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sabato 30 maggio 2009

CASINI: C'è BISOGNO DI UN GOVERNO CHE AFFRONTI LA CRISI DI PETTO



Telefonata Berlusconi- Evelina Manna

di Paturnio

Ecco servito Casini: da due giorni, infatti, l'Espresso ha ricominciato a pubblicare intercettazioni e articoli sulla grande passione del Premier: le donne. I giudici e le donne sono, infatti, croce e delizia del Berlusconi pre-elettorale. Ha paura che si ripeta quanto accaduto nel 94 con l'avviso di garanzia che ha minato il risultato elettorale. Oggi a L'Aquila, però, le toghe non c'entrvano nulla e sono stati i cittadini sfollati a contestarlo. Lui promette a tutti le case per settembre, ma tutti sanno che non sarà possibile. Oggi Draghi ha fatto una relazione pesante sulla crisi, ma il pemier e gli altri ministri del governo hanno detto in coro:"Draghi ha detto quello che diciamo noi". E se questo non è vero, fa niente, tanto i tg non lo rileveranno e, magari, ai telespattatori distratti, sembrerà davvero che Draghi e il governo dicano le stesse cose. La giornata di oggi si chiude con Casini a Marghera che dice, "La crisi è vera, c'è" e di questa notizia lo ringraziamo. Ma si era aperta con lo strappo di Lombardo che ha escluso UDC e PDL dalla sua nuova giunta egionale. Casini non commenta, mentre Cuffaro ritiene che la propria esclusione sia una perdita per la Sicilia. C'è rimasto male, Cuffaro, non se lo aspettava. Tre magistrati in una giunta regionale, sono una vera rivoluzione e anche, un affronto per chi ha qualche problema con la giustizia.

E ora, la telefonata di Evelina Manna, per chiudere in bellezza la giornata e non dimenticarci che anche oggi, la stampa estera ha riso di noi.
Ascolta la telefonata

venerdì 29 maggio 2009

Abruzzo: Votate Papi che vi Porta in Crociera

Visita del premier nelle zone colpite dal sisma del 6 aprile
"Stiamo organizzando vacanze per famiglie intere e ragazzi"
Berlusconi di nuovo all'Aquila
"Per sfollati pensiamo a crociere"
"Chi vive nelle tende lo fa per propria scelta, ma entro la fine di novembre saranno tutte tolte"
Oggi l'ospedale del capoluogo ha riaperto il 60% delle sue strutture. "In 47 giorni è un record"

Berlusconi di nuovo all'Aquila "Per sfollati pensiamo a crociere"

Silvio Berlusconi
L'AQUILA - "Per l'estate stiamo organizzando una serie di vacanze nel mare Adriatico e stiamo vedendo anche delle crociere sul Mediterraneo dove intendiamo mandare famiglie intere e ragazzi". E' l'annuncio dato dal premier Silvio Berlusconi, durante il suo tredicesimo sopralluogo all'Aquila, agli sfollati che a causa del sisma hanno perso l'abitazione.

"La Protezione Civile sarebbe stata in grado di dare un alloggio a tutti. Chi vive nelle tende - ha affermato il presidente del Consiglio - lo fa per propria volontà, perché si sente radicato nel territorio e vuole restare vicino alla propria abitazione". Ma dal 15 settembre le tende cominceranno a sparire: "La speranza è che entro la fine di novembre non ci siano più tende, nemmeno una in piedi. Sarebbe un record non solo italiano, ma mondiale".

Il Cavaliere, che ha trascorso una mezz'ora con gli sfollati ospitati nella località di Sant'Elia, frazione dell'Aquila, si è anche recato con il capo della Protezione civile Guido Bertolaso all'ospedale del capoluogo abruzzese che oggi ha riaperto le sue
strutture al 60 per cento.

"In 47 giorni si può ben parlare di un record", ha detto il premier commentando l'apertura di alcuni padiglioni della struttura, chiusa dopo il sisma del 6 aprile. "Siamo perfettamente in regola con i tempi annunciati - ha proseguito - Credo sia un fatto molto positivo perché gli aquilani credevano che la struttura sarebbe stata posizionata altrove. Invece come è stato detto noi apriamo puntualmente i reparti dell'ospedale che avevamo individuato e quindi sotto questo punto di vista c'è un ritorno alla normalità".

