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mercoledì 30 settembre 2009

Annozero, seconda puntata:intervista a Patrizia D'Addario


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ANNOZERO: D'ADDARIO, HO REGISTRATO MA NON VOLEVO RICATTARE BERLUSCONI

(IRIS) - ROMA, 1 OTT - ''Confermo tutto'': Patrizia D'Addario, intervenendo in collegamento da Bari ad 'Annozero', esordisce così in trasmissione, confermando di essere stata due volte a Palazzo Grazioli, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di essersi fermata per tutta la notte nella seconda occasione.
Patrizia D'Addario è stata a Palazzo Grazioli per due volte, invitata a da Giampaolo Tarantini? "Sì", risponde la escort barese intervistata in diretta da Bari per 'Annozero'". Ed in quelle due serate nella residenza romana del Premier Silvio Berlusconi "non ero l'unica escort". Io avevo un cachet di 2000euro per la prima sera solo per il fatto d'essere a cena a palazzo Grazioli, "cachet dimezzato perchè decisi di non rimanere per la notte". Il premier le chiese se sapeva ballare o cantare, ma la D'Addario non aveva velleità artistiche, voleva solo essere aiutata nel suo progetto edilizio. La seconda sera, quindi, l'escort barese decide di fermarsi e racconta: ''ero felice del fatto di essere rimasta li' col presidente e che lui si era interessato alla mia persona, ha detto che mandava due persone a Bari sul mio cantiere. Era solo un aiuto che voleva darmi per rendere piu' veloce la pratica e mi rendeva felice''.''Il presidente era molto affettuoso e molto gentile, - racconta l'escort barese - non voglio entrare in merito alle cose della notte, si è interessato alla mia persona e la mia felicita' era legata al fatto che lui era molto attento al mio progetto. - così come Tarantini a cui D'Addario ha confidato che il progetto del residence era quello del padre morto suicida - Il giorno dopo mi ha chiamato ed ero felice''. ''Perche' ha registrato? Io non ho tradito nulla, nessuno è arrivato sul mio cantiere. Sono stata convocata dal giudice e dire tutta la verita'. Io ho sempre registrato perche' cosi' mi sentivo piu' sicura, non perche' volevo ricattare qualcuno, non ho mai pensato ad una cosa del genere. Ho sempre registrato i miei incontri perchè ho avuto problemi nella vita e se registravo mi sentivo più sicura. Se avessi voluto ricattare Berlusconi avrei fatto ben altre cose''.

Dopo le polemiche e l'annuncio dell'istruttoria del governo la trasmissione di Raidue torna sulle feste di Palazzo Grazioli

Scandalo escort, Annozero insisteDomani sera ospite la D'Addario

di MARCO BRACCONI


Scandalo escort, Annozero insiste Domani sera ospite la D'Addario
ROMA - Annozero non molla lo scandalo escort. Dopo le polemiche, gli attacchi del centrodestra e l'istruttoria sul programma di Michele Santoro annunciata dal viceministro Romani, domani sera sarà Patrizia D'Addario a raccontare la sua verità sulle feste di Palazzo Grazioli.

Secondo quanto appreso da Repubblica.it la donna che per due volte fu nella residenza del premier, e che nella seconda occasione si fermò per la notte, interverrà in diretta. Non è stato ancora deciso se in collegamento video o in studio.

Una presenza, quella della escort barese, che non mancherà di riaccendere le polemiche sulla trasmissione di RaiDue, già nel mirino dell'esecutivo dopo l'esordio di una settimana fa.

