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lunedì 6 luglio 2009

SONDAGGI: BERLUSCONI DODICESIMO LEADER MONDIALE SU 19

TIRARE A CAMPARE : I " SONDAGGI FAI DA TE" DI MR. BERLUSCONI.
Di redazione (del 18/05/2009 @ 15:00:00, in Osservatorio Nazionale, linkato 476 volte)

Come sicuramente ricorderete, qualche settimana fa a Napoli, il premier Berlusconi illustrava ai giornalisti presenti all’uscita del Teatro San Carlo di Napoli il suo indice di popolarità: «I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi, mentre Obama è al 59%. Quindi il mio è un record assoluto» (Per intenderci, si parla di popolarità e apprezzamento dei leader politici nei rispettivi paesi e non di intenzioni di voto). “Il Giornale” qualche giorno prima titolava infatti: «Sondaggi Il Cavaliere è il leader più amato al mondo».

Meno interessanti per le tv italiane sono stati i fischi di diversi manifestanti lì riuniti, mostrati solo in alcuni filmati pubblicati sul web.

Ora, nessuno mette in dubbio che tanti italiani apprezzino l’operato del premier, ma è quantomeno legittimo chiedersi dove sono quei sondaggi e chi li ha fatti. E’ come se quei numeri fossero caduti dal cielo o fossero stati trovati sotto ad un arcobaleno. Che si tratti veramente di sondaggi di sua proprietà e quindi, quantomeno opinabili? Oppure si tratta di un sondaggio di una società del suo gruppo? Non ci è dato saperlo.

Quello che è certo è che i media italiani non si sono preoccupati troppo di verificare questo dato, limitandosi - come al solito - a riportare solamente le parole del premier e a farle commentare dai suoi adulatori e dai suoi oppositori. Ma noi abbiamo voluto verificare, e siamo andati a cercare dei sondaggi internazionali, svolti cioè in paesi avanzati e dall’informazione non “parzialmente libera” come recentemente è stata classificata quella italiana, per vedere se realmente Berlusconi è il “più amato”.

Tra gli istituti leader mondiali nella sondaggistica c’è senza dubbio la Harris Interactive. Vi proponiamo dunque un recente sondaggio di questo istituto di ricerca. E’ un sondaggio che misura la popolarità dei più importanti leader mondiali, commissionato a Harris Interactive dall’emittente televisiva francese France 24 e dall’International Herald Tribune, quotidiano venduto in più di 180 paesi.

Il sondaggio, che successivamente è stato pubblicato anche su altri autorevoli quotidiani, è stato effettuato su un campione di 6.538 persone (età 16-64) in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti e in Italia, tra il 25 febbraio e il 3 marzo.

Ecco dunque gli indici di popolarità dei principali leader mondiali (media dei sei paesi):

1. Obama 80%

2. Dalai Lama 74%

3. Merkel 51%

4. Blair 48%

5. Sarkozy 40%

6. Ratzinger (Papa Benedetto XVI) 39%

7. Brown 36%

8. Zapatero 35%

9. Ban Ki-Moon 33%

10. Barroso 30%

11. Lula 25%

12. Berlusconi 17%

13. Fidel Castro 16%

14. Putin 16% 15. Chavez 14%

16. Mednev 10% 17. Hu Hintao 9%

18. Al-Assad (Siria) 8%

19. Ahmadinejad 6%

Nella relazione finale si legge: «Obama è di gran lunga il leader più popolare in Europa e negli Stati Uniti. Nessun altro leader al mondo può vantare una popolarità minimamente paragonabile alla sua». Non pare ci siano dubbi: Obama è “di gran lunga”, “by far”, il più popolare al mondo.

Per la Harris Interactive la differenza di popolarità tra Obama e Berlusconi è veramente abissale e incolmabile: 80% di apprezzamento per Obama contro solo il 17% per Berlusconi. Obama è primo, Berlusconi solo dodicesimo su diciannove. Continua il documento di Harris Interactive: « Per gli Europei, la Merkel è la più popolare e Berlusconi il meno popolare».

La Merkel infatti, con il suo 51% di apprezzamento, vanta ben 34 punti percentuali in più di Berlusconi. E’ interessante inoltre notare come a livello internazionale i politici meno “amati” di Berlusconi siano soltanto dittatori o figure controverse: Fidel Castro, Putin, Chavez, Mednev, Hu Hintao, Al-Assad e Ahmedinejad. Berlusconi ha solo un punto di gradimento in più di Fidel Castro.

Dal sondaggio emerge anche un altro dato interessante: il gradimento di Berlusconi è buono tra i telespettatori-elettori italiani (38%) ma decisamente più inferiore in Europa e negli Stati Uniti: 16% negli U.S.A. e in Spagna, 13% in Inghilterra, 12% in Germania e addirittura solo il 7% in Francia.

Infatti, tra tutti i leader occidentali, Berlusconi è quello con la più grande differenza tra la popolarità interna (38%) e quella media tra i sei paesi (17%), ben 21 punti percentuali di differenza.

E’ lecito concludere, anche se ognuno può trarre le sue conclusioni, che probabilmente il possesso di molti media italiani giochi fortemente a suo favore nel mantenere i suoi consensi elevati. Difatti la Harris International non lascia spazio a dubbi, scrivendo chiaramente: «La grande differenza tra la popolarità del Primo Ministro Berlusconi in Italia rispetto agli altri paesi è sicuramente il riflesso del suo controllo sulla gran parte dei media italiani».

Analizzando solo il campione statunitense, il gradimento di Berlusconi da novembre a aprile è diminuito di 4 punti (dal 20 al 16%), forse per via della tanto criticata dichiarazione infelice riguardo al colore della pelle di Obama.