Tra i reparti che sono di nuovo operativi c'è il punto nascita che ha riaperto con la sala parto, l'ostetricia e la terapia intensiva neonatale. E' stata poi disposta la riapertura parziale, con la presenza di posti letto, dei reparti di medicina interna, pneumologia, ortopedia, cardiologia, chirurgia, rianimazione ed endoscopia.

Il premier ha quindi fatto un giro per i padiglioni del San Salvatore, confortando alcuni ricoverati e parlando con numerosi medici. "Non ci sono più persone nell'ospedale da campo - ha quindi sottolineato il presidente del Consiglio - e avremo 247 posti letto: posti in più rispetto a esigenze reali, l'importante è che gli aquilani possono stare qui per curarsi senza andare altrove".

Il presidente del Consiglio ha inoltre elogiato l'attività della Protezione Civile e in particolare del responsabile Guido Bertolaso: "E' una struttura che sta funzionando benissimo, ne dobbiamo essere orgogliosi".

Nel capoluogo abruzzese, il presidente del Consiglio aveva in programma anche la consegna delle lauree ad honorem agli studenti di ingegneria morti nel sisma. Ma Berlusconi nella caserma della Guardia di finanza di Coppito non c'era, malgrado la sua presenza fosse stata annunciata ieri in un comunicato di Palazzo Chigi. Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha spiegato che il premier ''era stato trattenuto da impegni improvvisi a Roma'', e dunque era partito per l'Aquila in ritardo. Le famiglie di alcuni dei ragazzi morti per il terremoto, inoltre, avevano anche espresso la loro contrarietà alla consegna delle lauree: "Non ha nessun valore morale e affettivo", hanno detto.

Al suo arrivo all'Aquila, Berlusconi è stato anche contestato da uno sfollato che gli ha gridato: "Presidente fatti processare, rispondi alle domande!". Non sono peraltro mancati gli applausi, nei confronti del premier, da quanti lo attendevano per la cerimonia inaugurale.

Il premier, a una domanda su timori di intimidazioni da parte di magistrati per la ricostruzione in Abruzzo come denunciato dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso a proposito dell'emergenza rifiuti in Campania, Berlusconi ha garantito: "Non mi risulta che ci siano intimidazioni e comunque non ci saranno". Prima di andare via e recarsi alla tendopoli di Sant'Elia per pranzare con gli sfollati, Berlusconi ha ringraziato medici e infermieri e tutti coloro che assistono gli sfollati: "State facendo dei miracoli, fate ben sperare".

(La Repubblica 29 maggio 2009) Tutti gli articoli di cronaca

Sicilia, la nuova giunta di Lombardo:in campo tre magistrati, fuori Cuffaro

Sicilia, la nuova giunta di Lombardo: in campo tre magistrati, fuori Cuffaro

Nella nuova squadra del Governatore
l'imprenditore anti pizzo. L'ira del Pdl
"Niente furberie, il giudizio è negativo"
PALERMO
Ci sono anche Caterina Chinnici (procuratore del Tribunale dei minori di Palermo e figlia del giudice antimafia Rocco ucciso nel 1983) e Marco Venturi (vice presidente della Confidustria siciliana noto per le battaglie anti racket) nella nuova giunta regionale varata oggi dal Governtore della Sicilia Raffaele Lombardo.

Il leader dell'Mpa dà il via dunque al suo governo-bis chiudendo così la crisi che si era aperta lunedì quando aveva azzerato la giunta in seguito agli scontri con gli alleati. Il nuovo esecutivo siciliano vede schierati cinque "tecnici": oltre a Venturi e alla Chinnici ci sono anche i magistrati Massimo Russo e Giovanni Ilarda e il presidente della fondazione del Banco di Sicilia, Gianni Puglisi. Dell’esecutivo fanno parte anche Titti Bufardeci, Michele Cimino, Luigi Gentile e Roberto Di Mauro e Giuseppe Sorbello (questi ultimi due esponenti dell'Mpa). Il presidente Lombardo terrebbe per se alcune deleghe. Ma tranne due assessori legati a Miccichè (Bufardeci e Cimino) dal nuovo governo di Lombardo restano fuori gli esponenti del Pdl.

