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giovedì 4 giugno 2009

Rifiuti: Ecco l'inchiesta che spaventa Berlusconi


di Claudia Fusani

Questione di ore. Forse di giorni. Magari se ne riparla dopo il voto. E poi, quella che da settimane Berlusconi e il suo staff chiamano «l’incubo Napoli» tanto da far dire al premier «sono vicino a scoppiare ma non mollo», potrebbe materializzarsi. Nella forma, è l’ipotesi temuta a palazzo Chigi, di un provvedimento giudiziario che potrebbe coinvolgere Guido Bertolaso, il sottosegretario per l’emergenza rifiuti a Napoli a cui Berlusconi ha affidato le chiavi del paese e delle due scommesse cardine del mandato politico: rifiuti e terremoto. Il premier lo ha detto e ripetuto, «non ci sarà un altro 1994», un altro «golpe giudiziario». Il premier è teso, i suoi anche. Gli alleati sembrano in difficoltà. Bastava vedere, ieri mattina, l’imbarazzo con cui da La Russa a Fini, da Letta a Schifani, hanno glissato sul ritardo del premier alla parata ai Fori e sui frequenti pisolini in diretta tv.

L’incubo Napoli, quindi. Più che altro un intrigo che vede sul tavolo quattro inchieste sui rifiuti.

1) Il governatore Bassolino e i vertici Fibe e Impregilo sono a processo per frode, truffa, falso e abuso nella gestione dello smaltimento di rifiuti.

2) A gennaio sono state rinviate a giudizio 25 persone con l’accusa di non aver mai lavorato le ecoballe e averle smaltite illecitamente. È il processo “Rompiballe” dove è a giudizio anche il braccio destro di Bertolaso Marta di Gennaro.

3) Nello stesso procedimento sono indagati, per le stesse ipotesi di reato, anche Bertolaso e il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. La loro posizione però è stata stralciata e avocata il 24 luglio 2008 dal procuratore Lepore. «Perché servono altri approfondimenti» disse il n°1 della procura a cui, tra l’altro, la legge speciale sui rifiuti per la Campania affida la competenza esclusiva di tutte le inchieste. Diversa la versione data dall’aggiunto De Chiara: «Lepore mi ha detto che la sua scelta è stata compiuta per non intralciare l’attività del governo sull’emergenza spazzatura». Un contenzioso che ha coinvolto 64 sostituti della procura (su 86) contro il procuratore e che stamani sarà discusso dalla Prima Commissione del Csm. Dello stralcio deciso da Lepore non si sa più nulla. Se non che Bertolaso è stato interrogato in aprile, ha ammesso «di sapere che gli impianti non realizzavano ecoballe» ma che «le attività tecniche erano tutte gestite dalla vice De Gennaro». I sostituti chiedono al Csm di verificare, temono pressioni politiche sulla procura, denunciano che il 26 marzo, all’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra, Berlusconi «ha elogiato i vertici di Impregilo perché hanno resistito agli attacchi della procura». Il procuratore era lì. E c’è rimasto.

4) Infine la quarta inchiesta, quella per cui Bertolaso nei giorni scorsi ha accusato la procura di aver interrogato i due generali a capo della missione rifiuti trattandoli «come delinquenti». I sostituti Noviello e Sirleo, e non il procuratore, indagano sul fatto che oltre agli impianti Cdr sono stati commissariati anche i siti di stoccaggio. Questo non era previsto nel decreto rifiuti. E a capo dei generali c’è il sottosegretario Bertolaso.

l'Unità 03 giugno 2009

martedì 10 febbraio 2009

Votate il sondaggio: "Cosa farà Enrico Mentana dopo le dimissioni da Mediaset?"

Cristina/ Grande Fratello, trasmissione preferita alla tragedia dai vertici Mediaset

di Paturnio

Dopo le dimissioni da Mediaset di ieri sera, mi sono interrogato sul futuro di Mentana. Non ho premi da offrire a chi azzeccherà la risposta, ma è comunque divertente partecipare. Qui a lato troverete alcune risposte, scegliete quella che ritenete più probabile.

Mentana: solidarietà Cdr Tg5, richiesto incontro coi vertici

Roma, 10 feb (Velino) - “Enrico Mentana ha scelto di rassegnare le proprie dimissioni di fronte alla decisione dell’azienda di non modificare la programmazione di Canale5 per informare i propri telespettatori sul dramma della morte di Eluana Englaro. Mentre RaiUno stravolgeva il palinsesto per uno speciale di ‘Porta a porta’, sugli schermi di Canale5 le uniche lacrime che venivano versate erano quelle di Federica, nella casa del ‘Grande Fratello’. Un’immagine a dir poco imbarazzante, non degna di una grande rete generalista qual è Canale5, che ha il dovere di informare i propri telespettatori, pur nel rispetto delle logiche della tv commerciale”. Si legge in una nota del Comitato di redazione del Tg5 (dimissionario, le elezioni sono in agenda la prossima settimana). “Una scelta che ancora una volta , di fronte a un dramma che ha scosso il Paese, segue in modo cieco le logiche dell’audience e toglie credibilità alla programmazione anche di una rete che vive di pubblicità. Di fronte alla scelta di non modificare i programmi della rete ammiraglia, impedendo di fatto a ‘Matrix’ e al Tg5 di andare in onda nonostante fossero pronti a farlo, Mentana ha deciso di lasciare”.

“Sconcerta – continuano i rappresentanti sindacali del Tg5 - la decisione dell’azienda di accettare su due piedi le dimissioni di uno dei più autorevoli giornalisti italiani, patrimonio di Mediaset, fondatore del Tg5 e di ‘Matrix’, autore di successi che hanno dato lustro, credibilità e anima alla nostra televisione. La decisione poi di non mandare in onda ‘Matrix’ neanche a mezzanotte come previsto, appare come una vera e propria ritorsione. Noi giornalisti del Tg5 chiediamo ai vertici aziendali Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, un incontro urgente per chiarire se abbiamo ancora un ruolo e se l’informazione è ancora una delle priorità dell’azienda per la quale lavoriamo”.

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