martedì 17 febbraio 2009
Sardegna, Vittoria Cappellacci: Commenti e analisi sconfitta Soru
Augusto Minzolini, La Stampa:Insomma, Veltroni ora deve farsi due conti: continuare a resistere, sapendo che le Europee potrebbero segnare una sconfitta storica per il Pd, trasformandosi in una pietra tombale per tutte le sue ambizioni politiche, presenti e future; o giocare in anticipo, dimettendosi ora e accusando i suoi avversari di aver sabotato la sua linea politica («C’è chi dentro il partito rema contro - è stato il suo sfogo ieri sera - e questi sono i risultati»). Qualunque strada scelga, quello che non deve ripetere è l’errore che ha commesso nell’ultima settimana, quando per risollevare le sorti del Pd ha riproposto il vecchio schema della resistenza sotto l’icona di un personaggio impopolare come Oscar Luigi Scalfaro contro il Cavaliere nero che vuole attentare alla Costituzione e alla libertà del paese. Una formula trita e ritrita e inefficace (la manifestazione di giovedì scorso è stata un mezzo fallimento,) con la quale il Veltroni “disperato” di oggi ha archiviato di colpo il Veltroni “pieno di speranze” del Lingotto.
DI PIETRO, PD BATTUTO PERCHE' NE' CARNE NE' PESCE - IDV FA OPPOSIZIONE NON AMMUINA E VIENE PREMIATA - ''L'Idv sale, il Pd scende. Questo dimostra che quando si sta all'opposizione, si fa opposizione non ammuina. L'unica vera opposizione siamo noi dell'Italia dei valori. Il Pd e' stato sconfitto perche' non si sa se e' maschio o femmina, carne o pesce''. Antonio Di Pietro, all'indomani del risultato elettortale sardo, accusa il partito di Walter Veltroni e lancia per il futuro ''una coalizione alternativa con le forze politiche che ci vorranno stare, ma che guarda soprattutto alla societa' civile, senza etichette ideologiche, senza ghettizzarsi da una sola parte politica''.
L'UNITA', IL PARTITO HA TOCCATO IL FONDO -Concita De Gregorio, nell'editoriale del quotidiano parla dei "due giorni piu' bui della breve storia del Pd" e poi precisa: "delle sue oligarchie, per l'esattezza: punite con severita' assoluta da un elettorato stanco di lotte intestine e clandestine, dei giochi di potere sotterranei, eppure cosi' visibili".
De Gregorio parla di una "lotta fratricida fatta di colpi bassi e bassissimi: una guerra che mai si cura del bene comune, dell'alleanza politica, dell'interesse pubblico, delle citta' e delle regioni, delle persone che ci vivono, del Paese. Una politica dimentica di essere al servizio dei cittadini e convinta che i cittadini siano al suo servizio. Gli elettori li hanno puniti: esausti, esasperati, nauseati e in qualche caso incattiviti fino al punto di farsi del male. Ora basta, davvero. Questo ha detto il voto: ora basta, toccare il fondo a una sola cosa serve se non uccide. A risalire".
CASSON (PD): SCONFITTA PREOCCUPANTE, DOBBIAMO CAMBIARE "IL MODELLO BERLUSCONI PASSA NEL PAESE" - "E' una sconfitta netta, molto chiara, al di la' delle aspettative. Dalla Sardegna arrivano dati preoccupanti". Il senatore democratico Felice Casson spiega che "le elezioni regionali sarde hanno una valenza non solo regionale ma nazionale, di carattere politico. Anche perche' Berlusconi ha investito molto ed e' per noi ancora piu' preoccupante perche' significa che il modello Berlusconi passa nel paese. Se questo e' vero, allora, anche noi dobbiamo ragionare in modo diverso". A proposito invece della vittoria di Matteo Renzi alle primarie fiorentine, Casson dice: "Ha coniugato il volto nuovo con una positiva esperienza amministrativa. Dobbiamo prendere spunto da quella vittoria".
La Stampa: I democratici sconfitti in Sardegna,Veltroni riunisce il coordinamento Pd
E la maggioranza esalta il suo leader
ROMAVolti scurissimi stamattina nella sede nazionale del Pd dove il segretario Walter Veltroni ha riunito il coordinamento del partito per analizzare la sconfitta in Sardegna. Una sconfitta pesante sia per il risultato in sè sia perchè arriva dopo il voto in Abruzzo e in un momento di tensione interna. Il vertice del Partito analizzerà il voto e cercherà di tracciare la rotta per i prossimi mesi. Alla riunione partecipano tra gli altri Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Rosy Bindi, Piero Fassino e i capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro.
