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lunedì 1 giugno 2009

Voli di Stato usati per le feste private del premier? DI PIETRO: Berlusconi reo di peculato

Ferrero: ''Uso sporco e privo di qualunque dignità e moralità del potere ''


Bufera sul presunto uso che il Cavaliere avrebbe fatto degli aerei di Stato. Di Pietro annuncia interrogazione in Parlamento. Da Bari il premier torna a parlare delle polemiche sulle foto scattate a Villa Certosa e sulle dichiarazioni di Daniela Santanché a 'Libero', secondo la quale la Lario ha un compagno,''il capo della sicurezza di villa Macherio''. ''Le intromissioni nel privato hanno toccato il fondo''


Roma, 31 mag. (Adnkronos/Ign) - Silvio Berlusconi resta nel mirino dell'opposizione. Questa volta a scatenare le ire dei suoi antagonisti politici: l'uso che il premier avrebbe fatto dei voli di Stato messi a disposizione di alcuni suoi ospiti invitati in Sardegna.



Durissimo Antonio Di Pietro che condannando ''questo vizio di utilizzare gli aerei di Stato per andare a vedere le partite, la formula uno o per andare a fare baldoria in riva al mare'' accusa il Cavaliere di ''peculato''. Secondo Di Pietro infatti ''è proprio da questi comportamenti che si vede chi è nelle istituzioni per farsi gli interessi propri e chi è nelle istituzioni per fare gli interessi della collettività''. ''Noi di Idv - annuncia l'ex magistrato - presenteremo un'interrogazione urgente in Parlamento perché si faccia subito chiarezza su questa torbida vicenda''.

Mentre David Sassoli, rispondendo a una difesa che del premier aveva fatto il ministro dell'Interno Maroni liquidando le accuse come ''vicende della polemica politica legate alla campagna elettorale'', sottolinea che ''se un politico usa voli di Stato per motivi personali non è né gossip né campagna elettorale, è semplicemente un uso improprio dei soldi del contribuente, dei cittadini. E il ministro dell'Interno dovrebbe occuparsi anche di questo. Capisco l'imbarazzo - sottolinea l'ex mezzobusto Rai - ma Maroni non può negare l'evidenza''.

Di un ''uso sporco e privo di qualunque dignità e moralità del potere stesso'' parla il leader di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. ''Oggi ho incontrato molte famiglie di portatori di handicap che denunciavano l'assenza o la carenza dei servizi alla persona e il peso enorme di rette chieste per i servizi offerti di gran lunga maggiori agli assegni familiari che offre lo Stato. Non voglio pensare - sottolinea l'ex ministro - a quante rette e quanti servizi sociali si potrebbero pagare con gli sprechi dei soldi riscontrati sui voli di aerei di Stato che il premier Berlusconi usa per portare in giro amiche e attricette alle sue feste e alle sue ville, ma so che sarebbero tanti''.

Europee: Corsa clandestina 31 maggio.

Fonte: WWW.NANOPOLITICA.IT

Corsa clandestina - Ippodromo del Pendolino

Ci arrivano i risultati dell'ultima gara che si è svolta qualche giorno fa nel noto ippodromo romano-milanese del Pendolino. Avvertiamo subito i nostri lettori che i tempi fatti registrare al Pendolino non ci hanno mai convinto del tutto, almeno nei Grand Prix degli scorsi anni. Tempi assoluti a parte, però, può essere utile analizzare il trend delle performance dei singoli cavalli, visto che abbiamo a disposizione i risultati completi delle quattro corse che si sono svolte (settimanalmente) nell'ultimo mese.

La netta vittoria di Varenne con 40.0, per esempio, rivela un costante calo nelle performance del super-favorito. Un mese fa, il cavallo azzurro era al 41.5, ma poi è progressivamente scivolato al 41.0, al 40.5 e infine al 40.0. All'Ippodromo del Pendolino, almeno nelle ultime settimane, è sempre andato molto bene Fan Idole che, a differenza che in altri circuti, all'inizio di maggio era stimato intorno al 30.0. Oggi il rivale di Varenne è in leggero calo al 29.0, con un tempo comunque molto migliore di quelli fatti registrare altrove.

Sottostimato dal Pendolino, almeno rispetto agli altri ippodromi, è sempre stato il nordico Groom de Bootz, che nelle scorse settimane oscillava intorno all'8.0 e che oggi fa registrare un 8.5 comunque in linea con il risultato del GP 2008. Non va oltre il 7.0, invece, Galopin du Ravary, che un mese fa era al 7.5. In leggera progressione Ipson de Mormal (6.0) che nelle ultime quattro settimane è cresciuto di un punto e sembra potersi avvicinare al cavallo che lo precede nell'ordine d'arrivo parziale.

