Visualizzazione post con etichetta Cronaca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cronaca. Mostra tutti i post

martedì 13 aprile 2010

LO CREDONO MORTO MA LUI SI SVEGLIA DALLA SBRONZA E VA AL SUO FUNERALE

Lo credono morto ma lui si sveglia dalla sbronza e va al suo funerale

Perdere un parente o un amico in un incidente stradale è una cosa tremenda. Ritrovarselo vivo e vegeto in chiesa, mentre si è seduti davanti ad una bara occupata da qualcun altro, risulta tuttavia altrettanto sconvolgente. E' questo è di fatto quanto accaduto alla famiglia di Ademir Jorge Goncalves, un muratore di 59 anni residente in Brasile.

L'uscita domenicale assieme agli amici - Goncalves era uscito assieme agli amici per una serata all'insegna del divertimento più sfrenato. Dopo aver passato molte ore con loro, e aver bevuto una quantità non meglio precisata di superalcolici, il gruppo si è separato: ognuno è tornato nella propria abitazione, ma non il muratore. L'uomo, stando a quanto da lui stesso raccontato, è salito a bordo del proprio mezzo e, prima di far rientro, si è concesso qualche altro bicchierino. Il suo tasso alcolemico doveva esser molto elevato e alla fine è crollato, addormentandosi come un sasso sul sedile.

Un incidente lungo la strada di casa - Destino ha voluto che, mentre lui dormiva, si verificasse un incidente mortale proprio lungo la stessa strada che avrebbe dovuto percorrere per tornare a casa. Le auto coinvolte, e i relativi conducenti a bordo, erano irriconoscibili. Riuscire a comprendere pertanto si trattasse di lui o di un altro malcapitato, considerando anche che la prova del Dna richiede troppo tempo e denaro, e il fatto che in Brasile è consuetudine celebrare i funerali il giorno successivo al decesso, ugualmente impossibile.


Parenti rassegnati fanno celebrare il funerale - Tutti i famigliari e gli amici di Goncalves, addolorati per l'improvviso e inaspettato trapasso, non hanno potuto far altro che organizzare in fretta e furia la cerimonia funebre e dire così addio al proprio amato. Durante la cerimonia, tuttavia, una sorpresa, sicuramente piacevole ma sconvolgente: Ademir è entrato in chiesa, ma non in posizione orizzontale. Il muratore ha varcato l'uscio con le proprie gambe e si è diretto immediatamente verso i parenti lasciandoli senza parole.

Un lieto fine, ma un morto vero c'era - Dopo i dovuti chiarimenti la cerimonia è stata interrotta, anche perché il corpo all'interno della bara non era quello ipotizzato. La famiglia di Goncalves ha ricontattato la polizia locale che, dopo una più attenta ricerca, ha scoperto l'identità della vittima dell'incidente, consegnandola stavolta alla vera famiglia.

* Fonte

venerdì 15 gennaio 2010

Squalo divora surfista: «Era grande come un minibus»




SUDAFRICA, CHIUSE LE SPIAGGE A CITTÀ DEL CAPO
Squalo divora surfista, a pochi metri da riva
Ha ucciso un turista dello Zimbabwe di fronte ai bagnanti: «Enorme, sembrava un dinosauro»

I soccorritori nel luogo dell'attacco
CITTA' DEL CAPO - Sulle spiagge attorno a Città del Capo è arrivato il terrore: sono state chiuse dopo l'attacco di uno squalo che ha ucciso un turista dello Zimbawe a Fish Hoek.
Testimoni hanno riferito che l'uomo è stato divorato dal «gigantesco» pescecane non molto distante dalla riva.

TESTIMONI SOTTO CHOC: «GRANDE COME UN MINIBUS» - Alcune delle persone presenti hanno riferito che il pesce era più «grande più di un minibus. Era enorme, sembrava un dinosauro», hanno raccontato sconvolti dopo aver assistiti imptenti all'uccisione del surfista. Si tratta del secondo attacco nella zona nel giro di una settimana. Lo scorso anno, furono sei gli attacchi degli squali, di cui quattro fatali.


corriere della sera 14 gennaio 2010

domenica 29 novembre 2009

Brenda, gli ultimi messaggi alla madre "Ho paura, voglio tornare a casa"

La mamma è arrivata ieri dal Brasile. Domani l'incontro con i magistrati
Nel computer della donna le mail ricevute prima del rogo. Nessun accenno al caso Marrazzo

di ALVARO FIORUCCI

PERUGIA - Azenete Rodriguez Mendez e la sorella Edina, madre e zia di Brenda, nel bagaglio che le ha accompagnate da Rio de Janeiro a Fiumicino e poi a Perugia, hanno messo anche alcune lettere, un paio di cartoline e un computer portatile nel quale ci sono fotografie ed e-mail. Sono le ultime cose che hanno ricevuto dalla transessuale morta nell'incendio a Roma.

"Ce le ha mandate Edù e alcune sono recenti", ha spiegato la donna ai legali perugini Valter Biscotti e Nicodemo Gentile. "Voglio conoscere tutta la verità, qualunque essa sia", ha detto. Edù, un nomignolo, che spesso sostituiva il soprannome Willy, con il quale in famiglia chiamavano Wendel che poi si è dato un altro nome ancora quando ha lasciato Belen, nel nord del Brasile, per cercare in Italia "una vita migliore".

Nel portatile della zia Edima ci sono i messaggi elettronici, a volte accompagnati da fotografie, con i quali Brenda manteneva i contatti per far sapere alla madre, al fratello e alle due sorelle, dove si trovava, i suoi pensieri, i suoi umori, le sue difficoltà. Alcune e-mail sarebbero immediatamente precedenti alla morte della transessuale.

Domani, quando il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo comincerà ad esaminare le decine di migliaia di file che ingombrano la memoria del portatile lasciato sul lavandino sotto il rubinetto aperto, un altro computer potrebbe entrare nell'inchiesta: quello che le due donne hanno messo dentro una borsa da viaggio. "In Italia la situazione è sempre più difficile. I clandestini rischiano tanto, c'è una sorta di caccia agli immigrati. Ho paura. Penso seriamente di tornare a casa", avrebbe scritto Brenda in una delle ultime e-mail spedite da Roma. Nessun accenno però al caso Marrazzo.

"Ho letto i giornali, ho visto i siti internet e da quello che ho potuto capire l'incidente non è così convincente. Sono qui anche per avere una risposta certa alle tante domande che si fanno un po' tutti. Io chiedo solo giustizia per mio figlio", ha detto la donna. Azenete Rodriguez Mendez domani incontrerà il procuratore Capaldo al quale riferirà anche il contenuto delle telefonate che riceveva da Edù. "Prima non parlerà con nessuno, non deve subire condizionamenti di sorta" dicono i due avvocati.

