, o a quelli degli zar o, appunto, dei sultanati arabi.

fonte www.dazebao.org

P.GOMEZ-M.LILLO-M.TRAVAGLIO, “Papi. Uno scandalo politico”, Chiarelettere, Milano, 2009, Euro 15,00

domenica 2 agosto 2009

D'ADDARIO: "AI MAGISTRATI HO RACCONTATO ANCHE DI RICHIESTE PARTICOLARI"

Il personaggio. D'Addario: "Le altre ragazze mentono"
"A Todi dovevo esserci io. E ti invitano non per giocare a briscola"

Patrizia attacca ancora
"Silvio mi voleva ad Arcore"

DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BERIZZI



Patrizia D'Addario

PARIGI - Le due del pomeriggio. Un bicchiere di bevanda energetica ("Non dormo da tre giorni"). Un mazzo di giornali e un foglio di carta con il testo dell'istant-hit autobiografica, titolo "My life". Sul divano dell'albergo che la ospita in questo week end di lavoro parigino, Patrizia D'Addario si riprende dall'ubriacatura mediatica e dal bagno di flash della serata-show al "Globo". "È stata una cosa incredibile, ho capito che non sono sola, che la gente mi vuole bene, soprattutto fuori dall'Italia", dice a Repubblica ravviando i capelli biondi e sistemandosi gli occhialoni da diva. Come se al netto di tutto quanto l'ha circondata all'inizio di questa tournée europea programmata solo in parte - le decine di fotografi che se la sono divorata fino all'alba manco fosse Madonna, lo stuolo di ammiratori in fila per uno scatto ricordo, le continue richieste di contatti che piovono sul cellulare di Mimmo il cugino assistente che prima faceva il ballerino con Raffaella Carrà -, come se tutto questo non avesse prima di tutto un significato commerciale. "Certo che mi piace. Ma se la gente sapesse cosa provo dentro di me... ".

È inevitabile, si torna sempre lì. Anche se farà un calendario, anche se magari si esibirà al Pasha di Ibiza o al Jimmy'z di Montecarlo e infine nella sua Puglia degli scandali. "Ancora non riesco a farmene una ragione. Perché Berlusconi mi ha promesso una cosa - di sua spontanea volontà, senza che gli chiedessi niente - e poi mi ha preso in giro fregandosene e non mantenendo la parola?". Riprende a parlare del presidente del Consiglio, la escort più famosa d'Italia.

"Anche dopo quella notte, ha continuato a invitarmi attraverso Gianpaolo Tarantini. Mi chiesero di andare a villa Certosa, ad Arcore, anche nel centro benessere di Messegué. A Todi dovevo esserci io, assieme alle altre ragazze. Quando ti invitano due o tre giorni in un posto non ci vai per giocare a briscola o per parlare di politica. Comunque gli inviti che sono arrivati dopo, li ho sempre declinati". Perché? "Non mi era piaciuto il comportamento di Berlusconi. Facevo veleno, pensavo fosse un uomo leale, di parola. Aspettavo le due persone che disse mi avrebbe mandato a Bari per sbloccare la pratica legata al mio progetto immobiliare. Vedevo che il tempo passava, e di conseguenza non avevo nessuna voglia di partecipare ad altri incontri".

Già, gli incontri. "Io il mio l'ho raccontato. Le altre ragazze no. Sono l'unica che ha detto la verità. Eppure le ho viste io mentre si intrattenevano con lui. Loro lo sanno perché eravamo lì tutte insieme. L'ho raccontato anche ai magistrati. Con altri dettagli su quella notte di sesso, richieste particolari che mi furono fatte".

Attraverso i giornali segue i nuovi sviluppi dell'inchiesta barese. Ha l'aria di chi vorrebbe ridere sotto i baffi, ma si contiene. "Me l'aspettavo, certo. Se conosco quei politici? I nomi che sono usciti nei giorni scorsi, quelli in qualche modo associati alla sottoscritta, li conosco eccome. Tutti. Loro negano. Anche se mi chiamavano, mi incontravano e mi mandavano gli auguri a Natale".

