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giovedì 2 dicembre 2010

La moglie di Italo Bocchino: «Resto con mio marito , nonostante la Carfagna»


Su «Novella 2000» le dichiarazioni sul presunto flirt
Il matrimonio di Bocchino (da «Novella 2000») MILANO - In un’intervista esclusiva a Novella 2000 , in edicola giovedì, Gabriella Buontempo, moglie di Italo Bocchino, dice la sua sul presunto flirt tra suo marito e il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna: «Tutto quello che è stato scritto e detto su Mara Carfagna e mio marito è solo gossip. E comunque seppure il tradimento ci fosse stato, forse, mio marito ha fatto una scelta» dice. «Un marito in casa non lo trattieni: se vuole andarsene se ne va. Soprattutto se ha un’altra che è più giovane e che chiamano la “ministra più bella del mondo”». E poi, aggiunge con un sorriso, se anche ci fosse stata questa relazione, «più che un problema mio, sarebbe un problema della Carfagna» perché «la ministra delle Pari opportunità si è sempre eletta paladina “non sfascia-famiglie”: se fosse stata con mio marito, sarebbe venuta meno ai suoi principi». Per poi concludere con un commento sibillino sull’annuncio del matrimonio: «Avrà notato anche lei che la Carfagna annuncia le nozze nel giorno in cui ha perso… È tornata da Berlusconi senza avere nulla di quanto chiesto. Non ha vinto. Ha perso. E lo stesso giorno annuncia le nozze. Che coincidenza, no?».

01 dicembre 2010

http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_01/novella_bocchino_0eecf228-fd6a-11df-a940-00144f02aabc.shtml

giovedì 26 novembre 2009

BRENDA RICATTAVA PIÙ DI 10 PERSONE IMPORTANTI

«Brenda aveva i video con più di 10 persone imnportanti» a sostenerlo è Giorgio T., 41enne ex compagno della transessuale, in una intervista concessa al settimanale Novella 2000. Certo le parole dell'uomo sono da analizzare con cura visto che in passato è stato arrestato, per spaccio di droga, da due dei carabinieri coinvolti nel ricatto Marrazzo ma certamente Giorgio conosce molte cose e soprattutto conosce molto bene Brenda, con cui ha convissuto dall'inizio del 2006. «Quando ci siamo messi insieme — racconta Gior gio — Brenda era già una confi dente di Testini e Ta gliente». Ovvero aiutava i carabinieri ad incastrare gli spacciatori. Ma nel 2007 gli uomini dell'arma le chiedono di filmare i clienti più facoltosi per poi consegnare i vi deo ai militari. Brenda è costretta ad accettare poichè in Italia è clandestina e se la ripatriassero in Brasile verrebbe arrestata, visto che oltreoceano ha un conto aperto con la giustizia. Secondo Giorgio T., Bren da riprende segretamente gli incontri con alcuni clienti. Le «persone importanti» ri prese da Brenda sarebbero «più di dieci». Avvocati, medici, commercialisti e anche alcuni politici. La storia tra Giorgio e Brenda si chiude alla fine del 2007 ma i due hanno continuato a sentirsi spesso, l'ultima volta proprio la sera della morte della trans. I due si sentirono mentre Brenda si trovava sul taxi che la riportava a casa, «Era ubriaca ma non depressa - racconta Giorgio - Parla va con voce serena, quasi felice. E mi disse che aveva deciso di tornarsene in Brasile».

leggo 26 novembre 2009

giovedì 19 novembre 2009

Noemi Letizia: "Sogno di fare la velina e un calendario vestita"


A settembre diceva:"Mi ispiro alle dive americane.I miei modelli sono Sophia Loren e Cameron Diaz"
"La politica non mi interessa. Vorrei lavorare nel mondo dello spettacolo. Mi piacerebbe anche fare un calendario, ma senza nudo". Noemi Letizia si racconta: "Verrò a vivere a Milano, amo la moda, mi vedrete in via Montenapoleone molto più spesso di quanto pensiate". E aggiunge: "Vorrei partecipare al programma di Chiambretti. Oppure lavorare a Striscia la notizia, la velina è un'immagine molto carina".

