lunedì 25 maggio 2009

Noemi, Berlusconi: spiegherò tutto. Casini consiglia uno psicoanalista a Franceschini


Bossi: vabbè che c'è il viagra, ma ci credo poco
Casini attacca Franceschini: gli serve uno psicanalista
PD:NO A PROPOSTA IDV SU MOZIONE DI SFIDUCIA CASO MILLS, E PROPONE SCONTO SULLE DOMANDE A BERLUSCONI: SOLO 6

ROMA (25 maggio) - Le polemiche sul caso Noemi non accennano a placarsi, ma non trovano l'opposizione unita nel "fronte" contro Berlusconi che continua a parlare di montatura e si dice certo che «tutti gli italiani» saranno al suo fianco, perché chi «entra in una vicenda privata per farne un caso politico è indegno». Per il Pd è un caso politico, l'Idv rilancia la proposta della mozione di sfiducia per il caso Mills che però non trova i favori né di Franceschini, né di Casini.

Berlusconi. «Reagiro, spiegherò esattamente la situazione e avrò ancora tutti gli italiani con me» spiega alla Cnn. «Non c'è nulla di nulla - ribadisce - che sia minimamente negativo; abbiamo chiarito la situazione e ancora di più la chiariremo in futuro». E oggi sul Mattino Elio Letizia il padre di Noemi ha spiegato come la ragazza ha conosciuto il premier. L'appellativo "papi" è un consiglio innocente del padre («Nonno mi sembra ingeneroso - avrebbe suggerito - meglio che lo chiami papi»). E tutto non ha avuto inizio con un book fotografico ma con una storia triste, legata a un lutto familiare.

Franceschini: dovrebbe dire la verità. «Il mio avversario è sempre più rancoroso e nervoso. Dovrebbe dire - dice quindi Dario Franceschini - la verita».

«Caso politico». «Non si tratta - spiega Pier Luigi Bersani - di guardare dal buco della serratura. Quando emerge con sempre maggiore chiarezza che il premier non sta dicendo la verità, il tema diventa politico».

Forse iniziativa parlamentare. Il Pd discuterà domani se la richiesta di verità, avanzata al premier, sarà ribadita con un'iniziativa parlamentare, magari adottando a nome di tutto il partito l'interpellanza del deputato Pd Franco Laratta che, sulla falsariga delle 10 domande di Repubblica, ne rivolge sei per chiarire i rapporti con la diciottenne campana.

Probabile mozione Pd su Mills e riforme. È probabile che il caso Mills e le riforme parlamentari diventeranno oggetto di una mozione Democratica che sarà votata dopo le europee visto che le Camere chiudono mercoledì per la campagna elettorale. Ma che servirà ai Democratici a mobilitare il proprio elettorato contro i rischi per la democrazia in caso di una vittoria straripante del Pdl.

L'Idv insiste sulla proposta della mozione di sfiducia ma Pd e Udc sono contrarie. Franceschini la giudica «un boomerang» e pensa ad altre iniziative parlamentari; mentre Pier Ferdinando Casini sbatte la porta in faccia a Di Pietro «Fregoli della politica». Il che vuol dire che la mozione non approderà in Aula, dal momento che le firme degli uomini di Antonio Di Pietro non sono sufficienti.

Casini: risponda dei problemi degli italiani. «Berlusconi dovrebbe rispondere alle domande che gli rivolgono l'opinione pubblica e la stampa - afferma il leader centrista Pier Ferdinando Casini -. Detto questo noi in Parlamento vogliamo che risponda dei problemi degli italiani». L'Udc è quindi contrario alla linea dell'Idv ma anche a quella del Pd. Casini resta critico verso Franceschini al quale consiglia «un buono psicanalista» visto che, pur vedendo in Berlusconi «un pericolo per la democrazia, poi vota il referendum».

D'Alema. «Non sono molto interessato alle sue risposte perché grosso modo si capisce...» ha detto Massimo D'Alema rispondendo ad una domanda dei giornalisti sul fatto che il premier non abbia ancora dato risposte alle domande che gli sono state poste in merito alla vicenda.

L'intervista di papà Elio «taglia la testa al toro», dice il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Ergo - spiega- al Pd non resta che vergognarsi: «Siccome non riescono a competere con il presidente Berlusconi sul terreno del normale confronto politico, ecco che - spiega Cicchitto - una parte della sinistra ricorre alle toghe rosse ed a gossip accompagnati da interrogativi miserabili».

Una «montatura» secondo Umberto Bossi, costruita ad arte dai giornalisti. «È una cosa esagerata, pompata. Ai politici - dice il Senatur - avanza troppo poco tempo e poi onestamente Berlusconi i suoi anni li ha. Vabbè che c'è il viagra, ma ci credo poco».

«Chiacchericcio da settimanale rosa» le polemiche targate centrosinistra, niente di più, anche per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.

Napoli (Pdl): D'Alema è "grosso modo" un calunniatore. «Posso dire in tutta serenità che l'on. Massimo D'Alema è grosso modo un calunniatore, di scuola e di professione - dice il vicepresidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli - Non avendo più nulla da dire al Paese o da dare al suo partito, si affida all'unica arte appresa nella sua lunga militanza comunista: la calunnia. Non è interessato ad avere risposte, perché preferisce non averle. Meglio, molto meglio per lui che sia il venticello della calunnia a circolare in campagna elettorale. Si può dire che dopo un secolo di battaglie, il comunismo non è morto ma sopravvive nei baffi di Massimo D'Alema».
25 maggio 2009 Il Messaggero
FOTO E TITOLI PATURNIO

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