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mercoledì 22 aprile 2009

Berlusconi shock:"Sono il leader più amato del mondo"


"Il leader più amato del mondo".
Il presidente del Consiglio ha sfoderato un nuovo sondaggio: con il 73,5% di consensi è il leader più amato al mondo, seguono il brasiliano Lula con il 69,4%, il presidente americano Obama con il 59,5%, il polacco Tusk con il 59% e il turco Erdogan, con il 51%. Il premier ha pensato anche al materiale didattico. Alle partecipanti è stata fornita una brochure contenente delle schede per consentire la praparazione alle europee. Schede, per esempio, sulla Nato, sulla Bce, sul Fondo Monetario Internazionale e un resoconto sull'operato del governo.
Fonte La Repubblica 21 aprile 2009

giovedì 19 marzo 2009

Europee, Berlusconi: Pdl al 42,1%, il mio gradimento al 65%


20:22 18/03


ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla vigilia del summit Ue preceduto dalla consueta riunione del Ppe e a pochi mesi dalle elezioni europee, snocciola dati rassicuranti sul nascituro Pdl e sul suo personale gradimento.
Incontrando stasera a Palazzo Grazioli gli eurodeputati di An e Forza Italia (che da fine mese confluiranno nel nuovo partito di centrodestra Popolo della Libertà) Berlusconi, secondo una fonte, ha detto che il sondaggio commissionato ad Euromedia Research mostra come in vista della competizione elettorale per Strasburgo del 6 e 7 giugno il consenso del Pdl è dato al 42,1%; la Lega Nord si attesta al 9,1%; il Pd al 22,5%; l'Italia dei valori al 7,5% e i partiti di Sinistra al 4,6%; l'Udc ha un consenso del 5,5%.
Il gradimento personale del premier da parte degli interpellati sarebbe pari al 65%, mentre il governo sarebbe al 55,2%.

Berlusconi ha anche detto che vi è in Europa grande interesse per la nascita del nuovo partito e che alla riunione del Ppe di domani egli stesso illustrerà l'architettura del Pdl ai colleghi europei.
Giusto ieri Repubblica.it aveva diffuso un sondaggio Ipr Marketing secondo il quale i consensi nei confronti del premier sono scesi di tre punti rispetto all'ultima rilevazione fatta il mese scorso e di dieci dall'apice raggiunto nell'ottobre 2008.
Su 100 persone, 52 hanno molta o abbastanza fiducia in Berlusconi -- il mese prima erano 55 --, 45 ne hanno poca o nessuna e 3 non hanno opinione in merito.

Per quanto riguarda il governo nel suo complesso, emerge che 44 persone su 100 hanno molta o abbastanza fiducia -- contro le 46 del mese scorso --, che 52 ne hanno poca o nessuna e che 4 persone su 100 sono senza opinione in merito.

"CON FINI RAPPORTI OTTIMI"
Berlusconi ha poi garantito che i rapporti con Gianfranco Fini sono ottimi, e che le divergenze di questi mesi sono da attribuire al ruolo di presidente della Camera ricoperto dall'alleato, ruolo che egli interpreta correttamente.
"Tutto ciò che scrivono i giornali non è vero. Abbiamo un rapporto splendido. Gianfranco interpreta il suo ruolo con onestà e abbiamo sempre preso le decisioni insieme a partire dal 2 dicembre (data nella quale si annunciò la nascita del Pdl)", avrebbe detto il premier secondo quanto riferito da una fonte presente all'incontro.
Fini ha difeso il ruolo del presidente della Repubblica ad esprimersi sulla decretazione d'urgenza nella fase finale della vicenda Englaro, contrapponendosi al governo. Oltre a questo ha espresso dissenso per una delle norme previste nel testo sull'immigrazione, che impone ai medici di denunciare la condizione degli immigrati irregolari.

18 marzo 2009

martedì 10 febbraio 2009

Votate il sondaggio: "Cosa farà Enrico Mentana dopo le dimissioni da Mediaset?"

Cristina/ Grande Fratello, trasmissione preferita alla tragedia dai vertici Mediaset

di Paturnio

Dopo le dimissioni da Mediaset di ieri sera, mi sono interrogato sul futuro di Mentana. Non ho premi da offrire a chi azzeccherà la risposta, ma è comunque divertente partecipare. Qui a lato troverete alcune risposte, scegliete quella che ritenete più probabile.

