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sabato 15 agosto 2009

mercoledì 5 agosto 2009

Paolo Guzzanti su scandali sessuali Berlusconi:"Le cose che mi sono state raccontate sono disgustose"

Il parlamentare del centrodestra lancia nel suo blog una provocazione sugli scandali sessuali di Berlusconi
Guzzanti attacca il Cavaliere: "Ha corrotto la femminilità italiana"
Sul suo blog l'ex deputato del Pdl: "Berlusconi ha un atteggiamento 'puttaniero'". E alla Dire conferma: Le intercettazioni sono vere e due deputati lo sanno.... Cariche altissime si raccontano cose indecenti'






Paolo Guzzanti,il parlamentare del centrodestra eletto con
il Pdl e poi passato al Pli, prima in un post e poi in
risposta a un commento sul suo blog Oltre a specificare
di essere «tra quelli che pensano e anzi sanno che davvero
tutto è politico, che la vita privata di una persona
pubblica è pubblica e che si risponde di tutto»,
Guzzanti scrive di aver lasciato Berlusconi
anche «per il suo atteggiamento puttaniero di
disprezzo per le donne, tutte le donne, essendo
un gran porco e una persona che ha corrotto la
femminilità italiana schiudendo carriere impensabili
a ragazze carine che hanno imparato solo quanto sia
importante darla alla persona giusta al momento giusto,
sollecitate in questo anche dalle madri, quando
necessario.Quest'u uomo ai miei occhi corrompe la
gioventù e mina le basi della società minando il
rispetto nei confronti della donna».

Continua l'onorevole: «Ciò è avvenuto (l'abbandono
del Pdl da parte di Guzzanti,in concomitanza delle
voci, che io ho potuto verificare come purtroppo
attendibili (non prove, ovviamente, altrimenti le
avrei presentate io), secondo cui un famoso direttore
ha mostrato e fatto leggere a un numero imprecisato
di persone (deputati e deputate di Forza Italia
per lo più) i verbali che tutti i direttori di
giornale hanno, ma che avrebbero deciso di non usare
su sollecitazione del Presidente Napolitano. Si
tratta di trascrizioni da intercettazioni avvenute
nell?ambito dell?inchiesta di Napoli e poi fatte
distruggere da Roma, in cui persone che ora ricoprono
cariche altissime si raccontano fra di loro
cose terribili che la decenza e la carità di patria
mi proibiscono di scrivere, anche se purtroppo sono
sulla bocca di coloro che hanno letto i verbali.
Io ne conosco almeno tre. Dunque io non ho molti
dubbi su quato è accaduto ed accade».

Poco oltre, in risposta a un lettore che gli chiedeva
ulteriori
chiarimenti, Guzzanti va oltre: «Io dico, e lo confermo,
che le cose che mi sono state raccontate da più fonti
(e io sono uno dei mille e più di mille raggiunto dai
dettagliati resoconti di chi ha letto) sono assolutamente
disgustose: rapporti anali non graditi, ore e ore di
tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino,
discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come
abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale
pagata come pedaggio.
I dettagli sono centinaia e non sono io che li nascondo,
perché io sono soltanto uno cui alcuni lettori dei verbali
(persone serissime, uomini e donne, tutti della stessa
area di centro destra) hanno raccontato ciò che hanno
letto, ovviamente con una massiccia concordanza
dei dettagli stessi.
Il giorno in cui un magistrato, lette queste mie parole,
volesse interrogarmi per sapere da chi ho avuto queste
relazioni e chi fosse il giornalista che ha fornito il
materiale in lettura, farei il mio dovere e
farei i nomi».
(l'espresso 05 agosto 2009)

Guzzanti attacca il Cavaliere: "Ha corrotto la femminilità italiana"
Sul suo blog l'ex deputato del Pdl: "Berlusconi ha un atteggiamento 'puttaniero'". E alla Dire conferma: Le intercettazioni sono vere e due deputati lo sanno.... Cariche altissime si raccontano cose indecenti'