(la repubblica 30 settembre 2009)

lunedì 13 luglio 2009

"Escort e festini a Palazzo Grazioli: Berlusconi venga in Parlamento"

Il Pd: "Discutiamo subito la nostra interpellanza sulle cene del premier"
Napolitano: ora il dialogo. Il Pd: sì ma niente sconti. No di Di Pietro

"Escort e festini a Palazzo Grazioli
Berlusconi venga in Parlamento"

di CARMELO LOPAPA


"Escort e festini a Palazzo Grazioli Berlusconi venga in Parlamento"

Berlusconi in Senato

ROMA - "Il premier riferisca in Parlamento". Chiarisca cosa è accaduto in quelle serate di Palazzo Grazioli, quante donne vi hanno avuto libero accesso, qual è la natura dei suoi rapporti con l'imprenditore Gianpiero Tarantini. Dopo, solo dopo potrà partire il dialogo, si cercherà di costruire quel "clima più civile" invocato dal capo dello Stato Napolitano. Nel giorno in cui Repubblica svela nuovi risvolti dell'inchiesta di Bari - i particolari sui festini e le tante ragazze che li hanno frequentati, le telefonate preparatorie del premier - l'opposizione, dal Pd all'Italia dei valori, subordina la nuova fase politica a quel chiarimento "pubblico" promesso dal presidente del Consiglio Berlusconi e mai avvenuto. "Passaggio imprescindibile, irrinunciabile", avvertono.

Archiviato il G8, in un colloquio con il Corriere della Sera il presidente della Repubblica parla di "successo per l'Italia" e invoca "un clima più civile, corretto e costruttivo tra governo e opposizione, più senso della misura" nel dibattito politico, pur consapevole del fatto che una pace sarà "impossibile". Il Pdl plaude e rimanda la palla nell'altra metà del campo, anche se Fabrizio Cicchitto è scettico: per il nuovo clima "bisogna essere almeno in due". E infatti, il leader dell'Idv Di Pietro stronca sul nascere la proposta: "Non è il tempo del dialogo" perché "questo governo non è civile, né corretto né costruttivo, continueremo a fare opposizione senza concessioni". Dal Pd una disponibilità c'è, ma molto condizionata. "Sì, ma non faremo sconti" mette in chiaro il capogruppo alla Camera Antonello Soro. "Parole sagge, ma il dialogo dipende dal governo", dice Anna Finocchiaro. Anche perché - questa la tesi di tanti - resta sullo sfondo la vicenda sulla quale indaga la magistratura e incalza la stampa internazionale da mesi. C'è una mozione sul codice etico degli uomini di governo che il Pd ha presentato al Senato e che sarà discussa la prossima settimana. "Ma c'è anche una nostra interpellanza alla Camera sulle famose cene presidenziali, attendiamo ancora una risposta - dice Lanfranco Tenaglia, responsabile giustizia del partito - Saggio, condivisibile il richiamo di Napolitano, a patto che il confronto non sia una gentile concessione alle opposizioni e che prima si faccia chiarezza sugli scandali emersi". Concetto ripreso da Marco Minniti, responsabile Sicurezza. "Che ci sia un clima meno infuocato penso sia giusto chiederlo. Il tema però è che la situazione imbarazzante non deriva da un complotto dell'opposizione, ma da una sequenza di eventi, da fatti, inchieste squadernate sui giornali di tutta Europa. E'evidente che il premier deve chiarire. Questo passaggio è presupposto imprescindibile e irrinunciabile". Peraltro, fa notare il senatore Roberto Della Seta prendendo spunto proprio dalle rivelazioni di Repubblica, "è passata una giornata senza alcuna smentita da parte di Palazzo Chigi, nonostante i fatti riportati abbiano dell'incredibile: il silenzio è più eloquente di mille parole". E Paolo Nerozzi, senatore Pd anche lui: "Come fa il presidente Berlusconi a non capire che è anche nel suo personale interesse fare chiarezza?". E poi, insiste la senatrice Albertina Soliani, "chi può oggi garantire i cittadini che non vi siano state, tra gli ospiti entrati a Palazzo Grazioli senza controllo, persone infiltrate e in grado ora di ricattare il premier?" Dialogo impossibile, ribadisce il dipietrista Pancho Pardi, perché "per quanto ci riguarda resta aperta la questione delle domande di Repubblica alle quali il premier non ha risposto se non per quattro volte, mentendo. Di cosa vogliamo discutere con un personaggio così? Dialogo su che, poi, sulla prostituzione? Ecco, quando avranno il coraggio di portare in aula la legge avremo di che divertirci".
(LA REPUBBLICA 13 luglio 2009)