Mentana: solidarietà Cdr Tg5, richiesto incontro coi vertici

Roma, 10 feb (Velino) - “Enrico Mentana ha scelto di rassegnare le proprie dimissioni di fronte alla decisione dell’azienda di non modificare la programmazione di Canale5 per informare i propri telespettatori sul dramma della morte di Eluana Englaro. Mentre RaiUno stravolgeva il palinsesto per uno speciale di ‘Porta a porta’, sugli schermi di Canale5 le uniche lacrime che venivano versate erano quelle di Federica, nella casa del ‘Grande Fratello’. Un’immagine a dir poco imbarazzante, non degna di una grande rete generalista qual è Canale5, che ha il dovere di informare i propri telespettatori, pur nel rispetto delle logiche della tv commerciale”. Si legge in una nota del Comitato di redazione del Tg5 (dimissionario, le elezioni sono in agenda la prossima settimana). “Una scelta che ancora una volta , di fronte a un dramma che ha scosso il Paese, segue in modo cieco le logiche dell’audience e toglie credibilità alla programmazione anche di una rete che vive di pubblicità. Di fronte alla scelta di non modificare i programmi della rete ammiraglia, impedendo di fatto a ‘Matrix’ e al Tg5 di andare in onda nonostante fossero pronti a farlo, Mentana ha deciso di lasciare”.

“Sconcerta – continuano i rappresentanti sindacali del Tg5 - la decisione dell’azienda di accettare su due piedi le dimissioni di uno dei più autorevoli giornalisti italiani, patrimonio di Mediaset, fondatore del Tg5 e di ‘Matrix’, autore di successi che hanno dato lustro, credibilità e anima alla nostra televisione. La decisione poi di non mandare in onda ‘Matrix’ neanche a mezzanotte come previsto, appare come una vera e propria ritorsione. Noi giornalisti del Tg5 chiediamo ai vertici aziendali Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, un incontro urgente per chiarire se abbiamo ancora un ruolo e se l’informazione è ancora una delle priorità dell’azienda per la quale lavoriamo”.

domenica 14 dicembre 2008

Ricerca in Gran Bretagna/ Amanti e avventure: così le giovani di oggi battono i maschi a letto

Effetto sex and the city, il sesso è donna.
Il sondaggio: più spregiudicate e disponibili


ALENTINA ARCOVIO Sarà perché sono figlie della moda disinibita alla «Sex and the City» o perché nipotine di quella che nel '68 è stata battezzata come «rivoluzione sessuale»; una cosa però è certa: le ragazze di oggi con un'età media di 21 anni hanno abbandonato quasi completamente l'immagine di «angeli del focolare» per abbracciare una filosofia di vita più trasgressiva, autonoma ed emancipata, ai limiti della spregiudicatezza, rivendicando il diritto a una vita sessuale libera. Un cambiamento che le ha portate, in quanto a promiscuità, a superare gli uomini. Almeno è quello che succede in Gran Bretagna, secondo una ricerca condotta su 2000 ragazzi e pubblicata sulla rivista «More». Se, infatti, solo un ragazzo su cinque a 21 anni ha dichiarato di aver avuto «più di una partner sessuale», una ragazza su 4 della stessa età ha ammesso di esser stata a letto «con più di dieci uomini». E per voglia di puro sesso. Infatti, solo una su tre crede che «occorra essere innamorate» di un uomo per andarci a letto. Insomma non pensano che il sesso sia il coronamento di un sentimento più profondo, ma crede anche che il sesso possa essere un'avventura da raccontare alle amiche (lo fa il 60%). Del resto, per le ragazze il sesso è una «parte fondamentale» della vita. La media dei rapporti a settimana è di 3: frequenza che non soddisfa pienamente visto che la maggior parte vorrebbe farlo almeno 5 volte. E per molte non «con lo stesso partner». Ecco perché sette ragazze su 10 non hanno avuto alcun problema a passare una sola notte con un uomo. Due su dieci addirittura hanno detto di aver avuto «almeno cinque rapporti con partner occasionali». Tanti legami fugaci, quindi, che non escludono però rapporti più duraturi: storie d'amore inframmezzate da scappatelle. È così almeno per la metà del campione femminile che sembra però poter contare sulla fedeltà del proprio uomo. Solo una su quattro ha riferito infatti di esser stata vittima di un tradimento. Dati che presentano un universo femminile ben diverso da un recente passato. Tempi cambiati, come la morale femminile. Se prima infatti per molte donne il sesso veniva dopo il matrimonio, adesso la pensa così solo un poco rilevante un per cento. Ecco anche perché la stragrande maggioranza delle intervistate ha ammesso di aver «perso la verginità a 16 anni». Ritornando al matrimonio, secondo la ricerca, le ragazze di oggi sembrano sottovalutarne l'importanza: il 40% del campione infatti ha dichiarato di poter «accettare un matrimonio basato esclusivamente su ragioni economiche». O addirittura di flirtare con il proprio capo solo «per fare carriera». La nota dolente di questa panoramica è che il 38% delle intervistate non usa il preservativo neanche con un nuovo partner e il 16% ha dichiarato di aver contratto una malattia sessualmente trasmessa. Una notazione è però d'obbligo: la ricerca si basa su un sondaggio con tutti i limiti che questo comporta. Quindi, vanno interpretati con le dovute cautele ma di certo le donne (nel bene e nel male) non sono più quelle di una volta.
Il Mattino 14 dicembre 2008

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