giovedì 15 gennaio 2009

Scontro con uno stormo di uccelli, aereo finisce nel fiume Hudson. Tutti salvi

New York, collisione e avaria poco dopo il decollo dall'aeroporto La Guardia
A bordo 146 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio, tutti salvi

L'aereo ha cercato di rientrare verso lo scalo ma non ce l'ha fatta
I piloti sono riusciti ad ammarare. Immediati i soccorsi

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NEW YORK - Aveva da poco lasciato l'aeroporto La Guardia, quando è stato "investito" da uno stormo di uccelli. Una collisione che ha provocato un'avaria al motore e ha costretto i piloti a invertire la rotta, nel tentativo di rientrare verso lo scalo newyorkese. Ma non ce l'hanno fatta e, con grande perizia, sono riusciti ad "atterrare" sulle acque gelide del fiume Hudson. Con 151 persone a bordo, 146 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio. Tutti salvi.

E' quanto accaduto poco dopo le 3.25 (le 21.25 in Italia) nel cielo di Manhattan, al volo 1549 della US Airlines. Partito da New York e diretto a Charlotte, in North Carolina. Un ammaraggio - anche se su un fiume - in piena regola, per quella che avrebbe potuto trasformarsi in una vera tragedia. L'aereo si è adagiato sulle acque del fiume che costeggia New York a ovest di Manhattan, ed è rimasto a mezz'acqua.

Subito sono accorse numerose imbarcazioni, mentre i sommozzatori delle squadre di soccorso venivano calati in acqua dagli elicotteri. Alcuni dei passeggeri sono riusciti a mettersi in salvo uscendo da soli dal velivolo. I superstiti sono stati portati sui pontili che si affacciano su quel tratto di fiume.

(LA REPUBBLICA 15 gennaio 2009)

Elezioni regionali Sardegna: fra domani e sabato verranno presentate le liste

L'UNIONE SARDA.it

Inizierà domani alle ore 8 la presentazione dei simboli e delle liste dei candidati alle elezioni regionali del 15 e 16 febbraio
Inizierà domani alle ore 8 la presentazione dei simboli e delle liste dei candidati alle elezioni regionali del 15 e 16 febbraio. Le forze politiche in corsa avranno tempo sino alle 12 di sabato. I listini regionali di sostegno ai candidati alla carica di governatore della Sardegna dovranno essere presentati alla cancelleria della Corte d'appello di Cagliari. Le liste provinciali saranno, invece, ricevute dagli uffici circoscrizionali nei Tribunali di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Per le province di recente istituzione l'ufficio di Cagliari è il riferimento per Carbonia-Iglesias e per Medio Campidano. Per Olbia-Tempio e Ogliastra le funzioni sono attribuite rispettivamente ai Tribunali di Tempio Pausania e di Lanusei.
Unione Sarda 15 gennaio 2009

Pestaggio Emmanuel: arrestati 4 vigili. La foto scandalo del trofeo




Fonte Repubblica.it


Orrore a Parma per una foto di un vigile che mostra Emmanuel come trofeo. 4 agenti arrestati per pericolo di inquinamento delle prove e con l'aggravante di discriminazioni razziali e odio etnico convocati dai carabinieri poi per quattro scatta l'arresto

di Silvio Marvisi

Nella prima serata di ieri, attorno alle 19, tutti e dieci gli indagati sono stati convocati alla stazione dei carabinieri in via delle Fonderie. Alle 20 a termine dell’incontro, il colpo di scena con l’arresto dei quattro agenti che avrebbero avuto una parte attiva nel confronto con Bonsu nell’operazione antidroga. Sarebbero stati arrestati per evitare che potessero inquinare le prove del reato. Sui quattro però il peso sarebbe molto maggiore: vi sarebbe la possibilità della reiterazione del reato. Gli agenti, secondo gli inquirenti, non si sarebbero resi conto della gravità del fatto accaduto la sera del 29 settembre scorso al parco ex Eridania. Da qui la decisione di bloccare ogni ulteriore possibile azione che avrebbe potuto verificarsi con la prosecuzione del lavoro.