Vanno male, all'Ippodromo del Pendolino, i cavalli che si affannano per conquistare il tempo di qualificazione necessario per la partecipazione al Grand Prix d'Europa. Il più vicino all'impresa sembra General du Pommeau (3.0), che nell'ultima settimana ha recuperato mezzo punto ed è tornato alla performance di un mese fa. In leggera ripresa, ma molto distanti dal 4.0 necessario per sopravvivere, il meticcio Hirosaka (2.0) e Gebrazac (2.0), che hanno comunque fatto registrare un lieve miglioramento nelle ultime settimane. Ultimo, come in tutte le corse di cui abbiamo effettuato le telecronache, Grace Ducal con un tempo di 1.0 ormai costante.

Insieme agli ordini d'arrivo delle corse che si sono svolte nell'ultimo mese, dall'Ippodromo del Pendolino arrivano dati interessanti sulla "fiducia" espressa dagli spettatori nei confronti dei due fantini più prestigiosi, quelli in sella a Varenne e Fan Idole. Nel primo caso, dopo un picco intorno al 47 fatto registrare il 20 aprile, la fiducia è scesa al 43, dove è rimasta stabilmente fino a oggi. Più complicata la situazione per il nuovo fantino di Fan Idole, che a febbraio era partito intorno al 34, per poi scivolare al 30 verso l'inizio di aprile. Le cose erano migliorate leggeremente nelle prime due settimane di aprile (31 e 32), ma poi è iniziato un lento ma inesorabile slittamento verso il 27 fatto registrare nell'ultima settimana.

31 MAGGIO 2009

domenica 31 maggio 2009

ANTONIO DI PIETRO: VORREI OCCUPARMI DEI PROBLEMI DELLA GENTE E DEL PAESE

30 Maggio 2009

Le responsabilita' di Draghi e Marcegaglia

margedraghi.jpg

Mi accusano di perseguitare un corruttore, di essere “sfascista” e antiberlusconiano. Io, invece, mi sento un partigiano della nuova resistenza. Non ho fretta, il tempo ed i cittadini mi daranno ragione.

Come posso tacere con un Presidente del Consiglio che, nonostante la sua carica, si permette di tacciare come eversivi i magistrati che hanno l'unica colpa di voler fare il proprio dovere e che definisce “grumi sovversivi” coloro che hanno condannato un corrotto, non potendo condannare anche il corruttore? Noi vorremmo occuparci della crisi del Paese, dell'occupazione, di ammortizzatori sociali, di infrastrutture, di energie rinnovabili, di controllo dei flussi migratori ma in Parlamento si mettono in discussione, quando non sono decreti, solo leggi contro le intercettazioni, contro il sistema costituzionale, contro la libera circolazione degli individui in Europa, più simili alle leggi razziali del ventennio fascista che a manovre capaci di risolvere il fenomeno.

Il dibattito politico oggi è in mano alle parti sociali, ai sindacati, alle associazioni industriali e dei consumatori, alla Banca d'Italia, a Legambiente. Il governo ha completamente tolto questo ruolo ai cittadini.

Draghi, governatore della Banca d'Italia, ieri ha dipinto un quadro economico del Paese sconcertante in un contesto in cui il prodotto interno lordo segna un -5% e lascia sperare ben poco senza interventi drastici in tutti i settori. Ha auspicato il completamento degli ammortizzatori sociali, la ripresa degli investimenti pubblici, le azioni di sostegno della domanda e del credito. Ma il governo nicchia e fa la parte dell'asino o semplicemente se ne frega, assorto a gestire il gossip della famiglia Berlusconi e l'informazione è assente, di facciata e defunta.

Quelli di Draghi sono gli stessi auspici fatti da Emma Marcegaglia nell'incontro tra Governo e Confindustria della scorsa settimana. Le risposte di Silvio Berlusconi, alle richieste degli industriali, furono chiacchiere e una vergognosa arringa contro la magistratura. Anche in quell'occasone Berlusconi volle infatti condividere con la platea i suoi problemi giudiziari più che una strategia per uscire dal tunnel della crisi. Vorrei comprendere la preoccupazione sia di Draghi che degli industriali, ma si è credibili quando si bacchetta un sistema che si risiede, solo se si include l'autocritica verso il proprio operato. Dov'era il governatore Draghi quando il crack economico ha investito le banche e la lordura finanziaria che la Banca d'Italia aveva visto crescere? Perché non si è provveduto a tutelare, oltre alle banche anche i risparmiatori, vittime di raggiri che alimentavano ed alimentano compensi da capogiro, stock option di manager e galoppini senza scrupoli?