Ma il gradimento di Berlusconi da novembre a aprile è diminuito in tutti i campioni parziali: in Gran Bretagna dal 16 al 13% (forse per aver fatto innervosire l’autorevole regina d’Inghilterra); in Spagna dal 20 al 16%; in Germania dal 14 al 12% (forse per via della gaffe fatta con la Merkel); in Francia dal 9 al 7%.

Appare dunque opinabile anche un’altra frase spesso pubblicizzata su diversi giornali della famiglia Berlsuconi, secondo i quali «Con Berlusconi, l’apprezzamento del nostro paese all’estero è aumentato». I dati della Harris Interactive dimostrano il contrario: Berlusconi all’estero gode di una popolarità decisamente bassa.

Persino in Italia, dove è noto il potere mediatico del premier, la sua popolarità è diminuita dal 43 al 38%. Sarebbe interessante conoscere la sua percentuale di popolarità in Finlandia, dove un partito candidato alle europee ha perfino lanciato uno slogan inequivocabile: « Votateci, fermeremo Berlusconi».

Visto che da anni in Italia i sondaggi hanno assunto una discreta importanza, ci auguriamo che in futuro ne venga fatto un uso più appropriato, più corretto e non meramente propagandistico. Se lo scopo non è quello di fare campagna elettorale ma di fare informazione ( vera), allora andrebbero diffusi non solo i sondaggi “ privati” o di istituti di ricerca in qualche modo collegati a Berlusconi o a gruppi politici e industriali italiani, ma anche quelli di importanti e indipendenti compagnie internazionali, in quanto assolutamente non sospettabili di mancanza di professionalità o vera e propria faziosità. ( Fonte: Harris Interactive/ Pubblicato da: www.dirittodicritica.com/ Autore: Alessio Fratticcioli)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

domenica 5 luglio 2009

INFLUENZA SUINA: L'ALTRA VERITA'

Influenza suina: maiali volanti, il Tamiflu e le fattorie industriali

Se dovessimo credere alle notizie riportate dai media internazionali il mondo sarebbe a rischio di pandemia di una nuova influenza mortale, la H1N1, come è stata etichettata e come è più comunemente conosciuta l’“influenza suina”. Secondo i resoconti giornalistici, dopo solo poche settimane, si pensa che circa 150 morti siano state causate da questo potentissimo virus letale per l’uomo nel solo Messico. Vengono segnalati casi ovunque, dal Canada alla Spagna. L’unico piccolo dettaglio è che tutta questa storia si basa in grande parte su menzogne, montature e falsificazioni delle possibili vere cause delle morti messicane.



di F. William Engdahl
suini
Secondo i media internazionali, il mondo sarebbe a rischio di pandemia di una nuova influenza mortale, la H1N1, come è stata etichettata, e come è più comunemente conosciuta, l’ “influenza suina”
Un sito internet, rivelando il nome del vaccino per l'influenza suina, riporta in toni allarmati che “un abitante su cinque della più popolosa città del Messico, indossa la mascherina, per proteggersi dal diffondersi del virus, visto che Città del Messico sembra essere l’epicentro della diffusione. Molte delle 103 morti sono state attribuite all’influenza suina, e molte altre sembrano poter apparire all’orizzonte. Il Ministero della sanità messicano ha detto che sono stati segnalati altri 1.614 casi. Ci viene detto che la H1N1 è un misto di materiale genetico umano, di influenza aviaria e di un virus suino”.

Gli aeroporti di diverse parti del mondo hanno installato macchinari per verificare la temperatura corporea dei passeggeri, sospettando che coloro che l’hanno più alta della media possano essere affetti da tale influenza. Il turismo in Messico è crollato. Le vendite dei vaccini influenzali, soprattutto del Tamiflu della Roche Inc., sono salite alle stelle nel giro di pochi giorni. La gente ha smesso di comprare carne di maiale, temendo di andare in contro a morte certa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che “siamo di fronte a una crisi sanitaria internazionale”, definita come “un pericolo corrente, o imminente, di malattia o di deterioramento delle condizioni di salute, causato da bioterrorismo, epidemie, o pandemie, o la comparsa di tossine o di agenti infettivi letali, che possano far correre seri rischi a un numero considerevole di persone”.

Quali sono i sintomi di questa presunta “influenza suina”? Non c’è ancora accordo tra i virologi e gli esperti di sanità pubblica. Dicono che i sintomi dell’influenza suina sono piuttosto generici e non specifici. “Molte differenti cose possono provocare tali sintomi; è un mistero”, ha dichiarato un medico intervistato dalla CNN. “Non esiste al momento un test sicuro che possa dire al medico se un paziente è affetto da influenza suina con certezza. E’ stato rilevato che molti casi di influenza suina, ai primi stadi, si manifestano con la febbre; inoltre, sono comuni vertigini, dolori muscolari, vomito, comuni starnuti, mal di testa e brividi. Questi sono sintomi talmente generici, da non significare nulla”.

Il Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) del Governo degli Stati Uniti, con sede ad Atlanta, afferma, sul suo sito internet ufficiale, che “l’influenza suina è una malattia respiratoria dei maiali, causata da virus dell’influenza di tipo A, che causano normali focolai nei suini. Normalmente, le persone non contraggono tale influenza, ma le infezioni possono verificarsi e a volte si riscontrano. Sono stati registrati casi di trasmissione dell’influenza tra umani, ma nel passato, tali casi sono stati limitati e mai in situazioni superiori alle tre persone”. Nonostante questo, aggiunge che “la CDC ha determinato che questa influenza suina di tipo A (H1N1) è contagiosa e si sta trasmettendo tra esseri umani; anche se al momento, non si sa con quale facilità tale trasmissione possa avvenire”.

