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mercoledì 8 luglio 2009

Strage Viareggio, i funerali:Dolore, rabbia, voglia di giustizia

http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200907images/viareggio_camera01g.jpg

Napolitano: chiarezza, prima ancora di accertare le responsabilità. L’omelia di monsignor Castellani: questa tragedia non può essere imputata al caso e alla fatalità

«Si deve fare chiarezza prima ancora di verificare se ci sono delle responsabilità», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Perché la strage di Viareggio non può essere imputata al «caso e alla fatalità», gli ha fatto eco l’arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani, nell’omelia pronunciata per i funerali di 15 delle 22 vittime.
Nel giorno dell’addio ai suoi figli, Viareggio si è raggomitolata su se stessa «con la compostezza e la sobrietà che sono il tratto tipico della città», come ha osservato il regista Mario Monicelli, ma nella sua anima si avverte un profondo bisogno di verità e di giustizia, di cui le parole del Capo dello Stato, l’omelia del vescovo e le invocazioni di alcuni parenti sono stati il filo rosso di una giornata di dolore e di rabbia.
Una città spettrale. Una giornata cominciata all’insegna di una città chiusa con le bandiere a mezz’asta. Una città spettrale, come mai si è vista, nemmeno d’inverno. Chiusi i negozi, gli uffici, gli alberghi, i bar e persino gli stabilimenti balneari. Spiagge vuote. Ombrelloni ripiegati. Per un giorno le due città - la balneare e la stanziale - si sono congiunte nel dolore. «Ho cinquant’anni, ma una Viareggio desolante e desolata come oggi non la ricordo», commenta Mario, un tassista sul lungomare.
Stadio pieno e maxischermi. Mentre allo stadio dei Pini, alle 11, alla presenza di Napolitano, dei presidenti della Camera Gianfranco Fini e del Senato Renato Schifani, del presidente della Regione Claudio Martini, di parlamentari, assessori e sindaci, l’arcivescovo Castellani ha iniziato la concelebrazione con altri 5 vescovi e 50 sacerdoti dei funerali delle vittime, in città si sono accesi numerosi maxischermi per la diretta della cerimonia. Persino negli stabilimenti balneari. E in Passeggiata.
Una città intera - 25mila allo stadio e gli altri davanti alla tv - ai piedi delle 15 bare. Al loro ingresso allo stadio, lo speaker del Carnevale Loris Marchi ha letto i loro nomi. «Tra un nome e un altro ho cercato di anticipare gli applausi per non emozionarmi», ha spiegato.
Le quindici bare. Ecco il fornaio Antonio Farnocchia, 51 anni. Il siciliano Rosario Campo, 42 anni, che aveva smarrito il telefonino e stava tornando a prenderlo in azienda. La giovane sposina Elena Iacopini, 32 anni, e la mamma Emanuela Milazzo, pittrice. Le due sorelle Mazzoni, Ilaria e Michela, 36 e 32 anni. La badante romena Ana Habic, 42 anni, e l’uomo che accudiva, Mario Pucci, 90 anni. Maria Lusia Carmazzi, detta Pulce, 49 anni, moglie di Andrea Falorni, ancora disperso. Claudio Bonuccelli, 60 anni, e Nadia Bernacchi, 59 anni, che avevano preso in affitto una casa per due settimane in via Ponchielli. Magdalena Cruiz Ruiz Oliva, 40 anni, Ecuador, che abitava al numero 17 di via Ponchielli, assieme ai fratelli Boumalhaf. Ecco infine le tre bare della famiglia Piagentini. Quella più grande di mamma Stefania e le due piccole di colore bianco di Luca e Lorenzo, rispettivamente di 5 e 2 anni.
«Non eravate pronti per volare». Durante la messa, un’amichetta dei due bambini, Veronica Martinelli, 16 anni, ha letto una preghiera rivolta alla loro mamma: «Non eravate pronti per volare via, non eri pronta per lasciare tuo figlio Leonardo». Insieme frequentavano l’associazione «Quelli che non», che unisce bambini malati e sani per far vedere loro «che nella vita c’è il bello e il brutto», spiega Alba Caramanna, la mamma di Veronica.
Napolitano, dolore e rabbia. E il piccolo Leonardo ha ricevuto, dopo i funerali, conclusosi con l’intervento dell’imam e del tenore Andrea Bocelli, che ha interpretato due brani, il Panis angelicus di Frank e Ave verum corpus di Mozart, la visita di Napolitano, il «nonno buono», come gli è stato presentato. Un nonno che - durante i funerali e la visita ai ricoverati nell’ospedale Versilia - non ha nascosto il dolore e la sua voglia di chiarezza e di verità: «E’ stata una giornata straziante e straziate erano le persone e le famiglie che ho incontrato allo stadio prima dei funerali. Mi ha colpito lo choc per quanto incredibile e imprevedibile fosse considerata la tragedia. Mi ha colpito il dolore per quanti hanno perso la vita». E ha ripetuto più volte: «Occorre chiarezza, chiarezza...».


Autore: Mario Lancisiil Tirreno 8 luglio 2009

domenica 5 luglio 2009

Strage Viareggio, Trenitalia non è esente da colpe


autore:
Mattia Laconca

http://mattialaconcaprc.splinder.com/

Mentre è facile in questo momento sviscerare gli avvenimenti accaduti in quel di Viareggio la notte scorsa, più complesso è il compito di descrivere le politiche aziendali di Trenitalia. Di seguito una personale esposizione decisamente sommaria della realtà.

Da settembre 2006 Amministratore Delegato è diventato Mauro Moretti, ingegnere elettronico ed ex-sindacalista CGIL: da subito, come da scuola CGIL, si dimostra deciso e determinato, annunciando una situazione "disatrosa" riguardante i conti dell'azienda.

Il suo piano d'intervento si struttura principalmente su due linee portanti: una riguarda lo sviluppo ed il completamento delle opere già iniziate della cosiddetta "Alta Velocità", l'altra è quella dei grandi tagli sulla spesa aziendale. E, com'è noto, il risparmio si fa sulla pelle delle maestranze in primis, e quindi indirettamente su chi usufruisce del servizio, ovverosia quotidianamente milioni di persone.

