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martedì 3 febbraio 2009

Sardegna, L'affondo di Berlusconi:Soru è un fallito, un incantatore di serpenti

“Soru? Un fallito come imprenditore e come governatore”, con queste parole il presidente del Consiglio Berlusconi ha attaccato duramente il governatore della Sardegna Renato Soru.

A due settimane dalle elezioni regionali in Sardegna, previste per il 15 e 16 febbraio, il premier, intervistato dal direttore di Studio Aperto Giorgio Mulè, lancia il suo affondo nei confronti di Soru: “E' un incantatore di serpenti, ha fallito in tutto quello che ha fatto, come imprenditore, come politico e come governatore. – esordisce -" Ha una società che è riuscita ad inanellare undici anni di perdite continuative, per un totale di 3 miliardi e circa 300 milioni di perdite, di passività. Incredibile ma vero. Un'azienda che è stata quotata in Borsa e che ha raggiunto il valore per azione di oltre 100 euro, che adesso vale 38 centesimi: pensa quante persone sono state defraudate, impoverite da questa situazione. Un'azienda che sta dimezzando i suoi organici, che ha licenziato recentemente oltre 250 persone...

Credo che un imprenditore che non è riuscito a far funzionare le sue aziende non possa presentarsi come colui che può portare sostegno e aiuto alle aziende della Sardegna. Come politico - aggiunge il premier - ha distrutto con il suo carattere torvo e iroso la stessa coalizione di sinistra che lo sosteneva, in un teatrino di risse continuative con l'ultima farsa delle dimissioni. Come governatore, la Sardegna è arrivata a un record di famiglie sotto il livello di povertà e di disoccupati. Eppure - conclude "Berlusconi - c'è la sinistra che continua a portarlo sugli scudi, i giornali di sinistra che continuano a fargli dei monumenti per non parlare dell'Unità che è di sua proprietà e che lo incensa quotidianamente e che usa toni poetici per presentarlo”.



http://www.pupia.tv/notizie/0004873.html

venerdì 23 gennaio 2009

SARDEGNA: DI PIETRO, CAPPELLACCI? NON SO CHI SIA…

(AGI) - Olbia, 23 gen. - “E’ un cappello di Berlusconi, mi pare. Non so chi sia, non posso giudicare”. Lo ha detto all’Agi Antonio Di Pietro giocando con il nome di Ugo Cappellacci in risposta a una domanda relativa a un parere sul candidato del centrodestra per le elezioni regionali sarde del 15 e 16 febbraio. Dopo una breve conferenza stampa nella sala arrivi dell’aeroporto di Olbia, Di Pietro e’ partito in auto alla volta di Palau dove si imbarchera’ sul traghetto per La Maddalena. Nell’isola che a luglio ospitera’ il G8, il leader dell’Italia dei valori terra’ un incontro pubblico all’hotel Miralonga. Alle 15.30 sara’ all’ufficio di turistico di Tempio Pausania. Alle 16.45, a Olbia, terra’ un briefing con i giornalisti nella sala riunioni dell’Expo di Olbia per poi, alle 17.30, partecipare all’assemblea del partito che si terra’ nella sala rossa dell’Expo, nel centro storico della citta’ gallurese. (AGI)

DI PIETRO: BERLUSCONI IN SARDEGNA PER SUOI INTERESSI

"Berlusconi viene in Sardegna perche' ha i suoi interessi nell'Isola, viene per gli affari suoi e per quelli dei suoi amici". Lo ha detto a Olbia, Antonio Di Pietro, rispondendo a una domanda sulla decisione del premier di trascorrere in Sardegna tutti i week end prima delle elezioni regionali. "Invito i sardi - ha continuato Di Pietro - a riflettere sulla strumentalizzazione che si sta facendo. La destra, quando ha governato, ha indebitato la Sardegna. Berlusconi, viene nell'Isola per fare qualche speculazione edilizia. Io, quando sono venuto qui da ministro, ci ho messo soldi per le infrastrutture. Berlusconi li sta togliendo. Sta facendo qui quello che fa a Roma: gli interessi e gli affari suoi".


