Saliva e graffi sul corpo di Brenda:ora è possibile il confronto dei Dna
ROMA (11 dicembre) - Una consulenza genetica e biologica sarà effettuata sulle tracce di saliva trovate dalla polizia scientifica sul corpo di Brenda, la transessuale trovata morta il 20 novembre scorso a Roma nel suo monolocale in via Due Ponti e sulla cui morte la procura della capitale ha aperto un fascicolo per omicidio.
Dai residui di saliva sarà estrapolato il dna e messo a confronto con quello prelevato, tramite tampone, da altre persone tra cui le trans Barbara e Claudia. Sul cadavere di Brenda sono stati rilevati dai consulenti della procura numerosi graffi, la cui natura è oggetto anche in questo caso di una consulenza. Alcune tracce di saliva sono state repertate attorno ai graffi.
il messaggero 14 dicembre 2009
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lunedì 14 dicembre 2009
lunedì 23 novembre 2009
Brenda, parlano i genitori di Cafasso:"Nostro figlio non era un pusher"
L’UOMO DEL VIDEO, DOPO LA MORTE DI BRENDA NUOVE OMBRE
I genitori di Cafasso: hanno ucciso nostro figlio. Non era un pusher, aveva paura
Il padre: l'hanno chiamato pappone, il pappone dei trans, ma altro che overdose è morto come un cane
SALERNO — «Prego, entrate», dice aprendo la porta alle nove di sera il signor Pasquale Cafasso, 72 anni, men tre una cappa di nebbia avvolge questo minuscolo paesino del Cilento vicino ad Agropoli. Il paesino dei ceci, per que sto si chiama così. Ma c’è la neb bia adesso, una nebbia fittissi ma, anche intorno alla morte di suo figlio Gianguerino, secon do lui: «L’hanno chiamato pu sher e pappone, anzi il pappone dei trans di Roma nord, l’han no dipinto come il grande ricat tatore di Marrazzo, invece il mio Gianguerino è morto come un cane a 36 anni il 12 settem bre in una squallida camera d’albergo, ma pochi giorni pri ma m’aveva detto di avere pau ra... Altro che overdose, l’han no ammazzato. Eppure nessu no in tutti questi mesi è venuto mai a parlare con noi». Il signor Cafasso si commuove, accanto a lui c’è la moglie Laura, sono sposati da 38 anni, hanno altri tre figli e tre nipotini. «Ecco — aggiunge la mamma di Gian guerino —, avete tanto parlato del video di Marrazzo con i trans. Beh, la volete sapere una cosa? Gianguerino, il mio pri mogenito, non aveva un video telefonino, perché io gli dicevo sempre: ti posso mandare a Ro ma le foto dei nipotini? Ma lui diceva di no, perché il videofo nino non ce l’aveva...».
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I genitori di Cafasso: hanno ucciso nostro figlio. Non era un pusher, aveva paura
Il padre: l'hanno chiamato pappone, il pappone dei trans, ma altro che overdose è morto come un cane
SALERNO — «Prego, entrate», dice aprendo la porta alle nove di sera il signor Pasquale Cafasso, 72 anni, men tre una cappa di nebbia avvolge questo minuscolo paesino del Cilento vicino ad Agropoli. Il paesino dei ceci, per que sto si chiama così. Ma c’è la neb bia adesso, una nebbia fittissi ma, anche intorno alla morte di suo figlio Gianguerino, secon do lui: «L’hanno chiamato pu sher e pappone, anzi il pappone dei trans di Roma nord, l’han no dipinto come il grande ricat tatore di Marrazzo, invece il mio Gianguerino è morto come un cane a 36 anni il 12 settem bre in una squallida camera d’albergo, ma pochi giorni pri ma m’aveva detto di avere pau ra... Altro che overdose, l’han no ammazzato. Eppure nessu no in tutti questi mesi è venuto mai a parlare con noi». Il signor Cafasso si commuove, accanto a lui c’è la moglie Laura, sono sposati da 38 anni, hanno altri tre figli e tre nipotini. «Ecco — aggiunge la mamma di Gian guerino —, avete tanto parlato del video di Marrazzo con i trans. Beh, la volete sapere una cosa? Gianguerino, il mio pri mogenito, non aveva un video telefonino, perché io gli dicevo sempre: ti posso mandare a Ro ma le foto dei nipotini? Ma lui diceva di no, perché il videofo nino non ce l’aveva...».
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domenica 22 novembre 2009
Brenda: Il cellulare scomparso e il mistero sull'ultimo cliente
L'INCHIESTA/ L'autopsia rivela che la trans è morta asfissiata dal fumo
Mistero sull'ultimo cliente: è stato con lei due volte prima della tragedia
Brenda, salvi i file del computer
ma è giallo sul cellulare sparito
di MASSIMO LUGLI e ELSA VINCI
L'appartamento di Brenda dopo l'incendio
ROMA - È caccia al telefonino di Brenda. Foto, video, appunti potrebbero essere custoditi in quel palmare Samsung. È caccia ai suoi segreti, che in queste ore i periti della procura stanno cercando nella memoria del computer trovato sotto l'acqua nel lavandino del bagno. I file sono salvi, leggibili.
