giovedì 29 gennaio 2009

BLOG, GB:UN COMMENTO OFFENSIVO NON E' DIFFAMAZIONE

Se un commento lasciato nel proprio blog non piace va cancellato: rispondere equivale ad approvarlo, e se lo si approva non si può accusare l'autore di diffamazione. Così si pronuncia un tribunale.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 28-01-2009]

Vi raccontiamo una storia che ebbe inizio quasi due anni fa, nel Regno Unito. Il 5 febbraio 2007 Christopher Carrie aprì un blog per far pubblicità al proprio libro, in cui affermava di aver subito abusi sessuali da parte di uno dei figli di JRR Tolkien, padre John Tolkien, morto nel 2003.

Il giorno successivo Royd Tolkien, nipote dello scrittore, scrisse un commento in cui accusava Carrie di star cercando di infangare sia la Chiesa cattolica che la famiglia Tolkien e in cui affermava che Carrie stesso avrebbe ammesso di stare mentendo al fine di ottenere del denaro.

Carrie a sua volta rispose al post negando le accuse; poi denunciò Royd Tolkien per diffamazione.

Qui sorsero i problemi. Se per diffamazione si intende il danno provocato alla reputazione di qualcuno a causa di un commento letto da terzi, il giudice ritiene che non sia sufficiente l'apparizione online del commento per affermare che sia stato anche letto.

Inoltre Carrie, non rimuovendo il commento incriminato, ne avrebbe automaticamente avallata la pubblicazione; non può pertanto lamentarsi di venire diffamato da qualcosa la cui visione pubblica egli stesso ha approvato.

C'è di più: secondo la Corte, una giuria facilmente respingerebbe l'accusa di diffamazione rilevando che, se Carrie avesse voluto proteggersi, avrebbe dovuto evitare di rispondere al post di Tolkien come invece ha fatto.

L'unica possibilità per Carrie è puntare sul periodo trascorso tra l'inserimento del post da parte di Tolkien e la sua risposta, apparsa circa quattro ore e mezza dopo: la risposta implica che in quel momento Carrie era a conoscenza del commento e, non avendolo cancellato, l'ha approvato.

Tuttavia durante le ore precedenti poteva esserne all'oscuro: potrebbero esserci gli estremi per accusare di nuovo Tolkien di diffamazione relativamente a quel periodo, anche se le basi sembrano piuttosto deboli.

"Non è sufficiente dichiarare che il post era accessibile a un grande ma non quantificabile numero di lettori: dev'esserci una base solida per poterlo inferire. Questa dichiarazione non è altro che una mera opinione" ha spiegato il giudice.

FONTE: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=9262&numero=999


Elezioni Sardegna: Cappellacci non vuole confronto tv

dal sito:http://notizie.alguer.it/n?id=22018
Polemiche sul mancato confronto trai i due principali candidati. Soru: «Preferiscono parlare dai palchi dove poter raccontare qualunque storia, calunniare e diffamare, protetti per giunta dal lodo Alfano»
Tv: Cappellacci si tira indietro
CAGLIARI - Tutto lasciava pensare al primo confronto televisivo nella trasmissione condotta da Govanni Floris, Ballarò. Invece, con tutta probabilità, i due principali candidati alla presidenza della regione Sardegna alle prossime elezioni regionali, non si incontreranno davanti alle telecamere e microfoni per poter dare la possibilità a tutti di vederli uno fianco all'altro.

Alla piena disponibilità dell'ex Governatore Renato Suru, infatti, non corrisponde quella di Ugo Cappellacci, che non si dichiara disponibile e interessato «a un confronto televisivo con chi pensa di utilizzare i riflettori esclusivamente per cercare la rissa, la bagarre, l'insulto gratuito, o peggio l'offesa personale».

«Non sono interessato a confrontarmi con chi si definisce testardo ed introverso ma do invece la mia piena e ampia disponibilità a partecipare alle trasmissioni televisive e radiofoniche che mi consentano di presentare ai sardi il programma che insieme abbiamo scritto», ha precisato il candidato del centrodestra.

