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sabato 20 giugno 2009

POVERO SILVIO: IL MONDO LO DISPREZZA ANCHE SE NON E' TUTTO COMUNISTA



Giugno 2009: Nasce "Noemi D'Addario"

DI PATURNIO

I famosi "poteri forti"a cui Berlusconi giurava di resistere solo qualche giorno fa, si sono trasformati nei "poveri comunisti", che lo hanno contestato oggi a Cinisello. E anche due giorni fa in Abruzzo, ha dovuto rinunciare al consueto bagno di folla, per paura che diventasse un bagno di insulti. Ma il cavaliere minimizza, mentre spuntano qua e là dichiarazioni di forzisti delusi dallo strapotere della "gnocca" in Forza italia. Gianfranco Fini teme che il popolo si disamori della politica (non sa che è già successo da tempo?) e noi, stasera siamo qui, ad aspettare che accada l'inevitabile, ovvero che Berlusconi sia sostituito da qualcun'altro, più degno di rappresentare il nostro paese a livello internazionale. Già, perchè se si fosse trattato solo dell'Italia, magari si sarebbe anche potuto soprassedere, andando avanti così chissà per quanto tempo ancora, ma quando l'Europa si comporta con noi com'è accaduto oggi con la presidenza europea, bisogna correre ai ripari. Oggi gli italiani non avranno più fiducia nella politica, ma certamente nutrono tante speranze nel mondo: "Aiutateci!"
"I miei incontri con Silvio"

Patrizia D'Addario: dal calendario alle cassette



La quarantaduenne barese e' stata protagonista di un sensuale calendario


Qualcosa è sfuggito. Patrizia D’Addario è sulla bocca di tutti protagonista della cronaca di queste ore, dopo aver raccontato di esser stata contattata per partecipare a una festa con il Cavaliere. La cassetta della deposizione, al momento, è custodita nella caserma della Guardia di Finanza di Bari, come disposto dal pm Giuseppe Scelsi.

Tutto è ancora da chiarire, ma l'amicizia con Silvio Berlusconi sembrerrebbe fuor di dubbio. Giorni fa, sono state rese note delle immagini che ritraggono la signora D'Addario alle spalle del Cavaliere. Le foto sono state scattate all’uscita dell’Hotel Palace di Bari. Intanto sul web sono spuntate delle foto del calendario di Patrizia D'Addario , realizzato nel 2004 in gran "forma e forme". Siamo nel post Noemi?

P.P.
la voce.it

Berlusconi, Contestato a Cinisello:"Siete dei poveri comunisti, mi fate pena e disgusto"

E a chi lo contesta dice: ''Siete dei poveri comunisti''

Show del Cavaliere, dall'attacco all'Unità alle barzellette su di lui e il Padreterno suo vice

http://www.cives.it/images/Notizie/0000013561/Poverta2.jpg


19 giugno, ore 22:15

Roma - (Adnkronos/Aki/Ign) - Giornata piena di verve per il premier. A Bruxelles compra antichi gattini di ceramica e punzecchia la giornalista del Tg3. Rientrato in Italia racconta storielle su di sé: ''...e Dio mi dice: buona l'idea di fare del Paradiso una spa ma 'perché devo fare il tuo vicepresidente?'''


Roma, 19 giu. (Adnkronos/Aki/Ign) - Giornata di battute e siparietti in perfetto 'Berlusconi style' oggi per presidente del Consiglio. La verve il Cavaliere l'ha sfoderata già dalla mattina quando, al termine del vertice Ue di Bruxelles ha preso di mira un giornalista dell''Unità che gli domandava cosa avesse da rispondere alla stampa internazionale in merito all'inchiesta di Bari.


"Alla stampa straniera ho detto 'just rubbish, just trash, we continue to work for the common good' - ha scandito il premier sfoderando il suo inglese - . E se non l'ha capita - ha aggiunto rivolto al giornalista - se la faccia tradurre". Quindi alle insistenze del cronista ha fatto fronte con un netto: "Non le rispondo, la smetta, ho nei confronti del suo giornale una disistima totale, parliamo di cose serie e non di sciocchezze".