(la repubblica 2 agosto 2009)

D'ADDARIO SHOW PARIGINO: SALA ROSSONERA E MASCHERE DEL PREMIER

Abito nero per la escort, come quello che voleva Berlusconi, nella prima uscita pubblica
Nella discoteca Globo per la serata "I Love Silvio" folla di curiosi, cronisti e telecamere

Lo show parigino della D'Addario
sala rossonera e maschere del premier

dal nostro inviato PAOLO BERIZZI


Lo show parigino della D'Addario sala rossonera e maschere del premier

Patrizia D'Addario a Parigi

PARIGI — “Et voilà la première dame d'Italie”. Sarà l'allestimento cafonal, un po' “mutande pazze” e un po' commedia ruspante. Sarà che siamo nella capitale del burlesque e che i mai teneri (con noi) cugini d'Oltralpe — di fronte alle nostre vicende diciamo politiche — se la ridono alla grande. Sarà che con Parigi invasa da 50 mila testimoni di Geova anche l'ultimo spettacolino dove sia prevista una qualche frivola evasione sarebbe il benvenuto (figuriamoci il tanto atteso escort-party). Sarà tutto questo e molto altro ancora ma sta di fatto che quando alle undici e mezza della sera sul palco del leggendario “Globo” appare lei, Patrizia D'Addario, tra il pubblico c'è qualcuno che non lascia cadere la palla. E ce la tira addosso: “Voilà la première dame d'Italie”. Eccola la first lady italiana.
“Buonasera a tutti”, dice Patty sotto lo sguardo di Mimmo, il cugino-manager che la accompagna in giro in questa tourné europea tra locali e televisioni. Per Patrizia è la prima uscita pubblica dopo lo Scandalo. “Dopo due mesi di reclusione voglio ricominciare la mia vita”, racconta, il sorriso largo, il trucco che le esalta gli occhi. In un'intervista con El Mundo confessa di aver fatto la la escort “perché mio padre è morto suicidandosi». E aggiunge: «A Berlusconi anche dopo quello che è successo auguro tutto il bene di questo mondo, non odio nessuno ma mi ha deluso: una persona così potente, che mi aveva fatto una promessa per una cosa importante a cui tenevo moltissimo...». E ancora: «Non mi sto vendicando, sto solo dicendo la verità, se fossi stata zitta avrei guadagnato molto ma molto di più». E in una intervista alla inglese
Bbc conferma che dopo il suo incontro con il premier le era stata offerta attraverso Giampaolo Tarantini una candidatura alle europee. Proposta ritirata quando Veronica Lario fece esplodere il caso veline.
Le “Globo”, dunque. Madame D'Addario, “la tombeuse (conquistatrice) di Berlusconi”, è scritto sulla locandina. La squillo che trascorse la notte di Obama nel letto del presidente del Consiglio si consegna alla stampa internazionale con un'ospitata che potrebbe ricordare quella di una ex concorrente del Grande Fratello dopo la nomination. Potrebbe. Come poteva essere, anche, un vero show, questa notte. Peccato che la valigia con dentro il materiale da lavoro, dei giochi di prestigio, dei vecchi video, dei biglietti da visita, si è persa all'aeroporto di Madrid (“Sono stata ospite di una trasmissione sulla spagnola Antenna 3”). In compenso ci sono le maschere con la faccia di Berlusconi. È l'omaggio distribuito dagli organizzatori a tutti gli invitati. Molti italiani. Poca Francia. Il locale, pareti rosse come i divani di pelle, l'hanno arredato con drappi e coccarde tricolori. I camerieri sono strizzati dentro le magliette del Milan.
Pensare che un tempo questa balera del 19° secolo era una brasserie frequentata da artisti e bohemien. Qui nel 1905 Jean Jaurès gettò le basi del movimento socialista francese. Qui, oggi, si esibisce la prostituta che ha esposto il governo italiano al ludibrio e all'ironia di tutto il mondo. Canta, Patrizia. Si esibisce in un pezzo che si intitola “My life” e che raccoglie i “momenti felici e tristi della mia vita”. Il testo parla di un uomo che le ha cambiato la vita. Che l'ha fatta divertire e soffrire. Berlusconi? Ci pensa su per un attimo. “Assolutamente no”.
L'abito è nero, nerissimo e stretto. Come quello che indossava a palazzo Grazioli (“Lui vuole che portiate solo abiti neri” disse Tarantini alle ragazze pagate per partecipare alle feste organizzate dal premier nelle residenze di Roma e Porto Rotondo). Il titolo della serata è “I Love Silvio”. In effetti agli ospiti è richiesta, si fa per dire, almeno per un paio d'ore, una specifica condizione dell'anima: amare Berlusconi. “Madame e monsieur, voilà Patrizia D'Addario”. Quando si abbassano le luci e l'occhio di bue la illumina lasciando in ombra il resto della scena (un privé con divani e tavolini con sopra bottiglie di champagne), Giuseppe, che viene da Altamura e fa il pizzaiolo qui, dice all'amico che Patrizia “è bona”. Come si fa a disinnescare la prouderie dei nostri connazionali. Pugliesi, poi. Guardi lei che stringe mani e firma autografi e pensi. Le docce gelate. Il letto “grande” di Putin. Il dopo con le parole sussurrate al telefono, ciao “tesoro”, ciao “bambina”. I consigli tecnici sulla sessualità. Patrizia dietro le quinte fa spallucce: “Di questa storia non parlo più”. È compresissima nella parte di quella che ha fatto saltare il banco. La musica sfuma e lei dice che se ci fossero stati i giochi di prestigio sarebbe stata tutt'altra cosa. Ma è contenta. O si sforza di esserlo. È notte e fuori, boulevard de Strasbourg è affollata di spacciatori africani. All'ingresso del Globo è appeso un poster: c'è Berlusconi che grida. E Patty che sembra incenerirlo con lo sguardo.