SPINI, ABBIAMO PERSO LA SINISTRA SENZA SFONDARE AL CENTRO - IL CANDIDATO SINDACO DI FIRENZE, ''SITUAZIONE DRAMMATICA'' - ''Abbiamo perso la sinistra senza sfondare al centro. Questo in rapida sintesi e' l'esito ad oggi dell' operazione Partito democratico, iniziatasi nel 2007 . Cosi' si presentava il risultato delle elezioni politiche del 2008 e ancor piu' drammaticamente si presenta oggi quello delle elezioni regionali in Sardegna''.
Lo afferma, in una nota, l'on. Valdo Spini, candidato a sindaco di Firenze, commentando l'ultima tornata elettorale. ''La sinistra ha perso i suoi riferimenti identitari - prosegue Spini -, certo non sufficienti in se', ma necessari per costruirvi sopra una risposta programmatica e di metodo politico convincente e adatta al momento economico e sociale in cui viviamo. I suoi elettori appaiono disorientati e divisi. Viceversa il PD non appare capace di sfondare al centro, dove anzi Berlusconi registra nuovi successi, come in Sardegna.
Speravamo di esserci sbagliati, per il bene del paese e del centrosinistra, quando avevamo ritenuto l' estinzione dei Ds del tutto prematura e la nascita del PD una 'fusione a freddo' di culture politiche troppo diverse fra loro. Purtroppo non e' cosi'''.
''Come ripartire? Non credo - prosegue Spini - che servano ne' regolamenti di conti fra gruppi dirigenti ne' frammentazioni di apparati. Ne' si puo' sognare di rimettere semplicemente all'indietro le lancette dell' orologio. Bisogna ripartire dal rapporto con le cittadine e i cittadini in un lavoro di aggregazione dal basso diretto non solo a chiedere fedelta' ai tradizionali schieramenti politici, ma una adesione a programmi e candidati ben precisi e concretamente delineati. E' quanto cerchiamo di fare noi nella realta' fiorentina, avendo scelto di non partecipare alla gara interna al PD, quanto di rivolgerci a tutte le cittadine e i cittadini che condividono i nostri obiettivi di cambiamento, nel metodo e nel merito,e di costruire insieme a loro un programma di riformismo al tempo stesso moderno e solidale. Sarebbe opportuno che il PD, sia a livello nazionale che ai vari livelli locali, non si richiudesse nella ricerca di palingenesi congressuali, ma - conclude Spini - si disponesse a un dibattito sulle ragioni della sconfitta veramente aperto a tutta l' area del centrosinistra''.
LICANDRO (PDCI), SORU PAGA CONTRADDIZIONI PD - ''Soru paga le contraddizioni del Pd'', mentre e' ''buono il dato del PdCI, che insieme al Prc, surclassa il dato dell'Arcobaleno'': e' quanto afferma Orazio Licandro, dell'ufficio di segreteria del Pdci.
''Francamente imprevedibili le dimensioni della sconfitta di Soru, che nonostante si affermi di 5 punti oltre la coalizione, paga duramente le contraddizioni del Pd. Quello che colpisce, infatti, e' il catastrofico tracollo del Pd, che perde 12 punti, e che non viene arginato dall'IdV. Davvero buono il dato del PdCI, che insieme a quello di Rifondazione, surclassa il dato complessivo dell'Arcobaleno, a dimostrazione - conclude - del fatto che a sinistra una prospettiva c'e': l'unita' dei comunisti''.
RENZI, FOLLE ALIMENTARE LE DIVISIONI - ''Alimentare le divisioni sarebbe folle''. Il giorno dopo la sconfitta di Renato Soru in Sardegna, e a due giorni dalla propria vittoria nelle primarie del centrosinistra per l'elezione a sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi, ospite questa mattina di Omnibus in onda su LA7, invita all'unita'. ''Basta polemiche interne, dobbiamo tentare di tornare ad intercettare il coinvolgimento, la partecipazione dei cittadini, affinche' diventi l'unica salvezza in vista delle elezioni europee'', dice.
ILSOLE24ORE.COM > Italia
Vince la strategia mediatica di Berlusconi
di Sara Bianchi
17 febbraio 2009
Se ora il presidente della Regione Sardegna sarà Ugo Cappellacci, la competizione che si è appena disputata ha tutta l'aria di aver avuto per protagonisti Renato Soru e Silvio Berlusconi, con la vittoria schiacciante di quest'ultimo. Una vittoria che pesa sul fondatore di Tiscali e su Walter Veltroni, che nel Pd lo ha sostenuto.Una vittoria, soprattutto, che comprova, se ancora ce ne era bisogno, la potenza mediatica del presidente del Consiglio, rendendola davvero decisiva.