Perentorio Renato Soru: «Preferiscono parlare dai palchi dove poter raccontare qualunque storia, calunniare e diffamare, protetti per giunta dal lodo Alfano». Da parte mia - ha concluso Soru - mi sono dichiarato favorevole alla proposta dell'Associazione della Stampa sarda di un confronto pubblico in un cinema di Cagliari, condotto da giornalisti. / SONDAGGIO
http://notizie.alguer.it/n?id=22018 28 gennaio 2009

lunedì 26 gennaio 2009

Elezioni, Soru: Noi avanti di otto punti. Con Cappellacci peggior bilancio in 60 anni di autonomia



SORU QUERELA BERLUSCONI PER ACCUSE INFAMANTI. SUI SONDAGGI: NOI AVANTI DI 8 PUNTI

26/01/2009
26 gen. - Renato Soru depositera' domani presso la Procura della Repubblica di Cagliari una querela contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "se sara' accertata l'effettiva riconducibilita' al premier delle parole "Un appalto da 60 milioni di euro per la pubblicita', e lui, Soru, contestualmente, si e' fatto dare 30 milioni per la sua societa'", riportate oggi dal quotidiano 'La Nuova Sardegna'.
Lo annuncia una nota del presidente dimissionario della Sardegna che definisce le parole riportate dal quotidiano "infamanti" e "intollerabilmente lesive della sua dignita' personale in quanto del tutto mendaci".
Fallimento del governo regionale della Sardegna? ''L'unico fallimento e' quello che gli italiani cominciano a vedere con questo Governo''. Cosi' Renato Soru, in una manifestazione elettorale nel nuorese, ha commentato il giudizio espresso ieri dal premier sull'operato della Giunta regionale uscente, sul cui operato ha citato una serie di dati riferiti agli interventi nel campo della Sanita', dell'ambiente, dell'istruzione e ricerca, dei trasporti.
''Al presidente del Consiglio dovrebbero ricordare - ha spiegato Soru - che Cappellacci non e' venuto da Marte. Il candidato del centrodestra e' stato l'assessore al Bilancio e Programmazione che nel 2004 ha presentato il bilancio peggiore in 60 anni di Autonomia. Ma di che fallimento parla Berlusconi e, soprattutto, in quale paese vive. L'Italia e' alle prese con la piu' grave recessione dal dopoguerra e lui passa il suo tempo a parlare di Kaka''.
La campagna elettorale condotta da Berlusconi in Sardegna ''e' truccata'', il premier ''infrange tutte le regole di equilibrio dei mezzi di comunicazione'' e regala ai sardi solo calcio e barzellette. Renato Soru passa al contrattacco e dal Nuorese, tappa oggi del suo giro elettorale, lancia bordate al presidente del Consiglio, impegnato nel nord dell'isola nel suo terzo week end a sostegno del candidato del Pdl Ugo Cappellacci.
Terreno di scontro la par condicio. ''Ovunque appare Berlusconi - accusa Soru - e dietro di lui, silente, il candidato della destra, in un modo imbarazzante per noi sardi. Il presidente del Consiglio - insiste il governatore uscente - usa i messi dello Stato per venire in Sardegna e non parla mai di cose importanti per i sardi (la chimica, i territori devastati dalle alluvioni, per esempio) ma di barzellette e di Kaka'''. Cita poi una frase carpita al premier (''Vieni Ugo, ma parla poco perche' dobbiamo andare a pranzo'') per attaccare il Cavaliere sul suo presunto attaccamento all'isola. ''Questo e' il rispetto che lui ha per il popolo sardo - afferma Soru - e per chi lui ha scelto di candidare alla guida della Regione''.
''Noi non abbiamo accesso alla Tv - ribadisce il candidato del centrosinistra -, tanto meno a quelle che non rispettano le regole, ne' abbiamo accesso a una partita truccata dove il premier impazza sui mezzi di comunicazione. La vera campagna della destra e' questa perche' - conclude Soru - ha bisogno di una Sardegna senza voce, senza voce ieri sul palco di Tempio e senza voce domani''.
''Noi quattro punti indietro? No, e la verita' la sanno anche loro: che siamo cioe' avanti noi di otto punti''. E' la replica di Renato Soru, a margine di una manifestazione elettorale nel nuorese, all'annuncio dato oggi a Sassari dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo cui l'ultimo sondaggio indica un vantaggio di 4 punti del candidato governatore del centrodestra Ugo Cappellacci.