(15 gennaio 2009)


La prima verità dei vigilismontata punto per punto


Inizialmente la polizia municipale parlava di un fermo movimentato, negava gli insulti razzisti, le violenze e le umiliazioni, accusava Emmanuel di essere un palo dello spacciatore. Versione "smentita" dai testimoni e dai tabulati telefonici, ritenuta falsa dalla Procura. Ecco le "falle" della prima versione del Comune. Secondo voi l'assessore Monteverdi deve dimettersi?
di Stefania Parmeggiani

Percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale, violazione dei doveri d'ufficio commessi in concorso e con l'aggravante dell'abuso di potere. Queste le ipotesi di reato con cui la Procura ha iscritto nel registro degli indagati dieci vigili urbani. Se le accuse saranno confermate, farebbero crollare la versione fornita dalla municipale all'indomani della denuncia di Emmanuel Bonsu (leggi il comunicato stampa del Comune). Ecco "i punti deboli" della loro ricostruzione."I vigili non si sono qualificati"Gli agenti hanno detto di essersi qualificati mostrando il tesserino di riconoscimento. Ascoltati i testimoni e sentito Emmanuel, la Procura ritiene che non si siano qualificati e che Bonsu abbia fatto l'unica cosa che poteva legittimamente fare: è scappato. "L'hanno picchiato" I vigili hanno parlato di un fermo movimentato, dicendo di non averlo mai picchiato. In un primo momento l'allora comandante della municipale Emma Monguidi aveva giustificato le lesioni al ragazzo con una sua caduta accidentale: "Ha battuto l'occhio sul cordolo del marciapiede". Poi, nel comunicato stampa del Comune, la versione è stata sfumata: "il ragazzo si è dato alla fuga, divincolandosi due volte dagli agenti che lo avevano raggiunto. Ne è nata una colluttazione con due agenti feriti". Uno degli indagati ha poi ammesso: "Forse l'ho colpito involontariamente"."Non ha opposto resistenza"L'amministrazione comunale ha pubblicamente dato la propria solidarietà ai vigili coinvolti: "Anche due agenti sono stati feriti" perché, sempre stando alla versione della municipale, Bonsu avrebbe reagito con violenza. Secondo la pm, invece, il ragazzo avrebbe opposto solo "resistenza passiva". Secondo i testimoni si "riparava dai colpi", ma non reagiva. Un vigile gli avrebbe puntato la pistola contro e un altro gli avrebbe tirato un pugno nel fianco mentre veniva condotto verso l'auto di servizio.
"Botte in auto e al comando, ulteriori violenze e umiliazioni"I vigili hanno negato di averlo colpito dopo le manette. Secondo la denuncia del ragazzo altre botte sarebbero arrivate durante il trasporto al comando. Negli uffici di via del Taglio sarebbero continuate le violenze e le umiliazioni. Lo studente, ascoltato in Procura, ha raccontato di essere stato fatto camminare avanti e indietro nelle stanze del comando. L'avrebbero fatto spogliare, poi con una bottiglia di plastica, sarebbe stato costretto a fare flessioni."Non era il palo dello spacciatore" La giustificazione al fermo di Emmanuel era legato all'arresto di uno spacciatore. Secondo i vigili Emmanuel sarebbe stato il suo palo "perché continuava a telefonare e a fare gesti in direzione del pusher poi arrestato". Il ragazzo ha sempre negato. L'analisi dei tabulati telefonici e le dichiarazioni del pusher palestinese gli danno ragione: non ha mai avuto contatti con il mondo della droga e non aveva mai visto prima lo spacciatore, arrivato per sua stessa ammissione a Parma dalla Francia il giorno prima. Emmanuel in quei momenti non stava telefonando a nessuno. Gli insulti razzisti: "Negro e scimmia" Il ragazzo è uscito dal comando con una busta del Comune con la scritta "Emanuel negro". La polizia municipale sostiene che "al momento della consegna la busta era bianca e non riportava alcuna scritta". Una perizia calligrafica potrebbe stabilire chi ha scritto quella frase. Il ragazzo l'ha chiesta più volte per allontanare i sospetti, formulati a un'agenzia di stampa dal sindaco Pietro Vignali, di averla scritta di suo pugno. Prove alterate: "Falso ideologico e materiale" L'accusa più pesante formulata dalla procura è "falso ideologico e materiale". Il sospetto degli inquirenti è che ben ''sapendo che Bonsu aveva posto in essere solo una resistenza passiva (la fuga)'' lo si abbia voluto accusare di reati mai commessi. Ecco gli atti nel mirino della magistratura: la prima nota redatta dagli agenti dopo il fermo di Bonsu del 29 settembre, dove il ragazzo viene descritto come palo dello spacciatore palestinese; una seconda nota adottata a integrazione della precedente il giorno successivo e la notizia di reato depositata in Procura il 2 ottobre. Nelle ultime due, che portano la firma del commissario capo indagato, a carico di Bonsu i vigili formulano l'accusa di resistenza e lesioni. Il sospetto degli inquirenti è che i dieci indagati, con diversi livelli di responsabilità, abbiano cercato di coprire l'errore e chi lo aveva commesso.