"Oggi (ieri ndr) per me è un giorno tristissimo, uno dei giorni più tristi della mia vita perché sarebbe stato il compleanno di Del, e tutto avrei pensato tranne che venire a Roma per poter dare una carezza a mio figlio morto". Sempre domani la donna sarà con i suoi avvocati per un sopralluogo nell'appartamento romano dove Brenda viveva, e dove è morta.
la repubblica 29 novembre 2009

martedì 10 novembre 2009

Frana a Ischia, persone in mare Morta una ragazzina di 15 anni

LMENO 20 I FERITI

Smottamento da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola. Ancora dispersa una donna

Auto travolte dal fango a Ischia (Ansa)ROMA - Ennesimo disastro ambientale in Italia. Questa volta ha colpito uno dei luoghi simbolo del "Bel Paese": Ischia, dove una grossa frana si è staccata da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola. Nella frana è rimasta uccisa una ragazza di 15 anni, Anna De Felice, e sono rimaste ferite almeno 20 persone. Un bambino che era dato per disperso è stato poi trovato in buone condizioni, mentre secondo la protezione civile manca ancora all'appello una donna.

SITUAZIONE DRAMMATICA - «A bordo di quelle auto travolte dalla frana c'erano in diversi casi dei bambini che andavano a scuola»: il sindaco di Ischia riferisce di una situazione drammatica sull'isola. Giosi Ferrandino assicura però che stavolta il Monte Vezzi, luogo della tragedia del 2006, quando un evento franoso uccise una intera famiglia lasciando centinaia di persone senza casa, non è stato coinvolto dagli smottamenti. «Nel comune di Ischia ci sono al momento grandi disagi per una pioggia torrenziale che ha causato piccoli smottamenti in più punti - ha detto il sindaco - Abbiamo però accertato che il monte Vezzi, che più ci preoccupava, non è stato interessato da alcun episodio franoso». «A Casamicciola invece - ha concluso - la situazione è drammatica, dal momento che sono state travolte le auto che accompagnavano i bambini a scuola»


AREA DEVASTATA DAGLI INCENDI DURANTE L'ESTATE - Sull'isola sono arrivate squadre dei vigili del fuoco anche da Napoli, che hanno provveduto all' evacuazione dell'area. Lo smottamento è avvenuto in località Tresca e ha riguardato il Monte Epomeo, questa estate colpito da una serie di incendi, spenti con l'intervento di Canadair. Un'altra piccola è rimasta invece ferita in modo grave. Estratta dal fango è stata trasportata da una motovedetta della Capitaneria di Porto in un ospedale di Napoli. Casamicciola è accessibile soltanto via mare, perché le strade sono inagibili a causa della pioggia.

BERTOLASO: «RABBIA E TRISTEZZA» - La frana «da un lato mi fa grande rabbia, dall’altro mi rattrista moltissimo, perché significa che tutto il lavoro che è stato fatto fino a oggi


Una imbarcazione della guardia costiera di fronte a Ischia (Ansa)evidentemente non è stato sufficiente». Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso: «Lo sapevamo - ha aggiunto Bertolaso - fino a quando non si fa questo grande progetto di manutenzione del territorio e di messa in sicurezza di tutto il nostro ambiente continueremo a dover subire questo genere di situazioni». «La prevenzione - ha proseguito - è fondamentale. Fino a quando non faremo prevenzione seria in campo antisismico e del rischio idrogeologico dovremo continuare a confrontarci con questo genere di tragedie. La Protezione civile può garantire un intervento immediato, ma ci vuole progettazione, visione di lungo respiro in modo da cominciare a fare una serie di opere di prevenzione».
NEL 2006 UN'ALTRA TRAGEDIA SIMILE: QUATTRO MORTI - Nel 2006 ci furono quattro morti sempre per lo smottamento di un costone di montagna. Allora a cedere furono le pareti del monte Vezzi che precipitarono su un casa in cui dormivano sei persone. Solo due furono estratte vive.


CORRIERE DELLA SERA 10 novembre 2009

lunedì 9 novembre 2009

Trans Brenda finisce in ospedale

UBRIACO' E' STATO PORTATO AL PRONTO SOCCORSO DOVE HA AVUTO 5 GIORNI DI PROGNOSI
Roma: finisce in ospedale Brenda,
uno dei trans del caso Marrazzo
Coinvolto in una rissa ha poi dato in escandescenze all'arrivo dei carabinieri

ROMA - Brenda, uno dei transessuali coinvolti nella vicenda dell'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, è finito in ospedale stanotte, dopo essere stato coinvolto in una rissa e aver dato in escandescenze all'arrivo dei carabinieri. Ferito al volto e in evidente stato di alterazione, probabilmente perché ubriaco, il transessuale è stata trovato dai carabinieri in via Biroli, nei pressi della via Cassia.

IN OSPEDALE - Ad avvertire i carabinieri sono stati alcuni passanti che hanno chiamato il 112 segnalando che in strada stava avvenendo una rissa o una aggressione che coinvolgeva un transessuale. Secondo quanto si è appreso, la pattuglia dei carabinieri, una volta arrivata sul posto, ha avvertito il 118 perché Brenda ha cercato di farsi del male provando a dare delle testate contro una macchina. Bloccato, è stato portato all'ospedale villa San Pietro, dove ha dato nuovamente in escandescenze. Sedato, è stato quindi dimesso con cinque giorni di prognosi.




corriere della sera 09 novembre 2009

giovedì 29 ottobre 2009

Marrazzo:Caccia al filmato integrale.Forse altri ricattati

http://www.apcom.net/bin/content_3/TopNews/imgs/C_3_TopNews_74459_foto.jpg

Note di Paturnio:
Si indaga sul pappone deceduto per infarto e tirato in ballo dagli imputati.Forse i 5000 euro non erano il pagamento per la prestazione, ma la prima trance data ai ricattatori. La moglie di uno di loro afferma che suo marito è innocente e la verità verrà fuori presto. Degli assegni che avrebbero dovuto tacitare i ricattatori non c'è traccia.Berlusconi afferma di essere stato corretto con Marrazzo e non vuole le elezioni anticipate.C'è qualcosa che sfugge in questa storia, qualcosa che non è ancora venuto fuori.

Il retroscena. Al trans Natalì il permesso di soggiorno in Italia per motivi di giustizia. I militari arrestati organizzano la difesa
Caccia al film integrale di Marrazzo
e a quei tre assegni per il ricatto

di CARLO BONINI

ROMA - La clandestina Natalì, il transessuale brasiliano che l'indagine riconosce nel video insieme a Piero Marrazzo nei primi giorni di luglio nell'appartamento di via Gradoli '96, ottiene il permesso di soggiorno in Italia per "motivi di giustizia". E, a sette giorni dall'arresto dei quattro carabinieri della stazione Trionfale, la decisione segnala come, in questa storia, nessuna tessera sia ancora andata al suo posto. A cominciare dal video che si vuole filmato quella mattina (2 minuti di lunghezza), destinato al "mercato" del ricatto, ma che gli inquirenti si dicono convinti sia solo un frammento di un girato ben più lungo. Che non a caso cercano da giorni, perché lì potrebbe essere la chiave per capire davvero chi girò cosa, quando e come. I carabinieri (come è convinta la pubblica accusa)? Il "pappone" Gianguarino Cafasso scomparso per infarto da overdose nel settembre scorso (come sostengono i militari)? Un altro transessuale? Un po' gli uni e un po' gli altri? Continua


Dossier senza riscontri con oltre dieci nomi di vittime, tra politici e giornalisti
Le accuse dei viados. Il ruolo di un pappone deceduto per infarto
La banda dei ricatti agiva dal 2007
nella rete anche due ex ministri
di CARLO BONINI


ROMA - Ora che il Governatore è caduto, le domande cercano altre risposte. Esiste un doppio fondo dell'affaire Marrazzo? Il condominio di via Gradoli è o è stata una matrioska del ricatto? Insomma, esistono davvero altri politici presi al laccio? E se così è, anche loro hanno pagato un prezzo per la loro vulnerabilità? Fonti qualificate in Procura sgranano gli occhi: "Politici? Per carità. Un falso". Da liquidare né più e né meno come l'immondizia velenosa che da ieri ha preso a frullare nelle redazioni dei quotidiani. Una "colonna infame" di dodici nomi, priva di un qualsiasi straccio di riscontro negli atti di indagine, un "chi più ne ha, più ne metta" di uomini della politica e dell'informazione da squartare.