Poco tempo fa, a metà aprile del 2009, Mauro Moretti si ripresenta al Parlamento per presentare il rendiconto economico di Trenitalia SPA: orgogliosamente dichiara che la società chiude il bilancio 2008 in attivo. Complimenti. Il sindacalista compagno è riuscito nell'impresa che mai a nessuno era riuscita: chiudere i conti annuali dell'azienda in attivo. Magari anche grazie all'ennesima ricapitalizzazione di Pubblica provenienza, come già sottolineava la Corte dei Conti, evidenziando la situazione verificatasi nel biennio 2005-2006, ovverosia poco prima che Moretti entrasse nella stanza dei bottoni:

“A poco piu' di un quinquennio dalla ristrutturazione societaria e dalla scelta politica multisocietaria il nuovo modello organizzativo, oramai completamente realizzato, non pare aver giovato, come era nelle aspettative, al superamento delle difficoltà e disfunzioni, gia' in precedenza, in parte, manifestatesi e che nel 2006 sono emerse in tutta la loro evidenza (...)"

La rivista delle maestranze delle ex-Ferrovie dello Stato, "Ancora in Marcia" , che ha da poco compiuto un secolo di vita, (qui il link al sito ufficiale del periodico), ha un differente punto di vista, che smorza l'entusiasmo autocelebrativo dell' A.D. :

"Rfi ha un capitale sociale di 30 miliardi di euro e 3 di debito, il 10 per cento, mentre Trenitalia ha 9 miliardi di debito e solo un miliardo di capitale. Il rischio fallimento viene abilmente utilizzato per iniziative spregiudicate e pericolose come l’agente solo"

Semplificando, grazie allo scorporo aziendale del servizio ferroviario avviato dal Governo Amato a metà degli anni '80, i dirigenti possono confondere le acque una volta chiamati a rendicontare la situazione economica.

Invece, l'omissione (quando non la mistificazione) di dati singoli riguardanti temi scottanti e delicati come occupazione e sicurezza, sono routine per ogni azienda italiana che si rispetti. Ieri in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" Moretti sostiene nuovamente che "i nostri treni sono i più sicuri". Nulla di più falso, e se si vogliono le prove basta digitare su un motore di ricerca parole come "Crevalcore 2005" o "Rometta Marea 2002". Praticamente, un disastro ferroviario per ogni Amministratore Delegato.

Le responsabilità di quanto accaduto l'altra notte a Viareggio, da parte dell'azienda e da parte Istituzionale, pare vengano individuate in cause esterne, dovute alla mancata accuratezza nella manutenzione del treno merci 50325 proveniente dalla Polonia, uscito dalle officine l'ultima volta agli inizi di marzo 2009. Non si può certo escludere, soprattutto ora: saranno le tre inchieste aperte (Magistratura, Trenitalia e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) a stabilire fatti e dati. Ben conosciamo però la situazione infrastrutturale nostrana, che potrebbe fortemente avere contribuito. Il merci non è improvvisamente impazzito, ma, dalle prime indagini, risulta che si sia spezzata la struttura che lega tra loro i vagoni: troppo pesante il carico di gas trasportato. Nonostante le numerose segnalazioni pervenute in tempi non sospetti da parte degli addetti ai lavori, nessuno è intervenuto per tentare di limitare il carico trasportabile.

Esattamente la stessa cecità e sordità dimostrata al dipendente Dante De Angelis, macchinista FS e RLS Trenitalia, che da tempo denuncia strenuamente le clamorose lacune in tema di prevenzione infortuni sui "nostri treni che sono i più sicuri", parafrasando il compagno CGIL Mauro Moretti. De Angelis non accettò di condurre un Eurostar che montava il "vacma", il pedale che il conducente deve premere una volta al minuto che va a sostituire il secondo macchinista. La decisione dell' "agente solo" è imputabile proprio alla gestione Moretti: risparmio, parsimonia, e sicurezza ancora una volta buttata nel cesso. iL'ex-sindacalista CGIL ha fatto orecchie da mercante alle sentenze di parecchie ASL che sottolineano come il vacma violi la legge 626.

Diversi RLS e RSU affermano a ragione che disastri simili sono anticipati da una sequela di incidenti e malfunzionamenti vari. Nei quali può anche scapparci il morto. Ecco un breve elenco:

"Proprio negli stessi giorni in cui Dante veniva licenziato a causa della sua intransigente difesa della sicurezza, in Toscana due treni hanno rischiato di scontrarsi frontalmente (l'8 e il 9 marzo); il 9 marzo un capotreno di Bologna ha perso una gamba ed il piede dell'altra mentre "licenziava" un treno intercity nella stazione di Piacenza per il malfunzionamento della porta da cui aveva tentato di salire; nella notte fra il 13 e il 14 marzo un operaio della manutenzione Fs di Foggia, appena sceso dalla macchina "rincalzatrice", è morto sul colpo travolto dal treno intercitynight Lecce-Milano, il 14 marzo un macchinista di Milano delle Ferrovie Nord è morto nell'ennesimo incidente, uno scontro frontale fra due treni nel quale sono rimasti feriti anche venti viaggiatori. Il macchinista viaggiava solo ed era installato e in funzione il pedale Vacma! Gli incidenti, gli infortuni e i morti sono proseguiti, è di pochi giorni fa un altro macchinista morto in uno scontro tra due treni. Martedì 14 marzo si è tenuta a Roma la prima Assemblea nazionale dei ferrovieri in sostegno a Dante De Angelis e agli altri colleghi licenziati, con la partecipazione di 250 ferrovieri. Dopo i numerosi interventi i ferrovieri hanno sfilato in corteo all'interno della stazione Termini. Il 5 aprile si è tenuto lo sciopero nazionale dei ferrovieri con un'alta partecipazione, il 13 aprile ed il 4 maggio ancora due assemblee nazionali con centinaia di ferrovieri."

Ma Moretti ed i suoi tirano dritto: pare proprio che l'unico pallino sia il bilancio, unico dato positivo dal 2006 ad oggi. Moretti annuncia dalla fine del 2009 un ulteriore scorporo nella gestione ferroviaria, sullo schema delle "bad e good company" utilizzato per la nuova Alitalia dei "capitani coraggiosi":

"Già a fine 2009 ci sarà una riorganizzazione di Trenitalia, con due business separati. Da un lato una divisione a cui farà capo l’attività dei treni passeggeri, dall’altro il servizio universale".

