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domenica 22 febbraio 2009

PD: LA SATIRA SI SCATENA



Pd: la fine di un’epoca e l’inizio di una via crucis
Di Leopoldo Onorato
È finito il sogno di Walter Veltroni sulla panchina del Partito democratico. “La Nuova Stagione”, con un nome così c’era da aspettarselo che non avrebbe superato un inverno freddo e gelido come questo. Un nome più solido, “K2” ad esempio, avrebbe dato all’ex leader del Pd più garanzie. A breve si avrà il nuovo segretario. Pare comunque che Albano dovrebbe farcela su Povia, anche se quest’ultimo è sostenuto dalla Chiesa. Niente da fare per la Zanicchi, considerata troppo innovatrice. Anche se era il nome avanzato da Berlusconi. Proprio il Premier, è sembrato rattristato per le sorti capitate a Veltroni: «Mi auguro – ha detto ai microfoni di Pdl Channel – che Walter trovi la forza per venirne fuori. Continua a leggere

martedì 17 febbraio 2009

Sardegna, Vittoria Cappellacci: Commenti e analisi sconfitta Soru

Veltroni: "Qualcuno tra noi ha remato contro"

Augusto Minzolini, La Stampa:Insomma, Veltroni ora deve farsi due conti: continuare a resistere, sapendo che le Europee potrebbero segnare una sconfitta storica per il Pd, trasformandosi in una pietra tombale per tutte le sue ambizioni politiche, presenti e future; o giocare in anticipo, dimettendosi ora e accusando i suoi avversari di aver sabotato la sua linea politica («C’è chi dentro il partito rema contro - è stato il suo sfogo ieri sera - e questi sono i risultati»). Qualunque strada scelga, quello che non deve ripetere è l’errore che ha commesso nell’ultima settimana, quando per risollevare le sorti del Pd ha riproposto il vecchio schema della resistenza sotto l’icona di un personaggio impopolare come Oscar Luigi Scalfaro contro il Cavaliere nero che vuole attentare alla Costituzione e alla libertà del paese. Una formula trita e ritrita e inefficace (la manifestazione di giovedì scorso è stata un mezzo fallimento,) con la quale il Veltroni “disperato” di oggi ha archiviato di colpo il Veltroni “pieno di speranze” del Lingotto.

DI PIETRO, PD BATTUTO PERCHE' NE' CARNE NE' PESCE - IDV FA OPPOSIZIONE NON AMMUINA E VIENE PREMIATA - ''L'Idv sale, il Pd scende. Questo dimostra che quando si sta all'opposizione, si fa opposizione non ammuina. L'unica vera opposizione siamo noi dell'Italia dei valori. Il Pd e' stato sconfitto perche' non si sa se e' maschio o femmina, carne o pesce''. Antonio Di Pietro, all'indomani del risultato elettortale sardo, accusa il partito di Walter Veltroni e lancia per il futuro ''una coalizione alternativa con le forze politiche che ci vorranno stare, ma che guarda soprattutto alla societa' civile, senza etichette ideologiche, senza ghettizzarsi da una sola parte politica''.

L'UNITA', IL PARTITO HA TOCCATO IL FONDO -Concita De Gregorio, nell'editoriale del quotidiano parla dei "due giorni piu' bui della breve storia del Pd" e poi precisa: "delle sue oligarchie, per l'esattezza: punite con severita' assoluta da un elettorato stanco di lotte intestine e clandestine, dei giochi di potere sotterranei, eppure cosi' visibili".
De Gregorio parla di una "lotta fratricida fatta di colpi bassi e bassissimi: una guerra che mai si cura del bene comune, dell'alleanza politica, dell'interesse pubblico, delle citta' e delle regioni, delle persone che ci vivono, del Paese. Una politica dimentica di essere al servizio dei cittadini e convinta che i cittadini siano al suo servizio. Gli elettori li hanno puniti: esausti, esasperati, nauseati e in qualche caso incattiviti fino al punto di farsi del male. Ora basta, davvero. Questo ha detto il voto: ora basta, toccare il fondo a una sola cosa serve se non uccide. A risalire".