Oltre alle conseguenze politiche, il successo del premier lascia pensare che la sua capacità di raccogliere consensi agisca come motore proprio, indipendentemente dal candidato che Silvio Berlusconi si trova di fronte. Se nell'immaginario comune spesso i confronti politici sono stati rappresentati come una lotta tra "vecchia" e "nuova" politica, con il leader Pdl a rappresentare quest'ultima, non si può dire che questo valesse anche per la sfida in Sardegna. Il presidente uscente non ha certo un passato da politico navigato e sono note le sue prese di distanza dal Pd, tanto da condurlo a valutare la possibilità di una candidatura autonoma.
E poi quello Soru-Berlusconi è stato uno scontro tra due imprenditori, entrambi "prestati" alla politica. Con il fondatore di Tiscali che ha scontato le tensioni tra gli alleati del centrosinistra locale e ha forse pagato alcune scelte considerate "verticistiche" anche nella sua area di riferimento. Forse nemmeno Berlusconi contava su un'affermazione di queste proprozioni quando, alla vigilia del voto, aveva rifiutato ogni interpretazione dei risultati in chiave nazionale. Ora la sua vittoria fa pensare che quanto a capacità di recuperare consensi ci troviamo di fronte a un nuovo re Mida, che riesce a trasformare in oro tutto ciò che tocca. È la conferma di come il Cavaliere sappia incarnare meglio di chiunque altro la tendenza diventata metodo in questi anni: trasformare la politica in una arena, dove l'ispirazione mediatica del candidato pesa a dismisura. Tanto da agire come effetto abbagliante su tutto il resto, programmi compresi, con contenuti, idee e progetti che restano solo intravisti, in secondo piano.Renato Soru che aveva contato sull'orgoglio sardo contro "l'occupante", ne esce pesantemente sconfitto. Ha scelto di rappresentarsi con genuinità, senza camuffare il suo essere schivo, fino quasi all'antipatia. Quasi commosso nelle prime dichiarazioni a caldo, quando i risultati sono apparsi chiari, ha chiamato Cappellacci per fargli gli auguri di buon lavoro. E ora quale futuro aspetta la promessa del Pd? Soru non sembra intenzionato a rinunciare ad essere parte attiva nel centrosinistra: «Ho messo tutto in questo progetto - ha detto - mi sarebbe piaciuto essere ancora di più di aiuto e la vittoria avrebbe dato una mano in questo senso. Il Pd ha comunque un grande futuro davanti».
lunedì 16 febbraio 2009
ELEZIONI REGIONALI SARDEGNA:SONDAGGIO CRESPI DA' VITTORIA A SORU
Secondo crespi, intervistato da Red Tv, Soru vincerebbe con uno scrto del'1,5%, ma la coalizione vincente sarebbe quella del PDL. L'effetto del voto disgiunto si sarebbe materializzato in questo risultato. E, secondo quanto afferma Crespi, «La differenza tra il voto di lista nel centrodestra e quello a Cappellacci, che è mancato, sta negli elettori dell'Udc, Riformisti, Sardi d'Azione e del Nuovo Psi che hanno votato la loro lista ma poi, in molti casi, hanno votato Soru anzichè Cappellacci, identificato con Berlusconi». Speriamo che Crespi abbia ragione e, intanto, tocchiamo ferro. Se così fosse, gli amici dei sondaggi clandestini camuffati da corse ippiche, avrebbero indovinato ancora una volta. A meno che, dietro quel sito, non si celi una vera agenzia di sondaggi.
Ecco l'articolo:
Elezioni Sardegna, "corse clandestine": Jag de Bollouet in testa su Offshore Dream
domenica 15 febbraio 2009
Sardegna:11% ha già votato, anche Le Monde seguirà lo spoglio
Soru - Cappellacci due candidati a confronto tra polemiche e programmi
Una lunga campagna elettorale fatta di scontri tra i due candidati favoriti Renato Suru, ex Governatore della regione sarda, leader della coalizione di sinistra 'Sardegna che cambia' e Ugo Cappellacci, uomo del Pdl, sostenitore della politica della 'Sardegna che tornerà a sorridere'. Ambiente istruzione ma anche la visione di una regione moderna, ricca di identià ma allineata all'Europa il temi forti del primo, partecipazione e insuccessi degli ultimi anni le rivendicazione del secondo. Lunedì il verdetto delle urne mentre anche l'Europa ci sta a guardare.