Tradotto: oltre 200 milioni di euro che verranno erogati dallo Stato. Ammesso che ce ne saranno a sufficienza. Altrimenti, si procederà esattamente come è stato fatto e si sta facendo con i lavori dell'Alta Velocità, subappaltando lavori che poi risultano gravemente dannosi per ambiente e territorio (vedasi la zona del Mugello, in Toscana) e sostenendo movimenti di denaro faraonici, peraltro non completamente trasparenti. Così faraonici da far risentire l'Amministratore Delegato della CAI, Rocco Sabelli, il quale accusa disparità di finanziamenti ed il "ruolo ambiguo di Trenitalia sul mercato". Risponde Moretti: "L’accusa è del tutto incongrua e strumentale, i corrispettivi pubblici sono relativi ai servizi universali, dai quali è esclusa l’alta velocità".

E' il capitalismo, bellezza. E nello scontro tra i due, le vittime sono semplici operai, macchinisti RLS e RSU, pendolari. Ed a volte, appunto, ci scappa anche il morto, o i morti.

Alla luce di quanto detto, è possibile sostenere che Trenitalia sia completamente estranea in quanto a responsabilità di incidenti? Tutta casualità? Inoltre, perchè nessuno interviene nel limitare i carichi merci trasportati dai vagoni? Ovviamente, quest'ultima domanda richiede una diversa analisi di dati e fatti, anche se accomunata da una fredda analisi su capitalismo e speculazioni.

MATTIA LACONCA - PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - SEZIONE DI PAVIA

venerdì 3 luglio 2009

INFERNO VIAREGGIO: 21 I MORTI, RIAPRE LA STAZIONE

E' salito a 21 il bilancio delle morti causate dall'incidente ferroviario avvenuto nella notte fra lunedì e martedì scorsi alla stazione di Viareggio. L'ultimo decesso, stamane poco dopo le 10. L'ultima vittima e' un giovane che era stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Massa Carrara dopo l'esplosione alla stazione di Viareggio nella notte tra lunedì e martedì.

La notte scorsa, era stato registrato sempre all'ospedale di Carrara il decesso di una donna non ancora identificata.

Ancora due i dispersi: Andrea Falorni di 50 anni e Antonio Farnocchia di 51, entrambi di Viareggio. In giornata dovrebbero concludersi le operazioni di identificazione delle vittime.

Per due di queste non sono ancora disponibili elementi che possano aiutare a individuarne l'identità. Intanto stamani è stata riaperta la stazione di Viareggio: il primo treno è arrivato poco prima delle 6. Degli otto binari dello scalo, soltanto uno, al momento, è stato riaperto per la circolazione e il trasporto dei passeggeri. E' stata in questo modo riattivata la linea Tirrenica.

Per alcuni giorni sono comunque ancora previsti ritardi, disagi e soppressioni di treni. Nella ex zona rossa della città, quella maggiormente colpita dall'esplosione, è ricominciato da stamani l'afflusso degli abitanti delle strade poste ancora sotto sequestro. Muniti di carrelli e carriole e coadiuvati dai Vigili del Fuoco molti di loro vengono accompagnati nelle rispettive abitazioni per recuperare oggetti e beni di vario genere.

INDAGINE PROCEDE, TECNICI CONCORDI: 'CEDIMENTO STRUTTURALE'
L'indagine, ancora a carico di ignoti, procede con sequestri, acquisizioni di documenti e con l'affidamento di perizie. Escluso l'attentato, le ipotesi di reato - ha ricordato il procuratore di Lucca Aldo Cicala in una conferenza stampa - sono disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e incendio colposo. I tecnici dell'Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria concordano su una causa univoca, il cedimento strutturale del carro. Sul fatto che il cedimento possa essere stato provocato dalla ruggine, come ipotizzato, tante le perplessità, anche da parte del procuratore Cicala.

BERLUSCONI, CAMBIEREMO NORME VAGONI CISTERNA
Dopo la tragedia di Viareggio potrebbero cambiare alcune norme di trasporto su ferro. "Il movimento di questi vagoni cisterna lungo il paese può comportare situazioni che possono diventare drammatiche e tragiche, così come è accaduto a Viareggio" ha detto il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a L'Aquila, spiegando di aver parlato della possibilità di cambiare le regole del trasporto dei vagoni cisterna con Guido Bertolaso e con la Protezione Civile. "Approfondiremo la nostra indagine" ha promesso.

COMINCIATI PRIMI RIENTRI IN CASA
Sono cominciati stamani, monitorati dalla Protezione civile, i primi rientri in casa dei viareggini sfollati in seguito all'esplosione. E' stato riaperto anche il tratto di via Aurelia, vicino alla stazione, chiuso in seguito al disastro. Ancora off limits, invece, l'area degli edifici investiti direttamente dall'esplosione: una dozzina gli immobili gravemente lesionati. Notificato stamani al Comune un decreto di sequestro di via Ponchielli, la strada investita direttamente dall'esplosione.

AD FERROVIE, NON CI SENTIAMO RESPONSABILI
"Non abbiamo ancora attivato la nostra assicurazione perché non ci sentiamo responsabili": lo ha affermato, durante un'audizione al Senato, l'ad di Fs Mauro Moretti, aggiungendo: "attualmente abbiamo i premi assicurativi più bassi d'Europa" e anche questo è un metro per la sicurezza. Riferendosi quindi ai vagoni coinvolti nel disastro, Moretti ha spiegato che "il carro è stato omologato nel 2004 ma la componentistica di sicurezza è molto più antica, risale al 1974 e risulta fabbricata in Germania dell'Est". Domani, alle ore 6, riprende la circolazione dei treni nella stazione di Viareggio.

mercoledì 1 luglio 2009

ViareggioHamza, un angelo di 16 anni morto per salvare la sorellina

VIAREGGIO (1 luglio) - Il Principe degli Angeli di questa notte di fiamme veniva dall’altra parte del mare. Si chiamava Hamza e aveva 16 anni, frequentava un istituto tecnico di qui e andava pazzo per il pallone, come i nostri ragazzi, come gli amici che aveva lasciato in Marocco.