La misteriosa morte della trans che parlò ai magistrati del secondo video hot su Piero Marrazzo non viene chiarita dai primi risultati dell'autopsia. I polmoni pieni di fumo, il corpo intatto, una buona dose di barbiturici. La transessuale è morta per asfissia, soffocata dalle esalazioni di ossido di carbonio. Non sembra sia stata aggredita e uccisa da qualcuno che, successivamente, ha organizzato la messa in scena dell'incendio. Gli esami istologici e tossicologici sono già iniziati e i risultati potrebbero arrivare da domani. Nel sangue di Brenda sono state rilevate altissime quantità di alcol e di quel Minias di cui la trans faceva un uso smodato. Almeno 50 gocce al giorno (quasi il doppio della dose consigliata) per dormire. Alcune confezioni sono state ritrovate nell'appartamento.
All'appello, invece, manca un palmare di cui ha parlato "China", il compagno della transex. In casa della vittima gli agenti di Vittorio Rizzi hanno ritrovato il Nokia M73 che Brenda aveva comprato dopo la rapina dell'8 novembre scorso. Il numero che la trans aveva dato alla mobile, però, era quello del Samsung. Perché portare via il palmare e lasciare il telefonino? Mistero.
L'ipotesi principale, secondo il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo resta quella dell'omicidio anche perché non si capisce ancora come sia divampato l'incendio. Sul trolley accanto all'ingresso, nessuna traccia di cera anche se alcune amiche hanno parlato di una candela, scomparsa nel nulla. Nessun mozzicone o residui di liquido infiammabile, a parte il whisky.
Resta il mistero del computer sott'acqua. Il rubinetto del lavandino del bagno perdeva già nei giorni dello scandalo Marrazzo. "È rotto da tempo, dovrei farlo riparare ma tanto me ne vado", diceva Brenda. La mobile ha intenzione di interrogare i vigili del fuoco intervenuti sul posto per accertare meglio questo dettaglio. Per fortuna l'hard disk trovato in ammollo è salvo. Il perito nominato dalla procura ha già iniziato a recuperare i file. Anche se non si sa ancora se ci sono video.
La polizia, ieri mattina, è tornata in via Due Ponti e ha esaminato anche un secondo ingresso, una porta-finestra chiusa a chiave. Ma davanti a questo accesso c'erano alcuni mobili ed è molto improbabile che l'assassino (se di un delitto si è trattato) possa essere passato proprio da lì. Gli inquirenti hanno inoltre ricostruito con maggiore precisione le ultime ore di vita di Brenda ed è emerso un particolare inedito. La trans ha detto a "China" di essere stata con lo stesso cliente per ben due volte nel giro di poche ore: una verso mezzanotte e l'ultima alle 2 circa, prima di salire sul taxi che l'ha portata a casa. Si trattava di un uomo alla guida di un furgone bianco che le avrebbe dato ben 400 euro: una somma spropositata per una prestazione "on the road". Uno stratagemma per farla andare a via Due Ponti, dove qualcuno era in agguato?
All'inchiesta sulla morte della transessuale se n'è affiancata una seconda, condotta dal Ros, sulle minacce arrivate a Brenda negli ultimi tempi. Tre amiche della vittima sono già state interrogate dai carabinieri. E da un villaggio vicino Belem, in Brasile, arriverà a Roma, nei prossimi giorni, Azenete, la madre di Brenda. Due avvocati di Perugia, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile (che hanno difeso Rudy Guede, l'ivoriano condannato per il delitto di Meredith), hanno accettato di rappresentare i parenti della trans. Il caso rimane intricato: ogni certezza ha il suo contrario. Incidente o omicidio? Il dubbio resta.
(la repubblica 22 novembre 2009 ha collaborato Maria Elena Vincenzi)
Mistero sull'ultimo cliente: è stato con lei due volte prima della tragedia
Brenda, salvi i file del computer
ma è giallo sul cellulare sparito
di MASSIMO LUGLI e ELSA VINCI
L'appartamento di Brenda dopo l'incendio
ROMA - È caccia al telefonino di Brenda. Foto, video, appunti potrebbero essere custoditi in quel palmare Samsung. È caccia ai suoi segreti, che in queste ore i periti della procura stanno cercando nella memoria del computer trovato sotto l'acqua nel lavandino del bagno. I file sono salvi, leggibili.
La misteriosa morte della trans che parlò ai magistrati del secondo video hot su Piero Marrazzo non viene chiarita dai primi risultati dell'autopsia. I polmoni pieni di fumo, il corpo intatto, una buona dose di barbiturici. La transessuale è morta per asfissia, soffocata dalle esalazioni di ossido di carbonio. Non sembra sia stata aggredita e uccisa da qualcuno che, successivamente, ha organizzato la messa in scena dell'incendio. Gli esami istologici e tossicologici sono già iniziati e i risultati potrebbero arrivare da domani. Nel sangue di Brenda sono state rilevate altissime quantità di alcol e di quel Minias di cui la trans faceva un uso smodato. Almeno 50 gocce al giorno (quasi il doppio della dose consigliata) per dormire. Alcune confezioni sono state ritrovate nell'appartamento.
All'appello, invece, manca un palmare di cui ha parlato "China", il compagno della transex. In casa della vittima gli agenti di Vittorio Rizzi hanno ritrovato il Nokia M73 che Brenda aveva comprato dopo la rapina dell'8 novembre scorso. Il numero che la trans aveva dato alla mobile, però, era quello del Samsung. Perché portare via il palmare e lasciare il telefonino? Mistero.