Fonte:www.clandestinoweb.com 26 gennaio 2009
VERSO LE ELEZIONI REGIONALI - IL CENTROSINISTRADiventa rovente la polemica con il presidente del Consiglio che «sta truccando la partita»
«Sondaggi bugiardi: nettamente in testa noi»
Piero MannironiRenato Soru risponde a Berlusconi e annuncia una querela contro il premier
SINISCOLA. Con l’«invadenza televisiva», le battute velenose su Soru e i proclami trionfanti sui sondaggi, Berlusconi trascina la campagna elettorale su un terreno dove i contenuti politici e i problemi reali impallidiscono. Fin quasi a scomparire. Il Cavaliere, finora unico vero antagonista di Soru, usa infatti con metodo il suo ruolo istituzionale per “trainare” il candidato del centrodestra Ugo Cappellacci. Ed è un Soru furioso che reagisce a quella che definisce, senza molti giri di parole, come «una sistematica violazione di tutte le regole di correttezza». E, a questo punto, non solo.Sì, perché il passaggio fatto dal premier a Tempio sul “caso Saatchi & Saatchi, secondo Soru potrebbe avere un rilievo penale. Per questo, stamane si presenterà alla procura della Repubblica di Cagliari per denunciare il presidente del Consiglio. In serata, la notizia viene diffusa dall’ufficio stampa del presidente uscente della Regione e chiude una giornata nella quale si erano già viste le scintille tra i “duellanti” sulla guerra sui sondaggi.«Renato Soru - si legge nella nota -, preso atto delle infamanti dichiarazioni riportate oggi dal quotidiano “La Nuova Sardegna” come pronunciate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel comizio elettorale di ieri a Tempio («Un appalto da 60 milioni di euro per la pubblicità e lui, Soru, contestualmente, si è fatto dare 30 milioni per la sua società), e ritenendo le stesse intollerabilmente lesive della sua dignità personale in quanto del tutto mendaci, qualora dovesse essere accertata l’effettiva riconducibilità a Berlusconi di tale calunniosa affermazione, depositerà personalmente nella giornata di domani, presso la Procura della Repubblica di Cagliari, una querela contro il Presidente del Consiglio».Per dirla tutta, il nostro giornale aveva citato anche la posizione sull’argomento del candidato del centrodestra Ugo Cappellacci: «Per Soru sta arrivando un rinvio a giudizio».La “bomba” deflagra alla fine di una giornata nella quale si erano già avvertiti chiaramente i segnali di una tensione crescente. La crudezza di alcune battute del Cavaliere e soprattutto i giudizi feroci su Soru e la sua gestione politica della Regione, erano una miccia che attendeva una scintilla per essere accesa. Per non parlare, poi, dell’uso continuo dei sondaggi da parte del presidente del Consiglio: sabato a Tempio aveva parlato di un vantaggio di Cappellacci di tre punti e stamane, a Sassari, il presunto vantaggio era già salito di un altro punto percentuale.L’eco delle parole di Berlusconi arriva a Soru al termine dell’appassionato intervento nell’affollatissimo cineteatro Andromeda di Siniscola. «Come - dice Soru gelido -, il presidente del Consiglio parla di quattro punti di vantaggio? Personalmente non trovo corretto diffondere dati con tanta leggerezza in campagna elettorale. Una campagna elettorale nella quale, lo voglio ricordare, il programma di Cappellacci è ancora un mistero. Comunque non dicono la verità, perché loro la verità la conoscono molto bene. E cioé che noi siamo avanti di otto punti».Poi si infila in auto e parte per Orune. E che il clima fosse radicalmente cambiato lo si è capito benissimo fin dalle prima battute di Soru a Siniscola. Non solo la presentazione del programma, ma anche e soprattutto la dura risposta agli attacchi di Berlusconi. Usa parole spesso taglienti, a volte beffarde, ma comunque mai fuori misura.