MILANO - "Io sono convinto che i lettori di Repubblica siano un popolo di imbecilli, perche' continuano a leggere un giornale che gli racconta un sacco di panzane". Cosi' il direttore del Tg Com, Paolo Liguori, ha commentato ai microfoni dell'Agr l'attenzione dedicata dal quotidiano fondato da Scalfari all'inchiesta di Bari, sul caso delle presunte feste a pagamento che coinvolgerebbe il premier. "Repubblica sono 15 anni che dice che Berlusconi stupra, violenta, inganna, spaccia droga, ruba soldi - ha detto Liguori -. Lo dice impunemente, perche' nessuno le chiede conto. Sono convinti che gli italiani siano un popolo di imbecilli, perche' seguono Berlusconi". (Agr)
ROMA - La parola "Italia" accompagnata graficamente da una specie di onda tricolore: è il nuovo logo presentato a Palazzo Chigi dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, durante una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il premier, Silvio Berlusconi. Per promuovere il turismo, ha affermato il ministro, «siamo partiti dalla creazione di un nuovo logo Italia», visto che «l'immagine dell'Italia era appannata» «e «mancava di un profilo definito», mentre il turismo rappresenta una «grande opportunità, soprattutto occupazionale». «Per la sua ideazione - ha detto ancora la Brambilla - ci siamo orientati su due concetti forti: l'eccellenza del Made in Italy, arte, moda e design, e l'essenza del Made in Italy, natura, sapori, bellezza». Quindi, ha spiegato il ministro del Turismo, «abbiamo scelto ordine e rigore, unito però alla leggerezza e alla musicalità del nostro paese, a quella morbidezza e sinuosità che rendono duplice e di difficile sintesi ma anche unico il nostro stile di vita». All'estero, lo slogan sarà invece "Magic Italy". Oltre al logo, il ministro ha annunciato che a metà luglio il portale italiano per il turismo andrà on line in versione promozionale, a breve seguita dalla definitiva.
ABRUZZO - La Brambilla ha poi parlato di «una campagna di promozione turistica a favore dell'Abruzzo, imperniata su sette diversi itinerari». L'operazione, realizzata insieme alla Regione Abruzzo, individua diversi filoni di promozione: arte, sacro e storia, borghi, sapori e quindi turismo eno-gastronomico, natura. La Brambilla ha inoltre aggiunto che per lanciare la campagna si utilizzerà il volano dei Giochi del Mediterraneo che si apriranno nei prossimi giorni in Abruzzo: «In testa ad ogni collegamento televisivo per i Giochi del Mediterraneo - ha detto - ci sarà una cartolina dell'Abruzzo legata a un itinerario e tutte le tv potranno rilanciare il messaggio».
SPOT - A Palazzo Chigi è stato anche presentato in anteprima uno spot di promozione turistica, chiuso da una frase del premier: «Scopri l'Italia, nascerà un grande amore». Lo stesso Berlusconi ci ha scherzato un po' su, punzecchiando l'opposizione: «Io ho fatto il conduttore. Poi, quando l'ho visto, ho detto che l'opposizione non me l'avrebbe lasciato fare, perché altrimenti avrei avuto una catena di signore, visto che in quello spot sono troppo bello.... Se sarò un giorno all'opposizione - aggiunge- allora si potrà usare...».
BARI. Non è scappata, è ancora in città. Maria Teresa De Nicolò, la misteriosa quarta donna del «sexygate» barese, è lì dove è sempre stata. Al terzo piano di un bel palazzo ai confini del centro, sette o otto isolati dalla sede della giunta regionale. Quasi un luogo simbolo, se si pensa che Terry, 37 anni, fisico minuto e filiforme, è ritenuta dagli investigatori amica in comune tra l’imprenditore Tarantini e Sandro Frisullo, il vicepresidente della Regione guidata da Nichi Vendola. Ma l’esponente salentino del Pd nega di averla mai conosciuta.