Un pantano che dà l'idea dei nervi che questa storia ha scoperto. Dell'occasione che apre per qualche resa dei conti brutale. Con al centro i Carneade della "squadretta" della stazione Trionfale: il maresciallo Nicola Testini, i carabinieri Luciano Simeone, Carlo Tagliente e Antonio Tamburrino (da giovedì scorso detenuti a Regina Coeli in regime di massima sicurezza, massima sorveglianza visiva e assoluto isolamento). E di cui conviene tornare a parlare, perché, al netto dei veleni, quello che si comincia a percepire sul conto di almeno tre dei quattro militari (Testini, Simeone e Tagliente) non è proprio rassicurante. Né residuale. continua a leggere

venerdì 2 ottobre 2009

Si masturba sul balcone di fronte alla vicina: multato




Madonna di Campagna

TORINO 01/10/2009 - Era diventato un appuntamento quoti­diano, una piacevole tradizione da ri­spettare, un’ossessione alla quale non si poteva ormai più sfuggire. Ogni gior­no, alla stessa ora, usciva sul balcone di casa e si masturbava. Approfittando, in particolare, della presenza della vicina di casa, anche lei in quel momento sul proprio balcone di casa. L’uomo si de­nudava e poi richiamava l’a ttenzione della vicina, quindi cominciava a toc­carsi.

Poi, una volta raggiunto l’orga­smo, rientrava in casa. Come se nulla fosse, come se niente fosse accaduto. Il giorno successivo, poi, la scena si ripe­teva, puntuale. L’uomo aspettava che la donna uscisse sul balcone, dopo di che usciva all’aperto anche lui, si spogliava e si masturbava, dopo aver attirato in tutte le maniere possibili l’a ttenzione della donna. Una scena, questa, che si è ripetuta più volte, in più di un’occasio­ne.

Finché la vicina del maniaco, ormai stanca di assistere ogni giorno a quello squallido spettacolo, ha deciso di de­nunciare quegli episodi divenuti ormai quotidiani. Gli appostamenti della poli­zia giudiziaria della procura di Torino hanno fatto il resto: gli investigatori hanno aspettato con pazienza che l’uo­mo uscisse sul proprio balcone di casa e poi hanno filmato lo spettacolino a luci rosse. Dopo di che, nei confronti del manico è scattata una bella denuncia con l’accusa di atti osceni in luogo pub­blico. Una denuncia che si è infine tra­dotta nel pagamento di una multa del valore di 7.500 euro. Una multa salata, che probabilmente il maniaco non si aspettava di dover pagare. L’uomo, po­co più che quarantenne e residente nel quartiere Madonna di Campagna, si è quindi giustificato affermando che non credeva di fare nulla di male.

cronaca qui torino 2 ottobre 2009

http://www.torinocronaca.it/news-si-masturba-sul-balcone-di-casa-di-fronte-alla-vicina-multato-_27141.html
tag: esibizionista, si masturba, cronaca, torino, multato, 3 ottobre 2009

martedì 29 settembre 2009

Samoa: Terremoto 8 gradi Richter.Allarme da Australia ad Hawaii

È la scossa più forte al mondo negli ultimi due anni

Terremoto nel Pacifico,
tsunami provoca alcune vittime

Sisma di 8 gradi Richter. Le più colpite sono le Samoa americane e le Samoa. Allarme da Australia ad Hawaii

MILANO - Uno tsunami generato da un terremoto di 8 gradi della scala Richter ha provocato alcune vittime nelle isole Samoa americane. Ancora incerto il numero dei morti. Il sisma è avvenuto alle 19,48 ora italiana (le 6,48 di mercoledì 30 settembre ora locale) nell'oceano Pacifico a circa 200 km a sud-ovest delle isole Samoa. Il centro del sisma è stato posizionato a 18 km di profondità. Si tratta del sisma più forte al mondo dal 12 settembre 2007, quando avvenne un terremoto di 8,5 Richter a sud-ovest di Sumatra, in Indonesia. Vista l'intensità del terremoto, è stata subito diramata un'allerta tsunami in buona parte del Pacifico. Il centro tsunami delle Hawaii ha ipotizzato un'altezza massima di 3 metri dell'onda, distruttiva sulle coste più vicine all'epicentro. Secondo le prime testimonianze che giungono dal Pacifico, l’acqua ha invaso la costa di Pago Pago per circa 100 metri e nel riflusso molte auto sono state risucchiate. Un neozelandese ha detto alla radio che il villaggio di Sau Sau Beach Fale è stato spazzato via. Lo tsunami è arrivato a Pago Pago (Samoa americane) alle 19,59 dove si è registata un'onda di 1,57 metri, e ad Apia, capitale di Samoa, alle 20,10. Ad Apia dopo l'allarme la gente è uscita dalle case per portarsi nelle zone più elevate dell'isola, dove ci sono state anche alcune frane. L'allarme tsunami è stato esteso fino alla costa est australiana (a Sydney l'arrivo dell'eventuale onda è previsto alle 2,38 italiane), in Nuova Zelanda, in Papua-Nuova Guinea e alle Hawaii. Circa 20 minuti dopo la prima scossa, è stato registrato un altro terremoto di 5,6 gradi.


corriere della sera 29 settembre 2009

venerdì 14 agosto 2009

Morto Les Paul, inventore della chitarra Gibson Les Paul

AVEVA 94 ANNI

Morto Les Paul,

innovatore della chitarra

Jazzista e «inventore» della «solid body»,

la chitarra elettrica a cassa piena che ha

aperto la strada al rock moderno: il suo

nome al modello più famoso della Gibson

Les Paul con il modello della Gibson che ha preso il suo nome (Ap)














LOS ANGELES
- Jazzista, virtuoso della chitarra e già per
questo meritatamente famoso. Ma il nome di Les Paul,
morto oggi a 94 anni, resterà sempre legato
soprattutto a una sua innovazione: la cjitarra elettrica
a cassa piena, la cosiddetta «solid body », che è andata
ben oltre l'ambito ristretto del jazz,per il quale Les Paul
l'aveva pensata. E' stata infatti la base la base di tutto
il rock moderno: realizzata dalla Gibson, la sua solid
body è stata il modello base di una generazione d
i chitarre e ancora porta il suo nome. Alcuni dei
più grandi chitarristi jazz e rock hanno suonato con la

Gibson Les Paul
:
da Carlos Santana a Jimmy Page
(Led Zeppelin), da Paul McCartney a Edge (U2),
da Slash (Gun 'n' Roses) a Bob Marley,
da Neil Young a Steve Jones (Sex Pistols).
Les Paul, il cui vero nome era
Lester William Polfus, ha al suo attivo 36 dischi d’oro,
la maggior parte in coppia con la moglie Mary Ford,e undici successi da hit parade.














