venerdì 6 novembre 2009
giovedì 5 novembre 2009
Marrazzo,spunta il secondo video "casalingo"
Dubbi su conti correnti della Regione
Il caso Marrazzo si infittisce ancora di più: secondo Il Giornale sarebbe spuntato un secondo video girato in una delle case a disposizione dell'ex governatore in cui veniva ripreso con due trans. Il filmato non avrebbe avuto uno scopo estorsivo ma girato a "uso personale". La procura, invece, inizia a indagare sui conti della Regione per capire se alcune spese di rappresentanza non abbiano in realtà celato fondi utilizzati da Marrazzo a scopo privato.
A parlare di questo video è stata il trans Brenda interrogata dai pm: lei insieme a Michelle era insieme a Marrazzo nella casa di via Cortina d'Ampezzo a Roma. Un appartamento a disposizione dello stesso Marrazzo e nel quale l'ex governatore ha ricevuto Natalie subito dopo l'irruzione dei carabinieri del 3 luglio. Ma questo secondo video non avrebbe fatto aprire alcuna indagine visto che si tratta di un filmato che riprende un gioco trasgressivo dell'ex presidente.
"Ero stordito dalla cocaina"
La stessa Brenda racconta che inizialmente è stata lei, verso giugno, a iniziare le riprese. Prima "in una stanza rosa con pupazzi di peluches", poi in bagno dove si trovavano Marrazzo e Michelle. La telecamera poi passa a quest'ultima che invece riprende sempre Marrazzo ma stavolta con Brenda. Queste dichiarazioni non sono però state confermate e nemmeno smentite da Marrazzo durante il suo interrogatorio. "Il mio stato confusionale dovuto all'acquisizione occasionale di cocaina non mi permette di ricordare", ha detto l'ex governatore ai pm.
Legale dei Cc arrestati: "Marrazzo mente"
"Si aggiungono bugie a bugie. Il nuovo verbale di interrogatorio reso dall'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo è un vano tentativo di irrobustire l'accusa con elementi poco convincenti". Lo ha detto l'avvocato Bruno Von Arx difensore di Luciano Simeone, uno dei quattro carabinieri coinvolti nel presunto ricatto a Piero Marrazzo. Von Arx si riferisce al secondo interrogatorio di Marrazzo. "Dalla lettura - spiega Von Arx - emerge un quadro di accuse che nel primo interrogatorio non c'era. Accuse di violenza, come le minacce inferte nei confronti di Marrazzo e l'allusione alle pistole. Circostanze che se vere sarebbero state riferite immediatamente e ne avremmo trovato traccia nel primo verbale di interrogatorio". Secondo Von Arx anche la circostanza emersa sul consumo di cocaina, 'soltanto in occasione degli incontri con i trans' appare davvero "poco credibile e al di fuori di ogni logica".
fonte tgcom 6 novembre 2009 ore 18.00
Ultimo aggiornamento ore 18:01
Berlusconi: «Non ho avuto una relazione con Noemi»
E SUL QUIRINALE: NON HO MAI PENSATO DI CANDIDARMI ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
Berlusconi: «Al riguardo si sono dette tante calunnie». E sulla D'Addario: arrivò all'ultimo a una festa
Silvio Berlusconi alla festa per i 18 anni di Noemi Letizia (tra i due c'è la madre della ragazza) nelle foto pubblicate da «Chi»ROMA - «Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi. Al riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie». Lo sostiene Silvio Berlusconi nell'ultimo libro di Bruno Vespa, di cui anche oggi sono state distillate alcune anticipazioni, parlando delle vicende emerse dopo la pubblicazione da parte del settimanale «Chi» delle immagini che ritraevano il premier alla festa di compleanno della 18enne di Casoria. Nello stesso contesto, il Cavaliere spiega anche al conduttore di Porta a Porta la sua versione dell'incontro con Patrizia D'Addario, la escort che aveva raccontato di avere trascorso una serata a Palazzo Grazioli, sua residenza privata a Roma. Secondo la versione di Berlusconi, la D'Addario, una sua amica e l'imprendiore pugliese Gianpaolo Tarantini di fatto si «imbucarono» ad una festa tenuta a casa sua: «C'era una cena con molte persone organizzata dalle militanti di dei club "Forza Silvio" e "Meno male che Silvio c'è"» alla quale «all'ultimo momento ci si infilò anche Tarantini con due sue ospiti».
