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sabato 25 luglio 2009

Michale Jackson: La sua morte è stata omicidio


Settimana prossima i risultati autopsia

Bisognerà attendere ancora qualche giorno per i risultati dell'autopsia effettuata sul corpo di Michael Jackson, ma stando alle prime indiscrezioni, una cosa dovrebbe essere certa: la morte del re del pop sarà rubricata come "omicidio". A riportarlo è il sito "Tmz", che sin dall'inizio ha seguito in prima fila la vicenda. A questo punto la posizione del dottor Murray, indagato per omicidio colposo, si farebbe ancora più pesante.

La indiscrezioni arrivano da fonti legali, in contatto con il coroner della contea di Los Angeles. Per rendere noti i risultati il coroner sta attendendo gli ultimi esami tossocologici effettuati da un consulente esterno e dopodiché, intorno a metà settimana, dovrebbe pronunciarsi.

Ma alcuni fonti hanno già anticipato che tutte le cause diverse dall'omicidio - ovvero morte naturale, accidentale, overdose accindentale e suicidio - sono già state escluse. Un risultato che andrebbe di pari passo con l'accelerazione avvenuta in queste ore nell'inchiesta della polizia, che ha formalmente indagato il dott. Conrad Murray per omicidio colposo e perquisito la sua clinica di Houston.

Sarebbe stato lui infatti a somministrare la dose letale di Propofol, un potente anestetico, senza poi prestare le cure del caso al cantante che sarebbe quindi stato lasciato morire. Sempre dall'autopsia infatti, sarebbe emerso, che proprio la dose di Propofol avrebbe causato l'arresto cardiaco che ha ucciso Jackson.



Intanto emergono nuovi particolari sugli avvenimenti della tragica sera del 25 giugno. e' stato reso noto che il secondogenito del Re del Pop, Prince Jackson, ha visto morire il padre: era presente quando il medico Conrad Murray tentò invano di rianimare Michael dopo l'arresto cardiaco. A riferirlo è stato il dottor Steven Hoefflin, l'amico del cantante e suo chirurgo plastico, che parlando al "Daily Telegraph", ha definito la scena "terribile e traumatica" per il dodicenne. La famiglia, ha riferito il chirurgo 63enne, è stata "sconvolta e disgustata" dalla notizia.

Hoefflin ha anche dichiarato che i medici del Los Angeles Ucla ritengono che quando Jacko arrivò in ospedale era già morto da due ore. Il medico è stato ascoltato dalla polizia texana che ha ricostruito minuto per minuto le ultime 12 ore di vita di Michael. Il legale di Murray dal canto suo nega tutte le accuse al suo assistito.


(Nella pagina seguente le indiscrezioni su come il fglio di Michael abbia visto il padre morire)


TGCOM 23 LUGLIO 2009

giovedì 23 luglio 2009

Frattini: «D'Addario pagata da giornali» La replica: «Risponderò per vie legali»

IL MINISTRO DEGLI ESTERI IN UN'INTERVISTA ALLA BBC

Il titolare della Farnesina: «I giornalisti le hanno dato soldi per fare dichiarazioni false contro Berlusconi»

- Botta e risposta tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e Patrizia D'Addario dopo un'intervista rilasciata alla Bbc dal titolare della Farnesina.
FRATTINI - Dopo che mercoledì Berlusconi stesso aveva detto di «non essere un santo», scende in campo Frattini che afferma che le accuse sessuali nei confronti del premier «non sono assolutamente vere», aggiungendo che ci sono «giornalisti che hanno pagato questa escort, questa prostituta, per fare queste pubbliche dichiarazioni contro il primo ministro. Pagare qualcuno per fare false dichiarazioni rappresenta un comportamento immorale».