CASSON (PD): SCONFITTA PREOCCUPANTE, DOBBIAMO CAMBIARE "IL MODELLO BERLUSCONI PASSA NEL PAESE" - "E' una sconfitta netta, molto chiara, al di la' delle aspettative. Dalla Sardegna arrivano dati preoccupanti". Il senatore democratico Felice Casson spiega che "le elezioni regionali sarde hanno una valenza non solo regionale ma nazionale, di carattere politico. Anche perche' Berlusconi ha investito molto ed e' per noi ancora piu' preoccupante perche' significa che il modello Berlusconi passa nel paese. Se questo e' vero, allora, anche noi dobbiamo ragionare in modo diverso". A proposito invece della vittoria di Matteo Renzi alle primarie fiorentine, Casson dice: "Ha coniugato il volto nuovo con una positiva esperienza amministrativa. Dobbiamo prendere spunto da quella vittoria".

La Stampa: I democratici sconfitti in Sardegna,Veltroni riunisce il coordinamento Pd

E la maggioranza esalta il suo leader

ROMAVolti scurissimi stamattina nella sede nazionale del Pd dove il segretario Walter Veltroni ha riunito il coordinamento del partito per analizzare la sconfitta in Sardegna. Una sconfitta pesante sia per il risultato in sè sia perchè arriva dopo il voto in Abruzzo e in un momento di tensione interna. Il vertice del Partito analizzerà il voto e cercherà di tracciare la rotta per i prossimi mesi. Alla riunione partecipano tra gli altri Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Rosy Bindi, Piero Fassino e i capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro.

SPINI, ABBIAMO PERSO LA SINISTRA SENZA SFONDARE AL CENTRO - IL CANDIDATO SINDACO DI FIRENZE, ''SITUAZIONE DRAMMATICA'' - ''Abbiamo perso la sinistra senza sfondare al centro. Questo in rapida sintesi e' l'esito ad oggi dell' operazione Partito democratico, iniziatasi nel 2007 . Cosi' si presentava il risultato delle elezioni politiche del 2008 e ancor piu' drammaticamente si presenta oggi quello delle elezioni regionali in Sardegna''.
Lo afferma, in una nota, l'on. Valdo Spini, candidato a sindaco di Firenze, commentando l'ultima tornata elettorale. ''La sinistra ha perso i suoi riferimenti identitari - prosegue Spini -, certo non sufficienti in se', ma necessari per costruirvi sopra una risposta programmatica e di metodo politico convincente e adatta al momento economico e sociale in cui viviamo. I suoi elettori appaiono disorientati e divisi. Viceversa il PD non appare capace di sfondare al centro, dove anzi Berlusconi registra nuovi successi, come in Sardegna.
Speravamo di esserci sbagliati, per il bene del paese e del centrosinistra, quando avevamo ritenuto l' estinzione dei Ds del tutto prematura e la nascita del PD una 'fusione a freddo' di culture politiche troppo diverse fra loro. Purtroppo non e' cosi'''.
''Come ripartire? Non credo - prosegue Spini - che servano ne' regolamenti di conti fra gruppi dirigenti ne' frammentazioni di apparati. Ne' si puo' sognare di rimettere semplicemente all'indietro le lancette dell' orologio. Bisogna ripartire dal rapporto con le cittadine e i cittadini in un lavoro di aggregazione dal basso diretto non solo a chiedere fedelta' ai tradizionali schieramenti politici, ma una adesione a programmi e candidati ben precisi e concretamente delineati. E' quanto cerchiamo di fare noi nella realta' fiorentina, avendo scelto di non partecipare alla gara interna al PD, quanto di rivolgerci a tutte le cittadine e i cittadini che condividono i nostri obiettivi di cambiamento, nel metodo e nel merito,e di costruire insieme a loro un programma di riformismo al tempo stesso moderno e solidale. Sarebbe opportuno che il PD, sia a livello nazionale che ai vari livelli locali, non si richiudesse nella ricerca di palingenesi congressuali, ma - conclude Spini - si disponesse a un dibattito sulle ragioni della sconfitta veramente aperto a tutta l' area del centrosinistra''.

LICANDRO (PDCI), SORU PAGA CONTRADDIZIONI PD - ''Soru paga le contraddizioni del Pd'', mentre e' ''buono il dato del PdCI, che insieme al Prc, surclassa il dato dell'Arcobaleno'': e' quanto afferma Orazio Licandro, dell'ufficio di segreteria del Pdci.
''Francamente imprevedibili le dimensioni della sconfitta di Soru, che nonostante si affermi di 5 punti oltre la coalizione, paga duramente le contraddizioni del Pd. Quello che colpisce, infatti, e' il catastrofico tracollo del Pd, che perde 12 punti, e che non viene arginato dall'IdV. Davvero buono il dato del PdCI, che insieme a quello di Rifondazione, surclassa il dato complessivo dell'Arcobaleno, a dimostrazione - conclude - del fatto che a sinistra una prospettiva c'e': l'unita' dei comunisti''.