(sara sartori)
Dopo l'ultima volata finale per la sfida tra Renato Soru (Pd) e Ugo Cappellacci (PdL) che si contendono la guida della Regione Sardegna, oggi si sono aperte le urne e lunedì arriverà il verdetto, quando oltre 1 milione e 400mila elettori sardi avranno espresso la propria preferenza sul futuro governo dell'isola. Sebbene i candidati alla presidenza della Regione siano cinque, il vero match sembra giocarse tra il candidato del centrosinistra, Governatore uscente, e l'alfiere del centrodestra, spinto e sostento dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che negli ultimi mesi ha compiuto una campagna elettorale accanto al candidato. Sembra scontato infatti che il socialista Peppino Balia e gli indipendentisti Gavino Sale e Gianfranco Sollai siano destinati a recitare un ruolo da comprimari.
Rispetto alle elezioni regionali del 2004 il quadro delle coalizioni in campo presenta novità non secondarie. Oggi al fianco di Cappellacci, infatti si sono schierati tutti i partiti della ex Cdl, con l'aggiunta della gran parte del Partito sardo d'Azione (per la prima volta insieme al centrodestra), e dell'Uds. Nel 2004 il Partito sardo d'Azione aveva ottenuto il 3,8% dei consensi e l'Uds il 3,7%, un bacino di voti che, a livello di coalizioni, potrebbe fare la differenza. Soru, invece, si presenterà con la stessa coalizione di cinque anni fa, con l'aggiunta della lista ‘Rosso Mori' transfughi del Partito sardo d'Azione. All'inizio della campagna elettorale, si sottolinea nelle fila del centrodestra, Soru poteva contare su una maggiore popolarità, mentre Cappellacci doveva guadagnare punti sul versante della visibilità. Negli ultimi giorni i sondaggi in possesso del candidato del Pdl, avevano fatto registrare un vantaggio di Cappellacci sul suo antagonista principale, ma si preannuncia comunque una sfida all'ultimo voto. Anche perché in queste settimane i toni della campagna elettorale hanno visto un crescendo alimentato dalle «incursioni» del premier a fianco di Cappellacci, mentre Soru, che tuttavia è stato affiancato da diversi leader del Pd (a cominciare da Veltroni per proseguire con D'Alema e Bersani), ha usato come cavalli di battaglia della sua campagna elettorale il tema del autonomia e del identità della regione.
In sostanza il Governatore uscente sembra segnare una linea di demarcazione, tra il suo progetto politico ambizioso e proiettato e il passato. Se i punti centrali del programma sono istruzione e ambiente, è certamente su una «nuova definizione di ‘pubblico'» che punta la coalizione di sinistra ‘Sardegna che cambia' «ogniqualvolta si è parlato di ambiente e di energia, di acqua e di istruzione, di campagna e di città». Il candidato del centrodestra, invece, punta tutto sul fallimento del Governatore Soru con uno slogan la ‘Sardegna tornarà a sorridere' che fa leva su un programma che punta sul «ritorno alle normalità» e sul coinvolgimento maggiore di alleati e altri «attori» (forze sociali in primis). L'accusa principale che, infatti, è risuonato quasi ogni giorno da quel 10 gennaio in cui il centrodestra aprì, con Berlusconi, la campagna elettorale alla Fiera di Cagliari, è che all'isola non serve un «uomo solo al comando». Concetto che Soru ha più volte respinto, sottolineando di non aver mai rifiutato il confronto e i contributi degli altri ma rivendicando l'assunzione di responsabiltà finale che gli assegna il suo ruolo di presidente eletto direttamente dai cittadini.
Per quanto riguarda l'esito della sfida, in una situazione che appare ancora molto incerta, può diventare decisivo il risultato che conseguiranno gli altri tre candidati, nonchè la categoria degli indecisi. I primi potrebbero, stante la vicinanza o assonanza del loro elettorato con i temi del centrosinistra, penalizzare Soru, gli incerti premiarlo. Conscio di questa realtà l'ex Governatore a questi ultimi ha rivolto un'accorata lettera scaricabile dal sito ufficiale della campagna elettorale, che sottolinea i successi ottenuti negli ultimi anni dalla coalizione di sinistra: «Se siete indecisi - scrive Soru - chiedete a uno dei 3.500 studenti che prende un assegno di merito di 500 euro al mese. O alle 8.700 fammiglie che hanno beneficiato di un contributo di 25mila euro per la prima casa. Chiedete a chi ha un genitore non autosufficiente assistito con fondi regionali. Chiedete alle donne che hanno trovato lavoro - mai così tante in Sardegna, nonostante la crisi mondiale». Il progetto dunque è quello di portare la regione ai livelli della Europa mantenendo una forte identità. Dall'Europa infatti si manifesta l'interesse verso questa vicenda elettorale che ha assunto un forte valore simbolico per il futuro del paese. Dopo il quotidiano francese Liberation dove Eric Jozsef titola «Soru: speranza della sinistra, incubo per Berlusconi» e i commenti del tedesco Die Welt, ne ha parlato anche l'autorevole Le Monde, che in un pezzo di Philippe Ridet presenta Renato Soru come l'anti-Berlusconi. E dopo una descrizione dello stile sobrio e ruvido dell'ex governatore, così sintetizza ciò che Soru non è: «In breve, non è Silvio Berlusconi che possiede una residenza sontuosa nel nord dell'Isola e che viene ogni fine settimana a fare campagna elettorale per sostenere il proprio candidato: uno sconosciuto che risponde al nome di Ugo Cappellacci, niente altro che il figlio del suo commercialista! Due Italie si scontrano, in occasione di queste elezioni, due concezioni della politica e del denaro».