sabato 11 luglio 2009

Bari, Feste Berlusconi:spunta un secondo uomo

IL CASO. È l'avvocato d'affari Castellaneta. La replica: "Sconcertato da falsi pettegolezzi". I legami con Intini e Tarantini ricostruiti dagli inquirenti

di GIULIANO FOSCHINI e PAOLO BERIZZI


Bari, spunta un secondo uomo nell'inchiesta delle feste del premier
BARI - C'è un secondo uomo, il cui nome spunta nelle intercettazioni, che parla al telefono di "donne da portare alle feste". E il riferimento, come nel caso di Gianpaolo Tarantini, è al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Lui è un avvocato d'affari brindisino, molto conosciuto a Bari - dove ha uno studio - e negli ambienti politici e imprenditoriali pugliesi. In queste ore gli uomini della Guardia di Finanza stanno facendo delle verifiche su alcune telefonate ritenute "interessanti". Per meglio circoscrivere l'eventuale ruolo dell'uomo (che non risulta indagato). Salvatore "Totò" Castellaneta, 49 anni, originario di Fasano dove abita e dove in passato è stato consigliere comunale democristiano, contattato da Repubblica non conferma. E, anzi, si dichiara "sconcertato" di fronte a "falsi pettegolezzi". Eppure gli investigatori lo ritengono una "seconda traccia" per lo sviluppo delle indagini sul giro di feste e favori che Tarantini - indagato per favoreggiamento della prostituzione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti - aveva messo in piedi per accreditarsi di fronte al premier Berlusconi.

"Tarantini? Lo conosco, certo. Ma non sono mai stato alle sue feste, né in Sardegna né a Cortina. E non ho mai avuto rapporti professionali con lui", dice Castellaneta. Fonti investigative confermano invece che tra loro, soprattutto nell'ultimo anno, sarebbero intercorsi rapporti di consuetudine: una serie di colloqui nei quali si parla di affari e di "donne" da "contattare". C'è una cosa che certamente lega Tarantini e Castellaneta. L'amicizia con Enrico Intini, l'imprenditore a capo del Gruppo Intini indagato con l'accusa di turbativa d'asta dal pm Giuseppe Scelsi nell'ambito di uno dei filoni della maxi-inchiesta sulla sanità pugliese (la stessa dove si indaga su Gianpi Tarantini). E' Intini - lo ammette lui stesso - che affida alla C. G. Consulting di Tarantini una consulenza di 150.000 euro per ottenere agganci in importanti giri d'affari. E' Intini che, da almeno dieci anni, si affida a Totò Castellaneta per curare parte dei suoi interessi e come tramite per l'ingresso nei sistemi lobbistici.

"Siamo amici da molto tempo", conferma l'avvocato a Repubblica. Vicino al senatore pd Nicola Latorre (anche lui fasanese), Castellaneta è un instancabile tessitore di relazioni. Una capacità che, attraverso il suo studio ultraventennale che assiste "piccole e medie imprese e grandi organizzazioni operanti soprattutto nel Mezzogiorno", gli ha permesso di ampliare il raggio d'azione e il giro di conoscenze. Compresa quella con Gianpi. Sempre dall'inchiesta emerge ora che lo stesso Tarantini risulta indagato per favoreggiamento, e non più per induzione alla prostituzione. Secondo i magistrati, infatti, le ragazze che hanno raccontato di essere state portate da Gianpi a feste e incontri organizzati dal premier, erano da ritenersi prostitute.
(la repubblica 11 luglio 2009)