RENZI, FOLLE ALIMENTARE LE DIVISIONI - ''Alimentare le divisioni sarebbe folle''. Il giorno dopo la sconfitta di Renato Soru in Sardegna, e a due giorni dalla propria vittoria nelle primarie del centrosinistra per l'elezione a sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi, ospite questa mattina di Omnibus in onda su LA7, invita all'unita'. ''Basta polemiche interne, dobbiamo tentare di tornare ad intercettare il coinvolgimento, la partecipazione dei cittadini, affinche' diventi l'unica salvezza in vista delle elezioni europee'', dice.

ILSOLE24ORE.COM > Italia

Vince la strategia mediatica di Berlusconi
di Sara Bianchi

17 febbraio 2009

Se ora il presidente della Regione Sardegna sarà Ugo Cappellacci, la competizione che si è appena disputata ha tutta l'aria di aver avuto per protagonisti Renato Soru e Silvio Berlusconi, con la vittoria schiacciante di quest'ultimo. Una vittoria che pesa sul fondatore di Tiscali e su Walter Veltroni, che nel Pd lo ha sostenuto.Una vittoria, soprattutto, che comprova, se ancora ce ne era bisogno, la potenza mediatica del presidente del Consiglio, rendendola davvero decisiva.
Oltre alle conseguenze politiche, il successo del premier lascia pensare che la sua capacità di raccogliere consensi agisca come motore proprio, indipendentemente dal candidato che Silvio Berlusconi si trova di fronte. Se nell'immaginario comune spesso i confronti politici sono stati rappresentati come una lotta tra "vecchia" e "nuova" politica, con il leader Pdl a rappresentare quest'ultima, non si può dire che questo valesse anche per la sfida in Sardegna. Il presidente uscente non ha certo un passato da politico navigato e sono note le sue prese di distanza dal Pd, tanto da condurlo a valutare la possibilità di una candidatura autonoma.
E poi quello Soru-Berlusconi è stato uno scontro tra due imprenditori, entrambi "prestati" alla politica. Con il fondatore di Tiscali che ha scontato le tensioni tra gli alleati del centrosinistra locale e ha forse pagato alcune scelte considerate "verticistiche" anche nella sua area di riferimento. Forse nemmeno Berlusconi contava su un'affermazione di queste proprozioni quando, alla vigilia del voto, aveva rifiutato ogni interpretazione dei risultati in chiave nazionale. Ora la sua vittoria fa pensare che quanto a capacità di recuperare consensi ci troviamo di fronte a un nuovo re Mida, che riesce a trasformare in oro tutto ciò che tocca. È la conferma di come il Cavaliere sappia incarnare meglio di chiunque altro la tendenza diventata metodo in questi anni: trasformare la politica in una arena, dove l'ispirazione mediatica del candidato pesa a dismisura. Tanto da agire come effetto abbagliante su tutto il resto, programmi compresi, con contenuti, idee e progetti che restano solo intravisti, in secondo piano.Renato Soru che aveva contato sull'orgoglio sardo contro "l'occupante", ne esce pesantemente sconfitto. Ha scelto di rappresentarsi con genuinità, senza camuffare il suo essere schivo, fino quasi all'antipatia. Quasi commosso nelle prime dichiarazioni a caldo, quando i risultati sono apparsi chiari, ha chiamato Cappellacci per fargli gli auguri di buon lavoro. E ora quale futuro aspetta la promessa del Pd? Soru non sembra intenzionato a rinunciare ad essere parte attiva nel centrosinistra: «Ho messo tutto in questo progetto - ha detto - mi sarebbe piaciuto essere ancora di più di aiuto e la vittoria avrebbe dato una mano in questo senso. Il Pd ha comunque un grande futuro davanti».

giovedì 15 gennaio 2009

Opposizione all'attacco, Veltroni: Basta con i superpremi tv


Il segretario del pd: «e' giunto il momento di ritrovare la sobrietà e la solidarietà»


Veltroni attacca la tv dei superpremi.

«Le trasmissioni in cui si guadagnano milioni senza saper fare nulla trasmettono un messaggio sbagliato»




di Paturnio



E la vita in cui si diventa ministro senza saper far nulla, che messaggio trasmette? E la vita in cui si nega l'autorizzazione a procedere per un onorevole che non è detto che non abbia fatto nulla?