Quanti dei mass media che hanno aperto il loro notiziario parlando di “sospetti casi di influenza suina” si sono rivolti alle autorità dei loro Paesi, ponendo loro semplici domande di chiarimento? Come, per esempio, il numero di casi confermati di H1N1 e la loro localizzazione? Il numero di morti che risultano confermate e legate alla H1N1? La loro data? Il numero di casi e di morti che si sospetta siano collegate alla H1N1?

influenza suina
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che “siamo di fronte a una crisi sanitaria internazionale”
Alcuni fatti noti

Secondo la Biosorveglianza, parte del Veratect, centro di studio delle pandemie, che agisce per conto del Pentagono e del governo degli Stati Uniti, il 6 aprile 2009, alcuni dirigenti del locale ministero della sanità hanno dichiarato lo stato di allerta a causa del verificarsi di focolai di malattie respiratorie a La Gloria, nella municipalità di Perote, nello Stato di Vera Cruz, in Messico.

E’ stato riportato che: “Fonti definiscono l’evento come uno “strano” caso di focolai di infezioni respiratorie acute, che, in alcuni casi pediatrici, sono degenerati in polmoniti. Secondo alcuni residenti del luogo, i sintomi includono febbre, tossi molto forti, e grandi quantità di catarro. Il Ministero della sanità ha registrato 400 casi, in cui sono stati necessari trattamenti medici, a La Gloria, che conta una popolazione di 3.000 individui; i funzionari hanno detto che il 60% (approssimativamente 1.800 casi) della popolazione ne è stata colpita. Nessuna tempistica precisa è stata fornita, ma un funzionario locale riferisce che casi di interventi sanitari sono cominciati a Febbraio”. Più avanti affermano è che non è “strana” la forma della malattia, bensì il periodo dell’anno in cui si sono verificati questi casi, visto che solitamente in Messico l’influenza si manifesta tra Ottobre e Febbraio. Ancora, il testo riferisce che “i residenti segnalano che in tre casi pediatrici, con pazienti sotto i due anni, le vittime sono decedute a causa della malattia. I dirigenti affermano che non esistono collegamenti tra queste morti e i focolai, in quanto “isolati” e ‘non collegati’ tra loro”.

A questo punto, l’aspetto più interessante della vicenda è stato ampiamente ignorato dai media; infatti si dice che “i residenti ritengono che i casi di influenza siano dovuti a contaminazioni negli allevamenti di suini della zona. Ritengono che le fattorie, controllate dalla Granjas Carroll, gettino sostanze nocive nell’aria e nell’acqua, le quali causano le malattie. Citando le loro parole, le aziende negano la loro responsabilità nel diffondersi di questa “influenza”. Ad ogni modo, un dirigente sanitario locale ha affermato che indagini preliminari hanno evidenziato che il vettore della malattia è stato un tipo di mosca che si riproduce negli escrementi dei maiali, e che i casi di focolai sono collegati con la posizione degli allevamenti”.

Fin dagli albori dell’agribusiness, un progetto che ha preso il via con la fondazione della Rockefeller Foundation, negli anni ’50, volto a spazzare via le fattorie a conduzione familiare, per lasciare campo libero a quelle industrializzate, puntando alla massimizzazione dei profitti, l’allevamento dei suini e dei maiali negli Stati Uniti è stato trasformato in un sistema molto meccanizzato, puntando sui processi di massa, dalla nascita fino alla macellazione. I maiali vengono allevati in quelle che sono chiamate “fattorie industriali”, strutture industriali guidate solo dal principio dell’efficienza, come avveniva nei campi di concentramento di Dachau o di Bergn-Belsen. Tutti gli animali nascono per inseminazione artificiale, e, una volta nati, vengono loro costantemente somministrate punture di antibiotici, non per colpa di qualche malattia, che comunque sono innumerevoli viste le condizioni di sovraffollamento in cui vivono, bensì per farli crescere e ingrassare più velocemente. Accorciare il tempo che passa tra la nascita e la macellazione è un fattore di guadagno, quindi ha un’alta priorità. L’intera gestione è strutturata verticalmente, dal concepimento alla macellazione, fino al trasporto per la distribuzione ai supermercati.

La Granjas Carroll de Mexico (GCM) gestisce “fattorie industriali”, dove vengono allevati suini. Nel 2008, hanno allevato quasi 1 milione di suini “industriali”, 950.000 secondo le loro statistiche. La CGM è un’operazione di joint venture, di proprietà per il 50% della più grande azienda mondiale di allevamento di suini, la Smithfield Foods della Virginia. Questi maiali vengono allevati in una piccolissima zona rurale del Messico, uno dei membri dell’ Accordo per il libero commercio nel Nord America (NAFTA), prima di essere portati oltre confine, per venire distribuiti nei supermercati degli Stati Uniti, con l’etichetta della Smithfields. Molti consumatori americani non hanno la minima idea del luogo da dove arriva il cibo che mangiano.