ROMA - Le trascrizioni delle intercettazioni che "un famoso direttore ha mostrato e fatto leggere a due deputati che siedono in Parlamento", nelle quali si legge di persone che "ora ricoprono cariche altissime che si raccontano fra di loro cose" indecenti, sono "vere" e i parlamentari di Forza Italia "lo sanno bene". Lo ribadisce Paolo Guzzanti, contattato telefonicamente dalla Dire mentre è in vacanza in America, dopo le sue ultime rivelazioni pubblicate sul suo blog che riguardano il premier Silvio Berlusconi. Guzzanti conferma che il blog è al momento inaccessibile per "un eccesso" di contatti e non dunque a causa di hacker. L'ex deputato del Pdl, inoltre, dice di "non aver paura" di una querela da parte di Niccolò Ghedini: "Ci mancherebbe, mi sono ben guardato dal fare nomi: sarebbe una cosa ben strana" se lo facesse. E comunque, conclude, "sono cose che ho già detto e scritto, non c'è nulla di nuovo. Sono cose che mi sono state raccontate da persone diverse che hanno letto quelle trascrizioni e con dettagli coincidenti". Come scritto anche sul blog "il giorno in cui un magistrato volesse interrogarmi per sapere da chi ho avuto queste informazioni io farei i nomi tranquillamente".

5 agosto 2009


mercoledì 24 giugno 2009

Feste da Berlusconi su Tarantini, non tutto è stato intercettato, grazie al Voip


Il pusher gay figura marginale

BARI - Ora spuntano le telefonate non intercettate. Gianpaolo Tarantini non è un imprenditore sprovveduto, anzi, sospettano alcuni investigatori, è rampante e spregiudicato. Forse è solo un caso ma in più di una occasione il suo telefonino BlackBerry sarebbe stato impostato in modalità Voip che, almeno fino ai mesi scorsi, quando l'utenza mobile era costantemente sotto controllo, permetteva alle sue telefonate di sfuggire ai controlli della Guardia di finanza.

Così sono in corso verifiche per accertare se era l'imprenditore, quando doveva digitare numeri sensibili, ad impostare il suo telefono con la modalità che sfrutta la comunicazione con il protocollo Ip tramite internet o su rete Lan. In poche parole, un sistema per fare in modo che nessuno potesse ascoltare le sue conversazioni più piccanti.

Con chi parlava in quei casi Tarantini? E’ questa la domanda che si pongono in procura. A quanto si sa finora, inutilmente. Tra quelle intercettate ci sono invece telefonate amichevoli tra Tarantini e il premier Silvio Berlusconi, che in più di un’occasione – come conferma Tarantini – ha chiamato il trentaquattrenne barese per svagarsi, trattando con lui al telefono argomenti frivoli, diversi dalla politica.

I finanzieri stanno ora tentando di risalire, attraverso le celle telefoniche, a tutti gli spostamenti e agli interlocutori dell’imprenditore barese, che è indagato per induzione alla prostituzione di un gruppetto di ragazze che avrebbero allietato i dopocena a politici e potenti, compreso il premier Berlusconi, tirato in ballo da Patrizia D’Addario.

E' stata proprio l’escort quarantaduenne, con le sue dichiarazioni ai magistrati e al Corriere della Sera, a rivelare di aver avuto un rapporto sessuale con il premier la notte del 4 novembre, quando Barack Obama veniva eletto alla Casa Bianca.

Ma il racconto piccante della D’Addario non sarebbe l’unico con riferimento alle feste vip organizzate per compiacere i potenti. Alcune deposizioni, finora non finite sui media, sono ritenute rilevanti ai fini investigativi. E sono proprio questi episodi su cui si sta concentrando ora l’attenzione del pm Scelsi. Il magistrato stamani è stato nella caserma della Guardia di finanza. Secondo alcuni ha interrogato nuovi testimoni, secondo altri ha ascoltato passaggi delle registrazioni contenute nelle audiocassette depositate ieri da D’Addario.

Dagli atti dell’indagine spunterebbe inoltre un nuovo interlocutore, un uomo, che parla spesso al telefono con Gianpaolo Tarantini. I due discutono di donne da far partecipare a cene e dopocene che hanno solo lo scopo – secondo la pubblica accusa – di avvicinare politici bipartisan ai quali Tarantini avrebbe avuto in mente di chiedere prima o poi favori.

Su quest’uomo – che gli investigatori chiamano il 'mediatorè – si soffermano alcuni degli accertamenti in corso: si vuol capire se sia complice dell’attività di arruolamento delle escort o se sia solo un beneficiario. Tutto da chiarire è invece il ruolo di un presunto pusher gay, Nick, di 27 anni, che lavorerebbe sulla rotta Puglia-Lazio-Sardegna per accontentare clienti facoltosi che sniffano cocaina. Ma dagli elementi raccolti finora sarebbe ritenuto solo una comparsa.
la gazzetta del mezzogiorno

domenica 21 giugno 2009

D'ADDARIO/BERLUSCONI, INTERCETTAZIONI: «Lui ti vuole vedere, devi tornare a Roma»