L'ipotesi principale, secondo il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo resta quella dell'omicidio anche perché non si capisce ancora come sia divampato l'incendio. Sul trolley accanto all'ingresso, nessuna traccia di cera anche se alcune amiche hanno parlato di una candela, scomparsa nel nulla. Nessun mozzicone o residui di liquido infiammabile, a parte il whisky.
Resta il mistero del computer sott'acqua. Il rubinetto del lavandino del bagno perdeva già nei giorni dello scandalo Marrazzo. "È rotto da tempo, dovrei farlo riparare ma tanto me ne vado", diceva Brenda. La mobile ha intenzione di interrogare i vigili del fuoco intervenuti sul posto per accertare meglio questo dettaglio. Per fortuna l'hard disk trovato in ammollo è salvo. Il perito nominato dalla procura ha già iniziato a recuperare i file. Anche se non si sa ancora se ci sono video.
La polizia, ieri mattina, è tornata in via Due Ponti e ha esaminato anche un secondo ingresso, una porta-finestra chiusa a chiave. Ma davanti a questo accesso c'erano alcuni mobili ed è molto improbabile che l'assassino (se di un delitto si è trattato) possa essere passato proprio da lì. Gli inquirenti hanno inoltre ricostruito con maggiore precisione le ultime ore di vita di Brenda ed è emerso un particolare inedito. La trans ha detto a "China" di essere stata con lo stesso cliente per ben due volte nel giro di poche ore: una verso mezzanotte e l'ultima alle 2 circa, prima di salire sul taxi che l'ha portata a casa. Si trattava di un uomo alla guida di un furgone bianco che le avrebbe dato ben 400 euro: una somma spropositata per una prestazione "on the road". Uno stratagemma per farla andare a via Due Ponti, dove qualcuno era in agguato?
All'inchiesta sulla morte della transessuale se n'è affiancata una seconda, condotta dal Ros, sulle minacce arrivate a Brenda negli ultimi tempi. Tre amiche della vittima sono già state interrogate dai carabinieri. E da un villaggio vicino Belem, in Brasile, arriverà a Roma, nei prossimi giorni, Azenete, la madre di Brenda. Due avvocati di Perugia, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile (che hanno difeso Rudy Guede, l'ivoriano condannato per il delitto di Meredith), hanno accettato di rappresentare i parenti della trans. Il caso rimane intricato: ogni certezza ha il suo contrario. Incidente o omicidio? Il dubbio resta.
(la repubblica 22 novembre 2009 ha collaborato Maria Elena Vincenzi)
sabato 21 novembre 2009
Scandalo Trans:Brenda, il pc e i segreti sugli altri ricatti
Brenda, il pc e i segreti sugli altri ricatti
Roma - Il nome di Brenda non è legato solo allo scandalo Marrazzo. Ma il trans brasiliano avrebbe potuto fare luce, forse, su altri vip filmati o fotografati duranti incontri a luci rosse e poi ricattati. Le indagini della procura puntano ad accertare se il trans fosse coinvolto in un’attività di dossier in conto terzi. Per questo saranno setacciate agende e rubriche del trans alla ricerca di contatti e amicizie. L’ipotesi è che Brenda potesse essere l’anello operativo tra ricattati e ricattatori. E non solo per soldi.
Le chiamate Il trans Brenda chiamava Marrazzo alle utenze fisse della sua segreteria alla Regione Lazio e si qualificava col suo nome di battaglia. Chiamate non isolate e che ora sono nel fascicolo di indagine. Telefonate annotate insieme a quella di uno dei quattro carabinieri arrestati per la presunta estorsione, Carlo Tagliente. Tutte tessere di un puzzle che autorizzano gli investigatori a ritenere che il ruolo di Brenda andasse ben al di là di quello di vendere i propri favori sessuali. Del resto la stessa Brenda aveva ammesso agli investigatori durante un interrogatorio di avere un secondo video che la ritraeva con Marrazzo e un altro trans, Michelle. "Certo, avevo quel video, lo custodivo nel mio pc ma l’ho distrutto perché avevo paura" si legge nel verbale di interrogatorio di Brenda reso i primi di novembre ai Ros. Parla di foto e video fatti durante incontri in un appartamento nella disponibilità di Marrazzo che tuttavia non è la residenza ufficiale dell’ex governatore, ma una casa in via Cortina d’Ampezzo, forse la stessa casa dove si reca Natalie, l’altro trans, dopo il blitz dei due carabinieri infedeli (Luciano Simeone e Carlo Tagliente) nell’appartamento di via Gradoli 96.
Non detto Brenda però dopo avere ammesso di avere distrutto il secondo video non aggiunse altro. Atteggiamento che insospettì gli inquirenti convinti che il trans nascondesse ancora tanto sul suo ruolo nell’affaire Marrazzo. I magistrati sospettavano e sospettano di un ricatto cominciato già all’inizio di quest’anno, ma anche di altre possibili estorsioni nei confronti di altri potenti. Interrogato dai carabinieri del Ros, Brenda parla dunque di incontri "nella casa" del governatore di via Cortina d’Ampezzo. Secondo il trans Marrazzo qui viene fotografato durante gli incontri a cui avrebbe partecipato anche Michelle, un altro transessuale che Marrazzo conosceva. "Insieme e me e a Marrazzo - spiega Brenda ai carabinieri del Ros - c’era anche Michelle, che aveva una copia del video ma adesso Michelle è a Parigi". Gli investigatori, dopo l’interrogatorio di Brenda, erano e sono convinti che altri personaggi, magari clienti di Brenda, potrebbero essere stati immortalati in video.