(23 gennaio 2009)

SARDEGNA: DI PIETRO, BENE SORU; LONTANO DA LOGICHE DI PARTITO

(AGI) - Olbia, 23 gen. - “Sulle questioni di giustizia non facciamo sconti a nessuno, neanche a mio figlio. Ma in Sardegna, come nel resto d’Italia, c’era bisogno di una persona che sia il piu’ distante possibile dalle logiche di partito e che possa scegliere rispondendo direttamente agli elettori. Renato Soru ha dimostrato, a costo di mettere a repentaglio la coalizione, di rispondere a questi requisiti”. Lo ha affermato il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, appena sbarcato all’aeroporto di Olbia, in risposta a una domanda sulla scelta del partito di appoggiare Renato Soru alle prossime regionali sarde e sul coinvolgimento del Governatore uscente nell’inchiesta giudiziaria sull’appalto per la pubblicita’ istituzionale per la Regione. (AGI)

Cli/Sol

martedì 20 gennaio 2009

CRISI:IL TG4 NE DECRETA LA FINE

Di Paturnio

Meno male che c'è il TG4, con le sue buone notizie. In un servizio andato in onda due giorni fa, infatti, la giornalista spiegava che siamo alla fine del tunnel. Poi lanciava un servizio esemplare. In giro per un mercato di Milano, venivano intervistati i proprietari di due banchi salumi, i quali dichiaravano di avere più o meno gli stessi incassi dell'anno scorso. Il promo aggiungeva solo che, magari, la gente stava un po' più attenta ai prezzi, ma nel complesso lui la crisi non la avvertiva. Il secondo intervistato, confermava le parole del primo:"Clienti più attenti, nessuna flessione dei guadagni".

Casalinghe e massaie ammettevano di stare più attente, ma nessun grave problema. Per questo la giornalista concludeva dicendo che dalla crisi si sta uscendo. Un servizio pregevole che fa il paio con quello andato in onda sul TG2 qualche giorno fa, in cui una signora intervistata nelle strade del centro di Roma o Milano diceva:"Io di solito non compro mai ai saldi, quest'anno ho deciso di sì" e il signore intervistato subito dopo dichiarava, "Sono qui per comprare, se no come la combattiamo la crisi?!" Aveva seguito il consiglio del premier ed era uscito a fare acquisti. Meno male che non ha seguito il premier quando aveva consigliato di comprare le azioni ENEL. Un pensionato che le ha acquistate, ha già perso 10.000 euro e ha deciso di fargli causa. Il Codacons lo assiste.

Ed ecco un interessante articolo:

Crisi: in Italia la avvertono solo gli onesti

domenica 4 gennaio 2009

Il Tempo diventa un quotidiano satirico:"Berlusconi, portato per natura al confronto e al dialogo..."

(Il ministro Gelmini con le cuffie ospite della radio del ministro Meloni che
trasmette 45 minuti a settimana solo nel Lazio)

"Il governo vive uno stato di grazia soprattutto perché Berlusconi ha saputo mettere le persone giuste al posto giusto."

di Paturnio

La satira politica è una delle poche voci che può essere accompagnata dal segno +, invece che dal segno - a cui siamo abituati in questo periodo di crisi. Ed ecco perchè oggi anche i quotidiani storicamente distanti dalla satira, decidono di buttarcisi a capofitto. Oggi è la volta de il quotidiano "Il Tempo", che pubblica sul suo sito internet un articolo davvero irresistibile. Peccato che non sia firmato, altrimenti avremmo potuto inviare tutti una email di congratulazioni al suo autore per le risate che è riuscito a far fare anche a persone che di ridere hanno davvero poca voglia. Bravo!

Ecco alcuni brani dell'articolo:


Il Presidente del Consiglio, portato per natura e disposizione personale al confronto e all'intesa, segue questo cammino con realismo e speranza, senza tuttavia mitizzare parole come «confronto» e «dialogo»


Bisogna riconoscere che in questo Berlusconi è assistito molto bene dai suoi ministri.

Berlusconi non attende ad agire e a spingere governo e Parlamento ad assumere decisioni sulle riforme di sistema e su provvedimenti necessari alla modernizzazione del Paese.

La squadra di governo comprende ministri di provata esperienza e autorevolezza (come ad esempio Tremonti, Frattini, Scajola, Matteoli, Maroni, Calderoli, Brunetta, La Russa, Sacconi), con giovani ministri che stanno rivelando doti di saggezza e di equilibrio politico (come ad esempio Alfano, Gelmini, Fitto, Carfagna, Prestigiacomo, Zaia, Meloni) che garantiscono un sostegno attivo ed efficace al Presidente Berlusconi.

Il confronto con l'opposizione è già cominciato

L'Italia, si sa, è un Paese complesso, in cui la politica è indecifrabile. Non è un caso che all'estero difficilmente riescono a capirla e ad interpretarla correttamente. Anche oggi, per fare un esempio, sembra che le premesse di dialogo maturate all'inizio della legislatura siano sfumate e che si sia tornati alla solita contrapposizione pregiudiziale che ha caratterizzato la vita politica italiana nell'ultimo decennio.