Il destino ha voluto inchiodarlo a un disastro, e si sa che i disastri richiedono eroi. Per questo Hamza, quando lingue di fuoco alte fino a quaranta metri hanno avvolto la sua casa dall’altra parte della stazione, dalla parte povera di una Viareggio che pure sul mare fa risplendere tutto il suo liberty, ha cominciato a perlustrare le stanze a una a una come una furia, in cerca della sorellina di due anni.

Non hanno potuto fermarlo. Ha trovato la bambina, Hamza, e l’ha issata sulle sue braccia forti di adolescente fino a scaraventarla dolcemente fuori della casa, fuori pericolo, terrorizzata ma viva come il cuore forte del ragazzo aveva voluto. In quella casa c’è rimasto lui, povero Angelo, prima svenuto, poi asfissiato e infine miseramente carbonizzato.

Irriconoscibile si sarebbe detto, se solo la disperazione della sorella più grande - vent’anni e pure anche lei così forte e decisa - non l’avesse strappato a una misera sepoltura riconoscendo i resti della collanina che Hamza portava sempre al collo.
Tutto questo è accaduto in un pomeriggio appiccicoso di fine giugno all’ospedale di Pietrasanta, con un crocchio di altri marocchini fuori che raccontavano e piangevano Hamza e le sue gesta. Una comunità unita, discretamente integrata, che adesso ha trovato il suo martire e vuole pur dirlo al resto del mondo.

Non c’è nessuno, invece, fuori del Pronto soccorso a raccontare di un padre del quale prima o poi si conoscerà il nome, ma che testimonianze appassionate e concordi hanno tutte indicato come un altro Angelo, un altro eroe di via Ponchielli e dintorni. L’hanno visto abbracciare il figlio di otto anni e lanciarsi nel vuoto con lui, per sfuggire a una morte sicura per entrambi. Il bambino ha una scalfittura alla testa, lui un trauma toracico abbastanza serio che ha richiesto un lungo intervento in un ospedale fiorentino. Ma la vita prima o poi tornerà a sorridergli, perché se lo merita.

Hamza, il padre del bambino, e poi chi altro ancora? Si pesca nelle voci della notte e arriva quella di un’anziana donna malata: «Devo dire grazie a mio marito, mi ha trascinato fuori casa di peso. Come avrei fatto io a salvarmi dal fuoco con queste povere gambe?». E siamo a tre: Hamza, il padre di famiglia e il pensionato che soccorre l’anziana moglie come se fosse ancora la sua Giulietta di un tempo.

Ma non è finita. Le agenzie battono la più incredibile delle notizie: due treni passeggeri, con centinaia di persone a bordo, sono stati bloccati alle porte di Viareggio una manciata di secondi prima che potessero raggiungere il luogo dell’incendio e quindi provocare un’ecatombe. Chi li ha bloccati questi treni? Chi ha avuto la prontezza, la lucidità e la competenza di impedire una tragedia perfino superiore al terremoto in Abruzzo? E’ stato il Signor Capostazione di Viareggio, dall’ombra venuto e nell’ombra rimasto per tutta la giornata. Qualcuno un giorno se ne ricorderà.

Se non proprio angeli, poi, una storia di straordinaria dedizione sono in grado di raccontarla anche i volontari della Croce Verde di Viareggio. Sì, Croce Verde, una di quelle associazioni post-risorgimentali laiche che hanno fatto un po’ la storia di questa cittadina e che oggi sono ben dentro il suo tessuto sociale, fino a costituirne un nervo ben distinguibile. Ebbene, una lingua di fuoco «stratificata in basso», come sempre accade quando di mezzo c’è il gpl, s’è incuneata proprio nel garage della Croce Verde, dall’altra parte dei binari e s’è mangiato in sol boccone due delle sei ambulanze parcheggiate e danneggiato seriamente le altre quattro.

Ma non li hanno fermati. Hanno dato l’allarme - erano in otto per il turno di notte - e si son messi al lavoro, cominciando a dare disposisizioni all’unica ambulanza che avevano in giro e che ha fatto ovviamente alla grande il suo dovere. Il giorno dopo, alle 5 del pomeriggio, il presidenze Milziade Caprili, un ex vicepresidente del Senato con Rifondazione comunista, ha già pensato a una sede temporanea e sta aspettando trepidante la visita dell’Arcivescovo di Lucca. Questa è la Versilia, questa è l’Italia.

Ultimi, ma non per una classifica di meriti, i nostri amati Vigili del Fuoco. Con un Nucleo speciale arrivato da Venezia stanno compiendo la più pericolosa delle operazioni di bonifica: il travaso al sicuro del gpl che sta ancora in quelle cisterne. Ma, soprattutto, a decine non hanno battuto ciglio quando sono stati chiamati a Viareggio da ogni parte d’Italia, proprio loro, che con il terremoto d’Abruzzo sono ormai allo stremo delle forze, proprio loro che quando dimenticano di essere vigili del fuoco pensano ai magri stipendi e immaginano, un giorno chissà, di fare addirittura uno sciopero. Ma poi il dolore chiama e allora la rabbia può anche attendere.
Il Messaggero 1 luglio 2009

Strage Viareggio, morti altri 2 bimbi Si scava ancora per cercare i dispersi


Le vittime sono salite a 16, i feriti 27
Matteoli: accertamenti sulla manutenzione







VIAREGGIO (1 luglio) - È salito a 16 il numero delle vittime della strage del treno deragliato a Viareggio e poi esploso nella notte tra lunedì e martedì. I feriti sono 34, e 12 di loro sono gravissimi. «Le vittime accertate al momento sono 16, 27 feriti, molti sono gravi», ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, intervenendo stamani alla Camera per riferire sull'incidente.

Si scava ancora la tre le macerie. «Solo tre vittime sono state identificate ufficialmente», rende noto il sindaco viareggino Luca Lunardini. Il ministro dei Trasporti intanto ha disposto una commissione d'inchiesta, mentre la procura di Lucca indaga per disastro e omicidio colposo.

Oggi dalle 11 alle 12 scioperano i ferrovieri toscani per ricordare le vittime e a sostegno della sicurezza nel trasporto su rotaia.