Mercoledí 18.11.2009 19:24
Le telecamere di Iceberg (Telelombardia) hanni incontrato Noemi Letizia presso la discoteca Jetclub di Cermenate dove era madrina della serata e la ragazza ha rilasciato un’intervista esclusiva mettendo a nudo i suoi progetti prossimi futuri. Di seguito alcuni stralci delle dichiarazioni di Noemi Letizia.

Che cosa vuol fare Noemi Letizia da grande?
"Vorrei intraprendere una carriera nello spettacolo, nel cinema, mi piacerebbe anche fare un calendario, ma senza nudo (…) Verrò a vivere a Milano, mi trasferirò presto, ormai la città di Milano mi ha adottato, mi piace la moda, mi vedrete in via Montenapoleone molto più spesso di quanto pensiate (…) Mi piacerebbe partecipare al programma di Chiambretti, perchè no, lui è molto simpatico, sarebbe una bella esperienza. Oppure la velina a Striscia la notizia, la velina è un'immagine molto carina. Nessuna discriminazione nei confronti della parola velina o valletta, è una professione anche quella, è lavoro. Comunque il programma di Chiambretti lo preferisco, mi sta molto simpatico".

Dove ti vedi tra 10 anni? Qualcuno aveva detto in politica...
"No, la politica no, non mi interessa".

L’intervista integrale andrà in onda i, 19 novembre in diretta durante la trasmissione ‘Iceberg Lombardia’ di Marco Oliva dalle 20,30.

sabato 14 novembre 2009

MARRAZZO: LA MOGLIE VUOLE IL DIVORZIO

Marrazzo, addio:la moglie Roberta ora vuole il divorzio

Piero Marrazzo con la moglie Roberta Serdoz (foto Ap/Lapresse)
Piero Marrazzo con la moglie Roberta Serdoz (foto Ap/Lapresse)

Secondo l'indiscrezione di dagospia.com, al matrimonio dell'ex governatore del Lazio con la giornalista Rai, sarebbero stati fatali non lo scandalo e le dimissioni dell'ex conduttore tv, ma l'intervista rilasciata dal trans Natalì a Novella 2000 in cui il brasiliano snocciolava i particolari intimi del rapporto con Marrazzo. Che nella primavera 2010 tornerà a lavorare in Rai

Piero Marrazzo con la moglie Roberta Serdoz (foto Ap/Lapresse)
Piero Marrazzo con la moglie Roberta Serdoz (foto Ap/Lapresse)

Roma, 11 novembre 2009 - Roberta Serdoz ha deciso: il matrimonio con Piero Marrazzo è finito, vuole il divorrzio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'intervista rilasciata la settimana scorsa a Novella 200 dal transessuale Natalì. Lo scrive il sito dagospia.com: "Finita la settimana scorsa la lettura dell'intervista di Natalì, Roberta Serdoz avrebbe deciso che tutto era finito. Un matrimonio naufragato in quelle righe terribili in cui il brasiliano snocciolava candidamente il suo trans-trans para-coniugale con l'ex Governatore, dal bagnetto caldo alle confidenze su amori perduti.

E tutti aspettano il prossimo numero del settimanale diretto da Candida Morvillo che dovrebbe racchiudere la seconda parte dell'intervista.

Oggi Marrazzo si è rifugiato in quel di Montecassino, in un convento dove lo ospita un suo vecchio amico priore. Viene a Roma solo per far impazzire gli inquirenti e il suo avvocato Luca Petrucci. Ogni volta infatti racconta una versione diversa del fattaccio, Nel frattempo, la stessa Serdoz Marrazzo si è rivolta al Garante della privacy, presentandogli «una segnalazione sull'invasività dei mezzi di informazione nei confronti di se stessa, delle figlie e dell'ex moglie del dimissionario presidente della Regione Lazio», Marrazzo e i familiari non ne possono più dell'assedio dei media - scrive il Corriere della Sera - I giornalisti presidiano da giorni in pianta stabile il complesso sulla Tiberina, alle porte di Roma, dove l'ex governatore del Lazio si è rifugiato da quando è diventata nota la vicenda dei suoi incontri con i trans e l'arresto dei carabinieri per il ricatto del video.