Finito con il 'bolscevico' dell'Unità, il presidente del Consiglio torna a punzecchiare la giornalista del Tg3 Mariella Venditti, 'pizzicata' con una spallina della maglietta leggermente calata sul braccio. "Che fa? Vuol farsi invitare a una delle mie cene?", scherza Berlusconi riaggiustandole prontamente la spallina. "Una volta ne facevo una al mese - prosegue con tono ironico il premier - adesso dovrei organizzarne 3-4 alla settimana...". Una conoscenza antica quella tra il Cavaliere e ''la birichina del Tg3'' per la quale il capo del governo coniò lo slogan "con la Venditti siamo belli e fritti".

Alla fine dell'incontro con la stampa Berlusconi si è poi preso una pausa passeggiando tra gli antiquari del centro di Bruxelles dove, nella famosa via dei brocante Rue Blaes, proprio a due passi della storica piazza del Jeu de Balle, ha acquistato antichi gattini di porcellana proseguendo poi il giro salutando i passanti tra strette di mano e foto dei curiosi.

Tornato in Italia in serata, per chiudere la campagna per le elezioni provinciali milanesi a Cinisello Balsamo, Silvio Berlusconi ha subito dimostrato di non aver perso la sua verve conquistando la platea con ''una barzelletta su di me: Berlusconi muore e dato che in Paradiso leggono l'Unità e Repubblica lo mandano all'Inferno. A questo punto Berlusconi in un mese risolve i problemi dell'Inferno e lo mandano in Purgatorio e anche lì Berlusconi risolve i problemi in un mese. A questo punto lo chiamano in Paradiso dove c'è maretta tra gli angeli, gli arcangeli, i beati e i santi. In un mese risolve anche questo problema e viene ricevuto dal Padreterno. Dopo tre ore di colloquio il Padreterno, uno sveglio di testa, dice a Berlusconi: 'Caro Silvio la tua idea di trasformare il Paradiso in una spa mi ha convinto, non capisco una cosa, perché io dovrei fare il vicepresidente?".

Risate e applausi hanno salutato l'ironia del premier che ha subito messo a posto un gruppetto di imperterriti contestatori che fischiavano, bollati come ''dei poveri comunisti''. "Vedo che c'è una manifestazione, evviva, così tutti possono vedere la differenza tra noi e loro - ha affermato - . Noi non andremmo mai ad una loro manifestazione a disturbare. Siete dei poveri comunisti, oggi come sempre. Mi fate pena e disgusto". E' spinto dall'invidia e dall'odio, sono persone sempre arrabbiate mentre noi al contrario siamo dei liberali e mai potremmo fare come loro. Non sanno cosa vuol dire la democrazia e la libertà".

venerdì 19 giugno 2009

Bari, ipotesi escort bipartisan, De Magistris: Più grave del caso Lewinsky

Bari, ipotesi giro di escort bipartisan
Foto villa Certosa: no del garante

Nessuna limitazione per immagini aeroporto e villaggio turistico.



ROMA (19 giugno) - Il sospetto - tutto da provare - degli inquirenti baresi è che il giro di escort ingaggiate dall'imprenditore barese, Gianpaolo Tarantini, venisse impiegato in residenze esclusive di personaggi potenti - senza distinzione di colore politico - e che possa nascondere, o preludere a, pallidi tentativi di corruzione.

L'inchiesta della magistratura barese su forniture sanitarie che si è poi allargata a un presunto giro di ragazze organizzato da Tarantini per farle partecipare a feste di prsonaggi famosi, alcune delle quali sarebbero state tenute anche a palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi, va avanti. Al momento - trapela da fonti giudiziarie - il filone della corruzione è però frutto solo di un sospetto non suffragato neppure da indizi. Inoltre, come è trapelato ieri, i magistrati già negli anni scorsi, indagando su Tarantini, hanno intercettato telefonate nelle quali si parla di festini a base di cocaina organizzati in sontuose dimore dai conoscenti dell'imprenditore ma non collegati al presunto ingaggio delle escort.