È lei la quarta donna dopo Patrizia D’Addario e le sue amiche Barbara Montereale e Lucia Rossini, tutte baresi, e tutte presenti a quella fatidica cena a Palazzo Grazioli nel novembre del 2008. Ieri mattina Terry era a casa, e a differenza delle altre donne di questa storia non era affatto disponibile a parlare con gli estranei. «Non devo chiarire nulla a nessuno, non voglio vedere nessuno», questo il messaggio affidato a una vicina che prova ad annunciarle la visita dei giornalisti. Poi, improvvisamente, si materializza il suo avvocato e la donna si precipita in strada. Ha una felpa verde, i pantaloni della tuta, scarpe da ginnastica, il cappuccio calato sulla testa che non nasconde i lineamenti di questa bella donna: naso piccolo, un viso curato, l’espressione che tradisce le difficoltà del momento. Appare giusto un attimo, il tempo di saltare sulla «Citroen C5» del suo legale, la testa abbassata sotto i sedili: una fuga precipitosa per una donna che non cerca pubblicità ma che al contrario forse ne ha paura.
Secondo fonti investigative, la De Nicolò sarebbe coinvolta nel filone dell’inchiesta che riguarda come ipotesi di reato l’induzione alla prostituzione. Per la Guardia di finanza la donna potrebbe aver avuto un ruolo nel meccanismo messo in piedi da Tarantini: ragazze disponibili offerte ai potenti per facilitare gli affari dell’imprenditore barese. «Ma lei - dice l’avvocato Sabino Str ambelli, che la rappresenta - non è indagata. È stata ascoltata dalla Finanza soltanto come persona informata sui fatti e non ha mai avuto a che fare con la giustizia. Ogni ipotesi a proposito del suo coinvolgimento in questa storia è totalmente falsa. Il mio ruolo, adesso, è tutelare il suo decoro».
Tuttavia il filone d’inchiesta in cui si è imbattuta la De Nicolò potrebbe aprire un nuovo fronte nella vicenda. La donna, che per un certo periodo risulta aver vissuto a Milano, potrebbe infatti non avere a che fare con gli incontri nelle residenze di Berlusconi, ma potrebbe aver collaborato con Tarantini per altre questioni. È ormai noto che diverse telefonate intercettate riguardano anche Sandro Frisullo: i temi trattati nelle conversazioni con Tarantini sono al vaglio degli inevstigatori. A carico di Frisullo non ci sono accuse di alcun genere, solo circostanze (come l’incontro elettorale del 28 marzo 2008 a Bari che sarebbe stato pagato da Tarantini) che di per sé non significano nulla. Interrogato dai giornalisti negli scorsi giorni, Frisullo ha confermato di conoscere Tarantini ma ha negato di avere alcun rapporto con la De Nicolò. Chi ieri ha incontrato l’assessore allo Sviluppo economico, lo ha trovato profondamente preoccupato: «Sono finito mio malgrado in una storia più grande di me - si è sfogato con alcune persone fidate - e mi hanno lasciato solo». [g. c. - m. sc.]
Luca Sofri, speiga chi è Minzolini e perchè Berlusconi lo ha voluto
Chi è Augusto Minzolini
ROMA - Augusto Minzolini, notista politico della Stampa nominato oggi direttore del Tg1, è nato a Roma nel 1958. Inizia la carriera giornalistica molto presto, subito dopo la maturità classica, nel 1977, all'agenzia di stampa Asca. Dal 1985 collaboratore di Panorama, viene assunto due anni dopo. Nel 1990 Ezio Mauro lo chiama alla Stampa, nel 1992 Paolo Mieli lo fa inviato, nel 1997 Carlo Rossella lo promuove editorialista. Negli anni '70 partecipa a due film di Nanni Moretti, Io sono un autarchico ed Ecce bombo. A lui viene attribuita l'invenzione del minzolinismo, neologismo nato a metà degli anni '90, inteso come «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte» (Annali del lessico contemporaneo, edizioni Esedra.
(Ansa)
FONTE METILPARABEN:
ECCO COSA DICEVA MINZOLINI NEL 1994:
“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”. "io penso che l' opinione pubblica sia perfettamente in grado di giudicare come stanno le cose."