Sono due bambini le ultime vittime accertate della strage: una bimba di tre anni, di origini non italiane, che era ricoverata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma; e Lorenzo, due anni e mezzo, che invece era stato trasferito all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Entrambi avevano ustioni nel 90% del corpo.

«Sono in corso accertamenti per verificare la regolarità delle operazioni di manutenzione effettuate sul carro» del treno sviato alla stazione di Viareggio e dal quale è uscito il Gpl che ha prodotto l'esplosione, ha detto il ministro dei Trasporti.

Durante la notte intanto sono proseguite le operazioni per la messa in sicurezza della zona del disastro e per la ricerca dei dispersi, sul cui numero non c'è ancora certezza: alcune fonti parlano di una persona, altre di tre. I vigili del fuoco hanno già svuotato il gpl contenuto in sei dei 14 vagoni cisterna che componevano il treno merci deragliato nei pressi della stazione.

La notte è trascorsa tranquilla per i circa 300 abitanti evacuati per precauzione dal quartiere e ospitati in case di amici, alberghi messi a disposizione dal Comune, nella palestra di una scuola dove è stata allestita anche una mensa, o nella tendopoli alzata davanti al Comune.

Stato d'emergenza nel prossimo Consiglio dei ministri per ricostruire le case distrutte dall'esplosione. È la promessa del premier Silvio Berlusconi, arrivato in riva al Tirreno ieri pomeriggio, dove però non ha trovato un'accoglienza troppo positiva: decine di persone lo hanno contestato con grida ed insulti che hanno sovrastato gli applausi. «Una manifestazione organizzata dalla Cgil, che manda i soliti ragazzotti a insultarmi», ha commentato Berlusconi. Il premier ha annunciato che per consentire lo svuotamento del vagone di gas coinvolto nell'indicente sarà evacuata la zona e che i lavori potrebbero essere completati già oggi pomeriggio.
Il Messaggero 1 luglio 2009

Treno Esploso: Al CTO di Torino, i feriti di Viareggio lottano per la vita (Video)


"Sembrava un'altra Pompei"


TORINO 30/06/2009 - I feriti di Viareggio arrivano al reparto Grandi Ustionati del Cto in tarda mattinata. Hanno il corpo deturpato dal fuoco, negli occhi le immagini di una città che i primi soccorritori hanno descritto come “una nuova Pompei”: il treno carico di gpl che deraglia e poi esplode, le palazzine che crollano, i bambini “che sembravano torce umane”, le lacrime dei superstiti, la corsa delle ambulanze.

I morti sono almeno 14, quattro persone sono disperse, mille evacuate, i feriti non si contano. Gli ospedali della zona, da soli, non riescono a gestire l’emergenza, e la mattina successiva partono i trasferimenti. A Torino arrivano in tre. Un camionista polacco di 32 anni, una viareggina di 60 e sua figlia di 30, trasferiti dall’ospedale Versilia con un aereo militare decollato dall’aeroporto di Pisa e atterrato a Caselle. Malek Marcin, il camionista, e Anna Maccarone, la sessantenne, hanno riportato danni gravissimi e vengono trasferiti al Traumatologico a bordo di un elicottero del 118. La più giovane, invece, ha ustioni soltanto sulla parte posteriore delle gambe, e raggiunge l’ospedale in ambulanza.

Malek Marcin ha ustioni di secondo e terzo grado su buona parte del corpo, e il volto deturpato dalla fiammata generata dall’esplosione del treno. Arrivato a Torino con una grave insufficienza respiratoria, intubato, è ricoverato in prognosi riservata.

Meno preoccupanti le condizioni delle due donne. Anna Maccarone ha lesioni sul 40% del corpo, ed è in stato di shock. La figlia, invece, ha subito danni soltanto agli arti inferiori.

Al momento dell’incidente, secondo quanto si è appreso da fonti ospedaliere, le due donne si trovavano nella loro abitazione, a due passi dalla stazione in cui è deragliato e poi esploso il treno.

Il tragico incidente - causato, pare, dalla rottura di un carrello - ha avuto ripercussioni sul traffico ferroviario in tutta la Penisola. Una volta giunti a Pisa, tutti i treni sono stati deviati in direzione Firenze per poi continuare verso Bologna, Piacenza, Alessandria e Torino. E i convogli diretti da Sud verso il capoluogo sabaudo hanno subito ritardi tra i 60 e i 240 minuti. Disagi anche per chi ha viaggiato in direzione opposta. I convogli della lunga percorrenza provenienti da Torino sono stati fermati a La Spezia, dove i bus sostitutivi hanno comunque garantito la mobilità. La situazione dovrebbe tornare alla normalità già da oggi. Chi dovesse mettersi in viaggio può comunque ricevere informazioni su eventuali modifiche di percorso contattando il numero verde gratuito 800 892021, istituito appositamente.

Esplode un treno a Viareggio
"Sembrava un'altra Pompei"

VIAREGGIO 30/06/2009 - L'inferno scoppia a mezzanotte. Un treno merci carico di Gpl esplode nei pressi della stazione di Viareggio, e il bilancio, ancora provvisorio, è tragico. 14 morti, 4 dispersi e 30 feriti, sedici dei quali in gravissime condizioni.

L'onda di fuoco generata dall'esplosione ha investito e distrutto tutto ciò che ha incontrato sulla propria strada. Case, automobili, persone."C'era un giovane che bruciava - racconta un testimone - sembrava una torcia umana".

"Un'altra Pompei"
Tra le vittime ci sono anche tre bambini. I corpi di due maschietti sono stati recuperati senza vita sul posto. Una bambina di quattro anni è deceduta questa mattina in ospedale, a Roma. Mille persone sono state evacuate dalle loro case. Testimoni e soccorritori hanno descritto la scena che si sono trovati di fronte come «un'altra Pompei».

Cronaca qui Torino 30 giugno 2009

martedì 30 giugno 2009

STRAGE VIAREGGIO, SI AGGRAVA IL BILANCIO: 17 MORTI FRA CUI 3 BAMBINI

feriti sono 37, di cui 15 gravi e una trentina di dispersi
Un altro bimbo ricoverato a Firenze in pericolo di vita

Morta la bambina ricoverata a Roma con il 90 per cento del corpo ustionato.