D'ADDARIO - «Negli ultimi giorni sono apparse sulla stampa dichiarazioni pubbliche e ricostruzioni giornalistiche calunniose nei miei confronti. Risponderò a ognuna di esse attraverso azioni legali», ha replicato Patrizia D'Addario in una nota diffusa dal suo legale, l'avvocato Maria Pia Vigilante. «Desidero smentire in particolare l'affermazione di un giornalista del quotidiano Il Riformista, secondo cui avrei fatto ascoltare a 'giornalisti selezionati' i nastri da me depositati presso la procura della Repubblica di Bari. La circostanza è falsa. Apprendo infine che il ministro degli Esteri, Franco Frattini, afferma che alcune escort sono state pagate da giornalisti per 'rivolgere accuse false a Silvio Berlusconi'. Se si riferisce a me torno a smentire fermamente questa circostanza, invitando il ministro degli Esteri a provare queste sue affermazioni, o in mancanza di prove, ad astenersene».


corriere della sera 23 luglio 2009

Bolzano, Sesso in libertà: boom di scambisti

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BERLUSCONI/ D'ADDARIO, REGISTRAZIONI 3 PARTE: SESSO SODDISFACENTE

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Anticipazione


I "consigli" di Silvio

PD: Un giovane sarebbe già arrivato in un secondo. Sai, cioè, sarebbe arrivato...I giovani hanno un sacco di pressioni...
SB: Però se posso permettermi (...) il guaio secondo me è di famiglia
PD: Quale?
SB: Avere l'orgasmo
PD: Sai da quanto tempo non faccio sesso da come ho fatto con te stanotte? Da molti mesi, da quando ho lasciato il mio uomo...E' normale?
SB: Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola...Devi toccarti con una certa frequenza
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(l'espresso repubblica 22 luglio 2009)



http://espresso.repubblica.it/multimedia/6983658

Patrizia D'Addario: Fotoromanzi erotici


PATRIZIA D'ADDARIO HA DISTRUTTO ANCHE MIO MARITO

«No, i Tarantini non li conosciamo. La D’Addario arriva a loro attraverso altri giri».

E’ un mese che si parla di questa storia: perché ha accettato di parlare solo ora?

«Perché per noi adesso è saltato un vulcano, perché sui giornali è stato fatto di nuovo il nome di mio marito ed anche il mio. Perciò mi sono detta: questa qui, o la fermo io, o non la ferma nessuno ». la gazzetta del mezzogiorno 23 luglio 2009

«Non credete a Patrizia
lo dico per Berlusconi»

di ONOFRIO PAGONE

BARI - «Non credete a Patrizia D’Addario! Diffidate di questa donna: lo dico per mio marito, ma anche per Berlusconi». Bernardina Murgolo, detta Dina, è una donna energica, sanguigna: ha tollerato che suo marito per cinque anni fosse il compagno della D’Addario, e adesso che lui è tornato a casa, Dina ha una sola ambizione. «Voglio liberarmi di questa donna, definitivamente. Per questo - dice - ho fiducia nella magistratura».

Perché lei raccomanda di non credere alla D’Addario?
«Perché questa donna sta usando con Berlusconi la stessa tattica usata con mio marito: ricatta col registratore. Dice di registrare e filmare sempre tutto perché ha sempre paura, soprattutto di mio marito, ma in realtà lei ha cominciato a usare il registratore e la telecamera sin da quando stava col suo compagno, quello da cui ha avuto la figlia».

Quindi lei adesso a cosa punta?
«Voglio mettere in guardia circa la credibilità di questa donna. Lo dico per Berlusconi, perché ci tengo al presidente: tutta l’Italia sappia che questa donna è stata capace di distruggere mio marito come uomo e come imprenditore. E’ una donna vorace, ha preteso gioielli, viaggi, appartamenti. Lui per lei ha mollato i suoi cantieri, ha lasciato le figlie, e lei ha tentato di non farci avere i soldi che lui ci passava. Quando poi ha capito che quest’uomo lo aveva perso, allora ha usato la tattica delle foto e delle registrazioni per i suoi ricatti».

Scusi, ma suo marito, Giuseppe Barba, ha patteggiato una condanna sulla base di una denuncia della D’Addario: dov’é il ricatto?
«La D’Addario gli disse che solo così lei avrebbe accettato di togliersi di mezzo e di farlo tornare a casa. E mio marito aveva la necessità di uscire dal carcere per salvare la sua azienda: si occupava di scavi edili. All’epoca era socio di Sebastiano D’Ammacco, l’amico di Marisa Scopece, quella ragazza conosciuta come prostituta nel Nordbarese, intima della D’Addario, che fu trovata carbonizzata nelle campagne di Barletta. Bèh, il socio stava vendendo i macchinari di movimento terra approfittando della carcerazione di mio marito...».