(la repubblica 1 agosto 2009)

D'ADDARIO A PARIGI: COMMENTI STAMPA ESTERA

La serata "I love Silvio" della escort barese nella discoteca parigina Globo raccontata dai
giornali francesi. E il Times riprende l'appello online delle donne a protestare contro Berlusconi

Lo show di Patrizia sulla stampa estera
"E' il fogliettone dell'estate"

Il premier: "Querelerò la D'Addario? Chiedetelo a Ghedini"
E in vacanza tornerà in Sardegna: due settimane, con i figli


Lo show di Patrizia sulla stampa estera "E' il fogliettone dell'estate"

La locandina della serata 'I love Silvio' nel locale parigino Globo

PARIGI - La serata parigina di Patrizia d'Addario "I love Silvio", è stata riferita oggi con ampio spazio dalla stampa francese. "E' un modo umoristico per restare sull'attualità", così ha spiegato al quotidiano Libération Jean-Eudes Bernard, il pierre della discoteca Globo, dove ieri sera, in occasione dello spettacolo, la escort barese è uscita in pubblico per la prima volta dopo l'"affaire" con Berlusconi, evento seguito da moltissimi giornalisti.

Il reportage di Sylvain Mouillard sul quotidiano francese prosegue raccontando la distribuzione di mascherine con l'effigie di Silvio Berlusconi, le foto del Cavaliere sul grande schermo e musica italiana. Niente a che vedere con la politica, ma puntato sul "lato divertente della vicenda, sul clichè dell'italiano un po' macho", spiega ancora il pierre. Le rivelazioni della D'Addario hanno fatto scalpore al di là delle Alpi, scrive
Libération, dove alcuni giornali come Repubblica e L'Espresso sono partiti con una crociata contro Berlusconi. In sostanza, "è il feuilleton dell'estate", commenta Bernard. E proprio oggi Silvio Berlusconi è tornato sull'argomento, rispondendo ad una domanda di un giornalista sull'ipotesi di querela per diffamanzione contro la donna barese: "Querelare la D'Addario? Non posso dirvelo io. Chiedetelo a Ghedini. Gli avvocati quando presenteranno le cose le presenteranno". Poi sarà tempo di vacanze, "dieci giorni di cura sportiva perché con il cortisone che ho preso (per i dolori al collo, ndr) devo smaltire un po' di peso". Il premier ha annunciato anche la sua decisione di tornare in Sardegna per un paio di settimane assieme ai figli, senza però trascurare l'Abruzzo, dove sarà presente "uno, due giorni a settimana".

Al Globo, continua il racconto di
Libération, la escort arriva in ritardo all'una dopo mezzanotte e, dopo il crepitio di decine di flash, scompare dietro il sipario. Ne esce dieci minuti dopo e, subito circondata, si esibisce in un brano. Nel locale la escort italiana passa quasi inosservata, si legge, mentre si lascia fotografare. Quindi la D'Addario risponde alle domande dei giornalisti con delle "banalità", racconta infine il quotidiano francese, dicendo che vuole "rifarsi una vita ed esibirsi nei locali notturni". Assicura di non avere rimorsi e che non ha preso un soldo dall'inizio dell'inchiesta italiana. Verso le 2,45 la D'Addario riappare sulla scena, conclude il quotidiano, in sala la gente balla e nessuno la nota.