Non era una normale operazione di polizia municipale" Il fermo ha anche aperto il dibattito sulla necessità da parte della polizia municipale di comunicare alle altre forze dell'ordine le proprie operazioni. Il questore ha spiegato che, sebbene la norma non specifichi che i vigili, al pari dei carabinieri e delle altre forze di polizia hanno il dovere d'informarlo, sarebbe auspicabile maggiore collaborazione. Nessuno, infatti, aveva avvisato la questura dell'operazione. I vigili, come specificato nel comunicato del Comune, erano in quel parco per segnalazione di alcuni cittadini che avevano lamentato la presenza degli spacciatori: "Da lì sono iniziati gli appostamenti durati qualche giorno, fino all'epilogo di ieri".
(La Repubblica 12 novembre 2008)

Opposizione all'attacco, Veltroni: Basta con i superpremi tv


Il segretario del pd: «e' giunto il momento di ritrovare la sobrietà e la solidarietà»


Veltroni attacca la tv dei superpremi.

«Le trasmissioni in cui si guadagnano milioni senza saper fare nulla trasmettono un messaggio sbagliato»




di Paturnio



E la vita in cui si diventa ministro senza saper far nulla, che messaggio trasmette? E la vita in cui si nega l'autorizzazione a procedere per un onorevole che non è detto che non abbia fatto nulla?


Avevamo bisogno di questo attacco frontale ai superpremi tv da parte di Veltroni. Soprattutto in un momento di crisi come questo, in cui l'unica "azienda" in crescita è il SUPERENALOTTO. Una critica alla tv dei superpremi era quello che ci voleva. Sarà stata una vera doccia fredda per Berlusconi leggere le dichiarazioni del suo "acerrimo rivale", Walter. Come minimo, Silvio avrà dovuto farsi preparare qualcosa di forte da uno dei suoi camerieri.Comunque Walter ha ragione: i superpremi illudono e fanno soffrire quelli che stanno a casa e non hanno neanche più i soldi per giocare al LOTTO. I sogni li abbiamo persi da un pezzo, e oggi Walter ci chiede di abolire anche l'illusione. Fa bene, del resto, da quando abbiamo scoperto che maggioranza e opposizione si scambiano i pizzini in tv, di illusioni ce ne erano rimaste davvero poche. Ma il colpo di grazia ce lo ha dato proprio il PD quando ha negato l'autorizzazione a procedere contro il suo deputato. I quiz tv ci fanno schifo, e non abbiamo mai inviato una richiesta di partecipazione. Ma fra un quiz tv e un'autorizzazione a procedere negata per un onorevole indagato, sinceramente mi tengo il primo.