Qua la storia si fa interessante.

smithfield foods
La paura globale per l’influenza suina potrebbe essere nata a causa dell’agire di un’azienda affiliata alla più grande multinazionale di allevamento di suini, la Smithfield Foods
Maree di escrementi e altre cose interessanti

Il “Times” di Londra ha intervistato la madre di Edgar Hernandez (4 anni) di La Gloria presso Vera Cruz, il luogo dove hanno sede gli allevamenti di suini della Smithfield Foods. Il loro inviato locale nota come “Edgar Hernandez gioca abitualmente in mezzo a cani e capre che vagano libere per le strade, sembra ignorare che l'influenza suina che ha contratto un paio di settimane fa - il primo caso conosciuto - ha quasi portato il suo paese alla paralisi e a messo il resto del mondo in allerta. “Ora mi sento benissimo”, ha detto il bambino, “ho solo avuto mal di testa, mal di gola e un po’ di febbre, quindi sono dovuto stare a letto per qualche tempo”. Il giornalista aggiunge che “è stato confermato Lunedì scorso (il 29 aprile) che Edgar è stata la prima persona a soffrire di influenza suina, una rivelazione che ha posto La Gloria, e gli allevamenti di suini che sorgono nei suoi dintorni, con le loro “maree di escrementi”, al centro di una corsa globale per capire come questa nuova e mortale influenza sia nata”.

Questo è piuttosto interessante. Si parla di “La Gloria e gli allevamenti di suini che sorgono nei suoi dintorni” e di “loro maree di escrementi”. Probabilmente queste maree di escrementi, che si formano attorno agli allevamenti di suini della Smithfield Foods, derivano dall’urina e dalle feci dei 950.000 suini che transitano ogni anno nelle strutture. Una sussidiaria della Smithfiled in Messico, la Norson, afferma che nelle sue stalle passano 2.300 suini al giorno. Sono cifre enormi, che possono dare l’idea del volume di escrementi dei porci che viene prodotta nei dintorni di La Gloria.

Il giornalista riferisce che “i residenti di La Gloria affermano che fin da Marzo dicono che la puzza degli escrementi dei maiali della Granjas Carroll sta causando serie patologie polmonari. Questo mese organizzeranno una manifestazione, nella quale tracceranno delle “X” dove passano tali animali, e segneranno la zona con la scritta “peligro”(pericolo)”. Sono state avanzate richieste per riesumare i corpi dei bambini morti di polmonite, per poter eseguire nuovi test. Le autorità di Vera Cruz hanno fatto richiesta alla Granjas Carroll, della Smithfiled, di presentare le certificazioni di gestione dei rifiuti; ma la Smithfield Foods si è rifiutata dicendo che non ha intenzione di “rispondere ai rumours”.

Una ricerca effettuata da Ed Harris dimostra che “secondo i residenti, l’azienda si è rifiutata di assumersi le sue responsabilità per le malattie, dando la colpa a una nuova influenza. Agenti sanitari locali hanno detto che stando alle prime indagini, il vettore della malattia è una mosca che si riproduce negli escrementi dei suini e che i casi di malattia sono connessi coi luoghi degli allevamenti di suini”. Questo implica che la paura globale per l’influenza suina potrebbe essere nata a causa dell’agire di un’azienda affiliata alla più grande multinazionale di allevamento di suini, la Smithfield Foods.

Il giornale locale di Vera Cruz, “La Marcha”, accusa apertamente la Smithfield Foods per i focolai di malattia, sostenendo che non adotta adeguate procedure di smaltimento dell’immensa quantità di rifiuti organici che derivano dai suoi allevamenti di suini. Comprensibilmente, l’azienda non gradisce tale tipo di attenzioni. La multinazionale, che rifornisce le catene di fast-food McDonald’s e Subway, ha dovuto pagare multe per 12.3 milioni di dollari negli Stati Uniti nel 1997, per aver violato il “Regolamento per l’acqua pulita”. Probabilmente si è trasferita in una remota zona rurale del Messico, nella speranza che lì le regole sull’ambiente fossero meno rigide, e non si dovesse più preoccupare di pagare multe per aver violato il “Regolamento”.

fattorie
Le fattorie diversificate, indipendenti e a gestione familiare di 40 anni fa sono scomparse ed hanno lasciato il posto a fattorie industriali più grandi
Le fattorie industriali come produttrici di sostanze tossiche

In definitiva, le forze che convincono i giganti dell’agribusiness a spostare la loro produzione in paesi più poveri, come il Messico, sono collegate più alla ricerca di ridurre i costi e di eludere regolamentazioni più pesanti sulla salute e sulla sicurezza, che non a una ricerca di sicurezza e qualità del prodotto alimentare finale. E’ stato più volte documentato, e oggetto di interventi al Congresso degli Stati Uniti, che il genere di allevamenti di massa al chiuso, come quelli della Granjos Carroll sono notoriamente terreno fertile per la riproduzione di agenti tossici patogeni.

Un recente studio della Pew Foundation, realizzato in collaborazione con la Scuola di sanità pubblica della Johns Hopkins, afferma che “il metodo di produzione alimentare negli Stati Uniti è cambiato, da sistemi estesi di fattorie di dimensioni medie e piccole, di proprietà di una singola famiglia, a un sistema di grande e intensiva produzione, nella quale gli animali vengono tenuti in grandi quantità in piccole strutture, che ricordano molto di più dei capannoni industriali, che non le tradizionali stalle. Questo cambiamento è avvenuto sostanzialmente alle spalle dei consumatori, anche se ha avuto un forte impatto sull’ambiente e sulla salute dei consumatori, sulle comunità agricole, e sulla salute e sul benessere degli animali stessi”.

Lo studio della Pew evidenzia che “le fattorie diversificate, indipendenti e a gestione familiare di 40 anni fa, che producevano una varietà di grano e allevavano qualche animale, sono scomparse come entità economiche, lasciando il posto a fattorie industriali più grandi e altamente automatizzate. Gli animali che molte di queste fattorie allevano sono di proprietà delle aziende di carne, che li acquistano al momento della loro nascita e che ne decidono il percorso fino ai loro impianti e da lì ai mercati finali”.

