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venerdì 20 novembre 2009

Morte Brenda: Luxuria,"E' stata uccisa"

Pioggia di reazioni alla morte di Brenda. Luxuria: «E' stata uccisa»
MILANO
All’uscita dall’aula dove si svolge il processo che lo vede imputato per estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni Vip, Corona ha sostenuto con i cronisti che «sotto il caso Marrazzo ci sono cose molto pesanti». Secondo Corona, nel mondo del gossip oggi «c’è del materiale che può fare molto male».

«Non si può morire di gossip, anche se il gossip oggi è diventata un’arma molto molto pesante» ha affermato l’agente fotografico riguardo alla morte del transessuale Brenda trovato carbonizzato la notte scorsa a Roma.

«Sospetto che l’incendio sia stato appiccato da chi temeva che emergesse la verità sul caso Marrazzo. Brenda non era più una persona umana ma una traccia scomoda da far sparire, e non era bastato portarle via il cellulare:». Lo ha detto l’ex parlamentare Vladimir Luxuria in una intervista che andrà in onda nel corso del radio giornale delle 13. «Che sms aveva ricevuto? Che nome compromettente aveva in rubrica Brenda? - chiede ancora - Brenda era diventata un personaggio scomodo, da bruciare. Brenda è stata fatta fuori».
fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49586girata.asp

sabato 31 gennaio 2009

Arcigay: "Su Facebook il gruppo 'Uccidiamo Vladimir Luxuria"


Insulti e link contro gli omosessuali e gli immigrati. E gli iscritti sono già 260


Foto pubblicata su Facebook dal gruppo
Foto pubblicata su Facebook dal gruppo

Continua l'incitamento alla violenza su internet. Dopo i fans dello "stupro di gruppo", su Facebook spunta il gruppo "Uccidiamo Vladimir Luxuria". La denuncia arriva dall'Arcigay, che dichiara: "In questo tempo di recrudescenza dell'odio e dell'intolleranza non ci possiamo più stupire di nulla. Ma questa mattina ci hanno segnalato la presenza su Facebook di un gruppo intitolato 'Uccidiamo Vladimir Luxuria'. E' evidente che il fondatore della pagina, tale Paolo Buti, non si rende conto della gravità del suo incitamento ad uccidere", commenta amaramente l'associazione.

Per questo, conclude "abbiamo già chiesto la chiusura del gruppo". E il presidente nazionale dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, aggiunge: "Questo gravissimo episodio, sommato alla lunga serie di discriminazioni, fino all'aggressione violenta denunciata ieri dall'Arcigay di Roma, ci fa pensare che chi dovrebbe intervenire con leggi e programmi di intervento culturale e sociale, non sia interessato a occuparsi del fatto che milioni di cittadini italiani si sentono bersaglio di un odio che non si vuole fermare".
(La Repubblica 30 gennaio 2009)

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