Veltroni contro i superpremi tv

ROMA - Non si sa se pensasse ad «Affari tuoi» o magari al «Grande fratello» o a «Chi vuol esser milionario». Ciò che è certo è che il segretario del Pd Walter Veltroni ha attaccato le trasmissioni televisive in cui «si guadagnano milioni senza saper fare nulla», perchè trasmettono alla società un «messaggio sbagliato».

CRITICA - La critica è stata mossa dal segretario del Pd intervenendo all'incontro del suo Partito con il Terzo settore. «Alcune trasmissioni - ha detto Veltroni - mi sembrano marziane. L'idea di guadagnare milioni senza saper fare nulla, mentre ci sono persone che non possono comprarsi un maglione è sbagliata, è un messaggio sbagliato». Dopo anni, ha detto ancora Veltroni, in cui si è costruita «una società solipsistica e individualistica» è giunto il momento «di ritrovare la sobrietà e la solidarietà, uscendo dalla sbornia da carta di credito, la sbornia di un Paese che ha consumato senza poter pagare». Una critica quella del segretario del Pd che trova originale anche in un'affermazione del premier Silvio Berlusconi di qualche giorno fa: «Ho visto in tv l'apertura del Grande Fratello: è sempre interessante e magnetico». Veltroni ha voluto far capire che la pensa in modo opposto.


Corriere della Sera 15 gennaio 2009

la madre di giuseppe demasi, vittima dell'incendio: «li hanno ammazzati»

Primo colpo di scena all'inizio del dibattimento sul rogo del dicembre 2007 in cui persero la vita 7 operai


TORINO - Primo colpo di scena. È iniziato, con quasi due ore e mezzo di ritardo rispetto all'orario previsto, il processo contro i sei manager della Thyssen che dovranno rispondere del rogo avvenuto nello stabilimento torinese il 6 dicembre 2007 in cui persero la vita 7 operai.

Motivo del ritardo è stata la sostituzione di tre dei 6 giudici popolari che nei giorni scorsi erano stati intervistati da un quotidiano. Il presidente della Corte Maria Iannibelli ha spiegato brevemente che i tre giudici popolari hanno «letto con sorpresa» un articolo che li riguardava e «hanno spiegato di non avere espresso né giudizi né pareri sul processo». «Ma per spirito di servizio - ha spiegato la presidente - hanno chiesto di astenersi per non creare intralci processuali». La loro domanda è stata accolta e sono stati subito sostituiti.

IL DOLORE DI UNA MADRE - Come durante le udienze preliminari sono numerosi i familiari, gli amici e i colleghi dei sette operai. «Li hanno ammazzati loro e devono andare in galera. Anche loro sanno di essere colpevoli» ha detto Rosina Demasi, madre di Giuseppe, vittima 26enne del rogo, che è stata tra le prime a entrare nella maxi aula 1 del Tribunale di Torino. All’ingresso del Palazzo di giustizia è stato esposto uno striscione, listato a lutto, delle rappresentanze sindacali dell’azienda tedesca.

SÌ ALLE TELECAMERE - La seconda Corte d'Assise di Torino ha poi ammesso le riprese tv in aula. «Tutti devono vedere e sapere quello che è accaduto ai nostri figli». Ha detto Nino Santino, il papà di uno dei sette operai morti: «Quella che ci ha colpito - aggiunge l'uomo - è una tragedia nazionale e l'Italia intera ha il diritto di sapere. E di guardare in faccia i responsabili del nostro dolore. Guardate quanto era giovane e bello mio figlio Bruno - dice mostrando la foto del ragazzo stampata sulla sua maglietta - era un gioiello e ce lo hanno portato via». Dall'altra parte della maxi aula 1, siedono Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, gli unici due imputati presenti all'udienza. «Guardateli bene - è lo sfogo di Rosa Demasi, che nel rogo della Thyssen ha perso il figlio Giuseppe, 26 anni appena - perché sono loro ad avere ucciso i nostri cari». «Li detesto», sottolinea con voce calma ma decisa Elena Schiavone, madre di Antonio. E quando i due imputati, su richiesta del giudice Maria Iannibelli che presiede la Corte, dichiarano di avere figli, si leva un brusio nei banchi alla destra dell'aula, dove siedono i parenti delle vittime. «Spero che anche loro - è la rabbia di Grazia Rodinò, madre di Rosario, una volta uscita dall'aula - provino lo stesso dolore che abbiano noi».