E il presidente Marcegaglia perché non ha preso le distanze da quegli ignobili applausi che hanno riempito la sala durante l'attacco di Silvio Berlusconi alla magistratura, umiliando così quella parte sana del tessuto imprenditoriale che non si riconosce in un corruttore ed evasore fiscale? I risparmiatori, gli operai, le banche e le imprese aspettano solo un gesto di coraggio per riscattare un sistema ed un Paese in cui è sempre più difficile riconoscersi. Chi ha questa responsabilità, signor Draghi e signora Marcegaglia? Chi ha il dovere di avviare un processo di cambiamento che porti l'Italia verso un futuro migliore dell'attuale drammatica situazione?

FONTE www.antoniodipietro,com 30 maggio 2009

Europee, sondaggi o corse clandestine?: risultati 29 maggio 2009


Berlusconi ha annunciato ieri che il PDL sarebbe al 40% e anche le corse clandestine confermano il dato:3 punti in meno.


fonte:www.notapolitica.it

Corsa Clandestina - Ippodromo del Nord Est/2

Davanti a duemila spettatori, selezionati con il metodo Cavalli Alieni Tentano Inutili rimonte, si corre la gara di rivincita nell'Ippodromo del Nord Est di cui ci siamo occupati appena qualche giorno fa. Una buona occasione per misurare i progressi (e i regressi) di tutti i cavalli, quando manca ormai una sola settimana al tanto atteso Grand Prix d'Europa.

Primo a tagliare il traguardo è il favoritissimo Varenne (41.4), che perde 3 punti decimali rispetto a lunedì ma si conferma su tempi sensibilmente migliori rispetto a quelli fatti registrare in altri ippodromi. Per un cavallo che perde lo 0.3, c'è n'è un altro che guadagna altrettanto. Si tratta di Fan Idole (23.2), che però non riesce a ripetere - qui al Nord Est - le stesse performance di altri circuiti, accusando un distacco di oltre 18 punti dal capofila che, se confermato nella gara ufficiale, provocherebbe senz'altro un putiferio nella Scuderia Nazarena che gestisce il cavallo.

Quasi invariato il tempo del nordico Groom de Bootz (10.0), che occupa ormai stabilmente la terza posizione e continua a trottare su ritmi sostenuti. Quarto posto per Galopin du Ravary (6.8), che rosicchia un punto decimale rispetto a lunedì ma sembra lontano da quell'exploit pronosticato da molti scommettitori.

Tanto che, nella sua scia, emerge la sagoma di Ipson de Mormal (6.2), con una progressione lenta ma costante che - se confermata nel GP ufficiale - potrebbe addirittura portare il cavallo centrista a superare il puledro preferito dai giudici (di gara) proprio sul traguardo.

Resta al palo, lontano dal tempo di qualificazione necessario per il Grand Prix d'Europa, il meticcio Hirosaka (2.7), probabilmente appesantito dalla bufera in corso nella più meridionale delle sue quattro scuderie. E affonda, forse definitivamente, anche General du Pommeau (2.4), superato ormai nettamente dal rivale storico Gebrazac (3.2), che sembra l'unico dei cavalli di coda in grado di sperare nel miracolo-qualificazione.

Malinconicamente ultimo, con lo stesso tempo di lunedì, l'ex grande promessa dell'ippica Grace Ducal (1.0) ormai stanchissimo e demoralizzato.

Da segnalare, a margine della telecronaca, il discreto numero di spettatori che deciderà soltanto all'ultimo momento se partecipare al GP ufficiale (o che non ha ancora deciso su quale cavallo scommettere). Prevista per domani, infine, la cronaca di una gara che si è svolta in un noto ippodromo romano-milanese.

Il mondo contro il Premier, e a destra si pensa alla successione

http://static.blogo.it/tvblog/Miss_italia_2008_finale1.jpg
(foto archivio)

Note: elenco di chi ha contestato Berlusconi in questi ultimi giorni: Confindustria, Confesercenti, sfollati L'Aquila, Cei, stampa estera, stampa italiana di sinistra e cattolica, Veronica Lario, una procura. E poi le 100 fotografie del capodanno a villa Certosa con 50 ragazze.Non saranno troppe per un papi solo?

Ecco l'articolo:


E a destra c'è chi pensa ad un governo senza Berlusconi.

E ora c’è chi pensa ad un Governo senza Berlusconi di F. Rondolino

Maggio 29, 2009 di Redazione

La grande firma della “Stampa” svela i movimenti nella maggioran- za dopo i casi che hanno coinvolto il presidente del Consiglio. «”Le elezioni non sono un problema: le vinciamo. Il problema viene dopo”. Dopo? L’autorevole esponente del centrodestra non frequenta più il premier con l’intensità di una volta, ma è pur sempre una persona molto informata. E confida, quasi a mezza voce, quello che altri non vogliono neppure sentir nominare: un centrodestra senza Berlusconi». Da non perdere.