A proposito della corruzione per ora c'è il solo ragionamento degli inquirenti: un ragionamento semplice da verificare con indagini ad hoc. Tarantini avrebbe ingaggiato e versato migliaia di euro a donne per farle partecipare a feste. Perché lo avrebbe fatto? Per entrare - secondo gli inquirenti - nelle grazie di uomini di potere e per ottenere successivamente, da questi, favori per la sua attività professionale legata, almeno fino alla fine del 2008, alla società barese Tecno Hospital che fornisce protesi sanitarie. La società è coinvolta a Bari in due indagini: una, che fa riferimento a fatti della fine del 2008, del pm Giuseppe Scelsi, dalla quale è nata l'indagine sul giro di ragazze che, dietro pagamento, partecipavano a feste anche a palazzo Grazioli; l'altra condotta dal pm


Roberto Rossi che invece fa riferimento a fatti che partono dal 2003. In tutte e due le indagini i magistrati ipotizzano il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in epoche diverse. Ma viene contestato anche il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di persone che parlano al telefono di festini a base di cocaina.

Il Garante: divieto di diffusione per le foto dentro Villa Certosa, nessun limite per le altre. Il Garante per la protezione dei dati personali lo ha stabilito nel provvedimento in merito agli scatti del fotoreporter sardo Zappadu che ritraggono, tra l'altro, Berlusconi con alcune ragazze nella sua tenuta sarda di Villa Certosa. Il divieto dell'Autorità alla diffusione delle foto che riguardano, in questo caso, il presidente del Consiglio non dipende dal soggetto, ma dal luogo e dalla situazione in cui sono state scattate. «È illecito riprendere e diffondere immagini di persone all'interno di una privata dimora senza il loro consenso e utilizzando tecniche particolarmente invasive», ha sostenuto il Garante, che ha deciso in merito alle 43 foto oggetto della segnalazione presentata dal legale di Silvio Berlusconi, Nicolò Ghedini. Ciò riguardava 27 delle 43 foto, mentre «il Garante non ha invece ravvisato alcun motivo di intervenire per le rimanenti 16 immagini sottoposte al suo esame, in quanto acquisite in luoghi pubblici (un aeroporto) o aperti al pubblico (un villaggio turistico)».

Le foto, raccolte all'insaputa degli interessati, ritraggono persone all'interno del parco di Villa Certosa, in situazioni ordinarie di vita privata o di normale attività di relazioni sociali o in atteggiamenti tipici del contesto di vacanza e di relax. «L'Autorità ha, pertanto, dichiarato queste foto illecite perchè
realizzate in violazione delle garanzie poste a tutela del domicilio e dei principi stabiliti dalla normativa sulla privacy, e ne ha vietato, a chiunque ne venga in possesso, l' utilizzazione e la diffusione».

Ghedini: il Garante ci ha dato ragione. «Il Garante ci ha dato ragione - ha commentato Ghedini - non potranno in alcun modo essere utilizzate, né quelle già sequestrate, né le altre 5.000 scattate in modo analogo».

Gianpaolo Tarantini: rompo il riserbo, troppe falsità. «Rompo il riserbo al quale mi sono sin qui attenuto per precisare come sia assolutamente falso quanto affermato nel numero di ieri del quotidiano La Repubblica in merito alle mie condizioni economiche, enfaticamente descritte come molto agiate». Comincia così la dichiarazione di Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore barese coinvolto nell'indagine della procura di Bari sul presunto giro di ragazze pagate per partecipare a feste a Palazzo Grazioli e in altre residenze esclusive. «A pagina quattro del quotidiano - dice Tarantini - è riportato un articolo intitolato: "Tarantini il piccole re, appalti facili e ragazze", nel quale mi sono stati attribuiti ruoli e partecipazioni societarie della cui esistenza nemmeno ho cognizione. A tale riguardo ribadisco come la mia (attualmente cessata) attività imprenditoriale abbia avuto ad oggetto esclusivamente la gestione di alcune aziende operanti nel settore sanitario. Circostanze, queste, note in Bari e comunque facilmente accertabili. Nego pure che io abbia mai tenuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo. Temo infine che questa maliziosa e falsa rappresentazione della realtà, davvero priva di ogni giustificazione, sia soltanto funzionale a precostituire a mio danno l'immancabile e predestinato ruolo di colpevole».