Dinnanzi alla nuova richiesta di Pdl e Udc di rinviare a dopo le elezioni europee la formazione del Lombardo bis, il governatore ha dunque deciso di tirare dritto per la sua strada, evidenziando la spaccatura interna al Pdl, dove la corrente che fa capo al sottosegretario Gianfranco Miccichè e che sostiene il presidente della Regione, si contrappone a quella del coordinatore regionale del partito Giuseppe Castiglione, vicino all’area Alfano-Schifani. Il Pd insorge e come ammonimento a Lombardo scendono in campo direttamente i tre coordinatori nazionali del partito che invitano il Governatore ad evitare «eccessi e furbizie» nel definire la nuova Giunta regionale e ad attendere le elezioni per arrivare poi a una soluzione condivisa con i «vertici nazionali e regionali» del Pdl. Si smarca invece l'Udc siciliana di Cuffaro che conferma l'intenzione di non voler partecipare alla nuova giunta.

la stampa 29 maggio 2009

Noemi denuncia il furto delle password di Facebook e Msn

La giovane Noemi Letizia, al centro di mille polemiche per la misteriosa amicizia con Silvio Berlusconi, è spaventata perché qualcuno le ha rubato le password e si starebbe spacciando per lei in Rete.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 28-05-2009]
Rubate password Facebook Messenger Letizia Noemi

Il "caso" di Noemi Letizia - di cui abbiamo parlato anche noi non tanto per la vicenda in sé quanto per i risvolti sulle politiche delle Rete - sembra non riuscire a sgonfiarsi: l'ultima novità è il furto delle password che la ragazza usava per accedere a Messenger e Facebook.

Secondo l'avvocato della famiglia Letizia, le password "sono state intercettate e sul web c'è chi le sta usando".

Che qualcun altro si spacci per la ragazza, scrivendo a suo nome, è un dato di fatto, tant'è che la Noemi originale dice di aver paura: "Non posso uscire e ora non posso nemmeno dialogare in rete con i miei amici. Anzi, mi trovo a firmare messaggi che non sono scritti di mio pugno".

Che qualcuno abbia "intercettato" le password è invece un'ipotesi dell'avvocato, buona come un'altra in quanto non verificata: quanta gente usa password banali che chiunque, con un minimo di ricerca, può indovinare?

Già qualcuno parla di "attacco informatico", di hacker (o cracker che sia) e di sicurezza della Rete. Onestamente sembra più probabile che si tratti di un ennesimo caso di "trascuratezza informatica", da segnalare perché utile come promemoria.

FONTE:http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=10439&numero=907

L'Espresso: "Cinquanta ragazze a Villa Certosa". Ghedini querela


Le ragazze portate con aerei privati a Villa La Certosa: gioielli in regalo, shopping pagato, il pranzo in pizzeria con Silvio Berlusconi e l'accompagnamento della chitarra di Mariano Apicella. Ghedini azioni giudiziarie contro l'Espresso. Che puntualizza: le intercettazioni esistono.
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Roma, 28-05-2009

Cinquanta ragazze tra i venti e i trent'anni portate con aerei privati a Villa La Certosa: gioielli in regalo, shopping pagato, il pranzo in pizzeria con Silvio Berlusconi e l'accompagnamento della chitarra di Mariano Apicella. Poi due ore di chiacchierata sulle questioni politiche (in cui Berlusconi "se la prende anche con Fini"), quindi via ai festeggiamenti per l'ultimo dell'anno, con canti, balli e bagni nella piscina riscaldata. E' la festa per l'ultimo dell'anno del 2007 nella villa in Sardegna di Berlusconi, raccontata dal settimanale L'Espresso in un articolo basato sui racconti raccolti "dietro garanzia dell'anonimato".