Lo studio sottolinea che la presenza di rifiuti organici non trattati su terreni coltivati può contribuire a fornire un eccesso di elementi nutrienti, contaminare l’acqua superficiale, stimolare la crescita di alghe e batteri e le conseguenti riduzioni delle concentrazioni di ossigeno disciolto nelle acque di superficie.

Questa è la base da cui dovrebbero partire le varie indagini; dalle pericolose condizioni igieniche delle grandi fattorie industrializzate dove vengono allevati i suini, come quelle di Perote, nello stato di Vera Cruz. Al contrario, i media diffondono notizie allarmanti parlando di ogni persona nel mondo che ha manifestato “sintomi” che assomiglino, anche solo vagamente, a quelli dell’influenza suina, o anche di una comunissima influenza, o i commenti di istituzioni sanitarie come l’Organizzazione Mondiale della Sanità o il CDC, che sono ben lontani da essere frutto di serie indagini scientifiche…


Il Tamiflu non è un medicinale da prendere con leggerezza, perché ha pesanti effetti collaterali
Tamiflu e coincidenze

Nell’ottobre 2005, il Pentagono ordinò a tutti i soldati in missione in giro per il mondo, la vaccinazione contro quella che venne chiamata “influenza aviaria”,la H5N1. Terribili storie fecero il giro del mondo. All’epoca, il Ministro della Difesa, Donald Rumsfeld, affermò che aveva stanziato più di 1 milione di dollari per acquistare il vaccino, l’ Oseltamivir, venduto col nome di Tamiflu; mentre il Presidente Bush chiese al Congresso di approvare uno stanziamento di 2 milioni di dollari per lo stesso motivo.

Quello che Rumsfeld si dimenticò di annunciare, era il clamoroso conflitto di interessi che lo riguardava. Prima di insediarsi a Washington, nel gennaio 2001, Rumsfeld ricopriva l’incarico di presidente di un colosso farmaceutico con sede in California, la Gilead Sciences, il quale deteneva in esclusiva i diritti sul Tamiflu, un medicinale che aveva sviluppato e di cui aveva venduto i diritti di commercializzazione mondiale a un’azienda svizzera, la Roche. Lo stesso Rumsfeld conservò una grande quota azionaria della Gilead, la quale guadagnava il 10% di ogni dose di Tamiflu venduto dalla Roche. Quando questa notizia è trapelata, il Pentagono ha rilasciato una comunicazione stampa, in cui si affermava che il Segretario Rumsfeld aveva deciso di tenere per sé le azioni della Gilead, perché venderle avrebbe significato che c’era qualcosa da nascondere. Questa sofferta decisione ha avuto il risultato di fare alzare le azioni in suo possesso di diversi milioni di dollari, visto che il loro valore è aumentato del 700% nel giro di poche settimane.

Il Tamiflu non è un medicinale da prendere con leggerezza, perché ha pesanti effetti collaterali. Contiene sostanze che possono avere effetti letali per una persona con problemi di respirazione, e spesso crea nausee, vertigini e altri sintomi simil-influenzali.

All’arrivo del “panico da influenza suina” (attenzione non dell’influenza suina ma del panico da influenza suina!) le vendite del Tamiflu, così come di ogni altro medicinale usato per curare l’influenza, sono esplose. Le compagnie di Wall Street hanno cominciato a consigliare ai propri clienti di comprare le azioni delle aziende farmaceutiche.

Il panico e la paura furono usati dall’amministrazione Bush per attuare la frode dell’influenza aviaria. Così come per l’attuale influenza suina, anche le cause dell’influenza aviaria vennero fatte risalire a sperduti allevamenti in Thailandia e in altre zone dell’Asia, da dove gli animali sarebbero stati spediti in tutto il mondo. Invece di promuovere serie indagini sulle condizioni sanitarie nelle quali vengono gestite le fattorie industriali, l’amministrazione Bush e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno accusato le “galline che scorrazzano libere” nelle piccole fattorie a conduzione familiare; decisione che ha avuto conseguenze devastanti per queste piccole imprese, nelle quali gli animali sono tenuti secondo le condizioni naturali; mentre la Tyson Foods dell’ Arkansas e il CG Group della Thailandia facevano affari d’oro.

A questo punto, resta da vedere se l’amministrazione Obama userà la paura della cosiddetta “influenza suina” per ripetere lo stesso giochino, questa volta utilizzando “maiali volanti”, al posto dei volatili. Intanto, le autorità messicane hanno già confermato che i casi di decessi accertati a causa della cosiddetta “influenza suina” non sono assolutamente 150 o più, come invece riportato dai media, perché nella maggior parte dei casi si trattava di normalissima influenza.

Fonte: GlobalResearch.ca

Bacio Saffico, Palazzo Chigi: Gli scatti sono fotomontaggi

http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2007/04_Aprile/17/gf/03.jpg
Angela Sozio

Note: sarebbe la Sozio, rossa del grande fratello, la protagonista del bacio saffico di cui parla il Times.

La nota di Palazzo Chigi si riferisce alle indiscrezioni del Sunday Times che oggi ha parlato della possibilità che escano foto compromettenti per il premier Silvio Berlusconi alla vigilia del G8
Bari-gate, lunga intervista del quotidiano spagnolo El Pais a Patrizia D’Addario, la donna che ha raccontato di essere stata candidata dal centrodestra alle Comunali dopo avere partecipato ad alcune feste a palazzo Grazioli

Le nuove foto di Villa Certosa che, secondo alcuni giornali stranieri, potrebbero essere pubblicate sono «certamente frutto di fotomontaggi». E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi, diffusa dopo che il Sunday Times ha oggi parlato della possibilità che escano immagini compromettenti per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla vigilia del G8.