Patrizia D Addario Calendario 2004

I contenuti del materiale consegnato alla magistratura

I colloqui tra Patrizia D'Addario, Silvio Berlusconi, l'amica Barbara e Gianpaolo Tarantini

Dal nostro inviato Fiorenza Sarzanini

BARI - Il 27 gennaio scorso Patrizia D’Addario ricevette un nuovo invito per andare a palazzo Grazioli. Fu Gianpaolo Tarantino a proporle di tornare a Roma «perché lui ti vuole ». Le sue parole sono rimaste incise in un nastro che la donna ha registrato. Ci sono sei audio-cassette che aggiungono dettagli sui rapporti tra la candidata alle elezioni comunali con la lista «La Puglia prima di tutto» e l’imprenditore barese accusato di aver portato ragazze-squillo alle feste di Silvio Berlusconi. Nelle telefonate con Barbara Montereale - l’altra donna che ha ammesso di essere stata pagata per andare nella residenza presidenziale romana e a villa Certosa - spunta anche il nome di Noemi Letizia. Non è l’unica novità. Oltre a Patrizia, anche Barbara sarebbe riuscita a scattare alcune foto all’interno della residenza romana. Quando ha deciso di uscire allo scoperto e raccontare le due serate trascorse con il premier, la D’Addario ha spiegato che registra tutti gli incontri importanti «perché in passato ho avuto seri problemi con un uomo e so che questo mi serve a dimostrare che dico la verità». Una «mania» che si sta rivelando utile per ricostruire quanto è accaduto negli ultimi mesi.

La prima volta: «Siedi qui vicino a me»
Si torna così a quanto accade dopo il 15 ottobre 2008. Quel giorno Patrizia D’Addario avrebbe varcato per la prima volta il portone di palazzo Grazioli. Le tappe del viaggio le ha ricostruite lei stessa davanti al magistrato: volo da Bari fino a Roma, trasferimento in taxi verso un albergo di via Margutta, spostamento all’hotel De Russie dove Gianpaolo attende la stessa Patrizia insieme alla sua amica Barbara Montereale. Lì c’è una terza ragazza. Le disposizioni sono ferree: vestito nero e trucco leggero. Salgono in una berlina con i vetri oscurati e partono alla volta di via del Plebiscito. «Alla guida dell’auto - ha aggiunto - c’era Dino, l’autista di Gianpaolo». Un dettaglio apparentemente insignificante, che però serve a riscontrare la sua ricostruzione. Alla festa ci sono una ventina di donne. «Ma Berlusconi - assicura Patrizia - fu colpito da me. Mi si avvicinò e cominciammo a parlare». Il registratore comincia a girare. Dopo poco Berlusconi la prende per mano: «Tu siedi qui vicino a me». L’indomani Patrizia è a Bari. Ha rifiutato di rimanere per la notte e per questo il suo cachet è stato dimezzato. Ma Tarantini le offre un’altra chanche. La chiama per sapere se ha ricevuto telefonate. Lei dice che hanno chiamato con un numero anonimo ma non ha risposto. «Invece devi farlo - le spiega l’imprenditore - perché lui ti chiama da Roma e il numero non compare. Mi ha detto che voleva rivederti la prossima settimana, quindi tesoro rispondi». La donna appare compiaciuta: «Quindi se dobbiamo andare a Roma andiamo insieme?». Tarantini la rassicura: «Certo Alessia». È il nome di copertura che lei stessa aveva scelto quando si sarebbe presentata a Berlusconi.



La notte di Obama e le frasi alla stampa
La seconda volta, quando accetta di rimanere a palazzo Grazioli, Patrizia non solo registra, ma riesce a scattare numerose foto. Materiale che la scorsa settimana ha consegnato alla magistratura. Le sue dichiarazioni sono state ora confermate da Barbara. Con loro c’è una ragazza pugliese, Lucia Rossini. Racconta Patrizia: «Indossavo un bellissimo abito di Versace che mi era stato regalato in un atelier di Bari dove lavora una mia amica. Loro erano sul divano. Lui le accarezzava, ma guardava me. Poi decise che dovevo rimanere sola con lui e le altre andarono via con Gianpaolo». Ci sono nastri che raccontano dettagli intimi. Ma nel verbale è rimasto anche il ricordo della mattina successiva: «A un certo punto mi disse che doveva allontanarsi per fare una dichiarazione ai giornalisti sull’elezione del presidente americano. Mi disse di aspettarlo perché voleva fare colazione con me. Io andai in bagno, feci le fotografie, poi attesi il suo ritorno». Prima che arrivi il vassoio, il registratore ricomincia a girare. Si sente una voce maschile chiedere: «Vuoi the o caffè?». Poi altre frasi. Fino a quando Patrizia sta per uscire: «Berlusconi mi disse che mi avrebbe accompagnato un suo segretario. Mi fecero salire su un’auto per uscire dal palazzo. L’uomo mi disse che lavorava con Miti Simonetto». Il nastro con incise queste parole è già a disposizione della Procura di Bari.