Barigate:La villa da 100mila euro al mese con Elvira, Angela e Sabina

IL RETROSCENA. Tarantini, la Costa Smeralda come esca per la politica
Al centro dell'inchiesta c'è un giovane leccese accusato di spaccio

di CARLO BONINI


La villa da 100mila euro al mese con Elvira, Angela e Sabina

Sabina Began

BARI - In un'indagine per sfruttamento della prostituzione che somiglia sempre di più a una matrioska, ballano ora una storia di cocaina e tre nuovi nomi di donne. Sabina Began, Angela Sozio, la deputata Elvira Savino. Due di loro, la Sozio (ex ragazza Grande Fratello, catturata dall'obiettivo di Antonello Zappadu in grembo al Presidente del Consiglio già nel 2007 nel Parco di Villa Certosa) e la Savino, non è chiaro in che contesto e in quale veste. Se cioè perché oggetto delle conversazioni intercettate di Gianpaolo Tarantini o perché indicate da testimoni che frequentavano le feste del premier. La Began, al contrario, perché anello cruciale della catena che annoda l'imprenditore barese al Presidente del Consiglio.

Showgirl di origini slave che ha tatuate sul corpo le iniziali S. B., "l'uomo che mi ha cambiato la vita", la Began è accompagnata ormai da una letteratura che l'ha battezzata "l'ape regina" del premier. Nella sera della vittoria elettorale del centro-destra - si è letto nelle scorse settimane - è a palazzo Grazioli, sulle gambe di Silvio Berlusconi che canta "Malafemmena". Ma, a stare alle acquisizioni dell'inchiesta barese, ricorre ora con costanza nelle conversazioni intercettate di Gianpaolo Tarantini. Frequenta le ville sarde dell'uno (la notte di Ferragosto 2008, è tra i 400 ospiti della festa che dà Tarantini) e dell'altro (fonti qualificate riferiscono che sia stata lei a introdurre a Villa Certosa la showgirl Belen Rodriguez). Lavora da vaso comunicante tra le ragazze del giro dell'imprenditore e quelle ammesse al cospetto del Presidente del Consiglio. E' il relé che, in Sardegna, trasforma Gianpaolo in "Giampi" e la sua villa in un indirizzo - un set sarebbe più corretto dire - che conta.
Anche per questo, nel lavoro istruttorio della Procura di Bari, Roma pesa quanto la Sardegna e Palazzo Grazioli quanto la villa di Capriccioli, a Porto Cervo, il luccicante retiro che Tarantino sceglie come piedistallo per guadagnare la benevolenza del premier. Un gioiello incastrato nelle rocce e avvolto dalla macchia che si aprono su Cala Volpe. Non troppo lontano da Villa Certosa. Un angolo di straordinaria bellezza dove - ne sono convinti gli inquirenti - l'imprenditore costruisce un suo nuovo pantheon. L'affitto della villa - riferisce una fonte che ha frequentato la casa - ha un prezzo spettacolare, 100 mila euro al mese, perché spettacolare deve essere il trampolino di lancio di quel "ragazzo" di 35 anni barese che nessuno conosce e che, improvvisamente, a Porto Cervo diventa per tutti "Giampi". In un'estate - quella del 2008 - che deve appunto segnare il suo passaggio definitivo dall'orbita redditizia, ma defilata, dagli appalti e forniture ospedaliere, a quello della consulenza nel business che conta e che ha bisogno della politica per camminare. E che diventa - ecco l'altra novità dell'inchiesta - cornice di una storia di cocaina.