ECCO CASA HA DETTO DEL D'ADDARIO GATE, AL TG1: GUARDA IL VIDEO
dal sito:http://nonunacosaseria.blogspot.com/2009/05/minzolineide.html
20 maggio 2009
Minzolineide Augusto Minzolini è il nuovo direttore del TG1. Chi è costui? I giornali nei prossimi giorni non mancheranno di tracciarne il profilo umano e ripercorrerne le principali tappe professionali, a partire dalla famosa intervista a Violante e agli inseguimenti in motorino al politico di turno. Verranno però taciute le perle del Minzolini-pensiero. Tipo le seguenti. Alitalia “Berlusconi, favorito nella corsa elettorale, non ha certo difficoltà a mettere insieme un gruppo di imprenditori che dovrebbe solo lanciare un’offerta che sarà valutata solo dopo il voto, magari proprio da lui che nel frattempo sarà approdato a Palazzo Chigi. Insomma, su Alitalia Berlusconi ha molto da dire. Al contrario di Veltroni” (La Stampa, 27 marzo 2008) Prodi (Prodi) “non è nuovo a svendite del patrimonio nazionale. Trent’anni fa si affacciò alle luci della ribalta tentando di regalare (anche in quell’occasione il Cavaliere si mise di traverso) la Sme a De Benedetti. Il Professore non ha perso il vizio e vuole chiudere la carriera, appunto, come l’ha cominciata” (Panorama, 3 aprile 2008) PD e Di Pietro “Il PD che rincorrendo Di Pietro assume posizioni fascistoidi non è cosa da poco. Ma se gli altri sono preoccupati o si inalberano di fronte a questa prospettiva, Berlusconi (…) pensa ad altro: al G8 di domani e al G8 che si svolgerà in Italia tra un anno” (La Stampa, 6 luglio 2008) Costituzionalisti “Si materializzano a ogni tentativo di cambiare le regole antiquate del Paese. Sono tutti schierati a sinistra. Sono i cento costituzionalisti che hanno firmato un appello contro il Lodo Alfano. I nomi sono sempre gli stessi: Elia, Onida, Cheli, Bassanini, Zagrebelsky. Sono la quinta colonna dei magistrati politicizzati. Il loro strumento di potere è la Carta costituzionale che per loro deve rimanere immobile, rigida, non aggiornabile” (Panorama, 17 luglio 2008) Politica estera “Una volta la politica estera della prima repubblica, quella targata Giulio Andreotti, si concedeva uno strapuntino sul treno franco-tedesco o, al massimo, un po’ di piccolo cabotaggio sul fronte arabo. Quella del centrosinistra aveva più o meno lo stesso schema condito da un atteggiamento ideologico sull’Europa o suggestioni come l’Ulivo mondiale. Quella di Silvio Berlusconi, con le sue potenzialità e i suoi inconvenienti, è animata da un protagonismo a tutto campo e dentro l’Europa. E visto che il premier italiano è guidato da una buona dose di pragmatismo gli riescono cose a volte impensabili (…) Sono bracci di ferro che un capo di governo deve mettere nel conto. E poi è sempre meglio vedersela con Barroso che con l’inattendibile Veltroni” (La Stampa, 17 ottobre 2008) L’abbronzatura di Obama “Una vicenda che probabilmente è figlia diretta dello stile con cui il Cavaliere si muove sulla scena internazionale, meno ingessato, più informale di quello che impone l’etichetta diplomatica”. (La Stampa, 7 novembre 2008) Leadership “Con una crisi come l’attuale, il rapporto di fiducia tra l’esecutivo, il suo leader e l’opinione pubblica è un elemento fondamentale. Dato che le risorse sono comunque limitate, la gente deve fidarsi e affidarsi. In altre parole, una leadership sicura e riconosciuta è più importante per il successo di un governo, di una maggioranza o di una coalizione, in un momento di crisi che non in quelli in cui le cose vanno per il meglio. Non c’è bisogno di scomodare il Roosevelt della ripresa Usa dalla Grande Depressione, il De Gaulle che rifondò la repubblica francese dopo la crisi d’Algeria, la Thatcher che nel secondo mandato risollevò l’economia inglese, per comprenderlo” (La Stampa, 4 febbraio 2009) Decreti legge “Per spiegare preventivamente che non c’erano i presupposti d’urgenza sul decreto (Englaro), Berlusconi si è gettato in una requisitoria che può essere considerata una sorta di apoteosi del decisionismo, un j’accuse contro i tempi antiquati delle nostre istituzioni e un invito perentorio all’intero governo a sposare una linea chiara che difende le prerogative del potere esecutivo rispetto a prassi vecchie e nuove che ne potrebbero mortificare e limitare il ruolo (…) convinto che in questo modo smuoverà qualcosa nel paludato mondo dei Palazzi. Quelli che da sempre lo vogliono imbrigliare, normalizzare, ridurre all’impotenza” (La Stampa, 7 febbraio 2009) PD “La verità è che il Partito Democratico è nato antiquato. Il