L'INVENZIONE
- Les Paul disegnò la chitarra nel 1952
su richiesta della Gibson per contrastare il primo
modello di chitarra elettrica «solid body»
del concorrente Leo Fender, la Broadcaster, poi
ribattezzata Telecaster, messa in commercio due anni
prima. Per questo motivo la primogenitura
della «solid body» è sempre stata oggetto di disputa.
Ma Les Paul aveva cominciato molto prima a lavorarci:
nel 1940 aveva realizzato un
prototipo nei laboratori della Epiphone e l'aveva
soprannominato «The Log» (il tronco).
Ma i tentativi di far produrre quella chitarra
fallirono. Anche la Gibson, a metà degli anni
Quaranta, decise di non farne niente: il mercato
ancora non aveva bisogno di un'innovazione
del genere.
Una Gibson Les Paul Classic









IL DUELLO GIBSON-FENDER - Le chitarre elettriche

esistevano già,ma erano tutte con una cassa che somigliava

a quelle delle chitarre acustiche,

anche se più bassa e con dei «tagli» a effe invece della buca

centrale. Per i jazzisti erano ideali, ma quando cominciarono

a imporsi il rock 'n' roll e il primo R&B,

l'uso di volumi più alti pose nuovi problemi di suono e di

compatibiltà con glamplificatori. Le chitarre con cassa,

infatti, andavano facilmente in risonanzacon l'ampli,

causando un fastidioso effetto sonoro. Leo Fender,

lanciando la suaTelecaster, fece subito breccia tra i musicisti

delle band che dovevano affrontare le lunghe serate nei locali

da ballo, dando loro uno strumento robusto, semplice

e senza problemi di feedback anche a volume alto e in prossimità

dell'amplificatore. Per questo la Gibson tornò di corsa sui propri passi

chiedendo a Les Paul di preparare una versione definitiva del

suo progetto.

Ne uscì una chitarra che volutamente richiamava la forma

del violino,più compatta della Fender, più raffinata ed evolut

a tecnologicamente(due pick up, quattro potenziometri),

più versatile e adatta a essereutilizzata in diversi generi

musicali. Una scelta costruttiva cui poi Fender

rispose realizzando la Stratocaster. Da allora a

oggi Fender e Gibson sonorimasti i marchi storici tra i

produttori di chitarre elettriche insieme alla Epiphone.

E i loro modelli base, Telecaster e Les Paul, sono tutt'ora

prodotti con poche variazioni rispetto alle prime versioni.

Anzi, spesso, sono state realizzate delle riedizioni degli

originali degli anni Cinquanta.


corriere della sera 13 agosto 2009

lunedì 10 agosto 2009

EROTICA TOUR:SVIENE BALLANDO CON MILLY D'ABBRACCIO (VIDEO)

ALLA FIERA ADRIATICA DI SILVI MARINA (TERAMO)

Sviene a show erotico della D'Abbraccio

Brutta avventura per un 26enne leccese: troppo forte è stata l'emozione di ballare accanto alla sua beniamina

TERAMO - «Ho visto la Madonna!». Questo ha detto, una volta ripresi i sensi, il 26enne leccese svenuto durante uno show erotico della sua sexy star preferita, Milly D'Abbraccio. È successo alla kermesse «Erotica Tour», alla Fiera Adriatica di Silvi Marina in provincia di Teramo. Durante lo spettacolo la D'Abbraccio ha trascinato il ragazzo sul palcoscenico ballando con lui in modo sensuale e con pochissimi abiti addosso. Lui non ha retto all'emozione: in preda all'euforia, ha avuto un malore ed è letteralmente svenuto davanti a 2mila persone. La sexy star ha tentato di soccorrerlo, poi è arrivato anche il presentatore della manifestazione, Gybly Lombardi, volontario del Pronto Soccorso. Dopo i primi tentativi di rianimazione, è stato chiamato il 118. Nessuna grave conseguenza per il giovane, a parte lo spavento suo e degli amici. Una volta tornato cosciente ha semplicemente detto: «Ho visto la Madonna! Dov'è Milly?».


CORRIERE DELLA SERA 09 agosto 2009

mercoledì 22 luglio 2009

Jackson, quarto figlio: si chiama Omer e ha 25 anni


Il britannico "Sun" rivela l'identità del ragazzo che al memorial era seduto tra i familiari della popstar. Il padre lo avrebbe incontrato solo nel '96 ma da allora sono apparsi spesso in pubblico insieme. Raid antidroga nella clinica del dottor Murraydi RITA CELI



AL MEMORIAL dello scorso 7 luglio a Los Angeles era quel ragazzo con gli occhiali scuri seduto in prima fila tra le sorelle e i tre figli di Michael Jackson. Oggi il tabloid britannico The Sun rivela l'identità di quel ragazzo, e aggiunge un nuovo tassello nel sempre più affollato e disordinato albero genealogico della popstar: quel giovane sarebbe il quarto figlio di Jackson, un ragazzo nato nel 1984, Omer Bhatti, ballerino.

Intanto prosegue l'inchiesta sulla morte della popstar da parte della polizia di Los Angeles che indaga sui medici che lo hanno avuto in cura, in particolare su Conrad Murray: a sorpresa questa mattina gli agenti del dipartimento antidroga Usa (Drug enforcement administration) hanno perquisito la sua clinica a Houston, in Texas. Murray è stato il medico personale di Jackson e ha assistito la star durante il collasso che lo ha ucciso lo scorso 25 giugno. Su di lui ci sarebbero prove di aver abusato di farmaci nelle cure di Jackson, fattore che avrebbe portato al decesso, ma finora Murray è stato più volte interrogato e mai sospettato come possibile responsabile della sua morte.

La notizia del quarto figlio di Jacko arriva come l'ennesimo colpo di scena a sostegno del quale The Sun pubblica diverse foto del ragazzo. Non solo immagini riprese alla cerimonia dello Staples Center, circondato dalle sorelle del cantante e dai figli, seduti accanto alla nonna Katherine, ma anche scatti del passato, che lo ritraggono accanto al presunto padre, vestito e truccato come lui. Inoltre The Sun mette in evidenza le somiglianza tra il giovane e Prince Michael II, il figlio più giovane nato nel 2002 tramite inseminazione artificiale da una madre surrogata.



