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giovedì 3 settembre 2009

BARI: PATRIZIA D'ADDARIO DOMANI INTERVISTATA DA TV AUSTRALIANA AL LIDO DI VENEZIA




Bari, 3 set. - (Adnkronos) - A quanto apprende l'ADNKRONOS la show girl barese Patrizia D'Addario, protagonista con le sue rivelazioni anche nel filone escort delle inchieste della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, da oggi pomeriggio sara' a Venezia dove domani mattina, probabilmente in un hotel al Lido o in qualche altra location, verra' intervistata dalla tv pubblica australiana Abc e da altri rappresentanti della stampa estera.

Sicuramente sara' oggetto di molti scatti fotografici. Dopo le puntate delle scorse settimane in Spagna, a Parigi e in Turchia, contatti e richieste di interviste sono giunte alla D'Addario da altre tv di New York, Rio de Janeiro e Buenos Aires. La show girl e' accompagnata dal cugino Mimmo Frisone che svolge le funzioni di manager.

lunedì 29 giugno 2009

Patrizia D’Addario: parlo per non fare la fine della mia amica



di Giovanni Mazzamati

Si chiamava Marisa Scopece, 23 anni, ed era una escort come Patrizia. Fu uccisa, probabilmente per rapina, l'11 settembre 2007. A settembre la prima udienza contro i tre supposti esecutori materiali dell'omicidio.

BARI – Un omicidio ed una festa di gala; un viottolo sterrato e degradato in località “Madonna dello Sterpeto”, vicino Barletta, ed un lussuoso appartamento di Palazzo Grazioli a Roma; l’anonimo 11 settembre 2007 ed il 4 novembre 2008, giorno dell’elezione di Barak Obama; una prostituta foggiana ventitreenne ed il Presidente del Consiglio: tutte queste cose apparentemente non hanno niente in comune, perché nulla le mette in relazione. In realtà, ad unirle tutte è una persona: si chiama Patrizia D’Addario, la escort italiana più famosa del momento, la donna che con le sue registrazioni ha gettato in pasto ai media il Capo del Governo.

Di Patrizia è stato scritto tutto: della sua famiglia, composta dalla madre e dalla figlia undicenne, delle sue relazioni sentimentali, come quella con Giuseppe Barba, detto Spaghetto, o del suo lavoro di escort, cioè di accompagnatrice per persone facoltose, che l’ha portata a presenziare cene e feste con politici, medici ed imprenditori. Sono state intervistate le sue amiche, sia quelle che hanno condiviso con lei i viaggi a Roma, come Barbara Montereale, sia quelle che con Tarantini e Berlusconi non hanno mai avuto nulla a che fare, come la transessuale Manila Gorio. Ma tra le amiche di Patrizia ce n’è una che non potrà rilasciare interviste: si chiamava Marisa Scopece, anche lei coinvolta nel giro della prostituzione, aveva ventitre anni ed era originaria di Foggia. Non potrà dire cosa pensa di questa vicenda perché la sua vita si è interrotta l’11 settembre 2007, in una località sperduta della campagna barlettana. È stata uccisa barbaramente, con violenza, come nessun essere umano merita di morire. Prima che sette pallottole mettessero fine alla sua vita, fu stuprata; provò inutilmente a divincolarsi, cercando di strappare la pistola che l’avrebbe uccisa, ma un proiettile

Marisa Scopese, l'escort amica di Patrizia D'Addario, uccisa ferocemente nel novembre del 2007

le trafisse il palmo della mano. Tentò allora la fuga ma fu raggiunta da un colpo alla schiena e finita con degli spari al volto, come si fa nelle esecuzioni mafiose. Poi il suo cadavere fu dato alle fiamme per essere reso irriconoscibile.

Quell’omicidio resta avvolto da un alone di mistero. Fu possibile affermare che quello fosse proprio il corpo di Marisa Scopece solo grazie ad un cuore alato che la ragazza aveva tatuato dietro la schiena. Dopo diverso tempo, a pochi chilometri di distanza dal luogo del ritrovamento del cadavere, fu rinvenuta la borsetta di Marisa che, grazie alla rilevazione delle impronte, fornirà elementi importanti per l’inchiesta. Gli esecutori materiali sono stati individuati dagli inquirenti che hanno arrestato tre esponenti della malavita di Trinitapoli, in provincia di Foggia. I cugini Raimondo Carbone e Giuseppe Gallone ed Emanuele Modesto, trovato in possesso dell’arma del delitto, attendono il 30 settembre 2009, giorno in cui si aprirà l’udienza preliminare che stabilirà se i tre saranno rinviati a giudizio. Attualmente il movente ipotizzato per l’omicidio è quello della rapina.

Per arrivare a loro fu decisivo l’aiuto fornito agli inquirenti da parte di Patrizia D’Addario, che permise di ricostruire gli ultimi giorni di Marisa e soprattutto raccontò della paura di morire che aveva assalito la ragazza. Forse si era messa nei guai e voleva provare ad uscirne, ma la quarantaduenne escort barese ha sempre dichiarato di non conoscere i motivi del timore di Marisa.