Anche
Aujourd'hui si occupa del caso, riassumendo prima di tutto il "sexgate" in cui Silvio Berlusconi è incappato "quasi per caso", ripercorrendo le indagini della procura barese, il "sistema Tarantini" e la presenza di ragazze a pagamento per intrattenere il presidente del Consiglio nelle sue residenze private. E sottolinea anche come la popolarità del premier sia stata solo intaccata in modo relativo dallo scandalo, "abbassandosi di soli due punti".

"Voglio ricominciare a vivere" dice Patrizia D'Addario in un'intervista a
Aujourd'hui. "Voglio prendere un po' d'aria, da due mesi vivo praticamente come una reclusa" dice la donna al giornalista. "E cerco di riprendere in mano la mia vita". La D'Addario dice di non aver paura ora che la vicenda è diventata pubblica, prima invece era diverso, dopo il furto subito nella sua abitazione. Il fatto che la vicenda abbia ripercussioni anche a livello internazionale "mi protegge", dice ancora.

Del caso D'Addario e Berlusconi torna ad occuparsi in Gran Bretagna anche il
Times. Il quotidiano britannico racconta a pagina 43 delle "migliaia di donne italiane che hanno sottoscritto l'appello online lanciato dalla professoressa Chiara Volpato dell'Università di Milano. Proposto in vista del G8 come invito alle mogli dei leader del mondo che sarebbero state invitate all'Aquila, l'appello invitava a boicottare il summit per protestare contro il comportamento sessista di Berlusconi. "Quindicimila donne sono convinte che sia arrivato il momento di protestare, il comportamento di Berlusconi offende le donne e danneggia il nostro paese nel mondo", dice la Volpato al Times.

"Quel che è peggio, la giovani donne italiane sono costantemente sollecitate dall'idea siano i loro corpi e non la loro intelligenza o la loro conoscenza le chiavi per il successo in una società come questa". Il comportamento personale di Berlusconi "è in linea con con il modo in cui le donne vengono ritratte dai suoi mass media: poco vestite, perennemente silenziose, il loro unico scopo è decorativo, mentre gli uomini guidano lo spettacolo", dice la Volpato.

C'è anche una citazione di Marco Lillo, il giornalista autore di "Papi, uno scandalo politico". "Il problema è che la televisione italiana non informa l'opinione pubblica", dice Lillo, "gli italiani votano per Berlusconi non perché lo conoscano e apprezzino il modo in cui si comporta. Lo votano perché non sanno abbastanza di lui".

(LA REPUBBLICA 1 ag)osto 2009

PATRIZIA D'ADDARIO, SHOW A PARIGI:"I LOVE SILVIO":

» 2009-08-01 17:45
"
ROMA - "Non ho rimpianti. Sono solo delusa per quello che succede in Italia, ma la mia presenza qui mi fa pensare che all'estero per fortuna qualcuno ha capito". Lo afferma Patrizia D'Addario in un'intervista realizzata nella discoteca parigina Le Globo, rilanciata da You Tube e ripresa da molti blog e siti internet, insieme a una serie di spezzoni video che la ritraggono in sella ad una moto e poi mentre canta e balla come ospite d'onore del party parigino "I love Silvio". "Provo un po' di delusione per quello che ha detto la metà della stampa italiana, ma la presenza di tutta questa gente mi dà la prova che pochi ci hanno creduto - afferma l'escort barese -. Sono l'unica ad aver detto la verità, mi ha chiamato la magistratura e ho dovuto dire la verità. Non ho scelto io il momento". La D'Addario dice di non sentirsi minacciata e afferma di non avere la protezione di nessuno. "Mi proteggo da sola, carino no?", risponde sorridendo. Poi parla del periodo successivo alle sue esternazioni. "In questi due mesi non sono mai uscita - racconta la donna -. Andavo solo allo studio del mio avvocato per le interviste. Mi hanno anche accusato di aver preso soldi per queste interviste, ma io non ho preso un euro. Anche per essere qui stasera non ho preso soldi, sono qua solo per passare una bella serata. Mi auguro però d'ora in avanti di lavorare, di poter mantenere la mia famiglia e realizzare il progetto del residence per il quale mio padre si è suicidato". La D'Addario, che dovrebbe presto partecipare all'Isola dei Famosi spagnola, conferma infine di aver scritto un libro. "Due mesi di reclusione mi sono serviti a scrivere un libro - afferma - quando lo leggerete saprete dirmi se c'é qualcosa di inedito".

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