fonte: http://www.ami.it/
Sardegna/ Giornata di voto tranquilla, gli sfidanti hanno votato
Interesse da media internazionali, anche Le Monde seguirà spoglio
Cagliari, 15 feb. (Apcom) - Hanno già votato i candidati che si contendono la carica di presidente della Regione Sardegna: Renato Soru lo ha fatto questa mattina nella sua Sanluri, Ugo Cappellacci a Cagliari. Hanno adempiuto al loro diritto-dovere di elettori anche Gavino Sale (Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna), Peppino Balia (Partito Socialista) e Gianfranco Sollai (Unidade Indipendentista).
Le operazioni di voto nelle 1796 sezioni distribuite su tutto il territorio sardo, sono iniziate questa mattina alle 8 e vanno avanti senza particolari problemi nonostante in alcune zone dell'interno dell'isola le avverse condizioni climatiche non rendano facile l'afflusso degli elettori alle urne. Alle 22 lo stop alle operazioni di voto che riprenderanno domani mattina alle 7 per concludersi nel primo pomeriggio, alle 15. 1.473.054 (721.432 uomini e 751.622 donne) gli elettori chiamati alle urne.
Agli aventi diritto di voto viene consegnata una scheda di colore verde divisa in ogni metà da due colonne verticali: in una sono stampati i simboli delle coalizioni e i nomi dei candidati alla Presidenza, nell'altra i simboli delle liste presentate nelle otto circoscrizioni provinciali e disposte in modo da evidenziare il loro collegamento al candidato presidente.
L'elettore può esprimere una sola preferenza scrivendo il cognome del candidato consigliere e può indicare un solo candidato presidente. E' ammesso il voto disgiunto: non è necessario che fra le due indicazioni sia rispettato il collegamento tra la lista e la coalizione di riferimento. Il candidato che ottiene il maggior numero di voti viene eletto presidente della Regione. I seggi del Consiglio Regionale vengono ripartiti per l'80 per cento in maniera proporzionale tra le liste provinciali che hanno superato lo sbarramento previsto (5 per cento). Il resto dei seggi verrà assegnato al cosiddetto 'listino' di candidati collegati al candidati presidente che risulterà vincente.
Le elezioni regionali sarde stanno calamitando l'attenzione di numerosi osservatori internazionali: non sono poche le testate estere (fra cui "Le Monde") che si sono accreditate per seguire lo spoglio nella sala stampa allestita nel palazzo della Regione in viale Trento a Cagliari.
giovedì 12 febbraio 2009
Sardegna, tv al servizio del premier
L'influenza è passata ma il disco torna a girare lì, da quel solco inceppato. "Ci risiamo, ci rifacciamo", avrebbe detto Totò. Berlusconi Silvio, da Arcore, recupera la melodia ossessiva e naturalmente dagli studi Mediaset (stavolta è "Panorama sul giorno", Canale5 con il fedelissimo Belpietro) attacca Soru. «Soru ha messo la Sardegna in una gabbia, ha imprigionato l'isola e ha provocato l'impoverimento dei sardi. Io sono innamorato della Sardegna, mi sento un cittadino acquisito e ho cercato di dare un contributo anche nel programma elettorale di Cappellacci". La tiritera non finisce qui: «Il signor Soru dicendo che sono un colonizzatore non solo mi ha insultato ma ragiona come chi pensa che la Sardegna sia staccata dall'Italia e non come penso io e cioè che sia una regione italiana importante e strategica soprattutto dal punto di vista del turismo". E ancora: " Dobbiamo portare in Sardegna il turismo aziendale, congressuale, archeologico, i centri benessere, le compagnie aeree low cost".