Regali per tutte
La festa descritta dal settimanale precede di un anno quella cui ha partecipato Noemi Letizia. Secondo la ricostruzione, il gruppo delle ragazze era composto da "veline, attricette, ragazze immagine e hostess". Almeno una ventina, scrive il settimanale, alcune "hanno una diaria garantita di 1.500 euro al giorno". Queste ultime, secondo L'Espresso, sono state reclutate nelle discoteche, dove ballano a pagamento, da Sabina Began, "una bellissima modella slavo-tedesca soprannominata l'Ape Regina nelle cronache mondane della capitale" e che sarebbe un'amica di Berlusconi (la Began, pero', ha rifiutato di rispondere alle domande del settimanale). Secondo la cronaca dell'Espresso, Berlusconi avrebbe regalato a ciascuna delle sue ospiti un kit di ciondoli e braccialetti. Le ragazze furono poi accompagnate a visitare gli shopping center della zona: gli uomini della sicurezza le accompagnano, "e coprono le spese delle ospiti fino a 2mila euro". Per la sera, "le ragazze si dividono in gruppi di cinque nelle varie dependance".

Gli scandali minacciati
L'Espresso sostiene che le frequentazioni femminili di Berlusconi avrebbero provocato parecchi problemi al premier perche' le ragazze che non vengono aiutate a lavorare nel mondo dello spettacolo reagiscono con "la minaccia, piu' o meno velata, di far scoppiare uno scandalo". A sostegno di questa tesi, il settimanale cita il procuratore aggiunto di Napoli Paolo Mancuso che, nel rinvio a Roma delle carte dell'inchiesta sul caso Sacca', riferisce di "quattro telefonate che avrebbero potuto configurare un ricatto ai danni del premier". Sono telefonate dell'attrice Evelina Manna al premier, che i giudici romani hanno pero' interpretato come un semplice "sfogo". Una telefonata inedita dell'attrice a Berlusconi e' pubblicata dal settimanale.

Ghedini: fantasie assolute di anonimi e facilmente smentibili
L'avvocato del premier, Niccolo' Ghedini, annuncia azioni giudiziarie contro il settimanale 'L'espresso' per l'articolo che sara' pubblicato domani in cui fonti anonime raccontano della festa di capodanno 2007 a villa La Certosa di Silvio Berlusconi in compagnia di ragazze che avrebbero ricevuto doni e denaro da spendere in shopping durante il soggiorno. "Le notizie apparse quali anticipazioni di un articolo che dovrebbe essere pubblicato nel prossimo numero del settimanale 'L`espresso' - afferma Ghedini- sono destituite di ogni fondamento e saranno oggetto di tutte le azioni giudiziarie del caso. Trattasi di ricostruzioni di assoluta fantasia asseritamente narrate da anonomi e non riscontrabili frequentatori di Villa Certosa e del Presidente Berlusconi che saranno facilmente smentibili nelle sedi appropriate".

"Vengono addirittura riportate - accusa Ghedini- sintesi o stralci di conversazioni telefoniche che sono, come gia' accaduto in un recente passato, del tutto inesistenti e inventate. Conversazioni siffatte non sono mai esistite e gli interlocutori citati potranno ampiamente testimoniarlo. E del resto non e' dato comprendere come 'L`espresso' potrebbe essere in possesso di intercettazioni mai depositate e ad oggi completamente distrutte dall'autorita' giudiziarie. Trattasi, all'evidenza, anche in tal caso, di una operazione di mera fantasia che riveste ovvi connotati di antigiuridicita' e per cui si procedera' in ogni sede. Tutto l`articolo, sia per le parti citate sia per tutte le altre, fra le quali vi e' un'assurda ricostruzione della vicenda Saint Just del tutto contraria alla realta' dei fatti cosi' come accertati dalla autorita' giudiziaria con provvedimento definitivo, e' interamente volto a diffamare il Presidente del Consiglio con il chiaro intento di incidere negativamente sulla campagna elettorale in corso".

L'Espresso: le intercettazioni esistono
L'Espresso conferma la ricostruzione pubblicata sul numero in edicola domani. "Contrariamente a quanto dichiarato dall'onorevole Ghedini, le intercettazioni telefoniche riportate da L'Espresso esistono e sono state fedelmente trascritte - si legge in una nota. - La conversazione tra Silvio Berlusconi ed Evelina Manna è depositata agli atti della richiesta di archiviazione della procura di Roma: non ne è stata chiesta la distruzione perché ritenuta un elemento che scagiona Berlusconi dall'accusa di corruzione. La conversazione numero 794 di Guido De Angelis è stata depositata alle parti nel procedimento per corruzione della procura di Napoli: da un anno è nella disponibilità di almeno cinque avvocati, incluso l'onorevole Ghedini".

