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mercoledì 8 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo, Madonna dona 500mila sterline


La regina del pop, Madonna, non ha esitato a dare il suo aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto. Infatti dopo essere tornata dal Malawi con un rifiuto per l’adozione di un altro bimbo, ha fatto sapere di essere vicina alle popolazioni terremotate in Abruzzo.

Il sindaco di Pacentro, Fernando Caparso, paese a soli 10 chilometri da Sulmona, aveva fatto appello alla popolarità della star: “Se Madonna utilizzasse la sua popolarità per attirare l'attenzione del mondo sulla tragedia degli abruzzesi sarebbe una cosa bellissima. Ci darebbe una grande mano. Chi meglio di lei, che si chiama Ciccone di cognome, potrebbe aiutare questa terra?”.
Infatti, proprio questo paese, Pacentro, ha dato i natali ai nonni paterni della regina del pop Michelina Di Iulio e Gaetano Ciccone, dove hanno vissuto fino al 1919 per poi partire verso l'America in cerca di fortuna. La risposta della star non si è fatta attendere e da una fonte si apprende che abbia fatto una “consistente” donazione che ammonterebbe a 500mila sterline, e ha dichiarato: “Sono felice di dare una mano alla città da cui provengono i miei antenati. Il mio cuore va alle famiglie che hanno perso i propri cari o le loro case”

giovedì 26 febbraio 2009

Bonus Elettrico: sconto in bolletta da 60 a 150 euro

Note di Paturnio: il bonus per le famiglie bisognose non costa nulla allo stato, perchè lo pagano gli altri cittadini attraverso una "nuova voce" in bolletta.Mi pareva strano...

Via ufficiale al "bonus elettrico", che garantirà uno sconto sulle bollette compreso tra i 60 e i 150 euro l'anno alle famiglie a basso reddito, specie se numerose, e agli ammalati costretti a utilizzare apparecchi elettrici salva-vita (complessivamente circa 5 milioni di famiglie). Vale in totale 400 milioni di euro, è retroattivo da gennaio 2008 e il termine per ottenere la retroattività è stato prorogato al 30 aprile 2009. «Entro l'estate vareremo anche il bonus gas con altri 400 milioni» e così «con la social card e i bonus sull'elettricità e sul gas l'aiuto alle famiglie ammonterà a 1.400-1.500 euro l'anno» ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola presentando le misure insieme al presidente dell'Autorità per l'energia, Alessandro Ortis.«Abbiamo messo a punto il sistema di solidarietà tra tutti i consumatori di energia elettrica in grado di aiutare le famiglie bisognose pesando in modo del tutto marginale su molte altre famiglie e sulla totalità delle aziende» ha precisato Ortis confermando il meccanismo impostato nei mesi scorsi, che si "autofinanzia" attraverso una nuova voce aggiuntiva su tutte le bollette energetiche degli italiani.Valevole per 12 mesi e rinnovabile, il bonus è destinato alle famiglie fino a 4 componenti con potenza impegnata di 3 kilowatt e reddito (identificato dall'indicatore Isee) non superiore a 7.500 euro, e alle famiglie di oltre 4 componenti con una potenza impegnata fino a 4,5 kw e un reddito Isee fino a 20mila euro. Nel caso di famiglie con un ammalato grave costretto a usare macchine salvavita energivore non ci sono limitazioni di residenza o potenza impegnata.Il bonus si traduce in uno sconto diretto in bolletta: per il 2008 sarà di 60 euro l'anno per una famiglia di 1-2 persone, 78 euro l'anno per una famiglia con 3-4 componenti, 135 euro per un numero superiore. Per il 2009, considerando una diminuzione della spesa per effetto delle minori quotazioni di gas e petrolio, saranno riconosciuti 58 euro l'anno per una famiglia di 1-2 persone, 75 euro l'anno per una famiglia di 3-4 persone e 130 euro per una famiglia con più di 4 persone. Nel caso di famiglie nella quali vive un malato grave che utilizza macchina salvavita, per il 2008 il bonus sarà di 150 euro, mentre per l'anno in corso il beneficio scende a 144 euro. I due bonus, per disagio economico e fisico, sono in ogni caso cumulabili.La richiesta per ottenere lo sconto dovrà essere presentata al Comune di residenza o altri istituti designati dal Comune, come i Caf. Il materiale informativo sul bonus sarà a disposizione nei 14mila sportelli di Poste Italiane. Contemporaneamente sarà avviata una campagna informativa promossa da Ferrovie dello Stato. A disposizione anche un numero verde gestito dall'Acquirente Unico (800.166.654) in funzione dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. (F.Re.)

domenica 5 ottobre 2008

Baggio una questione d'amore e d'orgoglio



I gol, le preghiere i nostri sogni di gioventù. Poi quell´addio. E ora un colpo di scena: il ritorno al Franchi per aiutare Stefano Borgonovo

di Benedetto Ferrara

Un giorno di fine primavera lui se n´è andato via. E quel giorno noi abbiamo respirato lacrimogeni e rabbia, polvere e disperazione. Sì. Un amore interrotto. Un sentimento che all´improvviso è salito su un treno per andarsene altrove. E noi stavamo a guardare quel treno che lentamente si allontanava, lasciandoci lì come degli scemi, amanti solitari con gli occhi puntati nel vuoto e la testa frullata di ricordi, fotografie, dribbling veloci, sorrisi appassiti e illusioni che non siamo mai riusciti a cancellare del tutto dalla memoria del nostro hard disc interiore. Così andò per Roberto Baggio, quel ragazzino dallo sguardo furbo e dai piedi incantati che una vita fa era il nostro futuro e che invece nel giro di un soffio divenne passato imperfetto e arrabbiato, anche se poi uno passa il resto dei giorni a far finta di niente, perché l´orgoglio è orgoglio e un tradimento l´orgoglio te lo tira fuori a litri. Buffo ripensarci oggi. E ricordare che quel dieci col codino, adesso pensionato milionario, è stato un bel po´ in giro: Juve, Milan, Bologna, Inter, Brescia. Il nord, in pratica, se lo è girato più di Bossi. Però, alla fine, c´è qualcosa che ha lasciato qui.

