Visualizzazione post con etichetta INTERPELLANZA pd. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta INTERPELLANZA pd. Mostra tutti i post

lunedì 13 luglio 2009

Feste Premier:Interpellanza PD per evitare condotte "immorali"

L'intervista. Il senatore del Pd ha presentato con Zanda una mozione per evitare condotte "immorali"

Carofiglio: quattro regole capitali salviamo il decoro delle istituzioni

"Dibattito urgente. La maggioranza spieghi il no al Paese"
di LELLO PARISE


Carofiglio: quattro regole capitali salviamo il decoro delle istituzioni

Gianrico Carofiglio

BARI - Senatore Gianrico Carofiglio, il presidente Napolitano insiste perché si crei un "clima più civile" fra gli opposti schieramenti. Secondo lei, fa bene o sbaglia?
"Certo che non sbaglia. E lo spirito della mozione presentata dal Pd a Palazzo Madama, del resto, è proprio quello".

Nel documento che sarà discusso nella prossima settimana chiedete ai politici coerenza dei comportamenti pubblici e privati. Ogni riferimento al "caso Berlusconi" non sembra casuale.
"A me interessano fino a un certo punto le clamorose vicende di cronaca che vanno in scena ormai da qualche settimana a questa parte. Sempre per il sottoscritto, piuttosto, è importante l'esigenza di riflettere a proposito dei temi legati all'etica pubblica".

Per favorire un confronto politico più sereno, sarebbe utile se il premier si decidesse a spiegare di fronte al Parlamento come stanno le cose?
"Utile? Io penso che sia indispensabile, innanzi tutto nell'interesse di quel politico. La democrazia è fatta di domande, di risposte. E di consapevole trasparenza. Quella che dovrebbe spingere il primo ministro a chiarire ciò che, finora, chiaro non è. Per nessuno".

Cosa volete ottenere con la vostra mozione?
"Ripeto: noi vogliamo occuparci, in termini generali, del decoro delle cariche pubbliche e della necessità che i membri del governo, e il suo presidente, non abbiano comportamenti disdicevoli".

E' la ragione per cui indicate quelli che suonano come veri e propri "comandamenti"?
"A me piace parlare di regole capitali. Sono quattro. La prima riguarda l'esigenza di non tenere comportamenti personali in contrasto con i valori posti alla base dell'azione politica. Faccio un esempio banale: non si possono sostenere i valori della famiglia tradizionale e poi, per dire, avere l'amante. Il problema non è l'amante, ma l'incoerenza. La seconda regola riguarda il decoro legato alle cariche pubbliche. Cito l'esempio di un magistrato, così nessuno si offende".

Qual è l'esempio?

"Qualora un pubblico ministero andasse in udienza indossando calzoni corti e canottiera non sarebbe immorale, ma appunto indecoroso. Perché contribuirebbe a ledere il prestigio della magistratura e in generale delle istituzioni".

Quali sono gli altri "comandamenti"?
"La terza regola sottolinea l'obbligo di astenersi da comportamenti che possano fare solo ipotizzare un uso privato della funzione pubblica e delle sue prerogative. Immaginiamo un magistrato sotto scorta che utilizzi la vettura blindata del ministero per portare alla sua villa al mare, dove ha organizzato una festa, un paio di ballerine di rumba e un suonatore di mandolino. Sarebbe l'autore di un comportamento deontologicamente censurabile. Il ministro Alfano interverrebbe con l'azione disciplinare. E farebbe bene".

C'è, infine, il quarto "comandamento".

"E' il più semplice: il dovere di dire la verità. Il decoro delle alte funzioni pubbliche è incompatibile con le bugie. Ecco, abbiamo concluso: questo è lo statuto dei comportamenti".

Servirebbe pure ad evitare che un uomo accusato di essere uno stupratore diventi dirigente di base del Pd? Il senatore Ignazio Marino sostiene che nel Pd c'è "una questione morale grande come una montagna".
"Siamo amici e lui è un uomo di valore. Ma proprio per questo dovrebbe prestare attenzione a non fare uscite estemporanee. La vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto tredici anni fa quel coordinatore di circolo, non risulta dal certificato penale. Come l'avrebbe accertata, Ignazio Marino, se fosse dipeso da lui? E dunque: cosa c'entra con questa brutta storia la questione morale?".

Senatore Carofiglio, non c'è il rischio che lo "statuto dei comportamenti" resti un sogno ad occhi aperti?
"Dichiarare, come fanno alcuni esponenti della maggioranza, la disponibilità a discuterlo, è una novità e naturalmente ci fa piacere. Vedremo come andrà a finire. Ma voglio dire sin d'ora con chiarezza una cosa. Queste quattro, elementari regole, enunciano principi sui quali è molto difficile non essere d'accordo. Se la maggioranza dovesse respingerle mi aspetto che spieghi - a noi, ma soprattutto al Paese - qual è la sua idea del decoro, della dignità e della credibilità di chi riveste cariche pubbliche".