Altra morte sospetta E in questo quadro convergono le indagini su un altra morte sospetta su cui la procura sta cercando di far luce, quella del pusher fornitore di cocaina a trans e clienti vip, Gianguarino Cafasso, morto per overdose il 12 settembre scorso in un albergo a ore di via Salaria a Roma. Cafasso, molto amico di Brenda, sarebbe stato il detentore del video completo di Marrazzo, quello di 13 minuti, e a detta dei carabinieri infedeli, colui che avrebbe girato loro il promo del film nell’appartamento di via Gradoli. Una tesi a cui la procura non crede. La morte di Cafasso, dopo quella di Brenda, appare ancora più inquietante. Teste del decesso la fidanzata Jennifer, altro trans, che dichiara di "avere gettato il telefonino di Cafasso dopo che era morto perche squillava continuamente". Cosa conteneva quel cellulare? Altri video compromettenti? E cosa conteneva il pc di Brenda e il suo telefonino, rubato circa dieci giorni fa dopo che il trans fu picchiata e aggredita? Interrogativi che sono all’esame degli investiagtori e del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che per la morte di Rino Cafasso ha disposto esami tossicologici più approfonditi per vederci chiaro su quella overdose.
IL GIORNALE 20 SETTEMBRE 2009
Roma - Il nome di Brenda non è legato solo allo scandalo Marrazzo. Ma il trans brasiliano avrebbe potuto fare luce, forse, su altri vip filmati o fotografati duranti incontri a luci rosse e poi ricattati. Le indagini della procura puntano ad accertare se il trans fosse coinvolto in un’attività di dossier in conto terzi. Per questo saranno setacciate agende e rubriche del trans alla ricerca di contatti e amicizie. L’ipotesi è che Brenda potesse essere l’anello operativo tra ricattati e ricattatori. E non solo per soldi.
Le chiamate Il trans Brenda chiamava Marrazzo alle utenze fisse della sua segreteria alla Regione Lazio e si qualificava col suo nome di battaglia. Chiamate non isolate e che ora sono nel fascicolo di indagine. Telefonate annotate insieme a quella di uno dei quattro carabinieri arrestati per la presunta estorsione, Carlo Tagliente. Tutte tessere di un puzzle che autorizzano gli investigatori a ritenere che il ruolo di Brenda andasse ben al di là di quello di vendere i propri favori sessuali. Del resto la stessa Brenda aveva ammesso agli investigatori durante un interrogatorio di avere un secondo video che la ritraeva con Marrazzo e un altro trans, Michelle. "Certo, avevo quel video, lo custodivo nel mio pc ma l’ho distrutto perché avevo paura" si legge nel verbale di interrogatorio di Brenda reso i primi di novembre ai Ros. Parla di foto e video fatti durante incontri in un appartamento nella disponibilità di Marrazzo che tuttavia non è la residenza ufficiale dell’ex governatore, ma una casa in via Cortina d’Ampezzo, forse la stessa casa dove si reca Natalie, l’altro trans, dopo il blitz dei due carabinieri infedeli (Luciano Simeone e Carlo Tagliente) nell’appartamento di via Gradoli 96.
Non detto Brenda però dopo avere ammesso di avere distrutto il secondo video non aggiunse altro. Atteggiamento che insospettì gli inquirenti convinti che il trans nascondesse ancora tanto sul suo ruolo nell’affaire Marrazzo. I magistrati sospettavano e sospettano di un ricatto cominciato già all’inizio di quest’anno, ma anche di altre possibili estorsioni nei confronti di altri potenti. Interrogato dai carabinieri del Ros, Brenda parla dunque di incontri "nella casa" del governatore di via Cortina d’Ampezzo. Secondo il trans Marrazzo qui viene fotografato durante gli incontri a cui avrebbe partecipato anche Michelle, un altro transessuale che Marrazzo conosceva. "Insieme e me e a Marrazzo - spiega Brenda ai carabinieri del Ros - c’era anche Michelle, che aveva una copia del video ma adesso Michelle è a Parigi". Gli investigatori, dopo l’interrogatorio di Brenda, erano e sono convinti che altri personaggi, magari clienti di Brenda, potrebbero essere stati immortalati in video.
Altra morte sospetta E in questo quadro convergono le indagini su un altra morte sospetta su cui la procura sta cercando di far luce, quella del pusher fornitore di cocaina a trans e clienti vip, Gianguarino Cafasso, morto per overdose il 12 settembre scorso in un albergo a ore di via Salaria a Roma. Cafasso, molto amico di Brenda, sarebbe stato il detentore del video completo di Marrazzo, quello di 13 minuti, e a detta dei carabinieri infedeli, colui che avrebbe girato loro il promo del film nell’appartamento di via Gradoli. Una tesi a cui la procura non crede. La morte di Cafasso, dopo quella di Brenda, appare ancora più inquietante. Teste del decesso la fidanzata Jennifer, altro trans, che dichiara di "avere gettato il telefonino di Cafasso dopo che era morto perche squillava continuamente". Cosa conteneva quel cellulare? Altri video compromettenti? E cosa conteneva il pc di Brenda e il suo telefonino, rubato circa dieci giorni fa dopo che il trans fu picchiata e aggredita? Interrogativi che sono all’esame degli investiagtori e del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che per la morte di Rino Cafasso ha disposto esami tossicologici più approfonditi per vederci chiaro su quella overdose.