«Strana campagna elettorale, questa - attacca - dove non ci si confronta con il candidato del centrodestra, ma direttamente con il presidente del Consiglio. Che ieri, a Tempio, ha infranto tutte le regole di equilibrio e di correttezza: era infatti su tutte le reti televisive italiane. E dietro di lui, silente, il candidato del centrodestra. Un’immagine davvero imbarazzante per noi sardi».E ancora: «Mentre io, come vedete, mi muovo da solo con la mia auto, Berlusconi usa tutto l’apparato istituzionale per muoversi in Sardegna. E non per parlare della chimica o delle recenti alluvioni che hanno colpito l’isola. No, lui a Tempio parla per un ora di barzellette e di Kakà. Non dice nulla di Sardegna. Poi, quando finisce, qualcuno gli ricorda che forse è meglio che intervenga anche Cappellacci. E lui, allora: “Vieni, Ugo, tocca a te, ma fai in fretta che dobbiamo andare a pranzo”. Un signore che ci riempie di bugie dice a chi dovrebbe rappresentare la Sardegna: “Vieni avanti, Ugo!”. Non c’è rispetto per i sardi. E poi, voglio dire, il nostro futuro non è una barzelletta, ma è fatto di speranze e di desideri, di una ricerca di prospettive e di modernità».E’ un crescendo: «Loro hanno bisogno di una Sardegna che stia zitta, non di quella Sardegna che fa valere i suoi diritti, come è successo nella vertenza sulle entrate fiscali. Non di quella Sardegna che non sta zitta sullo sconcio delle servitù militari. Quando, qualche mese fa, sono andato in consiglio dei ministri per la vertenza sulle servitù, Berlusconi a un certo punto ha detto: “Ma perché tutte queste storie per aree che sono poco più grandi del mio giardino?”. E io gli ho detto: “Presidente, sto parlando di chilometri quadrati, non di metri quadri”. Allora lui ha risposto: “Beh, allora sono un po’ tanti. Dovremmo fare qualcosa”».Continua il “Soru furioso”: «Il ministro Scajola anche pochi giorni fa ha detto che dobbiamo tornare al nucleare e che il posto migliore per il polo nucleare è nelle isole, meglio dove ci sono pochi abitanti. Ancora un po’ e ci dava anche l’indirizzo! E poi non dimentichiamo che nel 2003 il generale Carlo Jean, nominato da Berlusconi alla guida della Sogin, aveva identificato in Sardegna il sito per il deposito unico nazionale per le scorie nucleari. In questi giorni, in un’intervista, il presidente del Consiglio ha detto che questa è una “menzogna della sinistra”. Davvero incredibile... Basta riguardarsi i giornali di quel periodo e scoprire che Jean non solo aveva parlato di Sardegna, ma più precisamente di Sardegna nord-orientale».E infine l’affondo sull’uso delle tv. «Questa è una partita truccata - dice -. Come presidente del Consiglio, Berlusconi è sempre in tv a parlare delle elezioni regionali in Sardegna. Come premier invade gli schermi, ignorando la par condicio e le regole più elementari del confronto democratico. Noi invece non abbiamo accesso alle televisioni. Oggi voglio denunciarlo qui, con forza: c’è una Sardegna che non ha voce, alla quale viene impedito di parlare. Per dire verità, anche il candidato ufficiale del centrodestra è senza voce. Ma forse sarebbe meglio dire che finora non l’abbiamo ancora sentita».
(LA nuova Sardegna 26 gennaio 2009)