Legale Tarantini presenta denuncia-querela. Una denuncia-querela per invitare la magistratura barese ad indagare sulla fuga di notizie sul presunto giro di ragazze a feste organizzate a Palazzo Grazioli e in altri luoghi esclusivi è stata preparata da uno dei legali di Gianpaolo Tarantini, Nicola Quaranta. «Abbiamo deciso di procedere - dice l'avvocato -perché si assiste ad uno stillicidio di notizie. Si stanno inquinando indagini che erano state avviate ascoltando a verbale persone informate dei fatti. Ora, invece, tutti quelli che hanno conosciuto nella loro vita Gianpaolo Tarantini parlano del mio assistito».

Legale Mannavini: non è coinvolto in giro di escort. «Il mio assistito non è assolutamente coinvolto nell'indagine sul presunto giro di escort che avrebbero frequentato feste in luoghi esclusivi»: lo afferma l'avvocato barese Marco Vignola, difensore di Alessandro Mannavini, ex dipendente della Tecno Hospital, indagato a Bari per detenzione di sostanze stupefacenti. Di Mannavini parlano oggi alcuni quotidiani che affermano che l'uomo è indagato nell'indagine sulle feste organizzate a Palazzo Grazioli. «Il signor Mannavini - dice Vignola - ha lavorato per il gruppo dei fratelli Tarantini dal giugno al settembre 2008 e si è successivamente licenziato perchè svolgeva mansioni che non gli spettavano: ad esempio veniva usato come autista da Giampaolo Tarantini. Circa un mese fa il mio assistito è stato interrogato dal pm Giuseppe Scelsi, al quale ribadisco la mia stima, e nel corso dell'interrogatorio gli sono state poste domande relative agli episodi che gli vengono contestati, che nulla hanno a che fare con il giro di ragazze».

Grassi (Pd): mai rapporti con i Tarantini. «Cado dalle nuvole. Mai avuto rapporti con i fratelli Tarantini, non ho mai parlato con queste persone» ha detto il parlamentare Gero Grassi (Pd), riferendosi alle indiscrezioni di Repubblica secondo cui anche il suo nome sarebbe venuto fuori, insieme con quello del vicepresidente della giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo (Pd), dalle intercettazioni fatte a Tarantini. «Sto facendo preparare - dice Grassi - un'azione legale nei confronti del giornale. Escludo di aver mai parlato con queste persone».

Frisullo: mai partecipato a feste. «Frequento moltissimi imprenditori e i Tarantini li ho conosciuti attraverso alcuni amici comuni; con loro non ho una frequentazione assidua - dice Sandro Frisullo, vicepresidente della giunta Vendola in Puglia - Li conosco, l'amicizia è un'altra cosa. Una cosa è certa: a feste non ho mai partecipato, né in Sardegna né a Bari. Nessuna festa, di nessun tipo».

«Non ho detto a D'Alema dell'inchiesta». Frisullo, che era presente nella masseria di Otranto da dove Massimo D'Alema ha rilasciato l'intervista a Lucia Annunziata, dice di non aver informato D'Alema sull'inchiesta della procura di Bari, e aggiunge che «chiunque pensi che quello di D'Alema non fosse un ragionamento politico è in malafede. Vista dalla Puglia, la possibile crisi del centrodestra è più evidente che da altrove. Ma stiamo parlando di politica e non di questioni giudiziarie». L'assessore pugliese allo Sviluppo economico ammette di essere a conoscenza delle indagini: «Non si può negare che si sapesse dell'inchiesta sulla sanità in Puglia».