IL GIORNALE 20 SETTEMBRE 2009
venerdì 20 novembre 2009
Marrazzo, Morte Brenda:il secondo video e l'interrogatorio dei conoscenti
Aggiornamenti ore 18.00
BRENDA, CORPO INTEGRO MA NERO PER LA FULIGGINE
LA MORTE DI BRENDA
Il corpo di Brenda, il trans coinvolto nella vicenda Marrazzo, era integro. Era soltanto coperto da fuliggine. In ogni caso, si apprende dalla Procura di Roma, tra stasera e domani sarà effettuata l'autopsia al Gemelli. Saranno inoltre disposti accertamenti sul computer trovato immerso nell'acqua nella stanza di Brenda. Inoltre, sempre a quanto si apprende, le valigie trovate nella stanza del trans, che non conterrebbero nulla che possa essere particolarmente significativo per l'inchiesta, potevano significare che avesse intenzione di trasferirsi o facevano parte dello stile di vita.
CONOSCENTI ASCOLTATI IN QUESTURA Conoscenti e vicini di casa di Brenda, la transessuale brasiliana trovata morta stamattina nel suo appartamento in via dei Due Ponti a Roma, vengono ascoltati in queste ore in Questura a Roma. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire le circostanze in cui è avvenuta la morte della trans coinvolta nel caso Marrazzo e stanno passando al setaccio le sue ultime ore di vita.
AVEVA UN SECONDO VIDEO Brenda aveva un secondo video, in cui erano presenti Marrazzo e altri due trans, si legge nell'edizione online del Corriere della sera. E' solo l'ultimo mistero, dopo il ritrovamento del cadavere del trans, carbonizzato, in un appartamento a Roma. Brenda avrebbe ammesso di aver custodito il video per qualche tempo, e proprio al video potrebbe essere legato il suo presunto omicidio.
OMICIDIO VOLONTARIO Omicidio volontario. Questa l'ipotesi su cui stanno lavorando i magistrati che indagano sulla morte del transessuale Brenda. Un'ipotesi di reato che ancora non è stata formalizzata dalla Procura ma valutata anche all'esito di un sopralluogo svolto questa mattina dai magistrati nel seminterrato dove è divampato l'incendio. Sul posto sono stati il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, il sostituto Rodolfo Sabelli (entrambi titolari dell'inchiesta sul cosiddetto caso Marrazzo), il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani (che coordina i casi di omicidio) e il pm Pierluigi Cipolla, ieri di turno. Sarà il procuratore Giovanni Ferrara a decidere a chi affidare l'inchiesta.
MARONI: "NON PARLO" «Non parlo». Così, il ministro dell'Interno Roberto Maroni replica ai giornalisti che gli chiedono un commento sulla morte del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda Marrazzo. Dopo le insistenze dei cronisti, presso la Questura di Palermo, Maroni ha aggiunto: «Ero in aereo», senza voler aggiungere altro sulla vicenda.
PC ERA IMMERSO IN ACQUA Il personal computer di Brenda sarebbe stato trovato nel lavandino dell'appartamento, bagnato come se fosse stato immerso in acqua. Il particolare, rivelato da fonti investigative, farebbe supporre ad un gesto volontario per rendere il pc inutilizzabile. Il computer è stato portato via dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Roma. Verranno effettuati accertamenti su eventuali file contenuti nel personal computer di Brenda.
PROCURA DISPONE AUTOPSIA La procura di Roma ha disposto l'autopsia su Brenda, il transessuale trovato morta nel proprio appartamento di via due Ponti. Gli inquirenti che procedono per omicidio volontario hanno anche disposto gli esami tossicologici. Nel corso del sopralluogo compiuto dai magistrati è stato sequestrato un computer. Sembra che nell'appartamento di via due Ponti Brenda non ricevesse i clienti.
IL CORPO PORTATO VIA Il corpo del transessuale Brenda è stato portato via pochi minuti fa da un mezzo della Polizia mortuaria. La salma verrà sottoposta ora ad esame autoptico, che servirà a chiarire ulteriormente le cause del decesso. In Via Due Ponti continua ad esserci ressa di giornalisti e cineoperatori.
MORTA CARBONIZZATA Il corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata carbonizzata all'interno di un appartamento in via Due Ponti a Roma stamani. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica della questura di Roma. I vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando all'interno delle cantine di una palazzina in via Due Ponti alle alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i hanno trovato il corpo della viado ormai carbonizzato all'interno del suo appartamento. Immediato l'intervento della polizia scientifica. La transessuale brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell'ex presidente della Regione Piero Marrazzo per i rapporti che avrebbe intrattenuto con lui, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell'ambito dell' inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell'ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L'audizione del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli doveva chiarire tra l'altro, la questione dell'esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali. Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell'occasione dovettero difendersi perchè la trans dava in escandescenza. In quell'occasione gli era stato anche rubato il telefono cellulare.
FORSE MORTA PER SOFFOCAMENTO Potrebbe essere morta per soffocamento da fumo il trans Brenda, il cui cadavere è stato trovato questa mattina in un appartamento di via due Ponti. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, l'appartamento sarebbe composto da un unico locale, con un soppalco. E proprio sopra il soppalco, riversa in terra, sarebbe stata rinvenuta Brenda, seminuda. Nella piccola casa, invasa dal fumo, gli investigatori avrebbero trovato tutto in ordine.