E le figlie, due delle quali nate dal primo matrimonio, hanno perso la serenità anche per le continue attenzioni da parte di televisioni e giornali.Che, nel ricordare «il ruolo di testimone e parte offesa dell'ex governatore», ha chiesto nuovamente «di spegnere i riflettori sulla famiglia». Nella segnalazione al presidente dell'Autorità, Francesco Pizzetti, la Serdoz ha scritto come, «senza mettere in discussione la libertà di informazione di giornali, tv e media online», avverto «la necessità di farle notare quanto si sia andati oltre l'interesse pubblico nel rappresentare la vicenda che ha colpito mio marito. Vicenda peraltro legata - ha osservato la Serdoz - a fatti attinenti alla nostra vita privata».

Il garante della Privacy fa sapere che «come sempre quando ci sono terzi incolpevoli e soprattutto quando sono coinvolti minori la nostra attenzione è grandissima».È confermato che, conclusa la sua esperienza come successore dell'attuale leader della Destra, Francesco Storace alla guida del Lazio, Marrazzo tornerà in pianta stabile in viale Mazzini, da cui aveva ottenuto l'aspettativa per motivi politici quando si era candidato col Pd alla presidenza della Regione.«Non ha alternative. Marrazzo tornerà a fare il giornalista alla Rai», ha specificato Petrucci. «Non accadrà subito ma nella primavera del 2010, quando lascerà l'incarico di governatore del Lazio. Sì, perché tecnicamente Marrazzo è ancora presidente della Regione», ha sostenuto il legale.

«Solo per l'ordinaria amministrazione, ma lo è. Decadrà quando sarà sostituito dal nuovo presidente. Quindi, dopo le elezioni regionali, previste a marzo dell'anno prossimo». In una intervista al settimanale Oggi in edicola da stamane, Petrucci ha poi osservato come per l'ex conduttore di Mi manda Raitre «la carriera politica sia finita. Ma ha diritto a riavere quel posto di lavoro che aveva lasciato solo temporaneamente. In attesa che torni in Rai, l'inchiesta giudiziaria che lo vede come vittima di un ricatto o di una rapina verrà chiusa e molte cose saranno finalmente chiarite ».


E proprio sul fronte delle indagini, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli hanno avuto ieri un vertice con gli ufficiali del Ros che stanno proseguendo gli accertamenti sui vari filoni. I magistrati ricorreranno in Cassazione contro la scarcerazione del carabiniere Nicola Testini. Ma non è escluso che nei prossimi giorni arrivino altri provvedimenti per i militari dell'Arma già arrestati: le verifiche sulle rapine denunciate dai trans sono in dirittura d'arrivo.
Quotidiano.net 11 novembre 2009

venerdì 13 novembre 2009

Marrazzo, il memoriale di Natalie:"Lui non era l'unico cliente famoso"

Natalì: Marrazzo non è l'unico cliente famoso:C'era un volto della tv e un ex calciatore

Novella 2000 pubblica la seconda parte dell'intervista a Natalì, il trans coinvolto nel caso Marrazzo. E parla di un volto noto della tv molto potente e di un ex calciatore...

Caso Marrazzo, parla Natalì "Piero non deve stare solo. Ho paura che si ammazzi"

Intervista esclusiva di Novella 2000 al trans dello scandalo romano. "Veniva, mi pagava e poi parlava della sua vita, senza fare niente. Ci siamo conosciuti nel 2001, ci vedevamo per tre volte la settimana. Mi confidava del suo grande amore, una donna dello spettacolo che non aveva voluto sposarlo"


Caso Marrazzo, il trans Natalì (foto per gentile concessione di Novella 2000)


* La prima parte del memoriale
Tratto da dagospia

Roma, 13 novembre 2009 - Ecco le nuove confessioni del trans Natalì, protagonista del 'caso Marrazzo'. La seconda puntata del 'memoriale' pubblicato su Novella 2000.

"Piero mi diede questa penna perché voleva pensassi a lui ogni volta che scrivo», dice Natalì mostrando una biro di poco valore, che però per Marrazzo ne aveva, essendo quella con cui firmava le sue cose più importanti. Natalì la tiene in una borsa che appende nell'armadio, a mo' di scrigno.


Ce la mostra quando le chiediamo di lei, dell'ex Governatore della Regione Lazio e degli otto anni in cui si sono frequentati. «Di soldi e regali non posso parlare. Ma molte cose sono come questa penna, hanno un valore soprattutto affettivo», dice Natalì, che dopo la pubblicazione della prima puntata di questo suo memoriale era un po' offesa: «Avete messo la foto in cui ero dal parrucchiere, non ero bella lì...».