Ancora in corso le operazioni di riconoscimento dei cadaveri
Tragedia di Viareggio si aggrava il bilancio diciassette morti, tra cui 3 bambini
VIAREGGIO - Il bilancio del disastro ferroviario di Viareggio è di diciassette vittime, fra cui tre bambini: i corpi, carbonizzati, sono stati portati all'obitorio della città. Sono ancora in corso le operazioni di riconoscimento dei cadaveri. Tra questi ci dovrebbe essere quello di una giovane coppia che aveva da poco affittato una casa vicino a quelle crollate. I feriti sono 37, di cui quindici gravi, e, ufficialmente, una trentina di dispersi. In realtà le ricerche delle autorità si stanno indirizzando verso solo cinque persone, perché si ritiene che le altre 25 non si trovassero a casa al momento della tragedia.

Intanto è morta nella mattinata all'ospedale Bambin Gesù di Roma la bimba straniera di quasi 4 anni rimasta ustionata nell'esplosione della scorsa notte a Viareggio. La bambina era stata trasferita d'urgenza in elicottero a Roma dopo un primo ricovero al pronto soccorso dell'ospedale della Versilia. La bimba era stata operata ma non ce l'ha fatta a superare la crisi fisica seguita all'esplosione. Lotta invece fra la vita e la morte un altro bambino di 2 anni ricoverato al Mayer di Firenze anche lui ustionato e in stato di shock emodinamico.

Altri sei feriti - in condizioni gravissime, con ustioni su tutto il corpo - sono ricoverati a Pisa; cinque sono nei reparti rianimazione delle strutture sanitarie di Massa e Carrara; alcuni sono stati trasportati a Milano, al Galeazzi e al Niguarda; quattro alle Molinette di Torino; due, una madre e una figlia, di 54 e 23 anni, al Villa Scassi di Genova.

(LA REPUBBLICA 30 giugno 2009)

Disastro Viareggio, Berlusconi:"Prendo in mano la situazione".IDV, chiede audizione vertici FS

Bagnasco esprime il cordoglio dei vescovi: "Simili episodi non si ripetano"
Il capogruppo dell'Idv chiede l'audizione dei vertici Fs: "Sia fatta piena luce"

Il dolore di Napolitano
Berlusconi: "Vado a Viareggio"

Il premier: "Prenderò in mano la situazione"
Domani il governo riferisce alla Camera


Il dolore di Napolitano Berlusconi: "Vado a Viareggio"

Silvio Berlusconi

ROMA - La tragedia di Viareggio provoca lutto e sconcerto nelle istituzioni. A cominciare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in una telefonata al sindaco di Viareggio Luca Lunardini ha espresso i suoi sentimenti di partecipazione al dolore delle tante famiglie colpite e di vicinanza all'intera cittadinanza. E anche Silvio Berlusconi commenta: "E' un incidente grave, sconvolgente per come si è palesato".

"Sono stato al telefono finora con Bertolaso - prosegue il premier in mattinata, da Napoli, dove è giunto per seguire l'assemblea degli industriali - abbiamo già provveduto a trasferire i feriti più gravi negli ospedali e poi subito dopo quest'assemblea a Napoli, andrò a Viareggio a prendere in mano la situazione". Domani, comunque, il governo riferirà alla Camera.

Anche il cardinale Angelo Bagnasco, numero uno dei vescovi italiani, interviene sulla vicenda: "La Chiesa è vicina, i vescovi e le comunità cristiane assicurano la preghiera per i morti i feriti e le loro famiglie. Auspico che simili episodi nn si ripetano, ma in questo momento occorre stringersi gli uni gli altri".

Intanto, dall'opposizione, arriva la richiesta di un approfondimento sulle cause di un incidente così devastante. Il capogruppo dell'Italia dei valori alla Camera, Massimo Donadi, annuncia: "Chiederemo l'immediata convocazione dei vertici delle ferrovie, per un'audizione in commissione Trasporti alla Camera. Su questo disastro dovrà essere fatta piena luce".

Per il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl), invece, "ora bisogna evitare inutili polemiche in attesa di accertare cause e responsabilità. E' necessario fare ogni possibile sforzo per migliorare la sicurezza dei cittadini e l'efficienza del servizio ferroviario sulla strada intrapresa in questi anni".

(La Repubblica 30 giugno 2009)

Viareggio, Esplosione Treno: Aperte due inchieste.Il treno aveva un freno in fiamme

Mille evacuati. Due palazzine crollate e altre cinque danneggiate


Sono già due le inchieste annunciate sull'incidente ferroviario di Viareggio che finora ha provocato 15 morti
Sono già due le inchieste annunciate sull'incidente ferroviario di Viareggio che finora ha provocato 15 morti. La prima è quella che sarà portata avanti dalla procura di Lucca. Le ipotesi di reato sono disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo.

Lo ha spiegato lo stesso procuratore di Lucca, Aldo Cicala, che la notte scorsa, insieme al sostituto Giuseppe Amodeo, ha effettuato un sopralluogo sul luogo dell'accaduto, conclusosi intorno alle 6. Sulle cause Cicala ha spiegato che "al momento non c'è alcuna conferma".

Ha solo escluso che "ci sia stato un scontro tra treni. C'è stato un deragliamento, il gas gpl è fuoriuscito e poi si è verificata l'esplosione".

Il procuratore ha anche aggiunto che sono già stati "sentiti a verbale i macchinisti del convoglio, ma non ha voluto aggiungere nulla sulle loro dichiarazioni. Sulla portata di quanto accaduto ha detto: "I dati parlano da soli: è veramente un disastro".

Una commissione d'inchiesta sul fatto è già stata annunciata dal ministro dei Trasporti Altero Matteoli che ha interrotto una visita in Venezuela per tornare in Italia e raggiungere Viareggio.

"Uno dei vagoni è deragliato - ha spiegato il comandante del corpo nazionale dei vigili del fuoco Antonio Gambardella che dal centro operativo del Viminale sta coordinando le operazioni di soccorso - e si sono susseguite diverse esplosioni". Quanto alle cause, Gambardella non si è sbilanciato, limitandosi a dire che secondo alcune testimonianze sembra che il treno sia entrato in stazione con i freni in fiamme". Per le Fs il problema sarebbe stato legato alla rottura di un carrello.