Nella villa di Capriccioli, infatti, lavora, con personale filippino, un quarantenne che di nome fa Alessandro Mannavini. E' un leccese di buona famiglia che, a giugno del 2008, Tarantini - come conferma uno dei suoi avvocati, Nicola Quaranta - assume con le mansioni di autista personale. Mannavini, in vita sua, l'autista non lo ha mai fatto. Ufficialmente, ha lavorato per compagnie di charter nautico, anche se non risulta avere la patente che abilita alla navigazione oltre le 6 miglia. Sta di fatto che il tipo balla in villa una sola estate. Assunto a giugno, viene licenziato a settembre 2008, perché, ufficialmente, si lamenta con il suo principale "delle modeste mansioni cui è stato assegnato". Guidare, ma persino dare una mano ai filippini in cucina. E' un fatto che, un mese fa, Mannavini entra negli uffici del sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Scelsi, per essere interrogato come indagato per detenzione e consumo di sostanze stupefacenti. Cocaina. Il suo nome salta fuori nelle intercettazioni sulle utenze dei Tarantini e lui, con il pubblico ministero, ammette. Ma Scelsi ha un'altra curiosità. Chiede all'ex "autista" se ricorda i nomi di ragazze che frequentavano la villa. La risposta è generica: "Ne giravano talmente tante di belle ragazze che non ricordo".

Marco Vignola, avvocato di Mannavini, conferma la circostanza dell'interrogatorio e dice: "Il mio cliente si è detto del tutto estraneo alla vicenda delle ragazze e risponde di un reato diverso per il quale vedremo di qui in avanti quali iniziative istruttorie prendere". Non è chiaro se Mannavini indichi o meno il suo pusher. Non è chiaro se Mannavini sia il solo ad essere accostato alla cocaina nella villa. E' un fatto che chi lo ha conosciuto quell'estate sostiene che si muovesse più da uomo di pubbliche relazioni e organizzatore di feste che da autista ("Una sciocchezza", dice l'avvocato Vignola).

(la repubblica 19 giugno 2009)

martedì 30 giugno 2009

Feste da Berlusconi:«Entro luglio fine indagine su escort»

BARI - ''Questo ufficio ha interesse a chiudere doverosamente al più presto il procedimento sulla induzione alla prostituzione e poichè non sono previsti ulteriori adempimenti complessi, salvo novità, tenteremo di definire l’indagine entro luglio”. Lo ha assicurato il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Emilio Marzano, a proposito dell’inchiesta in corso su un giro di escort che l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini avrebbe portato a feste in case vip e a cene nelle residenze del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Roma e in Sardegna.

Il procuratore, che ha parlato di una inchiesta sostanzialmente definita, ha quindi annunciato tempi brevi per la conclusione ma non immediati. In questo modo, pur non facendovi esplicito riferimento, ha escluso che eventuali provvedimenti possano essere definiti a giorni e comunque non prima della conclusione del G8. Viene così confermata la voce, circolata negli ultimi giorni, secondo cui l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, e che giunge a toccare il premier, non interferirà con gli incontri internazionali previsti all’Aquila dall’8 al 10 luglio prossimi.

«IL FILONE GROGA NON HA SPESSORE»

Il filone di indagini che riguarda il consumo di droga nelle feste organizzate dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini "non ha assunto uno spessore tale" da trasformarsi in un capo di imputazione. Lo ha precisato sempre il procuratore capo Marzano.

La presenza di droga in queste feste, e in particolare di cocaina, sarebbe emersa dai contenuti di alcune intercettazioni telefoniche; sulla vicenda vi è anche una informativa della guardia di finanza consegnata nei giorni scorsi al pm. Non sarebbero però emersi riscontri concreti a questa ipotesi.


Il procuratore ha quindi confermato che Tarantini resta l'unico indagato e che l’unico capo di imputazione nei suoi confronti è quello della induzione alla prostituzione.


L'imprenditore barese (indagato anche in altri procedimenti che riguardano forniture sanitarie ad Asl pugliesi) non è stato sinora mai ascoltato dalla procura nell’ambito di questo procedimento. Sono state invece ascoltate diverse donne che hanno partecipato alle feste, tra le quali Patrizia D’Addario, la escort barese che ha dichiarato di avere partecipato a due cene a palazzo Grazioli e che avrebbe registrato le conversazioni dei suoi incontri intimi con il premier.



30 Giugno 2009

Yoox

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