mondo corre, il centrosinistra sta fermo” (Panorama, 26 febbraio 2009) Franceschini “La vecchia guerra al cavaliere nero condita con la tradizionale salsa della demagogia di sinistra. Un triste ritorno al passato”. (Panorama, 12 marzo 2009) La crisi economica “Il premier ha capito che un’opposizione sbandata, che per sopravvivere deve risalire nei sondaggi è pronta a giocare – sono sue parole – “la carta del tanto peggio tanto meglio”. Soffia sul fuoco, dipinge la situazione a tinte foschissime, crea le condizioni per cui i titoli di Stato italiano diventino meno appetibili di quelli di altri Paesi concorrenti”. (La Stampa, 7 marzo 2009) Il PdL “Nel cortile di Palazzo Grazioli Silvio Berlusconi è un uomo felice. Gli hanno confermato da poco che il congresso ha fatto salire ancor di più i sondaggi del PdL, dimostrazione che l’idea di un partito del Paese, della gente, degli italiani né di destra, né di centro, né di sinistra, come ha detto lui stesso, cammina, si fa largo nell’opinione pubblica. Un’operazione condotta con un approccio alla politica diverso, improntato sul Governo (la politica del fare) e, ovviamente, con un linguaggio diverso”. (La Stampa, 30 marzo 2009) Come uscire dalla crisi “L’opinione pubblica si sta stringendo attorno al governo e a Silvio Berlusconi sull’esigenza di ricostruire il Paese costruendo il PdL” (Panorama, 9 aprile 2009) Emergenza terremoto “Indossa un maglione blu e ha il piglio deciso del direttore dei lavori, del comandante dei pompieri, del capo militare, ma anche la comprensione del prete. Silvio Berlusconi nelle emergenze si esalta. La sua attitudine è la politica del fare” (La Stampa, 9 aprile 2009) Riforme “Se a ogni tentativo di modernizzazione si risponde o alzando le barricate come fa una parte del sindacato, o, ancora, sventolando le bandiere dell’intangibilità della Costituzione secondo le logiche di una certa opposizione, il nostro sistema pagherà a caro prezzo la crisi” (Panorama, 7 maggio 2009) Veronica Lario “Alla fine nella sua foga antiberlusconiana la sinistra ha superato un altro limite: si è gettata a capofitto nel litigio tra il Cavaliere e Veronica Lario per utilizzare il caso nella polemica politica. In Italia non era mai successo. Una sinistra giustizialista, che ha il chiodo fisso del Cavaliere, e un’altra disperata, che non riesce a presentarsi come un’alternativa di governo, hanno superato questo confine per contrastare la popolarità del premier. Nella logica idiota e masochista di una sinistra senza bussola quelle accuse hanno fatto il giro del mondo danneggiando non l’immagine del premier, ma quella dell’intero Paese. C’è un litigio tra moglie e marito, ci sono gelosie, rancore, amore. C’è di tutto insomma, meno che la politica. Eppure, su questo coacervo di sentimenti, reazioni viscerali, una sinistra delusa, priva di un progetto e in cerca di un leader, tenta di costruire la sua rivincita. Forse questa volta è stato toccato davvero il fondo” (Panorama, 14 maggio 2009) Pubblicato da nonunacosaseria a 20.00
Secondo il gip di Tempio Pausania le immagini sono il risultato di una condotta illecita con intrusione nella vita privata del premier
Sequestrate le foto di Villa Certosa Zappadu querela Berlusconi
Il fotografo querela Fede, il presidente del Consiglio, Libero e Il Giornale
Villa Certosa
ROMA - Sequestrate. Il gip di Tempio Pausania interviene così sulle fotografie scattate da Antonello Zappadu a villa Certosa. Per Vincenzo Cristiano quelle immagini sono il risultato di una condotta illecita con intrusione nella vita privata di Silvio Berlusconi e dei suoi ospiti, attraverso un potente teleobiettivo che di fatto avrebbe violato la privacy all'interno di Villa Certosa. Le foto, però, sono state cedute a un'agenzia in Colombia. Nel frattempo Zappadu ha annunciato di voler querelare sia Berlusconi che Emilio Fede. Altre due querele, invece, verranno presentate contro i direttori dei quotidiani Libero e Il Giornale accusati dal fotografo di aver utilizzato, senza autorizzazione, gli scatti su Villa Certosa diffusi da El Pais.
"Chiunque le pubblicasse in Italia, dopo il provvedimento della procura - spiegato l'avvocato Satta che affianca il legale del premier Nicolò Ghedini - potrebbe essere accusato di ricettazione o interferenze illecite nella vita privata". Il fratello del fotografo, Tore Zappadu, conferma la notizia del sequestro sottolineando peraltro che, ormai, si tratta "di risvolti della vicenda che ci interessano poco, dopo che Antonello ha ceduto le foto alla Ecoprensa".