La D’Addario ha ripetutamente denunciato suo marito per sfruttamento della prostituzione e minacce e lesioni.
«Sì, e anche mio marito l’ha denunciata più volte. Io pure ho presentato una trentina di denunce contro di lei in quattro anni, dal 2003: lei non può nemmeno immaginare le ingiurie, le minacce, le ritorsioni che abbiamo dovuto subire. Ci ha provocato vari incidenti stradali, a me e alle mie figlie: è tutto agli atti, la Procura lo sa».

Dunque, secondo lei questa è tutta una messinscena?
«Sin da ragazza, la D’Addario aveva un obiettivo solo: finire sui giornali. Questo era il suo scopo. Nel 2004 realizzò quel calendario: lo presentò in grande stile, poi fece una grande festa a spese di mio marito. Poi da lui si è fatta accompagnare negli studi di Canale5, a “Uomini e Donne”, ma fu subito bocciata dal tronista, Fabio: per ammaliarlo fece in trasmissione dei giochi di prestigio, da una candela fece uscire un fiore. Così, tentò...».

Ma ora ci sono le registrazioni: si sentono le voci. Tutto falso?
«Non è detto che le registrazioni siano credibili. La D’Addario è circondata di uomini, perché si dona a tutti e facilmente riceve favori in cambio. Lei è capacissima di tutto: le voci si possono alterare, non credetele!»

Lei andrebbe a testimoniare in favore di Berlusconi?
«Lo farei volentieri, per Berlusconi e anche per altri: solo io posso capire cosa è capace di fare questa donna... Eravamo una famiglia modello, stimata e conosciuta. Ora siamo danneggiati moralmente ed economicamente...».

In realtà, signora, lei ne esce vincitrice da questa storia: suo marito è tornato a casa!
«Sono sposata da venticinque anni, ma per me sono venti perché per cinque anni Giuseppe è stato con lei. Ora è tornato indietro e io l’ho perdonato, perché lui mi ha sempre detto la verità. Ma dentro rimane tanta rabbia, per tutto quello che abbiamo perso...».

E’ già stata chiamata da Berlusconi, dai suoi legali?
«No, non mi ha chiamato nessuno. Magari lo facesse: Berlusconi è una persona che stimo».

Suo marito ha mai avuto a che fare con la droga?
«No, assolutamente. Ma credo che questo sia uno dei motivi per cui ha deciso di tornare alla sua famiglia. Mio marito è tornato da me perché si è reso conto di aver preso una sbandata per un démone: lei ha fatto in modo di screditarlo pure sul lavoro, per tenerlo vincolato a sé».

Il grande obiettivo della D’Addario è sempre stato quello di realizzare una villa a Carbonara, tanto da chiedere anche a Berlusconi di intervenire per sbloccare la lottizzazione. A suo marito, che lavora nel settore edile, ha chiesto interventi in tal senso?
«Lei non voleva costruire una villetta, ma dei residence. Mio marito in verità aveva avviato i lavori, aveva fatto lo scavo ma io l’ho diffidato. Lei voleva una “spinta” perché quel terreno sembra che non sia edificabile: sperava in un aiuto da parte di mio marito perché di amicizie ne ha... Ma io sono riuscita a bloccare tutto».

Suo marito ha contatti con Gianpaolo Tarantini, finora unico indagato nell’inchiesta che riguarda anche la D’Addario? «No, i Tarantini non li conosciamo. La D’Addario arriva a loro attraverso altri giri».

E’ un mese che si parla di questa storia: perché ha accettato di parlare solo ora? «Perché per noi adesso è saltato un vulcano, perché sui giornali è stato fatto di nuovo il nome di mio marito ed anche il mio. Perciò mi sono detta: questa qui, o la fermo io, o non la ferma nessuno »

la gazzetta del mezzogiorno 23 luglio 2009

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