Alla sua immagine ci tiene, e tanto. Le è costata soldi, sei interventi e una sofferenza che oggi accetta di raccontarci perché, dice, «è quella di tante donne imprigionate in un corpo da uomo». Prima però si sfoga. È preoccupata per Marrazzo, per la sua salute, ed è delusa da lui: «Ha detto che usava cocaina. Perché lo ha fatto? Perché non me ne ha mai parlato? Mi diceva tutto».


Non parla da prostituta ma da amica tradita, ferita dalle ombre che ora vede in una relazione lunga otto anni. «Le persone non le conosci mai abbastanza». E questa sua amarezza è un assist per tornare a parlare dei suoi amori. E soprattutto di Marcelo, il brasiliano insegnante di Jujitzu con cui ha avuto una relazione tra il 2001 e il 2004, «finché non mi ha lasciato per fare un figlio».

È ancora innamorata?
«Sì».

Ha amato altri?
«No. Anche Piero... gli voglio bene, è speciale, ma ho sempre visto in lui un cliente, benché diverso».

Vorrebbe innamorarsi?
«Con gli uomini ho chiuso. Il lavoro mi mette a contatto con tante cose brutte, meglio lasciar perdere».

Che cosa intende dire?
«Gli uomini ti fanno soffrire. Sono stata male per Marcelo, perché dare a un altro la possibilità di fare lo stesso? Una volta basta, non mi innamorerò più».

Capiterà anche a lei, come al suo ex Marcelo, di volere una famiglia?
«Ho l'amore per i miei nipoti».

Ci racconta di sua moglie?
«Si chiama Angela, vive a Velletri, fuori Roma. Per otto mesi, dopo il matrimonio sono stata con lei».

Le piaceva Velletri?
«Per niente... È troppo piccola».

Si prostituiva anche lì?
«No, facevo la parrucchiera a domicilio».

Cosa prova per Angela?
«Tanto affetto, le voglio bene».

Lei è mai stata con una donna?
«In Brasile, prima di confessare a mamma e papà la mia omosessualità, avevo avuto delle fidanzatine. Piccole cose, ero un ragazzino di soli 13 anni».

E dopo aver detto tutto ai suoi?
«Ho avuto dei fidanzati, ma non li ho mai portati a casa».

Ha fatto l'amore con una donna?
«A me piacciono gli uomini».

Piero Marrazzo era per Natalì un cliente speciale. Ma non l'unico famoso. La trans naturalmente si rifiuta di fare nomi, ma ci dà comunque qualche indizio: «C'era il concorrente di un reality, che veniva con una smart rossa. Ha smesso quando ha messo su famiglia. Un notissimo e giovane ex calciatore».

Si è parlato di potenti della Tv.
«Ho avuto incontri con un volto noto della televisione, molto potente. Quando è venuta fuori la storia di Piero mi ha offerto soldi per non fare il suo nome. Non lo avrei fatto comunque».

Ci sono anche altri politici?
«Io parlo solo dei miei clienti, degli altri non so. Le trans molte volte inventano. Ma ce n'è uno, di centrodestra, che qui è un habitué. Io però con lui non ci sono mai andata».


Non tutti i gay diventano transessuali.

«A me piace il corpo delle donne, soprattutto il seno. Volevo averlo anche io». Ecco perché Natalì ha deciso di modificare il suo aspetto, a colpi di ormoni e chirurgia. Però non intende operarsi e cambiare sesso definitivamente: «Sono felice col mio corpo, mi piaccio così».

José come è diventato Natalì?
«Quando avevo 17 anni ho iniziato una cura a base di ormoni femminili, che ho smesso a 25 anni».

Non ne ha più presi?
«Il medico mi disse che non ne avevo più bisogno, non sono molto pelosa».


La cura ormonale si fa solo per mandare via peli e barba?
«No, anche per avere sembianze più femminili. Però può essere pericoloso, se si esagera con il dosaggio. Il sangue si impoverisce, servono le trasfusioni».

Lei ne ha avuto bisogno?
«No, il mio organismo ha reagito bene».

È vero che quelle cure ormonali possono causare l'impotenza?
«Pure questo dipende dall'organismo. Io non ho mai avuto quel problema».

Parliamo del suo seno...
«È una settima misura».