Lo scorso 15 giugno la procura della Repubblica di Roma aveva respinto la richiesta dell'avvocato del presidente del Consiglio, la stessa che il gip di Tempio ha invece accolto. Tre giorni dopo, è arrivato il provvedimento del garante per il trattamento dei dati personali che ha imposto il blocco di tutte le immagini. Da qui la richiesta dei legali di Berlusconi, che ha depositato la scorsa settimana a Tempio l'ordinanza del garante insieme a una nuova richiesta di sequestro, accolta dal gip (lo stesso che ha respinto l'archiviazione dell'indagine per le foto finite sul settimanale Oggi).
Inoltre, spunta la pista dei 'tavoli verdi' con puntate a quattro zeri Feste a Cortina e gioco d'azzardo, gli sviluppi dell'inchiesta di Bari su Tarantini ultimo aggiornamento: 24 giugno, ore 11:28
Roma - (Ign) - Dalle intercettazioni emergerebbe adesso anche il coinvolgimento di alcune ragazze in ''fine settimana trascorsi a Cortina in compagnia di facoltosi clienti''.
Roma, 24 giu. (Ign) - Dopo il contrattacco del premier Silvio Berlusconi, che ha parlato di "un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D'Addario", e la smentita di lei, l’inchiesta della Procura di Bari al centro delle cronache di questi giorni va avanti. Adesso spuntano anche feste a Cortina e una pista sul gioco d’azzardo.
“Alcune ragazze – si legge sul Corriere della Sera’ - hanno ammesso quanto emergeva già dalle intercettazioni: fine settimana trascorsi a Cortina in compagnia di facoltosi clienti nelle suite di alberghi di lusso oppure nella villa di un noto industriale. E soprattutto hanno confermato il ruolo di un ‘mediatore’ che avrebbe aiutato Tarantini a organizzare le trasferte”. L'uomo, cioè, “che gli ha presentato Patrizia” D’Addario. La sua voce risulterebbe registrata “più volte” anche “nelle audiocassette che la donna ha consegnato (agli inquirenti, ndr) due giorni fa”.
Non solo. L’indagine, scaturita da un’inchiesta su presunte mazzette per appalti nella sanità, si arricchisce di nuovi risvolti. Così spunta anche la pista del gioco d’azzardo. “Nell'indagine – rivela ‘La Repubblica’ - è venuto anche fuori come a Tarantini piacesse il tavolo verde. Si riuniva spesso con amici e politici, soprattutto a casa sua: sul tavolo cifre a quattro zeri”.
Chiama l'animale 'Berluscane' perchè è troppo in calore: 60 euro di multa dai vigili
L'uomo, che ha anche un altro quadrupede chiamato 'Noemi', ha modificato il cartello sul cancello di casa: "Attenti al Berluscane". Gli agenti si sono appellati a questa motivazione per stangarlo
Verona, 23 giugno 2009 - Il vecchio cane lupo è ancora vigoroso, per questo è stato battezzato ‘Berluscane’ dal suo padrone, un signore di Verona noto per la sua eccentricità. Il nome, però, è risultato poco gradito da qualche vicino di casa che ha informato della cosa i vigili urbani, ai quali non è rimasto che fare una contravvenzione all'uomo perché sul cancello manca il cartello ‘Attenti al cane’. Per la verità il cartello c’è, ma è stato storpiato in ‘Attenti al Berluscane’.
La vicenda, riportata oggi da L’Arena, ha per protagonista il signor Imerio Mariotto, proprietario di altri tre cani (di cui uno battezzato ‘Noemi’), che però non ha intenzione di abbassarsi a pagare la sanzione da 55,60 euro. Il suo legale, l’avvocato Guariente Guarienti, presenterà ricorso al giudice di pace, motivando la scelta del cartello e del nome.
Nella memoria difensiva, Mariotto sostiene che Berluscane è stato chiamato così per una ‘’vivacità amorosa inversamente proporzionale all’età" ma in realta è un animale tranquillo, che "i cani femmina che si presentassero al cancello, soprattutto se cagnette giovani e ambiziose", potrebbero avvicinare senza timore di avance. Questo perché "a differenza degli esseri umani, sempre teoricamente disponibili, cagne e cagnette, per suscitare interesse, devono essere in calore".