WHISKY E VALIGIE VICINO AL CORPO Gli agenti della polizia scientifica della Questura di Roma sono al lavoro all'interno dell'appartamento di via Due Ponti, alla periferia di Roma, dove all'alba è stata trovata morta Brenda, uno dei trans del caso Marrazzo. Da un primo esame esterno del cadavere non ci sarebbero segni di violenza. La vittima era seminuda. Accanto al corpo è stata trovata una bottiglia di whisky e poco distante due valigie già pronte.
L'AMICA: "VOLEVA PARTIRE, L'HANNO UCCISA" «L'hanno ammazzata, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo». Visibilmente scossa, Barbara, un transessuale brasiliano amico di Brenda, parla del trans trovata morta questa mattina in un incendio nella sua abitazione di Via Due Ponti a Roma. «Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantynès, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione», dice Barbara. Il trans brasiliano ha affermato inoltre che «nè Polizia nè Carabinieri hanno fatto nulla» spiegando che «tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni».
CHIAMAVA MARRAZZO AL LAVORO Brenda chiamava l'ex presidente della Regione Lazio sul posto di lavoro. Non una volta ma più volte. Telefonate raccolte dai centralini della presidenza della Regione Lazio. Il trans cercava il presidente e si qualificava proprio come «Brenda». Circostanza questa che però il trans negò, almeno ai giornalisti, subito dopo lo scandalo sottolineando di «non conoscere Marrazzo». Sarebbe l'unico trans ad avere contattato direttamente Piero Marrazzo tramite i numeri fissi della sua segreteria. Natalie invece, ovvero il trans ritratto con l'ex presidente della Regione Lazio nel video oggetto di ricatto da parte di quattro carabinieri infedeli, contattava -per sua stessa ammissione- Marrazzo direttamente sul cellulare. Brenda inoltre era molto amica di Gianguarino Cafasso, Il pusher morto a settembre per overdose e che tentò per primo di piazzare il video del ricatto.
www.leggo.it 20 novembre 2009 (fotogallery)
BRENDA, CORPO INTEGRO MA NERO PER LA FULIGGINE
LA MORTE DI BRENDA
Il corpo di Brenda, il trans coinvolto nella vicenda Marrazzo, era integro. Era soltanto coperto da fuliggine. In ogni caso, si apprende dalla Procura di Roma, tra stasera e domani sarà effettuata l'autopsia al Gemelli. Saranno inoltre disposti accertamenti sul computer trovato immerso nell'acqua nella stanza di Brenda. Inoltre, sempre a quanto si apprende, le valigie trovate nella stanza del trans, che non conterrebbero nulla che possa essere particolarmente significativo per l'inchiesta, potevano significare che avesse intenzione di trasferirsi o facevano parte dello stile di vita.
CONOSCENTI ASCOLTATI IN QUESTURA Conoscenti e vicini di casa di Brenda, la transessuale brasiliana trovata morta stamattina nel suo appartamento in via dei Due Ponti a Roma, vengono ascoltati in queste ore in Questura a Roma. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire le circostanze in cui è avvenuta la morte della trans coinvolta nel caso Marrazzo e stanno passando al setaccio le sue ultime ore di vita.
AVEVA UN SECONDO VIDEO Brenda aveva un secondo video, in cui erano presenti Marrazzo e altri due trans, si legge nell'edizione online del Corriere della sera. E' solo l'ultimo mistero, dopo il ritrovamento del cadavere del trans, carbonizzato, in un appartamento a Roma. Brenda avrebbe ammesso di aver custodito il video per qualche tempo, e proprio al video potrebbe essere legato il suo presunto omicidio.
OMICIDIO VOLONTARIO Omicidio volontario. Questa l'ipotesi su cui stanno lavorando i magistrati che indagano sulla morte del transessuale Brenda. Un'ipotesi di reato che ancora non è stata formalizzata dalla Procura ma valutata anche all'esito di un sopralluogo svolto questa mattina dai magistrati nel seminterrato dove è divampato l'incendio. Sul posto sono stati il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, il sostituto Rodolfo Sabelli (entrambi titolari dell'inchiesta sul cosiddetto caso Marrazzo), il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani (che coordina i casi di omicidio) e il pm Pierluigi Cipolla, ieri di turno. Sarà il procuratore Giovanni Ferrara a decidere a chi affidare l'inchiesta.
MARONI: "NON PARLO" «Non parlo». Così, il ministro dell'Interno Roberto Maroni replica ai giornalisti che gli chiedono un commento sulla morte del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda Marrazzo. Dopo le insistenze dei cronisti, presso la Questura di Palermo, Maroni ha aggiunto: «Ero in aereo», senza voler aggiungere altro sulla vicenda.
PC ERA IMMERSO IN ACQUA Il personal computer di Brenda sarebbe stato trovato nel lavandino dell'appartamento, bagnato come se fosse stato immerso in acqua. Il particolare, rivelato da fonti investigative, farebbe supporre ad un gesto volontario per rendere il pc inutilizzabile. Il computer è stato portato via dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Roma. Verranno effettuati accertamenti su eventuali file contenuti nel personal computer di Brenda.
PROCURA DISPONE AUTOPSIA La procura di Roma ha disposto l'autopsia su Brenda, il transessuale trovato morta nel proprio appartamento di via due Ponti. Gli inquirenti che procedono per omicidio volontario hanno anche disposto gli esami tossicologici. Nel corso del sopralluogo compiuto dai magistrati è stato sequestrato un computer. Sembra che nell'appartamento di via due Ponti Brenda non ricevesse i clienti.