Savino (Pdl): campagna denigratoria contro di me. «Resto stupita e amareggiata dal tentativo di coinvolgermi in una vicenda giudiziaria rispetto alla quale non mi risulta essermi stato mosso alcun addebito. È evidente che si tratta di una strumentale campagna denigratoria», ha detto Elvira Savino, deputata del Pdl, commentando gli articoli pubblicati oggi da Repubblica, secondo cui tra i brogliacci delle telefonate dell'inchiesta di Bari spunta anche il nome della parlamentare pugliese.

Greco: mai rapporti personali con la D'Addario. «Ribadisco di non aver mai avuto alcun rapporto personale con la signora D'Addario e sfido chiunque a provare il contrario: a questo punto, però, la prova dovrà essere prodotta davanti all'autorità giudiziaria»: lo dichiara l'onorevole Salvatore Greco, coordinatore regionale del movimento "La Puglia prima di tutto", a proposito di notizie comparse negli ultimi giorni su alcuni quotidiani. «Ho dato mandato ai miei legali - dice Greco - di querelare i giornalisti che hanno scritto falsità sul mio conto. Ho già spiegato di avere incontrato la signora Patrizia D'Addario soltanto in due occasioni durante la campagna elettorale. Non ho mai avuto alcun altro tipo di rapporto con questa persona, né tanto meno ho cenato con lei o le ho fatto gli auguri di Natale via sms con il mio cellulare».

De Magistris. «Innanzi tutto, credo che la situazione sarà più grave di quella che verrà fuori adesso.
Il quadro mi sembra molto fosco. Lo stesso messaggio dell'onorevole Ghedini che dichiara "male che vada, il presidente del Consiglio è solo un fruitore finale e pertanto non c'è nulla di penalmente rilevante" fa pensare a un ciclo produttivo, a una catena industriale, cosa vuol dire fruitore finale? L'immagine che ne emerge è da decadenza dell'Impero Romano, sembra di leggere il Satyricon di Petronio». Così Luigi de Magistris interviene a KlausCondicio, sottolinenado che il caso è «molto più grave di quanto era successo al presidente degli Stati Uniti» con Monica Lewinsky. Secondo De Magistris i Pm di Bari fanno bene «a volerci vedere chiaro nella vicenda, o a capire se dietro a tutto questo c'è dell'altro, se ci sono dei ricatti annodati. Mi pare che il quadro che ne esce - dice - sia inquietante. Da ex magistrato, sul piano penale sono abituato a vedere cosa viene fuori dalle inchieste».

il messaggero 10 giugno 2009

Il fotografo di Bari: «Mai detto che Patrizia D'Addario voleva incastrare qualcuno»

BARI (19 giugno) - «Non ho mai detto che Patrizia D'Addario voleva incastrare qualcuno, e tantomeno Berlusconi. E neppure ho detto che il padre di Patrizia D'Addario era un ricottaro. Insomma non ho mai detto le cose che mi attribuisce oggi il Giornale, anche su internet».

Luca Turi, il titolare di una agenzia fotografica barese con studio di fronte alla casa della donna, smentisce le dichiarazioni che gli vengono attribuite dal quotidiano milanese e ripete che Patrizia D'Addario, dopo la visita di Berlusconi a Bari il 31 maggio e l'incontro pubblico dove la donna si fece fotografare alle spalle del premier, andò da lui a chiedergli copie delle foto che aveva scattato l'agenzia fotografica: in un paio figurava anche Patrizia D'Addario, che se le fece dare.

In quella circostanza - ripete Luca Turi - mi disse: «Conserva la mia foto, ti potrà servire». Si trattava proprio della foto di D'Addario alle spalle di Silvio Berlusconi, che è stata pubblicata negli ultimi giorni su tutti i giornali. «Ho capito che poteva esserci sotto qualcosa - continua Luca Turi - ma di qua a dire che ho capito che 'voleva incastrare qualcuno' o ad offendere la memoria di suo padre ce ne corre....».