I vigili del fuoco sono subito giunti in forze sul luogo dell'incidente insieme a carabinieri, polizia, guardia di finanza, personale medico del 118 e volontari della protezione civile.

A Viareggio è giunto il capo della protezione civile Guido Bertolaso che è in contatto col presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In arrivo a Viareggio anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è in contatto con il prefetto di Lucca Carmelo Aronica. Il treno deragliato è un convoglio merci composto da 14 vagoni e proveniva da La Spezia in direzione Pisa.

(Il Tirreno 30 giugno 2009)

Treni, dopo l'incidente l'Italia è divisa in due

Treni a rischio blocco per tre giorni. Traffico paralizzato nel centro di Viareggio. In mille avacuati dalle case
di Gabriele Dini e Donatella Francesconi
Oltre mille persone evacuate. Gente che ha dormito in ricoveri di fortuna messi in piedi dalla Protezione civile in città. E disagi per chi viaggia in treno e in macchina. L'alba che segue il giorno della strage si accende su una città devastata.

Nella zona attorno alla stazione di Viareggio - dove finora ci sono stati 15 morti - sarebbero due le palazzine crollate e altre cinque quelle danneggiate. Almeno mille persone sono state evacuate in via precauzionale per il pericolo di crolli e nuove esplosioni. Campi di emergenza, per accogliere anche parte dei feriti, sono stati allestiti sulla piazza di fronte al comune e vicino alla prefettura. Molti viareggini hanno trascorso la notte da parenti e amici. Altri, purtroppo, hanno fatto avanti indietro per gli ospedali in cerca di notizie di parenti spariti. non si sa quando le persone evacuate potranno tornare nelle loro case.

Il treno deragliato con il suo carico di Gpl dovrà ora essere rimosso. I vagoni sono rovesciati sul binario. Le operazioni di recupero potrebbero durare anche due-tre giorni perché le cisterne dovranno essere svuotate con cautela per scongiurare il rischio di nuove esplosioni. i collegamenti tra Pisa e il nord sulla linea di viareggio sono interrotti. le ferrovie hanno allestito servizi alternativi di autobus I convogli della Direttrice Torino - Genova - Roma potranno subire ritardi, deviazioni di percorso e possibili cancellazioni.

I convogli del trasporto regionale provenienti da Sud verranno attestati nella stazione di Pisa, quelli da Nord, invece, a Forte dei Marmi e i treni regionali da Est sosteranno a Lucca. Un servizio di bus sostitutivi garantirà i collegamenti tra queste tre località e le stazioni intermedie. I convogli della media e lunga percorrenza subiranno alcune modifiche di percorso. Alcuni treni diretti da Sud a Torino, arrivati a Pisa, verranno deviati a Firenze per poi proseguire verso Bologna, Piacenza, Alessandria e Torino. Altri convogli della Direttrice Tirrenica verranno attestati a La Spezia (quelli provenienti da Torino) e a Pisa (quelli da Roma) e in questo tratto di linea saranno garantiti i collegamenti con bus sostitutivi.

Dal momento dell'esplosione - avvenuta poco prima della mezzanotte - le strade del centro di Viareggio sono state chiuse. Impossibile transitare dalla piazza della stazione e dal vecchio tratto dell'Aurelia investito dalle fiamme e dove si trovavano le palazzine crollate. Danneggiata gravemente anche la sede dell'associazione di soccorso Croce verde

(il tirreno 30 giugno 2009)

TRENO ESPLOSO/ Modifiche alla circolazione. Numero verde Trenitalia

Per le informazioni, Trenitalia ha attivato il numero verde 800 892021.

martedì 30 giugno 2009

Treno esploso - L'incidente del treno di Viareggio , che attualmente ha causato almeno 12 vittime, ha costretto Ferrovie dello Stato a modificare pesantemente la circolazione che gravita intorno alla città toscana, teatro del disastro. Secondo quanto riportato dal sito di Ferrovie dello Stato la circolazione ferroviaria è interrotta per un tempo indefinito sulla Direttrice Tirrenica tra le stazioni di Pisa e Forte dei Marmi. I convogli della Direttrice Torino–Genova–Roma potranno subire ritardi, deviazioni di percorso e possibili cancellazioni.

Il Gruppo FS ha subito adottato provvedimenti di circolazione alternativi per i treni interessati.

I convogli della Direttrice Torino – Genova – Roma potranno subire ritardi, deviazioni di percorso, si parla di far transitare i treni via Alessandira e possibili cancellazioni.

I convogli del trasporto regionale provenienti da Sud verranno attestati nella stazione di Pisa

i treni da Nord, invece, a Forte dei Marmi i treni regionali da Est sosteranno a Lucca.

Un servizio di bus sostitutivi garantirà i collegamenti tra queste tre località e le stazioni intermedie.

I convogli della media e lunga percorrenza, poi, subiranno alcune modifiche di percorso.

Alcuni treni diretti da Sud a Torino, arrivati a Pisa, verranno deviati a Firenze per poi proseguire verso Bologna, Piacenza, Alessandria e Torino.

Altri convogli della Direttrice Tirrenica verranno attestati a La Spezia (quelli provenienti da Torino) e a Pisa (quelli da Roma) e in questo tratto di linea saranno garantiti i collegamenti con bus sostitutivi.

fonte


VIAREGGIO, L'ULTIMO DI UNA LUNGA SERIE DI INCIDENTI FERROVIARI

Da Piacenza a Crevalcore, la lunga scia di sangue sui binari

ultimo aggiornamento: 30 giugno, ore 11:24
Viareggio - (Adnkronos) - La tragedia di Viareggio è solo l'ultima tragedia di una lunga serie. Ecco alcuni degli incidenti ferroviari più gravi registrati negli ultimi anni

Viareggio, 30 giu. - (Adnkronos) - Quindici morti, 37 feriti e numerosi dispersi è il bilancio, ancora provvisorio, del disastro ferroviario che si è verificato intorno a mezzanotte alla stazione ferroviaria di Viareggio (Lucca). Un carro cisterna con Gpl di un treno merci è deragliato esplodendo nei pressi della stazione ed investendo le case vicine. E' questa l'ultima tragedia che si è consumata sui binari. Ecco alcuni degli incidenti ferroviari più gravi registrati negli ultimi anni
22 GIUGNO 2009: Due carri di un treno merci deragliano fra Vaiano e Prato. Fortunatamente, nessuna persona rimane ferita ma forti sono i ritardi e i disagi per la circolazione ferroviaria.

