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domenica 5 luglio 2009

Bacio Saffico, Palazzo Chigi: Gli scatti sono fotomontaggi

http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2007/04_Aprile/17/gf/03.jpg
Angela Sozio

Note: sarebbe la Sozio, rossa del grande fratello, la protagonista del bacio saffico di cui parla il Times.

La nota di Palazzo Chigi si riferisce alle indiscrezioni del Sunday Times che oggi ha parlato della possibilità che escano foto compromettenti per il premier Silvio Berlusconi alla vigilia del G8
Bari-gate, lunga intervista del quotidiano spagnolo El Pais a Patrizia D’Addario, la donna che ha raccontato di essere stata candidata dal centrodestra alle Comunali dopo avere partecipato ad alcune feste a palazzo Grazioli

Le nuove foto di Villa Certosa che, secondo alcuni giornali stranieri, potrebbero essere pubblicate sono «certamente frutto di fotomontaggi». E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi, diffusa dopo che il Sunday Times ha oggi parlato della possibilità che escano immagini compromettenti per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla vigilia del G8.

Nella nota di palazzo Chigi si legge che «alcuni giornali stranieri, tra cui il Sunday Times, del gruppo Murdoch, starebbero per pubblicare a ridosso del G8 alcune foto asseritamene scattate a Villa Certosa. Certa stampa straniera insiste nel pubblicare menzogne e insinuazioni sul presidente Berlusconi senza citare nomi, né fonti. La scorsa settimana aveva copiato alcune frasi dell’Espresso riportandole come proprie e attribuendole a fonti anonime. Anche stavolta questa stampa si fa portavoce di personaggi definiti `ben informati`, ma riprende in sostanza articoli già pubblicati in Italia».

«Siamo di fronte, con tutta evidenza, - afferma palazzo Chigi - ad un gioco di rimbalzo, ad un attacco concertato, ad una morbosa campagna di stampa che però non ha elementi fondati sui quali basare le proprie accuse. Nessuna immagine scattata a Villa Certosa può avere alcunché di imbarazzante per il presidente Berlusconi e sarebbe liberamente pubblicabile se non violasse gravemente la privacy di soggetti ritratti a loro insaputa. Le immagini descritte che si vorrebbero pubblicare non corrispondono a fatti avvenuti e sono certamente frutto di manipolazione o di fotomontaggi digitali».

«Si ricordi comunque - conclude la nota - che la pubblicazione di foto scattate a Villa Certosa è inibita da un provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26/2009 e chiunque dovesse violare tale divieto, anche un giornale straniero, commetterebbe un palese reato che avrà conseguenze civili e penali tanto più se si trattasse di immagini manipolate ad arte».

05 luglio 2009

lunedì 29 giugno 2009

Berlusconi: La verità che non può dire. Di G. D'Avanzo

di GIUSEPPE D'AVANZO

Berlusconi esige da noi, per principio e diritto divino, come se davvero fosse "unto dal Signore", la passiva accettazione dei suoi discorsi. Pretende che non ci siano repliche o rilievi alle sue parole. Reclama per sé il monopolio di un'apparenza che si cucina in casa con i cuochi di famiglia. Senza contraddittorio, senza una domanda, senza un'increspatura, senza la solidità dei fatti da lui addirittura non contraddetti, senza un estraneo nei dintorni. Vuole solo famigli e salariati. Con loro, il Cavaliere frantuma la realtà degradata che vive. La rimonta come gli piace a mano libera e ce la consegna pulita e illuminata bene. A noi tocca soltanto diventare spettatori - plaudenti - della sua performance. Berlusconi ci deve immaginare così rincitrulliti da illuderci di poter capire qualcosa di quel che accade (è accaduto) non servendoci di ciò che sappiamo, ma credendo a ciò che egli ci rivela dopo aver confuso e oscurato quel che già conosciamo. Quindi, via ogni fatto accertato o da lui confessato; via le testimonianze scomode; via documenti visivi; via i giornalisti impiccioni e ostinati che possono ricordarglieli; via anche l'anchorman gregario e quindi preferito; via addirittura la televisione canaglia che da una smorfia può rivelare uno stato d'animo e una debolezza.

Berlusconi, che pare aver smarrito il suo grandioso senso di sé, si rimpannuccia sul divano di casa affidandosi alle calde cure del direttore di Chi. Insensibile alle contraddizioni, non si accorge dell'impudico paradosso: censurare i presunti pettegolezzi dalle colonne di un settimanale della sua Mondadori, specializzato in gossip. Dimentico di quanto poca fortuna gli abbia portato il titolo di Porta a Porta (5 maggio) "Adesso parlo io" (di Veronica e di Noemi), ci riprova. "Adesso parlo io" strilla la copertina di Chi. Il palinsesto è unico.