Berlusconi Contestato a Cinisello Balsamo:Audio


19 giugno 2009

Ascolta la reazione del presidente del Consglio dal palco

Non solo Silvio Berlusconi assicura di non sentirsi frenato dagli attacchi, ma dice di essere addirittura stimolato dagli strali dell’opposizione a continuare la sua attività politica. La sinistra «continui così, non fa altro che convincermi a restare», ha detto il premier durante il suo intervento al comizio di chiusura della campagna elettorale per Guido Podestà, che domenica andrà al ballottaggio per la provincia di Milano con il presidente uscente Filippo Penati.

È stato un intervento breve ma molto sentito quello del premier in piazza Gramsci a Cinisello Balsamo, intervallato dai fischi di un centinaio di manifestanti dei centri sociali. Rivolgendosi a loro e più in generale alla sinistra, Berlusconi li ha invitati a vergognarsi.

«Mi fate pena, disgusto - ha detto - fate pena a tutti noi». Reduce da Bruxelles, per difendere «gli interessi di tutti voi», Berlusconi si è detto «molto indignato» anche per le manifestazioni dei giorni scorsi dei terremotati de L’Aquila. Manifestazioni, secondo il presidente del Consiglio, influenzate dalla sinistra che ha strumentalizzato «la paura, la speranza, i morti. Vergogna, vergogna», ha ribadito dal palco. «Oggi come sempre - ha concluso - siete solo dei poveri comunisti, non avete nobiltà d’animo».

D'ADDARIO-GATE: Interrogate tre ragazze, confermano di aver preso soldi

Il nuovo filone


La D’Addario ha consegnato i nastri e il video degli incontri con il premier

Patrizia D'Addario fotografata accanto a Silvio Berlusconi (Ansa)
Patrizia D'Addario fotografata accanto a Silvio Berlusconi (Ansa)
Ci sono almeno tre ragazze che hanno confermato di aver preso soldi per partecipare alle feste a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Due sono state interrogate dal pubblico ministero a Bari, l’altra a Roma. Hanno raccontato i dettagli, tanto che una di loro ha chiesto e ottenuto il permesso di poter andare all’estero «per un po’» sostenendo di «temere per la mia sicurezza». Anche Patrizia D’Addario è stata ascoltata per oltre cinque ore dal magistrato Pino Scelsi.
La candidata alle elezioni comunali con la lista «La Pu­glia prima di tutto», che ha rivelato le due serate che avrebbe trascorso con il pre­mier nella residenza capitoli­na, ha poi depositato le regi­strazioni audio dei suoi in­contri e un video dove lei stessa si sarebbe ripresa con un telefonino. «L’ho fatto— ha fatto mettere a verbale— perché così nessuno potrà smentire che sono stata lì».

Tarantini e le squillo
A gestire le ragazze sareb­be stato Giampaolo Taranti­ni, l’imprenditore pugliese di 35 anni titolare insieme al fratello Claudio, 40 anni, di un’azienda — la Tecnohospi­tal — che si occupa di tecno­logie ospedaliere. Per questo è stato iscritto nel registro degli indagati per induzione alla prostituzione e la scorsa settimana è stato interroga­to alla presenza di un avvoca­to. Sono gli stessi vertici del­la Procura di Bari a confer­mare che «è in corso un’in­dagine su questo reato in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna», nata da al­cune conversazioni telefoni­che durante le quali lo stes­so Tarantini avrebbe trattato con le ragazze le trasferte e i compensi.
Non sapeva l’imprendito­re di essere finito sotto in­chiesta per associazione a de­linquere finalizzata alla cor­ruzione. Secondo l’ipotesi della Guardia di Finanza la sua azienda avrebbe versato laute mazzette per ottenere appalti nel settore sanitario. Un filone di questi accerta­menti ha coinvolto tre mesi fa anche l’allora assessore re­gionale alla Sanità Alberto Tedesco, che per questo si è dimesso dall’incarico. Parla­va al telefono con le ragazze Tarantini, ma anche con le persone dell’entourage del premier. E quando ha af­frontato l’argomento soldi, sono scattate le verifiche.

