IL CAVALIERE: «RESISTERÒ AL MIO POSTO PER DIFENDERE LA DEMOCRAZIA E LO STATO DI DIRITTO»
Il premier: ho fiducia nei magistrati seri, ma se ci fosse una condanna sarebbe sovvertimento della verità
NOTIZIE CORRELATE
Mills: in appello confermata la condanna a 4 anni e sei mesi (27 ottobre 2009)
I giudici: «Mills mentì per Berlusconi». L'ira del premier:«Sentenza scandalosa» (19 maggio 2009)
ROMA - «Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto». Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, in una dichiarazione contenuta in Donne di cuori, il libro di Bruno Vespa di prossima uscita e di cui è stata diffusa un'anticipazione, in riferimento ad alcuni processi in corso a suo carico.
«MILLS, CI PENSERA' LA CASSAZIONE» - «È una sentenza che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione» dice ancora Berlusconi rispondento a Vespa che gli ricorda che l'avvocato Mills è stato condannato anche in appello. E quanto alla campagna internazionale che si è scatenata su di lui, il leader del Pdl se la prende con Repubblica e L'Espresso, da cui secondo Berlusconi sarebbe partito tutto. «E su sollecitazioni di questo gruppo - sottolinea il premier - si è estesa ai giornali e ai giornalisti "amici". Per gettare fango su di me ha finito col gettare fango sul nostro Paese e sulla nostra democrazia».
corriere della sera 31 ottobre 2009
Visualizzazione post con etichetta mills. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mills. Mostra tutti i post
sabato 31 ottobre 2009
martedì 27 ottobre 2009
Mills condannato in Appello "Fu corrotto da Berlusconi"
Quattro anni e 6 mesi al legale accusato di avere ricevuto 600mila dollari dal premier
Risarcimento di 250mila euro alla presidenza del Consiglio, costiuitasi parte civile
I difensori: "A dura prova la fede nello stato di diritto, ricorreremo in Cassazione"
Ma in aprile scatterà la prescrizione
MILANO - Dopo 4 ore di camera di consiglio, la seconda sezione della Corte d'appello ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi nei confronti dell'avvocato inglese David Mills per corruzione in atti giudiziari. Confermato anche il risarcimento alla presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile, pari a 250 mila euro.
Secondo la sentenza di primo grado, il legale avrebbe ricevuto 600mila dollari da Silvio Berlusconi per essere un testimone reticente in due processi nei quali era imputato il presidente del Consiglio, quello su "All Iberian" e quello sulle tangenti ad uomini della Guardia di finanza. La posizione di Silvio Berlusconi era, invece, stata stralciata per via del lodo Alfano, riguardante le più alte cariche dello Stato e il dibattimento a suo carico era stato sospeso. Dopo la bocciatura della Consulta, il procedimento a carico di Berlusconi ricomincerà, anche se davanti a un altro collegio rispetto a quello che aveva inflitto a Mills la condanna in primo grado. Questo collegio, infatti, è incompatibile e di conseguenza si dovrà tenere una apposita udienza nella quale i giudici presieduti da Gandus "si spoglieranno" del processo che sarà assegnato ad altri giudici.
Al termine della lettura della sentenza il suo legale, Federico Cecconi, ha spiegato di condividere le affermazioni rilasciate nei giorni scorsi dall'avvocato d'affari londinese, che ha dichiarato che Berlusconi è estraneo alla vicenda giudiziaria. "Quello che sottolineo, però - ha aggiunto - è che lo stesso Mills non c'entra nulla, perchè non c'è stata corruzione".
Nella scorsa udienza, durante la sua arringa, l'altro difensore di Mills, l'avvocato Alessio Lanzi, aveva parlato di "gravi ripercussioni", che avrebbero potuto seguire alla sentenza. Oggi il legale ha spiegato ai cronisti: "Le conseguenze politiche della vicenda non ci riguardano, anche se ci sono circostanze oggettive che le testimoniano". E' dal punto di vista giuridico, però, ha proseguito, "che questa sentenza mette a dura prova la fede nello stato di diritto". La difesa ha, quindi, deciso di ricorrere in Cassazione. I tempi sono comunque molto stretti: per evitare la prescrizione, la sentenza dovrebbe arrivare entro aprile.
LA REPUBBLICA 27 OTTOBRE
Secondo la sentenza di primo grado, il legale avrebbe ricevuto 600mila dollari da Silvio Berlusconi per essere un testimone reticente in due processi nei quali era imputato il presidente del Consiglio, quello su "All Iberian" e quello sulle tangenti ad uomini della Guardia di finanza. La posizione di Silvio Berlusconi era, invece, stata stralciata per via del lodo Alfano, riguardante le più alte cariche dello Stato e il dibattimento a suo carico era stato sospeso. Dopo la bocciatura della Consulta, il procedimento a carico di Berlusconi ricomincerà, anche se davanti a un altro collegio rispetto a quello che aveva inflitto a Mills la condanna in primo grado. Questo collegio, infatti, è incompatibile e di conseguenza si dovrà tenere una apposita udienza nella quale i giudici presieduti da Gandus "si spoglieranno" del processo che sarà assegnato ad altri giudici.
Al termine della lettura della sentenza il suo legale, Federico Cecconi, ha spiegato di condividere le affermazioni rilasciate nei giorni scorsi dall'avvocato d'affari londinese, che ha dichiarato che Berlusconi è estraneo alla vicenda giudiziaria. "Quello che sottolineo, però - ha aggiunto - è che lo stesso Mills non c'entra nulla, perchè non c'è stata corruzione".
Nella scorsa udienza, durante la sua arringa, l'altro difensore di Mills, l'avvocato Alessio Lanzi, aveva parlato di "gravi ripercussioni", che avrebbero potuto seguire alla sentenza. Oggi il legale ha spiegato ai cronisti: "Le conseguenze politiche della vicenda non ci riguardano, anche se ci sono circostanze oggettive che le testimoniano". E' dal punto di vista giuridico, però, ha proseguito, "che questa sentenza mette a dura prova la fede nello stato di diritto". La difesa ha, quindi, deciso di ricorrere in Cassazione. I tempi sono comunque molto stretti: per evitare la prescrizione, la sentenza dovrebbe arrivare entro aprile.
LA REPUBBLICA 27 OTTOBRE
Iscriviti a:
Post (Atom)