Secondo quanto riferisce il tabloid, Jackson nel 2004 avrebbe confessato ad alcuni amici che Omer, di nazionalità norvegese, era il frutto di una relazione passeggera. Il ragazzo, che ora vuole sottoporsi a un test del Dna per dimostrare di essere figlio della star, ha vissuto per qualche anno nel ranch di Neverland e sarebbe stato trattato come uno di famiglia.

Un video facilmente reperibile su internet lo mostra scartare pacchi di Natale insieme agli altri Jackson nel 1998, quando aveva 14 anni. La notizia della presunta paternità circolava da tempo, ma non era mai stato niente di più che un pettegolezzo. "Era il re del pop. Ma per noi era molto di più", aveva detto la madre di Omer, Pia, alla morte della star quasi un mese fa. Interpellati ieri in Norvegia dal tabloid, sia la madre che il padre né confermano né smentiscono la notizia.

The Sun pubblica una serie di foto e scrive che Michael Jackson ha incontrato Omer solo nel 1996, ma da allora i due sono stati vicini e sono apparsi spesso insieme anche in occasioni pubbliche. All'epoca i genitori, Pia e Riz, vendettero la casa a Oslo per trasferirsi nel ranch di Jackson dove si fermarono qualche tempo prima di far ritorno in Norvegia.

Sempre secondo il giornale britannico, Omer si trovava a Neverland ai tempi dell'inchiesta per pedofilia, nel 2003. Nel frattempo è diventato un ballerino in grado di eseguire le stesse movenze del suo idolo e presunto padre. E cerca di aprirsi un varco nel mondo dello spettacolo ballando e cantando non solo come Jacko, promuovendosi con il nome d'arte di O-Bee, completo di sito ufficiale con tanto di dedica al "King of Pop" sulla homepege. Poi, tra un video e l'altro, ecco che spunta una sua esibizione datata 1995, all'epoca 11enne, allo show italiano "Bravo Bravissimo" dove appare evidente che il talento non gli manca. Dal giorno dei funerali, il giovane non ha più lasciato Los Angeles, ma non si hanno sue notizie.

La verità sui figli di Jacko si saprà forse al termine della battaglia legale che vede in causa la moglie Debbie Rowe, la madre Katherine e ora anche il dermatologo personale dell'artista, Arnold Klein, che dichiara di essere il vero padre dei primi due. Tutti chiedono la custodia dei bambini, destinati a ereditare una bella fetta dell'ingente patrimonio lasciato dalla popstar.

Il dermatologo - per il quale la seconda moglie del re del pop Debbie Rowe lavorava all'epoca del suo matrimonio con Jackson - non ha mai negato in maniera definitiva di essere il padre naturale di Prince Michael, 12 anni, e di Paris, 11. Durante un'intervista di pochi giorni fa al Larry King Live, Klein ha confessato di aver donato sperma in passato, ma non ha confermato di essere il padre dei due bambini, che ha definito "molto intelligenti" e "ben educati". Ora però, secondo quanto hanno riferito alcuni amici dell'uomo al Sunday Mirror, il medico sarebbe pronto a intervenire nella battaglia legale per la custodia dei bambini, che finora si è consumata tra la Rowe e la madre di Jackson, Katherine.

Klein, che vive da solo in una lussuosa residenza a Los Angeles dopo essersi separato di recente dal suo compagno, ha un profondo legame con i figli di Jackson che lo chiamano "zio Arnie". Mentre il suo ex compagno, Paul Gohranson, ha pensato bene di dire la sua su Michael Jackson sostenendo che era diventato impotente a causa delle botte ricevute dal padre Joe.

Il padre intanto continua a rilasciare interviste dichiarando di non aver mai picchiato suo figlio: una questione che solo i fratelli potrebbero chiarire una volta per tutte ma preferiscono tacere. Salvo rilasciare, anche loro, interviste negli Usa e in Europa, esprimendo tutto il loro dolore per la perdita dell'amato fratello: un'ottima promozione in previsione di un concerto-reunion dei Jackson previsto per fine agosto all'Arena 02 di Londra, proprio dove l'artista avrebbe dovuto esibirsi a luglio.

(la repubblica 22 luglio 2009)

mercoledì 15 luglio 2009

BOSSI:IL FIGLIO PASSA LA MATURITA' PER UN PELO E LUI ESULTA

Bossi annuncia: «Mio figlio ce l'ha fatta, questa volta ha passato la maturità»

MILANO (11 luglio) - «Oggi sono particolarmente in forma»: lo ha detto Umberto Bossi arrivando alla festa della Lega a Paderno Dugnano. E alla domanda sul motivo ha risposto che «mio figlio ha passato la maturità». Renzo Bossi era già stato bocciato all'esame, in passato. Il segretario della Lega ha spiegato che questa volta ha preso 69/100.
Alla gente venuta ad ascoltarlo a Paderno Dugnano, Umberto Bossi ha detto che quest'anno andrà «al mare perché - ha aggiunto - mio figlio ha dato la maturità. Meno male l'ha passata. Questa volta è andata bene». «Mi è venuto su il morale - ha aggiunto - anche se sono stanco per la campagna elettorale».

venerdì 10 luglio 2009

G8: Carla Bruni visita le macerie aquilane e si commuove

«È terribile!». Accompagnata da vigili del fuoco e Protezione civile nel suo giro tra le macerie del centro storico aquilano, Carla Bruni Sarkozy commenta così, in italiano, anche se la stampa che la accompagna è quasi tutta francese, la vista dei danni provocati dal terremoto.

Poi la premiere dame annuncia che la Francia contribuirà al restauro della Chiesa di santa Maria del suffragio, detta delle Anime sante, pagando la metà del costo totale dei lavori. «Desideravo da tempo venire qui all'Aquila, in particolare per motivi umani».

la stampa Galleria 10 luglio 2009

Foto Villa Certosa:Licenziato Zappadu, fotografo di EPolis


Licenziato Zappadu, autore delle foto a Villa Certosa, "scaricato" da E Polis

L'autore dei famosi scatti a Villa Certosa denuncia il una lettera aperta: "E Polis sostiene la giusta causa, mi difenderò nelle aule giudiziarie"

Giovedí 09.07.2009 13:00

Antonello Zappadu
Antonello Zappadu
Antonello Zappadu è stato licenziato dal gruppo E Polis per il quale lavorava con l'incarico di fotoeditor fotoreporter. Lo comunica lo stesso autore dei famosi scatti a Villa Certosa in una lettera aperta. "Cari amici e colleghi, la proprietà o, per meglio dire, il nostro padrone - scrive - mi ha licenziato. Le banali scuse addotte, l'infamia della giusta causa, saranno oggetto della mia ennesima lotta all'interno delle aule giudiziarie. Vi saluto coralmente, perché uno ad uno finirei per farmi vincere dall'emozione, mentre voglio che un po' di rabbia mi resti per riversarla su quanti a me adesso, ed a voi domani (anche se spero di sbagliarmi), hanno fatto e stanno facendo tanto male. Per fare questo mestiere (fatemi scimmiottare il mio grande benefattore Silvio Berlusconi) ci vogliono almeno cinque P: passione, perseveranza, professionalità e pudore. Tutte condizioni necessarie per arrancare una notizia, aver cura di costruirla al meglio, renderla presentabile al pubblico ed avere il pudore di non considerla mai la verità assoluta. Ah, dimenticavo la quinta P, quella delle Palle per pubblicarla".