Il patto con Patrizia
È proprio Tarantini il me­diatore che avrebbe portato Patrizia D’Addario alle due feste con Berlusconi. Le era stato presentato da un ami­co comune che si chiama Max e le disse di chiamarsi Giampi. Di fronte al pubbli­co ministero la donna ha confermato che «per la pri­ma serata l’accordo prevede­va un versamento di 2.000 euro, ma ne ho presi soltan­to 1.000 perché non avevo accettato di rimanere. La se­conda volta — era la notte dell’elezione di Barack Oba­ma — sono rimasta e dun­que ho lasciato palazzo Gra­zioli la mattina successiva. Quando sono arrivata in al­bergo la mia amica che ave­va partecipato con me alla se­rata mi ha chiesto se avevo ricevuto la busta, ma io le ho risposto che non avevo rice­vuto nulla. Il mio obiettivo era ricevere un aiuto per por­tare avanti un progetto im­mobiliare e Berlusconi mi aveva assicurato che lo avrebbe fatto. Giampaolo mi disse che se lui aveva fatto una promessa, l’avrebbe ri­spettata ». Il racconto della D’Adda­rio sulle modalità degli in­contri coincide con quello verbalizzato dalle altre tre ra­gazze. Tutte avrebbero speci­ficato di essere state «contat­tate da Giampaolo che ci chiedeva se eravamo dispo­nibili a partire. Talvolta acca­deva poche ore prima e in quel caso i biglietti aerei era­no prepagati». Le verifiche della procura riguardano adesso gli spostamenti suc­cessivi. Le testimoni avreb­bero infatti riferito che le modalità concordate preve­devano che, una volta giun­te a Roma, loro arrivassero in taxi fino all’albergo indica­to e da lì dovevano attende­re l’autista di Giampaolo che le prelevava e le portava a pa­lazzo Grazioli. «Poco prima dell’arrivo — ha sottolinea­to Patrizia —, ci facevano ti­rare su i finestrini che erano sempre oscurati. Quando ar­rivavamo negli hotel ci veni­va detto come dovevamo ve­stirci: abiti eleganti e poco trucco».

Registrazioni e video
La candidata alle comuna­li ha depositato nella segrete­ria del pubblico ministero cinque o sei cassette audio e un video che la ritrae davan­ti a uno specchio e poi mo­stra una camera da letto. In un fotogramma c’è una cor­nice con una foto di Veroni­ca Lario. Il magistrato dovrà adesso verificare l’attendibi­lità di questo materiale con una perizia che accerti se la voce incisa sul nastro è dav­vero quella del premier e se gli ambienti sono effettiva­mente interni a Palazzo Gra­zioli.
La decisione di convocare le ragazze in Procura è stata presa dopo aver ascoltato le intercettazioni telefoniche di Tarantini. Dopo aver ver­balizzato la loro versione, so­no stati programmati nuovi interrogatori per le prossi­me settimane. Nella lista del pubblico ministero ci sareb­bero diversi nomi: altre gio­vani che sarebbero state con­tattate dall’imprenditore e persone che potrebbero aver avuto un ruolo in questa vi­cenda. L’elenco comprende i collaboratori dello stesso Ta­rantini, ma anche i politici che avrebbero deciso di met­tere la D’Addario in lista per le comunali. Lei ha specifica­to che non le fu mai propo­sto di andare a Villa Certosa, in Sardegna, «però Giampao­lo mi disse che c’era la possi­bilità di andare in vacanza al­l’estero, mi pare alle Bermu­da ». Altre si sarebbero inve­ce accordate per partecipare a feste nella residenza presi­denziale di Porto Rotondo.

Fiorenza Sarzanini
corriere della sera 18 giugno 2009

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