Al solito attacco, ben pompato da chi di dovere, (tanto non c'è più neanche Mentana), replica Soru da Seneghe, piccolo centro dell'alto Oristanese: «Il presidente del Consiglio dovrebbe pensare ai tanti poveri che ci sono nel resto d'Italia e, soprattutto, dovrebbe cercare di governare". «Non ho voglia di rispondere a Berlusconi», ha spiegato Soru, facendo comunque, un breve elenco delle tante cose fatte dalla sua Giunta, e respingendo l'accusa di aver provocato l'impoverimento della Sardegna. Sulle elezioni in Sardegna - si vota domenica e lunedì - è intervenuto il jazzista Paolo Fresu: «Se Soru non ce la farà torneremo ad un Medioevo molto buio che investirà non solo la Sardegna ma tutta l'Italia». «Io sostengo che Renato - spiega l'artista - sia sicuramente una persona controversa, una persona umana e come tutti ha delle cose molto positive e delle cose da far crescere, delle cose da limare. Lui ha un carattere difficile, è una persona che alcune volte può non piacere. Però credo che sia una persona pulita. Di questo si parla sempre poco. Molta gente si è allontanata dalla politica in questi anni proprio perchè trovava nella politica quel marciume nel quale non si riconosce". «Soru - continua Fresu - è poi una persona determinata, coerente. Nel suo percorso, in questi anni, c'è stata molta coerenza. Ha detto delle cose e le ha fatte. Le ha fatte spesso pestando i piedi anche gli altri, assumendo una posizione molto scomoda. Ma se vogliamo cambiare l'Italia, cambiare la Sardegna, ogni singolo cittadino deve mettere qualcosa via».
lunedì 9 febbraio 2009
Elezioni Sardegna: Youtube smaschera Cappellacci, copiato il programma di Soru
di Paola Zanca
Parola per parola. Sarebbe bastata un po’ di fantasia a Ugo Cappellacci e ai suoi collaboratori, per non incappare in un errore così madornale. Invece no, alcuni punti del programma elettorale, loro, li hanno copiati pari pari. Il confronto è ben visibile su YouTube, grazie al lavoro fatto da una 27enne aspirante giornalista che si fa chiamare Regana81.Le proposte di Cappellacci in materia di innovazione tecnologica? Prese virgola per virgola dalla sezione dedicate alle innovazioni del portale della Regione Piemonte. Sulle strategie economiche, invece, l’ispirazione è arrivata da un documento di Confagricoltura, presentato a Taormina nel 2008. Il suo patto con il territorio, ovvero le strategie di partecipazione dei cittadini al lavoro istituzionale, lo ha siglato copiando di sana pianta il Protocollo del 2001 fra Regione Toscana, Comune e Provincia di Firenze, disponibile sul sito della Uil Toscana.A pagina 19 del programma di Cappellacci, poi, alcune righe del suo Progetto strategico integrato per lo sviluppo della Sardegna ricalcano per filo e per segno le parole l’intervento di Roberto Camagni, coordinatore del comitato scientifico del Piano strategico per Cagliari. Lui lo pronunciò nel maggio del 2007, ma evidentemente per Cappellacci da allora non dev’essere cambiato molto. Infine, i «tre momenti» che dovrebbero essere i «presupposti del programma» dello sfidante di Soru, sono la fotocopia del capitolo 6, pagina 198 di “Capitale sociale, crescita e sviluppo della Sardegna”, libro pubblicato nel 2006 da Gianfranco Sabattini, economista che insegna all’Università di Cagliari.Ma a dire il vero, nemmeno il copia e incolla è un’idea originale. Prima di Cappellacci, dieci anni fa, ci aveva pensato Mauro Pili. Lui aveva pedissequamente ricalcato il programma di Formigoni in Lombardia, dimenticando perfino di cambiare il numero delle province della Regione.A Cappellacci resta un unico cruccio. Il suo nome. Nell’ennesimo spazio che Mediaset gli ha dedicato, lunedì mattina, il candidato del Pdl confessava la sua «sventura»: chiamarsi Cappellacci e non «Cappellacciu». Peccato che all’anagrafe, il copia e incolla non sia ancora consentito. Altrimenti, lui che è un esperto, avrebbe saputo come rimediare.
L'Unità 09 febbraio 2009
martedì 3 febbraio 2009
Sardegna, L'affondo di Berlusconi:Soru è un fallito, un incantatore di serpenti
“Soru? Un fallito come imprenditore e come governatore”, con queste parole il presidente del Consiglio Berlusconi ha attaccato duramente il governatore della Sardegna Renato Soru.A due settimane dalle elezioni regionali in Sardegna, previste per il 15 e 16 febbraio, il premier, intervistato dal direttore di Studio Aperto Giorgio Mulè, lancia il suo affondo nei confronti di Soru: “E' un incantatore di serpenti, ha fallito in tutto quello che ha fatto, come imprenditore, come politico e come governatore. – esordisce -" Ha una società che è riuscita ad inanellare undici anni di perdite continuative, per un totale di 3 miliardi e circa 300 milioni di perdite, di passività. Incredibile ma vero. Un'azienda che è stata quotata in Borsa e che ha raggiunto il valore per azione di oltre 100 euro, che adesso vale 38 centesimi: pensa quante persone sono state defraudate, impoverite da questa situazione. Un'azienda che sta dimezzando i suoi organici, che ha licenziato recentemente oltre 250 persone...