E continua: "Ci pensate? E Polis, per potermi licenziare, ha inventato la violazione dell'obbligo di esclusiva. Ci credereste? Mi licenziano perché non avrei dato le foto (la mia notizia) a loro (visto che ero in regime di esclusiva). Loro che qualora l'avessi fatto, ovviamente, le avrebbero certamente pubblicate e avrebbero fatto lo scoop forse più importante (scusate la modestia) del giornalismo sardo ed italiano. Se davvero fosse così, mi sarei licenziato da solo. No, no loro, quelli di adesso come quelli di prima, le foto le avrebbero volute solo per censurarle, per bruciarle, per aggiungere qualche altra P, quella di proni e piegati al potere del potente, a quelle di cui parlavo prima e che non li riguardano".

"Hanno detto e scritto di me - prosegue il fotografo - che 'le condotte che vengono ascritte allo Zappadu non appartengono alle regole deontologiche ed etico-valoriali che la stessa ha da tempo sviluppato al suo interno e dalle quali tutti i dipendenti, giornalisti, fotografi e collaboratori della E Polis S.p.A. sono tenuti ad attenersi', che tali fotografie risultano non essere state realizzate nell'ambito ed in ragione del rapporto di impiego che Antonello Zappadu intrattiene con la E Polis S.p.A. ed in totale assenza di qualunque richiesta o indicazione della direzione".

Intanto il Tribunale del riesame di Tempio Pausania ha respinto la richiesta di revoca del sequestro delle fotografie scattate da Zappadu a Villa Certosa. Due giorni fa l'avv. Franco Luigi Satta aveva depositato una memoria difensiva per riproporre le ragioni di Berlusconi, chiedendo ai giudici di confermare il provvedimento di sequestro delle cinquemila fotografie che il fotoreporter olbiese avrebbe scattato con un potente teleobiettivo. "Nel rigettare la richiesta il Tribunale del riesame ha messo in evidenza come sia indifferente per il sequestro che le foto siano in possesso di terzi, il sequestro implica il collegamento tra il reato e le foto - ha spiegato l'avv. Satta - il tema diventa di particolare attualità, se si considera che il Tribunale del riesame rigettando la richiesta afferma che rappresenta reato l'uso futuro, anche da parte di terzi, delle foto".

affari italiani 9 luglio 2009

giovedì 9 luglio 2009

Barigate, Intercettazioni Tarantini:""Andiamo da Gianpaolo a sniffare"

Feste e cocaina nelle telefonate dell'inchiesta di Bari
Nel 2002 l'uomo d'affari fu intercettato a lungo dai carabinieri
"Andiamo da Gianpaolo a sniffare"ecco le intercettazioni di Tarantini

di GABRIELLA DE MATTEIS


"Andiamo da Gianpaolo a sniffare" ecco le intercettazioni di Tarantini

Gianpaolo Tarantini

BARI - "Avevo un po' di polvere soltanto !... mi era rimasto qualche granulino". E' il 4 ottobre 2002. Gianpaolo Tarantini parla con la moglie. Ed il riferimento per i carabinieri della sezione di pg è chiaro: è alla cocaina che l'imprenditore barese aveva cominciato a cedere ad amici e conoscenti, ospiti delle sue feste a Giovinazzo. L'inchiesta del pm Roberto Rossi, giunta a conclusione, inchioda Tarantini, il giovane uomo d'affari che corrompeva medici e primari e che, sei anni più tardi, conoscerà il premier Silvio Berlusconi dal quale accompagnerà la escort Patrizia D'Addario. Il fascicolo (sfociato in 23 avvisi di conclusione delle indagini) racconta di un vortice di mazzette e di un giro di cocaina. Svela i nomi e le abitudini dei salotti buoni della città.

In albergo a Milano
E' il 28 febbraio 2002. Gianpaolo Tarantini è in una stanza d'albergo a Milano con un amico, M., 33 anni, figlio di un imprenditore del settore della sanità.
Tarantini: "... da un po' che pip...".
M.: "Non pippavo".
T.: "E te la lascio io un grammo ! (tossisce) Ora ne abbiamo tre, oh! Io mi sono fatto cinque o sei piste ! Vedi, quello tuo... qua, sta già condito prima !".
M.: "E mi sembra strana !".
T.: "Sto schizzato io! No, è buona ! Perché io sono... sto schizzato a finire".

Scalare le montagne russe
Nel suo giro Tarantini era il punto di riferimento, "l'amico" capace di animare le serate, con la polvere bianca, molto spesso. Lo testimonia una conversazione, intercettata il 22 settembre 2002. L'imprenditore barese parla con un amico.
E. :" Senti carino, dove sei ?".
T.: "Vieni alla villa, vieni, che ti faccio scalare le montagne russe !".
E.: "Senti carino, dove sei ?".
T.: "Vieni alla villa che ti faccio scalare le montagne russe !".
E.: "Alla villa, dove stai ? dove stai?...".
T.: "... Vieni a Riva del Sole...".
E.: "No, ti veniamo a prendere...".
T.: "... con chi state ?".
E.: "eh, il macello, siamo assai! Andiamo... da Gianpaolo a "pippare"? Eh? Tutti ?".

Organizzare un macello
Il giorno successivo Tarantini riceve una telefonata da M, che dice di aver saputo in giro che "sta organizzando il macello per domani". Il riferimento è ad una festa della quale l'imprenditore parla al telefono con la moglie (N). Un festa nel corso della quale, sostiene l'accusa, avrebbe dovuto far uso di cocaina. La conversazione è agli atti dell'inchiesta.
N. : "... Non lo so chi vuoi invitare tu !...".
T.: "No, volevo fare una "seratina", giusto per finire quella cosa là".
N. : "Molto ?".
T.: "Giusto per finire quella cosa là".
N. : "Si, amò, domani... magari...".
T.: "Sì, ma non voglio in cento persone, oh, che i cristiani parlano tutti assai !".

Portare "striscia la notizia"

Al telefono l'imprenditore barese era solito commentare la riuscita delle feste. Come accade il 30 settembre del 2002. Tarantini parla con M.
T.: "Comunque la cosa stupenda che ho fatto...".
M.: "Perché siete...".
T.: "... Allora, due cose erano da ridere... Una, sono stato a ridere ieri tutto quanto il giorno. Uno era quando stavate tutti in coda, io seduto vicino al tavolinetto".
M.: "Eh!".
T.: "... (ridendo) E c'era la coda proprio! (ride)... Tutti ansiosi stavate e poi mi sono fatto quello grosso sul tavolo lungo!".
M.: "Ah! (ride) Maledetto a te, oh!".
Gli ospiti, ricostruiscono i carabinieri, venivano selezionati anche sulla base della loro propensione a consumare la droga. Lo dimostra la festa, organizzata per l'inaugurazione della villa a Giovinazzo. Emblematica la conversazione intercettata il 1 febbraio del 2003.
M.: "Se non porti "striscia la notizia" io non vengo".
T.: "Mò ti dico gli invitati, così capisci chi è stà striscia la notizia...".