COPPI ENTRA IN POOL DIFESA - Franco Coppi, professore di Diritto penale alla Sapienza di Roma, è l'asso nella manica della difesa dei sei manager della ThyssenKrupp. Ha difeso Giulio Andreotti nel processo Pecorella e l'allora ministro Luigi Gui nello scandalo Lockheed, solo per citare alcuni dei suoi illustri clienti. Nell'udienza di giovedì, con cui è iniziato il processo per il rogo che causò la morte di sette operai, il legale è stato nominato responsabile civile dalla multinazionale tedesca. Penalista di fama, Coppi difenderà l'azienda dalle richieste di risarcimento danni.

FUORI PROGRAMMA - E dopo la fine dell'udienza avvocati e pubblici ministeri si sono dovuti trattenere in aula perché il presidente della corte d'assise, Maria Iannibelli, ha impartito loro una serie di direttive, assegnando persino i posti in cui, a partire dal 22 gennaio, dovranno sedersi. Il giudice, non aveva risparmiato un commento salace sulla «confusione» che albergava nella maxiaula 1 del Palazzo di Giustizia: i presenti si contavano a centinaia, e ognuno si era seduto dove capitava. Dalla prossima udienza non sarà più così: ogni toga avrà un posto, contrassegnato con tanto di cartellino. Nel corso del «fuori programma» il giudice ha anche ordinato una sorta di simulazione, invitando i presenti a sistemarsi al loro posto per verificarne l'effetto. Ma altri argomenti sono stati toccati: un avvocato, prendendo spunto dal fatto che in aula sono state ammesse le riprese tv, ha chiesto che venissero collocati dei portamantelli perché «non è bello che le tv riprendano i cappotti ammassati sui banchi». Si è anche parlato della migliore angolatura possibile per le telecamere.


Corriere della Sera 15 gennaio 2009

domenica 4 gennaio 2009

Il Tempo diventa un quotidiano satirico:"Berlusconi, portato per natura al confronto e al dialogo..."

(Il ministro Gelmini con le cuffie ospite della radio del ministro Meloni che
trasmette 45 minuti a settimana solo nel Lazio)

"Il governo vive uno stato di grazia soprattutto perché Berlusconi ha saputo mettere le persone giuste al posto giusto."

di Paturnio

La satira politica è una delle poche voci che può essere accompagnata dal segno +, invece che dal segno - a cui siamo abituati in questo periodo di crisi. Ed ecco perchè oggi anche i quotidiani storicamente distanti dalla satira, decidono di buttarcisi a capofitto. Oggi è la volta de il quotidiano "Il Tempo", che pubblica sul suo sito internet un articolo davvero irresistibile. Peccato che non sia firmato, altrimenti avremmo potuto inviare tutti una email di congratulazioni al suo autore per le risate che è riuscito a far fare anche a persone che di ridere hanno davvero poca voglia. Bravo!

Ecco alcuni brani dell'articolo:


Il Presidente del Consiglio, portato per natura e disposizione personale al confronto e all'intesa, segue questo cammino con realismo e speranza, senza tuttavia mitizzare parole come «confronto» e «dialogo»


Bisogna riconoscere che in questo Berlusconi è assistito molto bene dai suoi ministri.

Berlusconi non attende ad agire e a spingere governo e Parlamento ad assumere decisioni sulle riforme di sistema e su provvedimenti necessari alla modernizzazione del Paese.