Credo che un imprenditore che non è riuscito a far funzionare le sue aziende non possa presentarsi come colui che può portare sostegno e aiuto alle aziende della Sardegna. Come politico - aggiunge il premier - ha distrutto con il suo carattere torvo e iroso la stessa coalizione di sinistra che lo sosteneva, in un teatrino di risse continuative con l'ultima farsa delle dimissioni. Come governatore, la Sardegna è arrivata a un record di famiglie sotto il livello di povertà e di disoccupati. Eppure - conclude "Berlusconi - c'è la sinistra che continua a portarlo sugli scudi, i giornali di sinistra che continuano a fargli dei monumenti per non parlare dell'Unità che è di sua proprietà e che lo incensa quotidianamente e che usa toni poetici per presentarlo”.
http://www.pupia.tv/notizie/0004873.html
venerdì 30 gennaio 2009
Elezioni Sardegna: Il programma di Ugo Cappellacci

UGO CAPPELLACCI"Ho accettato la candidatura alla carica di Presidente della Regione per poter affrontare la sfida del cambiamento, interpretando il desiderio di molti sardi di una politica migliore, vicina alla gente, che sia in grado di esprimere competenza e che pensi, in primo luogo, a intervenire e risolvere le emergenze, aiutando chi ha più bisogno e nel contempo dando avvio a un grande piano strutturale di sviluppo dell'intero sistema regionale".
"La Sardegna torna a sorridere", il programma di governo di Ugo Cappellacci è disponibile on line per chiunque voglia consultarlo. Fallimento di Soru, democrazia partecipata, progetto per lo sviluppo dell'economia agricola e industriale del territorio, piano integrato di turismo, cultura, ambiente e sviluppo sostenibile, pianificazione urbanistica e paesaggistica, istruzione e ricerca, Grandi Opere e infrastrutture, famiglia, welfare e sanità, nuovo patto istituzionale. Sono i temi fondamentali che si trovano nei documenti disponibili nella sezione "il programma": in formato pdf sono accessibili il testo programmatico, la brochure e il ‘mio progetto', a cura dell'ufficio studi.
Emblematica una frase che campeggia nel programma:
"E' necessario un approccio di governo differente che mette al centro dell'azione la persona e la partecipazione dei cittadini e che interpreta i "desiderata" del popolo sardo. Lo abbiamo fatto, lo continueremo a fare in questa campagna elettorale e continueremo a farlo una volta alla guida della regione"
LA SARDEGNA TORNA A SORRIDERE
IL MIO PROGETTO
martedì 20 gennaio 2009
Regionali Sardegna 009: il programma elettorale di Renato Soru
Autogoverno e riforma della Regione
Una Sardegna capace di autogovernarsi e assumersi responsabilità rivendicando diritti e competenze nei confronti dello Stato, una Regione più chiara, più semplice, più trasparente e meno costosa, al servizio del cittadino.
La vertenza sulle entrate e quella sulle servitù militari sono state tra i momenti più alti della legislatura: hanno significato avere a disposizione gli strumenti finanziari per dare sostanza alla nostra autonomia e investire nello sviluppo, hanno significato pretendere di riavere intere parti del nostro territorio da troppo tempo sottratte. Le riforme istituzionali, a cominciare dalla legge statutaria, sono lo specchio di una società che si mette in moto e si responsabilizza.
Abbiamo raggiunto tanti obiettivi risanando i nostri conti, riformando e semplificando l’amministrazione regionale, nel rispetto della valorizzazione e qualificazione delle risorse umane.
Identità e cultura
Una terra è il suo paesaggio, la sua cultura, la sua lingua, la sua storia, la sua musica. Lo sviluppo della Sardegna non può che partire dall’identità, mai autoreferenziale e chiusa verso l’esterno ma aperta e dialogante, in grado di fare valere capacità e diversità.
Possediamo un patrimonio culturale antico e prezioso, che ci siamo impegnati a sottrarre all’incuria e alla cattiva gestione attraverso leggi, azioni di tutela e una forte azione di divulgazione. Le nostre campagne e i nostri paesi custodiscono risorse e saperi, e per questo abbiamo valorizzato i territori con progetti di sviluppo locale di qualità. La nostra memoria e il nostro modo di interpretarla oggi, anche attraverso ciò che sappiamo produrre, sono quanto di diverso, di antico e di nuovo insieme, possiamo offrire al mondo.