(la repubblica 9 luglio 2009)

mercoledì 8 luglio 2009

Strage Viareggio, i funerali:Dolore, rabbia, voglia di giustizia

http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200907images/viareggio_camera01g.jpg

Napolitano: chiarezza, prima ancora di accertare le responsabilità. L’omelia di monsignor Castellani: questa tragedia non può essere imputata al caso e alla fatalità

«Si deve fare chiarezza prima ancora di verificare se ci sono delle responsabilità», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Perché la strage di Viareggio non può essere imputata al «caso e alla fatalità», gli ha fatto eco l’arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani, nell’omelia pronunciata per i funerali di 15 delle 22 vittime.
Nel giorno dell’addio ai suoi figli, Viareggio si è raggomitolata su se stessa «con la compostezza e la sobrietà che sono il tratto tipico della città», come ha osservato il regista Mario Monicelli, ma nella sua anima si avverte un profondo bisogno di verità e di giustizia, di cui le parole del Capo dello Stato, l’omelia del vescovo e le invocazioni di alcuni parenti sono stati il filo rosso di una giornata di dolore e di rabbia.
Una città spettrale. Una giornata cominciata all’insegna di una città chiusa con le bandiere a mezz’asta. Una città spettrale, come mai si è vista, nemmeno d’inverno. Chiusi i negozi, gli uffici, gli alberghi, i bar e persino gli stabilimenti balneari. Spiagge vuote. Ombrelloni ripiegati. Per un giorno le due città - la balneare e la stanziale - si sono congiunte nel dolore. «Ho cinquant’anni, ma una Viareggio desolante e desolata come oggi non la ricordo», commenta Mario, un tassista sul lungomare.
Stadio pieno e maxischermi. Mentre allo stadio dei Pini, alle 11, alla presenza di Napolitano, dei presidenti della Camera Gianfranco Fini e del Senato Renato Schifani, del presidente della Regione Claudio Martini, di parlamentari, assessori e sindaci, l’arcivescovo Castellani ha iniziato la concelebrazione con altri 5 vescovi e 50 sacerdoti dei funerali delle vittime, in città si sono accesi numerosi maxischermi per la diretta della cerimonia. Persino negli stabilimenti balneari. E in Passeggiata.
Una città intera - 25mila allo stadio e gli altri davanti alla tv - ai piedi delle 15 bare. Al loro ingresso allo stadio, lo speaker del Carnevale Loris Marchi ha letto i loro nomi. «Tra un nome e un altro ho cercato di anticipare gli applausi per non emozionarmi», ha spiegato.
Le quindici bare. Ecco il fornaio Antonio Farnocchia, 51 anni. Il siciliano Rosario Campo, 42 anni, che aveva smarrito il telefonino e stava tornando a prenderlo in azienda. La giovane sposina Elena Iacopini, 32 anni, e la mamma Emanuela Milazzo, pittrice. Le due sorelle Mazzoni, Ilaria e Michela, 36 e 32 anni. La badante romena Ana Habic, 42 anni, e l’uomo che accudiva, Mario Pucci, 90 anni. Maria Lusia Carmazzi, detta Pulce, 49 anni, moglie di Andrea Falorni, ancora disperso. Claudio Bonuccelli, 60 anni, e Nadia Bernacchi, 59 anni, che avevano preso in affitto una casa per due settimane in via Ponchielli. Magdalena Cruiz Ruiz Oliva, 40 anni, Ecuador, che abitava al numero 17 di via Ponchielli, assieme ai fratelli Boumalhaf. Ecco infine le tre bare della famiglia Piagentini. Quella più grande di mamma Stefania e le due piccole di colore bianco di Luca e Lorenzo, rispettivamente di 5 e 2 anni.
«Non eravate pronti per volare». Durante la messa, un’amichetta dei due bambini, Veronica Martinelli, 16 anni, ha letto una preghiera rivolta alla loro mamma: «Non eravate pronti per volare via, non eri pronta per lasciare tuo figlio Leonardo». Insieme frequentavano l’associazione «Quelli che non», che unisce bambini malati e sani per far vedere loro «che nella vita c’è il bello e il brutto», spiega Alba Caramanna, la mamma di Veronica.
Napolitano, dolore e rabbia. E il piccolo Leonardo ha ricevuto, dopo i funerali, conclusosi con l’intervento dell’imam e del tenore Andrea Bocelli, che ha interpretato due brani, il Panis angelicus di Frank e Ave verum corpus di Mozart, la visita di Napolitano, il «nonno buono», come gli è stato presentato. Un nonno che - durante i funerali e la visita ai ricoverati nell’ospedale Versilia - non ha nascosto il dolore e la sua voglia di chiarezza e di verità: «E’ stata una giornata straziante e straziate erano le persone e le famiglie che ho incontrato allo stadio prima dei funerali. Mi ha colpito lo choc per quanto incredibile e imprevedibile fosse considerata la tragedia. Mi ha colpito il dolore per quanti hanno perso la vita». E ha ripetuto più volte: «Occorre chiarezza, chiarezza...».


Autore: Mario Lancisiil Tirreno 8 luglio 2009

lunedì 6 luglio 2009

L’Aquila/ Nella terra del G8 nuove scosse nella notte, anche i "grandi" finiranno in tendopoli?

Il "piano B" in caso di terremoto durante il G8: vertice a Roma



La terra del G8 continua a tremare. Cinque scosse tra le 22 di domenica sera fino alle 9 di oggi di scala compresa tra i due e i tre gradi . La più recente è stata avvertita dalla popolazione dell’Aquilano poco dopo le 9, con una magnitudo di 3 gradi. Le zone prossime all’epicentro sono state Barete, Cagnano Amiterno, Capignano, Pizzoli e Scoppito.

Le scosse si sono concentrate nella notte nella zona dell’Aquilano e nella valle dell’Aterno. Un movimento continuo che desta preoccupazione per gli organizzatori del G8: se le scosse dovessero superare la magnitudo 4, infatti, il summit dovrà essere trasferito d’urgenza a Roma. Il piano è già pronto. In caso di gli ospiti saranno sistemati in una tendopoli e a quel punto i Vigili del Fuoco decideranno se le strutture sono agibili. In caso contrario il verrà spostato.

fonte

Il "piano B" in caso di terremoto durante il G8: vertice a Roma

  • 6 luglio 2009 - 9.57
G8 nei luoghi del terremoto all'Aquila

ROMA - Se il territorio abruzzese dovesse tornare ad essere tormentato dal terremoto durante i lavori del G8 dell'Aquila, i lavori del vertice internazionale si terrebbero a Roma, all'istituto superiore di polizia di via Piero della Francesca. E' una parte del piano alternativo per l'organizzazione del G8, che tuttavia sarebbe messo in atto solo nel caso in cui il sisma si verificasse a vertice in corso, non è, cioé, un'azione preventiva.