«QUIRINALE? NON CI HO MAI PENSATO» - «Non ho mai pensato di candidarmi alla presidenza della Repubblica - ha poi detto tra l'altro il Cavaliere nel libro - . Come molti ricorderanno, ho ripetutamente indicato, a titolo di suggerimento affinché dal Parlamento possa essere compiuta la scelta migliore, un candidato che ritengo sia il migliore in assoluto (Gianni Letta, nda)».
«NON APPROFITTO DEI SERVIZI SEGRETI» - Il leader del Pdl affronta poi la questione dell'utilizzo improprio dei servizi di sicurezza per carpire informazioni su testimoni, magistrati e giornalisti: «I violenti attacchi contro di me - ha commentato il premier - , sempre avulsi da ogni attinenza alla realtà e frutto solo di preconcetta ostilità, sono sotto gli occhi di tutti. Ma non ho certo mai pensato di impiegare queste risorse contro alcuno. Solo menti distorte e disoneste possono pormi una simile domanda, immaginandosi comportamenti che probabilmente sarebbero i loro se si trovassero al mio posto».
«LA MIA SALUTE? PARLANO I FATTI» - Berlusconi smentisce poi di essere in precari di salute, ricordando a dimostrazione della sua forma fisica tutti gli impegni che ha affrontato negli ultimi sedici mesi. «Le mie condizioni di salute - ha spiegato -, a parte un fastidioso torcicollo ormai debellato e la scarlattina che ho avuto a fine ottobre, sono quelle che mi hanno permesso di proseguire e completare sedici mesi di fittissimi impegni». Ovvero: «170 incontri internazionali, 25 vertici multilaterali, 9 vertici bilaterali, 80 conferenze stampa, 66 consigli dei ministri, 91 interventi e discorsi pubblici a braccio. Cosa avrei fatto se non fossi stato ammalato?».
I VOLI DI STATO - Un'altra vicenda che lo ha visto coinvolto negli ultimi mesi era stata quella dell'utilizzo privato dei voli di Stato riservati alla funzione istituzionale esercitata. «La magistratura ha già archiviato la pratica al riguardo. Io non ho mai utilizzato "voli di Stato" in modo non lecito - si legge infine nel libro -. Faccio altresì presente - afferma ancora Berlusconi - che il mio gruppo dispone di ben cinque aerei che io posso utilizzare in qualunque momento».
CORRIERE DELLA SERA 05 novembre 2009
Il piano di Berlusconi per diventare presidente della Repubblica
Il presidente del Consiglio sta preparando una vera e propria rivoluzione dello Stato. Una riforma radicale e profonda. Di cui il comparto giustizia è solo una parte. Sarà una rivoluzione in diverse mosse. Il primo capitolo è la ridefinizione del ruolo del Parlamento. Partendo dal superamento del bicameralismo, si passa al Senato delle Regioni sino alle modifiche dei regolamenti parlamentari
Lunedí 12.10.2009 12:10
Il presidente del Consiglio sta preparando una vera e propria rivoluzione dello Stato. Una riforma radicale e profonda. Di cui il comparto giustizia è solo una parte. Sarà una rivoluzione in diverse mosse. Il primo capitolo è la ridefinizione del ruolo del Parlamento. Partendo dal superamento del bicameralismo, si passa al Senato delle Regioni sino alle modifiche dei regolamenti parlamentari. Quindi la riduzione di deputati e senatori ma si pensa a un generale dimagrimento anche di consiglieri regionali, comunali e affini. Altro punto è la ridefinizione delle alte istituzioni. La Corte Costituzionale, ma non solo. Anche il Csm. Poi la riforma della giustizia. E dunque separazione delle funzioni tra pubblici ministeri e giudici.