In realtà, a vedere le cose più in profondità, vediamo che, sotto dietro e al di là delle parole e dei pronunciamenti ad effetto della propaganda, sia in corso un cambiamento significativo e promettente. Si può dire, infatti, che un confronto sui contenuti, tra maggioranza e opposizione, sia già iniziato. Si pensi in particolare alla politica estera, alle principali misure di politica economica, al federalismo, alla riforma del mercato del lavoro, della pubblica amministrazione, alla riforma della scuola e della giustizia. Su ognuna di queste materie, è in corso o sta per partire in Parlamento un confronto che promette di giungere per la prima volta a convergenze significative e tali da condurre a risultati concreti. Il Presidente del Consiglio, portato per natura e disposizione personale al confronto e all'intesa, segue questo cammino con realismo e speranza, senza tuttavia mitizzare parole come «confronto» e «dialogo». Il Presidente Berlusconi sa che la politica ama crogiolarsi nel caldo letto dei dibattiti e delle discussioni infinite, che non portano quasi mai a risultati concreti, mentre è consapevole dell'urgenza di prendere decisioni, specialmente n un momento delicato come questo. Per questo Berlusconi non attende ad agire e a spingere governo e Parlamento ad assumere decisioni sulle riforme di sistema e su provvedimenti necessari alla modernizzazione del Paese. E nello stesso tempo attende che il confronto si sviluppi e conduca a risultati concreti e soprattutto in tempi rapidi. Bisogna riconoscere che in questo Berlusconi è assistito molto bene dai suoi ministri. Il governo vive uno stato di grazia soprattutto perché Berlusconi ha saputo mettere le persone giuste al posto giusto. La squadra di governo comprende ministri di provata esperienza e autorevolezza (come ad esempio Tremonti, Frattini, Scajola, Matteoli, Maroni, Calderoli, Brunetta, La Russa, Sacconi), con giovani ministri che stanno rivelando doti di saggezza e di equilibrio politico (come ad esempio Alfano, Gelmini, Fitto, Carfagna, Prestigiacomo, Zaia, Meloni) che garantiscono un sostegno attivo ed efficace al Presidente Berlusconi. Ma tutto questo non sarebbe sufficiente, se non vi fosse una persona dalle doti umane e politiche eccezionali come il dottor Letta, che agisce da catalizzatore del lavoro di ciascun ministro. Senza considerare il lavoro silenzioso, ma altrettanto efficace svolto dal ministro Elio Vito, senza il quale non si spiegherebbero i risultati ottenuti sul fronte parlamentare.
Questo è un governo che lavora assiduamente ed efficacemente alle riforme, che sa parlare e convincere l'opposizione e al tempo stesso che prepara un rinnovamento della classe dirigente di questo Paese. A costo di apparire ancora una volta un ammiratore acritico di Berlusconi, non posso fare a meno di lodarne il genio politico. Constato con soddisfazione che ora anche nella sinistra molte voci autorevoli si levano a riconoscerlo apertamente.

http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/01/04/971819-confronto_opposizione_cominciato.shtml

giovedì 11 dicembre 2008

Giustizia; Berlusconi: Non dialogo con chi dice che sono Hitler

Roma, 11 dic. (Apcom) - Per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "è impossibile, sarebbe una farsa inaccettabile", dialogare con chi "dice che sei un dittatore, che in Italia c'è un regime e che è colpa tua, che sei Hitler, che sei Videla, che sei il diavolo e che sei un corruttore politico". A margine del pre-vertice del Ppe, Berlusconi ha osservato: "Voi vi siedereste al tavolo con chi ha di voi questa opinione? E' impossibile, sarebbe una farsa inaccettabile a cui nessuno si potrebbe prestare".

"Gli italiani sanno che è assolutamente indispensabile una riforma sia della giustizia civile che della giustizia penale", ha aggiunto Berlusconi, spiegando: "Abbiamo fatto una promessa in campagna elettorale e ora abbiamo il dovere di attuare una riforma perché gli italiani abbiano la garanzia di un processo giusto che oggi non c'è".