In un'atmosfera da caminetto, il premier ricompone la solita scena patinata da fotoromanzo a cui non crede più nessuno, neppure nel suo campo. La tavolozza del colore è sempre quella: una famiglia unita nel ricordo sempre vivo di mamma Rosa e nell'affetto dei figli; l'amore per Veronica ferito - certo - ma impossibile da cancellare; la foto con il nipotino; una vita irreprensibile che non impone discolpa; l'ingenuità di un uomo generoso e accogliente che non si è accorto della presenza accanto a lui, una notte, di una "squillo" di cui naturalmente non ha bisogno e non ha pagato perché da macho latino conserva ancora il "piacere della conquista".

Acconciata così la sua esistenza che il più benevolo oggi definisce al contrario "licenziosa", chi la racconta in altro modo non può essere che un "nemico". Da un'inimicizia brutale sono animati i giornali che, insultati ma non smentiti, raccontano quel che accade nelle residenze del presidente. Antagonisti malevoli, prevenuti o interessati sono quegli editori che non azzittiscono d'imperio le loro redazioni. C'è qualcosa di luciferino (o di vagamente folle) nella pretesa che l'opinione pubblica - pur manipolata da un'informazione servile - s'ingozzi con questo intruglio. Dimentico di governare un Paese occidentale, una società aperta, una democrazia (ancora) liberale, il capo del governo pare convinto che, ripetendo con l'insistenza di un disco rotto, la litania della sua esemplare "storia italiana" possa rianimare l'ormai esausta passione nazionale per l'infallibilità della sua persona. È persuaso che, mentendo, gli riesca di sollecitare ancora un odio radicale (nell'odio ritrova le energie smarrite e il consenso dei "fanatizzati") contro chi intravede e racconta e si interroga - nell'interesse pubblico - sui lati bui della sua vita che ne pregiudicano la reputazione di uomo di governo e, ampiamente, la sua affidabilità internazionale. Berlusconi sembra non voler comprendere quanto grave - per sé e per il Paese - sia la situazione in cui si è cacciato e ha cacciato la rispettabilità dell'Italia. Ha voluto convertire, con un tocco magico e prepotente, le "preferite" del suo harem in titolari della sovranità popolare trasformando il suo privato in pubblico. Non ha saputo ancora spiegare, dopo averlo fatto con parole bugiarde, la frequentazione di minorenni che ora passeggiano, minacciose, dinanzi al portone di Palazzo Chigi. Ha intrattenuto rapporti allegri con un uomo che, per business, ha trasformato le tangenti alla politica in meretricio per i politici. Il capo del governo deve ora fronteggiare i materiali fonici raccolti nella sua stanza da letto da una prostituta e le foto scattate da "ragazze-immagine", qualsiasi cosa significhi, nel suo bagno privato mentre ogni giorno propone il nome nuovo di una "squillo" che ha partecipato alle feste a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli (che pressione danno a Berlusconi, oggi?).

La quieta scena familiare proposta da Chi difficilmente riuscirà a ridurre la consistenza di quel che, all'inizio di questa storia tragica, si è intravisto e nel prosieguo si è irrobustito: la febbre di Berlusconi, un'inclinazione psicopatologica, una sexual addiction sfogata in "spettacolini" affollati di prostitute, minorenni, "farfalline", "tartarughine", "bamboline" coccolate da "Papi" tra materassi extralarge nei palazzi del governo ornati dal tricolore. Una condizione (uno scandalo) che impone di chiedere, con la moglie, quale sia oggi lo stato di salute del presidente del Consiglio; quale sia la sua vulnerabilità politica; quanta sia l'insicurezza degli affari di Stato; quale sia la sua ricattabilità personale. Come possono responsabilmente, questi "buchi", essere liquidati come affari privati?

La riduzione a privacy di questo deficit di autorità e autorevolezza non consentirà a Berlusconi di tirarsi su dal burrone in cui è caduto da solo. Ipotizzare un "mandato retribuito" per la "escort" che ricorda gli incontri con il presidente a Palazzo Grazioli è una favola grottesca prima di essere malinconica (la D'Addario è stata prima intercettata e poi convocata come persona informata dei fatti). Evocare un "complotto" di questo giornale è soltanto un atto di intimidazione inaccettabile.