Quando l'ha fatto?
«L'ho ingrandito cinque volte. La prima in Brasile, con i soldi di mio padre».

Glieli aveva dati proprio per questo?
«Per i miei 18 anni papà avrebbe voluto comprarmi un'auto, come aveva fatto con gli altri due figli maschi. Ma sapeva che avevo bisogno di altro. Allora mi ha dato 9 mila euro e mi sono regalata una terza, prima di venire in Italia».

Perché poi ha rifatto l'operazione?
«Mi sembrava troppo piccolo, quindi nel 2002 ho chiesto una quinta misura a un chirurgo qui in Italia. Che delusione».

Di cosa era delusa?
«Voi qui avete taglie diverse. La vostra quinta da noi è una terza. Uscita dalla sala operatoria avevo il seno identico a quando ci sono entrata».


Ed è corsa ai ripari.
«L'anno successivo ho fatto una quarta in Brasile, ma era venuto comunque un po' piccolo. Quindi nel 2005, prima di Miss Transexual a Rio, mi sono regalata una sesta italiana. Nel 2006 sono arrivata alla settima, in Brasile. Era la taglia più proporzionata alla mia altezza, che supera il metro e 80 centimetri».

Al suo viso che cosa ha fatto?
«Nel 2004, il giorno del mio compleanno, il 20 dicembre, mi sono rifatta il naso. Non lo avevo tanto grande, ho giusto tirato un po' su la punta. Ho approfittato dell'anestesia per fare inserire silicone negli zigomi, nel mento e nel labbro superiore. Ho fatto anche qualche seduta di laser per barba e peli sul seno. Ora ho iniziato il trattamento anche sulle braccia».

Nulla al labbro inferiore?
«Era già molto carnoso».


C'è un modello a cui si ispira?
«A Miss Transex International, a Firenze, mi chiamavano Natàlia Moric perché, più magra, somigliavo a Nina. Mi dicono anche che sembro Valeria Marini».

Le piace Valeriona.
«È perfetta, sembra una trans, con tutte quelle paillettes, è luccicante. Ma la più elegante di tutte è Emanuela Folliero».

Ha fatto altro al suo corpo?
«Metto lenti a contatto azzurre, e ho tre tatuaggi. Un filo spinato sul bicipite sinistro, come quello di Pamela Anderson. Poi una mongolfiera con dentro Betty Boop tra le scapole e la scritta Oyade, il nome di Santa Barbara in africano. E poi il simbolo del dollaro sul coccige».


Nella prima puntata di questo memoriale Natalì aveva criticato «le trans di via Due ponti che non mandano soldi in Brasile». Lei invece investe solo a Rio: «In Italia sono in affitto, pago 930 euro al mese per la casa in via Gradoli».

Che cosa ha in Brasile, invece?
«Quattro case. Tre le ho messe in affitto, nella quarta vivo nei mesi in cui sto lì. Ma ho anche una farmacia, in società con mio cognato, che è farmacista. Lui la gestisce e dividiamo i guadagni. Bisogna costruire, la fortuna non è eterna».

I suoi sanno che lei fa la parrucchiera. Ma compra case e negozi. Non sospettano sia una bugia?
«Adesso che la notizia di me e Piero è arrivata in Brasile lo sanno. Prima forse sospettavano, senza chiedere nulla».

Lei guadagna molto?
«Abbastanza. Ma da quando è scoppiato questo scandalo non ho più lavorato. In Brasile si dice: "Chi ha sorte per i soldi non ha sorte per l'amore". E io cerco almeno di far soldi».

I suoi clienti ora avranno paura...
«Tutt'altro: le mie amiche che lavorano in strada mi dicono che tanti chiedono il numero della "Natalì di Marrazzo". Ma ci sono giornalisti e fotografi davanti casa mia, non posso mica farli venire qui».

Perché lei in strada non va più.
«Dal 2004 lavoro solo in casa».

Come si è organizzata?
«Il lavoro è come un vizio, più guadagni più vuoi guadagnare. Mi sono data delle regole: ricevo solo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 22, ma tra le 11 e le 16 non viene nessuno. Colpa del traffico sulla Cassia. Allora ne approfitto per la spesa, la lavanderia... Quel 3 luglio, il giorno dell'irruzione, quando Piero mi ha chiamata ero appena tornata da quelle commissioni».