Solo così è possibile avviare uno sviluppo duraturo, che nasce dall’ascolto della nostra terra e crea vere opportunità di crescita.
Conoscenza
Un futuro diverso è possibile solo se sappiamo mettere al primo posto il sapere e la conoscenza.
I nostri giovani, qualunque sia la loro condizione, qualunque età abbiano e ovunque risiedano, devono avere l’opportunità di soddisfare il diritto fondamentale a un’istruzione e formazione di qualità aumentando le competenze, facendo esperienza, imparando le lingue e la cultura del lavoro.
Crediamo in una scuola pubblica di qualità, condizione indispensabile per superare il grave ritardo che la Sardegna ancora soffre nell’istruzione. Con questa consapevolezza il governo regionale ha investito energie e risorse per un diritto allo studio effettivo.
Ci dobbiamo confrontare con l’Europa e per questo ne abbiamo adottato gli standard, puntando a rafforzare la qualità e l’offerta dell’insegnamento. L’obiettivo è duplice: superare il grave fattore di debolezza rappresentato dal basso livello di istruzione e promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione, per farle diventare un motore di sviluppo per l’economia e l’occupazione.
Sistemi produttivi e politiche del lavoro
L’obiettivo, oggi, è la competitività. Abbiamo lavorato per ridurre la disoccupazione e insieme favorire un’occupazione migliore, incentivando gli investimenti in capitale umano attraverso un mercato del lavoro che riconosca e premi meriti e capacità delle persone. È un modello di sviluppo coerente con le vocazioni del territorio: coglie i vantaggi economici del turismo nel rispetto della sostenibilità ambientale e favorisce un sistema agricolo forte, autonomo, competitivo e differenziato, in grado di valorizzare le diversità della Sardegna.
Il nostro modello di sviluppo difende l’industria esistente e punta ad invertire il processo di reindustrializzazione, contando sull’innovazione tecnologica, sulla qualità del lavoro e dell’ambiente, su un sistema fondato sulla convenienza all’insediamento produttivo e la pratica competitiva d’impresa.
Il lavoro nasce attraverso le imprese, e compito delle istituzioni è creare tutte le migliori opportunità affinché i posti di lavoro possano nascere: con la creazione dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), oggi in Sardegna, prima Regione in Italia, è possibile aprire un cantiere o un’attività in 20 giorni, capovolgendo il rapporto tra la pubblica amministrazione e le imprese.
Infrastrutture e reti di servizio
Per costruire una Regione più veloce, sono state investite ingenti risorse nelle infrastrutture interne: strade migliori e più sicure e un sistema di trasporto pubblico locale in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.
Grazie alla nuova continuità territoriale e all’incremento dei voli low cost i sardi possono viaggiare di più, in tempi brevi e a costi contenuti. Oggi, con l’aumento dei collegamenti nazionali e internazionali, è possibile raggiungere con voli diretti 53 città e 14 nazioni.
Entro il 2009 tutti i Comuni della Sardegna avranno Internet su banda larga e i cittadini e le imprese di tutto il territorio regionale potranno dialogare con enti e istituzioni e utilizzare i servizi on line.
Abbiamo lavorato per garantire il diritto di accesso alla rete del gas e un costo accettabile dell’energia e riformato il sistema idrico, razionalizzando l’utilizzo dell’acqua.
Solidarietà e coesione sociale
Investire sul sistema pubblico di tutela della salute e del benessere di tutti i sardi: con questa scelta abbiamo messo al primo posto i bisogni delle persone, soprattutto dei più deboli, intervenendo nella sanità, nell’assistenza sociale, nella casa, nei trasporti. Nella sanità, pur partendo da una situazione di grave ritardo, gli obiettivi sono stati quelli di riqualificare i servizi e di risanare i conti, contrastando sprechi e inefficienze. Il percorso avviato è stato complesso e contrastato, ha richiesto uno sforzo culturale, organizzativo e programmatorio del tutto eccezionale, mirato a superare vecchie logiche e interessi economici, politici e professionali.
Nel sociale abbiamo moltiplicato gli interventi a favore delle persone con disabilità, degli anziani non autosufficienti, delle vecchie e delle nuove povertà, dei migranti, dei detenuti, dei sofferenti mentali. Per la prima volta sono state adottate politiche a favore delle famiglie, raddoppiando il sostegno ai bisogni reali, dalla casa alle difficoltà economiche, dall’assistenza agli anziani sino al conciliare il lavoro con l’educazione dei figli. Oggi il sistema di welfare sviluppato in Sardegna può con orgoglio vantare risultati che testimoniano che il cambiamento non solo è necessario, ma è anche possibile.