Forse perché qui c´era la sua giovinezza. Quella vera. E innocente, viva, complicata da un guaio della vita che lo portò a pregare coi suoi amici davanti a una pergamena: il buddismo (quello di tradizione giapponese della Soka Gakkai), che in quei giorni esplodeva tra le strade di Firenze, coinvolgendo anche Baggino e la sua voglia di uscire dall´ombra, di crescere campione così come la legge della vita aveva deciso prima di un terribile crack e di quella cicatrice che gli attraversava la gamba come la trincea abbandonata di una guerra vinta.

Grande Roberto, in quei giorni di preghiere, di gol e di sogni coccolati con dolcezza. Oggi, per fortuna, basta un clic su youtube per ripassarsi un po´ di lezioni di calcio del ragazzino, per ricordarci di quei giorni felici: Napoli, Milano e tantissime altre storie. E poi quel giorno caldissimo a Licata, quando Baggio dribblò mezza Sicilia, prima di mettere a sedere il portiere con qualche finta e segnare un gol degno di una standing ovation lunga cinque minuti. Anche la nonnetta con la finestra affacciata sul campo mise la testa oltre i panni stesi per non perdersi quel tributo al campione. Beh, ce ne ritornammo a casa che quasi non ci credevamo.

Dopo Giancarlo unico dieci avevamo ritrovato un altro fenomeno. Era nostro. Tutto nostro. Ma per poco, perché il vento di un inverno antipatico girò all´improvviso la pagina di quella sceneggiatura che parlava d´amore, cambiando i ritmi della sua storia e della nostra vita. Firenze addio: sì, no, forse. Sì. Sì e basta. Via da tutto, dalla giovinezza, dalle coccole, da quella maglia che doveva essere sua per sempre, dai tifosi disfatti e dagli amici disperati. E il delirio non finiva mai.

Un giorno, grazie a David Guetta e alla sua radio, rimettemmo insieme un´intervista in cui Baggio raccontava le sue difficoltà a Torino. C´era nostalgia vera nelle sue parole. Come quella di una ragazza che ti lascia e poi ti cerca. Ma tu sai che è finita.

Tutti sanno che è finita tra Baggio e la Fiorentina, anche se poi c´è un rigore non tirato, una sciarpa raccolta sul bordo del campo. Quel giorno, negli spogliatoi, eravamo tutti accalcati intorno al grande ex. Nel mucchio si fece largo la facciona arrossata del «Viva», ragazzo che amava la Fiorentina e Baggio con tutto se stesso. E ancora lui non ci voleva credere. Aveva pregato con Roberto. Diviso le sofferenze, le vittorie e tanto della sua vita. No, non era possibile. Non può esistere un Baggio in bianco e nero. Il «Viva» era grande e grosso, ma dentro quel corridoio in cui non c´era spazio per girarsi, lui cercava di farsi largo, urlava il nome di Roberto e piangeva come un bambino che all´improvviso si ritrova solo dentro una stanza buia.

Poi arrivò il distacco vero. Sono rimasti i pensieri a distanza. Baggio che segna, Baggio che soffre, che litiga, che riemerge e sparisce di nuovo. Beh, qui non lo avremmo mai maltrattato così. Questa era casa sua. E lui lo sapeva.

Baggio una questione d'amore e d'orgoglio


E´ per questo che quasi ogni anno si tornava a parlare di lui. Baggio che torna a Firenze, dalla sua gente, perché là fuori c´è un pallone d´oro ma non tutti lo capiscono. E intanto il pensiero di sbiadisce un po´. I colori si fanno più tenui. Baggio va altrove, Baggio scivola via e dice addio al calcio senza essere prima ripassato dalle strade della sua giovinezza.

Storia finita. Lontana. Poi all´improvviso la notizia: Roberto torna a casa. Non per combattere in nome di un pallone ma in nome della vita. C´è una maglia viola. C´è la voglia di dare tutto per Stefano Borgonovo e per quelli che soffrono come lui. Di certo Roberto Baggio quella sera avrà la testa piena di pensieri. Di certo anche molti di noi cadranno in una strana trance. Un wireless emozionale che metterà in contatto ricordi e sentimenti di tutti. Robertino ritroverà il campo dove in coppia con Stefano fece impazzire la gente. Intorno a lui ci sarà chi per amore lo ha applaudito e chi per amore lo ha fischiato. Ma stavolta saranno solo applausi.

Grande Roberto, che un po´ nostro lo sei sempre stato: hai giocato nelle nostre emozioni, in mezzo alle cariche della polizia e alla rabbia, tra le lacrime per un addio e le grida bagnate di pianto del «Viva», tifoso e amico che oggi non c´è più.
(La Repubblica Firenze 04 ottobre 2008)

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