© Apcom

lunedì 8 dicembre 2008

Crisi economica, un te per tre: Tre signore vanno al bar e...





di Paturnio


La crisi è palpabile, tanto che mentre Berlusconi era a Pescara a fare spese in gioielleria, dicendo a tutti di tirare fuori i soldi da sotto materasso se non il paese va a rotoli, nel bar sotto casa mia si consumava questa deliziosa scenetta: tre signore si recano al bancone e chiedono un tè. Una volta arrivata la teiera le tre signore chiedono alla barista 3 tazze, tre fettine di limone e tre bustine di zucchero. La barista le accontenta. Dopo aver consumato chiedono quan'è e la barista dice:"un euro". Ovvero il costo di un tè. Arrivo io con la mia fidanzata e ordiniamo un caffè e un cappuccino. La barista ci racconta la scena appena avvenuta e si dice desolata perchè ormai il suo bar sta andando a rotoli ma, allo stesso tempo, si domanda come dovrà comportarsi la prossima volta. Dovrà chiedere il prezzo di tre tè? Dovrà lasciare perdere? Io non ho risposte da darle, sono scioccato, e le chiedo quant'è quello che abbiamo consumato. Lei:"Un euro e sessanta". E io, "Non è che mi fa lo sconto?"

domenica 7 dicembre 2008

BERLUSCONI A PESCARA DA' IL BUON ESEMPIO E FA SHOPPING IN GIOIELLERIA

Paola Pelino PDL

di Paturnio

Pescara. Per applicare i suoi inviti a non temere la crisi e a spendere, Berlusconi ha fatto visita ad alcuni negozianti tra piazza della Rinascita e corso Umberto I. Si è poi infilato in un negozio di preziosi a piazza Sacro Cuore e ha regalato una collana di corallo rosa a Paola Pelino, deputato sulmonese che lo accompagnava insieme a Gianni Chiodi
. Un vero schiaffo alla miseria. Dopo essersi messo a posto la coscienza elargendo al popolo la carta dei poveri, Berlusconi ha prima cenato con i soci Cai assicurando loro mirabolanti guadagni a spese nostre, poi, ignaro di cosa sia il buon gusto e di come si interpreti il ruolo di statista quando si è nato piazzista, regala un gioiello costoso all'indispensabile deputato Paola Pelino, nel corso di una manifestazione pubblica. Se penso che, data la crisi, il premier inglese non è neppure andato in vacanza per solidarietà con la popolazione, mi viene da prendermela con chi ha votato PDL e ha permesso questo scempio istituzionale.

Una collana di corallo rosa.


Ecco la cronaca di questa giornata di ordinaria follia.


Show del Cavaliere: prima sulla scaletta, poi di corsa fino a piazza Sacro Cuore

PESCARA (6 dicembre) - E' stato un vero e proprio show quello di Silvio Berlusconi, durante la sua visita elettorale a Pescara per sostenere la campagna elettorale di Gianni Chiodi. All'arrivo del presidente del Consiglio si è scatenata una ressa di sostenitori, curiosi e giornalisti che le forze dell'ordine hanno fatto fatica a contenere. Berlusconi, per appagare tutti, a un certo punto è salito su una scala rimediata nei paraggi e ha salutato la folla. Un gesto che ha richiamato il predellino di piazza San Babila a Milano, quando annunciò la nascita del Pdl. Poi ha iniziato a correre, seguito da telecamere, fotografi e giornalisti, lungo corso Umberto quasi fino a piazza Sacro Cuore

Per applicare i suoi inviti a non temere la crisi e a spendere, ha fatto visita ad alcuni negozianti tra piazza della Rinascita e corso Umberto I. Si è poi infilato in un negozio di preziosi a piazza Sacro Cuore e ha regalato una collana di corallo rosa a Paola Pelino, deputato sulmonese che lo accompagnava insieme a Gianni Chiodi.

Tra le domande più pressanti, in vista delle prossime regionali, quella sulla posizione del Popolo delle Libertà a proposito del Centro Oli che l'Eni intende realizzare in Abruzzo, a Ortona (Chieti). Il giudizio sull'opera è «assolutamente negativo» ha detto il premier. «Ne ho parlato anche con Chiodi. Noi siamo negativi», ha fatto sapere, mentre su piazza della Rinascita gli ambientalisti di Greenpeace esponevano lo striscione «No carbone al livello del mare».

Sulle elezioni regionali, tuttavia, pende ancora l'incognita di un ricorso della lista Alleanza Federalista - esclusa dalla competizione elettorale -, che sarà discusso martedì prossimo dal Consiglio di Stato. Contro il rischio di un ulteriore slittamento del voto, il premier ha invitato tutti al «buon senso», anche i giudici amministrativi: un lista che «non può raggiungere l'1%», secondo Berlusconi non può «sottoporre a un danno un'intera regione che necessita al più presto di un nuovo Governo».