Nella nota di palazzo Chigi si legge che «alcuni giornali stranieri, tra cui il Sunday Times, del gruppo Murdoch, starebbero per pubblicare a ridosso del G8 alcune foto asseritamene scattate a Villa Certosa. Certa stampa straniera insiste nel pubblicare menzogne e insinuazioni sul presidente Berlusconi senza citare nomi, né fonti. La scorsa settimana aveva copiato alcune frasi dell’Espresso riportandole come proprie e attribuendole a fonti anonime. Anche stavolta questa stampa si fa portavoce di personaggi definiti `ben informati`, ma riprende in sostanza articoli già pubblicati in Italia».

«Siamo di fronte, con tutta evidenza, - afferma palazzo Chigi - ad un gioco di rimbalzo, ad un attacco concertato, ad una morbosa campagna di stampa che però non ha elementi fondati sui quali basare le proprie accuse. Nessuna immagine scattata a Villa Certosa può avere alcunché di imbarazzante per il presidente Berlusconi e sarebbe liberamente pubblicabile se non violasse gravemente la privacy di soggetti ritratti a loro insaputa. Le immagini descritte che si vorrebbero pubblicare non corrispondono a fatti avvenuti e sono certamente frutto di manipolazione o di fotomontaggi digitali».

«Si ricordi comunque - conclude la nota - che la pubblicazione di foto scattate a Villa Certosa è inibita da un provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26/2009 e chiunque dovesse violare tale divieto, anche un giornale straniero, commetterebbe un palese reato che avrà conseguenze civili e penali tanto più se si trattasse di immagini manipolate ad arte».

05 luglio 2009

NUOVI SCATTI VILLA CERTOSA: STAMPA ESTERA MORBOSA COL PREMIER



STAMPA ESTERA MORBOSA COL PREMIER

(AGI) - Roma, 5 lug. - "Alcuni giornali stranieri, tra cui il Sunday Times, del gruppo Murdoch, starebbero per pubblicare a ridosso del G8 alcune foto asseritamene scattate a Villa Certosa. Certa stampa straniera insiste nel pubblicare menzogne e insinuazioni sul Presidente Berlusconi senza citare nomi, ne' fonti". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. "La scorsa settimana aveva copiato alcune frasi dell'Espresso riportandole come proprie e attribuendole a fonti anonime. Anche stavolta - prosegue la nota - questa stampa si fa portavoce di personaggi definiti 'ben informati', ma riprende in sostanza articoli gia' pubblicati in Italia. Siamo di fronte, con tutta evidenza, ad un gioco di rimbalzo, ad un attacco concertato, ad una morbosa campagna di stampa che pero' non ha elementi fondati sui quali basare le proprie accuse". "Nessuna immagine scattata a Villa Certosa - prosegue la nota di Palazzo Chigi - puo' avere alcunche' di imbarazzante per il Presidente Berlusconi e sarebbe liberamente pubblicabile se non violasse gravemente la privacy di soggetti ritratti a loro insaputa. Le immagini descritte che si vorrebbero pubblicare non corrispondono a fatti avvenuti e sono certamente frutto di manipolazione o di fotomontaggi digitali. Si ricordi comunque che la pubblicazione di foto scattate a Villa Certosa e' inibita da un provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26/2009 e chiunque dovesse violare tale divieto, anche un giornale straniero - conclude la nota - commetterebbe un palese reato che avra' conseguenze civili e penali tanto piu' se si trattasse di immagini manipolate ad arte". Il Sunday Times sostiene che diverse testate europee stanno cercando di acquistare le fotografie che Antonello Zappadu ha scattato a Villa Certosa nel 2007 e nel 2008. L'obiettivo, prosegue il quotidiano, e' di pubblicarle alla vigilia del vertice dell'Aquila che inizia mercoledi' "per (ottenere) il massimo impatto". Gli scatti mostrerebbero Silvio Berlusconi "mentre due ragazze si stanno baciando davanti a lui" a Villa Certosa. Foto che secondo il Times "minacciano di imbarazzare il presidente del Consiglio alla vigilia del summit del G8".

Times, un bacio saffico imbarazza Berlusconi: la descrizione della foto

Le immagini mostrano Berlusconi con cinque giovani donne in un gazebo. Due di loro sono sedute sul suo grembo, scrive il Times che prosegue: lui ghigna approvando il gesto di Angela Sozio, 36 anni, ex concorrente del Grande Fratello dai capelli rossi, che si siede sulle ginocchia di un altra giovane donna e la bacia sulle labbra.

Zappadu tra il 2007 e il 2008 ha realizzato 5000 foto degli ospiti di Berlusconi a Villa Certosa e, secondo quanto rivela al Times, una fonte ben informata l'obiettivo era quello di pubblicarle poco prima del vertice del G8 che inizia mercoledì "per ottenere il massimo impatto".

Una delle foto di Zappadu sul Pais

Una delle foto di Zappadu sul Pais

Roma, 05-07-2009

Le foto di Antonello Zappadu che immortalano due lesbiche che si baciano di fronte a Silvio Berlusconi a Villa Certosa in Sardegna creano un po' di imbarazzo alla vigilia del G8. Inizia così l'articolo di oggi del Times che prosegue sostenendo che dopo due mesi di pettegolezzi che coinvolgono il premier italiano, Berlusconi cercherà di buttarsi il tutto alle spalle e presentarsi come uno statista.

Zappadu tra il 2007 e il 2008 ha realizzato 5000 foto degli ospiti di Berlusconi a Villa Certosa in Sardegna e, secondo quanto rivela al Times, una fonte ben informata l'obiettivo era quello di pubblicarle poco prima del vertice del G8 che inizia mercoledì "per ottenere il massimo impatto".