Ghedini: sarebbero intercettazioni con divieto di pubblicazione
"In relazione alle affermazioni de l'Espresso - replica Ghedini - sulla sussistenza delle intercettazioni si ribadisce che quelle pubblicate non sono mai state nella disponibilità della difesa del Presidente Berlusconi e che sono state smentite nel contenuto dai diretti interessati. Se comunque alcune fossero esistenti e da noi non conosciute, ve ne sarebbe l' ovvio divieto di pubblicazione ai sensi dell'art. 684 c.p.".

Berlusconi torna sul caso Noemi "Mai avuto rapporti piccanti, lo giuro sui miei figli"

http://blog.tregima.it/wp-content/uploads/2009/01/sottotap-300x300.jpg

(il sottotappeto, ovvero come Berlusconi giudica la stampa straniera)

l premier: "Lo giuro sui miei figli. E se lo avessi fatto mi sarei dimesso"
Poi torna ad attaccare la stampa straniera: "Sottotappeto della sinistra"

E Franceschini insiste: "Giusta la battaglia sui valori, continueremo a farla"


Berlusconi torna sul caso Noemi "Mai avuto rapporti piccanti"

Silvio Berlusconi

ROMA - "Io non ho mai più detto niente di niente. Ho risposto da subito alla sola domanda se avessi mai avuto rapporti 'piccanti'. E ho risposto: 'Assolutamente no'. Ci ho messo anche il carico del giuramento sui miei figli. Non ho mai più detto assolutamente niente. E invece guardate che cosa tocca leggere su certi giornali...".

Così Silvio Berlusconi, davanti alle telecamere ammesse a Palazzo Chigi alla firma di un protocollo per l'Abruzzo, commenta l'incalzare della stampa sulla vicenda Noemi. "C'è qualcuno che ha domande da farmi?" è la domanda retorica usata dal premier per introdurre la sua dichiarazione. In riferimento alle "dieci domande" a cui da giorni Repubblica gli chiede di rispondere. Poi aggiunge che se fosse accaduta una cosa del genere - rapporto intimi con una minorenne - si sarebbe dimesso "immediatamente".

Più tardi, dal palco dell'assemblea di Confesercenti, Berlusconi torna sui temi legati in qualche modo al divorzio con la moglie. Continuando ad attaccare la stampa. "Mussolini aveva il nucleo delle camice nere - dice, riferendosi a quanto scritto ieri dal Financial Times - io, secondo i giornali sottotappeto della nostra sinistra all'estero, avrei il nucleo delle veline. Grazie a dio è meglio".

Ma sulla vicenda oggi torna anche Dario Franceschini, che ieri aveva duramente attaccato il premier dicendo "Fareste educare i vostri figli da quest'uomo?". E che questa mattina dice: "La battaglia sui valori è giusta e continueremo a farla, nonostante tutti i polveroni che solleveranno per fermarci". E ancora, tornando alle sue parole di 24 ore fa: "Mi dispiace davvero se i figli del premier si sono sentiti offesi, loro non c'entrano, non ho mai parlato di loro, nè lo farei". E ancora: "Sulle vicende personali del premier non ho detto una parola nè la dirò. Ogni cittadino si fa una sua idea. Il mio confronto con Berlusconi vorrei fosse sul piano politico".

E contro Franceschini interviene Pier Ferdinando Casini: "Noi consigliamo da sempre al Presidente del Consiglio di rispondere alle domande di Repubblica - ricorda - ma il fatto di oggi sono le polemiche di ieri: è molto triste che quando si è accecati nei confronti di qualche avversario politico dall'odio si usino espressioni che feriscono le famiglie ed i sentimenti dei figli".

Poco più tardi arriva anche il commento di Antonio Di Pietro: "Sul giuramento del presidente del Consiglio ogni italiano può fare la sua valutazione, noi vogliamo inchiodarlo alle sue responsabilità, all'assenza di una politica economica. Mentre il gossip impazza, i poliziotti scioperano perchè non hanno mezzi e non gli pagano gli straordinari".

(la repubblica 28 maggio 2009)

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