IL CORPO PORTATO VIA Il corpo del transessuale Brenda è stato portato via pochi minuti fa da un mezzo della Polizia mortuaria. La salma verrà sottoposta ora ad esame autoptico, che servirà a chiarire ulteriormente le cause del decesso. In Via Due Ponti continua ad esserci ressa di giornalisti e cineoperatori.
MORTA CARBONIZZATA Il corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata carbonizzata all'interno di un appartamento in via Due Ponti a Roma stamani. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica della questura di Roma. I vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando all'interno delle cantine di una palazzina in via Due Ponti alle alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i hanno trovato il corpo della viado ormai carbonizzato all'interno del suo appartamento. Immediato l'intervento della polizia scientifica. La transessuale brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell'ex presidente della Regione Piero Marrazzo per i rapporti che avrebbe intrattenuto con lui, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell'ambito dell' inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell'ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L'audizione del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli doveva chiarire tra l'altro, la questione dell'esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali. Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell'occasione dovettero difendersi perchè la trans dava in escandescenza. In quell'occasione gli era stato anche rubato il telefono cellulare.
FORSE MORTA PER SOFFOCAMENTO Potrebbe essere morta per soffocamento da fumo il trans Brenda, il cui cadavere è stato trovato questa mattina in un appartamento di via due Ponti. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, l'appartamento sarebbe composto da un unico locale, con un soppalco. E proprio sopra il soppalco, riversa in terra, sarebbe stata rinvenuta Brenda, seminuda. Nella piccola casa, invasa dal fumo, gli investigatori avrebbero trovato tutto in ordine.
WHISKY E VALIGIE VICINO AL CORPO Gli agenti della polizia scientifica della Questura di Roma sono al lavoro all'interno dell'appartamento di via Due Ponti, alla periferia di Roma, dove all'alba è stata trovata morta Brenda, uno dei trans del caso Marrazzo. Da un primo esame esterno del cadavere non ci sarebbero segni di violenza. La vittima era seminuda. Accanto al corpo è stata trovata una bottiglia di whisky e poco distante due valigie già pronte.
L'AMICA: "VOLEVA PARTIRE, L'HANNO UCCISA" «L'hanno ammazzata, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo». Visibilmente scossa, Barbara, un transessuale brasiliano amico di Brenda, parla del trans trovata morta questa mattina in un incendio nella sua abitazione di Via Due Ponti a Roma. «Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantynès, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione», dice Barbara. Il trans brasiliano ha affermato inoltre che «nè Polizia nè Carabinieri hanno fatto nulla» spiegando che «tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni».
CHIAMAVA MARRAZZO AL LAVORO Brenda chiamava l'ex presidente della Regione Lazio sul posto di lavoro. Non una volta ma più volte. Telefonate raccolte dai centralini della presidenza della Regione Lazio. Il trans cercava il presidente e si qualificava proprio come «Brenda». Circostanza questa che però il trans negò, almeno ai giornalisti, subito dopo lo scandalo sottolineando di «non conoscere Marrazzo». Sarebbe l'unico trans ad avere contattato direttamente Piero Marrazzo tramite i numeri fissi della sua segreteria. Natalie invece, ovvero il trans ritratto con l'ex presidente della Regione Lazio nel video oggetto di ricatto da parte di quattro carabinieri infedeli, contattava -per sua stessa ammissione- Marrazzo direttamente sul cellulare. Brenda inoltre era molto amica di Gianguarino Cafasso, Il pusher morto a settembre per overdose e che tentò per primo di piazzare il video del ricatto.
www.leggo.it 20 novembre 2009 (fotogallery)
MORTE BRENDA: CRIMINOLOGO, DELITTO DI TIPO MAFIOSO, PARLAVA TROPPO
(AGI) - Roma, 20 nov. - Chi ha ucciso il trans Brenda "non e' uno sprovveduto". La scena del crimine e' "quella classica di un delitto di stile mafioso, fatto apposta per confondere le acque e allo stesso tempo per lanciare messaggi ben precisi a chi di dovere". E' netto il giudizio del criminologo Francesco Bruno sulla morte di Brenda, trovata morta nel suo appartamento arso dalle fiamme. "Brenda - sottolinea Bruno - e' stata uccisa perche' parlava troppo. Chi tiene in mano questo gioco non ha interesse a che si scoprano i segreti che decine di persone ricattate, come lo era Marrazzo, non vogliono divulgare. Brenda era assediata dai giornalisti, prima o poi avrebbe detto qualcos'altro". A far pensare a un delitto di stile mafioso, secondo il criminologo, sono diverse circostanze: "Ovvio pensare per prima cosa al pc trovato nell'acqua: un segnale chiaro, 'distruggo te e la tua memoria'. E chi ha orecchie per intendere intenda". La stessa morte e' un'incognita: "Si parla di asfissia da fumo - spiega Bruno - ma il fumo di un incendio, con il catrame che contiene, ti prende la gola e ti fa tossire, e' impossibile morire nel sonno. Invece lei e' stata trovata al letto, evidentemente e' stata uccisa o comunque sedata prima che venisse appiccato il fuoco". Chi ha agito, insomma, "ha voluto lasciare le cose non chiare, la classica 'intossicazione della notizia', ossia la commistione di dati veri e di altri fuorvianti". In ogni caso, ribadisce il criminologo, "chi ha ucciso non ha improvvisato, non e' un cliente o un altro trans o un rapinatore occasionale, si tratta di un'organizzazione complessa di tipo mafioso".