Ripetendo sempre gli stessi passi come un automa, lo stesso ritornello come un cantante che conosce una sola canzone, Berlusconi appare incapace di dire quelle parole di verità che lo toglierebbero d'impaccio. Non può dirle, come è sempre più chiaro. La sua vita, e chi ne è stato testimone, non gli consente di dirle. È questo il macigno che oggi il capo del governo si porta sulle spalle. Non riuscirà a liberarsene mentendo. Non sempre la menzogna è più plausibile della realtà. Soprattutto quando un Paese desidera e si aspetta di sentire la verità su chi (e da chi) lo governa.

(24 giugno 2009)

da La Repubblica

giovedì 25 giugno 2009

D'Addario/Bari: Incendiata l'auto di Barbara Montereale

giorni fa e' stata interrogata dalla Guardia di finanza per gli incontri a palazzo grazioli

Incendiata l'auto di Barbara Montereale
In fiamme la sua «Honda Jazz»

Qualcuno ha forzato lo sportello della vettura, in sosta sotto casa, e l'ha cosparsa di liquido infiammabile

BARI - È stata incendiata, poco prima delle 5 di questa mattina, l'auto di Barbara Montereale, la giovane modella che accompagnò Patrizia D'Addario a Palazzo Grazioli. Un incendio dai contorni oscuri: ignoti, a quanto si apprende, avrebbero cosparso di benzina e poi dato alle fiamme la vettura della ragazza, una Honda Jazz. La ventitreenne era stata interrogata giorni fa dalla Guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta della procura barese sul via vai di ragazze nella residenza romana del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La macchina della 23enne era stata parcheggiata sotto la casa di Modugno, in provincia di Bari. Secondo quanto riferito dai carabinieri, qualcuno ha forzato lo sportello lato passeggero dell'auto, parcheggiata in via Catania, dando poi fuoco con liquido infiammabile. Il rogo ha danneggiato l'abitacolo della vettura.

Ieri l'avvocato della giovane ha tenuto a ribadire che la sua assistita «è una ragazza immagine, e non ha mai fatto la escort». Precisazione fatta dal legale della Montereale, Daniela Castelluzzo, dopo che Patrizia D’Addario, in nuove dichiarazioni al Corriere della Sera, ha accusato le altre ragazze coinvolte nella vicenda «perchè si spacciano per ragazze immagine e prendono soldi, mentre io che ho solo raccontato la verità vengo massacrata».

r. w.
corriere del mezzogiorno 25 giugno 2009

sabato 20 giugno 2009

POVERO SILVIO: IL MONDO LO DISPREZZA ANCHE SE NON E' TUTTO COMUNISTA



Giugno 2009: Nasce "Noemi D'Addario"

DI PATURNIO

I famosi "poteri forti"a cui Berlusconi giurava di resistere solo qualche giorno fa, si sono trasformati nei "poveri comunisti", che lo hanno contestato oggi a Cinisello. E anche due giorni fa in Abruzzo, ha dovuto rinunciare al consueto bagno di folla, per paura che diventasse un bagno di insulti. Ma il cavaliere minimizza, mentre spuntano qua e là dichiarazioni di forzisti delusi dallo strapotere della "gnocca" in Forza italia. Gianfranco Fini teme che il popolo si disamori della politica (non sa che è già successo da tempo?) e noi, stasera siamo qui, ad aspettare che accada l'inevitabile, ovvero che Berlusconi sia sostituito da qualcun'altro, più degno di rappresentare il nostro paese a livello internazionale. Già, perchè se si fosse trattato solo dell'Italia, magari si sarebbe anche potuto soprassedere, andando avanti così chissà per quanto tempo ancora, ma quando l'Europa si comporta con noi com'è accaduto oggi con la presidenza europea, bisogna correre ai ripari. Oggi gli italiani non avranno più fiducia nella politica, ma certamente nutrono tante speranze nel mondo: "Aiutateci!"
"I miei incontri con Silvio"

Patrizia D'Addario: dal calendario alle cassette



La quarantaduenne barese e' stata protagonista di un sensuale calendario


Qualcosa è sfuggito. Patrizia D’Addario è sulla bocca di tutti protagonista della cronaca di queste ore, dopo aver raccontato di esser stata contattata per partecipare a una festa con il Cavaliere. La cassetta della deposizione, al momento, è custodita nella caserma della Guardia di Finanza di Bari, come disposto dal pm Giuseppe Scelsi.

Tutto è ancora da chiarire, ma l'amicizia con Silvio Berlusconi sembrerrebbe fuor di dubbio. Giorni fa, sono state rese note delle immagini che ritraggono la signora D'Addario alle spalle del Cavaliere. Le foto sono state scattate all’uscita dell’Hotel Palace di Bari. Intanto sul web sono spuntate delle foto del calendario di Patrizia D'Addario , realizzato nel 2004 in gran "forma e forme". Siamo nel post Noemi?

P.P.
la voce.it

Yoox

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