(LA REPUBBLICA 13 luglio 2009)

"Escort e festini a Palazzo Grazioli: Berlusconi venga in Parlamento"

Il Pd: "Discutiamo subito la nostra interpellanza sulle cene del premier"
Napolitano: ora il dialogo. Il Pd: sì ma niente sconti. No di Di Pietro

"Escort e festini a Palazzo Grazioli
Berlusconi venga in Parlamento"

di CARMELO LOPAPA


"Escort e festini a Palazzo Grazioli Berlusconi venga in Parlamento"

Berlusconi in Senato

ROMA - "Il premier riferisca in Parlamento". Chiarisca cosa è accaduto in quelle serate di Palazzo Grazioli, quante donne vi hanno avuto libero accesso, qual è la natura dei suoi rapporti con l'imprenditore Gianpiero Tarantini. Dopo, solo dopo potrà partire il dialogo, si cercherà di costruire quel "clima più civile" invocato dal capo dello Stato Napolitano. Nel giorno in cui Repubblica svela nuovi risvolti dell'inchiesta di Bari - i particolari sui festini e le tante ragazze che li hanno frequentati, le telefonate preparatorie del premier - l'opposizione, dal Pd all'Italia dei valori, subordina la nuova fase politica a quel chiarimento "pubblico" promesso dal presidente del Consiglio Berlusconi e mai avvenuto. "Passaggio imprescindibile, irrinunciabile", avvertono.

Archiviato il G8, in un colloquio con il Corriere della Sera il presidente della Repubblica parla di "successo per l'Italia" e invoca "un clima più civile, corretto e costruttivo tra governo e opposizione, più senso della misura" nel dibattito politico, pur consapevole del fatto che una pace sarà "impossibile". Il Pdl plaude e rimanda la palla nell'altra metà del campo, anche se Fabrizio Cicchitto è scettico: per il nuovo clima "bisogna essere almeno in due". E infatti, il leader dell'Idv Di Pietro stronca sul nascere la proposta: "Non è il tempo del dialogo" perché "questo governo non è civile, né corretto né costruttivo, continueremo a fare opposizione senza concessioni". Dal Pd una disponibilità c'è, ma molto condizionata. "Sì, ma non faremo sconti" mette in chiaro il capogruppo alla Camera Antonello Soro. "Parole sagge, ma il dialogo dipende dal governo", dice Anna Finocchiaro. Anche perché - questa la tesi di tanti - resta sullo sfondo la vicenda sulla quale indaga la magistratura e incalza la stampa internazionale da mesi. C'è una mozione sul codice etico degli uomini di governo che il Pd ha presentato al Senato e che sarà discussa la prossima settimana. "Ma c'è anche una nostra interpellanza alla Camera sulle famose cene presidenziali, attendiamo ancora una risposta - dice Lanfranco Tenaglia, responsabile giustizia del partito - Saggio, condivisibile il richiamo di Napolitano, a patto che il confronto non sia una gentile concessione alle opposizioni e che prima si faccia chiarezza sugli scandali emersi". Concetto ripreso da Marco Minniti, responsabile Sicurezza. "Che ci sia un clima meno infuocato penso sia giusto chiederlo. Il tema però è che la situazione imbarazzante non deriva da un complotto dell'opposizione, ma da una sequenza di eventi, da fatti, inchieste squadernate sui giornali di tutta Europa. E'evidente che il premier deve chiarire. Questo passaggio è presupposto imprescindibile e irrinunciabile". Peraltro, fa notare il senatore Roberto Della Seta prendendo spunto proprio dalle rivelazioni di Repubblica, "è passata una giornata senza alcuna smentita da parte di Palazzo Chigi, nonostante i fatti riportati abbiano dell'incredibile: il silenzio è più eloquente di mille parole". E Paolo Nerozzi, senatore Pd anche lui: "Come fa il presidente Berlusconi a non capire che è anche nel suo personale interesse fare chiarezza?". E poi, insiste la senatrice Albertina Soliani, "chi può oggi garantire i cittadini che non vi siano state, tra gli ospiti entrati a Palazzo Grazioli senza controllo, persone infiltrate e in grado ora di ricattare il premier?" Dialogo impossibile, ribadisce il dipietrista Pancho Pardi, perché "per quanto ci riguarda resta aperta la questione delle domande di Repubblica alle quali il premier non ha risposto se non per quattro volte, mentendo. Di cosa vogliamo discutere con un personaggio così? Dialogo su che, poi, sulla prostituzione? Ecco, quando avranno il coraggio di portare in aula la legge avremo di che divertirci".
(LA REPUBBLICA 13 luglio 2009)

Yoox

0.1 Special banner