Morte Brenda: Luxuria,"E' stata uccisa"
Pioggia di reazioni alla morte di Brenda. Luxuria: «E' stata uccisa»
MILANO
All’uscita dall’aula dove si svolge il processo che lo vede imputato per estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni Vip, Corona ha sostenuto con i cronisti che «sotto il caso Marrazzo ci sono cose molto pesanti». Secondo Corona, nel mondo del gossip oggi «c’è del materiale che può fare molto male».
«Non si può morire di gossip, anche se il gossip oggi è diventata un’arma molto molto pesante» ha affermato l’agente fotografico riguardo alla morte del transessuale Brenda trovato carbonizzato la notte scorsa a Roma.
«Sospetto che l’incendio sia stato appiccato da chi temeva che emergesse la verità sul caso Marrazzo. Brenda non era più una persona umana ma una traccia scomoda da far sparire, e non era bastato portarle via il cellulare:». Lo ha detto l’ex parlamentare Vladimir Luxuria in una intervista che andrà in onda nel corso del radio giornale delle 13. «Che sms aveva ricevuto? Che nome compromettente aveva in rubrica Brenda? - chiede ancora - Brenda era diventata un personaggio scomodo, da bruciare. Brenda è stata fatta fuori».
fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49586girata.asp
MILANO
All’uscita dall’aula dove si svolge il processo che lo vede imputato per estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni Vip, Corona ha sostenuto con i cronisti che «sotto il caso Marrazzo ci sono cose molto pesanti». Secondo Corona, nel mondo del gossip oggi «c’è del materiale che può fare molto male».
«Non si può morire di gossip, anche se il gossip oggi è diventata un’arma molto molto pesante» ha affermato l’agente fotografico riguardo alla morte del transessuale Brenda trovato carbonizzato la notte scorsa a Roma.
«Sospetto che l’incendio sia stato appiccato da chi temeva che emergesse la verità sul caso Marrazzo. Brenda non era più una persona umana ma una traccia scomoda da far sparire, e non era bastato portarle via il cellulare:». Lo ha detto l’ex parlamentare Vladimir Luxuria in una intervista che andrà in onda nel corso del radio giornale delle 13. «Che sms aveva ricevuto? Che nome compromettente aveva in rubrica Brenda? - chiede ancora - Brenda era diventata un personaggio scomodo, da bruciare. Brenda è stata fatta fuori».
fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49586girata.asp
MORTE BRENDA, INDAGINI PER OMICIDIO VOLONTARIO
CASO MARRAZZO: BRENDA, INDAGINI PER OMICIDIO VOLONTARIO
(AGI) - Roma, 20 nov. - Per la morte del trans Brenda la procura di Roma intende procedere per il reato di omicidio volontario. Ben quattro magistrati hanno effettuato questa mattina il sopralluogo presso l'abitazione dove e' stato trovato il corpo del trans. Stando a quanto accertato, la casa di Brenda, posta in un seminterrato, era costituita da una stanza di 10 mq, una zona soppalcata di 8 mq (dove e' stato trovato il cadavere) e un piccolo bagno.
(AGI) - Roma, 20 nov. - Per la morte del trans Brenda la procura di Roma intende procedere per il reato di omicidio volontario. Ben quattro magistrati hanno effettuato questa mattina il sopralluogo presso l'abitazione dove e' stato trovato il corpo del trans. Stando a quanto accertato, la casa di Brenda, posta in un seminterrato, era costituita da una stanza di 10 mq, una zona soppalcata di 8 mq (dove e' stato trovato il cadavere) e un piccolo bagno.
Morte Brenda, Legale Marrazzo: "Fatto inquietante"
ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 10:41
Roma - (Adnkronos) - Il corpo è stato ritrovato carbonizzato in un incendio nella casa di via due Ponti, a Roma. Era coinvolta nello scandalo che ha portato alle dimissioni del governatore della Regione Lazio. Da tempo parlava di suicidio. Nei giorni scorsi era andata in ospedale in seguito a una rapina. L'ultima intervista: "Non ho avuto rapporti con Marrazzo, lui è stato con Natalie"Roma - (Adnkronos) - Il corpo è stato ritrovato carbonizzato in un incendio nella casa di via due Ponti, a Roma. Era coinvolta nello scandalo che ha portato alle dimissioni del governatore della Regione Lazio. Da tempo parlava di suicidio. Nei giorni scorsi era andata in ospedale in seguito a una rapina. L'ultima intervista: "Non ho avuto rapporti con Marrazzo, lui è stato con Natalie"
Ad intervenire sul posto per primi sono stati i vigili del fuoco, che intorno alle 5.30 hanno spento le fiamme. Ancora da accertare le cause dell'incendio. Sul posto gli uomini della polizia scientifica e della Squadra Mobile sono a lavoro per ricostruire le dinamica della vicenda. Sul corpo di Brenda verranno effettuati i rilievi medico legali.
''Non ho mai avuto rapporti con Marrazzo. Si e' visto da queste parti, ma io non c'entro niente, non so niente'', aveva detto ai cronisti il 24 ottobre scorso. ''E' stato con Natalie - aveva aggiunto parlando della vicenda - l'ha detto anche lui''.
Di fatto "inquietante" parla Luca Petrucci, legale di Piero Marrazzo: "Bisogna indagare -dice Petrucci- per vedere se c'e' qualcosa di piu' grosso di quel che sia gia' emerso".
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