L’incontro registrato: «È stato carino?»
Quando torna all’hotel Valadier Patrizia trova Barbara. L’amica le chiede se le sia stata consegnata una busta e dice che lei ha ottenuto soltanto mille euro. «Quando andai a villa Certosa - aggiunge adesso la Montereale - Berlusconi mi regalò 10.000 euro». Insieme vanno all’hotel De Russie dove le attende Tarantini. Il registratore di Patrizia ricomincia a girare.
«È andato tutto bene? Mi sembri un po’ stanca», afferma lui.
«No, tutto benissimo», assicura lei.
Le due donne ripartono per Bari in aereo. Quando Patrizia riaccende il suo cellulare il servizio «Losaidi- Tim» l’avvisa di una chiamata dal numero che la donna dice essere «il telefonino privato di Berlusconi». Dopo qualche ora, una nuova chiamata. Il numero è lo stesso. Patrizia risponde e registra la conversazione. «Bambina mia!» è il saluto di lui. Poi le domanda come mai abbia la voce rauca. Lei spiega che «sono state le docce». Parlano ancora, lui le chiede di tornare a Roma. In serata chiama Tarantini. Anche lui si stupisce per la voce rauca di Patrizia. Lei fornisce la stessa motivazione e aggiunge: «Mi ha detto che andava a Mosca e poi mi richiamava».
«È stato carino?», chiede l’imprenditore.
«Sì, sì. Ma tu dove sei?».
«Sono a Lecce. Ciao tesoro».

Il nuovo invito: «Ti vuole vedere»
Patrizia sostiene di aver atteso invano che Berlusconi mantenesse la promessa di inviare due persone per risolvere la sua pratica edilizia. E di avere per questo rifiutato tutti gli inviti di Tarantini. Mentre a metà gennaio Barbara partiva con destinazione villa Certosa, lei si negava. Ma Tarantini continuò a insistere. Il 27 gennaio scorso la chiama al telefono: «Ti vuole vedere la prossima settimana a Roma». Lei fa la preziosa: «Non lo so, io avevo chiesto di rispettare la promessa».
«Ha chiesto di te».
Appena due settimane prima Patrizia aveva incontrato Dino, l’autista dell’imprenditore, che l’accompagnò a verificare se la sua pratica al Comune fosse stata sbloccata. Scoprirono che invece era tutto fermo.

«Noemi ha la foto che ha dato a tutte»
Il tempo passa e non accade nulla, la rabbia di Patrizia monta. La donna fa sapere a Tarantini di avere «le prove delle serate a Roma». Ad aprile viene candidata nella lista «La Puglia prima di tutto». Ma quando Berlusconi arriva a Bari per presentare le liste, gli uomini della sicurezza e del partito le impediscono di entrare nella sala. Quanto basta perché Patrizia decida che «la mia avventura era terminata». Chiama Barbara, vuole capire se Tarantini le ha riferito qualcosa. Le racconta di aver «visto lui» soltanto in strada, davanti all’hotel Palace: «Mi ha abbracciata e baciata». Non è vero, ma lo dice per far ingelosire l’amica. Poi le chiede: «Tu hai ancora le foto di quando siamo andate a Roma?». Barbara risponde convinta: «Certo! C’ho le foto del bagno e pure quelle del soggiorno».
Patrizia passa ad altro argomento: «È arrivato lo sceicco, quello di Dubai».
Barbara si mostra interessata: «Ma ce li dà i soldi?».
Poi ritornano sulla vicenda che riguarda Berlusconi. Barbara s’informa: «Ma tu vuoi fare come Noemi? Quella deve fare il Festivalbar. Mi hanno detto che adesso le fanno fare la televisione». E ancora: «Hai visto Noemi che lui gli ha dato la foto come ce l’abbiamo noi? La foto sua, quella firmata. Allora la dava a tutte». Parlano ancora del risentimento di Patrizia, che chiede a Barbara della seconda volta che sono andate a palazzo Grazioli. «Ti ricordi come mi corteggiava?», domanda. L’amica risponde: «Tutto davanti alle guardie del corpo. Uno schifo. Tu sei un’altra come Noemi che gli può fare male».

corriere della sera 21 giugno 2009
21 giugno 2009

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