Quando, però, fu vittima di un furto in casa, la D’Addario iniziò a temere per la sua vita e per quella dei suoi cari. In concomitanza con la sua chiamata in Questura per essere interrogata come persona informata dei fatti dal pm Giuseppe Scelsi a proposito delle tangenti nella sanità pugliese, la D’Addario iniziò a raccontare delle sue frequentazioni e delle registrazioni degli incontri. Secondo lei l’obiettivo dei ladri che si erano intrufolati in casa sua non erano i soldi, ma quei nastri, e che per averli avrebbero fatto di tutto: proprio per questo aveva provveduto a metterli al sicuro.

Vicende torbide, fatte di prostituzione e violenza, di malaffare e criminalità che si intrecciano. Forse, però, sono solo coincidenze, singoli episodi che casualmente hanno avuto come protagonista una donna, Patrizia D’Addario. Forse non c’è nessun collegamento tra l’omicidio di Marisa Scopese ed il giro dei festini del Presidente del Consiglio; forse è un caso che l’auto di Barbara Montereale sia stata data alle fiamme dopo che il suo nome sia finito su tutti i giornali per il sexygate berese; forse non esiste nessun piano occulto e nessun complotto, ma sono solo illazioni, costruzioni di coloro a cui piacciono i gialli e le storie di misteri.


fonte 28 giugno 2009

mercoledì 17 giugno 2009

Dopo il Noemi-Gate, ecco il D'Addario-gate: Le foto

Berlusconi, a Bari inchiesta su prostitute a Roma e in Sardegna




















tutte le foto

Il premier: «Spazzatura». Alfano e Ghedini a palazzo Grazioli
D'Alema: risponda alle accuse, non faccia come con Noemi

a
ROMA (17 giugno) - La procura di Bari ha confermano che è in corso un'indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna.

L'inchiesta, che coinvolge Gianpaolo e Claudio Tarantini, titolari di una società barese che si occupa della fornitura di tecnologie ospedaliere, sarebbe scaturita da elementi acquisiti nell'ambito di accertamenti su presunti episodi di corruzione relativi a forniture di protesi. Secondo indiscrezioni di stampa le ragazze partecipavano a feste organizzate in residenze del presidente del Consiglio.

Immediata la reazione del premier. «Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità. Io non mi farò certo condizionare da queste aggressioni e continuerò a lavorare,come sempre, per il bene del Paese».

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il deputato del Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini sono stati oggi a Palazzo Grazioli circa mezz'ora dopo il rientro del presidente del Consiglio dall'incontro con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ghedini ha parlato di «notizie senza connessione logica», del fatto che il premier non è punibile e ha definito «straordinaria» la coincidenza sul fatto che il giorno in cui D'Alema ha rilasciato le dichiarazioni sulle "scosse" in arrivo si trovasse proprio a Bari.

La storia. La storia - raccontata dal Corriere - è questa: nel corso di un'indagine a Bari sulla sanità pugliese, sarebbero state intercettate conversazioni che riguardano alcune feste organizzate a palazzo Grazioli e villa Certosa, residenze del premier. E i personaggi coinvolti avrebbero fatto cenno al versamento di soldi alle ragazze invitate a partecipare. Gli accertamenti, scrive il Corsera, sono stati avviati qualche mese fa e riguarderebbero l'attività della Tecnohospital, azienda specializzata in tecnologie ospedaliere e guidata dai fratelli Giampaolo e Claudio Tarantini. E sarebbe proprio Giampaolo ad aver parlato durante alcuni colloqui telefonici, delle feste alle quali era invitato dal premier. E in particolare sarebbero stati captati diversi contatti con ragazze che venivano invitate nelle residenze di Berlusconi per partecipare a questi eventi. A suscitare l'interesse dei magistrati è stato il riferimento al versamento di soldi.

D'Alema: non faccia come con Noemi. «Si sta facendo una vergognosa speculazione, io di inchieste non so nulla, era solo un giudizio politico», ha dichiarato oggi in una nota Massimo D'Alema riferendosi alle sue dichiarazioni di domenica scorsa, quando aveva detto: ci saranno delle scosse. «Nessun riferimento, dunque, da parte mia, a vicende giudiziarie - ha sottolineato D'Alema - di cui non so nulla. Per quanto riguarda, poi, le insinuazioni prive di qualsiasi fondamento di verità e di riscontri, mi riservo di agire su ogni piano nei confronti dei calunniatori».

D'Alema ha «consigliato» poi a Berlusconi di rispondere alle accuse che gli sono state mosse in una intervista al Corriere della Sera. «Consiglierei a Berlusconi di fare ciò che si fa in questi casi: c'è una intervista sul Corriere della Sera dove qualcuno gli fa delle accuse, risponda. Faccia quello che non ha fatto nel caso Noemi, chiarisca e risponda».

Franceschini. «Massimo D'Alema ha risposto con determinazione e indignazione alle accuse assurde del Pdl. E ha ragione: tutti quelli che lo hanno ascoltato hanno capito perfettamente che quando parlava di scosse si riferiva a fatti politici». Lo afferma il segretario del Pd Dario Franceschini in una nota. «Tutto il resto fa parte del solito copione di Berlusconi e della destra, fatto di attacchi a tutto e tutti, la stampa, l'opposizione, la magistratura, gridando al complotto per cercare di trasformarsi in vittima e -conclude il segretario del Pd- raccogliere qualche voto in più ai ballottaggi. Già visto cento volte, non funziona più».


il Messaggero 17 giugno 2009

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