Avevamo bisogno di questo attacco frontale ai superpremi tv da parte di Veltroni. Soprattutto in un momento di crisi come questo, in cui l'unica "azienda" in crescita è il SUPERENALOTTO. Una critica alla tv dei superpremi era quello che ci voleva. Sarà stata una vera doccia fredda per Berlusconi leggere le dichiarazioni del suo "acerrimo rivale", Walter. Come minimo, Silvio avrà dovuto farsi preparare qualcosa di forte da uno dei suoi camerieri.Comunque Walter ha ragione: i superpremi illudono e fanno soffrire quelli che stanno a casa e non hanno neanche più i soldi per giocare al LOTTO. I sogni li abbiamo persi da un pezzo, e oggi Walter ci chiede di abolire anche l'illusione. Fa bene, del resto, da quando abbiamo scoperto che maggioranza e opposizione si scambiano i pizzini in tv, di illusioni ce ne erano rimaste davvero poche. Ma il colpo di grazia ce lo ha dato proprio il PD quando ha negato l'autorizzazione a procedere contro il suo deputato. I quiz tv ci fanno schifo, e non abbiamo mai inviato una richiesta di partecipazione. Ma fra un quiz tv e un'autorizzazione a procedere negata per un onorevole indagato, sinceramente mi tengo il primo.



Veltroni contro i superpremi tv

ROMA - Non si sa se pensasse ad «Affari tuoi» o magari al «Grande fratello» o a «Chi vuol esser milionario». Ciò che è certo è che il segretario del Pd Walter Veltroni ha attaccato le trasmissioni televisive in cui «si guadagnano milioni senza saper fare nulla», perchè trasmettono alla società un «messaggio sbagliato».

CRITICA - La critica è stata mossa dal segretario del Pd intervenendo all'incontro del suo Partito con il Terzo settore. «Alcune trasmissioni - ha detto Veltroni - mi sembrano marziane. L'idea di guadagnare milioni senza saper fare nulla, mentre ci sono persone che non possono comprarsi un maglione è sbagliata, è un messaggio sbagliato». Dopo anni, ha detto ancora Veltroni, in cui si è costruita «una società solipsistica e individualistica» è giunto il momento «di ritrovare la sobrietà e la solidarietà, uscendo dalla sbornia da carta di credito, la sbornia di un Paese che ha consumato senza poter pagare». Una critica quella del segretario del Pd che trova originale anche in un'affermazione del premier Silvio Berlusconi di qualche giorno fa: «Ho visto in tv l'apertura del Grande Fratello: è sempre interessante e magnetico». Veltroni ha voluto far capire che la pensa in modo opposto.


Corriere della Sera 15 gennaio 2009

domenica 7 dicembre 2008

Di Pietro a Verona: la vera opposizione siamo noi e per questo diamo fastidio


Chi potrebbe affermare il contrario dopo i pizzini di Latorre, gli inciuci di D'Alema, il dialogo fallito di Veltroni, le aperture della Garavaglia ai tagli alla scuola per 6 miliardi e non per otto, per il maestro unico in prima e seconda elementare ma non dopo, per i finanziamenti alle scuole private fortemente sollecitati...chi potrebbe affermare che Di Pietro non rappresenti l'unico partito di opposizione?

07 dic 17:52

VERONA - La vera opposizione e' l'Italia dei Valori. Lo ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, oggi a Verona. "E' forse per questo - aggiunge il parlamentare - che da un po' di tempo in molti fanno a gara per liberarsi di noi: contemporaneamente pero' aumentiamo nei consensi". La ragione del successo dell'Idv, secondo Di Pietro, e' la chiarezza del linguaggio e la determinazione dell'azione. (Agr)

sabato 8 marzo 2008

Politiche 2008:Crollato il mito di Ceppaloni,si sbattono le porte, si candidano suore, cercando di colpire l'indeciso al cuore

Fuga dalle elezioni: il pozzo della solitudine

di Paturnio

Non si contano più i partiti e i candidati che hanno deciso di correre da soli, che hanno rinunciato a correre o che sono stati fatti fuori prima che lo starter sparasse il colpo di pistola.
Il primo a decidere di “correre da solo” è stato Casini. Nei sondaggi la sua ascesa sembra direttamente proporzionale all’odio che Berlusconi dimostra nei suoi confronti. Purtroppo, arruolando la principessa Borghese, ormai una sorta di ricca suora, farà storcere il naso a qualcuno. Ma all’ultimo momento, non era rimasto molto, cosa doveva fare?
Apprendiamo ora che Casini ha abbandonato gli studi di 8 e mezzo (La sette), in polemica con i conduttori che lo avrebbero obbligato a spettegolare su Mastella e a non parlare del programma elettorale. Una volta che qualcuno vuole aiutare l’UDC, ecco il ringraziamento.