Le immagini mostrano Berlusconi con cinque giovani donne in un gazebo. Due di loro sono sedute sul suo grembo, scrive il Times che prosegue: lui ghigna approvando il gesto di Angela Sozio, 36 anni, ex concorrente del Grande Fratello dai capelli rossi, che si siede sulle ginocchia di un altra giovane donna e la bacia sulle labbra.

Il racconto del Times continua descrivendo il finto matrimonio tra Berlusconi e una giovane donna mentre la Sozio e altre due ragazze intonano una marcia nunziale.

Nella ricostruzione del quotidiano britannico non poteva mancare la vicenda legata a Patrizia D'Addario, la escort che avrebbe passato una notte nella residenza del premier a palazzo Grazioli, nel giorno dell'elezione di Barack Obama.

"L'ambiente a Palazzo Grazioli era un harem". Titola così El Pais che ha intervistato Patrizia D'Addario, "prostituta e test chiave del Barigate".

rai news 5 luglio 2009

Times: Nuove foto Villa Certosa prima del G8

Stampa straniera scatenata contro Berlusconi P.Chigi: 'Attacco concertato, siete morbosi'

Non si mette bene per Berlusconi l'avvio del G8 dell'Aquila. Le escort e le feste a casa del premier in Sardegna continuano a tenere banco sulla stampa straniera. Ma anche la scelta dell'Aquila come sede del vertice mondiale appare ai più illogica e diverse testate riportano critiche dirette e indirette dei rispettivi governi. Un quadro impietoso, a volte con toni irridenti, che fa capire il livello di credibilità raggiunto dal premier e dal nostro esecutivo alla vigilia di un appuntamento così importante. Tanto che in serata è arrivata una nota sdegnata di palazzo Chigi contro i giornali stranieri, soprattutto quelli del gruppo Murdoch: "Ancora menzogne e insinuazioni, è una camapgna morbosa".

Il Sunday Times, appunto di proprietà di Murdoch, annucia la pubblicazione di altre foto da parte di testate europee. Tra gli scatti che «minacciano di mettere in imbarazzo il premier italiano alla vigilia del vertice G8», un bacio saffico e il "finto" matrimonio. Fotografie scattate sempre da Antonello Zappaddu a Villa Certosa, tra il 2007 e il 2008. Il servizio è accompagnato da una vignetta in cui Berlusconi è ritratto completamente nudo, con il simbolo del G8 a coprirgli l'inguine, ritto in piedi sulla testa di donne nude: la didascalia dice "il summit di Berlusconi", e una specie di fumetto accanto al sorriso del premier afferma "la dignità dell'Italia deve essere mantenuta!".

Sul programma delle first lady interviene anche il Mail on Sunday, titolando che sarà "un'ex modella in topless" a scortare le mogli dei leader del G8, ossia Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità: l'idea "farà sorridere solo il marito di Angela Merkel, unico uomo del gruppo", ironizza il quotidiano.

Non solo. El Pais intanto ha realizzato una video-intervista a Patrizia D'Addario. La escort non rinnega nulla. E ribadisce: "Palazzo Graziosi è un harem". A casa di Berlusconi "non ero l'unica escort".

Ma non sono solo le vicende private il tallone d'Achille del premier in questa vigilia. La scelta dell'Aquila come sede del G8, subita dalle cancellerie sull'onda dell'emozione per il disastroso terremoto dell'Abruzzo, appare adesso per quel che è: una decisione logisticamente bizzarra, anche alla luce delle ultime scosse che hanno spaventato la popolazione e le delegazioni estere in arrivo.

L'Observer, in pratica l'edizione domenicale del Guardian, scrive che la scelta di ospitare il vertice all'Aquila si è già rivelata "un incubo logistico" e prevede che questo sarà "il summit del G8 più caotico" che ci sia mai stato. Le "prestazioni" del premier italiano, "sia sul palcoscenico della politica mondiale che nella vita privata", aggiunge il giornale, sono diventate "oggetto di derisione". In proposito, il Sunday Times nota che il premier ha deciso di non passare le vacanze di questa estate in Sardegna, giudicata troppo vulnerabile ai teleobiettivi dei paparazzi, ma di trascorrerle invece nella sua villa di Paraggi vicino a Portofino.

l'Independent, interviene invece sul tema del mancato mantenimento degli impegni presi dall'Italia riguardo agli aiuti ai Paesi poveri: una cosa, scrive il giornale, "immorale".

Visto il bombardamento, in serata è arrivata una nota indignata di palazzo Chigi, che per la prima volta mette nel mirino, nero su bianco, Rupert Murdoch, considerato uno degli ispiratori della campagna antiberlusconiana all'estero. «Alcuni giornali stranieri - è scritto nella nota - tra cui il Sunday Times, del gruppo Murdoch, starebbero per pubblicare a ridosso del G8 alcune foto asseritamene scattate a Villa Certosa. Certa stampa straniera insiste nel pubblicare menzogne e insinuazioni sul Presidente Berlusconi senza citare nomi, nè fonti». «La scorsa settimana aveva copiato alcune frasi dell'Espresso riportandole come proprie e attribuendole a fonti anonime. Anche stavolta - prosegue la nota - questa stampa si fa portavoce di personaggi definiti 'ben informatì, ma riprende in sostanza articoli già pubblicati in Italia. Siamo di fronte, con tutta evidenza, ad un gioco di rimbalzo, ad un attacco concertato, ad una morbosa campagna di stampa che però non ha elementi fondati sui quali basare le proprie accuse».

L'Unità

05 luglio 2009

Nuove foto Villa Certosa: Bacio saffico davanti al premier?