La squadra di governo comprende ministri di provata esperienza e autorevolezza (come ad esempio Tremonti, Frattini, Scajola, Matteoli, Maroni, Calderoli, Brunetta, La Russa, Sacconi), con giovani ministri che stanno rivelando doti di saggezza e di equilibrio politico (come ad esempio Alfano, Gelmini, Fitto, Carfagna, Prestigiacomo, Zaia, Meloni) che garantiscono un sostegno attivo ed efficace al Presidente Berlusconi.

Il confronto con l'opposizione è già cominciato

L'Italia, si sa, è un Paese complesso, in cui la politica è indecifrabile. Non è un caso che all'estero difficilmente riescono a capirla e ad interpretarla correttamente. Anche oggi, per fare un esempio, sembra che le premesse di dialogo maturate all'inizio della legislatura siano sfumate e che si sia tornati alla solita contrapposizione pregiudiziale che ha caratterizzato la vita politica italiana nell'ultimo decennio.


In realtà, a vedere le cose più in profondità, vediamo che, sotto dietro e al di là delle parole e dei pronunciamenti ad effetto della propaganda, sia in corso un cambiamento significativo e promettente. Si può dire, infatti, che un confronto sui contenuti, tra maggioranza e opposizione, sia già iniziato. Si pensi in particolare alla politica estera, alle principali misure di politica economica, al federalismo, alla riforma del mercato del lavoro, della pubblica amministrazione, alla riforma della scuola e della giustizia. Su ognuna di queste materie, è in corso o sta per partire in Parlamento un confronto che promette di giungere per la prima volta a convergenze significative e tali da condurre a risultati concreti. Il Presidente del Consiglio, portato per natura e disposizione personale al confronto e all'intesa, segue questo cammino con realismo e speranza, senza tuttavia mitizzare parole come «confronto» e «dialogo». Il Presidente Berlusconi sa che la politica ama crogiolarsi nel caldo letto dei dibattiti e delle discussioni infinite, che non portano quasi mai a risultati concreti, mentre è consapevole dell'urgenza di prendere decisioni, specialmente n un momento delicato come questo. Per questo Berlusconi non attende ad agire e a spingere governo e Parlamento ad assumere decisioni sulle riforme di sistema e su provvedimenti necessari alla modernizzazione del Paese. E nello stesso tempo attende che il confronto si sviluppi e conduca a risultati concreti e soprattutto in tempi rapidi. Bisogna riconoscere che in questo Berlusconi è assistito molto bene dai suoi ministri. Il governo vive uno stato di grazia soprattutto perché Berlusconi ha saputo mettere le persone giuste al posto giusto. La squadra di governo comprende ministri di provata esperienza e autorevolezza (come ad esempio Tremonti, Frattini, Scajola, Matteoli, Maroni, Calderoli, Brunetta, La Russa, Sacconi), con giovani ministri che stanno rivelando doti di saggezza e di equilibrio politico (come ad esempio Alfano, Gelmini, Fitto, Carfagna, Prestigiacomo, Zaia, Meloni) che garantiscono un sostegno attivo ed efficace al Presidente Berlusconi. Ma tutto questo non sarebbe sufficiente, se non vi fosse una persona dalle doti umane e politiche eccezionali come il dottor Letta, che agisce da catalizzatore del lavoro di ciascun ministro. Senza considerare il lavoro silenzioso, ma altrettanto efficace svolto dal ministro Elio Vito, senza il quale non si spiegherebbero i risultati ottenuti sul fronte parlamentare.
Questo è un governo che lavora assiduamente ed efficacemente alle riforme, che sa parlare e convincere l'opposizione e al tempo stesso che prepara un rinnovamento della classe dirigente di questo Paese. A costo di apparire ancora una volta un ammiratore acritico di Berlusconi, non posso fare a meno di lodarne il genio politico. Constato con soddisfazione che ora anche nella sinistra molte voci autorevoli si levano a riconoscerlo apertamente.

http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/01/04/971819-confronto_opposizione_cominciato.shtml

Yoox

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