FOTO DI BELEN SU SITO PEDOFILO: DENUNCIA TELEFONO ARCOBALENO


Telefono Arcobaleno denuncia: 'Belen Rodriguez promuove foto su un sito pedofilo'
E' la promozione delle foto esclusive di Belen Rodriguez per i cellulari che campeggia in un sito pedofilo dal contenuto atroce e che Telefono Arcobaleno ha segnalato ieri all'autorità competente. "Lo sfruttamento sessuale dei bambini ha mille facce, anche quella, non meno grave, di coloro che si avvantaggiano dell'immenso traffico di utenti web che viene generato dal circuito del pedo-business, e quella di chi omette di fare i doverosi controlli sui contenuti delle pagine web ove vengono allocati i banner pubblicitari", dichiara il Presidente e Fondatore di Telefono Arcobaleno, Giovanni Arena e continua rivolgendosi alla Rodriguez e chiedendoLe di non prestarsi a vendere la propria immagine ad ogni costo, ma di pretendere con severità che chi può utilizzare la sua immagine non dimentichi di associare agli affari anche l'etica. “È noto” dichiara Giovanni Arena, “che i siti a contenuto pedopornografico sono tra i più visitati al mondo ed è necessario che la società civile si renda conto che la pedofilia on line è questo, è traffico e uso di bambini, niente di virtuale e niente di diverso".
Fonte: Key biz 26 gennaio 2009

domenica 25 gennaio 2009

ELEZIONI: Berlusconi fischiato a Sassari dagli studenti vittime della Gelmini


Non c'è emergenza nazionale o internazionale che tenga. Silvio Berlusconi da tempo ha svestito i panni da premier per indossare con sempre più protervia quelli di testimonial di Ugo Cappellacci, il candidato del Pdl alla corsa della Regione Sarda, figlio del suo commercialista. Ieri show a Tempio Pausania e dichiarazioni surreali su Lampedusa ( "Gli immigrati? Volevano andare in paese a prendere una birra"), oggi comizio al Teatro Verdi di Sassari interrotto da un gruppo di studenti che lo ha contestato. Quindici ragazzi in tutto, provenienti dall'Università di Cagliari, che hanno esposto uno striscione: "Giù le mani dalla Sardegna" e hanno urlato "Buffoni, buffoni". I ragazzi sono subito stati allontanati dal servizio d'ordine.

La replica del premier, che ieri ha insultato pesantemente il governatore uscente Soru, è sempre la stessa. Un leit-motiv. «Magari oltre all'Unità cercate di leggere qualche altro giornale - ha detto il presidente del Consiglio rivolto ai manifestanti, che nel frattempo erano però stati allontanati tra il rumoreggiare dell'intero teatro -. L'università di Sassari è una gloria per tutta la Sardegna e avrà il sostegno totale e finanziario da parte nostra».

Probabilmente nell'enfasi del comizio, Berlusconi ha dimenticato ancora una volta i tagli del suo ministro Gelmini agli atenei, alla scuola, alla ricerca. Poi ha sciorinato i dati: "Siamo avanti di quattro punti rispetto a Soru". Dati tutti da provare. Ma per il signore di Arcore uno slogan vale l'altro.

A proposito dell'ennesimo attacco all'Unità, è intervenuto Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 «Continuiamo a pensare che sia sbagliato interrompere i comizi altrui. Questo vale anche per i comizi di Berlusconi che pure, appena può non esita ad
nsultare gli italiani e i sardi che non la pensano come lui. Persino in questa occasione il presidente del Consiglio nel rispondere ai suoi "intolleranti contestatori - ricostruisce Giulietti - ha confermato di essere il campione della intolleranza quando ha sferrato il consueta attacco nei confronti del quotidiano l'Unità. Il proprietario di un enorme impero mediatico che, tra breve, metterà le mani anche su quel poco di Rai che già non gli rende quotidiano omaggio, non sopporta l'esistenza di qualche quotidiano e tra questi l'Unità, di qualche Tg e di qualche programma che sfugga al suo controllo. Invece di continuare ad insultare i giornali e i
giornalisti che non li piacciono - conclude il portavoce di Articolo 21 - il presidente del Consiglio editore potrebbe stupire tutti gli elettori italiani e sardi annunciando che si farà regalare da Soru una copia delle sue deliberazioni in materia di conflitto di interessi e la applicherà anche a se stesso, anzi andrà persino oltre. O no?».