Il piano alternativo per il summit è stato reso noto dallo stesso Governo, che si appresta a ricevere il primo ospite dell'incontro internazionale, il presidente della Repubblica Popolare cinese Hu Jintao.

domenica 5 luglio 2009

Rifugiato Politico picchiato e derubato: "Stiamo facendo quello che vuole il governo"

Stiamo facendo quello che vuole il governo (la prima ronda?)

Lo hanno inseguito, picchiato e derubato.

Ieri, a Roma.Stava distribuendo volantini

Lui è un rifugiato politico, in italia dal 2002.

Mentre lo pestavano gli dicevano che se ne doveva andare e che stavano facendo quello che vuole il governo.

La prima ronda?

fonte:http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=69055a300b897e41

venerdì 3 luglio 2009

Apre cartella pazza e sviene,Codacons: in giudizio l'erario




http://www.fiscaleweb.com/wp-content/uploads/in-arrivo-un-ondata-di-cartelle-pazze.jpg
Ha aperto una cartella pazza e gli è venuto un coccolone, quando ha letto che lo Stato gli stava chiedendo, a saldo di un debito non pagato, ottocento milioni di euro. Un uomo 54 anni, di Jolanda di Savoia (Ferrara), è svenuto. Per questo ora, appoggiato dal Codacons, chiederà i danni all'erario, per aver «subito ripercussioni fisiche e psicologiche», fino a svenire. Il contribuente, insieme ad altri 4.500 cittadini emiliani, ha aperto ieri la busta inviatagli da Equitalia Emilia Nord Spa. «Inizia a leggere la comunicazione - scrive Codacons - e scopre che l'ente ha disposto il fermo amministrativo del suo veicolo per il mancato pagamento di un tributo. Prosegue nella lettura e rimane sconvolto quando apprende che la somma richiestagli da Equitalia ammontava a 800 milioni di euro. Dopo aver controllato bene la cifra M.P.inizia a sentirsi poco bene: battito cardiaco impazzito, sudarazione incontrollata, annebbiamento della vista, ed è così che finisce a terra svenuto. I familiari, allarmati dall'improvviso svenimento, lo portano immediatamente al pronto soccorso dell'ospedale di Ferrara, dove M.P. viene visitato e sottoposto ai controlli di rito. Il referto rilasciato dai medici non lascia spazio ad interpretazioni: stress acuto secondario ad inaspettata comunicazione di Equitalia». «Equitalia sarà ovviamente chiamata a rispondere degli ingiusti danni e dell'enorme stress fisico e psicologico che ha prodotto al contribuente protagonista della vicenda - afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi - Stiamo preparando una durissima denuncia che depositeremo in Procura, e assisteremo legalmente M.P. chiedendo in Tribunale la condanna di Equitalia ad un risarcimento danni record».
libero news 3 luglio 2009

Michael Jackson: Il 7 luglio i funerali più imponenti della storia

michael-jackson1

(ANSA) Arrivano dalla Cina, dalla Turchia, dal Brasile e dell’Italia. E stazionano davanti all’abitazione di Beverly Hills di Michael Jackson e a Neverland, il ranch del Re del Pop situato a oltre 150 chilometri di distanza da Los Angeles. Dopo indiscrezioni e smentite finalmente hanno la risposta che attendevano per organizzarsi: l’omaggio pubblico a Michael Jackson è stato fissato ufficialmente martedì 7 luglio presso lo Staples Center di Los Angeles, l’arena che già ospitava le prove di Jackson in vista dei concerti in programma a Londra. Si paventa intanto una battaglia legale per i tre figli di Jackson: la madre Debbie Rowe potrebbe - ha dichiarato a una tv di Los Angeles - chiederne l’affidamento. In base alla legge della California la madre naturale ha la precedenza rispetto ad altre figure ma, osservano alcuni legali, il caso del cantante si presenta complesso. Rowe, infatti, non potrebbe avanzare alcuna pretesa sulla terza figlia di Jackson, Blanket, e solitamente in questi casi la giustizia tende a non separare i bambini. La capienza dello Staples Center è di 20.000 persone ma Aeg, la società proprietaria dell’impianto e organizzatrice della tourneè londinese del cantante, ha predisposto l’installazione di maxi-schermi fuori dall’arena così da far partecipare all’evento tutti i fan. I dettagli finora forniti sull’evento sono scarsi. Per ora, con un comunicato, la famiglia Jackson ha confermato la scelta dello Staples Center e ha precisato che saranno distribuiti 11.000 biglietti. L’affluenza, però, sarà sicuramente maggiore viste le centinaia di fan di Jackson già accorse in città per portare il loro ultimo omaggio al cantante.

E quello che secondo molti sarà il «funerale più imponente della storia» potrebbe trasformarsi per Aeg in guadagno: per la società erano previste ingenti perdite in seguito all’annullamento dei concerti londinesi (aveva già investito 25-30 milioni di dollari), invece il boom delle vendite di oggetti targati Jackson potrebbe appianare il potenziale rosso, e consentire alla società di guadagnare. L’annuncio della famiglia spazza via le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, fra le quali l’esposizione pubblica del corpo di Jackson a Neverland. Una cerimonia nel ranch è stata valutata ma, per problemi logistici, l’ipotesi è stata accantonata. A pagarne le conseguenze sono stati gli alberghi della zona che, da un giorno all’altro, si sono trovati con molte stanze vuote visto lo spostamento dell’attenzione dei media presso lo Staples Center, dove già da ore molte emittenti televisive hanno iniziato a installare le loro attrezzature. Nonostante la smentita della famiglia su una commemorazione a Neverland, i fan non hanno abbandonato la loro postazione davanti al cancello del ranch, sfidando il caldo. Non meno numerosi i fan presenti davanti all’abitazione di Beverly Hills, a Carolwood Drive 100. Messaggi, fiori, foto e ricordi condivisi. Un ragazzo brasiliano mostra una bambola che ritrae Jackson e una foto del cantante incorniciata insieme a una carta di caramella: «Me l’ha offerta Michael l’ultima volta che è venuto in Brasile per girare», racconta fiero. Un altro ragazzo mostra i suoi tatuaggi del Re del Pop, che ne ripercorrono l’intera carriera. Fra i tanti arrivati anche alcuni italiani, partiti in fretta e furia subito dopo aver appreso la notizia del decesso. Da diversi giorni si dividono fra Encino, la residenza della famiglia, e Beverly Hills. Poco prima dell’annuncio della famiglia Stefano ed Enrica si sono detti indecisi sul da farsi: il loro biglietto di ritorno è fissato per lunedì 6 luglio. «Siamo qui da una settimana e rischiamo di esserci stati per niente, ma tutto sembrava così imminente» spiegano. L’abitazione di Beverly Hills, che costava a Michael Jackson 100.000 dollari al mese di affitto e divenuta da una settimana meta di pellegrinaggio, sarà trasformata in una casa-museo aperta al pubblico: lo stilista francese Christian Audigier ha annunciato che intende acquistare la grande casa. L’acquisto, previsto fra sei mesi, allo scadere dell’ultimo contratto di affitto, è sicuro dato che l’abitazione appartiene già al suo socio Hubert Guez.

GUARDA LE FOTO BARA JACKSON
3 LUGLIO 2009

Yoox

0.1 Special banner