giovedì 4 dicembre 2008

Governo: Via allo shopping selvaggio con social card e tredicesime decurtate


Stangata sulle tredicesime, italiani furiosi

Milano - La mini-stangata sulle tredicesime legate all’ultima Finanziaria si estende su tutta l’Italia e assume le proporzioni di una vera e propria beffa. Perché in molti casi la mannaia fiscale ha decapitato anche gli aumenti di stipendio, faticosamente conquistati dalle categorie anche a colpi di sciopero. È il caso, il più emblematico, degli agenti di polizia (clicca sulla foto per ingrandire le buste paga). «Nei mesi scorsi - dice l’ispettore Giuseppe F. - abbiamo ottenuto un aumento netto di circa 60 euro. Ma la tredicesima di quest’anno, anziché essere più alta, risulta inferiore di circa 30 euro». Il sovrintendente Andrea P. ha percepito una tredicesima 2007 pari a 1.429,00 euro netti. Sedici euro in meno dell’anno scorso, quando il netto era pari a 1.445,00 euro e nonostante un aumento lordo di 95 euro mensili ottenuto nei mesi scorsi.Una situazione insostenibile, come racconta un agente con 17 anni di servizio che si è visto riconoscere 330 euro in meno di tredicesima rispetto all’anno precedente. «Ringrazio sentitamente questo governo - racconta Ivano C. al Giornale - che ha nella tutela dei ceti medio-bassi e delle categorie che difendono valori quali la legalità e l’ordine il suo imperativo categorico». Lo scandalo delle tredicesime decurtate «interessa tutti i poliziotti», denuncia Carmine Abagnale del Coisp. Agenti, ispettori e sovrintendenti hanno registrato tagli che oscillano tra i 100 e i 250 euro. «Nonostante uno stipendio da fame - scrive Paolo Z. - cerchiamo comunque di occuparci dell’incolumità dei cittadini». «Tutti parlano di sicurezza - ribatte Abagnale - ma i tagli maggiori li hanno fatto proprio da noi. Non possiamo combattere la criminalità con il volontariato, servono leggi adeguate, mezzi, strutture e molte più risorse. Se i poliziotti scendono in piazza contro chi governa un motivo c’è».



Se le Forze dell’ordine sono «disarmate» i pensionati se la passano anche peggio. L’allarme tagli è scattato due giorni fa e ha colpito soprattutto gli ex dipendenti pubblici. Ieri i centralini dell’Inpdap, l’ente di previdenza che elargisce gli assegni, sono stati letteralmente presi d’assalto. La risposta che Gianluigi P. si è sentita dare è: «È colpa della Finanziaria 2006». I suoi cedolini, pubblicati dal Giornale, mettono in evidenza come su un imponibile di 29mila euro circa, l’aliquota media sia passata dal 23% al 24,58%, mentre quella massima è schizzata dal 23% al 38%. «È uno degli effetti della manovra di bilancio approvata l’anno scorso - racconta il pensionato Inpdap - il risultato è che a distanza di 12 mesi mi sono trovato 3.424 euro di stipendio e tredicesima 2007 contro i 3.759 euro di fine 2006. Ben 335 euro in meno». «Anche dal mio assegno di 800 euro - denuncia Maria M. di 77 anni - mancano 80 euro».La vicenda dell’impiegato Fs raccontata ieri ha trovato altri riscontri. «Ho fatto il confronto con il 2006 - scrive Paolo B., dipendente Fs - anche la mia tredicesima è risultata più leggera per l’aliquota fiscale, salita al 38%». Franco L. racconta di aver trovato in busta paga «un ammanco di ben 460 euro» a fronte di un reddito medio annuo di 30mila euro con moglie e figlia a carico. Un ex dipendente delle Ferrovie, con lo stesso reddito e un coniuge a carico, lamenta «un taglio di 148 euro».

di Felice Manti Anche tra i dipendenti pubblici c’è chi grida allo scandalo come Emilia A. che denuncia di aver perso «200 euro in due anni, di cui 115 solo negli ultimi 12 mesi» a fronte di una raffica di rincari tra bollette, imposte locali e addizionali regionali. È andata forse peggio a Maria A., insegnante del Sud da più di dieci anni, coniugata con due figli. La sua busta paga comprensiva di stipendio e tredicesima del 2007 è stata pari a 2.324,33 euro, come si vede nel grafico pubblicato oggi. Esattamente 60,50 euro in meno rispetto ai 2.384,83 euro percepiti lo scorso anno. Anche il suo sfogo è di quelli da registrare: «Facciamo scuola in un territorio di frontiera - dice al telefono - cercando di educare alla legalità ragazzi cresciuti in mezzo al degrado e affascinati dalla criminalità. Vedersi beffare dallo Stato che faticosamente cerchiamo di difendere tra i banchi di scuola è semplicemente umiliante». Ma lo Stato che si arricchisce non arrossisce.
felice.manti@ilgiornale.it




mercoledì 03 dicembre 2008




Yoox

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