IL RETROSCENA. Tarantini, la Costa Smeralda come esca per la politica
Al centro dell'inchiesta c'è un giovane leccese accusato di spaccio
di CARLO BONINI
Sabina Began
Showgirl di origini slave che ha tatuate sul corpo le iniziali S. B., "l'uomo che mi ha cambiato la vita", la Began è accompagnata ormai da una letteratura che l'ha battezzata "l'ape regina" del premier. Nella sera della vittoria elettorale del centro-destra - si è letto nelle scorse settimane - è a palazzo Grazioli, sulle gambe di Silvio Berlusconi che canta "Malafemmena". Ma, a stare alle acquisizioni dell'inchiesta barese, ricorre ora con costanza nelle conversazioni intercettate di Gianpaolo Tarantini. Frequenta le ville sarde dell'uno (la notte di Ferragosto 2008, è tra i 400 ospiti della festa che dà Tarantini) e dell'altro (fonti qualificate riferiscono che sia stata lei a introdurre a Villa Certosa la showgirl Belen Rodriguez). Lavora da vaso comunicante tra le ragazze del giro dell'imprenditore e quelle ammesse al cospetto del Presidente del Consiglio. E' il relé che, in Sardegna, trasforma Gianpaolo in "Giampi" e la sua villa in un indirizzo - un set sarebbe più corretto dire - che conta.
Nella villa di Capriccioli, infatti, lavora, con personale filippino, un quarantenne che di nome fa Alessandro Mannavini. E' un leccese di buona famiglia che, a giugno del 2008, Tarantini - come conferma uno dei suoi avvocati, Nicola Quaranta - assume con le mansioni di autista personale. Mannavini, in vita sua, l'autista non lo ha mai fatto. Ufficialmente, ha lavorato per compagnie di charter nautico, anche se non risulta avere la patente che abilita alla navigazione oltre le 6 miglia. Sta di fatto che il tipo balla in villa una sola estate. Assunto a giugno, viene licenziato a settembre 2008, perché, ufficialmente, si lamenta con il suo principale "delle modeste mansioni cui è stato assegnato". Guidare, ma persino dare una mano ai filippini in cucina. E' un fatto che, un mese fa, Mannavini entra negli uffici del sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Scelsi, per essere interrogato come indagato per detenzione e consumo di sostanze stupefacenti. Cocaina. Il suo nome salta fuori nelle intercettazioni sulle utenze dei Tarantini e lui, con il pubblico ministero, ammette. Ma Scelsi ha un'altra curiosità. Chiede all'ex "autista" se ricorda i nomi di ragazze che frequentavano la villa. La risposta è generica: "Ne giravano talmente tante di belle ragazze che non ricordo".
Marco Vignola, avvocato di Mannavini, conferma la circostanza dell'interrogatorio e dice: "Il mio cliente si è detto del tutto estraneo alla vicenda delle ragazze e risponde di un reato diverso per il quale vedremo di qui in avanti quali iniziative istruttorie prendere". Non è chiaro se Mannavini indichi o meno il suo pusher. Non è chiaro se Mannavini sia il solo ad essere accostato alla cocaina nella villa. E' un fatto che chi lo ha conosciuto quell'estate sostiene che si muovesse più da uomo di pubbliche relazioni e organizzatore di feste che da autista ("Una sciocchezza", dice l'avvocato Vignola).
(la repubblica 19 giugno 2009)