19 MAGGIO 2009: I due vagoni terminali di un treno merci deragliano nella stazione di Sesto Calende, in provincia di Varese. Uscendo dai binari, i vagoni scagliano il pietrisco della massicciata sulla banchina, dove sono presenti alcuni viaggiatori. Tre persone rimangono ferite in modo lieve.

3 GIUGNO 2008: Trenta persone rimangono ferite nello scontro, avvenuto nella stazione di Ancona, fra un treno regionale Pesaro-Termoli, che viaggia sul terzo binario, e una motrice che sta facendo manovra sullo stesso binario. I passeggeri riportano soprattutto lievi contusioni e rimane ferito anche il macchinista.

17 LUGLIO 2007: Tamponamento fra treni alla stazione di Lecco. Un treno in arrivo da Milano, diretto in deposito sul binario sei, passa accidentalmente sul binario cinque andando a tamponare un altro convoglio. Feriti tre ferrovieri e due viaggiatori.

15 GIUGNO 2007: Scontro tra un treno merci e una littorina nel nuorese, vicino Macomer, nella tratta tra Birori e Bortigali. Il bilancio dell'incidente è di tre morti e otto feriti.

20 DICEMBRE 2005: Un treno regionale proveniente da Campobasso imbocca un binario già occupato da un altro convoglio e travolge letteralmente l'ultima carrozza di un treno diretto a Caserta. L'impatto, a Roccasecca nei pressi di Frosinone, è fortissimo. Alla fine si conteranno due vittime e decine di feriti.

7 GENNAIO 2005: E' di dieci morti e di oltre 50 feriti il bilancio dell'incidente ferroviario avvenuto, poco prima delle 13, in località Bolognina di Crevalcore, nella pianura bolognese. Un cargo merci si scontra con l'interregionale 2255, partito da Verona alle 11.39.

13 SETTEMBRE 2004: E' di due morti e trenta feriti il bilancio dell'incidente avvenuto al treno regionale 4441 della linea ferroviaria Cuneo-Torino che transita nei pressi di Madonna dell'Olmo.

20 MARZO 2004: E' di una vittima, una donna francese morta durante il trasporto in ospedale a bordo di un elicottero, e di 23 feriti accertati, di cui 18 lievemente contusi, il bilancio dell'incidente ferroviario, che coinvolge due Euronight, avvenuto poco lontano dalla stazione di Stresa-Belgirate.

14 MAGGIO 2003: Scontro a Roma sulla circonvallazione Nomentana, nei pressi di Ponte Lanciani, poco prima dell'arrivo alla stazione Termini, di due treni Intercity: il Monaco di Baviera-Napoli e il Messina-Roma. L'impatto è molto violento. Il bilancio è di dodici feriti.

11 APRILE 2003: Sulla linea Novara-Milano un intercity si scontra con un autocarro che sta attraversando i binari all'altezza di un passaggio a livello.

1 OTTOBRE 2003: Il treno regionale 11432 che collega Porretta Terme a Bologna deraglia alle 8.15, poco dopo la stazione di Casalecchio Garibaldi (Bologna). Il bilancio è di 127 feriti ed un morto, avvenuto qualche giorno dopo. Ad uscire dalle rotaie sono state le prime tre carrozze del convoglio che avrebbe imboccato un binario morto andando ad urtare contro il terminale in cemento armato posto alla fine.

20 LUGLIO 2002: Sciagura ferroviaria con otto morti e trenta feriti in Sicilia dove l'intercity 1935 Palermo-Venezia, la 'Freccia della laguna', deraglia tra le stazioni di Venetico e Rometta Marea, in provincia di Messina. Diversi vagoni del convoglio, che trasportava circa 190 persone, cadono in una scarpata di alcuni metri.

14 SETTEMBRE 2001: A Colle Isarco (Bolzano) un treno merci urta un altro merci fermo nella stazione. Muoiono i due macchinisti.

10 GIUGNO 2001: Solo danni materiali e qualche malore tra gli anziani diretti a Lourdes per il deragliamento del locomotore dell'intercity 544 Roma-Ventimiglia sulla linea Genova-Roma, nei pressi di Livorno. A causare l'incidente, un escavatore che si trova sui binari.

11 MAGGIO 2001 - E' di dieci feriti lievi l'incidente ferroviario in seguito al deragliamento dell'espresso 895 Roma-Reggio Calabria in seguito a una frana che invade i binari a Favazzina di Scilla.

22 APRILE 2001: Quindici persone ferite, ma nessuno in modo grave, nell'incidente che vede coinvolti, a pochi chilometri da Brescia, un treno passeggeri e un merci sulla linea Venezia-Milano. All'improvviso, tra Rezzato e Brescia, si apre un portellone del treno merci che colpisce la fiancata dell'interregionale 2110 Venezia-Milano.

4 GIUGNO 2000: A Solignano (Parma) all'entrata in stazione, sulla linea Parma-La Spezia, si scontrano frontalmente due treni merci. Muoiono cinque macchinisti e un altro è ferito.

23 MARZO 1998: A Castello (Firenze) il pendolino Roma-Bergamo deraglia ed entra in collisione con un treno regionale. Nell'incidente muore un passeggero e 30 sono feriti.

2 AGOSTO 1997: Deraglia all'ingresso della stazione Casilina di Roma l'espresso Reggio Calabria-Torino e il giorno dopo si ribalta una gru al lavoro per rimuovere il treno. Questo nuovo incidente provoca la chiusura delle linee tra Roma e Napoli via Formia e Cassino. Migliaia di persone rimangono senza collegamenti nelle stazioni romane di Termini, Tiburtina, Ostiense, e pesanti disagi si registrano anche a Napoli, Salerno, Bologna e Firenze.

12 GENNAIO 1997: A Piacenza il pendolino Etr 460 deraglia a 300 metri dalla stazione, mentre è in viaggio da Milano a Roma con 150 passeggeri. Otto i morti e 29 i feriti. Illeso l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

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