L'Unità 25 gennaio 2009

UDC: CASINI FA FESTA SUL CIMONE E MINACCIA REFERENDUM SUL FEDERALISMO


(PISTE CIMONE)

Federalismo, parte la sfida di Casini:
«Referendum se la legge non cambia»

ROMA (24 gennaio) - Udc pronto a raccogliere firme per il referendum se la maggioranza non cambierà il testo sul federalismo. Pier Ferdinando Casini, dalla festa della neve del suo partito a Sestola, ha lanciato alla Lega (e di rimbalzo a Berlusconi), una sfida e una provocazione sul terreno che più le è caro.

Il leader dell'Udc ha sostenuto che, vista la posizione del Pd, l'Unione di Centro deve continuare a correre in solitudine, disponibile anche a ricorrere al referendum per far saltare i piani leghisti.

«Noi siamo federalisti - ha detto Casini - e non accettiamo che la Lega dia pagelle su chi è più federalista». Al di là delle ironie di chi, nel Pd, vede la battaglia dell'Udc come una semplice difesa delle roccaforti meridionali, secondo Casini il federalismo è «un pasticcio, una confusione, bocciato al sud come al nord. E i motivi sono innanzitutto la moltiplicazione dei centri di spesa e l'incapacità, come ha detto anche Tremonti, di fare una previsione sui costi».

E a dimostrare la buona volontà federalista, Casini ha anche detto che se il testo sarà cambiato, l'Udc lo voterà senza battere ciglio. Rimettendo mano, innanzitutto, al codice delle autonomie locali, per abolire le Province e definire quale ente deve fare cosa e con quali risorse. E poi fissando i costi e razionalizzando i centri di spesa: modificando cioè sensibilmente i connotati all'impianto leghista. «Se questa cosa non succederà - ha annunciato l'ex presidente della Camera - il referendum è dietro l'angolo. Noi siamo federalisti, ma non svegliate il can che dorme!».

L'Udc deve quindi continuare, secondo Casini, a dire cose impopolari senza aver paura delle conseguenze. Discorso valido anche per questioni economiche come ad esempio le pensioni: tema cruciale da affrontare, secondo Casini, per intravedere una via d'uscita dalla crisi. «Serve un patto di equità generazionale - ha detto, invocando la riforma delle pensioni - ma il Governo ha paura di affrontarlo e sottoscriverlo».

LA STAMPA 24 GENNAIO 2009

Festa sulla neve per l'Udc e sul Cimone arriva Casini

Il direttore di Qn e del Resto del Carlino Pierluigi Visci ha intervistato il leader del partito sui principali temi della politica nazionale

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Modena, 24 gennaio 2009. C’è grande attesa oggi alla festa della neve dell’Udc che si svolge a Sestola, per l’arrivo del leader Pier Ferdinando Casini. Alle 15,30 Casini sarà intervistato dal direttore di Qn e del Resto del Carlino Pierluigi Visci sui principali temi della politica nazionale. L’incontro si svolge al cinema Belvedere di Sestola.

Seguirà alle 17 un dibattito su 'Pensioni e welfare' con gli onorevoli Antonio Poli e Nedo Poli. Questa mattina, invece, si è tenuta all’Hotel Miramonti una tavola rotonda su un tema locale molto sentito: la possibilità di creare il Comune del Cimone. Si tratterebbe in linea di massima di un ente elettivo che prevede un unico coordinamento amministrativo fra Sestola, Riolunato, Fanano, Pievepelago, Montecreto e Fiumalbo. Il progetto è formulato proprio dall’Udc locale. La tavola rotonda è coordinata da Paolo Ferrari, responsabile Udc per il Cimone, e vi prenderanno parte Norberto Nardini (sindaco di Fiumalbo), Alessandro Tebaldi (presidente comunità montana del Frignano). Conclude Davide Torrini (coordinatore regionale Udc. La festa Udc si conclude domani.

Fonte: qn 24 gennaio 2009

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