Times: "Nuove foto di Villa Certosa"
Palazzo Chigi: "Un attacco concertato"
La residenza estiva di Silvio Berlusconi a Porto Rotondo




Il quotidiano britannico: le immagini usciranno prima del G8 sui giornali stranieri. Ma il governo non ci sta: «Morbosa campagna di stampa»
LONDRA
Diverse testate europee stanno cercando di acquistare le fotografie che Antonello Zappadu ha scattato a Villa Certosa nel 2007 e nel 2008. Lo scrive il Sunday Times, spiegando che secondo fonti informate l’intento è di pubblicarle alla vigilia del vertice dell’Aquila che inizia mercoledì «per il massimo impatto».

Il domenicale britannico riferisce che gli scatti mostrano Silvio Berlusconi «con un grande sorriso mentre due ragazze si stanno baciando davanti a lui nella sua residenza sarda. Ma queste stesse fotografie -si legge- minacciano di imbarazzare il presidente del Consiglio alla vigilia del summit del G8».

Secondo il Times, tra gli scatti che «minacciano di imbarazzare il premier italiano alla vigilia del vertice G8» ci sarebbero anche quelle del «finto matrimonio» di cui si è molto vociferato. Intanto sul sito del quotidiano spagnolo El Pais è stata pubblicata una intervista alla escort Patrizia D’Addario che ripete come andò la sua serata a Palazzo Grazioli.

Pronta la replica di palazzo Chigi che in una nota smetisce tutte le voci: «Certa stampa straniera insiste nel pubblicare menzogne e insinuazioni sul Presidente Berlusconi senza citare nomi, né fonti. La scorsa settimana aveva copiato alcune frasi dell`Espresso riportandole come proprie e attribuendole a fonti anonime. Anche stavolta questa stampa si fa portavoce di personaggi definiti "ben informati", ma riprende in sostanza articoli già pubblicati in Italia».

«Siamo di fronte, con tutta evidenza, - afferma palazzo Chigi - ad un gioco di rimbalzo, ad un attacco concertato, ad una morbosa campagna di stampa che però non ha elementi fondati sui quali basare le proprie accuse. Nessuna immagine scattata a Villa Certosa può avere alcunché di imbarazzante per il Presidente Berlusconi e sarebbe liberamente pubblicabile se non violasse gravemente la privacy di soggetti ritratti a loro insaputa. Le immagini descritte che si vorrebbero pubblicare non corrispondono a fatti avvenuti e sono certamente frutto di manipolazione o di fotomontaggi digitali. Si ricordi comunque che la pubblicazione di foto scattate a Villa Certosa è inibita da un provvedimento del Garante per privacy».
la stampa 5 luglio 2009

Bondi si separa. Pronto per il prossimo "Family Day"?


Il fedelissimo di Silvio divorzia. E da almeno un anno fa coppia di fatto con la figlia di un costruttore di Novi Ligure. Eppure decise di aderire al Family Day cattolico del 12 maggio 2007
Sandro Bondi
Poteva Sandro Bondi restare felicemente sposato mentre il suo leader, Silvio Berlusconi, deve affrontare le fatiche del divorzio annunciato da Veronica Lario? No, il ministro poeta del berlusconismo non poteva.

Infatti Bondi ha prontamente avviato le pratiche di separazione dalla propria moglie, Maria Gabriella Podestà. L'udienza di apertura della causa tra i coniugi è fissata per i primi di luglio in tribunale a Monza. Perché a Monza? Perché il ministro dei Beni culturali ha lasciato da tempo la natia Toscana per trasferire la residenza ad Arcore, accanto al suo capo.

Bondi, che è sposato dal '93, fa coppia di fatto da almeno un anno con Manuela Repetti, figlia di un costruttore di Novi Ligure, subito candidata e dal 2008 deputata del Pdl. Annunciando la sua convinta adesione al Family Day cattolico del 12 maggio 2007, Bondi aveva detto: "Una manifestazione di questa importanza deve essere interpretata come un momento collettivo teso ad affermare la realtà cardine della nostra società e dell'Occidente: la famiglia".

P. B.
(l'Espresso 03 luglio 2009)

RICOSTRUZIONE — Bertolaso a L'Aquila censura i giornalisti.





I DIVIETI DI BERTOLASO

L’Aquila. Impossibile documentare cosa racconta Bertolaso ai terremotati. La gestione dell’informazione somiglia sempre più al modello Baghdad. Per la seconda volta in una settimana ci è stato impedito, come giornalisti, l’accesso a uno degli incontri che da qualche tempo il commissario di governo intrattiene, a porte chiuse, con gli sfollati.

Nel campo 3 di Paganica sta per iniziare l’assemblea. All’ingresso ci bloccano uomini in divisa: «Giornalisti o residenti del campo? - Poi aggiungono gentili - È un incontro privato tra Bertolaso e gli sfollati sugli interventi per la ricostruzione. Scusateci, l’ordine è che i giornalisti non possono entrare ». Un funzionario della Protezione civile precisa categorico: «L’ordine è di Bertolaso».

Ci appelliamo alla Costituzione, ma alla fine siamo costretti a chiamare il 113. Accorre una pattuglia della squadra mobile che identifica tutti e accerta che l’ordine è stato dato proprio da lui, Bertolaso, che subito dopo vediamo chiudere un’animosa telefonata con la frase: «Questa è un ingiustizia». Alla fine il suo addetto stampa si scusa: «Se volete - aggiunge conciliante -, possiamo inviarvi le riprese del nostro operatore autorizzato ».

Inviato da redazione il Sab, 04/07/2009 - 12:46
fonte: www.terra.it

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