Mastella, dopo il proclama:”Siamo decisivi anche a Caserta”, deve aver avvertito un tipico verso che si fa con la bocca: Prrrrrrrr! (sì, col punto esclamativo). Di ieri, la notizia del suo ritorno in famiglia, insieme a moglie e figli (non si ricandida nessuno)
Gustavo Selva, responsabilmente, dopo essere stato condannato a sei mesi per aver indebitamente usato un’autoambulanza per accorrere al capezzale di una trasmissione televisiva, rinuncia a ricandidarsi. (ma qualcuno gli aveva chiesto di farlo?)
Alumia, uno dei pochi che dovrebbe essere “murato” a Montecitorio, era stato fatto fuori dal PD, ma dopo l’offerta di Di Pietro, miracolosamente il PD gli ha trovato un seggio sicuro. Però è strano che Veltroni abbia detto, “E’ stato possibile perché Ignazio Marino gli ha lasciato il suo posto”. Marino era candidato sia nel Lazio che in Sicilia, quindi il PD aveva sacrificato Lumia, in nome di un seggio sicuro + uno di scorta per un altro candidato. Why?

Ferrara aveva sperato di correre per la poltrona a sindaco di Roma, di essere accolto a braccia aperte dalle braccine anziane di Silvio, ma lui, Silvio, deve aver avuto paura di esserne soffocato, e così, un attimo prima dell’abbraccio fatale, ha fatto un passo indietro, lasciando che Ferrara annaspasse nel vuoto. Ma al nostro guru dell’informazione, non è importato nulla. Correrà da solo: non per la poltrona di sindaco, non per un seggio al senato, ma per provare l’ebbrezza di sedersi su uno scranno di Montecitorio rinforzato.

E che dire di Pannella, e delle promesse non mantenute dal Pd? Fa lo sciopero della sete. Uolter, però non si commuove e lo esorta ad appassionarsi a questa grande impresa che, assicura, anche senza tutti i nove deputati radicali, sarà bella lo stesso.
E poi Boselli, che lascia la poltrona di Porta a Porta, perché il PSI è stato cancellato dalla campagna elettorale. Ha ragione, Boselli. Le regole sono da cambiare. Meglio un comizio per strada. La sua uscita di scena addirittura all’inizio dello show, merita una raffica di agenzie. Oggi, tutti sanno che il PSI partecipa alle elezioni rincorrendo da solo.
E che dire della Santanchè che non ha bisogno di lavorare e può dedicarsi serenamente a lenire le pene di tutti i poveri d’Italia? Se paragonato al decadimento fisico di chi alla politica si dedica da anni, il suo incontrovertibile miglioramento estetico dimostra che di politica ci si può anche nutrire ed idratare. Mentre Storace, finalmente libero dalle diete a cui lo obbligava Berlusconi, può manovrare nell’ombra addentando un panino alla porchetta.
L’ultimo ad abbandonare l’arena di queste elezioni 2008 è Oliviero Diliberto, che lascia il suo posto a un operaio della Thyssen. “La politica si può fare anche da fuori”, proclama. Ma se voleva candidare un operaio, non poteva pensarci prima? Lui è una persona intelligente, forse serviva in parlamento.
E che dire di Berlusconi, che ormai anche per ordinare il menù al ristorante si affida ai sondaggi? Pagnoncelli si occupa dei primi, Mannheimer dei secondi e l’SWG dei dessert. I risultati vengono poi analizzati dai suoi sondaggisti di fiducia, che bocciano, promuovono o modificano i risultati passandoli direttamente alle cucine. Ieri la verza di Mannheimer era data sei punti sopra i cavolini tartufati, ma il sondaggista personale di Silvio ha detto che la forchetta era inattendibile e ha comunicato alle cucine di servire un soufflè al cavolo, di ben dieci punti superiore.
Di Di pietro non posso dire nulla, perché da lui non ci sono stati problemi di sorta (per ora), Nessuno dei suoi si è arrabbiato, (per ora) l’apparentamento con il PD gli è stato concesso mantenendo il simbolo dell’IDV. Cosa vuoi di più?
http://www.paturnio.blogspot.com/ 8 marzo 2008

Yoox

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