Ma il vero punto forte del progetto del Cavaliere è l'elezione diretta del capo dello Stato. Il modello è quello francese, in cui il presidente della Repubblica si occupa principalmente di politica estera ma interviene su tutti i fronti. Berlusconi - confermano ad Affaritaliani.it fonti della maggioranza parlamentare - punta a salire al Quirinale con i nuovi poteri, per chiudere in bellezza la sua carriera politica iniziata nel 1994. La strategia è quella di approvare la riforma della seconda parte della Costituzione con i soli voti del Centrodestra, nonostante le reticenze di Bossi e Fini, e poi affrontare il referendum che inevitabilmente le opposizioni chiederanno. Vincere e poi lasciare la candidatura a premier all'ex leader di Alleanza Nazionale o a Giulio Tremonti. E correre per diventare il primo presidente della Repubblica, nel 2013, eletto direttamente dai cittadini.
affari italiani 12 ottobre 2009
Classifica leader più sexy: manca berlusconi
Bild: la classifica dei leader più sexy…Berlusconi non c’è
Smacco del quotidiano tedesco Bild a Silvio Berlusconi. Nella classifica dei leader più sexy del mondo infatti il premier italiano non rientra nella top three. Sul podio salgono il premier russo Vladimir Putin, quello francese Nicolas Sarkozy ed il presidente Usa Barack Obama. Niente di rilevante o di preoccupante per Berlusconi che però, sempre attento alla sua immagine, forse non l’avrà presa bene.
5 novembre 2009 blitz quotidiano
Marrazzo, verbali:"«Il video con due trans? Presi cocaina, non ricordo»

Il sospetto: nel telefonino del pusher immagini di altri clienti
ROMA — Filmato in un appartamento mentre si intrattiene con due transessuali. È questo l’ultimo incu bo di Piero Marrazzo. Perché lunedì scorso, quando è stato ascoltato per la seconda volta, l’ex presidente del la Regione Lazio ha ammesso di aver avuto rapporti a pagamento con altri viados, oltre a quelli con Natalie. E così ha confermato quanto già emergeva dagli accertamenti compiuti interrogando proprio i brasiliani che abitano tra via Gradoli e via Due Pon ti.
Stordito dalla cocaina
Afferma Marrazzo: «Ho avuto in contri di questo tipo con un certo Brenda, nome che ho letto sui giornali in questi giorni e che mi sembra di ricordare. Nell’occasione di un incontro con Brenda ricordo che è passato anche un altro trans di cui non rammento il nome. Mi sembra che ho avuto solo due incontri con Brenda». E poi aggiunge: «Non sono a conoscenza di video o foto scattate da Brenda in queste occasioni, ma il mio stato confusionale negli stessi dovuto all’assunzione di cocaina non mi mette in condizioni di saperlo». In realtà era stato proprio Brenda a raccontare di un festino al quale partecipò l’allora governatore. «Con noi c’era anche Michelle — ha verba lizzato — ma adesso sta a Parigi. Io avevo quel video, ma quando è cominciata questa storia l’ho distrutto perché ho avuto paura. Lo tenevo nel mio computer e mi è capitato di farlo vedere. Anche Michelle ne aveva una copia». In giro — oltre al fil mato originale dell’irruzione che du ra circa 13 minuti — ci sono dunque nuove immagini dell’ex presidente della Regione Lazio. Non solo. Dopo aver ascoltato numerosi transessuali della zona, gli investigatori del Ros si sono convinti che altri clienti possa no essere stati ripresi mentre si in trattenevano negli appartamenti con i viados. E questa pista investigativa porta ancora una volta a Gianguarino Cafasso, il pusher morto il 12 settembre scorso che per primo ha cercato di vendere il video di Marrazzo con Natalie durante l’irruzione dei due carabinieri del Trionfale. continua a leggere
Caso Marrazzo, trans Jennifer racconta morte di Cafasso
Comincerà questa mattina l’udienza davanti al Tribunale del riesame nei confronti dei quattro carabinieri furfanti, i cui difensori hanno chiesto la scarcerazione o una misura più lieve. Sarà un’udienza non facile anche per la procura, perché le ultime dichiarazioni dell’ex governatore della Regione Lazio potrebbero portare a rivedere alcuni dei capi di imputazione che vengono contestati al gruppo. Marrazzo dice: «Non sono mai stato ricattato e ho fatto uso di cocaina. Quei carabinieri lì mi hanno rapinato».