Quanto guadagna?
«Circa 100 euro a cliente, e possono essere da 5 a 10 al giorno. I miei ormai sono fissi, alcuni molto generosi, che lasciano più dei 100 euro pattuiti».

Quanto tempo rimane con ognuno di loro?
«Tre canzoni. Ho un cd di musica Brasiliana che faccio partire all'inizio dell'incontro. Alla terza canzone è tutto finito. Di rado parte la quarta».

È molto fiscale!
«Sono professionale. Loro lo sanno e non si lamentano».

E nel weekend non lavora.
«Esco, vedo le amiche, faccio shopping, la mia grande passione».



Spende molto?
«Tutto quello che mi porto dietro. Non mi controllo, specie su scarpe e borse. Una volta ho bruciato 7 mila euro in un solo pomeriggio».

Cos'altro fa nel week end?
«A volte sabato sera vado a cena con le mie amiche Fabiola e Carolina e poi al Muccassassina, il locale gay più famoso di Roma. Però non mi piace tanto, tutti mi rimorchiano, io invece voglio divertirmi. E la domenica mangio».

E gli altri giorni?
«Sono a dieta, devo perdere otto chili. La domenica però una amica trans mi cucina piatti brasiliani...».

Ha altri appuntamenti fissi?
«Lunedi mattina in chiesa. Prego spesso e sono devota a Santa Barbara, la protettrice dei tempestati. E il lunedì sera al cinema. Amo i film romantici. So che fa ridere, ma il preferito è Pretty woman».

Lei lo ha avuto un Richard Gere?
«Negli anni ce ne sono stati due, Bruno e Roberto, mi volevano solo per loro».

Volevano anche vivere con lei?
«No e non avrei accettato. Amo stare sola, gli uomini vanno bene solo per alcune cose. Non rinuncerei alle mie abitudini, alle mattinate con Tom&Jerry...».

Chi sono i clienti?
A lei, che è la trans più famosa d'Italia, abbiamo chiesto di guidarci in un viaggio nel mondo suo e dei suoi clienti. «Non è vero che vengono da noi perché facciamo tutto. Io per dire ne avrò baciati al massimo dieci, compreso Piero».

Il cliente medio?
«Di tutti i tipi. Su dieci appuntamenti, otto sono con uomini e due sono con coppie. Le donne da sole, invece, non vengono mai e se vengono col partner si limitano a guardare. Gli uomini sono tutti attivi e passivi secondo la serata. Vale anche per il sesso orale».

Chi va con una trans è un omosessuale latente?
«Non credo. In fondo è solo un altro modo di fare sesso. È curiosità, trasgressione, ma se tornano è perché gli piace».

Le è capitato di non riuscire ad andare con un cliente troppo brutto?
«Quelli che non mi piacciono non li faccio entrare. Invento un impegno dell'ultimo minuto, non mi va di offenderli».

Usa sempre il preservativo con i suoi clienti?
«Sempre. I clienti che vogliono farlo senza li mando via. Ci tengo alla vita. Faccio controlli medici due volte l'anno. Tante trans non li fanno. Se la prostituzione in Italia fosse regolamentata i controlli sarebbero obbligatori, tutto sarebbe più sicuro e pagheremmo anche le tasse».

Come si sceglie una trans
Alte o basse, femminili come e più di una donna o androgine. Ma allora, cos'è che guida la scelta di un cliente? «Sbaglia chi pensa che sia la bellezza».

Allora che cosa cercano?
«Il cliente ti sceglie se sei femminile in tutto, e non solo nell'aspetto. È il nostro modo di essere donna che cercano».

Solo questo?
«La pulizia, anche. Ci sono trans belle da cui i clienti scappano alla vista del porcile in cui vivono. Igiene e ambiente tranquillo contano più della bellezza».

Gli annunci di trans sono pieni di dettagli sulle dimensioni del pene. Sono così importanti?
«Io non sono superdotata, anzi, però lavoro tanto».

Un'ultima domanda. Cosa le spiace di più di tutta questa storia?
«Che Piero stia soffrendo. E che se le indagini vanno per le lunghe quest'anno rischio di saltare il Carnevale di Rio e la sfilata sul carro della mia scuola di samba, la Mangueira».
quotidiano.net 13 novembre 2009

Yoox

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