Nella foto, Fabrizio Rondolino durante una puntata delle precedenti edizioni di “Tetris”, il programma di Luca Telese in onda ogni venerdì alle 21.10 su La7


di FABRIZIO RONDOLINO

“Le elezioni non sono un problema: le vinciamo. Il problema viene dopo”. Dopo? L’autorevole esponente del centrodestra non frequenta più il premier con l’intensità di una volta, ma è pur sempre una persona molto informata. E confida, quasi a mezza voce, quello che altri non vogliono neppure sentir nominare: un centrodestra senza Berlusconi.

“Nessuno sa che cosa ci sia davvero in questa storia - prosegue il nostro interlocutore - e quanta monnezza possa venire a galla. Ma non è questo il punto: per come sono messe le cose, Berlusconi è anche capace di convincere i suoi elettori. Il punto è che per fare un governo non basta soltanto la maggioranza dei voti: se s’incrina il rapporto con la Chiesa, con Confindustria, con le altre potenze occidentali… beh, il governo diventa debole, molto debole”.

Nell’entourage del Cavaliere non manca chi è pronto a giurare sul complotto, magari diretto addirittura dagli americani (non per la battuta sul presidente “abbronzato”, ma per i rapporti un pochino disinvolti con Putin). Altri invece allargano le braccia e sollevano gli occhi al cielo, come a dire: “Prima o poi doveva succedere”. Troppe le ragazze coinvolte, troppo vistoso il loro coinvolgimento: e che non ci sia mai stato nulla di “piccante” tra loro e il premier non modifica di molto la situazione.

Per questo nel Popolo della libertà cresce la preoccupazione: la diga può rompersi, e le conseguenze (non sugli elettori ma sull’establishment italiano e internazionale in senso largo) possono essere molto gravi, a partire dal prossimo G8, oggi visto con autentico terrore. E per questo c’è chi - tanto nella componente ex-Forza Italia, quanto in quella ex-An - comincia a porsi seriamente il problema del dopo-Berlusconi.

Ci sono, per iniziare, alcuni punti fermi: fino all’autunno (salvo un improbabile terremoto elettorale il 7 giugno) non ci sarebbe tempo né modo per fare alcunché; sarebbe recisamente esclusa - anche dal Quirinale, a quanto si sa - ogni forma di ribaltone o cambio di maggioranza; eventuali voti di fiducia dalle opposizioni verrebbero accettati soltanto se non determinanti. All’interno di questo perimetro - ancora del tutto ipotetico - possono naturalmente svilupparsi scenari fra loro differenti.

Tanto per cominciare, e non è poco, nessuno sa se Berlusconi, nel caso questa opzione diventasse necessaria, si farà da parte volontariamente o meno. Una successione naturale risolverebbe la maggior parte dei problemi, a cominciare dalla scelta del nuovo premier, che spetterebbe al Cavaliere. Fatto il passo indietro, Berlusconi resterebbe presidente del Pdl e, si aggiunge, avrebbe tre anni di tempo per prepararsi adeguatamente alla corsa al Quirinale.
Se invece il premier dovesse opporre resistenza, le cose si farebbero davvero difficili, perché bisognerebbe passare per un voto di sfiducia in Parlamento. È uno scenario fantascientifico, che spaccherebbe il Pdl e che nessuno oggi vuol prendere in considerazione.

Fino alle elezioni, in ogni caso, non succederà nulla. E, per quanto se ne sa, non ci sono stati contatti con le opposizioni né è previsto che ce ne siano. Al contrario, la debolezza strutturale del Pd è considerata a destra un problema molto serio. Il ministro Tremonti nei giorni scorsi si è lamentato per la posizione di Franceschini sul referendum: “Ma si rende conto che se dovesse esserci il quorum saremmo in un guaio serio?”. Già, perché la vera alternativa ad un governo senza Berlusconi sono le elezioni anticipate, magari con il “supermaggioritario” uscito dal referendum. È questa la contromossa che il premier metterebbe in campo non tanto contro le opposizioni, quanto soprattutto contro la sua maggioranza.

Bossi, che è il pesce-pilota di ogni cambiamento, lo ha capito da mesi, ed è giunto a minacciare la crisi proprio sul referendum. Ma il “caso Noemi” non era ancora scoppiato, e a far la fronda al premier all’epoca c’era soltanto Fini. Oggi il presidente della Camera - anche lui, come Tremonti, oggettivamente candidabile a palazzo Chigi - è senz’altro meno isolato, e anzi potrebbe rivelarsi una risorsa anche per chi in questi mesi ha contribuito al suo isolamento. “Il pack comincia a scricchiolare - commenta un ex parlamentare di An - e non vorremmo fare tutti la fine di quell’orso che nuota nell’oceano…”.

FABRIZIO RONDOLINO

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