Poi aggiunge: «I soldi, i cinquemila euro servivano per pagare droga e prestazione sessuale». I militari indagati sono accusati di spaccio di sostanza stupefacente, di estorsione, minaccia e rapina. Allora, come si concilieranno le ipotesi di reato con la nuova versione resa dall’ex presidente della Regione? Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli sono intenzionati a dire no alla possibilità di fare tornare in libertà i quattro, ma certo, a loro carico, è possibile che il gup decida di rivedere le accuse. Nell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Sante Spinaci, a proposito della droga filmata sul tavolo dell’appartamento del trans Natalie, il giudice conclude che si tratta di una messinscena ordita per incastrare l’ex governatore.
Su questo punto, è facile immaginare, che ci sarà il maggiore scontro tra inquirenti e difensori.
In attesa che i giudici della Libertà valutino la posizione dei quattro militari, l’attività investigativa continua. Ieri i pm avevano chiesto di risentire gli arrestati in carcere, ma loro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Anzi, hanno preferito inviare un fax alla procura per avvertire che non avrebbero parlato, e dunque che era inutile che i magistrati andassero fino a Regina Coeli. Negli uffici di piazzale Clodio, invece, si è presentato Donato D’Autilia, il quinto carabiniere indagato per i fatti cominciati all’inizio dello scorso luglio con l’irruzione nell’abitazione del transessuale Natalie, dove si trovava l’ex presidente del Consiglio regionale. D’Autilia, che risponde della sola ipotesi di ricettazione del video in cui si vede Marrazzo, ha detto di non sapere nulla del ricatto.
Ha fatto dichiarazioni spontanee solo per dirsi estraneo alla vicenda. Il suo nome è già noto alla giustizia perché coinvolto in una indagine per pedofilia. «Conosco i colleghi Testini, Tagliente e Simeone, ma non ho rapporti con loro da diverso tempo», avrebbe spiegato ai pm.
Agli atti dell’inchiesta è finita anche la deposizione del trans Jennifer, testimone oculare della morte di Gianguarino Cafasso, il pusher indicato dagli indagati come l’autore del video girato in via Gradoli.
Cafasso è morto nello scorso settembre per un arresto cardiaco dovuto probabilmente a overdose. Quella sera era in un albergo sulla Salaria, proprio in compagnia di Jennifer, con la quale aveva una relazione. Secondo il racconto del transessuale avrebbero consumato droga insieme. Cafasso era solito aspirare la cocaina da una bottiglia. Subito dopo lui si sarebbe sentito male ed è morto. Ora gli inquirenti vogliono vedere chiaro su questo decesso.
Cafasso aveva cercato di “piazzare” il video con l’ex governatore. «Lo vendo e vado via – aveva detto – altrimenti mi fanno fuori». Per questa ragione, i pm hanno disposto accertamenti medico legali e analisi tossicologiche. A differenza di altri trans, come Natalie, le dichiarazioni rese da Jennifer non sono state considerate così importanti da riconoscerle lo status di testimone di giustizia. E quindi verrà espulsa perché clandestina.
di Cristiana Mangani / Il Messaggero
mercoledì, 4 novembre, 2009, 16:52